Oraquadra - Giornale online,notizie e news quotidiane - Items filtered by date: Gennaio 2018

In merito a quanto apparso sugli organi di stampa in data 16 gennaio 2018 circa alcune dichiarazioni del consigliere regionale Mino Borraccino, che interpreta la procedura negoziata in corso per l’affidamento del servizio di verifica della progettazione dei lavori di rifunzionalizzazione dell’Ospedale San Marco di Grottaglie nel senso di una immediata destrutturazione e chiusura dell’Ospedale di Grottaglie, occorre precisare quanto segue.
La procedura in oggetto riguarda la progettazione di lavori da effettuarsi al “San Marco” di Grottaglie finanziati con Fers. Nello specifico, si tratta di lavori per l’efficientamento (cappotto termico ed infissi), di bagni in camera nelle stanze di degenza ed ambulatori. Si tratta di lavori che non caratterizzano necessariamente un Presidio Territoriale di Riabilitazione, e che quindi riguardano il miglioramento di quanto già esistente. Tra i lavori programmati, effettivamente, ve ne sono alcuni che caratterizzano un Presidio Territoriale di Riabilitazione, quale la progettazione di una piscina riabilitativa; ciò non significa, tuttavia, l’immediato cambiamento di destinazione del “San Marco”, in quanto tali lavori sono stati programmati in questa fase essendosi ritenuto opportuno portarsi avanti con le procedure di gara, in vista della nuova destinazione della struttura prevista dal piano di riordino (che effettivamente prevede una futura riconversione della struttura in polo riabilitativo), per non perdere i finanziamenti.

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De La Roche: “La danza è rispetto, umanità ed umiltà”

Vittoria Ottolenghi lo definì “uno dei più grandi ballerini di jazz al mondo”. La sua vita, sin da bambino, lo ha portato a frequentare i più grandi artisti mondiali e a lavorare in molti Stati. Ma il suo spirito è rimasto semplice, intimamente legato ai principi fondamentali dell’esistenza. Andrè De La Roche, ballerino e coreografo di fama mondiale, ha inaugurato a Monteiasi (Ta), la nuova scuola di danza della Asd Dejanira Ballet. In un’intervista che ci ha rilasciato, gli abbiamo chiesto: qual è, secondo lei, il valore della danza?

“La danza, educa lo spirito. Insegna rispetto, umanità e umiltà: sono questi i valori fondamentali e principali che infonde a chi la pratica con passione. Il rispetto verso l’altro diverso da me; l’umanità nel comprendere le altrui esigenze; l’umiltà che risiede nella consapevolezza di essere solo “uno” in mezzo a milioni di persone. Concetti e sentimenti, purtroppo, ormai rari in questo mondo”.

Quando parla della sua vita e della sua esperienza nel mondo della danza e dello spettacolo, il suo pensiero si collega sempre al rapporto con la famiglia. Un legame indissolubile e vitale…

“L’esistenza di ognuno di noi è tracciata dal rapporto con la famiglia. Io sono stato fortunato ad avere genitori che mi hanno affiancato e spronato nella realizzazione dei miei sogni e delle mie passioni. La nostra vita è naturalmente condizionata da questo legame”.

A tal proposito…In provincia di Taranto lei è ormai “di casa”. Qualche giorno fa era a Monteiasi all’inaugurazione della nuova sede della Dejanira Ballet. Già nel 2014 fu padrino della prima scuola di danza della maestra Dejanira D’Elia, a Grottaglie. Un legame che può ormai definirsi “familiare”?

“È proprio così. Dejanira, ha un punto di forza nella sua famiglia, che ha investito, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista umano, nella passione di questa giovane e forte donna. Lei ha un grandissimo supporto dalla sua famiglia ed in essa trova la sua forza principale. Il fratello Christian, la madre ed il padre sono proiettati verso di lei e lei, con impegno e dedizione, li ricompensa progredendo nel suo percorso. Quando vengo a trovarli, il mio approccio e nei confronti di una comunità familiare affiatata e coesa, che permette di portare avanti un progetto importante, che cresce sempre più e con ottimi risultati”.

Lei ha sempre avuto un rapporto particolare con il padre di Dejanira, Pietro…

“È un artista incredibile. Le sue creazioni sono stupende e il suo rapporto con l’arte lo rende un padre capace di comprendere la passione della propria figlia per la danza e di contribuire in maniera fondamentale nel suo percorso di vita e professionale”.

