Torniamo sui Comparti C del Comune di Grottaglie con una nota prettamente tecnica

Grottaglie delibera l’approvazione del suo primo piano regolatore generale negli anni ’70 e negli anni a seguire fino ai giorni nostri sono state apportate al PRG di Grottaglie delle variazioni, dovute anche a questioni oggettive che si sono generate nel tempo, come l'avvento della odiata tassa sulle proprietà oggi detta IMU. In questa nota fornita da un tecnico, ovvero addetto ai lavori che vuole restare anonimo viene fatta una cronistoria con dati che anche se ben precisi e forse utili di fronte a quanto la questione spinosa dell'IMU che sta generando sconforto in molti proprietari terrieri sottoposti ormai a tassazioni ormai insopportabili. Di seguito quindi una nota esplicativa che questo giornale si augura sia utile alle vittime e anche ai "carnefici".

Nel documento di programmazione urbanistica, vengono individuate le aree omogenee urbanistiche - A e Ac (centro storico e quartiere delle ceramiche) - B (aree edificabili residenziali a media densità abitativa) -C (aree edificabili residenziali a bassa densità abitativa, -D zona industriale artigianale) servizi, e vengono individuate obbligatoriamente per legge le aree da destinare ad edilizia economica e popolare legge 167/62,pari al 40% delle aree del totale della aree omogenee A e Ac, B, C, individuate in zona uffici ASL ed in prossimità della superstrada TA-BR, superfici espropriate dall’Amministrazione comunale.
Il diritto ad edificare rimane esclusiva dello Stato, che concede ai privati a seguito di rilascio di concessione edilizia, per aree edificabili incluse in piani particolareggiati o piani di lottizzazione.
Il Piano Particolareggiato è lo strumento urbanistico esecutivo del piano regolatore generale che l’Amministrazione comunale deve redigere ed approvare in Consiglio comunale, in cui si individuano i lotti edificabili, le aree che i privati devono cedere gratuitamente all’Amministrazione per la realizzazione delle strade, dei marciapiedi, del verde pubblico, dei parcheggi.
Il privato può proporre un sua proposta di progettazione urbanistica, denominata, piano di lottizzazione, alle medesime condizioni di iter procedurale del piano particolareggiato.
Quindi chiariamo che le zone C individuate negli anni ’70 sono le stesse di quelle esistenti oggi, ne consegue che da circa 40 anni le stesse non sono state più aree agricole ma edificabili, quindi con diritti acquisiti e codificati, derivanti anche dall’obbligatorietà espropriativa delle zone 167, condizione necessaria ed indispensabile per rendere edificabili le zone C degli anni ’70 e quindi di oggi.
Con delibere di C.C. n. 277 del 09/04/87 e n. 74 del 13/03/88 il Comune di Grottaglie ha adottato il nuovo Piano Regolatore Generale del proprio territorio, con delibera n. 1193 del 29/04/98 la Giunta Regionale, sulla scorta della relazione istruttoria del S.U.R. n. 40 del 05/12/97 e del parere del C.U.R. n. 19 del 12/02/98, ha approvato il predetto Piano, con l’introduzione negli atti delle condizioni, prescrizioni e determinazioni contenute nel citato parere C.U.R. n. 19/1998, tese sostanzialmente a ricondurre le scelte urbanistiche effettuate in sede comunale nell’alveo delle disposizioni di legge regolamentanti la pianificazione urbanistica generale e nei rispetto dei valori ambientali e della realtà geomorfologica e naturalistica del territorio comunale, di seguito integralmente riportate ( testo coordinato delle prescrizioni dell’Ufficio e del C.U.R.), nella sostanza il piano viene ridimensionata nelle dimensioni di cui alla tabella seguente, di cui DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 4 novembre 2003, n. 1629:

