Oraquadra giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto - Items filtered by date: Martedì, 10 Aprile 2018

Ieri, presso la Sala Convegni del Centro Ospedaliero Militare di Taranto ha avuto inizio il progetto di Alternanza Scuola Lavoro che vede impegnato il centro di eccellenza sanitario della Marina Militare collegato in rete con gli studenti di sei istituti scolastici tarantini – il Liceo scientifico Battaglini, il Liceo Archita, l‘IPS Cabrini, il Liceo Artistico Calò Lisippo, l’IISS Pacinotti ed il liceo scientifico dell’IISS Righi.

Nel corso dell’evento, il Direttore del Centro Ospedaliero Militare di Taranto, capitano di vascello Vincenzo Mascellaro, ha illustrato ai Dirigenti Scolastici intervenuti, alla Presidente della Croce Rossa Italiana provinciale ed ai 150 studenti presenti le linee generali del programma, caratterizzato principalmente dallo svolgimento di laboratori e tirocini presso i vari Reparti del Centro Ospedaliero e da visite e attività presso Comandi e assetti operativi della Marina Militare. I tirocini e i laboratori riguarderanno diverse materie e saranno seguiti da personale della Forza Armata e da esperti appartenenti da associazioni di volontariato che operano sul territorio.
La capacità di fare “equipaggio” è una caratteristica tipicamente riconosciuta alla gente di mare ed è la peculiarità stessa dell’ambiente marino. Sappiamo bene che il mare oltre a formare insegna soprattutto a fare squadra, a rispondere coralmente, ciascuno con il proprio ruolo e le proprie capacità, ma tutti e nessuno escluso, egualmente importanti e fondamentali.
Quello che il progetto di Alternanza Scuola Lavoro, già avviato in numerose sedi della Marina Militare, si prefigge è di creare una nuova tipologia di equipaggio composto dal personale della Forza Armata, dagli studenti e dai loro insegnanti nonché dalle associazioni di volontariato per la diffusione e la salvaguardia della cultura marittima del Paese in un percorso condiviso innovativo e multidisciplinare.

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L’arrivo a Taranto del Medimex rappresenta certamente per la città una bella opportunità in termini di
investimenti e di racconto anche mediatico di una comunità troppo spesso legata a temi come disoccupazione
ed inquinamento.

Non possiamo che ritenerci soddisfatti della scelta fatta dalla Regione Puglia in questo ambito
per una serie di motivi: innanzitutto la possibilità, come detto, di parlare della città di Taranto in termini positivi
e poi perché si tratta di una fatta al termine di un percorso di contrattazione. Non un’imposizione, quindi, ma un
accordo consapevole tra Regione Puglia e parti sociali.
Investire in termini di cultura e di spettacolo, quindi, rappresenta una vera opportunità di sviluppo reale e
sostenibile.
Prendendo spunto da questo, vogliamo ribadire la necessità di affrontare il tema sullo sviluppo del settore
spettacolo e cultura non solo in termini di eventi, ma anche e soprattutto in termini di investimenti sulla
produzione: questo vorrebbe dire permettere uno sviluppo del settore e dell’occupazione reale e stabile, non
ridotta a quella occasionale che si esaurisce al termine dell’ultima nota del concentro in programma.
Per questo riteniamo fondamentale sottolineare la positiva opportunità che si offre alla città evidenziando che
proprio da qui è necessario ripartire in termini di sviluppo complessivo.

Andrea Lumino - Slc Cgil Taranto

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Ho votato contro alla legge di riforma delle “Norme in materia di nomina dei Direttori Generali delle Asl” perché quanto contenuto nel comma 7 dell’articolo 2 è molto evanescente, sembra un’ operazione gattopardesca nella quale si annuncia il cambiamento ma invece tutto resta sostanzialmente immutato.

Si cambia per non cambiare nulla, nonostante da tantissimi anni si continua a sbagliare su questa spinosa vicenda.