Dal 2014 ad oggi lei è più volte stato presente nella scuola della maestra Dejanira. Com’è cresciuta?

“Dejanira ha un enorme pregio, che si affianca alla sua bravura. Lei si mette in gioco e ha voglia lei stessa di continuare ad imparare e a crescere professionalmente. Per questo, offre ai suoi alunni la possibilità di frequentare stage con importanti figure del mondo della danza, consentendo loro di accrescere la propria professionalità. Non è da tutti avere l’umiltà di voler imparare da chi ha più esperienza. Questo le da quella marcia in più che le consente di essere una vera maestra di danza e di avere un ottimo rapporto con i giovani allievi della sua scuola, che educa con dolcezza e disciplina”.

Andrè, quali sono i suoi prossimi progetti?

“Lo scorso anno abbiamo portato in scena l’ultimo schiaccianoci. Per il 5° anno prosegue il workshop-spettacolo a Civitavecchia, che quest’anno mi vede impegnato come direttore artistico del musical “La bella e la bestia”. Con “Move”, collaboro in diversi progetti con numerosi artisti. Inoltre, tanto lavoro dietro le quinte, anche in tv, così come ho sempre amato fare sin da bambino. A marzo parteciperò al Gran Galà della danza di Gaeta. Ed ancora la partecipazione a concorsi, dove in qualità di giudice mi trovo a lavorare con tanti giovani. Gli impegni sono ancora tanti e continuo a portarli avanti con passione”.

Cosa dice ai giovani partecipanti ai concorsi?

“A loro dico che, pur non arrivando primi, il sol fatto di avere il coraggio di mettersi in gioco e calcare il palcoscenico, li rende tutti vincitori. Se non hai passione nella vita…non è vita”.

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L’incontro a Taranto nella Sala Conferenze dell’Università degli Studi di Bari con
Antonio Ferrari (giornalista Corriere della Sera) e Gero Grassi (componente della
Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul caso Moro).

Lunedì 22 Gennaio 2018 , alle ore 18.00 presso la Sala Conferenze dell’Università degli Studi di
Bari in Via Duomo 259 a Taranto (Città Vecchia) , la BCC San Marzano ospita l’incontro “Il caso
Moro, tra romanzo e inchiesta” con il patrocinio del Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici ed
Economici del Mediterraneo. Intervengono Antonio Ferrari , giornalista del Corriere della Sera
nonché autore del libro “Il Segreto” e Gero Grassi , componente della Commissione
Parlamentare d’Inchiesta sul rapimento e sul delitto di Aldo Moro.
L’incontro vuole stimolare un’approfondita riflessione sui 55 giorni più misteriosi della storia
dell’Italia Repubblicana : da un lato Antonio Ferrari, l’autore de “Il Segreto”, libro edito da
ChiareLettere che, tra finzione e realtà, da una versione romanzata del rapimento di Aldo Moro e
dall’altro l’on. Gero Grassi testimone dell’intenso lavoro di inchiesta svolto ad oggi dalla
Commissione Parlamentare.
I personaggi del libro di Ferrari hanno (quasi) tutti un nome di fantasia. Ma, come ammette anche
l’autore, è molto facile riconoscerli. Nella ricostruzione romanzata del sequestro e del successivo
delitto gli avvenimenti si svolgono a Milano, e non come nella realtà a Roma: giusto quanto basta
per dire che questo libro è un romanzo e non un’inchiesta.​
Una lunga storia dove il lettore rivive intensamente quelle giornate piene di pathos fino alle ultime
otto righe, quando tutto viene nuovamente rimesso in discussione. La storia di come nasce Il
segreto è un romanzo nel romanzo, dato che questo libro per trentacinque anni è rimasto sepolto
nei cassetti delle case editrici. In tutti questi anni Ferrari ha ricevuto minacce, più o meno esplicite,
che in qualche modo si ricollegavano alle cose che sapeva e che aveva avuto il coraggio di
scrivere e il coraggio di voler pubblicare. Ora finalmente il libro è stato stampato. Anche la
Commissione Parlamentare sul Delitto Moro ha preso in considerazione alcune tesi di Ferrari. E
qui interviene l’On.Grassi, che a sua volta ha raccolto con grande sofferenza ma anche con grande
speranza il lavori della Commissione nel suo ultimo volume, in corso di pubblicazione, dal titolo
“Aldo Moro: la verità negata”

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Stabilito con decreto del Ministro del Lavoro il costo del lavoro medio per gli addetti dei call center.

