Call center di Taranto: a tempo indeterminato per 1 euro all'ora

Comunicato stampa 28 Apr 2018
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“Alla vigilia del Primo Maggio, scandalo nei call center: 1 euro ora con contratto indeterminato”

Quando sosteniamo che, nella lotta ai call center irregolari, ogni volta che pensiamo di aver toccato il fondo ci prepariamo a scoprire qualcosa di peggio nei giorni successivi, non scherziamo: in effetti anche in questo caso la realtà supera di gran lunga ogni limite dell'immaginazione.
Se fino a questo momento, avevamo denunciato call center che utilizzavano contratti a progetto con retribuzioni indecenti o prestazioni di lavoro a nero, a Taranto come SLC CGIL siamo costretti a denunciare un nuovo triste primato: contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che fanno riferimento ad un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro inesistente, e che prevede la retribuzione di 1 euro scarso l'ora(la cifra non è facilmente desumibile per via delle condizioni capestro con cui vengono effettuati i calcoli).
Quindi a Taranto, nel pieno Borgo, esistono una ventina di lavoratori subordinati con contratto regolare a tempo indeterminato che vengono pagati miseramente ed a livelli che scendono sotto il livello della dignità(da conteggi approssimativi si calcolano circa 0,90 centesimi orari sempre con contratto a tempo indeterminato) ma che fanno concorrenza sleale alle aziende che delocalizzano nei Paesi del Terzo Mondo...un altro triste primato di cui, come SLC CGIL di Taranto, non indietreggiamo nel denunciare e che abbiamo già segnalato ai Carabinieri ed all'Ispettorato del Lavoro.
Dai racconti fatti dalle lavoratrici, si tratterebbe di contratti in cui il lavoratore si impegnava a lavorare 2 ore al giorno, mentre in realtà l'attività si svolgeva su 4 h giornaliere(dalle 9 alle 13) per 6 giorni alla settimane: lavorare quindi 100 ore al mese con stipendi da fame con contratto regolare!
E' l'ennesima storia infame di questo settore che dobbiamo provare a far venir fuori: alla vigilia del Primo Maggio, della Festa del Lavoro, come SLC CGIL denunciamo l'ennesimo sopruso e di sfruttamento, ancora in termini di caporalato, in questo settore dove la necessità ed il bisogno di lavorare costringe le persone, giovani e donne in particolare, ad accettare questa vergogna.
Sandro Pertini diceva: “Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo...”. La SLC CGIL di Taranto chiede, alla vigilia del Primo Maggio, festa in cui noi crediamo per davvero e non solo in termini commemorativi o goliardici in quanto siamo certi che è il lavoro che dà dignità alle persone, a chi oggi è in Parlamento a discutere di maggioranze, composizioni, dispetti e quant'altro, di fare presto: mentre si discute, c'è gente alla fame che viene umiliata perché ha bisogno di lavorare per dare mantenimento a sé ed alla propria famiglia. Anche a Taranto, alla vigilia del Primo Maggio.

Segr. Gen.le SLC CGIL Taranto - Andrea Lumino

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