Oraquadra giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto - Items filtered by date: Martedì, 10 Luglio 2018

C’è qualcuno in qualche comitato e tra i banchi dell’opposizione che, con il solito livore diventato unico tratto distintivo della sua attività nel Consiglio Comunale, si è convinto che un sindaco debba “girare” per le strade per rendersi conto dei problemi della città. Non è una cattiva idea, certo, a patto di non replicare le gesta di chi lo ha fatto in passato, senza curarsi dei problemi che oggi noi stiamo pazientemente risolvendo.

Se qualcuno cercava la nostra discontinuità politica, quindi, potrà trovarla in questo approccio. In un solo anno di amministrazione Melucci abbiamo posto le basi per una ripartenza vera, non per il suo miraggio.
A chi non vede la differenza, a chi non si rende conto di quanto sia stata “alzata l’asticella”, abbiamo solo una cosa da dire: è il profilo delle aspettative personali a definire la capacità di apprezzare i progressi di una comunità. Non ci meraviglia, insomma, se la rivoluzione del sistema amministrativo che stiamo mettendo in atto non colpisca chi è abituato a rincorrere interessi marginali, che rispondono solo al suo pacchetto elettorale.
Abbiamo scompaginato la narrazione della politica, infatti, è con una giunta brillante slegata dall’ortodossia partitica, che si sono posti traguardi ambiziosi. Vale la pena elencarne qualcuno: l'uscita dal dissesto, lo sblocco della produttività per i dipendenti comunali, concorsi per 100 nuove assunzioni, decine di milioni di euro di fondi regionali e comunitari rastrellati in un solo anno (più di quanto fatto in cinque anni dalle precedente amministrazione), risorse triplicate in bilancio per strade, illuminazione, impianti sportivi e verde urbano, atti concreti in tema di urbanistica, dopo 40 anni di silenzio (PUG, PUMS, piano delle coste, aree sdemanializzate), la raccolta differenziata integrale ovunque, l'istituzione dell'oasi marina in Mar Piccolo, l'adeguamento delle società partecipate alla legge Madia, la chiusura dopo tre anni del masterplan per la Città Vecchia, la ripartenza del cantiere di Palazzo degli Uffici, il progetto innovativo di rilancio dell'Isola Amministrativa, il primo lotto della forestazione urbana ai Tamburi, una serie di eventi memorabili di cui non si aveva traccia a Taranto da almeno un ventennio, lo start-up del distretto del commercio e di quello per il turismo, l'inaugurazione del teatro Fusco, il gemellaggio con Pittsburgh, il piano per la Zes Ionica, protocolli di intesa che ristabiliscono rapporti corretti con la grande industria e i commissari governativi, la fibra ottica che parte in tutte le zone più popolose, la messa in sicurezza dei lavoratori ex Isola Verde e Pasquinelli, i bandi per i Baraccamenti Cattolica, la Masseria Solito, Torre D'Ayala, le aree mercatali, l'aggiornamento degli accordi di programma con Università e Politecnico di Bari, il varo della piattaforma informatica per il censimento e la trasparenza del patrimonio comunale, i primi piani sociali di zona in assoluto in Puglia, la riqualificazione della scarpata del lungomare, il campo scuola.

Ai nostri occhi, quanto appena elencato potrebbe essere il consuntivo di un ciclo amministrativo, il resoconto posto agli elettori per cercare la conferma. Invece è il frutto di un solo anno di governo, solo 12 mesi che ci hanno visti impegnati su fronti roventi, cercando di restituire alla città un ruolo.
Già, perché quello che sfugge a chi scaglia contro di noi il suo sguardo miope è la prospettiva. Taranto poteva restare ai margini, come ha fatto per decenni, governando la contingenza e disinteressandosi del posto che occupa nel panorama nazionale. Abbiamo deciso di chiudere quella stagione con una rivoluzione che comporta sacrifici, difficoltà nell’immediato, ma soddisfazioni diffuse nel medio e lungo termine: dovremmo scomodare De Gasperi, per rendere il senso del nostro impegno. Ma la differenza tra politicante e statista, per qualcuno, resterebbe dura da comprendere.

Massimiliano Motolese

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Non conta l’esperienza o il livello di studio per guadagnare fino a 2mila euro mensili: per i titolari di un call center tarantino basta avere conoscenza di cartomanzia.

