Oraquadra giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto - Items filtered by date: Lunedì, 06 Agosto 2018

Il 30 luglio scorso l’Associazione nazionale Comuni italiani sez. Puglia ha inviato alla Regione un documento con le osservazioni sul Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani. Infatti, a conclusione delle tre giornate di consultazioni previste per la formazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, 26-28 giugno 2018, l’Agenzia regionale per i rifiuti (Ager) aveva accolto la richiesta dell’Anci di prorogare di un mese il termine della consultazione.

E Vigiliamo ha fatto pervenire le proprie osservazioni mediante il Sindaco di Grottaglie, avv.Ciro D’Alò, delegato Ager per la provincia di Taranto.

Pur essendo il Piano regionale rifiuti impostato sui rifiuti urbani, Vigiliamo ha elaborato un documento in cui mette in evidenza che, così come è stato proposto, questo Piano potrebbe causare la proliferazione sia di nuove discariche per rifiuti speciali sia di ampliamenti.

Alcune delle osservazioni del Comitato sono state recepite dall’Anci e inserite nel proprio documento che sarà pubblicato a giorni. (http://www.anci.puglia.it)

Di seguito le osservazioni di Vigiliamo.

OSSERVAZIONI IN MERITO AL PIANO REGIONALE GESTIONE RIFIUTI presentato il 14.6.2018

L’emergenza rifiuti in Puglia, ininterrotta almeno dal 2005, non solo crea problemi ai cittadini, ma contribuisce al proliferare delle discariche per rifiuti speciali, i cui gestori continuano a richiedere ed ottenere autorizzazioni anche con la giustificazione e la rassicurazione che tali discariche continueranno a sopperire alla emergenza della Regione.

Pertanto è anche in questa ottica che il comitato di Grottaglie Vigiliamo per la discarica, attivo dal 2004 per la presenza della discarica ex Ecolevante ora Linea ambiente arrivata al suo terzo ampliamento, ha elaborato le seguenti osservazioni.

E, dal momento che è prevista per le associazioni la possibilità di presentare osservazioni all'aggiornamento del Piano Regionale dei Rifiuti, il comitato Vigiliamo per la discarica fa pervenire questa nota all’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (Ager) mediante il Sindaco di Grottaglie, avv. Ciro D’Alò, delegato Ager per la provincia di Taranto.

Innanzitutto si fa presente che il Piano Regionale dei Rifiuti recentemente presentato non chiude il ciclo dei rifiuti in modo virtuoso soprattutto perché punta all’incenerimento piuttosto che alla riduzione, riuso, riciclo.

E il maggior numero di inceneritori porterà le ceneri residue ad essere smaltite nelle discariche per rifiuti speciali presenti nella regione e costituirà alibi per ulteriori discariche e ampliamenti.

In secondo luogo, senza i presupposti di riduzione, riuso, riciclo dei rifiuti da effettuarsi in Puglia in impianti pubblici e non privati, la stessa raccolta differenziata continuerebbe a costituire una occasione, o forse un alibi, perché altre regioni in difficoltà vengano a portare in Puglia i rifiuti urbani, come sta avvenendo per l’Ama di Roma.

Infatti la municipalizzata della capitate ha motivato la propria istanza di smaltire i rifiuti urbani della capitale in Puglia “con il fatto che alcuni impianti della nostra regione, grazie all'aumento della raccolta differenziata, avrebbero una maggiore capacità ricettiva di quei rifiuti (indifferenziati) che devono essere trattati obbligatoriamente al trattamento meccanizzato biologico (tmb) prima di chiudere il ciclo attraverso il conferimento in discarica o la produzione di energia”.

(http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/1012822/allarme-rifiuti-roma-chiama-la-puglia-per-smaltire-l-immondizia.html )

Così come nel 2015 Linea ambiente ha richiesto il raddoppio in verticale della discarica di Grottaglie, “confermando la propria disponibilità anche alla prosecuzione del conferimento dei rifiuti prodotti dagli Ato pugliesi attualmente in condizione di emergenza ambientale al fine di consentire alla soluzione dello stato di crisi” (istanza prot. 2091 del 14.12.2015 http://www.provincia.taranto.it/accesso-rapido/trasparenza-amministrativa/item/linea-ambiente-s-r-l-procedimento-coordinato-di-via-ed-aia-ai-sensi-del-d-lgs-n-152-2006-ed-art-5-bis-l-r-11-2001-e-s-m-i )

Invece una pratica più corretta sarebbe quella di trattare i residui delle raccolte differenziate con la finalità di creare materie prime/seconde che abbiano un nuovo ciclo di vita, e quindi un mercato.

Inoltre il compostaggio anaerobico di cui si parla nel Piano regionale, poiché incide negativamente sulla qualità del compost finale, di solito non buona, rischia di dover essere comunque smaltito in discarica, mentre Il piano per la gestione dei rifiuti deve puntare sul compostaggio di qualità e su una chiusura del ciclo.

