Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 14 Marzo 2018

Il 5 marzo scorso la Provincia di Taranto ha reso pubblico il Parere del Comitato Tecnico Provinciale, che si è espresso in maniera favorevole sull’innalzamento orografico della discarica di Torre Caprarica di Grottaglie.

Il Partito Democratico di Grottaglie ribadisce il suo NO a qualsiasi ampliamento della discarica presente sul nostro territorio. La Provincia di Taranto e i suoi cittadini, in tema ambientale, hanno già dato troppo. E ora di dire basta. Abbiamo dimostrato questa nostra contrarietà con i fatti. Già con il sindaco Alabrese si espresse parere negativo all’ampliamento, per quanto di sua competenza, ovvero per gli aspetti urbanistici e paesaggistici, nella Conferenza dei Servizi del 22 marzo 2016. Allo stesso modo abbiamo detto NO partecipando alla manifestazione del 13 gennaio scorso, e sabato 10 marzo, al sit-in di protesta dinanzi alla sede della Provincia di Taranto. Non possiamo non stigmatizzare, in quest’ultima occasione, il comportamento del Presidente Tamburrano, che ha impedito a tutti noi, compresi i Sindaci del territorio e un Consigliere Provinciale, di partecipare alla conferenza stampa indetta dalla Provincia sull’argomento. Un simile atto non è degno di una istituzione che si dice democratica. Finalmente appare chiaro a tutti, che le competenze di un’Amministrazione Comunale sono molto limitate, rispetto a determinati iter procedurali autorizzativi, come quello riguardante l’autorizzazione degli impianti di discarica. Questo vale oggi, con l’Amministrazione D’Alò, come ieri, con quella Alabrese. Governare un territorio e un’istituzione è molto complesso. E noi, come Partito Democratico lo sappiamo bene, a Roma come a Grottaglie. Per questo serve responsabilità e non demagogia. Riteniamo che tutte le forze politiche della città, in particolare su alcuni argomenti, debbano lavorare lealmente insieme, per tutelare l’interesse del nostro territorio. Per tale ragione chiediamo a questa Amministrazione di non abbassare la guardia su questo argomento, e di coinvolgere tutte quelle forze del territorio, che possono contribuire in vario modo al raggiungimento dell’obiettivo comune, che è quello di tutelare l’ambiente in cui i nostri concittadini vivono. Chiediamo inoltre di vigilare in modo particolare su questo tema, che è stato l’argomento che più di ogni altro ha permesso all’Amministrazione in carica di raggiungere il governo della città. Da forza politica di opposizione responsabile, daremo sempre il nostro contributo, ma non faremo sconti se ci dovessero essere negligenze o inettitudini. Avremmo auspicato un maggiore coinvolgimento, in particolare per approfondire le osservazioni trasmesse dalla società Linea Ambiente già il 15 settembre 2017, e ricevute anche dal Comune di Grottaglie, in risposta al Preavviso di diniego della Provincia. A parti invertite il Sindaco D’Alò avrebbe fatto certamente lo stesso, forse anche chiedendo il coinvolgimento in maniera molto meno pacata di quanto lo sta facendo oggi il Partito Democratico, che però ha nel suo DNA una antica cultura di governo. Se avessimo potuto approfondire la suddetta fase del procedimento, avremmo insieme potuto meglio stabilire gli strumenti tecnici e giuridici per raggiungere il risultato sperato, il diniego al rilascio dell’autorizzazione. Ma purtroppo non siamo stati messi nelle condizioni di contribuire ad intraprendere nessuna azione. Tuttavia non tutto è perduto: oltre alla mobilitazione di tutti i cittadini è necessario che l’Amministrazione predisponga ogni strumento atto ad influenzare a favore di un diniego al sopralzo il parere del dirigente provinciale competente ad emettere l’atto definitivo, per smontare, così, con memorie e documenti, le osservazioni della ditta proprietaria della discarica che hanno permesso di emettere il parere favorevole del Comitato Tecnico Provinciale. Il Partito Democratico di Grottaglie non si sottrarrà a combattere, lealmente, questa battaglia per il bene della nostra città e dell’intero territorio.

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Buche stradali, manti dissetati e marciapiedi da riparare. L’assessore ai Lavori Pubblici, Aurelio Di Paola, in merito all’argomento spiega che “le criticità atmosferiche degli ultimi mesi e la contestuale presenza di acqua e freddo hanno aggravato le condizioni dei dissesti stradali, emerse comunque in maniera evidente in tutta Italia.