In pratica si annuncia il rifiuto di controllo della politica sulla Sanità invece con l’approvazione del citato comma 7 di fatto si è scelto di mantenere nelle mani della Giunta regionale il grosso delle prerogative di nomina dei DG, poiché dopo la scelta della Commissione valutatrice, composta da tre componenti dei quali, uno designato dall’AGENAS, uno designato dall’Istituto Superiore della Sanità e un altro designato dal Presidente della Regione Puglia, per la valutazione dei candidati, che hanno i titoli e che sono inseriti nell’albo nazionale, il comma 7 dell’articolo 2 specifica testualmente che “la Giunta regionale designa quale Direttore Generale colui che tra i candidati, inseriti nella rosa proposta dalla Commissione di esperti, presenti requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell’incarico da ricoprire”. Ecco che qui si annida l’inghippo, perché dal nostro punto di vista ci dovrebbe essere un criterio secco che la Commissione dovrebbe indicare l’ordine delle preferenze e quindi la Giunta non fare altro che la presa d'atto della proposta fatta dalla Commissione valutatrice.

Invece si è scelto di lasciare la discrezionalità alla Giunta regionale di nominare nella rosa proposta dalla Commissione i Direttori generali delle ASL.

Ribadiamo il concetto più volte espresso che la politica deve essere lontana dalla gestione diretta delle Asl e quindi della Sanità e questa legge poteva essere l’elemento innovativo per definire questo principio, invece si è sprecato un’occasione importante continuando a lasciare la scelta discrezionale alla Giunta su una rosa presentata dalla Commissione valutatrice. Ecco perché oggi in aula, a nome di Sinistra Italiana / Liberi E Uguali, ho votato contro al provvedimento legislativo.

 

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Proiettare la Puglia dal trattore al drone. Promuovendo l’innovazione tecnologica nei campi, la formazione digitale degli agricoltori, l’impiego di macchine intelligenti. In sostanza: transitare dal modello agricolo attuale a quello moderno, hi-tech, dell’Agricoltura di precisione.

È l’obiettivo della proposta di legge sulla “Agricoltura di precisione” presentata da Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza italia e dai colleghi Donato Pentassuglia e Fabiano Amati, rispettivamente presidenti delle commissioni Attività Produttive e Bilancio. Alla proposta ha collaborato il gruppo di lavoro del Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali dell’Università di Bari, guidato dal prof. Giacomo Scarascia - Mugnozza

La pdl in questione punta ad aumentare la competitività delle aziende agricole pugliesi trasferendo la tecnologia nei campi. Tradotto: ottimizzazione dei costi, maggiore efficienza produttiva, più qualità a fronte di meno sprechi. Tutto nell’ottica di una avanzata sostenibilità di tipo climatico e ambientale.

La proposta legislativa bipartisan, prevede che la Regione si impegni a sviluppare un apposito “Piano per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione in Puglia, in coerenza con le Linee guida del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sul tema”.

A sostegno dell’iniziativa la pdl prevede la realizzazione di un “Progetto Pilota” finanziato dalla Regione per un importo di 500 mila euro tramite bando pubblico, rivolto a imprese agricole che applichino le tecnologie in uso dell’agricoltura di precisione nei campi.

“Per la Puglia, che ha nell’agricoltura la colonna portante della sua economia, salire sul treno 4.0 non è più una scelta ma una necessità – dichiara Franzoso - soprattutto per competere in un mercato globale e difendere brand e qualità dei nostri prodotti. L’agricoltura di precisione fornisce la soluzione completa alle necessità di innovazione di un intero settore primario, quale quello dell’agricoltura. Un sistema che fornisce gli strumenti per fare la cosa giusta, nel posto giusto, al momento giusto, dove per cosa giusta si intende un intervento agronomico”.

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Zootecnia, Cia Puglia: “Comparto fondamentale, tante le problematiche”
Bruni: “Zootecnia non è solo alimentazione ma anche ambiente, multifunzionalità, futuro”

