Dopo la tragedia Matthieu Jehl (Arcelor Mittal) scrive ai lavoratori dello stabilimento, ecco il testo integrale della lettera

Taranto 12 luglio 2019

Cari Colleghi,
l’incidente avvenuto nel porto di Taranto mercoledì sera è stato una tragedia. È un momento difficile per chiunque lavora in ArcelorMittal Italia: siamo tutti scioccati da quanto accaduto. Rivolgiamo i nostri pensieri e le nostre preghiere al collega disperso, alla sua famiglia e ai suoi amici, ai quali stiamo fornendo tutto il supporto possibile.
In segno di massimo rispetto e vicinanza, lunedì a mezzogiorno terremo un minuto di silenzio. Da quando ArcelorMittal è arrivata a Taranto lo scorso novembre, abbiamo lavorato seriamente per migliorare il livello di sicurezza e continuiamo a dare grande importanza all’impegno di migliorarlo ulteriormente, perché per noi la sicurezza è una priorità assoluta.
Stiamo assicurando massimo supporto all’Autorità Giudiziaria impegnata nell’attività di indagine. In momenti difficili come questi è fondamentale restare uniti. Non possiamo negare che gli ultimi due mesi siano stati molto duri. Diversi fattori esterni si sono accavallati rendendo difficilile condizioni in cui operiamo.
Ma abbiamo preso l’impegno di cambiare il volto di questo stabilimento. Abbiamo bisogno di restare uniti e di lavorare in uno spirito di collaborazione se vogliamo raggiungere questo obiettivo.
È per questo che è stato davvero molto importante che ieri sera i sindacati abbiano sospeso lo sciopero. Se ciò non fosse avvenuto, non avremmo avuto altra alternativa se non il blocco della fabbrica e la fermata dell’area a caldo. Le conseguenze sarebbero state disastrose.
Siamo consapevoli che abbiamo davanti molte sfide. Ma rimaniamo impegnati a fare tutto il possibile per raggiungere soluzioni sostenibili. Nell’immediato, dobbiamo concentrarci sul completare la nostra indagine sull’incidente di mercoledì e ricominciare le nostre attività a Taranto in piena sicurezza.
Vogliamo che quest’azienda abbia successo e torni a essere un faro di eccellenza della manifattura italiana. E dobbiamo farlo insieme.

Cordiali saluti 

Matthieu Jehl

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Redazione

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