Lilli D'Amicis

Giornalista

Direttore e editore di www.oraquadra.com

Ormai la storia dell'IMU che strozza, a Grottaglie sta raggiungendo livelli tragici, i circa cento proprietari di terreni che allo stato non sono edificabili ma  pagano l'IMU come se lo fossero, sta generando tanta esasperazione in chi si vede notificare cartelle esattoriali da infarto, mentre al Palazzo si ha l'impressione che ci sia un atteggiamento di quasi totale indifferenza. Infatti,  l'assessore ai tributi, Mario Bonfrate, chiamato ad intervenire sulla questione, nonostante  la sua buona volontà, non è mai stato esaustivo e forse non lo potrà essere nemmeno in futuro, in quanto, secondo alcuni addetti ai lavori il problema è principalmente di natura urbanistica e solo con la volontà politica dell'intero Consiglio comunale di Grottaglie la questione si potrebbe risolvere o quanto meno arginarla mettendo un punto e poi a capo.
Infatti ascoltando  alcuni addetti ai lavori che oltre ad essere tecnici del ramo urbanistico, sono anche stati amministratori, nelle passate Amministrazioni, con Sindaci che  hanno glissato  molto sulla questione e spesso nascondendola sotto il tappeto, invece di affrontarla, si ha  l'impressione  di una  mancanza di  volontà politica atta a risolvere la spinosa questione a monte.

Però, dall'avvento dell'esecutivo a guida D'Alò,  sono cominciati gli invii di cartelle  pazze  con richieste astronomiche sulla tassa IMU, e molti proprietari, non potendo pagare, si sono visti pignorare conti correnti, pensioni e altro. Di seguito cercherò  di scrivere quanto mi è stato detto da chi conosce bene l'Urbanistica e cosa consigliano questi signori di fare che nella loro epoca di Amministratori non sono riusciti oppure voluto fare. Innanzi tutto, mi è stato detto che il primo atto dovrebbe essere quello di adeguare il Piano Regolatore alla nuova realtà demografica. Grottaglie ad oggi conta circa 34 mila abitanti e per fare questo ormai necessario passaggio si dovrebbe portare la questione in Consiglio comunale per approvare una delibera di adeguamento. Con questa delibera si bloccherebbero gli invii di accertamento da parte dell'Amministrazione comunale, risolvendo così  la questione nel presente e per il futuro. Bisognerà poi discutere, per il passato, sulle cartelle emesse, avviando un concordato.

Così facendo,  assicurano gli addetti ai lavori che vogliono restare anonimi,  la Corte dei Conti non è tenuta ad intervenire.
A questo punto sorge la domanda: tutto ciò corrisponde ai desiderata dei proprietari? o questi cercano solo di abbassare quanto il  più  possibile  il valore a metro quadro dei loro terreni (valore che tra l'altro,  non è unico ma diverso da comparto a comparto), lasciando, però, gli stessi terreni  edificabili e nel contempo richiedere all'Amministrazione di considerare i piani partecolareggiati, comparto per comparto, considerando come tassabile solo quella parte realmente edificabile?
Delle due l'una: o il ritorno a terreni agricoli, o tassare la giusta superfice al giusto prezzo.
C'è da considerare però che una corretta azione urbanistica di "zero consumo" del suolo, richiederebbe un intervento sul Piano Regolatore Generale per ridimensionarlo e farlo aderire al concetto di cementificazione zero, secondo i dettami nazionali e regionali.
Così facendo si aderirebbe oltretutto alla prescrizione  della Regione che, in sede di  seconda approvazione del PRG (correva l'anno 2008),  prescrisse  di adeguarlo significativamente ad un numero minore di abitanti e di intervenire, così facendo sulla natura stessa di ogni comparto riducendolo.
In estrema sintesi tutto ciò significa voler porre fine alla questione in modo amministrativamente corretto, ma con le mancate entrate nelle casse comunali come la mettiamo? E tecnici come architetti, geometra e ingegneri come vedrebbero la questione così risolta?

Questa mattina, come ampiamente annunciato, è stata inaugurata per l'ennesima volta la Biblioteca comunale di Grottaglie, grazie a un finanziamento regionale di circa 380 mila euro, questi ultimi amministratori  hanno potuto  fare un restyling dai mille colori negli arredi, qualche libro qua e là e postazioni informatiche,  e quindi l'ennesimo gioco di prestigio è stato servito. Poi se si aggiunge che ad inaugurare viene chiamato niente poco di meno che  il Presidente Emiliano e l'assessora Capone, ormai entrambi in campagna elettorale fino alla primavera prossima, a cui viene aggiunta  la  presenza dei soliti della compagnia di giro rinforzata dalle presenze dei ragazzi del vicino liceo Moscati, il gioco mediatico è fatto, a cui fa da corollario  la presenza massiccia della stampa locale, ecco che  il messaggio del Presidente che recita la parte del dispiaciuto per alcuni errori commessi nei confronti della comunità grottagliese, arriva  forte e beffardo anche a chi stamattina al presidente Emiliano e company avrebbe tirato volentieri un po' di ortaggi avvizziti. 
Chi scrive si è limitata a documentare solo il beffardo e se vogliamo ridicolo taglio del nastro, atto ad ri-inaugurare una struttura ormai diventata quasi fatiscente a causa di lavori malfatti e tenuta chiusa per un decennio. Una bella sceneggiata che ha avuto luogo  a pochi passi da un Ospedale, l'ex glorioso  San Marco, voluto negli anni 60 dal senatore Gaspare Pignatelli, a cui è intitolata la biblioteca in oggetto, essendo stata tra l'altro  la casa dell'illustre senatore che gli eredi, anni fa,  regalarono alla Città di Grottaglie. Conto di raccontarvi, quanto prima,  la storia delle biblioteche di Grottaglie, storia fatta di tante piccole storie grottesche grazie a chi ci ha governato negli ultimi 30 anni e più, anni fatti di superficialità, incompetenza e strumentalizzazioni politiche che ci hanno portato ad assitere a tanti pietosi teatrini della politica provincialotta e mai finalizzata a fare crescere sul serio una comunità dalle infinite potenzialità inespresse.
Un'inaugurazione dicevamo avvenuta a poche centinaia di metri, dall'ormai agonizzante Ospedale San Marco, mesi fa  pomposamente rinominato presidio "san Marco", una rinominazione che ad oggi è significata solo l'azione  distruttiva posta in essere dal presidente Emiliano che con grande faccia tosta questa mattina ha chiesto  scusa ai grottagliesi se ha fatto qualche errore, e quindi è stato palese il messaggio subliminale che mirava al  rivotatemi e vedrete cosa saprò fare per Grottaglie, considerato, ha specificato a voce (sic)  che con il vostro Sindaco stiamo facendo grandi cose. Io non lo so cosa passerà o cosa stia  passando nella testa dei grottagliesi di fronte ad una simile dichiarazione, una cosa è certa qui siamo di fronte alle lacrime  (scuse) del coccodrillo. Qualcuno mi ha telefonato dicendomi che questo è il momento buono per mettere Emiliano con le spalle al muro e costringerlo a restituire   ciò che ha tolto a piene mani  all'Ospedale san Marco di Grottaglie, io non so se sia il caso di puntare sul climaldello elettorale per cercare di salvare il salvabile del San Marco, qualcosa mi dice  che se crediamo a questo ennesimo canto delle sirene ci ritroveremo di nuovo gabbati e fottuti. 
Ben vengano quindi le biblioteche superaccessoriate telematicamente, siamo felici ma essere presi per i fondelli no! Tra l'altro tornando all'operatività/funzione della biblioteca sappiamo anche che molti libri di quella che fu la biblioteca di Grottaglie (CRESEC) e quelli di casa Pigantelli giacciono imballati,  nel sottoscala della Casa Biblioteca Gaspare Pignatelli e per poterli consultare ci vorrà ancora del tempo, quello necessario per ricollocarli nelle variopinte librerie, sempre che i topi non abbiano fatto, in questo decennio, pantagruelici pasti a base di carta.
 