E i pochi e grandi impianti di compostaggio previsti, invece di una distribuzione di piccoli impianti su tutto il territorio, è prevedibile che possano creare problemi in caso di malfunzionamento, ed emissioni odorigene concentrate in grandi quantità soprattutto in quelle zone in cui esistono discariche per rifiuti urbani e per rifiuti speciali che già emettono cattivi odori anche in seguito alla mai approvata revisione della legge regionale sulle emissioni odorigene.

Infine, ma non ultimo per importanza, è il previsto mantenimento dell’ATO unico che non si può assolutamente accettare.

Infatti i rifiuti subirebbero lunghi viaggi fuori dalle province di produzione per arrivare a smaltimento, con aggravio dei costi e maggior inquinamento. Mentre già viene smaltita nelle discariche per rifiuti speciali pugliesi e della provincia di Taranto in particolare la maggiore quantità di rifiuti urbani e speciali di tutta Italia: 1.500.000 tonnellate di rifiuti smaltiti in Puglia nel 2016, di cui 1.300.000 tonnellate sono stati smaltiti nella Provincia di Taranto, più dell’80%.

 

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Con Arcivescovo Santoro l'impegno comune per promuovere il culto di San Francesco de Geronimo

“Abbiamo appreso dalla stampa che i Gesuiti lasceranno Grottaglie. Un annuncio che accolgo, come i miei concittadini, con grande amarezza. Si chiude non solamente un importante pezzo di storia religiosa, ma di cultura e tradizione locali di grande valore.” Questo il commento del deputato Gianpaolo Cassese (M5S) dopo l’annuncio della chiusura della antica comunità di Monticello, che da anni pativa una riduzione numerica divenuta oramai insostenibile.

“Ben sapendo che altre importanti sedi storiche di questo Ordine, anche a livello regionale, purtroppo hanno avuto la stessa sorte, il dispiacere diffuso e condiviso a Grottaglie è tanto e mi ha spinto a chiedere un incontro sabato scorso, presso Casa San Paolo a Martina Franca, all’ Arcivescovo, Sua Eccellenza Mons. Filippo Santoro che, nonostante le sollecitazioni innumerevoli e la sua ferma contrarietà, non è riuscito a modificare tale decisione. Dal colloquio ho avuto conferma di quanto l'Arcivescovo sia deciso a tradurre questo momento di fragilità e rammarico in momento propositivo e di forza. Il Suo impegno sarà infatti quello di trovare la strada affinchè un patrimonio di storia e cultura non vada disperso a partire dalla valorizzazione e la promozione del culto di San Francesco de Geronimo, compito che verrà affidato ad un consesso di sacerdoti grottagliesi quali custodi della memoria e della conoscenza locale.” Prosegue Cassese.

“In qualità di appassionato di storia e devoto di San Francesco, del quale conservo una ricca bibliografia, ho voluto infine donare a Monsignor Santoro “Le Indie di quaggiù”, una pubblicazione che raccoglie gli atti di un convegno nazionale sul Santo che organizzai alcuni anni fa. Un dono che per me vuol rappresentare l’impegno comune affinchè alla figura di San Francesco de Geronimo si dia nuovo vigore e tutta l’attenzione che merita.” Conclude il deputato.

 

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La giunta Comunale di Grottaglie Assente ingiustificata! deserto il tentativo di conciliazione in Prefettura.
Un epilogo preannunciato sostengono i segretari territoriali di CGIL FP (Ronsisvalle) – CISL FP (Cosimo Muliere) – UIL FPL (Zingaropoli) – congiuntamente alla RSU del Comune di Grottaglie, i quali ribadiscono la necessità di elevare il livello del conflitto con l’amministrazione comunale di Grottaglie, ormai da più di un anno sorda alle necessità dei lavoratori e delle loro rappresentanze sindacali, arroccata sulla sua idea di esternalizzazione del servizio di nettezza urbana, che non rappresenta al momento nessuna ipotesi di economicità futura per i cittadini di Grottaglie.
Anche l’estremo tentativo di conciliazione in Prefettura è andato deserto lo scorso 23 luglio, nessuno della Giunta Comunale ha ritenuto opportuno presenziare la seduta, una sterile memoria riassuntiva degli eventi è giunta alle parti sociali nonché al Sig. Prefetto.
Ci aspettavamo attenzione al tema del decoro urbano della città di Grottaglie ribadiscono i sindacalisti, ci aspettavamo più attenzione nei confronti dei dipendenti del settore, costretti a lavorare in condizioni difficili a causa del numero esiguo degli addetti mai potenziato nel corso degli anni e a causa dei mezzi poco adeguati.
Fuorviante è divenuto il documento del primo cittadino inviato alle parti della conciliazione, che lasciava presagire la sua presenza al tavolo di confronto, utile tra l'altro, ad evitare il consequenziale irrigidimento delle rappresentanze dei lavoratori.
Di fatto l'assenza dal tentativo di conciliazione ha ulteriormente confermato la sua volontà di non dialogo con le rappresentanze sulla “anticipata” esternalizzazione del servizio, e del personale ad esso adibito.
Nel merito, ribadiscono i sindacalisti, esprimiamo estrema diffidenza in ordine ad un piano aziendale parcellizzato, che non contempla del resto, potenzialità chiare e reali condizioni di economicità imposte dalla norma, presentato nei tavoli di confronto ma mai da noi accettato per tale.
Una considerazione è d'obbligo: attualmente Grottaglie si dota di servizi in affidamento all'esterno, quali: manutenzione immobili e strade, manutenzione del verde, che chiaramente costituiscono costi ulteriori per i cittadini del territorio, dunque la valutazione dell'economicità dell'operazione di esternalizzazione dei dipendenti del settore Igiene Urbana, sostengono le parti sociali, dovrebbero essere letta in un ampio combinato disposto, ma il dialogo sembra non far parte del modus operandi della Giunta Comunale della Città di Grottaglie.
A tal proposito concludono le organizzazioni sindacali, se l'amministrazione Comunale si ostinerà nel perseguire il suo progetto senza valutare possibili soluzioni condivise con le parti sociali, non tarderanno le verifiche puntuali circa le ricadute in termini di costi ai cittadini nonché la pronta informativa agli organi competenti in materia economico/finanziaria.

