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Per la prima volta si tiene a Taranto il congresso degli urologi pugliesi del SIUT per un approccio multidisciplinare alle patologie oncologiche dell’apparato genito-urinario

Nella città di Taranto i tumori alla prostata e alla vescica sono quelli che, dopo le neoplasie dell’apparato respiratorio, colpiscono di più la popolazione maschile, nel capoluogo con percentuali maggiori rispetto alle altre località della provincia jonica.

Anche per questo il Congresso Regionale Pugliese della SIUT (Società Italiana di Urologia Territoriale) si terrà la prima volta a Taranto, un segnale di attenzione dei medici specialisti pugliesi alla città che vanta questo triste primato.
Dopo Bari, infatti, sarà il capoluogo jonico ad ospitare la seconda edizione del congresso regionale SIUT che si terrà, a partire dalle ore 8.30, per tutta la giornata di sabato 22 settembre presso il Grand Hotel Mercure Delfino, in viale Virgilio a Taranto.
Vi parteciperanno alcuni dei più importanti urologi e oncologi pugliesi, nonché esperti di alte branche della medicina: il focus del congresso, infatti, sarà l’approccio multidisciplinare alle patologie urologiche, con particolare riferimento a quelle oncologiche della prostata e della vescica, nonché alle infezioni complicate delle vie urinarie.

Annunciando la manifestazione il dottor Gaetano Ressa, specialista urologo della ASL di Taranto, nonché membro del comitato scientifico del congresso e del consiglio direttivo della SIUT, ha spiegato che «il “Rapporto 2017” elaborato dalla Direzione della ASL e basato sui dati del Registro Tumori della Provincia di Taranto (anni 2006-2012), evidenzia come i tumori della prostata e della vescica rappresentino nell’uomo il secondo e il terzo tumore più frequente, con percentuali del 16,1% (prostata) e del 13,4% (vescica) che risultano inferiori solo a quella del 16,5% dei tumori delle vie respiratorie».
«È particolarmente critica la situazione nel comune capoluogo – ha poi detto Gaetano Ressa – come risulta dai dati della distribuzione dei Tassi Standardizzati Diretti (TDS) dei vari Distretti Socio Sanitari della provincia, che evidenziano una prevalenza delle neoplasie delle vie urinarie (rene e vescica) nel Distretto Socio-Sanitario cittadino, rispetto a quelli della provincia. È soprattutto la popolazione maschile a vedere un eccesso di questi tumori, un fenomeno che, sulla base della letteratura esistente, si presume veda il coinvolgimento delle condizioni ambientali e lavorative, oltre che degli stili di vita».

Per il Congresso regionale Pugliese della SIUT saranno a Taranto, oltre al presidente nazionale SIUT Corrado Franzese, alcuni dei maggiori esperti delle principali realtà sanitarie pugliesi, quali Michele Battaglia, Ordinario di Urologia Università degli Studi di Bari, Giuseppe Ludovico, Direttore U.O. Urologia Ospedale “Miulli” Acquaviva delle Fonti, Saverio Grossi, Direttore U.O. Urologia Ospedale “SS. Annunziata” Taranto, Silvano Palazzo, Direttore U.O. Urologia Ospedale “Perrino” di Brindisi, Vito Ricapito, Direttore U.O. Urologia Ospedale San Giacomo di Monopoli.
Con altri specialisti urologi ospedalieri e del territorio si confronteranno con importanti radioterapisti, oncologi, specialisti in medicina nucleare, nefrologi, infettivologi e medici di medicina generale.
I lavori congressuali, infatti, avranno come fine ultimo il perfezionamento dei Percorsi Diagnostici Terapeutici per l’ottimizzazione delle risorse e della qualità delle prestazioni al malato, enfatizzando un approccio multidisciplinare.

Nel caso dei tumori alla prostata, per esempio, la diffusione del dosaggio del PSA (antigene Prostatico Specifico) ha notevolmente elevato l’incidenza dei “tumori indolenti”, casi a bassa malignità che sarebbero rimasti latenti anche per molto tempo (15-30% dei soggetti oltre i 50 anni e 70% di quelli ottantenni), portando a problemi di “sovradiagnosi” che hanno rimesso in discussione i programmi di “screening” su questo tipo di neoplasia.
Nel congresso, infine, saranno approfondite le nuove tecniche per il trattamento della calcolosi delle vie urinarie e, inoltre, sarà affrontato il grande problema rappresentato ormai dalle infezioni delle vie urinarie che, una autentica emergenza sanitaria, sono sempre più caratterizzate da ceppi batterici multiresistenti nella pratica clinica.

