Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Giovedì, 22 Febbraio 2018

Il Convegno della Magna Grecia di Taranto è l’incapacità culturale di una città assente dalla progettualità degli eventi. Ma l’Istituto con quali fondi si gestisce?

Siamo alla solita demagogia. Al grido: Siamo stati “scippati”. Non è così. La questione relativa al mancato finanziamento del Convegno di Studi per la Magna Grecia di Taranto apre una nuova polemica. Non ho mai gradito le interpretazioni populiste per affrontare qualsiasi problema. Bisogna aggiornarsi suoi nuovi moduli culturali. 

Credo che sia necessario entrare nei radicamenti di una chiave di lettura. Potrei politicamente avvantaggiarmi di un tale aspetto, (perché io non mai cambiato casacca), ma voglio ragionare da tecnico e da persona che fa parte di diverse commissioni per la valutazione di progetti inerenti attività convegnistica e culturale in senso lato.
Attenzione! Il Convegno non è stato finanziato. E l’Istituto con quali fondi vive? Con quelli del Mibact?
Non bisogna parlare come ennesimo scippo. Non è uno scippo. Cosa significa “scippare”? Taranto dal 1960 in poi ha sviluppato i suoi Convegni e ogni anno, almeno dal 1980, si è minacciato di trasferire il convegno altrove per mancanza di finanziamenti.
D’altronde le Università cosa ci stanno a fare?
Credo però che il problema sia di altra natura sulla quale più volte mi sono soffermato toccando con mano i vari aspetti. La verità concreta è la mancanza di un Progetto culturale di una Taranto Mediterranea, e se si vuole di una Taranto che sappia guardare al bene culturale con modernità. È nella ragione dei cambiamenti.
Taranto ha bisogno di un articolato Progetto CULTURA. Fino a quando esisterà la EPISODICITA’ non ci sarà la visione progettuale. Mi si dirà che il Magna Grecia Convegno non è episodico, ma è un appuntamento annuale. Verissimo. Ma da Ottobre a Settembre di ogni anno quali sono gli appuntamenti di rilievo (mi riferisco ad eventi che possano chiamarsi tali) che portano Taranto ad essere considerata Città di eventi nazionali?
Il “populismo” è qui. Non mi va di suscitare polemiche. Ma la CULTURA sul piano del Progetto non si dà con conferenze, incontri di gruppi, piccole manifestazioni. Si fa con delle Idee portanti e non con attività di giro.
Si pensi persino agli incontri nelle scuole. Sono incontri di giro e non iniziative originali che possano richiamare l’attenzione sulla città dal punto di vista innovativo e unico.
Soltanto inventandosi una Idea prospettica in termini di circolazione di processi culturali è possibile uscir fuori da una quasi “ghettizzazione” culturale della città. Nessuno potrà poi scipparla. Troppe parole e nessun EVENTO.
Questo è il dramma.
Il convegno deve rientrare nella visione progettuale e non in un appuntamento annuale. Si veda il Progetto CULTURA di Cosenza. Una città che ha fatto del suo Corso Mazzini, centro di Cosenza, un museo a cielo aperto e con una Biblioteca che è Centro internazionale di Collezione e ogni sera crea appuntamenti.
Ma a nessuno è venuta l’idea di chiedere di trasformare la Biblioteca Acclavio in Biblioteca Nazionale?
A nessuno è venuta l’idea di creare una Taranto Mediterranea permanente come Via del Mito?
A nessuno è venuta l’idea di creare un Parco Letterario (pur avendo importanti poeti e scrittori, sempre ostacolato quando proposi un Parco Letterario Viola - Carrieri) con proiezioni nazionali ed europee.
A nessuno è sorto il pensiero di far risorgere un Magna Grecia Festival con una fondamentale unicità.
I gemellaggi con città greche o Mediterranee non possono concludersi in una serata di festeggiamenti e punto.
L’Università non è quella che avremmo voluto: laboratorio di promozione eppure si insiste su una tipologia che alla città non offre prospettive.
Non possiamo accorgerci dei fallimenti dando responsabilità ad altri, pensando sempre di essere “scippati”.
Ma da cosa?
Se la politica manca non dovrebbero mancare gli intellettuali.
È vero che il suicidio della politica ha portato all’omicidio della cultura. Ma invece di protestare post, si dia un incipit alla Cultura. Le attività culturali, anche legati ad una forte scientificità, vanno trasformati in riferimento ad un modello di società che cambia, che è cambiata, con articolati elementi universali.
Si ragioni di un Progetto Cultura complessivo e “provvidenziale”. Nessuno scipperà nulla.
Il Convegno, cambiando vestito e aggiungendo professionalità, ritornerà come modello propedeutico di una attenzione più interessante e più vasta, non solo scientifica ma anche antropologica nella comprensione dei nuovi modelli dei saperi. Ma bisogna cambiare modello di gestione, inserire capacità progettuale innovativa e basta con la retorica di quando eravamo bravi e belli nel 1960.

