Cronaca sindacale

Cronaca sindacale (117)

La Uilm di Taranto dona 80mila euro ai lavoratori in cassa integrazione protratta di Ilva in amministrazione straordinaria e dell’appalto, iscritti al sindacato. Dopo le donazioni ad Airc, Lega tumori, ospedale SS. Annunziata di Taranto (oncoematologia pediatrica) ed ospedale san Pio di Castellaneta, la Uilm presenta questa nuova iniziativa di sostengo per i lavoratori e le famiglie.
“Le promesse devono essere mantenute – comunica il sindacato, guidato a livello provinciale dal segretario Antonio Talò -. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto. Sebbene le difficoltà burocratiche, alla fine è prevalsa la perseveranza su questa iniziativa a sostegno di questi lavoratori penalizzati sul piano economico, e non solo, per gli effetti della protratta cassa integrazione. Questa misura ha determinato un ingente stanziamento di risorse da parte della nostra organizzazione, a fronte dell’elevato numero di lavoratori iscritti; ci dà motivo di grande soddisfazione. Siamo ben consapevoli che questa iniziativa, da sola, sicuramente non risolve il problema di questi lavoratori, ma vuole rappresentare un elemento per tenere accesi i riflettori su questa folta platea di operai ai quali non deve mai mancare l’attenzione e soprattutto lo spirito di iniziativa a sostegno di questo fondamentale bacino di maestranze, da riportare a lavoro, così come l’accordo del 6 settembre prevede”. I buoni saranno consegnati da lunedì 27 gennaio, ininterrottamente per i giorni successivi. Per l’occasione, “condivideremo un momento di incontro e discussione con lavoratori. Consegneremo loro un buono spesa da spendere presso la Coop”. Lunedì 27 gennaio 2020, alle ore 9, nella la sede sindacale di Taranto, in piazza Bettolo 1/C al 4° piano, saranno consegnati i primi buoni (cognomi dalla A alla C). “Consegneremo – spiega la Uilm - buoni regalo cartacei dotati di un sistema anticontraffazione: disponibili in tagli da 10, 25 e 50 euro, sono validi per 12 mesi dalla data di emissione. Possono essere utilizzati per acquistare tutti i tipi di merce (alimentare e non alimentare), comprese le ricariche telefoniche e sono cumulabili per il pagamento della stessa spesa. I buoni sono esenti da Iva in quanto già versata in ordine d’ acquisto”. I buoni sono spendibili nei circa 400 supermercati e Ipercoop di Coop Alleanza 3.0 presenti in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia (nelle province di Mantova e Brescia), Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Sicilia. Si possono usare anche in più di 30 Librerie.coop, nei negozi Amici di casa Coop, nelle profumerie Momenti per te, nelle parafarmacie Coop Salute.

E quali sono quelle previste da MARISTAT nello studio avviato dal 2019 del “Piano Industriale Integrato 2020-2025” per tutti gli Arsenali e Centri Tecnici?

Il Coordinatore provinciale FLP DIFESA, Pasquale BALDARI, comunica che cogliendo l’occasione di dialogo con la convocazione indetta dall’Arsenale MM Taranto per il giorno 20.01.2020, riguardante i riflessi sullo Stabilimento del nuovo Decreto di struttura in vigore dal 01.01.2020 che, in base ai compiti e funzioni assegnati, prevede un nuovo organigramma funzionale e nuova Tabella organica, la FLP DIFESA ha scelto di partecipare alla predetta riunione.

Il momento d’incontro è stato ritenuto utile dalla FLP DIFESA – afferma Pasquale BALDARI – rilevato l’assordante e strano silenzio di tutti gli attori in campo che parlano dell’Arsenale di Taranto e l’assenza di notizie certe, per tentare di ricevere almeno da interlocutori locali della Forza Armata, eventuali notizie (profili professionali da mettere a concorso, tempistica, ecc…) sulle “sbandierate” ed ipotizzate assunzioni di personale civile tecnico, che inesorabilmente tardano ad arrivare mettendo a rischio il futuro dell’Ente, stante l’esponenziale crescita dei pensionamenti in atto in questi anni.