“Il 2018 è iniziato così: un decreto del ministro del Lavoro, con il quale si stabilisce il costo del lavoro medio degli addetti ai call center. E’ il risultato della lunga lotta che stiamo conducendo contro il dumping sociale”.

È quanto dichiarato dall’on. Ludovico Vico del Pd, da sempre in prima linea nella tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dei call center, che nella provincia ionica sono diverse migliaia.

“Con questo decreto – dice Vico -, avranno più strumenti i lavoratori e le lavoratrici con i loro sindacati per contrastare la strada al “massimo ribasso”, a quelle imprese scorrette che vincono le gare praticando i ribassi anomali - incompatibili con il rispetto dei contratti di lavoro - e che producono lavoro nero. Ma anche uno strumento di contrasto alla sleale concorrenza tra imprese, tra quelle in regola e i “furbi” di turno”.

“Questo Decreto del Ministro Poletti – continua il parlamentare ionico - è anche frutto del confronto fattivo tra Asstel-Confindustria e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, oltreché della battaglia parlamentare. Un altro passo per la salvaguardia del lavoro dei giovani italiani”.

“Inoltre – evidenzia l’on. Vico - voglio anche ricordare, che nelle settimane scorse, in sede Parlamentare abbiamo battuto chi, nel testo della legge di Bilancio approvata dal Senato, aveva cercato di cancellare l’obbligo di dichiarare da quale Paese avviene la telefonata tramite call center. Anche questo è un altro passo nella lotta alle delocalizzazioni”.

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POTERE AL POPOLO ANCHE A GROTTAGLIE!

POTERE AL POPOLO nasce grazie alla pazzia che alcune compagne e alcuni compagni del Centro Sociale “Ex OPG Je so Pazz” hanno avuto agli inizi di novembre quando hanno lanciato un appello alle forze sane di questo paese, a quelle persone, a quei movimenti, a quei partiti che ogni giorno si battono sui vari territori. In meno di un mese si sono tenute due assemblee nazionali, più di trecento assemblee territoriali, si sono costituiti più di duecento comitati territoriali.

Siamo le giovani e i giovani che lavorano a nero, precari, per 800 euro al mese perché ne hanno bisogno, che spesso emigrano per trovare di meglio. Siamo lavoratori e lavoratrici sottoposte ogni giorno a ricatti sempre più pesanti e offensivi per la nostra dignità. Siamo disoccupate, cassaintegrate, esodati. Siamo i pensionati che campano con poco anche se hanno faticato una vita e ora non vedono prospettive per i loro figli. Siamo le donne che lottano contro la violenza maschile, il patriarcato, le disparità di salario a parità di lavoro. I malati che aspettano mesi per una visita nella sanità pubblica, perché quella privata non possono permettersela. Gli studenti con le scuole a pezzi a cui questo paese nega un futuro. Ma siamo anche quelli che non cedono alla disperazione e alla rassegnazione, che non sopportano di vivere in un’Italia sempre più incattivita, triste, impoverita e ingiusta. Crediamo nella giustizia sociale e nell’autodeterminazione delle donne, degli uomini, dei popoli.

In questi anni abbiamo lottato contro i licenziamenti, il Jobs Act, la riforma Fornero e quella della Scuola e dell’Università; contro la privatizzazione e i tagli della Sanità e dei servizi pubblici; per la difesa dei beni comuni, del patrimonio pubblico e dell’ambiente da veleni, speculazioni, mafie e corruzione, per i diritti civili; contro le politiche economiche e sociali antipopolari dell’Unione Europea; contro lo stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza e per la sua attuazione. Per un mondo di pace, in cui le risorse disponibili siano destinate ai bisogni sociali e non alle spese militari.

Abbiamo deciso di candidarci alle elezioni politiche del 2018. Tutte e tutti insieme. Perché questo pezzo di paese escluso è ormai la maggioranza, e deve essere ascoltato. 

