L'Ordinanza del Sindaco di abbattere gli alberi di pino è un atto arrogante ci rivolgeremo al Prefetto

IL GRUPPO CONSILIARE “ARTICOLO UNO” Francesco DONATELLI, Massimo SERIO, Aurelio MARANGELLA 02 Ago 2019
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Mai visto a Grottaglie un Sindaco così arrogante e sprezzante nei confronti delle minoranze.

I consiglieri comunali del gruppo consiliare di Articolo Uno, venuti a conoscenza della decisione di procedere all’abbattimento di numerosi alberi di pino, hanno presentato il 25 luglio scorso una interrogazione urgente. Con la citata interrogazione, molto apprezzata da numerosi cittadini, si chiede di sospendere con immediatezza la decisione relativa all’annunciato abbattimento dei 74 alberi di pino e di rivolgersi all’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali per chiedere di effettuare un monitoraggio del patrimonio arboreo comunale.
Invece si apprende che vi è una ordinanza sindacale (della quale non c’è traccia sul sito istituzionale del Comune) di chiusura di Via Partigiani Caduti  8foto) nei giorni 6, 7 e 8 agosto per procedere all’espianto dei pini.
E’ grave il comportamento del sindaco per non aver risposto tempestivamente all’interrogazione avendone avuto l’occasione, almeno di informare della suddetta decisione, nella seduta del Consiglio comunale del 29 luglio scorso.
Siamo sempre più convinti che per preservare il patrimonio arboreo della città e garantire il rispetto dell’ambiente, del paesaggio e della salute dei cittadini, l’abbattimento degli alberi non sia l’unica strada percorribile anche se si procede al reimpianto di altri alberi perché occorrono una ventina di anni per ottenere gli stessi risultati. Anche perché abbiamo già assistito a questa operazione di attuale desertificazione, in Via Madonna di Pompei, abbattendo decine di alberi di pino al cui reimpianto non è stato dato seguito l’adeguata manutenzione tant’è che assistiamo al disseccamento dei primi alberi.
In ogni caso è sempre saggio farsi assistere da professionalità competenti come l’Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali per comprendere la valutazione della stabilità, onde poter stabilire gli alberi che possono permanere a dimora, magari operando un’adeguata potatura, e quelli che devono essere invece abbattuti per prevenire eventuali danni a cose e/o persone.
Ma il sindaco D’Alò preferisce presentarsi come un decisionista che calpesta le istanze delle minoranze anche quando avanzano proposte di buon senso come nel caso relativo all’abbattimento della fontana di Piazza Verdi.
Il gruppo di Articolo Uno userà tutti gli strumenti a disposizione per fermare questa deriva compreso quello di rivolgersi al Prefetto per chiedere un autorevole intervento teso al rispetto delle prerogative dei Consiglieri comunali.

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