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Un eccezionale interclub rotariano si terrà venerdì 23 a Taranto per celebrare il Rotary Day, ovvero il 113° anniversario dell’istituzione del Rotary (1905). 

L’interclub, che inizierà alle ore 20,30 al Circolo Ufficiali di Marina, vedrà per la prima volta insieme tutti i sette Rotary Club della provincia di Taranto, ben tre governatori distrettuali e, come relatore, uno dei massimi esponenti del Rotary internazionale, Francesco Arezzo, odontoiatra ragusano nominato Board Director per i prossimi due anni rotariani.
L’evento, che si svolgerà al Circolo Ufficiali di Marina (riservato ai rotariani) è organizzato dal Rotary Club Taranto Magna Grecia, con presidente Roberto Giua. Condividono l’iniziativa gli altri sei club Rotary operanti in provincia e cioè il Club di Grottaglie con presidente Mauro Roussier Fusco, il Club di Manduria con presidente Paola Silvestri, il Club di Martina Franca con il presidente Massimo De Luca, il Club di Massafra con il presidente Luigi Salvi, il Club di Riva dei Tessali con presidente Luigi Severini, il Club di Taranto con presidente Girolamo Catapano Minotti.
Come accennato, saranno presenti i governatori Gianni Lanzilotti (Puglia e Basilicata), Luciano Lucania (Campania e Calabria) e Andrea pernice (Milano).
Il tema della conferenza di Francesco Arezzo sarà: "Il Rotary di oggi verso il futuro".

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In occasione della Seconda edizione della competizione letteraria, il Presidio del libro ha proposto lo scrittore Filippo LA PORTA quale candidato al Premio, letterario “A. Leogrande” con il suo: “Canone 2030”, Damiano Ed. 2017.
I Presìdi del Libro dedicano il Premio annuale istituito dall'Associazione ad Alessandro Leogrande, scrittore tarantino prematuramente scomparso lo scorso 26 novembre. Tale competizione è finalizzata alla premiazione dei migliori libri di autori italiani e delle migliori motivazioni dei lettori pugliesi, con due premi: Libro dell’anno e Lettore dell’anno.
È l’unico premio letterario in cui sono i lettori i protagonisti: sono stati loro, attraverso i gruppi dei Presìdi pugliesi, ad aver scelto, entro la fine di novembre 2017, il libro da candidare. Ogni Presidio ha scelto tra tutti i libri di autori italiani – pubblicati da settembre 2016 a settembre 2017 – senza limitazione di genere, dai libri per ragazzi a quelli per adulti, dai romanzi alla saggistica.
Tra gli obiettivi del Premio c’è quello di riavvicinare i lettori in libreria e in biblioteca. Pertanto, nei circa 100 seggi, che verranno allestiti in tutta la Puglia, chiunque sarà chiamato a votare compilando l’apposita scheda.
Hanno aderito all’edizione 2018 del Premio 50 Presìdi con sede in Puglia, candidando 41 titoli italiani, i cui autori in occasione dei prossimi 23 e 24 febbraio, giorni durante i quali sono previste le votazioni, sono stati invitati dai Presìdi per presentare la loro opera ed incontrare i lettori pugliesi. Le votazioni avverranno in seggi allestiti in librerie, biblioteche e scuole di Puglia.
A Grottaglie il critico letterario e scrittore Filippo La Porta ha incontrato i suoi lettori Domenica 18 febbraio nella Biblioteca Civica “G. Pignatelli” e Lunedì 19 presso le scuole: Liceo Artistico “V. Calò” e I.C. “F.G. Pignatelli” ed interloquito con loro sulle sue opere, al fine di conoscere più da vicino la sua personalità e il suo stile letterario.
Si è discusso della letteratura italiana contemporanea, tema, questo, oggetto del libro “Canone 2030”, Damiani Ed., 2017, candidato al Premio, introdotto e curato da La Porta. In esso 12 scrittori e un filosofo esprimono giudizi e considerazioni su autori ed opere della letteratura italiana contemporanea, provando così a configurare un “canone letterario” possibile.
Ne viene fuori un affresco – assolutamente incompleto -, se si vuole discutibile per ogni lettore, naturalmente, ma originale e interessante. Con altri due bei libri di La Porta si discuterà anche di lingua italiana (“DI CHE COSA STIAMO PARLANDO?”, Damiani Ed, 2017) e di etica (IL BENE E GLI ALTRI. Dante e un’etica per il nuovo millennio, Bompiani, 2018).
Il 23 e 24 febbraio i seggi a Grottaglie, ove chiunque potrà recarsi a votare, saranno allestiti presso:
• Libreria “La Casa del Libro” Via Trieste;
• Biblioteca Civica “G Pignatelli” omonima via al civico n. 5
• Liceo Artistico “V. Calò”
• I.C. “F.G. Pignatelli”
Venerdì 23 (dalle ore 16.00 alle ore 18.00) e sabato 24 febbraio (dalle ore 10.00 alle ore 12.00) pp,vv., tutti coloro che vorranno partecipare a scegliere il Libro dell’anno tra i 42 candidati, potranno recarsi presso il nostro Istituto Comprensivo, “F.G. Pignatelli”, plesso Scuola Secondaria (Via Campobasso n. 4) e votare. Nella giornata di sabato 24 sarà presente, durante le operazioni di voto, il dott. Mauro ROUSSIER FUSCO, Presidente Rotary Club di Grottaglie ed interverrà la giornalista Lilly D’Amicis al fine di documentare i momenti più salienti dell’evento.
Tutte le informazioni, comunque, sono disponibili sul sito www.presidi.org o sulla pagina facebook dei Presìdi del libro; il sito repubblica.it per tutta la settimana corrente trasmette la pubblicità con un banner; la pagina intera verrà pubblicata, con tutti gli incontri realizzati e in corso di realizzazione, sui seguenti quotidiani: Corriere del Mezzogiorno, Gazzetta del Mezzogiorno, Repubblica Bari, Epolis e Il Nuovo Quotidiano di Puglia.
Il Libro dell’anno sarà promosso nei circuiti della grande rete dei Presìdi del libro (più di 60 in tutta la Puglia). Il Lettore dell’anno, invece, ovvero colui che avrà convinto il Consiglio direttivo dell’Associazione per la migliore motivazione espressa in occasione del voto, vincerà una valigia con dentro le copie di tutti i libri candidati e un viaggio al Salone del libro di Torino.
La Premiazione del Libro dell’anno e del Lettore dell’anno è prevista per l’aprile 2018.