Lo scorso venerdì 27 settembre, in un’affollata assemblea, svoltasi nel Salone Conferenze Parrocchia Campitelli, è stato presentato dal presidente dell’ANTEAS Grottaglie, Cosimo Luccarelli, il nutrito programma delle numerosissime attività sociali per il nuovo A.S. 2020; un programma approvato ad unanimità dall’assemblea degli iscritti che hanno superato abbondantemente la quota 400 per l’esattezza 425 soci.

Anteas Grottaglie ODV, presente sul territorio da oltre 15 anni, è l’associazione di volontariato della Cisl dove Uomini e Donne condividono un comune orientamento: mettere al centro il valore della persona!
Partendo da questo assunto: del valore della persona e dell’amicizia unita allo stare bene insieme, anche quest’anno è stato strepitoso il successo delle Cure Termali; oltre 90 persone bisognose di cure hanno frequentato per due settimane, esattamente dal 7 al 21 settembre, in un clima gioioso e rilassante le Terme di Torre Canne. Tra loro molti soci accompagnatori che hanno utilizzato anche loro le cure previste dal S.S.N. e cure intergrative.ANTEAStermeTorreCanne
L’anno sociale 2020 che inizia ad ottobre del 2019 per motivi organizzativi, oltre alle attività motorie consuete come la Ginnastica dolce, Yoga, Danza terapia nella palestra UISP prevede ancora Acquagym che d’inverno si svolge nella piscina coperta di Grottaglie, mentre a luglio e agosto nella piscina scoperta sempre a Grottaglie (Mediterranea Nuoto).
Sempre per quest’anno a partire da ottobre a maggio, sono previsti i corsi di formazione per l’utilizzo del Pc e corsi di inglese. Inoltre nel mese di ottobre avrà luogo la serata di apertura dell’anno sociale, poi a dicembre e aprile viaggi culturali della durata di due/tre giorni ciascuno, e a giugno la serata sociale per chiusura attività di formazione e culturale.
L’ANTEAS dopo che i Gesuiti hanno lasciato Grottaglie (novembre 2018), ha avuto in carico la gestione della biblioteca, allocata nel Centro Monticello sempre a Grottaglie. Si tratta di un patrimonio culturale inestimabile che dal 26 giugno 1966 ad oggi, la stessa Biblioteca San Francesco de Geronimo, si è arricchita di importanti testi passando da 10.000 a oltre 37.000 volumi (tutti registrati nel sistema informativo attuale); da quest’anno i volontari ANTEAS cominceranno un lavoro importante quello di passare dalla registrazione locale nel sistema nazionale delle biblioteche. Sempre in ambito biblioteca una bella attività dedicata ai giovani: l’addestramento di giovani nella conduzione e nell’apprendimento di antiche e moderne tecniche di legatoria e ri-legatoria di libri e riviste in stato di degrado con ricostruzione di copertine esterne e parti interne.
Le novità importanti quest’anno sono:

il corso BLSD per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico mirato alla formazione di personale non sanitario, questo al fine di acquisire la cultura del primo soccorso.

Il doposcuola per i bambini bisognosi e figli di migranti. L’educazione permanente alla musicalità degli anziani.

Educazione alla teatralità. Incontri formativi ed informativi alle famiglie per i rischi domestici, com’è noto la casa è il luogo in cui accadono spesso incidenti importanti.

Accompagnamento e trasporto di anziani bisognosi di terapie termali per cura preventiva- terapeutica e riabilitativa, impossibilitati a raggiungere strutture idonee allo scopo.

Educazione alla teatralità con il teatro dialettale. Inoltre una novità in assoluto è il progetto “Incontriamoci in Musica” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Pignatelli Grottaglie, finalizzato a creare un confronto fra le differenti generazioni di alunni/soci per incentivare e sostenere la collaborazione e il confronto fra generazioni differenti. Utilizzare la Musica come linguaggio universale che accomuna le generazioni, rafforzare il senso di responsabilità e lo sviluppo delle risorse/caratteristiche individuali, migliorare il benessere e la qualità di vita della terza età, fornire ai giovanissimi la possibilità di scoprire e non dimenticare lo stile di vita delle generazioni precedenti, traendone beneficio e modelli da seguire, sostenere, incrementare e perpetuare la collaborazione fra Associazionismo e Istituzione Scolastica.

A marzo il consueto appuntamento del Convegno sulla Giornata Internazionale della Donna con ospiti di rilievo.