Il Congresso Regionale Pugliese della SIUT, responsabili scientifici sono il dottor Gaetano Ressa e il dottor Igino Intermite, è accreditato presso l’Agenas con numero 5357 - 232729 e dà diritto a 8 crediti formativi a medici chirurghi di tutte le specializzazioni; iscrizione gratuita on-line su www.ble-group.com.

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Questa mattina in Parlamento abbiamo incardinato le Proposte di regolamento del Parlamento europeo per la PAC 2021-2027. Si apre così una sfida di importanza cruciale per il futuro del comparto agricolo nazionale che non possiamo assolutamente perdere.”

E’ quanto dichiarano i deputati pentastellati della Commissione Agricoltura Gianpaolo Cassese, relatore del Regolamento sui pagamenti diretti, e Dedalo Pignatone, relatore del Regolamento cosiddetto "orizzontale".

“Sono tre le iniziative di regolamento che saranno negoziate, - spiegano i deputati – nello specifico, il regolamento sui piani strategici, quello sull’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, l’OCM, e il regolamento orizzontale ". Precisano i parlamentari del M5S.

“Nonostante la riduzione dei fondi destinati dalla UE all’agricoltura, l’Italia per la PAC 2021-2027 può contare su una dotazione complessiva pari a circa 36 miliardi di euro, su un totale di 365 miliardi di euro destinati all’agricoltura in tutta l’Europa, corrispondenti a circa il 28,5% del bilancio complessivo. Una somma di grande rilevanza che ci consentirà di dare risposte concrete calibrandole alle esigenze reali degli agricoltori.” Proseguono.

“Nostro fondamentale compito sarà quello di predisporre un piano strategico nazionale all’altezza delle problematiche che intendiamo risolvere, anche per eliminare le storture che si sono sedimentate nel tempo di un sistema di erogazione e rendicontazione, nonché di certificazione e controllo, che certamente va rivisto.” Aggiungono i deputati e concludono:

“Cercheremo di intervenire a Bruxelles prima della approvazione definitiva – concludono i parlamentari– per apportare correttivi a ciò che fin qui non ha funzionato.

Particolare impegno metteremo per risolvere le inefficienze e migliorare la qualità della spesa soprattutto al sud anche mediante una sinergica collaborazione con il Ministero per il Sud.”

 

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Mercoledì, 19 Settembre 2018 18:28

Presentata la Festa dell'Unità a Taranto

Si è tenuta oggi mercoledì 19 settembre alle ore 11.30 presso la sede provinciale del PD l'annunciata Conferenza stampa per presentare la Festa de L'Unità di Taranto che si terrà in Villa Peripato dal 20 al 23 settembre 2018.

All'incontro con i giornalisti hanno partecipato, tra gli altri, Valerio Papa responsabile dell'organizzazione del PD, Pino Mellone, Tesoriere provinciale, l'on. Ludovico Vico, Presidente dell'Assemblea provinciale del partito e Giampiero Mancarelli, Segretario provinciale dei democratici jonici.
Il Segretario provinciale Mancarelli durante la Conferenza stampa ha dichiarato: "Il PD di Taranto riparte dalla Festa de L'Unità, che sarà la più importante che si svolgerà quest'anno in Puglia.
In Villa Peripato avremo modo di dibattere e confrontarci con numerosi ed autorevoli ospiti tra cui ci saranno il Presidente dell'Assemblea nazionale del PD Matteo Orfini, la senatrice Maria Elena Boschi, il deputato Andrea Orlando, la senatrice Teresa Bellanova e il ministro Barbara Lezzi. Inoltre, saranno presenti i sindaci dei capoluoghi del Sud della Puglia di Taranto, Brindisi, Lecce e di Martina Franca e tanti altri rappresentanti del mondo dell'associazionismo, del lavoro e delle Istituzioni.
Insomma, sarà davvero una gran bella occasione per discutere ed approfondire tanti temi.
Inoltre, vorrei ringraziare i volontari e le volontarie che consentono che questa importante manifestazione si realizzi, perché sono loro il vero cuore pulsante della Festa.
E mentre è avviato il dibattito nel PD, a Taranto si riparte, come in tante altre Feste anche nella nostra provincia, dal confronto tra i cittadini e con i nostri militanti.
È un buon segno. Vi aspettiamo alla Festa."