A ciò si aggiunga il fatto che nell’ultimo decennio le asfittiche condizioni di cassa del Comune di Taranto hanno determinato un quadro manutentivo dell’intero sistema viario assolutamente precario e bisognevole, invece, di maggiori risorse. Ciononostante la Direzione Lavori Pubblici ha fatto il massimo possibile per porre rimedio alla problematica delle buche stradali facendo rientrare almeno le criticità più evidenti. Dal mese di agosto 2017 ad oggi - spiega l’assessore- si contano oltre 800 interventi segnalati, censiti e consequenzialmente eseguiti. Il dato è verificabile anche sulla piattaforma viabilitaranto (accessibile al link http://www.viabilitaranto.it/ e con app scaricabile su sistema android), appositamente creata per favorire le segnalazioni provenienti dalla cittadinanza attiva”.

In seguito al boom industriale degli anni 70 la città di Taranto è stata interessata da importanti fenomeni di abusivismo edilizio che hanno raddoppiato la superficie stradale con la nascita delle cosiddette strade spontanee, ovvero prive dei requisiti minimi per considerarle strade veicolari. La rete stradale della città si estende oggi per oltre 300 Km lineari, che salgono a 400 km se si considerano anche le strade spontanee, quelle vicinali, quelle nelle isole amministrative e nelle aree di E.R.P per una superficie totale di circa 2.400.000,00 mq. Gli ultimi interventi importanti sulla viabilità e marciapiedi risalgono al 2002-2006 con fondi rivenienti dai BOC mentre, negli anni di dissesto 2006-2010, sono stati effettuati solo piccoli interventi manutentivi.

“Dal 2010 al 2016- spiega l’amministratore- la quota media di investimenti su strade e marciapiedi è stata mediamente di circa €.750.000,00 € di cui € 200.000,00 per riparazione di buche e piccole riparazioni di marciapiedi per una media annua di circa 2.500,00 interventi; nell'anno 2017, invece, in bilancio erano stati assegnati alla manutenzione stradale appena € 150.000,00, somma assolutamente irrisoria se parametrata all'estensione della rete stradale (500 €/km). Come da obiettivi programmatici di questa ammnistrazione, stiamo lavorando di concerto con la Ragioneria e con il Direttore Generale affinché nel bilancio di previsione 2018 - conclude Di Paola- siano appostate risorse adeguate ad assicurare un piano di intervento sulla viabilità stradale e sui marciapiedi tale da recuperare il terreno perduto negli ultimi operando al contempo una pianificazione che tenga conto di priorità oggettive quali la prossimità di aree commerciali, di uffici pubblici, di luoghi di culto e scuole, o di arterie ad alta densità veicolare e a scorrimento veloce”.

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Dal 12 al 13 marzo 2018 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare, distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Taranto (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), hanno condotto un intervento nel Mar Piccolo teso a rimuovere un pericoloso ordigno esplosivo.

Individuato dalla Ditta incaricata di condurre la rimozione dei materiali di natura antropica presenti sul fondo del Mar Piccolo, il residuato bellico si trovavano a 300 metri di distanza dal molo di via delle Fornaci ad una profondità di 10 metri; per tale ragione la Prefettura di Taranto ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.
“Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni è sempre particolare, le emozioni e l’adrenalina si fanno sentire e l’attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima ” ha dichiarato il Comandante del Nucleo S.D.A.I., TV Mirko Leonzio. “Quando la Prefettura ha disposto il nostro intervento, dalle immagini subacquee inviateci dalla ditta ho riconosciuto subito che si trattava di una bomba di profondità. Il nostro sopralluogo confermava la presenza di una Mark 9 modello 2, una bomba di profondità statunitense della seconda guerra mondiale. Non è mai facile intervenire sottacqua per rimuovere in sicurezza questo tipo di ordigno, ma farlo a pochi centinaia di metri dalle abitazioni di una città rende ancora tutto più complesso. Le operazioni subacquee hanno permesso di imbragare la bomba, passare sotto il ponte girevole rimorchiandola a distanza, e raggiungere una zona di mare individuata dall’Autorità Marittima dove, attuate le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino, il residuato bellico è stato distrutto”.
Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.
Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 1.287 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 7.453 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.
Con una storia di 169 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.
Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di Comsubin che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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Il GAL Magna Grecia invita alla conferenza stampa che si terrà DOMANI, giovedì 15 marzo, alle ore 10.30 presso la sede operativa Palazzo De Felice in Piazza S. Lucia S.N. a Grottaglie (TA).