Tutto ciò, ribadisce il Coordinatore provinciale FLP DIFESA, Pasquale BALDARI, anche in virtù dell’occasionale venuta a conoscenza del nuovo studio dello Stato Maggiore Marina, notizia confermata nel corso della riunione dall’Arsenale di Taranto, avviato nel 2019 e che prosegue nel 2020, riferito al “Piano Industriale Integrato 2020-2025” per tutti gli Arsenali e Centri Tecnici, con contributi di pensiero richiesti all’Arsenale di Taranto, di La Spezia e di Augusta, di cui allo stato dell’arte non si conoscono, a livello nazionale e locale, i contenuti delle linee guida proiettate alle esigenze attuali ed a medio-lungo termine, né tanto meno è noto se nello stesso documento è stato previsto un vero e concreto piano assunzionale e formativo, valido a salvaguardare il ruolo pubblico dello Stabilimento.

La FLP DIFESA – afferma Pasquale BALDARI – lamenta a tutti i livelli la mancata informazione ed il mancato coinvolgimento delle parti sociali su tale studio, evidenziando che i ritardi temporali sull’emanazione dei bandi di corcorso già autorizzati, anche se per numeri risicati, oltre a quelli che si stanno accumulando con la necessità di prevedere legislativamente (prima era la legge di bilancio, ora si parla di “Decreto per Taranto” ) bandi di corso-concorso con professionalità tecniche utili al rilancio dell’Arsenale di Taranto, destano non poca preoccupazione alla FLP DIFESA ed a tutta la comunità jonica.

Proprio per tale ragione, la FLP DIFESA – dichiara Pasquale BALDARI - chiede alla politica, alle istituzioni, alla Forza Armata, di uscire allo scoperto e di fare chiarezza sulle vere scelte che si vogliono fare per il rilancio dell’Arsenale di Taranto, perché il suo futuro e il suo percorso di rilancio non può e non deve, come si vorrebbe far passare, essere legato alle ultime vicende dell’ex Ilva anch’esse meritevoli di essere effrontate e risolte, in quanto il suo rilancio è derivante dal cosiddetto Piano BRIN che ha utilizzato ingenti risorse economiche (già spesi circa 160 milioni di euro) con l’obiettivo non solo dell’adeguamento dello Stabilimento alle norme legislative vigenti ed all’ammodernamento delle strutture, infrastrutture e macchinari, ma soprattutto alla realizzazione delle assunzioni progressive di personale civile ed alla sua formazione, sino ad oggi ostacolate da leggi e leggine così come recentemente segnalato, con propria delibera, dalla Corte dei Conti, ipotizzando nel caso di mancato completamento del progetto, l’ipotesi di spreco di denaro pubblico.

La FLP DIFESA, dopo aver rappresentato l’insufficienza delle informazioni documentali ricevute (sugli organici e sugli andamenti dei prossimi pensionamenti) e la necessità che la Direzione dell’Arsenale integri le stesse in tempi brevi, per poter fare una completa verifica e valutazione anche in riferimento all’applicazione della direttiva SMD-CIV002 del 28.06.2017 su compiti e funzioni del personale civile ed avviare subito dopo i tavoli tecnici, ha chiesto l’avvio, per quanto possibile, di urgenti iniziative interne (ad esempio riconversioni professionali per motivi di servizio su base volontaria, ecc….) per salvaguardare la continuità delle attività lavorative, con priorità a quelle ritenute strategiche, attuali ed a medio termine, che stanno risentendo fortemente dei riflessi dei pensionamenti in atto del personale civile.

Infine, la FLP DIFESA ha rappresentato alla Direzione Arsenale la necessità di conoscere lo stato dell’arte dei finanziamenti destinati al servizio di pulizia nell’Ente, in quanto giungono notizie da parte dei lavoratori di un abbassamento dei livelli d’intervento sin dall’inizio dell’anno, rispetto a quelli consolidati nell’anno precedente.

 

«Finalmente un segnale incoraggiante». Il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano, accoglie positivamente la comunicazione ricevuta questa mattina - nel corso di una riunione - dalle Rsu dai vertici ArcelorMittal.