“Il benessere degli animali è il primo fattore di tutela del comparto zootecnico. Gli indicatori di benessere sono misurabili in base a parametri oggettivi, non si può lasciare spazio a valutazioni soggettive del controllore di turno”. E’ quanto ha dichiarato Franco Bruni, componente del direttivo CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a margine del convegno nazionale sulla zootecnia tenutosi a Bastia Umbra, nell’ambito della quinta edizione di “Agriumbria”, mostra e fiera nazionale su agricoltura, zootecnia e alimentazione. La CIA Agricoltori Italiani partecipa al tavolo di lavoro permanente sul benessere animale del Ministero della Salute e Franco Bruni è il referente nazionale dell’organizzazione. “Il comparto zootecnico è un pilastro dell’economia italiana: stiamo parlando non solo di ambiente, agricoltura e alimentazione, ma anche di tutto ciò che è inerente alla green economy e all’agricoltura sociale. E’ un settore vitale”, ha dichiarato Bruni. “CIA Agricoltori Italiani è fortemente impegnata su temi, problematiche e prospettive della zootecnia”, ha aggiunto Raffaele Carrabba, presidente regionale CIA Agricoltori Italiani di Puglia. “Lo scorso febbraio, aziende zootecniche di Puglia, Campania, Basilicata e di tutto il Sud si sono date appuntamento a Viggiano, in provincia di Potenza, dove la CIA Agricoltori Italiani ha organizzato una giornata di informazione e mobilitazione contro il paventato rischio di riduzione del 40% del sostegno europeo alle imprese del comparto allevamento”, ha ricordato Carrabba. In Italia, il valore della produzione zootecnica supera i 16 miliardi di euro ed è pari a un terzo della produzione agricola. L’ampio ventaglio di opportunità offerte dalla legislazione europea in materia di etichettatura, marchi e certificazioni di qualità e di origine può costituire lo scenario appropriato per valorizzare al meglio le potenzialità del settore, permettendogli di venire incontro alla crescente domanda di qualità dei consumatori. “Le opportunità sono moltissime”, ha continuato Carrabba, “ma altrettanto numerose sono le problematiche da affrontare, non ultime quelle relative ai danni sempre più ingenti provocati dalla fauna selvatica e dall’approvvigionamento idrico per gli allevamenti. Le moderne aziende zootecniche della Puglia devono affrontare costi crescenti, anche a causa di ultime annate in cui i cambiamenti climatici hanno creato disagi e danni enormi da una parte per la siccità, dall’altra per improvvise e prolungate ondate di gelo e neve. Sostenere il comparto e la sua crescita è fondamentale per tutelare e incrementare un patrimonio enorme”, ha concluso Carrabba.

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Continuano a destare grande preoccupazione le notizie relative alla imminente pubblicazione del bando per l’affidamento ad un unico gestore del servizio di ristorazione in tutte le strutture ospedaliere della Puglia. Stiamo parlando di una gara d’appalto del valore di 300 milioni di euro, per la durata di sette anni (eventualmente prorogabili) che rischia di avere conseguenze nefaste sugli attuali livelli occupazionali mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro tra gli addetti che, attualmente, garantiscono il servizio nelle diverse ASL. Da tempo, come Sinistra Italiana/Liberi e Uguali denunciamo, al fianco delle organizzazioni sindacali, questa situazione, e nelle scorse settimane ho anche personalmente promosso una audizione in II Commissione consiliare nel corso della quale è emersa una preoccupazione condivisa dalle diverse forze politiche per una gara d’appalto che potrebbe avere effetti molto negativi sia per gli utenti sia per i lavoratori. Accanto al gravissimo problema occupazionale, infatti, è evidente che l’accentramento dei servizi, con la predisposizione di pietanze surgelate che saranno poi distribuite nelle diverse strutture regionali, determinerà uno scadimento significativo della qualità dei pasti somministrati a cittadini, pazienti e personale sanitario, in contrasto, tra l’altro, con le direttive e le disposizioni dettate in questa materia dal Ministero della Salute e dall’Unione Europea. Per poter garantire pasti che non perdano, da un lato, le loro qualità nutrizionali e, dall’altro, la loro appetibilità, infatti, è necessario che questi siano preparati quanto più vicino possibile al luogo di consumo, favorendo una filiera corta. Ribadiamo, pertanto, la necessità di non procedere ad una gara unica, anche al fine di non dismettere le cucine presenti nelle strutture ospedaliere e attualmente utilizzate, molte delle quali anche recentemente ristrutturate che, in tal modo, sarebbero di fatto abbandonate determinando un inammissibile spreco di risorse pubbliche. Allo stesso modo riteniamo non sufficienti le rassicurazioni del Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, dott. Giancarlo Ruscitti, sull’applicazione delle clausole sociali per la salvaguardia dei livelli occupazionali, dal momento che i lavoratori rischierebbero comunque di perdere anzianità di servizio, posizioni giuridiche acquisite e ore di lavoro, con un taglio significativo dei loro stipendi. Per questo ci auguriamo che all’incontro già previsto con i sindacati fissato dalla Regione per venerdì prossimo, 13 aprile, si possa giungere ad una soluzione più ragionevole che eviti tutte le gravi criticità di questa gara unica e porti alla internalizzazione dei servizi di ristorazione ospedaliera, strada ritenuta praticabile anche da una recente sentenza del Consiglio di Stato.