 

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Il servizio di protezione civile regionale ha dichiarato la fase operativa dell’attenzione, livello di allerta arancione, dalle ore 00 del 23 febbraio e per le successive 24 ore.

Il rischio atteso è Idrogeologico, Idrogeologico per temporali e vento

Evento previsto:

Precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Puglia, con quantitativi cumulati da moderati ad elevati.

Incremento dei livelli idrometrici aste fluviali principali e secondarie.

I fenomeni saranno accompagnati da frequente attiività elettrica e forti raffiche di vento.

Si raccomandano le norme di auto protezione:

non sostare in locali seminterrati;

prestare attenzione agli attraversamenti di sottovie e sottopassi;

evitare le zone esposte a forte vento per il possibile distacco di oggetti sospesi (impalcature, segnaletica, ecc.) e di caduta di oggetti anche di piccole dimensioni relativamente leggeri;

non sostare lungo viali alberati per possibili rottura o distacchi di rami;

prestare attenzione lungo le zone costiere e in presenza di mareggiate evitare la sosta su moli e pontili;

in caso di fulmini evitare di sostare in vicinanza di zone d’acqua e non portare con sè oggetti metallici.

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Ammonta a oltre trentamila metri quadrati di superfici, coperte e scoperte, per un valore di circa 3 milioni di euro il trasferimento a titolo gratuito dei beni immobili dall’agenzia del Demanio al Comune di Taranto.

