Uilm Taranto, Emergenza ambientale, chiediamo una legge speciale per Taranto

È tema di questi giorni la nota del 21 maggio scorso, indirizzata dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, alla Direzione generale per le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’ambiente, attraverso la quale il Comune di Taranto ha formalmente richiesto il riesame rispetto al piano ambientale di cui al Dpcm del 29.09.2017 per lo stabilimento ArcelorMittal di Taranto. A fondamento della richiesta, c’è la Vds (Valutazione Danno Sanitario) su dati relativi a dicembre 2018 e trasmessi il 12 febbraio scorso da Arpa Puglia, Ares Puglia e Asl ed il completamento dello studio Sentieri da parte dell’Istituto superiore della sanità.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in occasione dell’audizione in Commissione ambiente alla Camera, ha di riflesso annunciato con un proprio decreto (n.188 del 27/05/2019), l’accoglimento delle motivazioni, disponendo il riesame ai sensi dell’art. 29 quarter comma 7, del D. lgs. dell’Aia, di cui al Dpcm del 29.09.2019. La Uilm Taranto condivide tutto ciò che è stato annunciato, poiché molto di questo appartiene alle richieste della piattaforma dello stesso sindacato, presentata, discussa ed approvata nelle assemblee dai lavoratori: dalle ragioni relative alla valutazione del danno sanitario all’emanazione, auspichiamo, di una legge speciale per Taranto che contenga al suo interno anche una sanità migliore e soprattutto accessibile a tutti e provvedimenti speciali sul tema amianto.

Sulla scorta di quanto si sta determinando e soprattutto quanto via via andrà a determinarsi, resta fondamentale vigilare con estrema attenzione su tutto, poiché è sicuramente utile introdurre ulteriori provvedimenti e norme di legge solo se tesi a migliorare materialmente quanto fatto sinora ed abbreviare l’avviato processo di risanamento ambientale interno ed esterno alla fabbrica. Qualsiasi provvedimento legislativo che il Governo riterrà utile adottare, oltre che teso a migliorare le tutele a salvaguardia della salute, dell’ambiente e dell’occupazione, dovrà fare tutto ciò che di meglio si possa fare in termini di tutela della vita e deve essere fatto nella consapevolezza che a questo punto è necessario, per la Uilm, il massimo sforzo da parte di tutti i soggetti responsabili affinché l’iter delle autorizzazioni, dell’emanazione e recepimento delle nuove norme, non produca un pericolosissimo stallo del già faticoso e complesso percorso di ambientalizzazione già avviato a valle dell’accordo del 6 settembre 2018. Non è neppure lontanamente immaginabile una possibile battuta d’arresto del processo di bonifica, perché ciò farebbe inevitabilmente precipitare ancor di più nell’incertezza di quanto finora fatto a salvaguardia della tutela della salute, salvaguardia per l’ambiente e dell’occupazione. La Uilm seguirà con estrema attenzione l’iter avviato di revisione dell’Aia, nel delicatissimo momento per Taranto e per lo stabilimento, nella pretesa che è giunto il momento di acquisire certezze e non più sperimentazioni.

La parola d’ordine è 'fare presto e bene'

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