Da ottobre ritorneranno gli appunti mensili del “Sabato Culturale” e da quest’anno parte la collaborazione attiva con la Parrocchia Santa Maria in Campitelli, Parroco don Gianni Longo, per gli “Incontri Agostiniani” al fine di approfondire la figura del grande filosofo, teologo e santo.

AnteasLogoTondo

Eh sì, abbiamo cercato, o perlomeno ho cercato di stoppare gli ultimi 20 giorni di agosto, ma non ci sono riuscita del tutto, chi fa questo mestiere ed ha un giornale come la sottoscritta, sa benissimo che abbassare completamente la saracinesca nel proprio "esercizio intellettuale" è quasi impossibile. Come si diceva una volta, occorre  essere sempre sul pezzo, non abbassare la guardia e in tempi in cui la rete e i social dominando la quotidianità di tutti noi, è impresa ancora più ardua fermarsi specialmente quando si è  in pochi e non si hanno tante risorse. In agosto, tempo di ferie, si sa a livello politico sia locale che nazionale si compiono i più significativi colpi di mano  a danno delle comunità e della Nazione, ormai questo lo sanno tutti che accade con una puntualità sconcertante, perché la gente è distratta dalle ferie, stremata dal caldo e con la necessità di staccare un po'.
In questo caldo agosto abbiamo assistito a qualcosa di veramente allucinante, un vice ministro della nostra Repubblica, tronfio di consensi si è mandato da solo a quel paese con la conseguente  caduta del Governo, mentre vi scrivo la quadra per un nuovo Governo ancora non l'hanno trovata, sicuramente ce la faranno o meglio Conte, comandante in capo ormai effettivo, è molto più vicino al Pd che agli stellati che l'hanno voluto nel passato Governo giallo/verde, varerà un nuovo esecutivo rosso/giallo, per dirla con una frase di Berlusconi: "Salvini ha consegnato il Paese al Pd", questi ultimi, nonostante siano usciti con le ossa rotte nelle ultime politiche, hanno ripreso in mano la scena politica, e stanno lavorando sodo per riprendere in mano le sorti di questa ormai sfortunata Italia. Ma si sa la politica è l'arte dell'impossibile e l'Italia deve andare avanti e non può permettersi il lusso di cincischiare, quindi come sia sia: governo subito oppure alle urne, e che il Signore ce la mandi buona. Bene, anzi male questo è ciò che è principiato in piena estate.
Ma veniamo al locale, anche a Grottaglie non è stato fatto mancare nulla, abbiamo assistito, seppur alcuni di noi in veste di imperterriti dimostranti, all'abbattimento di ben 74 alberi di pini monumentali, un viale alberato, viale Partigiani caduti che accoglieva con un bellissimo effetto scenografico chi entrava a Grottaglie dalla via per San Giorgio Jonico. Con una capoticità assurda,  il primo cittadino (il minuscolo è voluto), li ha fatti abbattere senza sentir ragione, con un'ordinanza supportata dall'agronomo comunale (guarda caso molto vicino al movimento del sindaco), e dove è stata addotta la necessità dell'abbattimento dei maestosi alberi per pericolo di crollo e alberi malati. È stata sicuramente una balla spaziale, a nulla sono valse le proteste, a nulla è valso l'atto coraggioso di una giovane ragazza che ha sfidato la imponente  benna in procinto di afferrare l'albero per sradicarlo senza pietà, a nulla sono valse le richieste di spostare l'abbattimento di un mese, giusto il tempo necessario  perché  la nidificazione delle tante specie di volatili, si completasse, niente! al costo di 180 € ad albero è stato cancellato un viale storico, un viale che ricordava i caduti grottagliesi nelle due guerre. Era il 6 agosto, una data che resterà impressa a molti di noi e a chi ha voluto esserci per evitare questo delitto ambientale, ma che a nulla è valso. E come giornale lo abbiamo documentato, l'unico che ha sostenuto la lotta, il resto dei media tra l'indifferenza e l' allineato e coperto.
Quindi consegnata alla cronaca questa brutta giornata, abbiamo cercato di stoppare un po', in effetti abbiamo pubblicato poco ma stando sempre in allerta, almeno la sottoscritta che ha responsabilità editoriale di un giornale che come ben sapete ora è di proprietà di un'Associazione "Social Media aps", composta nella maggior parte da giovani, alcuni giornalisti ed è aperta a chiunque voglia dare una mano a questa testata libera, non asservita al potere e che dà spazio a tutti, senza censure. Lo spazio libero è la sezione/categoria APERTAMENTE, dove chiunque può dire la sua nei limiti del Codice Civile e Penale.
Sempre riferendoci a quanto accaduto in questo rovente agosto, la notizia più bella è sicuramente quella della sentenza del Consiglio di Stato, che stando agli atti ha decretato la chiusura definitiva della discarica di Torre Caprarica, un ecomostro di cui ne subiranno, purtroppo,  le conseguenze anche i nostri pronnipoti e loro pronnipoti, ma in molti abbiamo esultato alla notizia che rifiuti non ne verranno stoccati più, si chiude definitivamente, almeno così ci viene assicurato da chi sa leggere le sentenze. Ovviamente giovedì 29 agosto, nel pomeriggio ha avuto luogo la conferenza stampa, giustamente trionfanti il sindaco D'Alò e i Comitati, questi ultimi da decenni impegnati costantemente e sempre sul pezzo affinchè fosse scritta la parola fine su questa discarica.  Quello che mi ha molto stupita è stata l'assenza dei consiglieri di opposizione, perché dopotutto è stata la vittoria del territorio, e quindi sarebbe stato importante registare anche la loro presenza.
Anche la sottoscritta non ha partecipato, ma io vi scrivo il perché. È stato  per due i motivi: uno  perché non ho digerito l'abbattimento degli alberi e due perché sono stata oggetto di insulti da parte del primo cittadino e io non sono tanto ipocrita da sorvolare sulla  mancanza di rispetto, purtroppo i ragazzi della redazione erano fuori in vacanza e quindi il giornale non ha potuto essere presente, ma  la notizia è stata coperta lo stesso, considerato che da tempi lontanissimi, dallo scorso secolo, la questione discarica è stata sempre da me attenzionata, anche quando era molto pericoloso interessarsi. 