È quanto ha scoperto e denunciato nei giorni scorsi la Slc Cgil di Taranto che ha inviato una segnalazione all’ispettorato del lavoro perché approfondisca la vicenda e valuti se qualcuno sta giocando con la vita dei lavoratori oltre che con quella di chi sceglierà di scoprire il proprio destino attraverso questo servizio.
«La battaglia sul settore dei call center irregolari – ha spiegato Andrea Lumino, segretario generale Slc Cgil Taranto – sta raggiungendo livelli inimmaginabili a cui è necessario porre un freno che solo la rete tra sindacati e istituzioni può garantire. Se fino a questo momento eravamo abituati oramai a scovare situazioni al di fuori della norma con grandi committenti che schiavizzano donne e uomini per pochi centesimi all’ora, nelle scorse ore abbiamo individuato una offerta di lavoro che lascia senza parole: un call center cerca lavoratori esperti in cartomanzia dichiarando di sottoporre il contratto nazionale di riferimento, ma con un compenso addirittura più alto. La promessa è addirittura quella di un salario tra i 1000 e i 2000 euro mensili. L’esperienza ci porta a credere che le promesse saranno puntualmente disattese, ma ciò che in questo momento preoccupa maggiormente è che vengano comunque diffuse senza scrupolo alcuno. Chi le formula evidentemente ritiene di non rischiare nulla. A perderci, verosimilmente, potrebbero essere esclusivamente i lavoratori e i clienti. Ed è per evitare tutto questo che, ancora una volta, vogliamo chiarire che come SLC CGIL lottiamo da anni affinché in questa terra non si continui a giocare sulla disperazione delle persone e la crisi per fare facili profitti magari sfruttando, come sembra annunciare questo caso, la buonafede della gente semplice o lo stato di bisogno di aspiranti cartomanti pur di fatturare. Riteniamo quindi – ha evidenziato Lumino – rinnovare la richiesta al Comune di Taranto affinchè ci convochi per redigere insieme un protocollo sulla legalità che riguardi il settore dei
call center a Taranto.

Ora più che mai chiediamo con grande fermezza al sindaco Rinaldo Melucci di avviare con Slc Cgil Taranto un percorso che porti all’intesa in grado di dare un segnale politico inequivocabile a imprese e ai cittadini: Taranto non è e non deve essere immaginata come il luogo in cui si può giocare sulla pelle delle persone. La Slc Cgil di Taranto – ha concluso il sindacalista – è pronta a fare la sua e vogliamo credere che anche il Comune voglia fare altrettanto».

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Ho letto con grande, grandissima attenzione il comunicato del consigliere Vietri sul primo anno dell’amministrazione Melucci. Di tanto in tanto, preso dalle difficoltà di un'opposizione collettiva e costruttiva, si lascia andare a note aggressive e debordanti.+