TabellaCompartiC


le zone omogenee C dal comparto 1al 9, inclusi i comparti IX, X, vengono ridotti di 305,600 metri cubi, risultando 1.557.484 la cubatura da realizzare nelle stesse zone C.
L’Amministrazione comunale, come per legge impone l’IMU (ricordiamo che il diritto ad edificare è dell’Amministrazione comunale, che la concede al privato) su queste quantità edificatorie.
Ma analizziamo lo stato dell’arte dell’esecutività delle diverse zone omogenee C.
In premessa bisogna ricordare, che nella stesura del nuovo piano regolatore approvato con delibere di C.C. n. 277 del 09/04/87 e n. 74 del 13/03/88, erano incluse le proposte progettuali urbanistiche delle diverse zone C con Piani particolareggiati, che la Regione Puglia con delibera n. 1193 del 29/04/98 classificò come “1.6 con riferimento alle c.d. “Tavole sostitutive di dettaglio” (da Tav. 27A a Tav. 38F), le stesse hanno valore puramente indicativo, potendo avere valore cogente le previsioni contenute in dette tavole solo se confermate con apposito strumento attuativo ( P.P. e/o P.L.) e compatibilmente con le prescrizioni del presente parere “.
Le zone C ad oggi, urbanisticamente, sono così variamente e “creativamente” in essere:
- zona c8 piano particolareggiato redatto dall’Amministrazione comunale, approvato e non ancora edificato,
- zone C varie, con piano di lottizzazione approvato, convenzionato, ed edificato e con relativo e legittimo vantaggio economico per i proprietari e per l’Amministrazione comunale (che introita IMU ed ha acquisito aree al patrimonio del Comune),
- zona C con piano di lottizzazione approvato ma non convenzionato, in cui sono state rilasciate concessioni edilizia, considerata l’avanzata urbanizzazione primaria e secondaria;
- zona C senza piano di lottizzazione o particolareggiato ma con rilascio di concessioni edilizie (per trasformazione di destinazione di edifici pre-esistenti);
- zona C con piano di lottizzazione approvato dall’Amministrazione comunale, da un ventennio, e mai convenzionato;
- zona C ex aree per edilizia economica e popolare, a cui si proroga la validità del piano di lottizzazione per circa un decennio;
la singolarità è che queste aree, munite di piani di lottizzazione e non, sono separati da una strada, per cui a sinistra della stessa un privato massimizza il beneficio economico del suo terreno edificabile, l’altro è “perseguitato” dal pagamento dell’IMU per un’area che non può ne edificare ne commercializzare.
Risulta evidente la disparità di trattamento, come risulta evidente, che il mancato intervento urbanistico da parte dell’Amministrazione comunale, e nello specifico del Consiglio comunale che non approva i Piani Particolareggiati esecutivi per l’edificabilità delle aree e per consentire di acquisire al patrimonio del Comune consistenti aree per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria oltre all’IMU.
In conclusione, il Consiglio comunale deve rendere esecutive le c.d. “Tavole sostitutive di dettaglio” (da Tav. 27A a Tav. 38F), trasformando il valore puramente indicativo, in apposito strumento attuativo (P.P. e/o P.L.), il perdurare della vacanza a deliberare al riguardo, comporta, evidentemente un danno tangibile ai proprietari delle zone omogenee C, tali da più di 40 anni.

Insomma è come dire che il problema sarebbe di natura urbanistica a cui va aggiunta la volontà politica di un intero Consiglio comunale in primis e poi dell'esecutivo a guida D'Alò che ha anche l'onere di far quadrare i conti delle Casse comunali, mentre dall'altro versante quello degli addettiai lavori bisogna vedere quanto importante per loro sia porre fine alle  discriminazione/ingiustizie generate dalla questione IMU dei Comparti C e quanti proprietari e se vogliamo anche gli attuali Amministratori siano disposti a perdere i diritti di edificabilità per ritornare agricoli e scrivere la parola fine. Inoltre non bisogna dimenticare che nei programmi l'attuale compagine governativa nel loro programma portavano lo sto p alla cementificazione selvaggia, no al consumo del suolo, peccato che guardando dall'alto assistiamo a situazioni a macchia di leopardo dove chi si è avvalso delle sentenze del TAR ha potuto edificare tranquillamente e facendo affari, mentre dall'altro lato della strada c'è chi paga IMU salate senza poter nemmeno costruire una cuccia per il cane.

 

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