Abbiamo deciso di candidarci per creare un fronte contro la barbarie capitalista, che oggi ha mille volti: la disoccupazione, il lavoro che sfrutta e umilia, le guerre, i migranti lasciati annegare in mare, la violenza maschile contro le donne, un modello di sviluppo che distrugge l’ambiente, i nuovi fascismi e razzismi, la retorica della sicurezza che diventa repressione, l’impoverimento delle persone dovuto alle politiche di austerità economiche scellerate.

Abbiamo deciso di candidarci e di fare tutto al contrario, partendo dalle assemblee territoriali che servono a unire le lotte, a far conoscere i problemi che quotidianamente tutti noi viviamo. Ma soprattutto i candidati sono stati scelti dalle assemblee pubbliche, alle quali hanno partecipato tante cittadine e cittadini, non lo abbiamo fatto all’interno di stanze chiuse o attraverso un blog a pagamento!

Insieme possiamo rimettere il potere nelle mani del popolo, possiamo cominciare a decidere delle nostre vite e delle nostre comunità.

Questo è Potere al Popolo! Accetti la sfida?

Inoltre, saremo presenti VENERDI’ 19 Gennaio dalle 17:00 alle 20:00 in P.zza Principe di Piemonte con un banchetto per la raccolta firme e per poter parlare con le cittadine e i cittadini che in questi anni sono rimasti fin troppo inascoltati.

Di seguito è riportato il link del Programma Elettorale:

https://poterealpopolo.org/potere-al-popolo/programma/

 

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Determinati gli importi autorizzabili alla Calamità del 7 e 8 ottobre 2013 nei Comuni della Provincia di Taranto - Ginosa, Castellaneta, Laterza, Palagianello

“È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, quanto deliberato lo scorso 22 dicembre dal Consiglio dei Ministri in merito alla determinazione degli importi autorizzabili con riferimento agli eventi calamitosi verificatisi nei giorni 7 ed 8 ottobre 2013 nei Comuni di Ginosa, Castellaneta, Palagianello e Laterza in Provincia di Taranto, tra il 19 novembre ed il 3 dicembre 2013 nel territorio delle Province di Foggia, Lecce e Taranto e dal 1° al 6 settembre 2014 nel territorio della Provincia di Foggia per l'effettiva attivazione dei previsti finanziamenti agevolati in favore dei soggetti privati, titolari delle attività economiche e produttive”.

A comunicarlo è l’on. Ludovico Vico.

“I contributi ai soggetti privati per i danni occorsi alle attività economiche e produttive – spiega Vico richiamando il provvedimento - sono concessi, con le modalità del finanziamento agevolato, nel limite di euro 3.158.625,21 con riferimento ai soggetti individuati nella nota della Regione ed entro i limiti individuali ivi previsti, suddivisi come segue: avversità atmosferiche verificatesi nei giorni 7 ed 8 ottobre 2013 nei Comuni di Ginosa, Castellaneta, Palagianello e Laterza in Provincia di Taranto, euro 611.619,95; eventi meteorologici verificatisi tra il 19 novembre ed il 3 dicembre 2013 nel territorio delle Province di Foggia, Lecce e Taranto, euro 209.068,93; eventi atmosferici verificatisi nei giorni dal 1° al 6 settembre 2014 nel territorio della Provincia di Foggia, euro 2.337.936,33”.

La Regione Puglia provvederà ora a pubblicare sul proprio sito web istituzionale l'elenco riepilogativo dei contributi massimi concedibili, nel limite delle risorse, con riferimento alle domande accolte ai sensi dell'allegato 2 della richiamata ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 386 del 16 agosto 2016 sulla base delle percentuali effettivamente applicabili, nel rispetto dei limiti massimi percentuali dell'80% o del 50% stabiliti nella citata delibera del Consiglio dei ministri del 28 luglio 2016. Eventuali successive rideterminazioni che comportino riduzioni dei contributi di cui alla presente delibera sono adottate con apposito decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e comunicate al Ministero dell'economia e delle finanze.

“Le procedure hanno fatto il loro corso - conclude il deputato del Pd ionico – fino a giungere finalmente alla distribuzione dei fondi stanziati. Ora si tratta di accelerare le procedure a livello regionale, affinché i destinatari dei fondi possano attingere alle risorse loro spettanti”.

