Secondo le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, 15 milioni di bambini l'anno nascono prematuri e 1 milione di bambini muoiono a causa di questo fatto mentre alcuni di quelli che sopravvivono presentano danni permanenti, quali paralisi celebrale, perdita della vista e dell'udito e disabilità cognitive.
In Italia, ogni anno, sono circa 32mila i neonati pre-termine. Si tratta di bambini venuti al mondo prima della 37esima settimana di gestazione o a termine ma di basso peso che, fin dai primi istanti di vita, hanno bisogno di terapie intensive neonatali specifiche per le loro esigenze, soprattutto quelli più piccoli, chiamati “molto pretermine” o “estremamente pretermine” (rispettivamente sotto le 32 o le 28 settimane di gestazione), che risultano i più problematici.
Nel nostro Paese come in 60 nazioni del mondo si celebrerà sabato 17 l’ottava «Giornata mondiale del neonato pretermine». Un evento che quest’anno è dedicato all’impatto - positivo e negativo - dell’ambiente della Terapia Intensiva Neonatale sul benessere non solo dei neonati, ma anche delle famiglie e degli operatori ospedalieri.
A Taranto la giornata seguirà il seguente programma: sabato 17 dalle ore 10.30 alle 19 presso l’Ospedale SS. Annunziata nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale l’Associazione “Delfini e Neonati A. De Cataldo onlus” incontrerà le famiglie dei piccoli prematuri per condividere, ascoltare e sostenere.
Domenica 18 novembre, invece, in via Berardi angolo piazza Immacolata, dalle 10.30 alle 13.00, sarà presente il Circo Laboratorio Nomade con attività ludico e ricreative e laboratori aperti a tutta la cittadinanza.
Infine già dallo scorso 12 novembre, e fino a domenica, 18 Taranto, come altre città italiane, celebra la “Giornata della Prematurità” illuminando di viola, nelle luci notturne il Palazzo di Città.
“Io e il mio gruppo della Terapia Intensiva Neonatale - dichiara il dott. Oronzo Forleo, Direttore della Terapia Intensiva e Patologia Neonatale Ospedale di Taranto – siamo lieti che il Comune abbia aderito alla nostra iniziativa nell’illuminare di viola il nostro Palazzo di Città.
Il viola, che insieme al 17 Novembre sono i simboli della Prematurità in tutto il mondo, è la “coniunctio oppositorum”, il ricongiungimento degli opposti, un colore fra l’umano e il divino, l’unione di due nature (come osservava Jung) e quasi simbolicamente a rappresentare il dualismo fra sacralità e qualità della vita, il dualismo fra morte e rinascita”.
“E ancora – continua Forleo - il neonato pretermine sottolinea l’importanza della nascita nella nostra Nazione che ha registrato, nel 2017, l’indice di natalità più basso della sua storia: 464 mila nuovi nati a fronte di un numero assai superiore di connazionali deceduti. Sono statistiche che devono farci riflettere sul nostro prossimo futuro e sull’investimento che la stessa politica deve avere per una reale programmazione dei bisogni futuri. Come neonatologi siamo orgogliosi di avere un tasso di mortalità neonatale bassissimo che si aggira sul 2 per mille a fronte del 4 per mille di mortalità espresso dagli Stati Uniti. Dobbiamo però anche sottolineare come siano reali ancora le diseguaglianze di cure della nostra Nazione con un gap di mortalità che ancora sfavorisce in nostro sud rispetto al nord. Il mio patto di onore, che sottoscrivo insieme a tutti i miei validi collaboratori, è quello di impegnarci a ridurre questo gap perchè questo chiedono i nostri neonati e questo chiede la nostra città che meriterebbe tutta di essere colorata di viola.
“Anche la nostra città - conclude il dottor Forleo - sembra essere in realtà diventata viola per un terribile dualismo, o forse paradosso, fra la sua bellezza e l’incuria che invece ha subito in tanti, troppi anni. Il mio abbraccio va ai tanti prematuri che ho avuto la fortuna di conoscere e a tutte le famiglie che ci hanno onorato della loro vicinanza”

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