 

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Mercoledì, 19 Settembre 2018 18:18

Quando le Metamorfosi sfuggono di mano

“ Le Metamorfosi” Convegno organizzato nell'ambito della seconda edizione della Mostra del Cinema di Taranto.

Si è tenuto ieri sera, 18 settembre, nella Biblioteca Comunale di Taranto in via Acclavio, un interessante convegno intitolato “Le metamorfosi” organizzato nell'ambito della seconda edizione della Mostra del Cinema di Taranto, sotto la direzione artistica di Mimmo Mongelli e del vice direttore artistico Alfredo Traversa, alla presenza di intellettuali di grande livello quali il filosofo Diego Fusaro, il prof Francesco Bellino, il prof Mario Carparelli ed il dott Giuseppe Vinci.
Risulta doveroso innanzi tutto complimentarsi con la direzione artistica per la scelta coraggiosa del tema trattato, ossia le metamorfosi della società moderna ed i suoi riflessi nella vita dell'individuo. La consequenziale scelta dei Relatori ha poi permesso di sviscerare l'argomento accedendo alle conoscenze specialistiche di ognuno di loro.
Il prof Bellino ha fatto un elogio del decostruttivismo logico, consigliando al pubblico di tornare al buon senso del cittadino comune, dell'uomo della strada, del possessore di quella percezione immediata della realtà, che a detta del Professore si esprime in una naturale saggezza popolare. Prosegue il prof Bellino lodando l'intensità di stimoli dell'attimo, la percezione del tempo nella pienezza dei propri significati e dei propri stimoli esistenziali, invitando a ritrovare nell'attimo la originaria pienezza esistenziale che si può intuire nella serenità dello sguardo contadino e nel suo esistenzialismo immediato.
Per carità, nulla di sbagliato, ma ci si sarebbe aspettato qualcosa di più da un intellettuale. Quello a cui fa riferimento il Prof Bellino è la trascendenza immanente della filosofia zen, ossia la centratura dell'individuo con il “qui ed ora” percepito senza filtri logici e sovrastrutture mentali, ma attraverso la percezione sensoriale pura. La ripetizione dell'atto attraverso la tecnica porta ad una immedesimazione del soggetto con la attività svolta, che interiormente placa le ansie individuali e determina la fusione dell'individuo con un Tutto panteistico che trova la propria estrema realizzazione in una trascendenza immanente.
Spero di interpretare correttamente il messaggio del prof Bellino, perchè al contrario dalle sue parole sembrerebbe quasi cogliersi l'invito ad un sensismo esistenzialista dell'attimo, di tipo emotivo, caotico, decostruttivo, in cui il Bellino invita a prendere atto della imprevedibilità della esistenza e quindi di ridurre le aspettative alla mera percezione della ricchezza e della potenzialità dell'attimo. Una sorta di Carpe Diem nella propria declinazione più bassa, che finisce per snaturare l'individuo in una mera contingenza caotica degna della migliore letteratura dell'assurdo, caratterizzata dallo sfaldamento teleologico dell'individuo, dalla perdita di senso della esperienza umana nella propria interezza e dimensione ultima.
Quindi spero di aver capito male e che il messaggio del prof Bellino fosse un invito alla declinazione nobile della locuzione tratta dalle Odi di Orazio: “ Carpe diem quam minimum credula postero” ossia “ Cogli il giorno, confidando il meno possibile nel domani”. Interpretato nella pienezza del suo significato, questo verso non è un invito al libertinaggio ed alla immanenza sensoriale, ma è una vera e propria massima morale di natura metafisica, interpretabile come un invito alla pienezza del Sè nel mondo, alla completa centratura dei tre livelli esistenziali di cui è composto l'individuo ( corpo, anima e spirito) nell'attimo del mondo fisico.
Per chiarire meglio il concetto è necessario premettere che le dimensioni della esistenza sono fondamentalmente due: la dimensione del tempo e la dimensione dello spazio.
La scienza a partire dalla relatività generale di Einstein, proseguendo con gli sviluppi della fisica quantistica, ha dimostrato la sostanziale inesistenza del tempo nel mondo fisico, ossia la natura convenzionale del concetto di tempo rispetto alle dinamiche energetiche della materia. Questi dati scientifici confermano la natura atemporale dello Spirito. Ossia l'accesso ad una dimensione imperitura che l'uomo può effettuare attraverso la conoscenza delle dinamiche spirituali che agiscono nella propria interiorità.
Chi realizza se stesso nelle dinamiche dello Spirito accede ad un attimo eterno che lo rende completo a dispetto della contingenza carnale e della stessa morte biologica. Attimo come pienezza dello Spirito, attimo come trascendenza nel mondo.
Essere signori del tempo, significa vivere nella assenza del tempo che è la forma più nobile di realizzazione del tempo, sulla base del principio metafisico di coincidenza e realizzazione reciproca degli opposti in sintesi tra loro. L'essenza che si realizza nella assenza, lo yin e lo yang, il nirvana buddista.
Viceversa, la dimensione dello spazio è la dimensione del quantificabile fisico in cui per ragioni cosmogoniche l'uomo si trova ad agire nel proprio iter di perfezionamento interiore, come una delle dimensioni possibili dello spirito, o per essere più precisi, la sua dimensione più bassa, ossia la dimensione del divenire samsarico, della contingenza fisica e del perfettibile morale.
Confondere i due piani del tempo e dello spazio, dello spirito e della materia, non può che comportare una schizofrenia dissociativa dell'individuo verso il mondo e verso se stesso. Pertanto, queste sono tematiche da trattare con molta serietà e responsabilità.