Questo pomeriggio a Palazzo di Città con la formalizzazione del passaggio definitivo attraverso la procedura del federalismo demaniale il Comune è entrato in pieno possesso dei beni. A sottoscrivere l’atto il sindaco, Rinaldo Melucci, e il Direttore Regionale Puglia e Basilicata dell’Agenzia del Demanio, Vincenzo Capobianco. In particolare sono stati trasferiti al patrimonio immobiliare del Comune di Taranto 35 appartamenti in Via Cesare Battisti, un appartamento in via Abruzzo, in zona centrale di Taranto, un ristorante alla discesa Vasto, nella città vecchia di Taranto con affaccio sul canale navigabile, una struttura turistico-ricettiva in località San Vito, l’ex carcere militare in Via Pupino attualmente utilizzato per fini sociali, l’ex batteria militare Galeso, destinata a centro di educazione ambientale, tratti di strada e marciapiedi. Gli immobili oggi trasferiti rappresentano soltanto una parte di quelli richiesti dal Comune e per i quali l’Agenzia del Demanio ha già rilasciato parere positivo. Alla formalizzazione dell’atto di trasferimento erano presenti anche l’Assessore al Patrimonio, Francesca Viggiano, il Dirigente della Direzione Patrimonio, Michele Matichecchia, il responsabile della Direzione del Patrimonio, Maria Mazza e il responsabile dell’Agenzia del Demanio con competenza su Taranto, Luisa Scarpa. “Talune unità abitative- spiega l’assessore Viggiano- sono già in utilizzo, pertanto costituiscono per l’Ente un aumento del patrimonio immobiliare; per altre abbiamo dei progetti del cuore. La prima casa, infatti, sarà consegnata al più presto alla famiglia di una bimba che ha sofferto già tanto e che hanno preso in carico le diverse direzioni e gli assessori dell’Ente per proprie competenze. Sugli altri immobili, laddove esiste già una progettualità attiva, come nel caso dell’ex carcere sede di comunità di recupero, non intendiamo modificare gli assetti esistenti che costituiscono già un patrimonio immateriale latu sensu del Comune di Taranto; sugli altri abbiamo invece delle progettualità".
Intanto, sono in corso su questi ulteriori beni operazioni catastali che saranno concluse a breve e che permetteranno di procedere con ulteriori trasferimenti alla città.
“Non vediamo l’ora, infatti, che venga consegnato l’ex convento dei Celestini , ossia la parte retro della struttura occupata attualmente dal istituto Paisiello per farne una destinazione sociale o culturale. Questa amministrazione- conclude l’assessore- è per l’utilizzazione partecipata e condivideremo con i cittadini e le associazione le progettualità e l’utilizzo dei beni non ancora trasferiti o utilizzati”
La procedura del federalismo demaniale e la fattiva e continua collaborazione tra Stato e territorio hanno consentito il trasferimento degli immobili che rappresentano una straordinaria occasione di sviluppo per i cittadini e per l’intera comunità locale. Poter restituire spazi verdi, luoghi da dedicare alle attività socio culturali, realizzare progetti di rigenerazione urbana rispondendo alle esigenze dei cittadini non può che creare valore economico, culturale e sociale per il territorio.
“Oggi- spiega il Direttore Regionale Puglia e Basilicata dell’Agenzia del Demanio, Vincenzo Capobianco- è una giornata importante non solo per il Comune di Taranto ma anche per l’Agenzia del Demanio perché si compiono due operazioni. Innanzitutto diamo seguito ad una legge che è del 2010 che disciplina il federalismo demaniale con la quale l’Agenzia del demanio può trasferire più di 40 beni dal patrimonio dello Stato al patrimonio del Comune di Taranto. Ed è un patrimonio che l’Ente acquisisce a titolo gratuito e potrà disporre come meglio ritiene, anche vendere. Nel solo caso di vendita dovrà restituire il 25% allo Stato. Ed è solo l’inizio! Abbiamo già dato parere favorevole anche la trasferimento di altri beni per un valore di 1 milione e 700 mila euro. Pertanto nel momento in cui il Comune è pronto per deliberare l’acquisizione, procederemo anche al trasferimento di questi altri beni.
La momento importante per noi oggi- conclude il direttore- è la sottoscrizione del protocollo di intesa che vuole al fianco del Comune per mettere al servizio della comunità tarantina la professionalità del demanio, acquisita in questi anni e finalizzata alla migliore destinazione e collocazione dei beni non solo di quelli che trasferiamo ma dell’intero patrimonio del Comune di Taranto”
Il Sindaco ha parlato di una inversione di tendenza rispetto al passato in cui si sono devolute funzioni e opportunità. “Adesso- dice il sindaco-non ci fa paura assumerci responsabilità, gestire beni o firmare i protocolli. Questo protocollo firmato oggi era un nostro obiettivo strategico per quest’anno e il Comune di Taranto è tornato a pianificare e lo fa con tutte con tutte direzioni”.

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Oggi durante una attività addestrativa programmata , un aereo AV8B PLUS ha avuto , per cause ancora da accertare, un calo di potenza in fase di decollo e ha toccato, danneggiandole, le recinzioni dell’aeroporto di Grottaglie.
Il velivolo, in via precauzionale, è rientrato in base in totale sicurezza.
Sono in corso gli accertamenti per individuare le cause dell'accaduto.

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Turismo: Cisl e Fisascat, chiederemo alla Regione un Patto per il
lavoro nel settore.