Interverrà il Presidente del GAL Magna Grecia, Dottor Luca Lazzàro, che nell’occasione presenterà il nuovo Direttore e le iniziative organizzate sul territorio per far conoscere e promuovere le opportunità del PAL (Piano di Azione Locale) dell’Agenzia di sviluppo territoriale regionale.

Aderiscono al GAL Magna Grecia le Amministrazioni comunali e le imprese di dodici comuni jonici: Carosino, Crispiano, Faggiano, Grottaglie, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico, Statte e Leporano.

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L’archivio storico del Comune di Taranto sarà trasferito negli spazi resi disponibili dall’ASI Taranto.

La permanenza dei preziosi documenti nella sede di via Temenide, infatti, non era più sostenibile sotto diversi aspetti, il più importante quello della conservazione. I locali ex UPIM, di proprietà della società partecipata AMAT, non offrivano garanzie in tal senso e il costo del loro affitto era diventato inoltre troppo gravoso per l’ente. «Intercettando la volontà della partecipata di tornare nella disponibilità dei locali – ha spiegato l’assessore al Patrimonio Francesca Viggiano – e facendo le opportune valutazioni di natura economica, abbiamo optato per il trasferimento negli spazi dell’ASI, incubatore ex C.I.S.I. Puglia, di cui il Comune di Taranto è parte, in via del Tratturello Tarantino, zona peraltro già raggiunta dal trasporto pubblico., Una soluzione, questa, che ci farà risparmiare parecchio rispetto all’alternativa inizialmente paventata di affidare la nostra storia amministrativa al sito archivistico di Rutigliano, di proprietà della CNI ma mai fatta propria dall’amministrazione Melucci che negli ultimi mesi si è dedicata assiduamente al reperimento di un sito idoneo ad accogliere questo patrimonio storico anche accogliendo alle istanze rappresentate dai cittadini che hanno manifestato l’interesse a trattenere l’archivio sul territorio. Soluzione, questa, in piena linea con la volontà dell’amministrazione ».

L’archivio storico, insieme con l’archivio di deposito, occuperà una superficie di circa 1000 metri quadri suddivisi tra 4 locali, una volta ottenuto il via libera da parte della Sovrintendenza Archivistica della Puglia e della Basilicata che detiene l’ultima parola in merito. «Restando nel territorio – ha concluso Viggiano –, in una sede dignitosa, l’archivio potrà così essere facilmente consultato da studiosi e cultori».

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La Confcooperative di Taranto esprime soddisfazione per l’andamento dei tavoli di programmazione partecipata che, l’Assessore alle Politiche sociali Avv. Scarpati ha appena concluso, in esecuzione del Piano Regionale delle Politiche Sociali 2017/2020.

Sono stati introdotti, infatti, importanti correttivi al documento varato dalla Regione Puglia consentendo al Terzo Settore di partecipare in modo più organico a questa fase delicata relativa alla realizzazione dei Piani sociali di zona, fase nella quale per l’appunto si evidenziano i bisogni – anche inespressi – e si strutturano le risposte più adeguate.

Attività questa particolarmente delicata e complessa, alla quale partecipano gli Enti Pubblici preposti e l’intero Terzo Settore in tutte le sue espressioni.

Va detto che l’Assessore, sia pure in carica da poco tempo e catapultata immediatamente in questa difficile procedura, ha gestito questo percorso ottimamente instaurando un ottimo rapporto con il mondo sociale.

Sembrano già superate le lontananze e le incomprensioni che avevano caratterizzato la gestione di questo Assessorato con l’Amministrazione Stefano, in particolare nell’ultimo quinquennio, rendendo di fatto estranee le cooperative sociali e le Associazioni dal contesto nel quale avrebbero dovuto essere rese protagoniste.

Il cammino è ancora lungo, ma si sta affermando la consapevolezza di poterlo percorrere assieme nell’ottica della valorizzazione dell’intero Terzo Settore che grazie alle intenzioni e alla sensibilità dell’Assessore torna finalmente in sintonia con l’Amministrazione Comunale.