Passando alla analisi dell'intervento del Filoso Diego Fusaro, devo riscontrare una pressochè totale condivisione della sue vedute in ambito di Filosofia della Storia e di analisi sociologica della modernità. Il Filosofo ha preso le mosse citando la trasformazione dei compagni di viaggio di Ulisse in porci da parte della maga Circe, esempio mitologico questo che in modo diretto e chiaro esprime la condizione umana nei tempi moderni, in cui la dimensione spirituale dell'uomo è stata pressoché annientata dalla seduzione edonistica del consumismo capitalista. Prosegue poi Fusaro mettendo in mostra il processo di mercificazione dei vari aspetti della vita umana anche nell'ambito delle organizzazioni politiche moderne, ponendo l'accento sul principio di libera circolazione delle merci e delle persone sul territorio della Unione Europea, dove nota il filosofo, l'individuo è stato degradato a mera risorsa economica del processo produttivo del mercato transnazionale, in cui la sua circolazione deve essere agevolata perchè funzionale al sistema produttivo, al pari della circolazione delle merci e delle materie prime.
Con riferimento al tema delle Metamorfosi cita Hegel, Fichte ed i postulati dell'idealismo tedesco, secondo cui nel divenire interiore, il non-io è parte integrante dell'io come processo del proprio divenire. Analizzata la questione in questi termini, secondo la filosofia idealista, tutto l'universo è una creazione ideale dell'io in cui l'individuo manifesta se stesso.
Che dire? É questo il punto in cui la filosofia occidentale si è avvicinata maggiormente alla dottrina buddista del karma, come percorso di autorealizzazione dell'individuo attraverso l'esperienza dell'altro da sé, il superamento dell'ostacolo fisico e relazionale nelle dinamiche del samsara, attraverso cui l'individuo supera se stesso in un processo di perfezionamento morale e spirituale.
Bisogna però rilevare che il concetto che in termini metafisici ha senso nell'ambito di una dottrina religiosa, limitato nell'ambito logico deduttivo della pura immanenza filosofica perde di senso nell'insuperabile paradosso della creazione individuale dell'esterno da sé non umanamente controllabile, né modificabile. In sostanza, ciò che non spiega l'idealismo è in che modo l'io possa creare un cataclisma naturale che determini la morte fisica dell'io, senza accedere ad un sistema metafisico che trascenda la mera logica aristotelica. A mio modesto parere, la filosofia occidentale, formale e rigorosa si è fermata a questo paradosso, esattamente come Fusaro che vi ha aderito sulla base di una equazione personale incline alla pacatezza interiore ed al rigore del formalismo logico.
Assisteremo poi alla degenerazione della logica attraverso la prosa ditirambita nietzschiana che abbatte le categorie del sapere filosofico ricercando la risposta ultima tra le pieghe irrazionali della natura umana, anche se poi, negata la trascendenza di una tale teoria del sapere, ci si trova davanti al vicolo cieco senza scampo della follia e del caos, in un processo di immedesimazione intellettuale ed emotiva che portò Federico Nieztsche ad abbracciare in lacrime un cavallo sferzato dalla frusta di un cocchiere.