Dal convegno odierno una sola formula: lavorare tutti insieme
La richiesta di un Patto per il lavoro nel Turismo sarà formalizzato
dalla Cisl e dalla Fisascat Cisl (categoria che organizza, tra gli
altri, i lavoratori del turismo) dopo la tornata elettorale al
Presidente della Regione Puglia per dare slancio alle potenzialità
regionali sul versante dello sviluppo, dell’occupazione, del
marketing e dell’interesse internazionale che il nostro territorio
sta suscitando negli ultimi anni. Lo ha annunciato il Segretario
generale della Fisascat Cisl Puglia, Antonio Arcadio, durante il
convegno ‘Turismo di Puglia: più economia, più lavoro ……’
che si è svolto a Bari. La misura richiama quella appena messa in
campo dai sindacati e dalla Regione Liguria, e contempla bonus
occupazionali che favoriscono la costituzione di rapporti di lavoro a
tempo indeterminato o anche di carattere stagionale. Arcadio, nella
sua introduzione, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di
aiutare le imprese a rispondere al meglio al processo di
destagionalizzazione puntando sulla qualità del lavoro e sulla
indispensabile sinergia istituzionale e programmazione strategica che
sfrutti il momento favorevole del turismo in Puglia. “Recenti dati
Istat ci dicono che la Puglia si posiziona al terzo posto, dopo
Sardegna e Valle d'Aosta, nella classifica per presenze complessive,
grazie ad una crescita del 6,7% - osserva Arcadio - inoltre, con un
+11,7%, si posiziona al secondo posto in Italia per aumento di
presenze straniere, subito dopo la Calabria”. Quindi, secondo la
Cisl e la Fisascat, sarebbe importante portare a sistema tutte le
caratteristiche del turismo regionale puntando sul dialogo sociale a
tutti i livelli per ampliare quel processo virtuoso già in atto e
che determina crescita e buona occupazione. Incalzati dalle domande
della moderatrice del convegno, Annamaria Ferretti Direttora di
ilikepuglia.it, gli ospiti hanno riportato le loro esperienze a
partire da Francesco Caizzi di Federalberghi, Antonio Vasile vice
Presidente di Aeroporti di Puglia, Roberto Erario Presidente
Consorzio di Tutela del Primitivo DOP, Francesco Palmisano Presidente
Ente Bilaterale Turismo Puglia e Donato Pentassuglia Presidente IV
Commissione Sviluppo Economico e Turismo. In particolare Giovanni
Viganò, Professore dell’Università Bocconi di Milano, Master in
economia del Turismo, ha ricordato l’importanza del turismo rurale
che coniuga “ambiente, paesaggio, cultura, tradizioni lavorative e
comunità locale, tutti elementi fondanti e presenti in Puglia”.
Mentre il Direttore generale Ministero dei beni e delle attività
culturali e del turismo, Francesco Palumbo ha posto l’accento sui
“prodotti innovativi” che i viaggiatori chiedono perché “si
affacciano nuove fasce d’età, nuovi mercati e a questi vanno
offerti i servizi che si aspettano. Un legame integrato tra storia,
cultura, elementi del patrimonio culturale e ambientale e prodotti
tipici della Puglia. Pensate come in Puglia legare l’agricoltura e
il turismo possa essere un binomio vincente che possa integrare il
reddito che deriva dai lavoratori agricoli a quello che proviene dal
turismo. E’ proprio nel periodo in cui la congiuntura regionale è
positiva che bisogna avere il coraggio di fare le riforme – ha
aggiunto Palumbo – puntando sulla qualità dell’offerta se
vogliamo turisti di qualità”. Daniela Fumarola, Segretario
generale della Cisl Puglia ha sottolineato che il turismo e la
cultura di qualità devono passare da un’organizzazione “che veda
il driver di sviluppo, che come Cisl spesso richiamiamo, in
un’ottica di sistema che abbia una visone complessiva di tutta la
regione, dal Gargano al Salento, implementando le infrastrutture e
guardare alla destagionalizzazione come ad una opportunità di
crescita puntando all’enogastronomia, al turismo religioso fino al
crocierismo. Per farlo c’è bisogno di lavorare insieme, a partire
dalla Regione che, invece, non sempre guarda a fare squadra con tutti
i soggetti che si occupano di questo settore”. Durante le
conclusioni della giornata, affidate al Segretario generale della
Fisascat Cisl nazionale, Pierangelo Raineri è emerso che le
eccellenze della Puglia possono dare vita e nuovo sviluppo grazie ai
“marchi regionali che possono diventare un traino per tutto il
Paese purché ci siano delle dinamiche condivise che secondo la Cisl
passano dalla creazione di politiche territoriali da implementare tra
organizzazioni sindacali, associazioni del settore e le istituzioni
regionali e locali. Tutti dovranno contribuire alla
destagionalizzazione se si vuole percorrere la strada dell’offerta
turistica 12 mesi su 12 piuttosto che accontentarsi di singole
stagioni esclusivamente balneari. Il turismo è anche cultura,
capacità di ricettività ampia che punti ad ogni singolo fattore
dell’offerta che, oltretutto, deve diventare un’occasione di
occupazione per le giovani generazioni che hanno nuove idee e nuova
linfa”.