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Finalmente si butta la maschera e si procede con l’attuazione di ciò che il presidente Emiliano ha sempre smentito a parole ma puntigliosamente svolto coi fatti, vale a dire la chiusura dell'ospedale "San Marco" di Grottaglie. Infatti con delibera qui allegata, la Direzione Generale della ASL di Taranto ha dato mandato di avvio dei lavori per la trasformazione dell'ospedale di Grottaglie in Polo della riabilitazione. Quindi adesso si entra nel vivo della destrutturazione del "San Marco" di Grottaglie, nonostante le tante promesse fatte, nonostante ciò che è scritto anche nell'ultima versione del Piano di riordino ospedaliero, dove relativamente all’ospedale "San Marco" di Grottaglie si specifica che sarebbe diventato centro riabilitativo dopo l'entrata in funzione del "San Cataldo" di Taranto, il nuovo ospedale per il quale a breve saranno avviati i lavori di costruzione. L’ ospedale di Grottaglie quindi avrebbe dovuto mantenere almeno ancora attivi i servizi attuali. Ma questo purtroppo è stato totalmente ignorato e l'ospedale di Grottaglie sarà solo un lontano ricordo... quindi addio Pronto Soccorso, addio alla tanto evidente necessità di aiutare a decongestionare la richiesta di assistenza sanitaria che ogni giorno giunge al Pronto Soccorso, e gli altri reparti, dell’ospedale "S.S. Annunziata" di Taranto, addio a tutti i reparti. Una fine davvero triste per un ospedale che per decenni ha garantito, in tutta la provincia di Taranto, reparti di eccellenza, di elevata assistenza socio-sanitaria per tutto il territorio. Penso al Punto Nascite, penso all’Ortopedia, penso alla Medicina, alla Chirurgia, allo stesso Pronto Soccorso, che era tra P.S. con più accessi in tutta la Puglia. Adesso resterà soltanto un reparto di lungodegenza, con 32 posti letto e la riabilitazione. Spiace constatare il vanificarsi delle tante battaglie di tanti cittadini che ci hanno messo la faccia, la passione e l'impegno, che avvertiranno l’amarezza di questa perdita per il territorio, a causa di un Piano di riordino che, secondo la legge, dal nostro punto di vista, come segnalato anche da alcune organizzazioni sindacali, è illegittimo, in quanto approvato senza l'adozione degli atti aziendali da parte dei Direttori Generali delle Asl pugliesi. Un passaggio importante che non è stata fatto e quindi rende illegittimo l’intero Piano di riordino ospedaliero pugliese.Quindi tutto ciò avviene con una decisione straordinariamente negativa nei confronti dell'ospedale di Grottaglie.

 

 

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Tra meno di due mesi, il 4 marzo, voteremo per il rinnovo del più importante organo democratico italiano: il Parlamento.

Lo faremo con una legge strana in una situazione confusa e pericolosa.

La tentazione è di stare a guardare ma il richiamo all’impegno è forte.

 Nel mondo, in Europa ed in Italia si affacciano pericolose idee individualiste e xenofobe.

Quelle idee di socialità, uguaglianza e giustizia che abbiamo portato avanti sin da ragazzi rischiano di essere travolte.

Alimentata dalla crisi economica la “paura del diverso”, sia interno che esterno, è oramai il tratto dominante su cui fa leva chi vuole governare il paese.

In pochi hanno coraggio di essere argine a questa deriva individualista e a-sociale. Tra questi si erge Papa Francesco.

Ci siamo interrogati sul da farsi, in particolare nella associazione civica PER TARANTO, nata dall’esperienza alle ultime elezioni comunali, ed abbiamo deciso, che chi come noi ha dedicato, con passione e dedizione, una parte della propria vita alla politica ed al sociale, non può stare a guardare, ma deve dare il suo pur limitato contributo per affermare i principi ed i valori per cui si è sempre impegnato.

 Lo vogliamo però fare nel modo che ci contraddistingue: in maniera libera e critica, con una cultura di governo, che significa guida difficile e complessa della cosa pubblica.

Nel seguire quella che è stata, nella storia repubblicana, la cultura della Sinistra di Governo in Italia: a livello nazionale come in tanti enti locali. Esattamente il contrario di quanto sta accadendo in questa campagna elettorale: dove c’è la rincorsa a chi la spara più grossa, con promesse che dovrebbero far arrossire chi le fa.

Stando altresì nel solco tracciato con le esperienze che sosteniamo al Comune di Taranto ed alla Regione Puglia, in cui si sta cercando di portare avanti uno sforzo complicato di governo riformista vero.

