Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 24 Settembre 2018

In riferimento al comunicato stampa dell’On. Giancarlo Cito si relaziona quanto segue.
In data 22/09/2018 alle ore 10.00 si è presentato con ambulanza 118 in codice giallo l’On. Cito per “malore in paziente … [omissis] … già trattato chirurgicamente e cardiopatico in terapia … [omissis]”. I parametri vitali erano nella norma e il cardionline evidenziava Fibrillazione atriale probabilmente cronica in considerazione della frequenza e della terapia assunta.
Il triagista confermava il codice giallo e affidava il paziente al post-triage dove avveniva la presa in carico infermieristica con esecuzione degli esami e dell’elettrocardiogramma come da protocollo interno del triage.
il paziente restava quindi in post-triage sotto la stretta sorveglianza infermieristica e la rivalutazione dei parametri vitali, eseguita alle ore 13.00, non mostrava particolari criticità. Anche gli esami erano soddisfacenti e il paziente rifiutava l’esecuzione dell’esame di controllo della troponina eseguita solitamente a tre ore dalla prima.
Alle ore 14.30 veniva preso in carico dalla Dr.ssa Baccaro che eseguiva valutazione neurologica, TAC encefalo e valutazione cardiologica, nonché terapia di supporto.
Alla luce degli esami, tutti negativi, e dello stato del paziente, lo stesso veniva dimesso alle ore 19.50 alla attenzione del medico curante e degli specialisti di fiducia.
Altresì, in data 22/09/2018, dalle ore 8.00 alle ore 14.30 si sono presentati al triage 74 pazienti (4 codice rosso, 35 codice giallo, 33 codice verde), di cui 37 dalle ore 8.00 alle ore 10.00 (2 codice rosso, 13 codice giallo, 7 codice verde).
Si fa notare che il tempo di attesa in post-triage, sebbene possa essere percepito come tempo inutile, è di fatto tempo operativo con la presa in carico infermieristica, ormai consolidata nei moderni modelli di triage, e controllo a vista che può cogliere immediatamente eventuali variazioni dello stato di salute dei pazienti in attesa.

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Stazionato per ore e ore, in una piccola stanzetta di 4 m per 4 m insieme ad altri 10 pazienti posizionati tra letti e sedie a rotelle.

L’On. Giancarlo Cito denuncia la situazione critica, in cui versa il pronto soccorso di Taranto.Sabato scorso,colto da un malore è stato soccorso dai medici del 118 ed accompagnato al pronto soccorso in ambulanza, rimaneva in attesa per 5 ore circa,prima di sapere le sue condizioni, parcheggiato insieme ad altre urgenze in un piccola stanza .

“Oltre 5 ore di attesa prima di essere visitato ,mantenere i nervi saldi non è stato facile. Il pronto soccorso del SS. Annunziata versa in condizioni drammatiche . ll Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, in qualità di responsabile della sanità a Taranto,invece di pensare alla sua candidatura alla presidenza della Provincia ,perché non si rende conto di persona,per decidere di potenziare i servizi del territorio. Dal 1 ottobre,infatti,dopo il Moscati e Grottaglie saranno chiusi i punti di primo intervento di Mottola e Ginosa, questo peggiorerà la situazione del SS. Annunziata. La sanità è un tema che interessa tutti,ogni cittadino ha il diritto di essere curato nel rispetto in una struttura efficiente. C’è carenza di medici e di punti di primo intervento in tutto il territorio Pugliese,una situazione che ricade sulla qualità del servizio. La mia disavventura si è conclusa dopo oltre 10 ore. Un ringraziamento va al personale del pronto soccorso dell’Ospedale SS. Annunziata, che pur in situazione cosi difficile riescono a svolgere il proprio dovere in maniera egregia.”

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Carmelo Fanizza, presidente e fondatore della Jonian Dolphin Conservation, oggi presenterà al 53° Simposio Europeo di Biologia Marina (EMBS) ad Ostend in Belgio il lavoro di ricerca dal titolo "Sinergia tra citizen science e intelligenza artificiale - lo studio dei Grampi (Grampus griseus) nel Nord del Mar Ionio".