«La ripartenza del reparto Pla2, fissata per il 10 febbraio – spiega Prisciano - sicuramente è una buona notizia che va nella direzione giusta non solo in termini produttivi, ma anche di rilancio impiantistico. Dopo le nostre rivendicazioni, si metterà mano alle tanto attese e necessarie manutenzioni degli impianti. Tra manutenzione ed esercizio, da subito, torneranno in fabbrica circa 60 unità. Il tempo di laminazione durerà 4 settimane per una produzione di circa 30.000 tonnellate destinata al mercato estero e nazionale. A pieno regime ci sarà una forza lavoro di 360 unità. L’impianto, quindi, lavorerà a pieno organico».
In sintesi: Il treno lamiere marcerà a 20 turni; la finitura a 15 turni; manutenzione meccanica 2 squadre a 10 turni; 5 turni manutenzione elettrica più pronto intervento; magazzino spedizioni a 21 turni.
Biagio Prisciano, fa presente che «dopo le prime 4 settimane di lavoro, ci saranno due settimane di fermata. Nel frattempo ci saranno aggiornamenti per eventuali acquisizioni di nuovi ordini».
Sicuramente è un primo segnale positivo per tutti i lavoratori che rientreranno a lavoro, anche se rimane ancora tanto da fare: «Abbiamo ancora impianti fermi, quali i tubifici che un tempo erano fiore all’occhiello dello stabilimento. Bisogna non perdere tempo – precisa Prisciano - in quanto lo stesso non è una variabile secondaria, ma importante. Contestualmente, occorre accelerare sull’ambientalizzazione dello stabilimento, intervenire con manutenzioni ordinarie e straordinarie anche in altri impianti. La sicurezza e la salute dei lavoratori – evidenzia - deve essere al primo posto di ogni ragionamento».
La Fim Cisl ricorda all’azienda, al governo e alla Regione Puglia che in ArcelorMittal i lavoratori sono interessati da procedura di Cigo a massimale e cioè il 60%, ma al di sotto della stessa nel netto «Pertanto – conclude Biagio Prisciano – anche in ArcelorMittal va trovata soluzione per un’integrazione alla Cigo; così come bisogna monitorare la questione Cigs che interessa i lavoratori in amministrazione straordinaria, i quali, per quanto ci riguarda, non devono mai essere considerati come “lavoratori di serie B”».

Tavola rotonda su ‘Taranto: porto e aerospazio per il futuro della Puglia’

Si terrà a Villa Maria, via per Martina Franca n. 181 a Crispiano (Ta), a partire dalle 9:30, la Tavola rotonda organizzata dalla Fit Cisl Puglia (federazione che rappresenta i lavoratori dei trasporti) sul tema ‘Taranto: porto e aerospazio per il futuro della Puglia’.
Aprirà i lavori il Segretario generale della Fit Cisl Puglia, Franco Spinelli, mentre a seguire interverranno alla Tavola rotonda la Segretaria generale della Cisl Puglia, Daniela Fumarola, il Responsabile Relazioni Industriali Gi On Board, Giuseppe Mandurino, il Presidente della IV Commissione Sviluppo Economico della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto, Sergio Prete, e il Vicepresidente del Cda di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile. Concluderà i lavori il Segretario nazionale della Fit Cisl, Maurizio Diamanti.
Coordina la Tavola rotonda il giornalista Luciano Sechi.

Taranto – Claudia Merlino è il nuovo direttore generale di Cia Agricoltori Italiani: nominata dalla giunta nazionale riunita a Roma, arriva all’incarico dopo aver ricoperto prima il ruolo di responsabile lavoro e relazioni sindacali e poi di capo del settore organizzazione.

La Cia Due Mari esprime soddisfazione per tale nomina.

Claudia Merlino lo scorso anno inaugurò la nuova sede dell'Ente Bilaterale Agricolo Faila Ebat della provincia di Taranto.

Claudia Merlino subentra a Rossana Zambelli, in carica dal 2010, che lascia la guida amministrativa di Cia per la raggiunta maturità previdenziale.

