Dalla Giornata Mondiale della Fisioterapia un chiaro stimolo a valorizzare questa Professione

Mino Borraccino Assessore allo Sviluppo Economico Regione Puglia 09 Set 2019
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Su invito della Presidente Regionale dell’A.I.FI. (Associazione Italiana Fisioterapisti), Claudia Pati, ho partecipato oggi con grande interesse alla Giornata Mondiale della Fisioterapia presso la Clinica Villa Verde di Taranto.

Ho avuto modo di riconoscere il grande lavoro che i Fisioterapisti svolgono per i loro pazienti. Ripetendo un gesto simbolico già fatto in passato, anche quest’anno è stata confermata l’iniziativa di adottare una quercia in un Presidio Riabilitativo pugliese. La quercia, infatti, è simbolo di vita, di stabilità e di forza.

L’insorgere sempre più frequente di patologie dell’età avanzata, spesso croniche e soprattutto estremamente limitanti, è destinato a valorizzare la figura del fisioterapista. Egli interviene negli esiti di interventi chirurgici, nelle malattie neurologiche, nelle distorsioni, nelle patologie reumatologiche, nel parkinson, e nei tumori, fino alla palliazione in fase terminale della vita.

Ma fornisce anche consigli di prevenzione per la postura o per piccoli problemi quotidiani di carattere ergonomico. Inoltre dà suggerimenti per affrontare al meglio gravidanza e il periodo post parto e costruisce programmi specifici di prevenzione e riattivazione motoria per rallentare il declino funzionale e stimolare l’attività fisica nella persona anziana.

Il Fisioterapista ad oggi è l’unico professionista titolato ad intervenire con terapie manuali, nelle disfunzioni nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, per la cura delle artrosi, delle malattie reumatiche, nelle neuropatie.

Per diventare Fisioterapista, bisogna conseguire la laurea in Fisioterapia, frequentando il Corso di Studi organizzato nei diversi Atenei italiani e articolato su tre anni accademici.

Per il futuro della formazione, la proposta di A.I.FI. è orientata verso la nascita di un percorso di Laurea Magistrale a ciclo unico quinquennale, perché l’Associazione è convinta che per costruire le competenze previste dal profilo professionale occorre un tempo più lungo di quanto previsto oggi.

Nel mio intervento ho assicurato, tra l’altro, la mia personale sensibilità per le problematiche della categoria e ho espresso la certezza che le criticità espresse saranno affrontate con il giusto equilibrio dal nuovo Ministro della Sanità, Roberto Speranza.

 

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