Infine registriamo e segnaliamo che taluni operatori dell’informazione, in queste ore, hanno trasmesso servizi televisivi per esaltare, proprio in vista di questa gara d’appalto, citandola anche nel servizio, le qualità di una specifica azienda barese attiva da tempo nel settore della ristorazione per le pubbliche amministrazioni. Il rischio che questo appalto si trasformi in un grande e redditizio business per gli appetiti (legittimi, per l’amore di Dio) di imprenditori privati, piuttosto che in una occasione di miglioramento di un servizio pubblico molto importante per la qualità complessiva dei servizi sanitari offerti è quindi ipotizzabile. Noi crediamo invece che la strada da intraprendere debba necessariamente essere un’altra rispetto a quella scelta e continueremo, su questo fronte, la nostra battaglia a partire dalla richiesta della internalizzazione del servizio con indubbi vantaggi per la Regione e garanzie per i lavoratori.

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Lettera aperta agli studenti dell’Istituto Musicale “G. Paisiello”. Vico: “L’impegno del governo è stato mantenuto!”

Con l’avvio della statizzazione si può definitivamente asserire che, come più volte annunciato, l’Istituto Musicale Paisiello di Taranto è salvo!

Gli impegni presi dal Governo sono stati portati avanti. L’iter è stato lungo ma, si sa, i passaggi burocratici della legge hanno bisogno dei loro tempi.

In occasione della mia ultima conferenza stampa, tenuta presso il vostro Istituto, incontrai alcuni rappresentati degli studenti ai quali anticipai ciò che sta avvenendo. A loro, come a tutti voi, dico di non lasciarvi strumentalizzare da chi, pur conoscendo la realtà dei fatti, la stravolge per pura propaganda politica. Le dichiarazioni ed i silenzi di alcuni nel periodo post elettorale, infatti, hanno subito una variazione rispetto alle inutili polemiche e prese di posizione pre elettorali.

Qualcuno ha voluto procurare inutili allarmismi per utilizzare in maniera propagandistica i timori di voi studenti e delle vostre famiglie.

A questo punto credo sia d’obbligo ricordare come sono andate le cose, per non dimenticare l’insegnamento che questa vicenda può offrire alle vostre giovani menti.

In seguito all’approvazione dell’emendamento al Decreto Legge n°50/2017 (avvenuta lo scorso maggio e presentata a mia firma), e con la conseguente approvazione in Senato dello stesso Decreto Legge, si dava corso alla graduale statizzazione e razionalizzazione degli Istituti AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale) non statali, tra cui il “Paisiello” di Taranto.

Ai fini dell'attuazione della norma, così come previsto dal comma 3 dell’art.22-bis del Dl, fu istituito un apposito fondo, da ripartire con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, con uno stanziamento di 7,5 milioni di euro per l'anno 2017, di 17 milioni di euro per l'anno 2018, di 18,5 milioni di euro per l'anno 2019 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020.

Già sin da subito evidenziai che, dopo aver ottenuto di poter stabilire il processo di statizzazione, avevamo avuto una disponibilità di risorse, che stabilivano nel quadriennio la fase di statizzazione in base alla costituzione di una graduatoria. In quella graduatoria è stato di seguito inserita Taranto, che tra l’altro riceverà maggiori risorse, rientrando fra gli Istituti italiani che ne hanno un fabbisogno superiore.

In questi mesi, dalla Provincia di Taranto, ente gestore del Paisiello, sono giunte continua minacce di mobilità per i lavoratori, con conseguente timore per voi studenti e per le vostre famiglie di non poter concludere l’anno accademico. Un’eventualità che è stata sempre scongiurata grazie al continuo e tempestivo intervento del Governo.

Adesso, si può proseguire il cammino nella certezza che non vi è più alcun pericolo per il prosieguo delle attività accademiche dell’Istituto Musicale Paisiello e che il suo futuro è garantito.

Quando si lavora con serietà per il bene comune, il risultato è assicurato!