«A nome di tutta la Cia esprimiamo a Rossana Zambelli i più vivi ringraziamenti per il lavoro e l’impegno svolto per la nostra organizzazione e per l’agricoltura del nostro Paese – ha dichiarato il presidente Cia, Dino Scanavino, in rappresentanza della Giunta nazionale – Nei suoi tanti anni di attività, Zambelli ha contribuito in maniera fattiva alla crescita dell’organizzazione dedicata alla tutela degli imprenditori agricoli. Allo stesso tempo facciamo i nostri migliori auguri a Claudia Merlino per questo nuovo e importante incarico, sicuri che saprà garantire a Cia passione e professionalità».

Claudia Merlino è la seconda donna a ricoprire il ruolo di direttore generale di Cia Agricoltori Italiani.

«Il 10 dicembre saremo in piazza a Roma – spiega il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano – per partecipare alla mobilitazione dedicata a Mezzogiorno, industria, servizi e sviluppo ambientalmente sostenibile, contro i licenziamenti, a sostegno dell’occupazione e delle vertenze aperte, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, per la riforma degli appalti e dello “sblocca cantieri”».

Temi ancor più sentiti tra i metalmeccanici tarantini, fortemente provati dal braccio di ferro messo in atto dal gruppo ArcelorMittal nei confronti di un territorio già fortemente provato dalle crisi. La proposta di 6300 tra esuberi e mancato ritorno al lavoro dalla cassa integrazione è irricevibile.
Da Taranto a Roma per dire no alla penalizzazione del territorio ionico, che non può permettersi nuovi tagli occupazionali. La Fim Cisl chiede al Governo - insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria e ai confederali di Cgil, Cisl e Uil, che hanno promosso la settimana di mobilitazione e tre manifestazioni nazionali a Roma #PIÙLavoroCrescitaSviluppo - adeguate risposte ai temi del lavoro, della crescita e dello sviluppo. Uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti Mittal e nell’indotto, proclamato dalle segreterie di Fim, Fiom e Uilm.
«Martedì saremo a Roma – sottolinea Prisciano - per respingere gli esuberi del nuovo piano industriale, comunicato da Mittal. un piano che per noi è inaccettabile e inaudibile. Il 6 settembre 2018 abbiamo sottoscritto al Mise un accordo, che per noi è vincolante. Quell’accordo è esistente ed è valido; tra l’altro ricordiamo al Governo - garante di quell’accordo - che dopo una lunga ed estenuante trattativa abbiamo siglato quell’intesa poiché non produceva esuberi, ed interveniva sul risanamento della fabbrica con gli interventi ed gli investimenti necessari. Quanto presentato mercoledì dall’Ad Lucia Morselli al Mise rappresenta un preoccupante ritorno al passato. Una proposta che non tutela ne’ l’ambiente, ne’ la salute dentro e fuori la fabbrica e ne’ il lavoro. ArcelorMittal non può organizzare le sue strategie industriali scaricando ogni conseguenza sui lavoratori e sulla città. I cittadini di Taranto e i lavoratori non sono pacchi postali; di esuberi e di penalizzazione del territorio non vogliamo sentirne e a Roma martedì lo grideremo con forza».
Il lavoro si crea: per questo i sindacati chiedono più investimenti pubblici, che aumentino occupazione di qualità e crescita, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Vanno affrontate e risolte le gravi crisi aziendali che affliggono il nostro sistema produttivo, che hanno pesanti ricadute sui livelli occupazionali, sulla crescita e sullo sviluppo del Paese.
Intanto, ArcelorMittal si barrica e avvia la proceduta di proroga della Cigo per altre 13 settimane. I lavoratori coinvolti sono come numero massimo 1.273 di cui 900 operai e 269 tra quadri e impiegati. Sull’argomento Prisciano conferma la posizione già assunta nelle scorse settimane: «Sin dall’inizio non abbiamo condiviso l’avvio della procedura di Cigo, per cui non riteniamo sensato proporre accordi sulla proroga, poiché – conclude Biagio Prisciano - l’azienda non si è mostrata collaborativa nel garantire l’integrazione salariale ai dipendenti».

