Oraquadra giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto - Items filtered by date: Giovedì, 10 Maggio 2018

Il Liceo Moscati di Grottaglie accoglie e promuove il progetto “Credevo fosse amore …” ideato e promosso dall’avv. Gina Lupo, consiglierà di parità della Provincia di Taranto.

Mercoledì 16 maggio, alle ore 16, nell’aula magna “Monteleone” del liceo grottagliese, la Dirigente Scolastica Anna Sturino inaugurerà un convegno dibattito sul progetto pilota dell’avv. Lupo e per l’occasione relazioneranno la stessa consigliera Gina Lupo, lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Carli e il pedagogista e psicologo clinico Francesco Paolo Romeo. “Credevo fosse amore …” parte dall’analisi del mondo giovanile e delle esperienze di violenza domestica e non solo, che troppo spesso sembrano velati amori. Importante è partire dalle scuole, dall’educazione che deve puntare ad evitare le differenze di genere, instillando nei giovani i valori del rispetto e della cura dell’altro. Le relazioni di coppia rappresentano un importante momento di crescita per ragazzi e ragazze e la scuola ha l’importane ruolo di coltivare una maggiore consapevolezza della propria identità. La Dirigente scolastica Anna Sturino, con il supporto organizzativo della docente di diritto Filomena Di Taranto, insieme alle altre docenti referenti per l’alternanza scuola lavoro del liceo, ha accolto con entusiasmo il valido progetto coinvolgendo alunni, docenti e soprattutto le famiglie, invitate per l’occasione a partecipare all’importante convegno al fine di poter collaborare attivamente per una crescita dei giovani che sia sempre più improntata alla responsabilità ed all’amore verso sé e quindi verso gli altri. L’ incontro sarà animato dagli alunni del liceo, preparati per l’occasione dalla docente di discipline motorie prof.ssa Marina di Serio. Il Liceo Moscati prosegue così le sue attività culturali orientate alla legalità e alla educazione al rispetto, arricchendo la rosa degli eventi formativi con un progetto di denuncia sociale ed alto impegno civico, che già a novembre dello scorso anno ha riscosso il plauso della platea del Salone degli Specchi del Comune di Taranto, ove è stato presentato in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

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L'associazione Bici & Solidarietà di Carovigno organizza per sabato 12 Maggio una pedalata da Carovigno a Grottaglie per incontrare il regista Alfredo Traversa autore di un libro e di numerosi lavori su Pier Paolo Pasolini per ripercorrere insieme la storia nei luoghi simbolo che furono teatro della censura del film " Salò o le 120 giornate di Sodoma".

La pedalata vuole essere una sorta di racconto di storie "itineranti" poco conosciute da portare da un paese all'altro della Puglia. Il 7 Giugno 1977 a Grottaglie dopo una proiezione al Cinema Vittoria di Grottaglie di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini, Evangelista Boccuni, pretore del paese famoso per la sua produzione di ceramiche, sequestra il film con procedura d'urgenza su tutto il territorio nazionale, dopo la denuncia di uno spettatore allora ventenne, poiché 'offendeva il comune senso del pudore'. È l'ultimo sequestro di una pellicola di Pier Paolo Pasolini ed è l'ultimo atto di censura nei confronti della sua ultima pellicola. Salò o le 120 giornate di Sodoma è l'esito estremo dell'impegno cinematografico dell'intellettuale friulano. ll film segue la falsariga di Le centoventi giornate di Sodoma, romanzo del Marchese de Sade. Quattro signori, rappresentanti di tutti i Poteri, il Duca (quello nobiliare), il Monsignore (quello ecclesiastico), Sua Eccellenza il Presidente della corte d'Appello (quello giudiziario) e il Presidente Durcet (quello economico), si riuniscono in una villa assieme a quattro Megere, ex meretrici, e a una schiera di giovani ragazzi e ragazze, catturati tra i figli dei partigiani, o partigiani essi stessi, in una sontuosa e cadente villa, isolata dal mondo dal presidio dei soldati Repubblichini e delle SS. Nella villa, per centoventi giorni, sarà vigente per tutti un regolamento sottoscritto dai quattro Signori, con il quale essi sono autorizzati a disporre indiscriminatamente e liberamente della vita delle loro giovani vittime, le quali dovranno tenere un comportamento di assoluta obbedienza nei confronti dei Signori e delle loro regole. Ogni insubordinazione o pratica religiosa, verrà punita con la morte. C'è tanto sesso in Salò e come più volte ribadito da Pasolini questa reiterazione di scene rappresentanti atti sessuali è puramente metaforica, volta a rappresentare la bruttezza dei tempi contemporanei alla realizzazione del film. Quando Pasolini viene assassinato sulla spiaggia di Ostia il 2 novembre 1975 il montaggio del film non è ancora ultimato. Il 9 novembre dello stesso anno, dopo appena sette giorni dalla sua scomparsa, comincia l'attacco al suo film. La commissione di censura ne vieta la programmazione. Il 18 dicembre la commissione di II Grado annulla il divieto e concede il nulla osta. Tuttavia, il 13 gennaio 1976 il procuratore della Repubblica di Milano sequestra il film aprendo un procedimento contro il produttore Alberto Grimaldi 'per commercio di pubblicazioni oscene'. La prima udienza si svolge per direttissima il giorno 21, il 30 si perviene a un giudizio di condanna. Il 13 febbraio 1977 la Corte di Appello di Milano assolve Grimaldi e ordina il dissequestro del film. Dopo l'episodio di Grottaglie, avvenuto nell'unico cinema tuttora in funzione in paese, che s'inserisce appieno nel quadro di aperta condanna nei confronti dell'opera più controversa di Pasolini, il film viene dissequestrato il 18 giugno dello stesso anno. In quella saletta della periferia del sud Italia, in cui un giovane, oggi avvocato più che cinquantenne, allora aderente al Movimento Sociale Italiano, urla il proprio sdegno nei confronti della visione del film, condannando apertamente quel 'comunista' del regista è un altro tassello che getta squarci di luce su quello che è la nostra regione durante gli anni '70.

