I.C. De Amicis - "Conosci te stesso, comincia dalla tavola" con Slow Food Grottaglie Vigne e Ceramiche

Giusy Fausto - Insegnante Istituto Comprensivo “De Amicis” 02 Feb 2019
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Chiedete a un bambino se gli piace la natura e gli animali, modellare un impasto, piantare una pianta e prendersene cura, andare in bici e… la magia è fatta! Vi ascolterà con entusiasmo e imparerà, quello che a volte gli costa fatica.

Questo l’obiettivo centrato dalle classi seconde dell’Istituto Comprensivo “De Amicis”, in collaborazione con l’Associazione Slow Food Grottaglie Vigne e Ceramiche.
Come un antico romano, il Presidente Franco Peluso, è sceso in campo determinato a mettere in pratica il motto di Giovenale “Mens sana, in corpore sano”. Così, ha chiamato a raccolta gli attori di questa grande SLOW FAMILY: Morena Manisi e Katia Salamida con le Aziende Agricole di Nicola Motolese e “Il Presente Bio” di Lucia Cavallo, Emanuele Lenti (titolare della Pregiata Forneria Lenti), Anna e Loredana del ristorante Macchiaviva Bistrot, il pastore della Masseria Fuggighetta e Figli.
I cento alunni delle classi seconde, che hanno preso parte al PON “Potenziamento delle competenze di Cittadinanza Globale” (Comincio dalla tavola - Energia e Movimento), hanno vissuto parte delle esperienze fuori dalle mura scolastiche: il mulino, il frantoio, la fattoria. Con il loro gioioso entusiasmo, hanno poi trasformato, i locali dell’Istituto Comprensivo “De Amicis”, in operosi laboratori.
Così, una meravigliosa e insolita tavola, allestita con l’antico grano Senatore Cappelli, farro, altri cereali e prodotti della nostra terra, è stata una full immertion dei cinque sensi, per i piccoli protagonisti. Mani sapienti degli chef del Bistrot, hanno insegnato loro antichi movimenti, tramandati da generazione in generazione, per realizzare le orecchiette. Risultato?
Gli allievi hanno, quasi, superato i maestri! E che dire dei mini-orti realizzati con l’Imprenditrice Lucia Cavallo: ogni alunno se ne è gelosamente preso cura, ora i semi sono germogliati e ogni piantina ha addirittura un nome, come ogni essere vivente che si rispetti. E la lunga tavolata di madie per impastare il pane? È stato uno spettacolo per gli occhi vedere quelle 200 manine operose, dare una forma fantastica ad ogni impasto. La mia mente è tornata bambina, quando le mie zie (matriarcale famiglia), si riunivano in casa mia per preparare i dolci pasquali e noi bambini rubavamo pezzi di impasto per modellarlo… o mangiarlo!

Messaggio ricevuto Signor Lenti: fare il pane è una questione di cuore e di passione!
In conclusione, per bruciare i carboidrati, tutti in bici, con la Scuola di Ciclismo “Bike School GSC Grottaglie”, di Anthony D’Amicis.
Ora chiedetelo ai bambini, se hanno recepito il messaggio lanciato da Slow Food: consumiamo cibi locali e di stagione! 

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