Il 25 novembre 2019, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sarà ancora occasione per riflettere sulla loro situazione attuale, sempre più connotata da desiderio di protagonismo e di autodeterminazione ma anche dal contestuale obiettivo della difesa di conquiste e diritti civili sottoposti agli attacchi di una regressione culturale e politica generalizzata.

L’impegno di tutti sarà quello di favorire sempre più, processi di emancipazione, forti del convincimento che non possano esserci ulteriori processi di liberazione delle donne senza che sia implementata quotidianamente, una trasformazione anche degli attuali rapporti uomo/donna.
E dovrà essere il sistema-Paese, a tutti i livelli, a svolgere ruolo determinante, assumendo decisioni e condividendo progetti di sostegno sociale e finanziario alla presa di coscienza dei diritti civili e costituzionali ed alle conseguenti buone pratiche da mettere in campo, mediante il dialogo, la contrattazione e la corresponsabilità sociale.
La Cisl, quest’anno, con lo slogan “Tolleranza zero alle molestie e alla violenza sul lavoro” chiama la comunità a riflettere sul drammatico fenomeno della violenza contro le donne in tutte le sue espressioni, in linea con i principi ed i contenuti nella nuova Convenzione e Raccomandazione ILO (International Labour Organization) in materia, che tutto il sindacato internazionale ha sostenuto e promosso e che ora chiede alla politica di ratificare al più presto.
Dal femminicidio alla tratta e allo sfruttamento sessuale, dagli stereotipi di ordine culturale alla violenza e alle molestie nei luoghi di lavoro, la strada da percorrere è ancora lunga ma è una strada che stiamo attraversando con convinzione e dedizione ottenendo risultati positivi in termini di sensibilizzazione, orientamento dell’azione istituzionale, ascolto e presa in carico delle vittime che riconoscono nel sindacato e nella rete di sportelli che lo stesso sta strutturando su tutto il territorio nazionale una possibile via d’uscita dal buio della violenza.
Dati implacabili, infatti, evidenziati da Agenzie di ricerca, dicono sempre più di donne uccise, nella maggior parte dei casi purtroppo in famiglia (Eures).
Negli ultimi cinque anni il numero di donne che hanno subìto almeno una forma di violenza fisica o sessuale ammonta a 2 milioni 435 mila, l’11,3% delle donne dai 16 ai 70 anni. (Istat)
Quelle che hanno subìto violenza fisica sono 1 milione 517 mila (il 7%), le vittime della violenza sessuale sono 1 milione 369 mila (il 6,4%); le donne che hanno subìto stupri o tentati stupri sono 246 mila, (1,2%).
La violenza nelle relazioni di coppia, sempre negli ultimi cinque anni, ha riguardato il 4,9% delle donne (1 milione 19 mila), in particolare il 3% (496 mila) delle donne attualmente con un partner e il 5% (538 mila) delle donne con un ex partner. Considerando solo le donne che hanno interrotto una relazione di coppia negli ultimi 5 anni, la violenza subìta sale al 12,5%.