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Orecchiette nelle ‘nchiosce. Utòpia partecipa all’evento grottagliese con un laboratorio formativo.

La pasta fatta in casa ha sempre e ovunque un sapore particolare e Grottaglie la Puglia in generale ha le orecchiette.

Non consideriamo l’indiscussa bontà racchiusa in poco più di due centimetri di diametro, ci interessa ciò che invece questo prodotto rappresenta. Rimane ferma infatti in ogni pugliese, la relazione che ha questo fantastico primo piatto con la propria famiglia, con la propria città, con la Puglia, insomma con le proprie radici.

Il meglio della nostra vita, quello che nasce e resta nella nostra mente si lega spesso a questi istanti cioè della mamma o della nonna che fa le orecchiette un momento di aggregazione fortissima con i propri cari, ricordi che restano vividi e indelebili. Modellare ogni singola orecchietta è un’espressione d’affetto quindi verso chi si ama, un piacevole impegno che solo una madre riesce anche così a esprimere e che le viene riconosciuto e ricambiato con amore.
Riproponiamo anche quest’anno in occasione dell’evento, orecchiette nelle ‘nchiosce, il laboratorio Utòpia dove dal gazebo installato nel quartiere delle ceramiche di Grottaglie il 6 e il 7 agosto a partire dalle 20:00 sapienti mani insegneranno a chi vorrà, l’antica pratica del fare le orecchiette.

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In Italia, la popolazione carceraria è di 57.000 detenuti di cui 20.000 è composta da cittadini stranieri. In passato si è pensato alla realizzazione di 11 nuovi istituti penitenziari e di 20 padiglioni in carceri già esistenti, per garantire (solo) 9.510 nuovi posti, con un costo già stimato per le casse dello Stato di circa 600 milioni di euro. L’intera opera rappresenterebbe una gigantesca torta da spartire tra appalti e subappalti. Una soluzione rapida ed indolore ci sarebbe, senza incidere sul bilancio pubblico e senza fare ricorso agli istituti di clemenza quali indulto ed amnistia: previo accordo bilaterale con i paesi di origine, introdurre l’istituto dell’espulsione dei detenuti stranieri in Italia ed espiazione della pena definitiva nelle loro carceri. Nelle more della regolarizzazione degli accordi bilaterali di cui sopra, considerato lo stato attuale di emergenza delle carceri, si potrebbe pensare inizialmente ad una redistribuzione dei detenuti stranieri - in attesa del provvedimento di espulsione- nei vari Istituti Penitenziari presenti su tutto il territorio nazionale, nel principio generale di avere piccoli e gestibili sovraffollamenti, seppure in numero maggiore, anziché, poche ed ingestibili carceri sovraffollate ( come accade oggi). La questione dovrebbe essere esaminata rispetto ai singoli istituti di pena. Come riportato dal Ministero della Giustizia (dati del novembre 2014), dei 202 istituti totali, sono 80 (il 39%) quelli con un numero di detenuti inferiore alla capienza (indice di sovraffollamento negativo). Di contro, la situazione è decisamente grave nei 44 istituti (il 22%) in cui l’indice di sovraffollamento supera addirittura il 60%(ovvero il numero dei detenuti è superiore del 60% alla capienza). A tal fine, con l’obiettivo non secondario di ottimizzare anche i costi processuali e con l’intento di rendere più celere il processo, sarebbe necessario mettere mano al codice di procedura penale nonché, all'ordinamento penitenziario, prevedendo la possibilità di ampliare la platea dei detenuti a cui viene concessa la partecipazione a distanza nel processo ( collegamento audiovisivo tra l'aula di udienza ed il luogo della custodia ), ad oggi riservata ai soli imputati di gravi reati ed in talune circostanze specifiche.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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