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Iniziativa dell’assessore alla cultura, Francesco Sebastio, per avviare un percorso condiviso e partecipato di sviluppo culturale. L’invito è rivolto a istituzioni territoriali, enti, associazioni di categoria e Comuni limitrofi per giovedì 15 marzo 2018 alle ore 10,00 alla sede dell’Assessorato alla Cultura in Palazzo Pantaleo.

Non manca nessuno nel suo elenco tra quelli che a vario titolo possono contribuire al processo di produttività culturale che non deve riguardare solo Taranto né può essere portato avanti dalle singole istituzioni o con saltuarie e disarticolate iniziative ed episodici interventi, ma richiede un approccio integrato e trasversale. L’assessore Sebastio, in tema di cultura, sostiene a buona ragione che occorre lavorare su seria ed articolata programmazione che deve necessariamente fondarsi sulla collaborazione e sulla condivisione di tutti gli enti istituzionali: la Soprintendenza di Lecce/Taranto, la direzione del MArTA, l’Università, l’Istituto Superiore di Studi Musicali Paisiello, la stessa Marina Militare, che custodisce e rende fruibili veri tesori architettonici, artistici e naturalistici, fra i quali rientra non solo, come è ovvio, il Castello Aragonese, ma anche la zona dell’Arsenale destinata ormai a museo di archeologia industriale, l’isola di San Paolo, la zona circostante l’Ospedale Militare Marittimo. E tra questi l’assessore ricorda anche il ruolo importantissimo svolto dall'Istituzione Ecclesiastica, che custodisce e conserva complessi di enorme rilevanza architettonica, artistica e letteraria, all'interno ma anche all'esterno della Città Vecchia, fornendo un enorme contributo al settore.
“Quando si parla di cultura- spiega l’amministratore della giunta Melucci- non solo di una città ma di un intero territorio, si deve evidenziare anche il ruolo fondamentale assunto dai numerosissimi gruppi e associazioni che, magari basandosi essenzialmente sul volontariato e utilizzando scarsi mezzi economici, portano comunque avanti un discorso che interessa i più svariati settori, da quello letterario a quello delle arti figurative ed ancora a quello delle arti musicali, teatrali, cinematografiche. Nel breve tempo trascorso da quando ho assunto l’incarico assessorile ho constatato l’esistenza di un magma effervescente di associazioni e gruppi di ogni genere e ho già verificato l’entusiasmo con il quale tali soggetti cercano, in mezzo a mille difficoltà, di portare avanti il loro discorso culturale. Sto contattando- continua Sebastio- enti e associazioni e sto creando un archivio di dati che possa fornire una adeguata conoscenza di tali soggettività. Per avviare un percorso completo sul tema della nostra cultura è necessario e indispensabile includere anche quelle individualità che non appartengono ad enti pubblici o associazioni private, ma della cui presenza e contributo non può farsi assolutamente a meno.” Diversi momenti di incontro e di confronto con enti pubblici, organizzazioni private e singoli rappresentanti del mondo della cultura saranno calendarizzati per predisporre le linee guida ed operative che consentano l’avvio di una serie di programmi culturali “Il tutto- sottolinea l’assessore non nell'ottica di un confuso e populistico assemblearismo, ma in un quadro di partecipazione seria, qualificata e non dilettantistica. In definitiva, si deve riconoscere che la cultura è uno degli elementi fondativi della società e le sue problematiche non possono essere affidate, per la loro soluzione, a singoli soggetti e a singole Istituzioni, ma presuppongono, invece, uno stretto rapporto di condivisione e di partecipazione”.

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Un congresso di due giornate dedicate alle malattie polmonari. Specialisti da ogni parte d’Italia si riuniscono venerdì 23 e sabato 24 febbraio 2018 all’Hotel Tiziano per un aggiornamento dal tema «Pneumologia territoriale: attualità e prospettive». Il congresso è stato organizzato dal dr. Francesco Satriano, direttore dell’Unità di Pneumologia territoriale della Asl di Lecce.

L’attualità dell’incontro è dettata anche dal preoccupante aumento delle patologie dell’apparato respiratorio che in provincia di Lecce fanno registrare il più alto tasso di mortalità, rispetto al resto d’Italia e nella stessa regione Puglia.