Da assessore politico, ho comunque letto con attenzione perché nutro sempre profondo rispetto per posizioni differenti dalle mie, sperando di poterne, a volte, ricavare spunti per migliorare la mia azione in politica. Purtroppo trovo che questa volta la politica abbia lasciato ampiamente il passo alla polemica. Capisco che nell’era delle piazze virtuali faccia presa un linguaggio tutto sparato al negativo, ma penso che tutti noi dovremmo essere capaci di dire altro, che tutti noi abbiamo il dovere di "alzare quella famosa asticella". Nessuno può chiamarsi fuori per una manciata di like. Se così non dovesse essere, se quella responsabilità di volare alto, se quella tensione verso la costruzione non dovesse diventare patrimonio di tutti noi, ognuno nel suo specifico ruolo, il livellamento verso il basso della classe dirigente tarantina sarà inesorabile.
E’ chiaro, avere a che fare con un sindaco scomodo è complicato. Lo è stato per me per molti mesi e ho vissuto un periodo di riflessione e di confronto.
Un sindaco non accomodante, capace di spiazzare i presenti in un convegno sindacale (ebbene si in prima persona, addirittura senza sottrarsi al confronto) dicendo che anche i sindacati hanno il dovere/diritto di elevarsi, ispirarsi al pensiero dei grandi sindacalisti del passato e consegnarci la loro parte di contributo alla crescita che questo territorio aspetta da tutti noi.
Un sindaco che affronta in modo duro le questioni politiche, azzerando giunta, rinominando consigli di amministrazione, con modi e tempi che hanno spiazzato anche il sottoscritto che li richiedeva. E Vietri che ha come me molti anni di consiglio comunale alle spalle sa di che parlo. Perché questa volta, questo sindaco suo coetaneo, sta muovendo in direzione ostinata e contraria alla consuetudine.
Capisco, con un sindaco più “leggibile” politicamente, sicuramente sarebbe stato più semplice applicare le liturgie dell’opposizione classica.
Un sindaco che invece non “celebra la messa”, come tutti vorrebbero pur di avere vita semplice, spariglia le carte. Probabilmente questa azione dopo un anno inizia ad essere percepita dai cittadini come nuova, più vicina e diretta. Per questo spesso invece che portando proposte, la si contrasta reiterando cose che hanno già avuto ampia risposta, condite da affermazioni di bassa lega, che poi spiace risultino più volgari che utili.
Sui grandi temi a me sembra che siano state prese dall’amministrazione posizioni nette e spero che altrettanto facciano alcune forze politiche che ad oggi paiono attestarsi in mezzo al fiume incapaci di decidere se andare avanti o indietro. Lo facciano prima che la piena del fiume, prossima ad arrivare, li travolga.
Per quanto mi riguarda mi scuso, sono consapevole di non rappresentare un’eccellenza, ma rappresento sicuramente chi ha voglia di provare a dare un contributo a far sì che sia Taranto con la sua provincia a raggiungerla. Per questo nei prossimi giorni con gli uomini della polizia municipale, mai apprezzati per il tanto lavoro svolto con così poche risorse umane, l’amministrazione, in azione congiunta delle direzioni coinvolte, riattiverà il prelievo dei mezzi in sosta vietata durante lo spazzamento notturno ed avvierà una severa azione di contrasto all’abusivismo commerciale per tutelare il commercio legale e il decoro urbano.
Su questi interventi ognuno eserciterà la sua azione critica, immagino che per alcuni il prelievo mezzi diverrà vessazione dei cittadini e la lotta agli abusivi si trasformerà in repressione della libera iniziativa. Ma così come non ci aspettiamo alcun “ossequio”, rivendichiamo il diritto di non doverne per ordine costituito.
Un anno è servito a cambiarci. Il prossimo facciamo che serva a costruire su quelle fondamenta senza pregiudizi.

Gianni Cataldino

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MARINA MILITARE: I PALOMBARI DEL NUCLEO SDAI DI TARANTO NEUTRALIZZANO UNA GRANATA D’ARTIGLIERIA INDIVIDUATA NEL MAR PICCOLO

Dal 7 al 9 luglio 2018 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Taranto (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto un intervento nel Mar Piccolo teso a rimuovere un pericoloso ordigno esplosivo.

Individuato dalla Ditta incaricata a condurre la rimozione dei materiali di natura antropica presenti sul fondo del Mar Piccolo, il residuato bellico si trovava ad una profondità di 3 metri ed a 20 metri dalla strada Lungomare GARIBALDI che attraversa Taranto Vecchia e, per tale ragione, la Prefettura di Taranto ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.
“Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni è sempre particolare, le emozioni e l’adrenalina si fanno sentire e l’attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima ” ha dichiarato il Comandante del Nucleo S.D.A.I., TV Mirko Leonzio. “Quando la Prefettura ha disposto il nostro intervento, dalle immagini subacquee inviateci dalla ditta ho riconosciuto subito che si trattava di una granata d’artiglieria. Il nostro sopralluogo confermava la presenza di una granata da 105 millimetri della seconda guerra mondiale. Non è mai facile intervenire sottacqua per rimuovere in sicurezza questo tipo di ordigno, ma farlo a pochi centinaia di metri dalle abitazioni di una città rende ancora tutto più complesso. Le operazioni subacquee hanno permesso di imbragare l’ordigno, passare sotto il ponte girevole rimorchiandola a distanza, e raggiungere una zona di mare individuata dall’Autorità Marittima dove, attuate le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino, il residuato bellico è stato distrutto. Infine, mi preme raccomandare alle persone in vacanza mare, che dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, per consentirci così di intervenire e rispristinare le condizioni di sicurezza delle nostre acque”.
Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità, svolti anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.
Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 14.185 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 16.311 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.
Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.
Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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