Borraccino: “Il fenomeno migratorio va affrontato in un’ottica multidisciplinare”

Comunicato Stampa 24 Mag 2019
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Sono intervenuto al convegno “Popolazione migrante: problematiche giuridiche, medico legali e socio sanitarie”, che si è tenuto oggi a Taranto presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari.

Il fenomeno migratorio è in costante crescita in tutto il mondo occidentale e anche in Italia. Si tratta di un fenomeno inarrestabile. Da tempo l’ONU sostiene che bisogna organizzare l'emigrazione, è una illusione cercare di arrestarla.

Fin quando i Paesi più sviluppati non riconosceranno il problema e non lo gestiranno, invece che rinnegarlo e cercare illusoriamente di contrastarlo, ci saranno le condizioni per i trafficanti di poter trarre ingenti profitti. Ma se invece le migrazioni fossero regolate, i trafficanti di esseri umani sarebbero messi fuori mercato e quindi anche le violazioni dei diritti umani e le morti inutili finalmente cesserebbero.

Sono più di quattro milioni e mezzo gli stranieri che risiedono nel nostro Paese, il 7 % della popolazione. In Puglia, secondo i dati forniti dalla fondazione Migrantes e dalla Caritas, si contano 122 mila unità, pari a circa il 3% della popolazione.

Si tratta in genere di persone più giovani e più sane degli italiani, ma maggiormente esposte al pericolo di malattie sessualmente trasmissibili e di tumore. Esse infatti hanno stili di vita più a rischio (fumo, abuso di alcol, alimentazione povera di frutta e verdura ma ricca di grassi) e, soprattutto, non fanno prevenzione. Le conseguenze sono diagnosi tardive, che giungono – per esempio nel caso dei tumori - quando il male è in fase avanzata e dunque non più guaribile.

Il convegno ha preso in esame, con un’ottica multidisciplinare, le implicazioni giuridiche, sociali e sanitarie dei fenomeni migratori, a partire dalla presa d’atto che essi riguardano una moltitudine di popolazioni e di categorie di persone (lavoratori, studenti, rifugiati, ecc), ognuna delle quali è portatrice di bisogni e livelli di vulnerabilità differenti.

Una delle sfide della sanità pubblica è di ripensare se stessa e riuscire a garantire accesso ai servizi e percorsi di tutela per tutte quelle persone che, per diversi motivi, si trovano in condizioni di fragilità sociale.

Il problema presenta varie sfaccettature; per questo vi hanno partecipato medici, biologi, farmacisti, giuristi, infermieri e psicologi.

In definitiva, si è trattato di un’iniziativa meritoria, i cui risultati dovrebbero essere recepiti con la giusta attenzione dal modo politico.

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