Nello scenario attuale, avendo guardato con interesse al tentativo fatto da Giuliano Pisapia con Campo Progressista, e cioè quello di mettere insieme il centro-sinistra su basi nuove, muovendo critiche alle modalità renziane di guida del Partito Democratico (che resta comunque il principale partito del C/S), oggi ci sembra interessante lo sforzo che sta compiendo la lista INSIEME: lista elettorale d’ispirazione ulivista, che nasce per mettere in comune storie e esperienze politiche consolidate – come quelle riformiste ed ecologiste – con tante realtà civiche del territorio che in questi anni in molte città hanno ridato dignità alla politica.

Con il richiamo forte all’ULIVO: che è stato uno dei momenti in cui molti di noi si sono appassionati ed entusiasmati nel fare politica.

Una proposta interessante perchè mette insieme la cultura di governo con le nuove sfide legate al rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Sapendo che il nostro orizzonte è l’Europa, che deve sicuramente cambiare la logica prevalente mercantile ed essere un’unione sociale di popoli, come l’avevano immaginata i padri costituenti. Con una prospettiva politica che non termina il 5 marzo.

 Per Taranto e la nostra provincia tale proposta elettorale ha il suo ulteriore valore della presenza, nella lista INSIEME, della cultura ambientalista, che deve essere il nostro futuro dopo quella industrialista a prescindere del secolo scorso.

Oltre a tanti sostenitori dell’Ulivo, insieme alla tradizione ed alla storia del Partito Socialista, apprezziamo che tra i promotori della lista, con la loro nota autonomia e schiettezza, ci sono i Verdi e c’è Angelo Bonelli, che ho avuto l’onore di avere al fianco in Consiglio Comunale a Taranto per alcuni anni. Esperienza che mi ha molto arricchito perchè ho apprezzato un uomo dalle evidenti capacità da leader nazionale, in grado di portare avanti con forza, coraggio, cuore, fatica, competenza ed equilibrio battaglie fondamentali per la nostra città e la nostra provincia. Apprezzamento espresso anche quando (poche volte per la verità) non abbiamo avuto la stessa opinione su scelte amministrative.

 Il motore riformista ed ecologista della lista è dimostrato dal fatto che la prima proposta della lista INSIEME è stata quella di inserire nella nostra bella Costituzione anche il principio che l’Italia – al pari di quanto hanno già deciso di fare Francia e Germania ad esempio – deve essere una Repubblica fondata, oltre che sul LAVORO, anche sulla “crescita sostenibile dell’economia e della società”.

Vogliamo perciò dare il nostro contributo, con la forza e l’autonomia delle nostre idee e della nostra passione, consapevoli che fuori dal campo del centro-sinistra si rischia solo di fare un regalo o alla destra già sperimentata, ed oggi incattivita dalla forza della lega salviniana e dalla destra estrema, o al Movimento 5S, che pur esprimendo molte idee anche condivisibili, è, ad oggi, un concentrato di valori tra loro confliggenti e con una scarsa cultura di governo.

Per questo pensiamo che sia più utile restare insieme nel centro-sinistra, con la nostra cultura di governo, con le nostre idee anche distinte dall’attuale PD, ma senza fare i capponi.

Ci appelliamo a quelli che la pensano come noi, che vogliono un nuovo centro-sinistra ma che non vogliono consegnare il paese alla destra o ai vari populismi. Non restiamo a guardare ma mettiamoci INSIEME.

 

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Il vice sindaco Maiorano: “Interventi previsti sull’intero territorio comunale grazie a un bando regionale”

