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Giovedì, 04 Gennaio 2018 17:43

APERTAMENTE. Così non va! di Giuseppe Laino

E sì, signor Sindaco, così proprio non va. Capisco che lei è il leader di Sud in movimento e vuole che tutti i grottagliesi siano in movimento, ma così non può proprio andare. Capisco pure che il movimento fa bene alla salute ed i medici lo consigliano, ma è quello che si fa a piedi che fa bene, non con la macchina. Anzi, se fatto con le macchine, è dannoso a chi ci sta alla guida ed ai passeggeri, ai pedoni per la strada e allo stesso ambiente. È questa la questione. Lei vuole questo? Spero no!

Come di che parlo. Ma della genialata di costringere i grottagliesi di arrivare al centro città passando per le periferie. Mi spiego meglio.
Una sua ordinanza ci obbliga, praticamente, ad andare dalla parte nuova a quella vecchia della città, e viceversa, utilizzando via Ennio o via De Gasperi.
Via Crispi è percorribile solo a scendere, ma non per salire. Sono contenti i ceramisti? C’è stato un incremento di turisti?. Se no, subito ripristinare il doppio senso.
La cosa più controproducente e veramente fatta ad cap… è l’ostruzione, la strozzatura, che si ha, salendo dal paese vecchio, subito dopo l’arco di porta S. Giorgio, obbligando a girare per via Sonnino e poi perdersi per via Leopardi, stretta e difficile, o in fondo, per via Mafalda di Savoia, parallela di via Ennio. Non è cosa, signor sindaco, creda a me, non è proprio cosa. La percorra per una sola volta con una macchina di media cilindrata o con un furgoncino e poi mi dica. Ma attento a non girare per via Bari, che è a senso unico a scendere, ma che non ha alcun divieto all’incrocio con via Sonnino, quindi, sic stantibus rebus, si può anche salire.
Ora, non presumo di avere ragione, ma se così fosse, non le sembra che affidando l’incarico a “forestieri”, che come minimo non conoscono le necessità del paese e fanno tutto sulla carta, l’Amministrazione ha buttato 50 mila euro, come mi dicono, dei cittadini? Non c’erano tecnici sul Comune, assessore al ramo, vigili, o qualche semplice cittadino, conoscitori delle strade del paese, da chiamare e a costo zero? E oltre questo, prima di varare un piano, non si fa una verifica sul campo? Con questo stravolgimento del traffico, pensate veramente di rivitalizzare il centro storico e di incrementare le attività nel quartiere delle ceramiche?
Io penso proprio di no. Anzi, le dico di più, secondo me il provvedimento va nel senso contrario.
Perciò, caro Sindaco, si faccia un giro, verifichi di persona, chieda alla gente se è soddisfatta, e se tutto è come dico io, dimostri saggezza e capacità amministrativa: cancelli tutto e ripristini quello che c’era prima, perché più funzionale. Sarà un merito, non un demerito, ricredersi su un progetto che si pensava utile e che si rivela controproducente.
E in ultimo, per favore, non butti via i soldi dei cittadini. Ricordi che questa Amministrazione, come le precedenti PD, si “frega” le addizionali sui nostri stipendi e pensioni. D’autorità, per non usare altro termine, e nessuno di noi vi ha autorizzato, né ora né prima. Ed è tempo che la smettiate, tutti: comuni e regioni.
E comunque: buon anno a tutti.

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Emiliano riveda scelte oggi stesso

Il “tutto esaurito” al Ss. Annunziata di Taranto segna una pagina vergognosa della sanità regionale pugliese. L’indisponibilità di posti letto nell’ ospedale centrale della provincia - dichiarata in modo inequivocabile dal direttore medico attraverso comunicazione interna ai dirigenti degli altri nosocomi- certifica il fallimento della politica sanitaria di Emiliano, ma soprattutto segnala l’alienazione del diritto insopprimibile all'assistenza e alla cura a Taranto. Il collasso del Poc, pochi giorni dopo l' inizio del nuovo anno, l’inagibilità per sovraffollamento del pronto soccorso, sanciscono lo scempio del piano di riordino sanitario. Sono il canto del cigno della politica della Salute pugliese.
A tuonare è Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza italia.
“Più volte abbiamo messo in guardia Emiliano e i suoi dirigenti dalle devastanti ricadute del suo piano di riordino. Oggi siamo allo scandalo per cui, se hai bisogno dell’ospedale a Taranto, devi sapere che sarai certamente ricoverato altrove, in qualche paese , ammesso che ci sia la specialità richiesta dopo i tagli post riordino, o addirittura fuori provincia.
Bambini con febbre alta, respinti per mancanza di reparto ( a Manduria) ospedali come quello di Grottaglie con reparti nuovi di zecca, ma vuoti inutilizzati, e dall'altra parte il Ss. Annunziata che alza bandiera bianca di fronte all’ondata di ricoveri e richiesta di accessi, con i corridoi del Pronto soccorso trasformati, pare, in un ospedale da campo. Un trattamento disumano effetto delle scelte scellerate della giunta Emiliano, a cui chiedo di rivedere oggi stesso le decisioni di politica sanitaria, riaprendo i punti di assistenza là dove sono stati assurdamente chiusi. Taranto non può farcela con un solo Pronto soccorso ed un unico ospedale per tutta la provincia.

