Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Ostuni - Items filtered by date: Giovedì, 05 Aprile 2018

Venerdì 6 aprile alle 19 presso “La Saletta dell'Arte” a Taranto 

Si brinderà con i grandi vini del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria alla Galleria d'Arte Contemporanea "La Saletta dell'Arte” per la seconda personale a Taranto del grande artista Claudio Malacarne.

L’inaugurazione della mostra si svolgerà in via Giovinazzi 65/67 (angolo via Anfiteatro) venerdì 6 aprile alle 19 e al vernissage presenzierà lo stesso artista, le cui opere saranno visibili fino a lunedì 30 aprile.

Durante il taglio del nastro saranno degustate le bottiglie di Primitivo di Manduria a cura dell’Ais Taranto.
Un’occasione per far conoscere ai visitatori una delle eccellenze della produzione vitivinicola pugliese, un viaggio affascinante che nasce dall'incontro tra due eccellenze della nostra cultura e della nostra storia, due simboli dell'Italia nel mondo: l'arte e il vino.

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Siamo arrivati all'apoteosi del ridicolo. Con ordinanza n°06/18 del 04 aprile 2018, il Sindaco di Carosino, dott. A. Sapio (coadiuvato dalla sua maggioranza formata dal PD-SEL-RIF. COMUNISTA), ordina “la chiusura delle attività della Scuola elementare A. Moro a decorrere dal 05 al 06 aprile 2018, salvo, ulteriori proroghe...”. Insomma, quello che è successo dopo le vacanze di Natale si ripete dopo Pasqua e le vacanze si prolungano, tanto che sembriamo quasi un Paese a statuto speciale. Era già successo qualche mese fa: al rientro dalle vacanze natalizie, infatti, gli scolari furono costretti a tornare a casa perché le aule, nonostante le assicurazioni degli amministratori nei giorni precedenti, erano gelide a causa di un’avaria dell’impianto di riscaldamento.

Purtroppo ci risiamo. La scuola elementare A. Moro resterà nuovamente chiusa per lavori di manutenzione straordinaria ai soffitti di alcune aule dai quali cadono pezzi di intonaco a causa delle infiltrazioni di acqua piovana.
Molti si chiederanno come sia possibile tutto questo, considerati i soldi pubblici spesi, a più riprese, per la messa in sicurezza di questa struttura. E invece i problemi rimangono.
Questa situazione rispecchia esattamente il modus operandi dell’amministrazione Sapio in questi quattro anni: deliberare impegni di spesa, affidare incarichi e poi lavarsene le mani.
Quello che ci chiediamo è: ma il ruolo di controllo della politica dov’è finito? Chi amministra la collettività deve farlo seguendo le regole del “buon padre di famiglia” poiché gestisce denari pubblici ed è responsabile di come questi denari vengono usati.
Se gli amministratori demandano le proprie responsabilità agli uffici, lasciandoli senza guida (ricordiamo l’assenza dell’assessore ai lavori pubblici ormai dal giugno 2015) e non curandosi di ciò che accade, significa che il ruolo della politica è marginale se non inutile e che questo tipo di politica è solo un DANNO per la comunità.
Per troppo tempo siamo stati costretti a denunciare queste gravi mancanze e questo abbandono politico della comunità e ci sembra quantomeno ingiusto e semplicistico dare le colpe agli uffici quando invece è ben evidente una chiara incompetenza politica carente delle più elementari regole programmatiche che dovrebbero contraddistinguerla.
Dal 2016 ad oggi, per la manutenzione straordinaria sui lastrici solai e manutenzioni varie della scuola elementare, sono stati spesi circa 150.000,00 Euro. Questo è il risultato?
Tante, troppe volte abbiamo fatto notare le carenze di gestione e di attenzione nei riguardi delle scuole di Carosino, Troppo spesso questa amministrazione ha dimostrato di NON far corrispondere i FATTI alle "belle" PAROLE. E' sotto gli occhi di tutti, nostro malgrado, come non passi settimana che non vengano evidenziate problematiche irrisolte, sottovalutate e gestite in modo approssimativo da questa amministrazione. Basterebbe un impegno maggiore, più serio, fatto di attenzione, di lungimiranza, di umiltà, di buonsenso, di competenza. I nostri amministratori dovrebbero dimostrare più rispetto verso i cittadini della comunità che gestiscono.
Carosino, i suoi cittadini, ma soprattutto i nostri bambini non meritano tutto questo… 

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Il Comune di Taranto, con ordinanza dirigenziale ha dato il via a una programmazione intensa e puntuale di sanificazione e deblatizzazione anche in vista dell’arrivo della stagione più calda.

L’amministrazione comunale e l’AQP hanno già avviato azioni mirate e programmate per contrastare la proliferazione di ratti, blatte e insetti nocivi per prevenire e contrastare fenomeni pericolosi per la salute per l’uomo e per gli animali e per l’igiene pubblica. Ora l’ordinanza chiama in causa amministratori condominali, proprietari di singoli fabbricati, titolari di depositi di rifiuti, materiali organico, che sono obbligati ad interventi di deblatizzazione e sanificazione. Per chi non ottempera, la sanzione ammonta a € 500,00.

Controlli serrati e verifiche incrociate stringono ulteriormente la morsa sugli interventi di sanificazione e deblattizazzione. Almeno due gli interventi, secondo il provvedimento dirigenziale, da effettuarsi durante l’anno, di cui uno concomitanza con le operazioni dell’AQP e l’altro da programmare entro il 31 ottobre.