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Pro Loco di Pulsano: il caso UNPLI sarà discusso in Regione. “Chiediamo che la Pro Loco di Pulsano sia reintegrata immediatamente all’interno della Delegazione di appartenenza”
La Pro Loco di Pulsano ha scelto di mantenere una posizione limpida e trasparente nei confronti dei soci, delle associazioni del territorio e dell’intera cittadinanza, chiarendo le proprie posizioni in merito alla sospensione promulgata dal Consiglio Regionale UNPLI nei confronti dell’Associazione.
Con data 7 gennaio 2018 è stata notificata alla Pro Loco di Pulsano una sospensione della durata di 24 mesi, a firma dei membri del Comitato UNPLI Puglia e del proprio presidente Rocco Lauciello, provvedimento risultato inaspettato e inesplicabile. Il tentativo di dialogo con l’Ente e il ricorso portato avanti dalla Pro Loco in questi mesi non ha, purtroppo, avuto l’effetto sperato ottenendo semplicemente una ulteriore comunicazione UNPLI, di poche righe, a conferma della posizione presa.
Il Presidente della Pro Loco di Pulsano Francesco Vergallo e l’intero Consiglio Direttivo hanno per questo deciso di fare luce pubblicamente su alcuni punti fondamentali della questione attraverso una conferenza stampa che si è svolta sabato 7 aprile, presso la sala consiliare del Castello De Falconibus di Pulsano, alla presenza dei Consiglieri della Regione Puglia Cosimo Borraccino e Renato Perrini.
“Abbiamo deciso di convocare questa conferenza per fare un po’ di chiarezza sulle notizie circolate negli ultimi giorni – ha esordito il Presidente Francesco Vergallo.Chiarisco innanzitutto che la Pro Loco di Pulsano non chiude, il Presidente ed il Consiglio Direttivo non hanno commesso alcun atto illecito, dunque continueremo a portare avanti le attività previste nella programmazione estiva 2018. La nostra Associazione possiede uno statuto ed un atto costitutivo propri, che la rendono completamente indipendente da qualsiasi altro Comitato.
Per entrare nel merito della questione UNPLI è bene chiarire quanto segue: i portavoce della Delegazione Magna Grecia, di cui questa Pro Loco fa parte, assieme ad altre 18 del territorio, ha ricevuto nei mesi scorsi diverse comunicazioni da parte dei consociati, senza mai rispondere. Si è trattato di mail in cui si fornivano costruttivamente e con spirito di cooperazione spunti relativi alla gestione delle future iniziative, tuttavia mai condivise dai vertici della Delegazione e dal Comitato UNPLI di riferimento. Il risultato è stato, con mio rammarico, una sospensione di 24 mesi per l’Associazione che qui rappresento.
In un periodo in cui si lavora faticosamente per costruire reti e percorsi condivisi, assumere un atteggiamento così distruttivo nei confronti di liberi volontari mina non solo la struttura democratica dell’UNPLI, ma mette a rischio la stessa esistenza delle nostre Pro Loco. Quanto accaduto colpisce gravemente l’immagine della mia persona, della Pro Loco di Pulsano, che non potrà candidarsi alle imminenti elezioni della delegazione Magna Grecia, e dell’intera comunità.
Quando il 30 marzo è giunta la conferma della sospensione da parte del Collegio dei Probiviri UNPLI, a seguito del nostro ricorso, non nascondo che il Direttivo di questa Associazione ha valutato di dimettersi.
Ma poi ci siamo chiesti: perché distruggere tutto ciò che è stato costruito in questi anni? Perché non continuare a difendere il nostro patrimonio? Invito tutte le Pro Loco a non aver paura di esprimere il proprio pensiero rispetto all’operato della Delegazione Magna Grecia, ed esorto tutte le forze politiche e tutti i pulsanesi a sostenere la Pro Loco di Pulsano ed il volontariato in generale. L’ultimo appello lo rivolgo al Presidente Regionale Unpli Rocco Lauciello e al Presidente Nazionale Unpli Antonio La Spina affinché la Pro Loco di Pulsano possa essere immediatamente reintegrata nella sezione di appartenenza”.
“Ho detto al Presidente Vergallo di andare avanti e non mollare, perché non ha nulla di cui rimproverarsi – ha commentato il Consigliere Regionale Cosimo Borraccino. La risposta da parte dell’UNPLI al ricorso presentato dalla Pro Loco di Pulsano è straordinariamente vergognosa, scritta in burocratese, e non entra minimamente nel merito della questione. Per questo ho presentato un’interrogazione all’Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia Loredana Capone e, già a distanza di pochissimi giorni, ho ricevuto risposta dal suo Segretario Particolare che ha effettuato le prime verifiche sul caso. Siamo ora in attesa del riscontro ufficiale da parte dell’Assessorato.
Non ci fermiamo qui, discuteremo della controversia in Consiglio Regionale – ha continuato Borraccino. Non si può mortificare una realtà come questa soltanto per mettere il bavaglio a forze giovani che vogliono emergere. Qualcuno deve capire che la vita va avanti, la società si evolve, le modalità di pianificazione delle attività delle Pro Loco mutano col tempo ed è universalmente riconosciuta qui nella Provincia di Taranto la grande capacità organizzativa della Pro Loco di Pulsano”.
“Portiamo avanti insieme l’obiettivo di revocare questo provvedimento perché solo se il territorio è unito si ottengono dei risultati – è stato l’intervento del Consigliere Renato Perrini. Questa è un’Associazione che funziona, in cui si fanno le cose con passione e le forze politiche locali hanno il dovere di fare squadra, indipendentemente dalle appartenenze partitiche”.