Il prof Mario Carparelli ha avuto il merito di esporre in modo pacato il ruolo che il filosofo salentino Giulio Cesare Vanini ( 1585-1619) ha avuto nel rinascimento filosofico italiano, riscoprendo nella storia del pensiero un filosofo interessante che era stato oscurato per mero provincialismo della cultura italiana dall'albo dei nomi degni di nota. Questa opera del prof Carparelli è particolarmente meritoria nell'ambito di quella che deve essere la riscoperta delle ricchezze storiche e culturali del nostro territorio, tappa obbligata per la ricostruzione di una identità locale e nazionale che sia alternativa al qualunquismo ed al conformismo della cultura internazionalista, e della storia del pensiero ufficiale cosi come cristallizzatasi nel tempo.

Infine, il dott Giuseppe Vinci ha analizzato le metamorfosi della società moderna alla luce delle dinamiche psichiche e relazionali dell'individuo, dando una lettura convincente dei fenomeni politici e sociali attuali. Tuttavia, anche in questo casi si deve rilevare il carattere di pensiero debole del Dott Vinci rispetto a quelle che sono le esigenze culturali della modernità in antitesi al nulla concettuale imperante. Parlare di individuo in una società liquefatta dal controllo dei mezzi di informazione da parte di poteri economici antisociali ed antipolitici è una mera inutile utopia. Significa ancorarsi alla base del problema negandosi qualsiasi sblocco risolutivo.
In buona sostanza, quello che si rileva nell'intervento del dott Vinci quando parla di salute mentale ed emotiva dell'individuo come base del progresso della società, così come quando il prof Bellino parla di buon senso dell'uomo comune, significa parlare di mezze verità che non hanno nessun potere modificativo della realtà sociale, data la assoluta irrilevanza del singolo rispetto alla moltitudine e della incomunicabilità del precetto individuale attraverso l'esempio, stante il potere pervadente della disinformazione e della decostruzione culturale che la economia di massa applica nella sfera sociale.
In termini concreti, il buon esempio del buon padre di famiglia nell'ambito di una sana relazionalità familiare, oggi nulla può sulla prole rispetto al potere diseducativo del messaggio mediatico a cui il minore accede in ogni singolo momento della propria giornata e della propria vita relazionale esterna al nucleo familiare, tramite tutti gli strumenti della comunicazione di massa quali lo smartphone, il computer, la televisione ed il cinema.
Legittimamente nulla ci si poteva aspettare di più di quello che è stato dato, in considerazione del fatto che si è trattato di un approfondimento culturale nell'ambito di una mostra del cinema, che si interroga sì sulle dinamiche sociali, ma che è maggiormente interessata alla spiegazione ed alla rappresentazione artistica di tali dinamiche più che alla loro modificazione attraverso insegnamenti e concetti determinati.
Non una arte per l'arte, ma una arte che si limita a descrivere le dinamiche immanenti della esistenza giungendo al proprio apice spirituale nella certificazione del nulla, della morte concettuale e culturale di una epoca e di una società.
Ad esempio tali momenti di elevazione limitata e limitante si rilevano nell'opera cinematografica di Paolo Sorrentino dove nei film “ La grande bellezza” e “Youth – Giovinezza” prende atto di tale degenerazione e fornisce una timida risposta positiva data dalla ripresa dell'istinto creativo, letterario nel primo film e musicale nel secondo. In coerenza con quanto affermato con il dott Vinci quando parla di lotta al cinismo, ossia lotta al concetto che il presente non sia migliorabile e che non valga la pena lottare per il suo miglioramento, in quanto tale cinismo rappresenterebbe la parola fine della esistenza individuale e se diffuso attraverso gli orientamenti culturali di massa, costituirebbe al parola fine di una intera civiltà.
Fine del convegno ed inizio del dibattito.
Ed è stato proprio nel dibattito che in questi strani tempi moderni sono emersi dati significativi. Ovviamente, il pubblico vede nell'intellettuale un individuo illuminato che ha un sapere adeguato per risolvere i problemi culturali che l'intellettuale stesso ha enunciato ed espresso. Ma a questa richiesta del pubblico ci si trova immancabilmente di fronte ad una mera attività di certificazione del decesso culturale.
Il prof Bellino ha preso a parlare del taglio di fondi alla istruzione, della burocratizzazione della vita universitaria, del conformismo didattico del sapere universitario, della stessa mancanza di dibattito intellettuale tra gli intellettuali, punto questo che la dice lunga sulla entità della stagnazione in cui versa l'epoca moderna.
