È arrivata l’ora di porre un limite alle discariche anche in Puglia!

Comunicato stampa di Angelo Del Vecchio Presidente ATTIVALIZZANO 05 Dic 2017
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La Regione Lombardia e la Regione Calabria hanno già posto le basi per arginare la disastrosa gestione dei rifiuti che vede purtroppo il ns. Bel Paese

ai minimi termini riguardo la tutela del bene comune in favore degli interessi di speculatori senza scrupoli, inserendo nei propri Piani Regionali di Gestione dei Rifiuti (PRGR) uno strumento che possa impedire la realizzazione di impianti di smaltimento di rifiuti nelle aree in cui c’è una già concentrazione di discariche tale da determinare un significativo impatto negativo sull’ambiente circostante e sulla salute dei cittadini: il “FATTORE DI PRESSIONE“.

“È assolutamente necessario che anche la Giunta Regionale Pugliese provveda a definire, un valore soglia del fattore di pressione procedendo preventivamente ad una ricognizione di tutti i siti di discarica cessati, in post-gestione, in gestione operativa con conferimenti ultimati o in corso, compresi quelli non autorizzati, presenti nel territorio regionale. Il fattore di pressione, rappresenta un criterio equo e scientificamente garantito, per la localizzazione degli impianti, a tutela delle popolazioni e al fine di evitare lo sfruttamento eccessivo di determinati territori già eccessivamente compromessi dal punto di vista ambientale”.

Questo è l’Oggetto della mozione depositata dal consigliere regionale del M5S Antonio Trevisi venerdì scorso, grazie anche al contributo di cittadini attivi e consapevoli.

La mozione chiede che il Piano dei Rifiuti disponga il divieto di autorizzare nuovi impianti di discarica o modifiche agli impianti esistenti che comportino un aumento della volumetria, oppure la modifica ad una tipologia di discarica di categoria superiore, ad es. da rifiuti speciali non pericolosi a rifiuti speciali pericolosi, nei Comuni o comunque in zone limitrofe, in cui la realizzazione di discariche determini il superamento del valore del fattore di pressione o nel caso in cui tale valore risulti già superato.

Questo sarebbe uno strumento che vedrebbe finalmente la chiusura definitiva a qualsiasi possibile nuovo insediamento di discarica in una zona già ampiamente compromessa come quella posta nell’isola amministrativa di Taranto, a pochissimi km da Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Roccaforzata, Carosino e Faggiano, che ricordiamo ospitare le discariche Vergine per rifiuti speciali (provenienti da tutta l’Italia) nelle località Mennole e Palombara, autorizzate rispettivamente nel 2005 e 2008, con quest’ultima risulta sottoposta a sequestro giudiziario dal febbraio 2014 per gravi irregolarità nella sua gestione.

Ricordiamo che il territorio sul quale insistono le discariche Vergine (inspiegabilmente autorizzate dalle amministrazioni Regionali e Provinciali di ogni colore politico), è stato interessato già a partire da ca. 45 anni dall’insediamento di discariche per nulla controllate e per le quali le modalità di conferimento di ogni genere di rifiuto, non hanno mai tenuto in conto come fondamentale e necessario obiettivo la salvaguardia della salubrità dell’ambiente e quindi della salute degli abitanti della zona.

Si comprende come finalmente, con l’inserimento di uno strumento normativo come quello del “fattore di pressione “, questo territorio possa essere risparmiato da nuove concessioni di discariche e che potrebbe finalmente avviarsi verso la necessaria ed auspicata fase di bonifica per restituire ai nostri figli un terreno sul quale coltivare il proprio futuro.

L’Associazione ATTIVA LIZZANO invita la Giunta Pugliese a prendere in seria considerazione quanto già attuato da altre Regioni, approvando la mozione del Consigliere Trevisi.

AttivaLizzano auspica, altresì, che non prevalgano le sterili contrapposizioni fra diversi colori politici ma piuttosto prevalga l’obbligatorio impegno alla tutela della salute e del benessere dei cittadini e che la linea guida sia quella della sensibilità nei riguardi di quelle popolazioni che soffrono da anni, a causa delle moleste esalazioni di acido solfidrico, i malori e i malesseri per la vicinanza delle discariche vicine alle loro case, alle loro scuole, alle loro vite.

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