Oggi, nella democratica Italia, la persistenza di maltrattamenti, aggressioni, sfruttamento, molestie sul lavoro, femminicidi, caporalato, stalking ovvero comportamenti persecutori, minacce, pedinamenti, attenzioni indesiderate ecc. lungi dal doversi considerare fatti privati, può e deve essere intesa come occasione per una più approfondita presa di coscienza sia personale che sociale, a sostegno di vittime da rinfrancare dalla paura assicurando loro protezione, assistenza e reinserimento sociale.
La violenza contro le donne, ancora nel terzo millennio, porta a parlare, dunque, di un problema esteso in tutto il Paese, testimoniato anche dalle cronache che, al contempo, avvalorano la generalizzata consapevolezza che esso certifichi solo in minima parte quel genere di violenza che è quotidiana e più diffusa di quanto non si creda.
Se ne esce mantenendo i riflettori sempre accesi sui fenomeni richiamati, favorendo occasioni di incontro e confronto in luoghi professionalmente specializzati e socialmente certificati, diffondendo la cultura della prevenzione, del rispetto delle donne in quanto persone ed individuando percorsi sociali di aiuto alle potenziali vittime, di cui anche gli stessi uomini devono farsi carico.
Ancora oggi, ad esempio, conciliare il lavoro con la cura dei figli piccoli è un problema per più di un terzo di genitori italiani occupati che creano una famiglia e, a fronte di ciò, l’interruzione lavorativa per chi è occupato o, addirittura, il mancato inserimento nel mondo del lavoro, per motivi legati alla cura dei figli riguarda quasi esclusivamente le donne.
Taranto e Brindisi, emblema di città del Mezzogiorno sono ancora realtà territoriali in cui le donne incontrano ostacoli ed insidie con l’aggravante che né l’appropriatezza del welfare, né il sistema socio-sanitario, né investimenti pubblici specifici che spesso sono più bilancio di cassa anziché di competenza, possono essere considerati supporti credibili di un’azione mirata al loro compiuto affrancamento.
E sono le lavoratrici del Mezzogiorno, dove una donna su cinque deve scegliere tra figli e lavoro, quelle che ricorrono meno ai servizi sia pubblici che privati (asili nido, ludoteche, baby-sitter ecc., o perché inesistenti, o costano troppo o perché i posti risultano esauriti e, dunque, beneficiano di solidarietà familiari (nonni) o amicali.
Rimane indispensabile il ruolo educativo della scuola, di tutte le agenzie formative laiche e religiose, dell’ambito familiare, dell’associazionismo sia laico che religioso, del mondo della comunicazione, insieme con politiche sociali improntate all’ascolto e all’accoglienza, per consentire a quante siano vittime della violenza di genere di guardare al proprio futuro con la speranza di chi scommette di nuovo sulla propria felicità, senza più vincoli violenti.

Arriva una buona notizia per i 500 lavoratori ex TCT di Taranto che proprio ieri hanno appreso del definitivo emendamento in Finanziaria per la copertura per ulteriori due anni dell’IMA (indennità di mancato avviamento) approvata dal MEF.

A darne notizia sono le organizzazioni sindacali di categoria dei trasporti di CGIL, CISL e UIL, dopo un colloquio diretto tra il segretario della FILT CGIL, Michele De Ponzio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il tarantino senatore Turco, avvenuto a Roma lo scorso 20 novembre.
Il provvedimento che prolunga il sostegno al reddito per i lavoratori dell’ex società terminalista di Taranto, arriva a pochi giorni dalla scadenza dell’ammortizzatore sociale che avrebbe lasciato i lavoratori senza risposte a partire dai primi giorni del 2020.
Per FILT CGIL, FIT CISL e UIL Trasporti, che hanno cercato sin da subito confronti con tutte le forze politiche con l’intento di risolvere il problema, si tratta di una misura che contribuisce a dare qualche serenità in più non solo ai lavoratori, ma anche allo sviluppo del traffico intermodale che a Taranto oggi parla la lingua dei turchi di Yilport.
Si tratta di una assoluta pre-condizione di sviluppo integrato – affermano i responsabili di categoria, De Ponzio (FILT CGIL), Fiorino (FIT CISL) e Sasso (Uil Trasporti) – considerata anche la difficile situazione che riguarda la fabbrica e l’indotto monoculturale dell’acciaio.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sen. Turco, nel corso dell’incontro del 20 novembre scorso a Roma, si è reso inoltre disponibile a partecipare all’incontro organizzato ai primi di dicembre, dalle segreterie unitarie di CGIL, CISL e UIL sullo sviluppo del porto e delle infrastrutture legate ai trasporti e logistica integrata di Taranto.

 

Le Segreterie Aziendali del Ctp Spa Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-cisal, denunciano la gestione Aziendale alquanto approssimativa e superficiale.