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Il Comune di Taranto esprime soddisfazione per la convocazione odierna del Mise.

“È il giusto traguardo - commenta il sindaco - per il lavoro serio e silenzioso di questi mesi per addivenire ad una piattaforma largamente condivisa, che operi nel verso del miglioramento della fase applicativa del Dpcm in materia ambientale, della ufficializzazione di alcune sostanziali misure economico-sociali per cittadini e imprese locali, dell'istituzione di un costruttivo e periodico confronto tra industria e territorio attraverso un tavolo specifico a Taranto, a guida del Comune capoluogo ma allargato ai Comuni dell'area di crisi complessa”.

È un punto di ripartenza innovativo.

Gli enti locali, fatti salvi gli imprescindibili target della salute e della sostenibilità, hanno compiuto lo sforzo di eliminare ogni residuo ostacolo alla trattativa sindacale, che ora si auspica riprenda con definitivo slancio.

“Siamo certi - conclude il primo cittadino - che il gruppo Mittal sarà in grado di fornire le più equilibrate aperture”.

 

“Siamo in dirittura di arrivo con un protocollo di intesa tra parti istituzionali e private, che recepisce molteplici istanze della comunità ionica. Confermo che l'intesa prevederà, all'atto della sua stipula formale, il ritiro del ricorso al Tar del Comune di Taranto”.

È quanto affermato da Rinaldo Melucci entrando al Mise.

“È stato ristabilito il nostro ruolo in seno alla trattativa, sono stati resi disponibili i documenti necessari alle nostre valutazioni, siamo riusciti a migliorare tempi e condizioni di molte misure ambientali. C'è ancora molto da fare, naturalmente. Entro poche settimane - continua il sindaco di Taranto - partirà la pulizia su larga scala del quartiere Tamburi in conseguenza del fenomeno dei wind days, il 16 di questo mese tenteremo una mediazione a salvaguardia dell'indotto locale, aspettiamo con fiducia che venga su la prima campata della copertura dei parchi minerali, stiamo premendo l'azienda per l'accelerazione di interventi relativi ad alcune importanti servitù e concessioni cittadine. Ringraziamo anche Mittal perché in un momento così difficile non ha chiuso la porta allo studio di tecnologie low carbon, così pure il Governo per il rafforzamento della sorveglianza e delle risorse inerenti il rischio sanitario. Non è ancora il mondo perfetto, ma il clima è del tutto cambiato. Speriamo modifichino anche il nome allo stabilimento, abbiamo bisogno di voltare pagina persino psicologicamente”.

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Dal febbraio del 2015 Apmar attende ancora di essere audita dalla Terza Commissione Consiliare della Regione Puglia

Cento sintomi diversi che vengono avvertiti da circa due milioni di italiani: la fibromialgia è una sindrome di dolore muscoloscheletrico, diffuso in tutti i distretti corporei, che porta con sé un corredo di un centinaio di sintomi

Anche se è una patologia che colpisce approssimativamente 1,5/2 milioni di Italiani, specialmente le donne, generalmente in età fertile e lavorativa, nel nostro Paese la Fribromialgia è scarsamente diagnosticata e difficilmente trattata.

Sabato 12 maggio, in occasione della Giornata Mondiale della Fibromialgia, Apmar ONLUS, Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, sarà presente con un gazebo informativo in piazza Maria Immacolata a Taranto (lato Via Mignogna) dalle ore 9.00 alle ore 19.00.

Francesco Riondino, responsabile provinciale APMAR Taranto, ha spiegato che «lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare e informare la cittadinanza su questa malattia cronica ed invalidante, difficilmente diagnosticabile e ancora non riconosciuta come tale dal Sistema Sanitario Nazionale».