A questo punto, una signora del pubblico, alzando la voce ed interrompendo il Prof Bellino, animata da una rabbia nascente dall'amore per un mondo morente, ha posto le seguenti domande: “Dove sono oggi gli intellettuali???” “ Cosa fanno gli intellettuali per arginare lo sfacelo culturale moderno???” “ Quale è il loro insegnamento positivo??? Il loro esporre la via da imboccare???” determinando in tal modo reazioni al quanto imbarazzate dei relatori.
Il Prof Bellino si è dichiarato con la coscienza apposto per aver fatto nel proprio piccolo quanto in suo possesso per incentivare la autonomia intellettuale degli studenti.
Il Filosofo Fusaro ha fatto autocritica alla categoria di appartenenza affermando che le dinamiche della esistenza sono meglio comprensibili dall'uomo della strada piuttosto che dagli intellettuali, che a suo dire, oggi si muovono in percorsi logici standard sempre più dissociati dalla realtà. Ed evidentemente Fusaro ha nuovamente ragione, riferendosi alla cultura radical chic di sinistra, la cultura del politicamente corretto, la cultura che ha perso ogni possibilità di comprensione della realtà sotto la spinta mistificante di un idealismo che pretende di modificare il concreto partendo dal generale, come diretta derivazione dell'orientamento ideologico del '900, ormai decaduto a mero idealismo dissociato.
Quello che è emerso nel dibattito è che esiste un popolo italiano colto, molto ridotto numericamente, ma pur esistente, che ha bisogno di punti di riferimento e che si aggrega in eventi culturali quali quello qui in analisi come zombies alla ricerca di linfa vitale, come naufraghi alla ricerca di brandelli di terra abitabile, come minori non accompagnati alla ricerca di linee guida per scorgere il futuro, ed a questa esigenza, gli intellettuali odierni non possono fare fronte.
Quello che hanno fatto i relatori è stato giustamente di deresponsabilizzarsi in modo responsabile, perchè così facendo, rimanendo nel solco della mera analisi del presente, omettendo di impegnarsi nella elaborazione e divulgazione di una chiave di lettura utile al superamento dell'attuale, evitano di finire negli ingranaggi della macchina distruttrice del sapere ufficiale.
Ossia, fin tanto che svolgano attività di certificazione del presente e si limitino a dare vaghi stimoli intellettuali ad uso del singolo impotente, le case editrici, i giornali nazionali ed il sistema mediatico permettono loro di esprimersi e nella sciagurata inutilità della loro opera, riescono nel male a costruire briciole di sapienza, spunti di riflessione, ad instillare in chi ha orecchie per sentire semi da cui far germogliare una rinascita interiore. Diversamente da ciò sarebbero progressivamente censurati e peggio ancora delegittimatici nelle proprie tesi dai cani feroci della cultura di massa.
La loro voce fuori dal coro costituisce la maschera che il sistema economico politico indossa per autoproclamarsi fittiziamente e mendacemente come pluralista e democratico.
Tanto ebbi a riflettere qualche mese fa in un colloquio con Marcello Veneziani in occasione della presentazione del suo libro “Tramonti” e di tanto ho avuto conferma ieri.
Nel mondo della cultura c'è spazio solo per una critica inutile, improduttiva di effetti sociali, di tramonti, ma non di albe. Ossia, è negata qualsiasi forma di riscatto culturale, che non si inserisca nelle dinamiche del nuovo populismo di destra, che altro non è se non un fenomeno di compensazione sociale del vecchio populismo di sinistra.
In buona sostanza non c'è spazio per la cultura e non c'è spazio per le risposte.
Quindi pur sentendo ribollire il sangue davanti ai migliori intellettuali della nostra epoca, che come aquile regali sbattono le proprie ali rotte, non possiamo attribuire loro nessuna responsabilità, ma al contrario dobbiamo accettare la triste verità che come popolo non siam ancora pronti per parlare di Tradizione e di rinascita spirituale alla luce dei principi metafisici della Tradizione.
Detto questo, rivolgo i miei più sentiti complimenti agli organizzatori dell'evento per aver creato l'occasione di sollevare problematiche, mostrando, forse involontariamente, i termini della loro irrisolvibilità, attività questa che non è vana, perchè ho la speranza che costituisca almeno una sorta di rullino fotografico in negativo che una volta sviluppato dalle dinamiche della storia, possa creare una immagine nitida della grandiosa bellezza dell'essere Umano trascendente e della sua infinita potenza spirituale.

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Desta grande preoccupazione lo stato di profonda confusione in cui versa tutto il settore della Formazione Professionale in Puglia.