Nella provincia di Lecce, nei 6 anni dal 2006 al 2011, sono morte 6.320 persone affette da malattie riconducibili all’apparato respiratorio. Compresi i tumori del polmone. Più di 1.000 ogni anno. Un incremento, rispetto alla media regionale di circa il 10-13 per cento. Nel solo comune capoluogo, a Lecce città, i decessi sono stati 785, più di 130 ogni anno. I dati sono riportati dal Report “Ambiente e Salute in Provincia di Lecce”, pubblicato nel febbraio 2016.

Al congresso saranno illustrate le rilevanti novità sul fronte diagnostico e terapeutico e gli aggiornamenti sull’impiego di nuove terapie che riguardano l’Asma e la BPCO, la bronco-pneumopatia cronico-ostruttiva, evidenziando inoltre i nuovi aspetti medici e sociali della Tbc, la tubercolosi, che molti credono ormai scomparsa.

Il congresso avrà inizio alle 14 di venerdì e vedrà la partecipazione degli specialisti di Pneumologia, medici di base, Geriatri, Infettivologi, Igiene e Prevenzione, Medicina Interna e Medicina del Lavoro, Allergologi, Fisioterapisti.

Fra questi relatori nazionali ed internazionali di alto profilo: A.A.Chetta (Parma) – A. Bianco (Napoli) – D. Olivieri (Parma) – M. Del Donno (Napoli) – G. Pelaia (Catanzaro) – F. De Benedetto (Chieti) - L. Macchia (Bari) – M. Raviglione (TB OMS Ginevra) – L. Gillini (OMS New Delhi) – L.R. Codecasa (Milano) – S. De Lorenzo (Sondalo) – R. Parrella (Napoli) – G. Di Rienzo (Lecce) – R. Rollo (Lecce).

Una sessione tratterà la Bpco, la tipizzazione del profilo del paziente affetto dalla patologia e i progressi raggiunti in ambito diagnostico e terapeutico. Particolare attenzione, nella seconda sessione, verrà riservata all’Asma con approfondimenti sui nuovi approcci terapeutici grazie all’immunoterapia. La terza sessione avrà inizio sabato 24 febbraio alle 8,30 e sarà dedicata alla Tbc e alle politiche di controllo sociale della malattia nei gruppi a rischio. Il congresso affronterà infine il trattamento della “Cronicità sul territorio” con riferimento alla presa in carico dei pazienti cronici da inserire nei percorsi di cura dedicati.

Al congresso presenzierà il direttore generale della Asl di Lecce, Ottavio Narracci, attento soprattutto alle ricadute assistenziali sul territorio della Asl.

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Negli ultimi anni la storia politica d’Italia fra XIX e XX secolo ha conosciuto una rilettura profonda, frutto degli stimoli che sono venuti dalle nuove ricerche di storia culturale e dalla feconda contaminazione con altre discipline.

Gli storici dell’età contemporanea si sono rivolti con rinnovato interesse a tematiche riguardanti la sfera emozionale della politica, la dimensione simbolica e rituale, la costruzione delle identità e dei sentimenti di appartenenza, le memorie pubbliche e private, le rappresentazioni collettive.

In questo filone di studi si inserisce “Italia immaginata: sentimenti, memorie e politica fra Otto e Novecento”, ultimo volume di Fulvio Conti, professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Firenze.

Il volume, edito per i tipi di “Pacini Editore”, cerca di gettare luce su alcuni importanti fenomeni politici che hanno caratterizzato l’Ottocento e il primo Novecento: la partecipazione femminile al Risorgimento, l’influenza esercitata dalle relazioni affettive nell’evoluzione del sentimento patriottico e della fede politica, il culto dei martiri caduti nelle lotte per l’indipendenza e per la libertà, l’uso pubblico di Dante Alighieri quale simbolo d’italianità, il ruolo della tradizione scientifica nella costruzione dell’identità nazionale, il contributo peculiare che la massoneria ha dato a questo processo, l’eredità del Risorgimento e le divisioni che esso ha lasciato nell’immaginario collettivo.

Il volume “Italia immaginata” di Fulvio Conti sarà presentato a Taranto, presso il Palazzo della Cultura - Biblioteca Civica “Acclavio”, in via Salinella n.31 al Piazzale Bestat, alle ore 17.00 di lunedì 26 febbraio. Sarà presente d’autore.

La manifestazione, con ingresso libero, è organizzata dal Comitato Provinciale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento di Taranto, e si avvale del patrocinio del Comune di Taranto e della Società di Storia Patria della Puglia.