Ma considerato che non sono allineata mai con il potere politico che compie nefandezze, ho tutto il diritto di criticare chi amministra male la nostra comunità, ovviamente a mio giudizio che può  non piacere  ma si tratta sempre di valutazioni libere da orpelli opportunistici. Inoltre  sfido chiunque a trovare miei giudizi / valutazioni indirizzati alla persona che ricopre incarichi istituzionali/politici/amministrativi, le mie valutazione sono solo ed esclusivamente basati sul lato politico/amministrativo, se sono degli incompententi in materia gestionale non è mica colpa mia, non li ho mica messi io su quelle poltrone, tra l'altro molti di questi non sono nemmeno passati al vaglio degli elettori, quindi da cronista ho tutto il diritto di valutare e quindi scrivere ciò che reputo giusto e quindi  dato in pasto all'opinione pubblica. Vi assicuro che non si tratta di  invidia, come stupidamente alcune fanciulle giulive e relativi compagni si sono precipitati a dire, che mi spinge a stigmatizzare l'impreparazione lampante di questi nudi e crudi amministratori, pescati nel mazzo quasi alla cieca per, magari, accontentare  il consigliere di turno che  deve dimostrare l'esistenza in Consiglio comunale. Ma questi ignorano  che certi assessorati sono molto delicati e non possono essere dati in mano a ragazzine inesperte che tra l'altro si potrebbero fare molto male e bruciarsi. Come allo stesso modo si può danneggiare una comunità amministrata da gente incompetente e magari messa li come testa di legno con microcip incorporato che  con un click che parte da un i-phone di ultimissima generazione, tra l'altro pagato con i soldi dei contribuenti, li porti a fare azioni pilotate e di mera propaganda. Eh no! caro sindaco e cari assessori, non funziona così, Grottaglie è una Città che ha potenzialità infinite che vanno tirate fuori con competenza e vero piglio politico,  con gente competente che arrivi  per meriti al Palazzo, altrimenti  è solo aria fritta. La realtà  che racontate con selfie, video auto prodotti è solo in pixel, la sostanza sta nei fatti, per ora pochi e molti basati anche dal fatto che avete pure una gran fortuna, buono, ma il futuro di una Comunità non può essere basato sulla fortuna ma su una vision proiettata a 5, 10 e 20 anni e non propedeutica agli appuntamenti elettorali. Intanto  resta all'occhio del cittadino libero, quello senza prosciutto sugli occhi,  una Grottaglie sporca come mai vista prima, un'arroganza di fondo e tante dimissioni imbarazzanti in ambito maggioranza, segno che qualcosa al Palazzo non quadra, al di là dell'autopromozione.

La scommessa è produrre, in modo tutto naturale, uva da tavola di ottima qualità, l’unica in Italia coltivata applicando insieme le tecniche dell’agricoltura organica e rigenerativa e i disciplinari dell’agricoltura biologica, e riuscire a venderla sul mercato locale a unprezzo al pubblico accessibile, uguale a quello dell’uva prodotta utilizzando i tradizionali fertilizzanti e anticrittogamici.

Emilia Blasi, quarantenne grottagliese DOC, decide di tornare da Roma nella sua terra, con marito e figli al seguito, per prendere in mano e sviluppare in modo innovativo l’azienda agricola di famiglia.
Una storia al contrario di quelle che ormai quotidianamente sentiamo e leggiamo. Lei è partita, come tanti, a 18 anni da Grottaglie per andare a studiare in un’altra città, a Roma dove si è laureata in Scienze politiche. Nella Capitale ha poi trovato un lavoro stabile, un marito e ha dato alla luce due bambini.
Ma sedici anni dopo Emilia Blasi decide di tornare a Grottaglie e dedicarsi all’azienda agricola di famiglia che rischiava di non proseguire l’attività. Nel frattempo, infatti, i genitori erano diventati anziani e i due fratelli di Emilia si erano trasferiti per lavoro in altre città.
Una decisione non facile, anche perché il marito è un manager di una multinazionale con sede a Roma e così è costretto a fare il pendolare, ma Emilia Blasi è testarda e non vuole tornare indietro.
Il fondo dell’azienda famiglia è di sei ettari, di cui due e mezzo a vigneto, coltivati a uva da tavola nelle varietà “Vittoria” e “Reginone”, e il resto a uliveto. Emilia Blasi ha deciso di diversificare radicalmente l’attività puntando su una nuova “innovazione naturale” per differenziarsi sul mercato.
Nel fondo, per la prima volta in Italia in un vigneto da uva da tavola, sta applicando da anni le tecniche e i disciplinari della “agricoltura organica e rigenerativa” che, nel rispetto assoluto della natura e della biodiversità, prevedono una serie di azioni per la rigenerazione del suolo, la corretta nutrizione delle piante e la piena sostenibilità.
Tra l’altro Emilia Blasi nella vigna ha realizzato l'inerbimento del terreno creando un ecosistema i cui microorganismi nutrono le piante, insieme a quelli dei biofertilizzanti, un piccolo santuario della biodiversità in cui volano farfalle e coccinelle, e in cui a breve installerà anche due arnie per le api.
Il risultato è un’uva senza residui chimici con un sapore eccezionale, con bei grappoli i cui acini hanno dimensioni e colori perfetti; in questa uva sono presenti i semi, come natura vuole, al contrario delle qualità apirene che hanno invaso i mercati.
Di fatto questo tipo di agricoltura è la naturale evoluzione della coltivazione “biologica”, e infatti da due anni Emilia Blasi sta già applicando integralmente il disciplinare per il “biologico” la cui certificazione, aprendole nuovi mercati che richiedono questa attestazione, dovrebbe arrivare tra tre anni.
Il vero salto di qualità potrebbe avvenire se arrivassero finalmente i finanziamenti regionali del bando PSR Puglia per il primo insediamento, una Misura che agevola il passaggio generazionale delle aziende agricole: così nascerebbe la nuova Azienda Blasi, assistita dalle consulenti grottagliesi Carmen Valente e Maria Teresa Marangi.
Per ora tutto grava sulle spalle di Emilia Blasi che da sola affronta i mille problemi che un’azienda agricola comporta, tra i quali anche quelli commerciali per vendere la produzione.
In questa stagione il raccolto di uva da tavola “Vittoria” e “Reginone” dovrebbe essere complessivamente di 250 quintali, una produzione di eccellente qualità sia nella dimensione che nell’aspetto esteriore, la prima in Italia prodotta con le tecniche dell’agricoltura organica rigenerativa. Ecco i punti vendita in cui è possibile trovare l'uva da tavola naturale:

1) PerLa Sorgente via Giotto a Grottaglie 
2) Pascar S.r.l. in tutti i punti vendita della provincia di Taranto.
3)"L'angolo della frutta" a Fragagnano - sulla via Ta-Le n.15Ecco il "Parla con me" dedicato a Emilia Blasi, 20 minuti circa tutti da ascoltare e vedere.