“Personalmente e come amministrazione comunale - commenta il vice sindaco Tilgher - non abbiamo mai fatto mistero dell’ammirazione e della stima nei confronti della Jonian Dolphin e di Carmelo: sono un raro esempio di competenza scientifica, serietà professionale, capacità imprenditoriale e calore umano, tutti fusi in un unico progetto che abbraccia il mare di Taranto e lo valorizza”.

In occasione della presentazione del progetto, il sindaco Rinaldo Melucci, il vice sindaco e assessore alle Risorse del Mare Valentina Tilgher e l’intera Amministrazione vogliono esprimere sincere congratulazioni per i risultati di Carmelo Fanizza e dei suoi colleghi della Jonian Dolphin, confermando il supporto e la precisa volontà di restare accanto a loro, nelle future, come nelle già attuali, progettualità.

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Per la seconda edizione raddoppia l’evento simbolo della ristorazione di qualità
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Il 29 e 30 settembre, i soci del consorzio aprono al pubblico le loro cucine 
con cooking demo, degustazioni e laboratori
Dopo il successo della prima edizione, quest’anno si fa in quattro Cucine Aperte, l’evento del consorzio La Puglia è Servita che accompagna il pubblico dietro le quinte della ristorazione di qualità. Saranno infatti quattro le aperture speciali, il 29 e 30 settembre,  dalle 11.00 alle 16.00 e dalle 19.00 alle 23.00, in cui gli appassionati potranno visitare le cucine delle strutture partecipanti, approfondire la conoscenza delle materie prime, seguire laboratori, degustazioni tematiche, e naturalmente assaggiare le preparazioni a cura dei ristoratori soci, che annoverano alcuni tra i migliori cuochi di tutta la Puglia. 
L’evento, organizzato in collaborazione con l'assessorato all'Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, è pensato per incoraggiare visitatori e viaggiatori gourmet a scoprire e riconoscere gli alti standard dei soci, che annoverano alcuni tra i migliori professionisti dell’ospitalità e della ristorazione di tutta la regione, celebrando insieme la ricchezza e la varietà della cultura enogastronomica di Puglia. 
“Il cibo è diventato uno degli elementi più ricercati nell’esperienza di viaggio. Sempre più turisti aspirano a vivere esperienze enogastronomiche, provando durante il viaggio diversi tipi di cucine e specialità locali – afferma l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone - La Puglia può offrire tanto su questo piano, perché un viaggio in Puglia è anche un viaggio nei sapori. Quelli genuini di un territorio generoso, con una lunga tradizione enogastronomica intimamente legata alla terra e ai suoi frutti, che conquista per la sua prelibatezza ma anche per la sua varietà.  Ma non esiste ancora un racconto dei sapori che da secoli si tramanda mantenendo intatto il gusto dai piatti di una volta, pur spesso rivisitati da chef contemporanei. Dobbiamo ancora lavorare molto ad una organizzazione del prodotto enogastronomico perché nonostante la ricchezza pugliese, non siamo ancora meta turistica grazie al cibo.  Con il Piano strategico Puglia 365 puntiamo sul turismo enogastronomico. Per questo ha ancora più valore l’iniziativa Cucine Aperte di La Puglia è servita, sicuramente una buona prassi da estendere e consolidare.”
Anche per questa edizione, ogni struttura sceglierà il proprio “Prodotto nel piatto”, su cui incentrare la degustazione: i visitatori potranno quindi spostarsi da una struttura all’altra, assaggiando le diverse tipicità di ogni territorio. In degustazione anche i vini del Movimento Turismo del Vino Puglia, gli extravergine di Buonaterra - Movimento Turismo dell’Olio Puglia e i prodotti tipici raccontati direttamente dai produttori e dagli artigiani del gusto del territorio. 