 

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Con la concessione da parte della Provincia dell'autorizzazione al sopralzo della discarica ex Ecolevante è stata scritta una pagina nera per la storia della nostra città e dell'intera provincia jonica. Una provincia martoriata per l'ennesima volta in tema ambientale.
Grottaglie, quindi, nonostante i proclami elettorali dell’Amministrazione D’Alò che assicurava ai grottagliesi che la discarica, grazie a lui e al suo movimento politico, avrebbe avuto vita breve, continuerà a dare in termini ambientali. Il profitto ha avuto la meglio sull'ambiente e sulla salute dei cittadini.
Possiamo, pertanto, certificare su questo fronte, il fallimento politico dell'Amministrazione D'Alo' che non è riuscita, nonostante le promesse, ad opporsi efficacemente all'ampliamento dell'ecomostro. Gli attuali amministratori infatti si sono scontrati anche loro con l'impotenza che, almeno dal punto di vista delle competenze, l'ente comunale ha sulla questione ampliamento non facendo mancare però pressappochismo e poca trasparenza sulle azioni di contrasto da mettere in campo contro l’autorizzazione. Prova ne è il fatto che la task force di partiti e associazioni non è stata per nulla convocata per diversi mesi, quelli decisivi. A poco è valso anche avere tra i banchi dell’opposizione in Provincia il Consigliere grottagliese, Ciro Petrarulo, che, a suo dire, ma non se ne ravvisa traccia alcuna, si sarebbe opposto alla concessione dell’autorizzazione e che nonostante avesse l’onere di vigilare sull’iter autorizzativo, non lo ha fatto o non è stato in grado di farlo. Anche per lui, oggi, si palesa il fallimento del proprio mandato.
Il Partito Democratico, da sempre contrario ad ogni ampliamento della discarica di Torre Caprarica, ritiene che la battaglia, sebbene segnata pesantemente da queste evidenti sconfitte, debba essere continuata in tutte le sedi presso le quali è possibile agire. Cominciando con il ricorrere dinanzi al Tar contro l'atto autorizzativo e a predisporre gli atti necessari per presentare un ulteriore ricorso dinanzi allo stesso Tribunale Amministrativo, per chiedere la decadenza di Martino Tamburrano dalla sua carica di Presidente della Provincia. Per fare questo riteniamo utile il coinvolgimento dei Sindaci dell’area ionica interessata dalla presenza della discarica. Sul fronte regionale, invece, riteniamo che il sindaco D'Alò si debba porre a capo di una delegazione di Sindaci del territorio e pretendere un incontro urgente al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano (che trattiene la delega all'Ambiente), per chiedere riscontro sull'attuazione del Piano Regionale dei Rifiuti. E’’ giunto il momento di dare corso ad una seria pianificazione del ciclo dei rifiuti per evitare che Taranto e la sua provincia diventino la discarica della Puglia.
Il Partito Democratico di Grottaglie non farà mancare il suo contributo a tutti gli amministratori e alle associazioni per manifestare la propria contrarietà su questo provvedimento, anche con azioni forti, che possano far sentire la voce del nostro territorio anche sul piano regionale e nazionale per il bene della nostra Terra.

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