Tra i tanti problemi che attanagliano la nostra Grottaglie ce n'è uno che non sta portando sonni tranquilli a tanti genitori di ragazzini in età di scuola secondaria di primo grado, in particolare per quei ragazzini che già nell'anno scolastico trascorso si sono visti da un giorno all'altro, costretti a lasciare l'edificio scolastico Don Luigi Sturzo, perché isolai erano in evidente pericolo di crollo. Tanti i disagi per gli stessi ragazzi, le famiglie e ovviamente di tutto il personale docente e non. Chiuso l'anno scolatico il problema è rimasto e l'Amministrazione D'Alò, da quel famoso sgombero di marzo, sta cercando di rimediare.

Partiamo dagli ultimi eventi. In pieno agosto la dirigente della Scuola Secondaria di 1° grado Don Luigi Sturzo prof.ssa Patrizia Di Lauro, come un capitano di lungo corso di una nave importante, di colpo prende atto che la sua "nave" era strutturalmente debole e la vede naufragare nel nulla a causa di una capitaneria di porto (il Sindaco) poco tempestiva, mentre le sue classi sono disperse ( in tutta la città) in scialuppe di salvataggio a vantaggio di altre scuole del territorio. Di seguito la conferenza stampa che ha avuto luogo lo scorso 12 agosto a Palazzo di Città a Grottaglie.

Cominciamo con la storia di questo edificio scolastico. Con le precedente amministrazioni, il plesso di via Don Sturzo, è stato destinatario di un finanziamento, per l’eliminazione di dispersioni termiche, sostituzione degli infissi ed impermeabilizzazione dei solaii, lavori ultimati da qualche anno.(foto di copertina)

L’Amministrazione D’Alò, con deliberazione di giunta il 26 Giugno 2018 ( 14 mesi fa, sic) avvia la procedura per “Adeguamento strutturale ed impiantistico della Scuola Secondaria di 1° grado Don Luigi Sturzo necessario ai fini del rilascio del certificato di agibilità”, nel corpo della delibera viene evidenziato dall’Ingegnere Marcello Basile, professionista incaricato del progetto di fattibilità, quali saranno le tipologie dell’intervento strutturale da realizzare, nello specifico" interventi di consolidamento statico dei solai con interventi con fibre di carbonio e/o acciaio, l’’adeguamento degli impianti elettrici, antincendio, termici, igienico sanitario….”
Ma il sindaco ad anno scolastico ormai avviato, a 9 mesi dalla delibera del 2018, interviene d’urgenza con ordinanza n.56 del 30 Marzo2019, provvedimento di carattere contingibile ed urgente di chiusura provvisoria della scuola secondaria di primo grado di Grottaglie plesso “don Luigi Sturzo”, per pericolo di crollo di una porzione del solaio di copertura di un’ala dell’edifico, le classi vengono trasferite nel liceo di via Pisanelli per lezioni pomeridiane, si assicura l’utenza (paziente ma molto preoccupata) che la scuola riaprirà a settembre, e per questo le iscrizioni dei nuovi alunni delle prime classi, al plesso Don Sturzo vengono regolarmente accettate dalla dirigente Di Lauro.

Fine luglio la perizia sulla scuola "Don Sturzo" è stata depositata, con parere negativo sulla messa in sicurezza dei solai della scuola, il Sindaco decide di rimodulare le attività scolastiche dei tre Istituti Comprensivi destinando le 19 classi della scuola "Don Sturzo" in questa ripartizione:
6 classi alla Pignatelli; 6 alla classi De Amicis;  5 classi alla scuola "Don Bosco";  2 classi nella sede del Liceo Moscati in Piazza Regina Margherita.
Fin qui parrebbe tutto bene, ma così non è, molti ricorderanno  la “battaglia” per la sopravvivenza dei tre Istituti Comprensivi, quando uno dei collegi docenti delle tre scuole si esprimeva contro l’accorpamento della “Pignatelli” alla “De Amicis”, e quando l’ex dirigente della “De Amicis” si batteva per conservare i due corsi di Scuola Secondaria di 1° grado ( scuola media annessa), mentre la “Pignatelli” si svuotava di alunni e il plesso per diversi anni rimaneva con aule vuote si vociferava di 7-8 classi. La soluzione scelta, nonostante l'evidente calo demografico, fù la sopravvivenza dei tre comprensivi con relativa dirigenza.
L’Amministrazione D’Alò con l’anno scolastico ormai alle porte, decide di non concedere più i due corsi alla “De Amicis”, e quindi la “Pignatelli” implementa le nuove iscrizioni alla pari della “Don Sturzo. Ma ecco la tegola, è il caso di dire che cade sulla situazione scolastica dell'edificio scolastico don Sturzo, che non riaprirà i battenti per questo  inizio anno scolastico 2019-20 per problemi statici.
Questa è la situazione attuale.
Quindi la decisione del Sindaco di destinare le 19 classi della scuola "Don Sturzo", 6 classi alla Pignatelli , 6 alla classi “De Amicis”, 5 alla scuola "Don Bosco", 2 nella sede del Liceo Moscati in Piazza Regina Margherita, comporterà non poche difficoltà logistiche per i genitori e per i docenti. I genitori avranno i figli in sedi didattiche la cui dirigenza sarà diversa, e quindi per ogni esigenza i genitori dovranno fare i “piccioni viaggiatori” da una sede all’altra, per i docenti sarà anche peggio, i quali dovranno spostarsi da via Campobasso-via Calò-via Pellari-piazza Regina Margherita per svolgere il proprio servizio.
Come non è trascurabile tener conto del dissolversi della comunità scolastica della “Don Sturzo” con conseguente venir meno di una continuità didattica, di luogo di appartenenza, dettagli di non poco conto ai fini del rendimento scolastico dei ragazzi.
Altro fatto è la sede dirigenziale vacante della “De Amicis”.
Quindi allo stato delle cose, preso atto della chiusura della “Don Sturzo che la sede dirigenziale della “De Amicis” è vacante. Alla luce dell'evidente calo demografico in cui è evidente che i tre istituti comprensivi sono ormai troppi,  la dirigenza della “Don Bosco” è “monca” (in cui è inclusa la “Don Sturzo”)
In attesa della conclusioni dei lavori al plesso di via Don Sturzo, logica e saggezza vuole e per evitare disagi alle famiglie, ai ragazzi ed ai docenti si potrebbe, o meglio chi di dovere, accorpare in un unico Istituto Comprensivo la “Don Bosco “ e la “De Amicis”, assegnando un unica dirigenza. Questo per consentire agli alunni delle prime classi, destinate alla “Pignatelli” di essere accorpati giuridicamente alla stessa, trasferendo le iscrizioni dalla “Don Bosco” appunto alla “Pignatelli”. Questo consentirà ai ragazzi di poter concludere il ciclo di studio nel triennio, in una comunità scolastica propria, luogo fisico e non solo, in cui riconoscere nel tempo l’appartenenza identitaria. Anche per  il corpo docente pensare ad un accorpamento alla “Pignatelli”, evitando agli stessi di peregrinare per la città tra da via Campobasso, via Calò, via Pellarie e piazza Regina Margherita.
Ovviamente tutto questo  con l’intervento indispensabile dell’Ufficio Scolastico di competenza.