Al fine di avere contezza e certezza degli interventi, la misura obbliga gli amministratori di condominio, nonché i proprietari dei singoli fabbricati, a trasmettere all’indirizzo mail della direzione ambiente ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) la certificazione attestante l’avvenuta deblatizzazione delle reti fognarie e delle fosse settiche condominiali nonché delle griglie di raccolta delle acque attinenti alle parti comuni di pertinenza dei singoli condomini, rilasciata da ditta specializzata nel settore, entro quindici giorni dall'avvenuta deblattizzazione.

La Polizia Locale e l’Asl verificheranno il rispetto dell’ordinanza e a loro spetterà l’accertamento delle violazioni e l’applicazione delle sanzioni.

“Abbiamo voluto introdurre una misura cogente più stringente - commenta l’assessore all’ambiente Rocco De Franchi - che chiama a responsabilità gli amministratori dei condomini e i proprietari degli immobili di fare la loro parte nelle attività di contrasto alle blatte e ai ratti. Amministrazione, AQP e Amiu sono già impegnate nella programmazione degli interventi che però rischiano di rimanere inefficaci se non intervengono anche i privati e i condomini. Il focus dell’ordinanza è l’igiene e la salute pubblica, ma anche il decoro della città e la nostra vivibilità. Pertanto, saremo severi per non affrontare nuove emergenze blatte, ratti e insetti nocivi che ogni anno si verificano con l’arrivo dell’estate troppo spesso contrastate con interventi tardivi e, quindi, inefficaci”.

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L’avviso di conclusione delle indagini firmato dal Pubblico Ministero di Taranto, dott. Lanfranco Marazia, conferma tutte le nostre preoccupazioni per la gravissima condizione di degrado e abbandono in cui versa la discarica “Vergine” di Lizzano, con il rischio di un vero e proprio disastro ambientale che potrebbe interessare tutta l’area circostante. Stando a quanto riportato dalla stampa, infatti, a seguito degli accertamenti effettuati dai Carabinieri del Noe di Lecce su incarico della Procura, sarebbero state individuate nelle acque sotterranee alla discarica sostanze tossiche e pericolose quali nitrati, diossine, pcb e boro provenienti proprio dall’impianto “Vergine” che, come è noto, è sotto sequestro dal febbraio 2014. In questi anni, però, la discarica è stata completamente abbandonata a sé stessa, senza che siano stati adottati gli accorgimenti necessari per evitare la fuoriuscita del percolato o per impermeabilizzare il bacino, con la conseguenza che si sarebbe determinata la contaminazione delle acque sotterranee. Un fatto gravissimo, questo, anche in considerazione del fatto che il territorio circostante è interessato da attività agricole per la coltivazione di ortaggi. Per questo nel settembre dello scorso anno, come noto, al fianco delle associazioni locali che operano su questo tema, depositammo un nostro esposto in Procura per segnalare l’esistenza di questa vera e propria emergenza che, oggi, sembra confermata dalle conclusioni cui sono giunti gli inquirenti, ferma restando (ovviamente) la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato per gli indagati. Ma al di là degli aspetti legati all’indagine, è urgente che la Regione Puglia intervenga per bonificare immediatamente l’area e cessare definitivamente l’esercizio di quella discarica, abbandonando ogni proposito (ventilato nelle scorse settimane) di un acquisto dell’impianto per svariati milioni di euro, finalizzato alla sua riattivazione facendo sostanzialmente della Provincia di Taranto la discarica della Puglia e non solo. Contro questa ipotesi noi di Sinistra Italiana/Liberi e Uguali ci batteremo in ogni sede, sempre al fianco dei cittadini e delle associazioni del territorio.

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Venerdì 6 aprile, alle ore 10, sesto appuntamento con gli ADDETTI AI LAVORI, presso il refettorio dell'ex convento di Sant’Antonio a Taranto. Saranno illustrati gli interventi di restauro della cupola del Santuario di San Francesco de Geronimo a Grottaglie (Ta) e del Santuario della Madonna della Salute di Taranto.

La chiesa di San Francesco de Geronimo sorge nel centro storico di Grottaglie e fu edificata nel 1832. Vi sono conservate le spoglie del Santo ed è stata proclamata Santuario nel 1941. Di particolare interesse sotto il profilo architettonico ed elemento di spicco nel panorama urbano, la cupola è rivestita in scaglie maiolicate (scandole) a motivo a losanghe policrome. L'intervento di restauro, commissionato dalla Compagnia di Gesù, proprietaria del Santuario, sarà illustrato dal progettista e direttore dei lavori, architetto Francesco Carbotti. Un focus particolare sarà riservato al restauro della cupola con il riposizionamento delle scandole, attraverso una tecnica che non prevede l’ausilio di chiodature.

Il santuario della Madonna della Salute costituisce uno dei più importanti e rilevanti edifici di culto della città Vecchia di Taranto. Nata come Chiesa dei Gesuiti nel 1686, fu assegnata nel 1774 agli Olivetani (da qui anche il nome di chiesa di Monteoliveto). Già oggetto di primi interventi di restauro con fondi del MIBACT, dopo oltre 20 anni di chiusura la chiesa è ormai prossima alla riapertura, grazie ai lavori curati dalla Diocesi di Taranto, con finanziamento assegnato dalla Regione Puglia nell'ambito dei “Fondi di Coesione e Sviluppo 2007-2013 - Accordo di programma quadro ‘Beni ed Attività Culturali’”. L'intervento ha riguardato il completamento del restauro dei prospetti e delle superfici interne, caratterizzate da decorazioni pittoriche a tempera e da stucchi.
Il progetto sarà illustrato dall’architetto Leda Ragusa e dall’ingegnere Laura Tonti dello Studio Start di Taranto, che ne ha curato il progetto e la direzione Lavori.

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