“Siamo bombardati da talent show enogastronomici e chef-divi, ma per i soci de La Puglia è Servita la gastronomia è cultura, scienza, lavoro di squadra, umiltà – dichiara Beppe Schino, presidente del consorzio. – Il vero spettacolo è quando i sapori e i profumi della nostra terra incontrano un palato che sa riconoscerne il valore: Cucine Aperte è pensato proprio per raccontare a curiosi e appassionati gourmet la cura e il lavoro che si nasconde in ogni piatto. Per questo, in questa seconda edizione, amplieremo la proposta con speciali menù degustazione, che incoraggeranno i visitatori a prolungare e approfondire il loro viaggio nel gusto.”
Per la seconda edizione, saranno venti le strutture aderenti all’iniziativa, dislocate sull’intero territorio regionale. 
Sabato 29 settembre aperte le cucine di: Ristorante Porta Di Basso - Peschici (Fg) | Forno Sammarco - San Marco in Lamis (Fg) | Ristorante Il Cortiletto - Lucera (Fg) | Ristorante Al Primo Piano - Foggia |Ristorante Corteinfiore - Trani | La Bottega dell'Allegria - Corato (Ba) | Oli Olà - Bisceglie (Bt) | Ristorante Le Giare - Bari | Ristorante PerBacco - Bari | Terranima - Bari | Taverna Le Rune - Bari Torre a Mare | Lama San Giorgio - Rutigliano (Ba) | L'Antica Locanda - Noci (Ba) | Botteghe Antiche - Putignano (Ba) | Ristorante Al Gatto Rosso - Taranto | Masseria Il Frantoio - Ostuni (Br) | Ristorante Lilith - Vernole (Le). 
Domenica 30 settembre aperte Ristorante Il Cortiletto - Lucera (Fg) | Ristorante Al Primo Piano - Foggia | Locanda Di Nunno - Canosa di Puglia (Bt) | Antichi Sapori - Andria / Montegrosso (Bt) | Masseria Cimadomo - Corato (Ba)
In più, un ricco programma di attività animerà le strutture nel corso della due giorni: showcooking, laboratori per i più piccoli, mostre e molto altro ancora. 
Tra i microeventi da non perdere la cooking demo a Bari da Ristorante Terranima (sabato 29 settembre) dedicata alla “Tiella di Patate Riso e Cozze” condotta dal giornalista gastronomo Sandro Romano, i laboratoridedicati al ricco patrimonio di eccellenze enogastronomiche di Puglia: sulla marinatura del pesce a Peschici da Ristorante Porta di Basso (sabato 29 settembre); sul pane da Forno Sammarco a San Marco in Lamis (sabato 29 settembre) e sui piatti a base di pane da Ristorante Il Cortiletto a Lucera (sabato 29 e domenica 30 settembre); sulla bruschetta da Oli Olà a Bisceglie (sabato 29 settembre); sulla giuncata da Lama San Giorgio a Rutigliano (sabato 29 settembre); sulla pasta fresca tipica salentina da Ristorante Lilith a Vernole (sabato 29 settembre). 
Ma a Cucine Aperte ci si potrà fermare anche a pranzo o cena con gli speciali menù degustazione ideati per l’occasione da Al Primo Piano a Foggia e Il Cortiletto a Lucera (sabato 29 e domenica 30 settembre); Corteinfiore a Trani, Le Giare a Bari, Le Rune a Bari Torre a Mare, Botteghe Antiche a Putignano, Masseria Il Frantoio ad Ostuni, Lilith a Vernole (sabato 29 settembre); Locanda di Nunno a Canosa di Puglia  (domenica 30 settembre).   
Organizzare al meglio il proprio itinerario di visita sarà più semplice, grazie alla speciale mappa delle aziende partecipanti realizzata su Google Maps. Per usarla, basta connettersi da tablet o smartphone al sitowww.lapugliaeservita.com, cliccare sulla mappa in homepage e scegliere di aprirla con l'app di Google Maps. Selezionando la singola struttura si potranno conoscere orari di apertura e programma delle attività, oltre a ricevere le indicazioni esatte su come raggiungere l'azienda e creare il proprio percorso.
Una vera e propria festa, per celebrare la ricchezza della gastronomia pugliese: uno scrigno di tesori agroalimentari rinomati in tutto il mondo, che abbinati a un’antichissima tradizione culinaria regionale rappresentano una delle migliori motivazioni per un viaggio attraverso questa terra affascinante.
L’elenco delle strutture aderenti, orari, giorno di apertura e il programma completo della manifestazione sono disponibili sul sito www.lapugliaeservita.com e sulle pagine social del Consorzio.
Cucine Aperte fa parte della programmazione progettuale dal titolo “La Puglia è Servita” presentata da Tirsomedia a valere sul fondo di sviluppo e coesione - FSC -2014-2020 “Patto per la Puglia”, finanziata dall’Assessorato all’Industria turistica e culturale.