 

Ieri a Grottaglie, nella mia Grottaglie! è stata scritta una pagina nera sulla storia della gloriosa Città delle Ceramiche. Uno scenario a cui noi tutti eravamo abituati a vedere e a godere, entrando da uno degli ingressi principali della Città, ora non lo vedremo più, il Sindaco ha deciso a stretto giro, velocizzando la sempre pachidermica burocrazia, ma in questo caso di una solerzia disarmante, di abbattere gli oltre 70 pini monumentali, a nulla sono valse le proteste di un gruppo di cittadini, a nulla è servito l'abbraccio in lacrine di una giovane ventisienne grottagliese al primo albero condannato a morte. A niente è valso l'intervento dei Carabinieri forestali, che una volta guardate le carte non hanno potuto che dare il consenso all'albericidio. Sono state tentate tutte le azioni, il Sindaco è andato avanti come un carrarmato, incurante delle proteste, comanda lui, e per giggionare i presenti, si presenta festante sul luogo del grande misfatto ambientale, perché di questo si è trattato,  con i cestini della prima colazione, caffè e cornetti per tutti, come a dire: "Mo ciucciatevi sto calzino! tanto ho vinto io."

Gli alberi sono stati tagliati, i più belli divelti, sdradicati e privati della chioma sono stati portati in chissà quale villa o parco. Tutto il resto caricato velocemente sempre  sui camion e consegnato il materiale legnoso a chi l'ha acquistato per fare materiale per la coibentazione in edilizia e magari anche pellet. Di certo non è stato buttato. Grottaglie ieri ha perso un enorme patrimonio ambientale, e non è la prima perdita di natura ambientale, questa rimane la più evidente perché faceva da cornice ad un ingresso cittadino niente male, anche se tenuto in modo pessimo, senza cura, pulizia e manutenzione. Va ricordato che quei pini facevano parte di un percorso doppio che partiva dal ponte della ferrovia più o meno per arrivare alla piazza del monumento ai caduti,ogni albero ricordava un caduto partiano in guerra. E ieri a lottare per quegli alberi, pensate un po' c'erano anche due cittadini dichiaratamente di destra, questo per sottolineare, qualora ce ne fosse bisogno che la battaglia era di natura ambientale e paesagistica. Chi ieri l'ha voluta buttare sul colore partitico ha preso un'enorme cantonata.

Sempre ieri i siamo stati testimoni della massima rappresentazione dell'arroganza del potere, decisionismo autoritario, oltre al fatto che un Sindaco sia sceso così in basso nel criticare l'unica giornalista presente che ha documentato tutte le fasi della protesta, una giornalista libera, la sottoscritta,  di parte sicuramente, lo posso dire senza alcun timore, ero dalla parte degli alberi che andavano salvati, ho urlato contro questa macroscopica ingiustizia, l'argomento eradicazione dei pini sarebbe dovuto essere oggetto di confronto tra addetti ai lavori, e non mero braccio di ferro politico da parte di questa Amministrazione che è stata eletta a furor di popolo a cui  era stata promessa trasparenza, partecipazione, cambiamento, nulla di tutto questo, anzi, un cambiamento c'è stato: ma in peggio!

Era il 2 maggio del 2016, l’oggetto dell’incontro “Aeroporto di Grottaglie prossima apertura ai voli civili”, ieri 3 agosto 2019, “Piano di sviluppo” sempre dell’aeroporto Arlotta, come diventerà nel giro di 10 anni e naturalmente apertura ai voli civili.