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“Si continua a smontare il sistema ospedaliero della provincia di Taranto. Il pertinace Emiliano, ormai opera con la mannaia sulla sanità ionica, destrutturandone l’intera rete”.

È quanto dichiara l’on. Ludovico Vico, in seguito alla decisione presa dalla Regione Puglia di prevedere la chiusura dei reparti di Nefrologia e Utic dell’ospedale “Giannuzzi” di Manduria, sapendo anche che l’utenza brindisina del “Camberlingo” di Francavilla Fontana, dove la scorsa estate è stato chiuso il reparto di Nefrologia, si serve della struttura manduriana.

“Dopo due anni – continua Vico – finalmente, anche i sindaci, i consiglieri regionali, i sindacati e i movimenti, stanno prendendo consapevolezza che il piano di riordino ospedaliero va rivisto e che l’attesa del San Cataldo rappresenta una panacea fittizia. Ora, toccherebbe alla conferenza dei sindaci chiudere il cerchio, chiedendo formalmente alla Regione la revisione del piano”.

“Quello di Manduria – ricorda ancora Vico – è solo l’ultimo in termini di tempo. In questi due anni la Regione Puglia, attraverso la dirigenza dell’Asl di Taranto ha chiuso i pronto soccorsi del Moscati di Statte e del San Marco di Grottaglie; i reparti di cardiologia degli stessi ospedali; il punto nascita di Grottaglie; ha degradato il presidio ospedaliero occidentale di Castellaneta, se bene sia ospedale di primo livello; ed ora Manduria. Il tutto, non tenendo conto che Taranto e la sua provincia, rientrano in quella che è stata definita “Area di crisi sanitaria”. Intanto, sul bollettino ufficiale della Regione Puglia dell’8 febbraio 2018, si attribuiscono al presidio ospedaliero di Ostuni (Asl di Brindisi) 10 nuovi posti letto destinati alla divisione di Medicina interna, che passa da 22 a 32 posti”.

“Caro presidente Emiliano – chiede Vico – ci piacerebbe che lei diventasse condiscendente nell’ascoltare le richieste della comunità ionica. Cosa la spinge, invece, in questo comportamento determinato più da ostinazione che da convinzione e perciò pertinace? Venga a Taranto non per parlare, ma per ascoltare e metta da parte il suo staff di manager contabili da spending review della sanità pubblica”.

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Una “nuova vita” per la masseria dell’Oasi WWF di Monte Sant’Elia

Si inaugura il punto di accoglienza del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande di Puglia, location di attività di diffusione della cultura ambientale

Completate le opere di ristrutturazione e restauro conservativo della storica masseria ottocentesca ubicata all’interno dell’Oasi WWF

La antica masseria donata al WWF dalla Comunità dell’Arca, fondata dal filosofo pugliese Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto, discepolo di Gandhi

“L’Oasi WWF Monte Sant’Elia si fa bella!”: con questo slogan sarà inaugurato il nuovo Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” (contatti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – cell. 3206067922).

Qui riceveranno indicazioni e informazioni i tanti turisti e amanti della natura intenzionati a visitare non solo l’oasi naturalistica del WWF, ma l’intero Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, il più grande di Puglia.

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, infatti, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

L’inaugurazione del Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” si terrà, alle ore 10.30 di venerdì 16 marzo, presso l’Oasi WWF di Monte Sant’Elia, in agro di Massafra sulla Strada Provinciale Mottola-Martina Franca.

Interverranno Michele Emiliano, presidente Regione Puglia, Barbara Loconsole, dirigente Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio - Regione Puglia, Sebastiano Stano, Consigliere provinciale con Delega al Parco, Fabrizio Quarto, Sindaco di Massafra, Carmine Annicchiarico, WWF Oasi, Nicolò Carnimeo, delegato WWF Puglia, e Gianni Grassi, presidente WWF Trulli e Gravine.

Il centro accoglienza è stato realizzato in una antica masseria dell’Ottocento ubicata all’interno dell’Oasi, una infrastruttura che, dopo essere stata abbandonata per anni e anni, in circa nove mesi di lavori è stata restaurata per farla ritornare al suo antico splendore.

È una delle azioni del progetto “Uppark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud, con il cui finanziamento è stato possibile progettare le opere di ristrutturazione e di restauro conservativo della masseria e della stalla.