Dopo gli anni bui del centrodestra in cui questo ambito strategico per lo sviluppo regionale era stato ridotto in condizioni disastrose, a causa delle gestioni dissennate che si erano succedute tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, nel decennio della “Primavera Pugliese”, grazie al grande lavoro fatto dalla Giunta guidata dal Presidente Nichi Vendola, e dagli assessori Marco Barbieri e Alba Sasso, si erano introdotte riforme strutturali che avevano innanzitutto bonificato tutto il settore dalle distorsioni al limite della legalità che, in questo campo, avevano caratterizzato i governi precedenti, rendendo finalmente la Formazione Professionale una leva realmente efficace e capace di corrispondere alle richieste dei giovani in cerca di prima occupazione o di coloro che avevano perso il lavoro.

Oggi, purtroppo, la sensazione che si ha è che si stia tornando pericolosamente indietro e la Formazione Professionale sembra di nuovo caratterizzata da molteplici inefficienze, ritardi e scarsa trasparenza.

Nelle scorse settimane abbiamo pubblicamente denunciato l’anomalo e inopportuno “cambio in corsa” del Responsabile Unico del Procedimento nell’ambito dell’avviso pubblico per la selezione degli enti che dovranno organizzare, in tutta la Puglia, i corsi per OSS (Operatori Socio Sanitario). Su quel procedimento, tra l’altro, ci consta che, a seguito della pubblicazione delle graduatorie con i progetti destinatari di finanziamento, siano state avanzate decine di richieste di accesso agli atti da parte di enti di formazione esclusi che lamentano presunte illegittimità commesse ai loro danni o errori nell’attribuzione dei punteggi. Mi auguro che ora non si apra, su questo, un gigantesco contenzioso in sede amministrativa che potrebbe pregiudicare l’avvio dei corsi e penalizzare i tanti cittadini che aspettano da anni questa opportunità. Ma al di là di questo, anche i ritardi nei pagamenti delle indennità in favore dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore che hanno frequentato i corsi di formazione finanziati dalla Regione Puglia, oppure l’assoluta confusione che regna nei Centri per l’Impiego, a pochi giorni dall’avvio dell’iniziativa “Mi formo e lavoro” (tutte questioni sulle quali nei giorni scorsi abbiano acceso dei riflettori per fare chiarezza), sono lì a dimostrare che tutto il settore della Formazione Professionale necessita di un repentino cambio di rotta, affinchè non torni ad essere nient’altro che un pozzo senza fondo dove dilapidare ingentissime risorse pubbliche senza che la collettività possa trarne alcun vantaggio.

Su questo auspico che lo stesso Presidente Michele Emiliano possa presto far sentire la sua voce.

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Venerdì conferenza stampa su attività straordinaria per il decoro della città

Per venerdì, 21 settembre, alle ore 16 è convocata presso la sala giunta di Palazzo di Città una conferenza stampa per l’attività straordinaria programmata per mantenere il decoro della città su disposizione dell’Amministrazione comunale. Il Sindaco Riccardo Rossi e l’Assessore alle Politiche ambientali Roberta Lopalco illustreranno il programma dettagliato dell’attività che partirà lunedì 24 settembre.

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Si è risolta, fortunatamente, in maniera positiva la vicenda che ha visto coinvolto un 62enne di Ostuni, con problemi psichici, che lo scorso sabato aveva abbandonato volontariamente la sua dimora dopo aver litigato con la moglie.

L'uomo è stato rintracciato quest'oggi dagli uomini del Commissariato di Polizia della Città Bianca, sulla complanare che collega il Pilone a Torre Canne, visibilmente provato e con i primi segni di disidratazione. A lanciare l'allarme, telefonando al commissariato, era stata la moglie stessa, sabato sera, nel momento in cui il marito aveva deciso di andare via di casa. La domenica successiva, i parenti hanno denunciato la scomparsa del proprio caro, attivando le ricerche da parte delle forze dell'ordine.

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La stazione di Ostuni è pronta a dire addio alla storica biglietteria.