La foto (a sinistra) emblematica di 4 anni fa è il solito tavolo dei relatori con Michele Emiliano, da una anno Governatore della Puglia, al suo fianco l’allora Sindaco di Grottaglie Ciro Alabrese dal solito aspetto da ottimista (sic), nello sfondo si intravede un Michele Mazzarano e altri protagonisti. Mentre nella ormai rituale passerella, però con tanto di slides atte a certificare che a questo giro non si scherza, una più nutrita marea di “officianti”, lo stesso Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che ha condotto la Conferenza stampa e una miriade di relatori, dai vertici dell’AdP, l’assessore Borraccino, il Sindaco di Taranto (padrone di casa), i Sindaci di Statte, Monteiasi, Carosino, mancava solo il Sindaco di Grottaglie questa volta, il quale con un annuncio social a sorpresa, ha detto, poche ore prima della conferenza stampa che non avrebbe partecipato all’evento storico. Pare perché non gli sia andata giù la scelta del luogo in cui si sia svolta la conferenza stampa, il Salone degli specchi del Palazzo di Città di Taranto, padrone di casa Melucci.
Partendo da questa assenza non giustificata ufficialmente, ma solo voci ufficiose che a dire la verità non hanno interessato più tanto i numerosi partecipanti alla conferenza stampa, val la pena però evidenziare che al di là delle ragioni, se giuste o sbagliate che siano, dell’assenza del Sindaco della Città a cui appartiene l’aeroporto (sic), il Sindaco D’Alò avrebbe dovuto comunque partecipare ed esternare al momento opportuno il suo vibrato disappunto, perché come spesso viene detto di chi diserta una riunione importante/istituzionale, che non partecipando commette due errori, uno verso la gente che rappresenta (circa 34 mila grottagliesi) e l’altro verso gli organizzatori dell’incontro che se anche hanno commesso evidenti errori, automaticamente passano dalla parte della ragione e chi diserta ha sempre torto. Detto ciò passiamo alla vera questione che vorremmo snocciolare in questo APERTAMENTE.
Sabato 3 agosto, come già accennato, solito copione o quasi con carrellata di politici che hanno sfilato per spiegare quanto siano stati bravi a rastrellare i fondi per potenziare l’Aeroporto dalla storia infinita, che vive di gioie, illusioni per poi ricadere nell’oblio o quasi, storia ciclica che ormai appassiona sempre meno gente.
Bella ieri l’illustrazione fatta in slides dall’ingegnere D’Andria, da cui abbiamo appurato che ci sarà una nuova aerostazione con tutti i comfort. Guardando quelle slide non si poteva non gioire, il pubblico delle grandi conferenze stampa c’era tutto, ma a un certo punto sarebbe stato bello che qualcuno avesse chiesto, ma il tempo sicuramente non sarebbe stato sufficiente per le risposte: cari presentatori di questo piano di sviluppo, cari politici (illuminati?), ma è stata fatta un’analisi preventiva dell’esigenza da soddisfare? Su cosa si basa il piano di sviluppo dell’Aeroporto Arlotta? O come già accaduto 4 anni fa, si tratta dei soliti sogni o meglio di “pastura” da lanciare ai potenziali elettori? A giudicare da quello visto ieri sabato 3 agosto 2019, durante l’affollata conferenza stampa, l’argomento non pare sia stato affrontato con la dovuta serietà e professionalità. Ad esempio si è parlato di voli di aerei in un contesto nel quale è dimostrato che a partire di merci e persone trasportate gli aerei inquinano di più, non a caso nei Paesi più sensibili alle problematiche ambientali si sta pensando ad una limitazione del traffico aereo e qui da noi si parla di incremento! Inoltre dove sono i collegamenti veloci da Taranto al resto d’Italia che facilitino il trasporto delle merci che arriveranno al porto? Oppure quanti passeggeri si prevede che transitino da Grottaglie per giustificarne il potenziamento? Insomma ci sarebbe piaciuto assistere a un piano particolareggiato, con proiezioni serie di sviluppo, di cattedrali nel deserto non ne abbiamo bisogno, abbiamo bisogno di persone/politici illuminati, che abbiano un “vision” di quello che il nostro territorio sarà tra 10, 20, 30 anni e più, basta con le visioni elettorali, la gente non ci casca più, e non crede nemmeno più agli asini che volano, il popolo ha bisogno di concretezza di studi seri di fattibilità, ben vengano le ZES, ben vengano i nuovi gestori del porto mercantile, ma se non procediamo ad uno sviluppo serio e concreto dell’intermodalità, non andremo da nessuna parte. Come si può pensare ad una aerostazione nuova di trinca, quando non abbiamo una stazione ferroviaria decente, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una Città come Grottaglie che vive di agricoltura, arte e artigianato, con un quartiere delle ceramiche unico al mondo che sorge a due passi dalla stessa stazione ferroviaria abbandonata da decenni nel completo degrado. Cominciamo con i collegamenti di superfice, attivando in tutta fretta i cantieri e basta con le parate elettorali, ormai tutti sappiamo come si “monta la panna” a suon di slide e quant’altro. Purtroppo la gente contemporanea ha una buona memoria e non si fa più affabulare dai pifferai magici, ma chiede a gran voce i fatti che come al solito tardano a venire e quindi si assite ad  un’accelerata solo in concomitanza di appuntamenti elettorali, quando cioè si stanno costruendo le alleanze, allestendo le liste e le “gelosie” fanno registrare “picciose” assenze. Ma così non andremo da nessuna parte, altro che volare!

Potenza - Il Segretario di Stato Vaticano, S. E. R. Cardinale Pietro Parolin, lo scorso 6 Luglio, è stato in visita nella città di Potenza per la Festa di “Avvenire”, giornale della CEI. L’alto Prelato della Santa Sede, è stato ospite di S.E.R. Monsignor Salvatore Ligorio, Arcivescovo Metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, dove ha potuto raccogliersi in preghiera nella cappella privata, appena ultimata nel suo allestimento, la quale può essere definita, senza alcuna smentita, un vero scrigno d’arte ceramica. Un’arte preziosa e fuori dall’ordinario, uscita dal grande talento dell’architetto/restauratore/scultore, il grottagliese Francesco Carbotti. In questa piccola cappella ubicata nella residenza arcivescovile di Potenza, adiacente alla Cattedrale di San Gerardo, il Cardinale Parolin è rimasto molto colpito dalla tavolozza cromatica dei bellissimi manufatti in maiolica “Robbiana” (il crocifisso, il tabernacolo e le lampade a corredo), tutti realizzati oltre che con smalti e vernici dalle colorazioni originali anche con preziosi lustri in oro e platino. Il noto artista grottagliese è stato ricevuto in privato dai due alti Prelati proprio nella cappella privata, dove ha illustrato le tecniche di lavorazione di questi manufatti unici ed irripetibili, perché come si confà ai grandi talenti anche il Carbotti non si ripete.
Di Francesco Carbotti, il Cardinale Parolin ha voluto sapere non solo dell’attività artistica ma anche di quella professionale; del restauro della magnifica Masseria Antoglia, in agro di Villa Castelli, per la quale si è ottenuto il Parere della Soprintendenza ai Beni architettonici per i lavori del secondo lotto, da parte del Soprintendente Arch. Maria Piccarreta e del Funzionario, Responsabile del Procedimento, Arch. Carmelo Di Fonzo.
Ovviamente, l’Arcivescovo Ligorio, ha raccontato di lui molte cose e di quello che bolle in pentola, infatti, nei prossimi mesi, quattro mastodontiche opere, sculture in maiolica “Robbiana” e terracotta invetriata con lustri oro e platino, troveranno la loro collocazione in una struttura di rilevanza mondiale. Così come di un busto in maiolica bronzata, ultima opera appena completata, del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nella quale, il Carbotti, fa emergere la straordinaria statura morale, prima dell’uomo e poi del Generale dell’Arma dei Carabinieri, dell’integerrimo servitore dello Stato, ucciso dalla mafia insieme alla moglie e al suo agente di scorta, tra le più straordinarie personalità che il nostro Paese abbia mai avuto.