Nei giorni scorsi sono partiti i lavori di bonifica e smaltimento dei rifiuti pericolosi abbandonati sul territorio comunale, in particolare la rimozione dell’amianto abbandonato nelle campagne. Si tratta di un programma di interventi messo in campo dall’assessorato all’Ambiente e Ecologia diretto da Giovanni Maiorano che, attraverso dei fondi rinvenienti da un bando regionale, vedrà la bonifica totale dei siti inquinati individuati in fase di progettazione. Dopo aver chiuso la parte amministrativa del progetto si è subito dato il via ai lavori che prevedono la messa in sicurezza e la rimozione dei rifiuti pericolosi con l’obiettivo di ripristinare lo stato dei luoghi.
“L’amianto ha le ore contate - commenta il vice sindaco e assessore all’Ambiente Giovanni Maiorano. I lavori in corso rappresentano la volontà dell’Amministrazione Comunale di salvaguardare il territorio che ci circonda e soprattutto la salute dei cittadini. Purtroppo, molto spesso le nostre campagne sono invase di rifiuti abbandonati illegalmente, in alcuni casi ci troviamo di fronte a delle vere e proprie discariche a cielo aperto e quindi è necessario intervenire con urgenza per ripulire i siti. Siamo sempre attenti nel reperire risorse economiche da destinare a questo tipo di interventi, consapevoli del fatto che è indispensabile attivare una forte campagna di sensibilizzazione ed informazione sui pericoli da amianto e sulle modalità di smaltimento dei rifiuti. Servirebbe una mobilitazione collettiva per smuovere le coscienze e far comprendere il rischio ambientale generato da questi comportamenti incivili. Coloro i quali abbandonano rifiuti speciali come l’amianto – conclude Maiorano - finiscono per avvelenare loro stessi, oltre che la comunità intera”.
Il Comune per le operazioni di bonifica si sta avvalendo di una ditta specializzata nello smaltimento nel rispetto delle procedure di sicurezza e delle normative vigenti in materia. Nei prossimi giorni la ditta incaricata provvederà al completamento della bonifica dei siti inquinati con la rimozione degli altri tipi di rifiuti come il cemento, materiale di scarto prodotto in un cantiere di lavoro, pneumatici, sanitari e tutto ciò che rappresenta un danno, o peggio ancora un pericolo, per il territorio.

Published in Cronaca

Che ci facevano alla manifestazione contro la discarica alcuni “figuri”, che dell’apertura di quella stessa discarica sono gli autori?

Che ci facevano costoro, telefonino alle orecchie, che con non-chalance e infinita faccia tosta, fin dai tempi del sindaco Vinci, sedevano tra i banchi del potere e alzando la loro “gelida manina”, hanno dato l’O.K. alla creazione di questo strumento mortale che tanto dolore e morte ha seminato in Grottaglie e nei paesi vicini?
Che ci facevano costoro che come amministratori hanno incassato milioni di euro di royalties e nulla hanno realizzato per la città tranne la banale Fontana Perdente, come l’ho definita in un mio lavoro?
Che ci facevano costoro che, pur di aprire la discarica, fecero scomparire in un amen la segnaletica del posto che indicava come sito archeologico la zona di Vicentino Piccolo?
Che ci facevano costoro che , in quanto partito al potere, hanno piazzato i loro tra gli occupati della discarica?
Tutto fa brodo signori? L’importante per voi è avere qualche presenza umana in più e l’adesione di qualche sigla in più, magari espressione di quegli stessi partiti che, da Vinci in poi, hanno fatto la “scelta scellerata” ed hanno “svenduto l’ambiente?”
No signori. Non è il mio stile! Il nemico della mia città è mio nemico. Stop. Né credo alle conversioni. Sono interessate. Né ai perdoni, se prima non c’è la penitenza.
Siete sicuri che non siano gli occhi e le orecchie di qualcuno”?
Allontanali, Sindaco! Con simili compagni di strada che hanno scelto, appoggiato, approvato e sostenuto, e lo fanno tuttora a livello provinciale e regionale, i colpevoli delle nostre disgrazie, quindi sempre colpevoli anch’essi, pensi di avere una speranza di risolvere il problema? Ma per favore. I Mangia-Mangia non si fermano mai, di fronte a niente. Questo io so. Pensi che possano fermarli i carcinomi e i tumori della povera gente? Ci vuole ben altro, per loro. Ben altro!!!
Che poi, per finire, riflettete gente ai miracoli che compie la democrazia. Aspettiamo – noi popolo aspettiamo, noi 13 paesi aspettiamo: e la volontà popolare?! - la decisione della Provincia, facciamo nome: Tamburano, e della Regione, facciamo nome: Emiliano. Espressione tutti e due e le loro maggioranze di partiti che hanno marciato , sottolineo: m a r c i a t o, sabato, contro la discarica. Quindi gli stessi uomini. Le stesse sigle. Ed ecco il miracolo della dualità della democrazia: qui sono contro, là sono a favore.

Ma vaff…, sti …! Andate via!

Published in Apertamente
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