In un breve lasso di tempo, vengono dapprima comunicati n. 18 esuberi, affrontati davanti a Sua Eccellenza il Prefetto di Taranto, ad oggi, nonostante il verbale d’accordo successivo tra Amat e Ctp,i lavoratori e le Segreterie Sindacali attendono una risposta.
I lavoratori sono in trepidazione ma qualcuno da importanza ad altro!
Successivamente ci comunicano che per esigenze aziendali, al personale veniva decurtato dal salario parte del premio di risultato (2 euro premio presenza giornaliera), raggiunto con spirito di sacrificio e abnegazione dai lavoratori, in quanto, i progetti non hanno ottenuto i giusti recuperi, a dire della Direzione.
Dopo pochi giorni venivano licenziati n.5 lavoratori interinali (mancati rinnovi), in forza all’azienda, impegnati nel servizio di manovalanza, gli stessi per anni hanno svolto il proprio lavoro in maniera impeccabile, ma purtroppo, questo si verifica a nostro avviso, sempre per un risparmio Aziendale.
Oggi, ndr 20 Novembre, vengono prorogati n.5 contratti di somministrazione, quattro meccanici, di cui l’Azienda non può privarsi vista l’alta professionalità e supporto funzionale che garantirebbe un risparmio sulle manutenzioni esterne e un’unità Amministrativa, meno indispensabile, in quanto nello stesso ufficio sono presenti un capo ufficio e un collaboratore d’ufficio, che vengono coordinati dal Dirigente Amministrativo.
Peraltro, sembra che l’interinale in questione, risulti ricoprire la carica di Vicesindaco e Assessore al bilancio di un Comune della Provincia di Taranto socio del Ctp, tutto legittimo, ma inopportuno a nostro dire, proroga siglata dal Direttore D’Azienda, con passaggio dal parametro 155 al parametro 193, superando con un sol “colpo di coda” 2 parametri, senza motivo, gravando certamente sull’economicità Aziendale.
Tale atteggiamento è irrispettoso nei confronti di tutti lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali, poiché non si è affrontata regolarmente la legge n.223/91 sulla riqualificazione, ricollocazione e riorganizzazione interna.
In Azienda sono presenti dipendenti che negli anni hanno acquisito esperienza e professionalità, ma del resto questa è prassi già percorsa per ricoprire ruoli Dirigenziali attualmente in carica.
Lamentiamo relazioni industriali scarse, denunciamo e chiediamo l’azzeramento di tutte le consulenze esterne che gravano sui costi Aziendali, pretendiamo un piano industriale che miri al rilancio del Ctp, anche in visione delle gare che si andranno ad espletare a giugno 2020.
Filt-Cgil, Fit-cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal delusi e fortemente preoccupati, valuteranno le azioni di lotta da intraprendere a tutela dei diritti dei lavoratori e per la salvaguardia dell’Azienda.
Abbiamo già chiesto al Presidente della Provincia un incontro urgente per un confronto e lanciamo un appello all’Amministratore Unico del Ctp, affinché metta in atto ogni azione possibile per il bene comune.

 

 

C’è un mondo di seimila persone che oggi sembra impallidire di fronte ad una delle più emergenze del dopoguerra nel nostro territorio. Eppure quelle seimila persone, indicate sbrigativamente come “indotto”, oggi sono l’anima pulsante di quella fabbrica, e nessuno parla di loro, sprecando impegni per le imprese, e promettendo ammortizzatori sociali per chi è già più garantito di questi precari di lungo corso.

Così Paola Fresi, segretaria della FILCAMS CGIL Taranto, che dopo la levata di scudi della segreteria confederale e dei sindacati edili, richiama l’attenzione sul blocco delle portinerie imprese che continua a permanere davanti allo stabilimento di Arcelor Mittal a Taranto.
Siamo di fronte ad una partita surreale – spiega – con i lavoratori usati come pedine: gli stessi – continua – a cui non è consentito avere nessuna voce in capitolo sulla crisi.
Il riferimento è ovviamente ai seimila che dentro l’acciaieria tarantina si occupano di pulizie civili e industriali e delle mense.
Questo blocco che serve a Confindustria per fare il braccio di ferro e incassare gli arretrati – dice ancora la Fresi – di fatto lo pagano solo i lavoratori: quelli indiretti costretti a casa e all’oscuro sul loro futuro e quelli diretti che continuano a lavorare in un ambiente sporco e senza neanche poter consumare un pasto decente.
È una guerra tra poveri che indebolisce il fronte – termina Fresi – e che nel gioco del PIL, non sembra più interessare a nessuno.

Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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