 

 

 

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Giovedì, 04 Gennaio 2018 08:45

L'on. Pelillo non si ricandida al Parlamento

Caro Direttore,

sin dall’inizio della mia esperienza politico-istituzionale, ho sempre pensato che l’impegno nelle istituzioni non può essere per sempre, che non può diventare un mestiere.
Quando la XVII legislatura della Repubblica passerà le consegne alla successiva, avrò completato il mio 18° anno consecutivo nelle istituzioni, prima regionali e poi nazionali. 18 anni sono tanti. Mai avrei immaginato di dedicare una parte così grande della mia vita all’impegno pubblico.
E’ giusto e naturale che la classe dirigente si apra ad una nuova generazione; da parte mia riconquisterò tempo per la mia vita privata, spegnerò qualche riflettore, restituirò attenzioni alla mia famiglia ed ai nuovi impegni professionali che verranno.
In realtà, la decisione di non ricandidarmi stava maturando già da qualche tempo. Ero tentato di esternarla già nel mese di luglio, subito dopo l’ultimo grande successo elettorale di cui sono stato protagonista. Ma alcuni cari amici, quasi spaventati dalla mia decisione che avevo cominciato a confidare, mi hanno chiesto di aspettare. E l’ho fatto perché non volevo per nessuna ragione che tale mia scelta, espressa con largo anticipo, disorientasse il partito.
I 18 anni sono tutti compresi negli anni 2000, il periodo senz’altro più difficile dal punto di vista socio-economico per il nostro territorio e per la nostra gente.
Da una parte il mio consenso elettorale cresceva a vista d’occhio, i successi personali e di partito si rincorrevano in una sequenza ripetitiva ininterrotta fino ad arrivare ai giorni nostri; dall’altra, le vicende del nostro territorio diventavano sempre più complesse e difficili ed il peso della responsabilità diventava sempre più gravoso.
Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità istituzionali, ho provato sempre ad agire con rigore e sobrietà, non ho mai tradito la fiducia di qualcuno.
Per qualche anno ho sempre portato nella mia borsa la dichiarazione dei redditi presentata nel 1999, l’anno precedente alla mia prima elezione in Regione, per documentare che la mia condizione economica, dopo l’elezione, era tutt’altro che migliorata. E ancora oggi quel reddito del 1999 è superiore a quello dichiarato quest’anno.
Ringrazio Dio per tutti i doni che ho ricevuto, ringrazio la mia famiglia e mia moglie in particolare per la pazienza che hanno avuto e per la forza che mi hanno dato. Ringrazio tutte le persone che hanno creduto in me, nella mia lealtà, nella mia voglia di fare. Ringrazio tutti i miei elettori, soprattutto quelli che non ho mai conosciuto personalmente.
Le prossime elezioni politiche saranno per il mio partito le prime elezioni a Taranto con me nella veste di semplice iscritto al PD. So che per molti non sarà facile, ma bisogna subito trovare le motivazioni per consolidare il primato che il Partito Democratico ha conquistato e mantenuto a Taranto da quando è nato.
Nella mia esperienza politica ho conosciuto in questi anni tante persone meravigliose che mi hanno gratificato con un incessante sostegno appassionato e disinteressato; ne ho conosciuto altre, invece, solo interessate a cercare nelle politica una scorciatoia per migliorare la loro condizione economica e sociale. Non biasimo alcuno, ma nel mio cuore c’è posto solo per i primi.
Grazie Direttore per l’ospitalità e grazie ancora per tutte le attenzioni che la sua testata mi ha voluto riservare in questi magnifici 18 anni.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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