I lavori, introdotti e moderati dall’avvocato Francesco Guida, saranno aperti dai saluti istituzionali del dottor Franco Sebastio, Assessore alla Cultura del Comune di Taranto, e del professor Giovangualberto Carducci, presidente della Sezione di Taranto della Società di Storia Patria della Puglia (SSPP).

L’opera sarà poi presentata dalla professoressa Vincenza Musardo Talò, presidente del Comitato Provinciale dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano; a seguire il pubblico potrà rivolgere domande all’autore Fulvio Conti.

Dal 1993 Fulvio Conti coordina, con Maurizio Ridolfi, la direzione scientifica della rivista «Memoria e Ricerca». Tra i suoi ultimi libri ricordiamo “La massoneria italiana da Giolitti a Mussolini” (Viella 2014) e “La politica nell’età contemporanea”, nonché “I nuovi indirizzi della ricerca storica” curato insieme a Massimo Baioni (Carocci 2017).

BIOGRAFIE

FRANCESCO GUIDA, tarantino, studioso di storia contemporanea e di associazionismo tradizionale, organizzatore di incontri culturali sul bicentenario mazziniano, su Hanna Arendt, Guido Calogero, sulla laicità, sul superamento delle religioni per un’etica mondiale; saggista di storia massonica su riviste, opere collettanee, con una pubblicazione monografica sulla biografia di Placido Martini, Medaglia d’Oro Valoro Militare.

Fulvio Conti, 57 anni, è professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università di Firenze. Insegna nella Scuola di Scienze Politiche «Cesare Alfieri» dell'Università di Firenze.

Per oltre dieci anni ha insegnato storia contemporanea negli Stati Uniti.

Ha tenuto lezioni a Parigi all'École Normale Supérieure (2011), all'École des Hautes Études en Sciences Sociales (2013) e all'Institut d'Études Politiques/Sciences Po (2015), oltre che lezioni e conferenze nelle Università di Barcellona, Besançon, Caen, Bruxelles (ULB), Clermont-Ferrand, Cracovia, Edimburgo, Grenoble, Halle, Heidelberg, Lisbona, Lione, New York (NYU), Nancy, Nizza (Sophia Antipolis), Parigi (EHESS, ENS, EPHE, Sorbonne, Sciences Po), Porto Alegre (PUCR), Rouen, Siviglia, Tokyo (Keizai, Sophia, Waseda), Varsavia.

Dal 2013 ha rapporti con il Centre de la Méditerranée moderne et contemporaine dell'Universita de Nizza-Sophia Antipolis. Dal 2015 collabora col Groupe Sociétés, Religions, Laicités, istituito dal CNRS in collaborazione con l'Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi.

Collaboratore di numerose riviste storiche nazionali e internazionali, è condirettore di Memoria e Ricerca, rivista di storia contemporanea, e membro del comitato scientifico delle riviste Rassegna storica toscana, Annali di storia di Firenze, Storia locale, Studi tanatologici. E' membro dei consigli direttivi della Società toscana per la storia del Risorgimento e del Centro interuniversitario per la storia delle città toscane. E' membro inoltre della Deputazione toscana di storia patria, della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco) e dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Dal 2006 al 2011 ha fatto parte del comitato di redazione del Dizionario biografico degli Italiani, di cui dal 2012 è divenuto consulente scientifico.

L'attività di ricerca si è orientata lungo quattro direttrici fondamentali: 1) la storia del sistema politico italiano nell'età liberale; 2) la storia dell'associazionismo, del volontariato e dello Stato sociale; 3) la storia della massoneria nel XIX e nel XX secolo; 4) la storia economica e quella delle amministrazioni e delle classi dirigenti locali, con particolare riguardo alle vicende dell'industria elettrica, delle infrastrutture e dei servizi pubblici urbani.

I suoi libri più recenti sono L'Italia dei democratici. Sinistra risorgimentale, massoneria e associazionismo fra Otto e Novecento (2000); Storia della massoneria italiana. Dal Risorgimento al fascismo (2003); I volontari del soccorso. Un secolo di storia dell'Associazione nazionale pubbliche assistenze (2004); Breve storia dello Stato sociale (2005); Massoneria e religioni civili. Cultura laica e liturgie politiche fra XVIII e XX secolo, Bologna (2008); Massoneria e Unità d'Italia. La Libera Muratoria e la costruzione della nazione (2011); Celebrare la nazione. Grandi anniversari e memorie pubbliche nella società contemporanea (a cura, con Massimo Baioni e Maurizio Ridolfi) (2012); La massoneria italiana da Giolitti a Mussolini. Il gran maestro Domizio Torrigiani (a cura) (2014); La politica nell'età contemporanea. I nuovi indirizzi della ricerca storica (a cura di, con Massimo Baioni), (2017).

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