«Nell’occasione – ha poi detto Riondino – sarà attiva anche una raccolta fondi a sostegno del progetto “Fibromialgia, un dolore da ascoltare”: chi donerà un contributo volontario riceverà una campanula, graziosa piantina primaverile».

Nel 1992 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la Sindrome Fibromialgica quale malattia corrispondente al nome di Fibromialgia e, nel 2009, il Parlamento Europeo ha invitato gli stati membri dell’Unione a riconoscere questa sindrome come malattia e avviare ogni iniziativa utile al suo riconoscimento e a incoraggiare e migliorare l’acceso alla diagnosi e ai trattamenti.

In alcune regioni d’Italia, come la Val d’Aosta, il Veneto e la Campania, tale riconoscimento è già avvenuto con delibere regionali, lo stesso già accaduto fin dagli anni Novanta nelle provincie autonome di Bolzano e Trento, mentre altre regioni, come Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna, hanno già avviato percorsi che porteranno presumibilmente al riconoscimento della Fibromialgia come malattia cronica e invalidante, dando così accesso alla esenzione del ticket ed alla fruizioni di percorsi di cura dedicati.

In Puglia si riscontra soltanto una mozione del 25 febbraio 2016 in Consiglio Regionale con oggetto “fibromialgia percorsi di informazione divulgazione e di riconoscimento, diagnosi e cura”.

Apmar, in particolare, dal febbraio del 2015 attende ancora di essere audita dalla Terza Commissione Consiliare della Regione Puglia.

La Fibromialgia in Italia

Il Consiglio Superiore della Sanità ha dichiarato, con un parere del 20 settembre 2017, che non si è capaci di determinare le forme più gravi di Fibromialgia e, al momento, non si hanno stime attendibili del numero di persone affette da tale patologia, sia per valutare l’impatto economico, sia per determinare le eventuali misure da intraprendere per dare risposte alla crescente domanda di salute.

Attualmente il Ministero della Sanita si appresta a chiedere un ulteriore parere al Consiglio Superiore della Sanità in merito ai criteri diagnostici, in particolare per accertare se questi siano in grado di determinare la individuazione di gravità ed invalidità previsti dalla normativa vigente.

Purtroppo, in relazione la risposta data del sottosegretario Vito De Filippo ad un interrogazione parlamentare del 24 febbraio dello scorso anno, al momento non ci sarebbero le condizioni per l’inserimento della Fibromialgia nell’elenco delle malattie croniche.

Giornata Mondiale della Fibromialgia

Tale Giornata è stata istituita in occasione dell'anniversario della nascita dell’inglese Florence Nightingale, nata il 12 maggio 1820 a Firenze. Anche conosciuta come “la signora con la lanterna”, è considerata la fondatrice dell'assistenza infermieristica moderna. Sua la teoria di nursing incentrata sul concetto di ambiente, fattore principale nello sviluppo di malattie.

Individuò, infatti, cinque requisiti essenziali perché un ambiente possa essere considerato salubre: aria pulita, acqua pura, sistema fognario efficiente, pulizia e luce; a cui aggiunse anche requisiti come silenzio, calore e alimentazione.

Durante la guerra di Crimea si ammalò gravemente e i sintomi che manifestò sono compatibili con gli attuali criteri diagnostici della fibromialgia.

Trascorse molti anni in una condizione di grave invalidità e, in particolare, gli ultimi immobilizzata a letto. Nonostante questo si impegnò sempre in importanti battaglie sociali e culturali fino ad essere considerata una figura simbolo per la forza e il coraggio mostrati nel superare i limiti della malattia.

APMAR per i Fibromialgici

Dal 2014 APMAR porta avanti il progetto “Fibromialgia: un dolore da ascoltare” che racchiude una serie di attività a sostegno dei pazienti fibromialgici relativamente a informazione, sensibilizzazione, sostegno psicologico diretto e declinato nell’applicazione della bioenergetica, raccolta fondi partecipando a bandi pubblici e privati, coinvolgendo anche studenti delle scuole di secondo grado, altre associazioni di volontariato, Enti locali, Istituzioni pubbliche, avendo il sostegno morale della Direzione dell’ASL di Taranto, dell’Ordine dei Medici, ecc.

Rispetto al mancato riconoscimento da parte del Sistema Sanitario Nazionale, APMAR ha avviato diverse attività volte appunto al riconoscimento della sindrome Fibromialgica come patologia.

All’interno di tale processo si è ritenuto utile unire le forze con AISF (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) Onlus, associazione dell’Italia settentrionale simile ad APMAR, precisamente della Lombardia, che condivide appieno le finalità del progetto ed è tra le più attive e riconosciute in Italia. La condivisione è stata formalizzata attraverso un Protocollo di collaborazione sottoscritto tra le parti il 1° settembre dello scorso anno.

L'evento è stato organizzato in collaborazione con AISF ONLUS (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) e con il contributo incondizionato di Novavita l’acqua che fa bene.

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