Gianni Grassi, presidente del WWF Trulli e Gravine, capofila del Progetto UPPark, ha spiegato che «tutti gli interventi sono stati realizzati nel pieno rispetto dello stile originario della struttura e con l’utilizzo di materiali ecocompatibili».

«Grazie ai lavori sono state rinnovate e rese accoglienti le strutture dell’Oasi WWF di Monte Sant’Elia; la masseria diventa così – ha annunciato Gianni Grassi – il Centro Visite del Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine”, punto di accoglienza dei visitatori dell’Oasi, cittadini o turisti che vorranno visitare la zona percorrendone i sentieri a piedi o in bici, nonché location per workshop e convegni inerenti tematiche ambientali, ed attività di divulgazione ed educazione ambientale».

L’immobile verrà così restituito alla sua vocazione originaria: nel 1995, infatti, venne donato al WWF Italia dalla Comunità dell’Arca, fondata da Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto, filosofo pugliese (San Vito dei Normanni, 1901 – Elche de la Sierra, 1981) discepolo di Gandhi, allo scopo di svolgere attività di salvaguardia, conservazione e valorizzazione dell’ambiente naturale, senza tralasciare lo spirito di accoglienza e condivisione che ha da sempre caratterizzato questo luogo straordinario.

L'Oasi WWF Monte Sant'Elia, una delle sette Oasi WWF in Puglia, rientra nel Parco “Terra delle Gravine” e nel SIC-ZPS Area delle Gravine; l’Oasi si estende per circa cento ettari in agro di Massafra comprendendo un bosco di leccio, macchia mediterranea, pascoli, seminativi e una masseria storica.

L’Associazione WWF Trulli e Gravine, che gestisce da otto anni l'Oasi WWF Monte Sant'Elia a titolo gratuito, opera in Provincia di Taranto dal 1985 per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico del territorio, distinguendosi per lo spirito di coinvolgimento della cittadinanza in attività di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e per la fattiva collaborazione volta ad orientare le amministrazioni pubbliche verso programmi, accordi e progetti per il raggiungimento delle finalità associative.

Il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”

Con una superficie complessiva di 25.000 ettari, il Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine" è la più estesa area protetta regionale: il parco si estende sul territorio di 13 comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie e San Marzano) e su quello del comune brindisino di Villa Castelli.

Questo enorme territorio è stato compreso nel Parco Naturale Regionale "Terra delle "Gravine", costituito ex lege nel 2005, con l’evidente intento, seppur non dichiarato, di mettere assieme i territori della “pietra scavata” che hanno dato vita ai villaggi rupestri e quelli della “pietra costruita”, quei “thòlos” da cui discendono i trulli della Murgia.

Non esiste altrove, in tutta l’Europa occidentale, un’area con un’analoga concentrazione di insediamenti rupestri e di siti archeologici, con ricchezze naturalistiche e fenomeni carsici di simile rilevanza, con un paragonabile patrimonio di biodiversità.

È un vasto territorio in cui sono altresì comprese aree a fortissima antropizzazione, si pensi alla Gravina di Statte ubicata a pochi chilometri dalla zona industriale di Taranto, che per questo motivo devono essere tutelate e valorizzate con maggiore attenzione.

Per questo c’è oggi il Progetto “UPPark! Strategie di rete per il Parco Terra delle Gravine”, sostenuto da Fondazione con il Sud nell’ambito del Bando Ambiente 2015, che prevede l’esecuzione di una serie di attività per valorizzare il Parco Naturale Regionale “Terra delle Gravine” rendendolo pienamente fruibile ai cittadini.

Attuando una serie di interventi per la prevenzione e la riduzione dei rischi ambientali nell’area del parco, inoltre, il Progetto “UPPark” intende preservare l’integrità dei questo straordinario ecosistema, un vero e proprio santuario della biodiversità, per le generazioni future.

Il progetto è stato proposto dal WWF “Trulli e Gravine”, in qualità di capofila, insieme a un ampio partenariato che comprende la Provincia di Taranto, in qualità di organismo di gestione del Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine, la Casa Circondariale di Taranto, lo IAMC-CNR, l’Ufficio Scolastico Provinciale, il Gruppo Speleologico Martinese, l’Associazione “Learning Cities”, il Club Unesco, il CNSAS Servizio Regionale pugliese, il Nucleo Volontario Protezione Civile di Palagiano, “La Mediana”, e la Federazione Speleologica Pugliese.