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“Un milione di euro in 4 mesi (ovvero 250mila euro al mese, più di 8mila euro al giorno) al polo culturale presso la Fiera del Levante, per il tramite del Teatro pubblico pugliese. Questo è l'ingente ammontare che la Regione Puglia ha stanziato, traendo i fondi dal Por 2000/2006 con delibera di giunta datata 6 settembre scorso. Un'enorme risorsa economica destinata, come ormai l'assessore Capone ci ha abituato, al nulla. Fotografie, pose e titoli di giornali. Tutto questo mentre i Comuni della nostra regione fanno spesso fatica a reperire le risorse necessarie per attivare serie e credibili proposte culturali sul territorio”.
Così il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, nell’annunciare di aver presentato una interrogazione urgente a risposta scritta, perchè l’importo stanziato va speso entro la fine del 2018, al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, e al presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano.
Tutto parte il 6 settembre scorso quando la Giunta regionale ha deliberato l’accordo tra Regione Puglia e Teatro pubblico pugliese, per un finanziamento pari a 1 milione di euro relativo alla programmazione Por 2000/2006, allo scopo di implementare e attuare il progetto del “Polo territoriale delle Arti e della Cultura Fiera del Levante 2018". Per questo motivo, spiega il consigliere regionale tarantino, “ho voluto presentare una interrogazione urgente a risposta scritta”. In particolare, aggiunge Liviano, “ho chiesto di conoscere le motivazioni che hanno indotto la Regione Puglia a stanziare questo importo sostanzioso nei confronti del Teatro pubblico pugliese ma, soprattutto, la ratio che ha portato a questa deliberazione da parte della giunta regionale”.
In pratica, fa presente Liviano nella sua interrogazione, ci troviamo di fronte ad un accordo che prevede lo stanziamento di corpose risorse finanziarie “per cui - scrive ancora nell’interrogazione il consigliere regionale del Gruppo Misto - vorrei sapere se, sia al presidente Loizzo che al presidente Emiliano, appare congruo e accettabile questo esborso per il polo fieristico quando, poi, come già detto, molti Comuni pugliesi devono fare i conti con le proprie ristrettezze finanziarie mentre, al contrario, meriterebbero un maggior aiuto per organizzare e realizzare proposte culturali di rilievo sui rispettivi territori".
Altro aspetto toccato nella interrogazione dal consigliere regionale Liviano, è quello relativo alla presenza, durante la settimana fieristica, di artisti quali Lino Banfi, Gianmarco Tognazzi e Al Bano. “Questi artisti - chiede Liviano - hanno partecipato a titolo gratuito o hanno ricevuto un cachet? E se lo hanno ricevuto, quale è stato il compenso per ognuno di loro e a fronte di quali prestazioni in favore dei cittadini pugliesi?”.
Per quanto riguarda, infine, la somma di 1 milione di euro prevista nell’accordo, Liviano chiede di sapere come, concretamente, il Teatro pubblico pugliese intende spenderle e quali obiettivi si intende raggiungere nell’arco temporale da settembre a dicembre e quali spese sono state finora sostenute durante la settimana espositiva della Fiera del Levante appena conclusasi.

 

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Lunedì, 24 Settembre 2018 11:38

Marta e i suoi gioielli. Una storia italiana

Marta è il nome di fantasia che in questo articolo usiamo per indicare una donna vera, o forse sarebbe meglio dire una vera donna. La sua è una storia ordinaria, quasi banale, come tante altre e forse proprio per questo particolarmente significativa.

