Causa maltempo, la Fiera di San Francesco è stata rinviata a domenica 19 maggio prossimo

Nino Gemmellaro 14 Mag 2019
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Il presidente del “Comitato delle Grotte”, Paolo Scialpi, ha comunicato che a causa delle cattive condizioni meteorologiche che hanno interessato la città di Grottaglie nella giornata di domenica 12 scorsa, l’annunciata Fiera di San Francesco, che doveva tenersi dalle ore 6 alle ore 14 al Campus Campitelli, è stata rinviata a domenica 19 maggio prossima, con gli stessi orari e località, come indicato nelle locandine affisse in città.

 L’attesa “Fiera di San Francesco”, giunta quest’anno 2019 alla sua 30.ma edizione consecutiva. Promossa dai soci fondatori del “Comitato delle Grotte”, i grottagliesi: Francesco Arcadio, Rocco Bentivoglio, Andrea Cicala, Antonio Masella, Cosimo Vestita, Marco Vestita e Paolo Scialpi che lo presiede, appassionati di equitazione, dagli anni ’90 la manifestazione ha luogo nei mesi di settembre e di maggio;  quest’ultima,  appunto, dedicata al santo patrono concittadino Francesco de Geronimo s.j. (Grottaglie 17 dicembre 1642 – Napoli 11 maggio 1726), concorrendo ai festeggiamenti religiosi in corso che ne ricordano la morte.  Per la storia, quel giorno di 293 anni fa,  i sacerdoti  del Gesù Nuovo,  dove “p. Francesco”   spirò in odor di santità, temendo disordini nella gremita chiesa per le numerosissime richieste di grazia e di reliquie del Beato,    chiesero all’autorità reale l’invio di  un contingente di soldati. Appena il tempio partenopeo si svuotò, il corpo di “padre Francesco” fu subito riposto  in una cassa di piombo e tumulato   alla destra dell’altare maggiore.

(Notizie tratte dal volume “La storia e la città di Francesco de Geronimo” - p. Michele Corcione s.j. – edizioni L.a.r.a. coop. 1982). Padre Francesco fu proclamato santo e patrono di Grottaglie nel 1839, succedendo a san Cataldo. L’appuntamento fieristico, a carattere zootecnico-rurale, con esposizione e vendita di animali domestici, vedrà la partecipazione di espositori ed allevatori provenienti da regioni e province limitrofe e non,  che ostenteranno soprattutto il meglio delle razze equine per lo  sport ed il lavoro; ma anche bovini, ovini, pennuti da cortile ecc.   Per gli irriducibili del “fai da te”, la rassegna  offrirà loro una vasta gamma di attrezzature ed utensili necessari  per la casa, l’agricoltura, il giardinaggio il tempo libero, alcuni reperibili solo in queste simpatiche occasioni di mercato, mentre, per la pratica dell’ equitazione,  il top per la bardatura e gestione del cavallo, oltre a poterne ammirare superbi esemplari. I visitatori attenderanno anche a caratteristici carri, carrozze, calessi e traini d’epoca della laboriosa  cultura contadina con possibilità di una emozionante galoppata assistita.

 A restarne affascinati saranno i bambini che potranno vedere da vicino e toccare con mano  animali domestici che nelle nostre città, ormai troppo dinamiche, non trovano più spazio. Acquistarne si, ma consapevolmente! I cuccioli di cani, per esempio,  diverranno in breve tempo adulti, alcune grosse specie occuperanno  in casa al pari di una persona e pertanto  da gestire con responsabilità. Responsabilità che in questo caso è affidata ai grandi e genitori, che li acquistano perche stimolati da tenerezza o per accontentare i loro bambini. Accade poi, purtroppo spesso, che molte bestiole divenute improvvisamente “scomode” per vari motivi, vengono abbandonate senza scrupoli, trovandovi la morte come conseguenza. E’ crudeltà verso gli animali ed il loro  abbandono è penalmente perseguibile dalla legge italiana. La nostra piazza,  dunque, sarà per otto ore un luogo di vita; uno scenario al tempo stesso meritatamente sulla cresta dell’onda a braccetto con la natura e l’ambiente; uno spettacolo che si snoda dagli anni ’30 fino al 1957 del secolo scorso, allorquando si teneva in piazza Regina Margherita, con la sola interruzione a cavallo del secondo conflitto mondiale. Ripescata per agevolare la rinascita economica,  la rassegna si disperse poi nelle file del mercato settimanale che negli anni ’70 era allestito  in Via Guglielmo Marconi.

L’esposizione attuale,    istituita intorno agli anni ’90, con intenti di continuità con l’antica tradizione,  giusto i principi statutari assunti,  nasce per la realizzazione di manifestazioni a carattere sportivo, culturale, di spettacolo e per la conservazione e diffusione dei costumi locali.  Non solo, ci racconta il presidente Paolo Scialpi: “Miriamo anche allo sviluppo ed alla salvaguardia del territorio in termini di turismo e di fede, nell’evocare infatti il nostro Santo Patrono principale, con  performance folcloristico - popolari fra odori e sapori d’altri tempi”. Motivazioni e sensazioni degni d’incoraggiamento, che condividiamo e che non devono cessare di esistere, ammaliare ed  incuriosire sempre,  piccoli e grandi. L’evento è patrocinato dal Comune di Grottaglie – Assessorato alle attività produttive e dalla Presidenza del Consiglio Regione Puglia.   

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