Grottaglie - Metti una sera di inizio estate, una terrazza di uno studio, nel cuore del Quartiere delle Ceramiche,  di un giovane architetto, ceramista e scultore Vincenzo Del Monaco, figlio del compianto maestro Orazio, un panorama mozzafiato sullo stesso  Quartiere delle Ceramiche, unico nel suo genere, ci aggiungi un vino speciale della Cantina Oreste Tombolini, vitivinicultore per passione, Brandisio vendemmia 2013 e una cinquantina di amici a cui offrire un calice di vino descritto con amore e passione dal suo produttore e la magia è fatta! Una serata basata sull'autenticità della materia plasmata coniugata a quella del vino degustato, unici entrambi e irripetibili in un compendio multisensoriale, filo rosso dell'evento in terrazza. La serata è stata allietata anche dalla perfomance  (video) del maestro torniante Franco Quaranta che ha creato forme in argilla contenitori per  vino e acqua come la charla (caraffa) e lu vummile (grande bottiglia).

Poco più di un'ora per raccontare e assaporare un vino che esalta la percezione olfattiva e quella del gusto facendo fare un viaggio multisensoriale nella qualità di un vino senza ritocchi e alchimie, un vino che dal "cippone"(pianta) al calice compie, assecondato dal suo produttore, un cammino naturale senza forzature ma con un'attenta lavorazione fatta di studi e sperimentazione, aiutato da una dottoressa del Centro di enologia di Asti, da uno scienziato (fisico), che ha suggerito all'ammiraglio prima e vitivinicultore oggi, la musicoterapia in bottaia con la somministrazione dei canti Gregoriani che ne esaltano le proprietà organolettiche di vino primitivo frutto della lavorazione di uve rinvenienti da antichi vigneti di proprietà in zona Primitivo di Manduria (triangolo Carosino-Fragagnano-Monteparano)

Si è trattato di una serata all'insegna del Tempo trascorso per degustare, toccare con mano e guardare con occhi stupiti la Materia (l'argilla e non solo), fatta forma dal giovane e gentile padrone di casa Vincenzo Del Monaco che ha aperto la sua "Bottega Del Monaco" per farla conoscere a una Grottaglie, dove ha sede il Quartiere Ceramico più bello del mondo che non conosce o conosce poco questo artista che sta crescendo e come spesso accade è più conosciuto e apprezzato fuori dal proprio luogo di nascita che nella propria comunità in cui  opera con passione, dedizione, senza clamori eccessivi e lontano da qualsiasi protagonismo effimero.

La serata di ieri è stata la prima di una serie che Vincenzo Del Monaco ha in animo di organizzare, creando piccoli eventi che avranno come filo conduttore "Tempo, Materia, Gusto" e come si usa dire nel gergo cinematografico "buona la prima!", una splendida serata in cui è partito un  viaggio multisensoriale che principiava  con l'ingresso allo studio attraverso via Santa Sofia, nel cuore del Quartiere, pochi gradini un citofono e una porta in ferro pantografata con il logo "Bottega Del Monaco" che si apre dopo aver suonato e nella breve attesa, alzando lo sguardo sulla destra della porta, in alto non si può non notare  un cubo in vetro ancorato al muro in cui campeggia una scultura in ceramica di Vincenzo, da qui già si ha la percezione che l'arte non può non avere il  suo ruolo predominante grazie a un talento innato, quello di Vincenzo che ha sicuramento ereditato dal padre Orazio, ma che studi seri  ed appropriati di architettura, oltre a laurearlo Architetto, lo hanno affinato ancora di più come artista.

Aperto il pesante portoncino in ferro, si accede allo studio attraverso una scala con pareti tinteggiate di azzurro cielo e superata la rampa ci si introduce in una studio/ sala espositiva,  dove la forza creativa, l'arte ceramica e la scultura in un caledoscopio di forme e colori si staglia davanti agli occhi e da qui comincia un bombardamento di energia pura, la materia declinata in tante forme geomeriche e dove alle pareti troneggiano anche quadri del papà Orazio, esposti su parallelepipeti sculture in bronzo, in pietre varie e tante di forme in ceramica e anche in porcellana materiale molto caro a Vincenzo di cui ne fa largo uso nel modellare stoviglierie di pregio per resort e ristoranti extra lusso, le originali forme vengono progettate grazie anche all'apporto di chef di altissima caratura e fama nazionale ed internazionale. Una grande stanza dove ci si perde e dalla quale non si vorrebbe uscirne mai perché tanta energia promana ai suoi visitatori.

Per  andare in terrazza si passa attraverso un ballatorio in ferro con scaletta  da una parte per scendere  nel laboratorio sottostante,  dove Vincenzo  Del Monaco crea, due forni ( uno per l'argilla e l'altro per la porcellana) e tanti tavoli dove la materia prende forma e diventa oggetto di grande pregio. Finito il giro della Bottega i gentili ospiti sono stati introdoti sulla terrazza con un panorama mozzafiato e dove li attendeva un'altra percezione sensoriale, il Gusto ma del vino vi ho già parlato e che dire prosit e alla prossima su questa bellissima terrazza, dove Vincenzo, come su scritto,  ha in animo di dar vita a eventi culturali e multisensoriali.

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