Giovanni Fedele

Sull'argomento, a dire la sua è Giovanni Fedele, il quale afferma: "La notizia della prossima chiusura della biglietteria della stazione ferroviaria di Ostuni lascia basiti. Non è la prima volta che Trenitalia provoca disservizi ai pendolari, lavoratori, studenti, turisti, nel silenzio totale di Parlamentari, Consiglieri Regionali e dell'Amministrazione Comunale. La nostra città, è sempre più "periferia dell'Impero", vittima dell'indifferenza, del cinismo e della volontà della società pubblica di voler tagliare i costi del personale, causando un grave danno all'utenza ed a chi non sa utilizzare gli strumenti telematici per ovviare a tale disservizio. Speriamo che in futuro, si dia almeno seguito a quanto promesso, per quanto riguarda la pubblica illuminazione ed il rifacimento dei bagni pubblici. Lancio un appello a tutti: Amministrazione Comunale, parti politiche, Forum della Società Civile, si convochi un'Assemblea e si discuta, invitando i Parlamentari del nostro territorio di maggioranza e di opposizione, su come reagire a questo ennesimo grave torto subito dalla nostra città".

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Nella giornata di domani, 20 settembre, nelle scuole di Brindisi partirà il servizio di integrazione scolastica per tutti coloro che hanno fatto richiesta e ottenuto la certificazione rilasciata dall’INPS, previa diagnosi del NIAT dell’ASL.

Attualmente il servizio riguarda 158 studenti ma ce ne sono circa ulteriori 30 ancora in attesa della certificazione come previsto dalla Legge 104/92. Ricordiamo che da quest’anno il Comune ha preso in carico anche i ragazzi e le ragazze che prima erano assistiti da operatori dell’ASL.

“Come previsto dalle indicazioni della Regione, il sevizio di integrazione scolastica partirà il 20 settembre - spiega l’Assessore a Scuola, Welfare ed Inclusione Rita De Vito -. Abbiamo mantenuto l’impegno con le famiglie e raggiunto il nostro obiettivo. Tutti gli studenti che necessitano di questo servizio avranno dunque la possibilità di cominciare l’anno scolastico insieme ai loro compagni; anche questo fa parte di quel processo di inclusione di cui vogliamo essere artefici”.

L’Amministrazione si è anche impegnata a reperire le risorse aggiuntive qualora il numero degli studenti che necessitano del servizio continui ad aumentare.

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il Sindaco Riccardo Rossi, insieme agli Assessori alle Politiche Ambientali e alla Legalità Roberta Lopalco e Mauro Masiello, ha incontrato i rappresentanti di ENI Versalis.

Erano presenti: Gabriele Venera, Responsabile Risorse umane dello stabilimento di Brindisi, Davide Calabrò Direttore Risorse umane Versalis, Fabrizio Bellini Direttore Stakeholder Relations & Business Services Versalis, Marcello Perra Direttore stabilimento Versalis Brindisi, Francesco Manna, VP Rapporti Istituzionali locali ENI, Cristina Pedote Responsabile Comunicazione, Rapporti istituzionali e Associazioni Versalis.

L’incontro, già previsto, ha rappresentato un’occasione per parlare anche dell’episodio odierno che ancora una volta ha visto l’accensione della torcia del Petrolchimico per un blocco del compressore. Si tratta del secondo episodio nel mese di settembre e del terzo da quando l’impianto è ripartito dopo la fermata per manutenzione.

“È andata bene - spiega il Sindaco Riccardo Rossi - perché abbiamo ottenuto dall’azienda che, in tempi brevi, si componga una commissione tecnica paritetica, composta da esperti di ARPA e designati anche da Comune e Versalis.

Voglio ricordare a tutti che questo era l’obiettivo di un Ordine del giorno che avevo presentato tre anni fa da consigliere dell’opposizione. Grazie a questo strumento saremo in grado di valutare la situazione delle emissioni durante le sfiammate, su cui pare non esserci congruenza dei dati, e trovare anche una soluzione concreta affinchè questi blocchi non si verifichino con tale frequenza”.

Il Sindaco ha chiesto ad ENI Versalis anche di investire sul territorio in termini di ricerca, sviluppo e chimica verde. Il Direttore dello stabilimento di Brindisi Marcello Perra ha informato l’Amministrazione degli investimenti in essere.

In particolare è in fase di valutazione per assoggettamento VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale) il progetto della torcia a terra; come previsto nel Protocollo firmato in Prefettura. L’azienda ha chiesto al Ministero per l’Ambiente di non assoggettarlo a VIA mentre la Regione si è opposta. Al momento da parte del Ministero sono stati richiesti altri documenti e questa prima fase si concluderà agli inizi di ottobre.

Solo successivamente a questa decisione si valuteranno i tempi di realizzazione della torcia chiusa. Se non sarà necessaria la VIA, i lavori partiranno a metà 2019 e la si potrà attivare dopo la fermata dell’impianto programmata nel 2020. In caso contrario l’avvio dovrebbe slittare di un anno.

Published in Accade in Puglia

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