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 È grottagliese il nuovo direttore tecnico regionale FIPE Puglia.

A deciderlo è stato il Consiglio Federale Nazionale riunitosi l’11 marzo a Cierro Maggiore (MI).

Queste le prime parole del prof. Tony Urselli dopo l’assegnazione dell’incarico:
“I miei obiettivi, da sempre, sono stati quelli riguardanti la divulgazione tra i giovani e non solo, dello sport e della pesistica in particolare.
Fortunatamente, soprattutto negli ultimi quindici anni è aumentato il numero di pubblicazioni scientifiche internazionali che hanno documentato la sicurezza, l'efficacia e la necessità di svolgere fin dall’età pre-puberale un razionale lavoro con i pesi.
L’apporto scientifico si rende dunque necessario in un mondo come quello della pesistica e del fitness purtroppo ancora costellato da miti e pregiudizi.”

Laureato in Scienze Motorie, socio benemerito del GSS (gruppo studio scoliosi e patologie vertebrali), docente di Educazione Fisica, il prof. Tony Urselli, è il Direttore Tecnico della palestra Wellness Center di Grottaglie.
La sua passione lo motiva da oltre quarant’anni a ricercare nel mondo della fisiologia dell’esercizio fisico e del movimento.

Fondatore di una società di pesistica olimpica presente sul territorio ormai da parecchi anni, Urselli ha laureato ben quindici Campioni Italiani facendo vestire a molti di loro lamaglia azzurra ad Europei e Mondiali di pesistica olimpica.

“Colgo l’occasione per ringraziare il Consiglio Federale Nazionale per avermi assegnato questo nuovo e gradito incarico e anche tutti coloro che ripongono in me grande fiducia.
Sono onorato di ricoprire questo ruolo che cercherò di svolgere nel migliore dei modi.”
Così conclude il prof. Tony Urselli.

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È questo il tema della conferenza-dibattito che il Liceo Artistico “Vincenzo Calò” di Grottaglie (TA) organizza per venerdì 16 marzo 2018, a quarant’anni dal sequestro dell’on. Aldo Moro per mano delle Brigate rosse. L’incontro rappresenta il momento conclusivo di un progetto didattico sulla ri-descrizione degli anni della contestazione giovanile a partire proprio dal ’68, che ha visto il coinvolgimento degli studenti delle classi V B e V C del Liceo Artistico. Il progetto didattico, coordinato dal professor Romeo Frigiola, si è articolato in una serie di incontri tenuti dal dottor Salvatore Savoia, dottore di ricerca in Filosofia del Diritto presso l’Università del Salento.
La conferenza-dibattito del 16 marzo 2018 intende costituire un momento di approfondimento sui tragici fatti di via Fani e vuole consentire agli studenti, attraverso gli interventi di qualificati relatori, di sviluppare una coscienza critica su uno dei momenti più oscuri della storia democratica dell’Italia.
Alla conferenza-dibattito interverranno: prof.ssa Brigida Sforza, Dirigente Scolastico Liceo Artistico “V. Calò”- Grottaglie (Ta); dott. Pietro Aresta, responsabile dell’associazione Presidio del libro di Grottaglie (Ta); dott. Manlio Castronuovo, studioso del terrorismo, autore del saggio “Vuoto a perdere. Le Brigate Rosse, il rapimento, il processo e l’uccisione di Aldo Moro” e coautore del libro “Via Fani ore 9.02”; dott. Salvatore Savoia, dottore di ricerca in Filosofia del Diritto presso l’Università del Salento ed autore dei libri “... L'iniqua ed ingrata sentenza della D.C.” e “La Costituzione di Aldo Moro”; l’on. Domenico Maria Amalfitano, deputato della Repubblica Italiana nelle Legislature VII, VIII, IX, X (1976-1992) - già Sottosegretario di Stato per la pubblica istruzione. Gli interventi saranno coordinati dal professor Romeo Frigiola, docente di Materie Letterarie, autore del libro “Esoterismo e politica occulta dai Templari alle Brigate Rosse”.
La conferenza-dibattito, aperta alla città, avrà luogo dalle ore 9 alle 12, presso l’Auditorium del Liceo Artistico “Calò”, in via Jacopo della Quercia, 1, a Grottaglie (Ta).

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