Marta ha frequentato un istituto d'arte ed il suo sogno da grande era di progettare e costruire gioielli. Ma si sa, i sogni sono sogni e la realtà è un'altra cosa. A diciotto anni incontra un ragazzo di cui si innamora, il suo amore è ricambiato, i due giovani si sposano ed hanno figli. Marta è soddisfatta della sua vita perchè anche se è impegnata dalla mattina alla sera nelle attività domestiche e nella cura della prole, sente che tutto quello che fa è reale, concreto e soprattutto è frutto di un amore atavico che dà senso ad ogni sua giornata. Ormai i i suoi gioielli più belli sono i suoi figli e la sua famiglia è una vera opera d'arte d'amore ed armonia.
Dopo più di venti anni di matrimonio però, come succede ormai quasi sempre in questa epoca di confusione e decadenza, malgrado gli sforzi di Marta di tenere unita la famiglia, il matrimonio finisce, e Marta si ritrova sulle spalle il peso di un fallimento, la distruzione del grande progetto a cui aveva lavorato con gioia per oltre metà della propria vita.
Marta è distrutta emotivamente, non ha un lavoro ed i figli ormai grandi lasciano il paese per proseguire gli studi. Come in un gioco da tavolo le sembra di essere stata rispedita al punto di partenza, di aver vissuto gli ultimi venti anni come in un sogno improvvisamente svanito da un giorno all'altro, nel silenzio di quella casa ormai vuota.
Ma ancora peggio della solitudine e dell'amarezza, Marta scopre di albergare dentro di sè un vuoto senza confini, una assenza di sé che non riesce neanche ad esprimere a se stessa con le parole. Ed all'improvviso si rende conto che senza accorgersene, per puro amore e con grande entusiasmo ha passato gli ultimi venti anni della sua vita in un mondo che l'aveva accettata sì, ma unicamente come madre di famiglia e donna di lavoro domestico, ossia come, consentitemi il termine, animale da riproduzione e donna delle pulizie. Niente altro della sua persona era stato accettato e valorizzato, non le sfumature della sua sensibilità di donna, né tanto meno la sua creatività artistica, soffocata perchè considerata una semplice velleità adolescenziale del tutto inutile ed inopportuna in una rispettabile madre di famiglia.
E così, quasi in una dantesca selva oscura in cui la dritta via è smarrita, Marta ha dovuto ricominciare da zero ripartendo da se stessa, da quella gioia giovanile che l'avrebbe portata altrove rispetto al futuro che poi si era scelta, da quella creatività artistica rimasta inespressa.
Perchè Marta è una donna come tante altre, con un passato ordinario alle spalle, ma ha il dono che quando prende in mano una matita riesce a progettare gioielli bellissimi, dalle forme complesse, dalle combinazioni inconsuete, dai colori vivaci ed armonici, od al contrario forme classiche, semplici e rigorose che con una grazia naturale riescono a reinterpretare lo stesso concetto di forma classica, e malgrado la limitatezza tecnica del suo banco da lavoro improvvisato in un angolo della casa, Marta riesce a creare pura Bellezza.
Questa sua capacità viene accolta da tutti come la manifestazione di un semplice hobby, fino a quando le sue creazioni attirano l'attenzione di una importante azienda del settore, specializzata nella produzione di gioielli per i grandi marchi della gioielleria.
è il sogno di una vita che si realizza. Marta si reca nella grande città dove ha sede questa azienda per la firma di un contratto che prevede a titolo di corrispettivo per la cessione dei diritti di riproduzione, il pagamento della somma di euro 4.000,00 a prototipo.
Questa somma non è un granché rispetto al fatturato delle aziende verso cui quei prototipi sono destinate, ma per Marta questo è il suo primo contratto e inoltre ha una creatività infinita che le permetterà di sfornare un prototipo dietro l'altro.
Marta è emozionata, questa è proprio la grande svolta della sua vita, nel senso di una autorealizzazione personale e professionale a cui aveva da sempre dovuto rinunciare, senza amarezza, ma facendosi carico della totale incomprensione delle sue doti artistiche da parte di tutta la gente più cara che l'aveva circondata nel corso della sua vita.
Ma, mentre la pellicola del film di Marta sta già proiettando sullo schermo un futuro da sogno, il titolare della azienda committente, impone a Marta la più antica delle condizioni che si può imporre una una bella donna nel pieno del suo fascino.
Per Marta è una doccia fredda, per lei che è sempre cresciuta in un mondo sano ed ha trasmesso ai suoi figli i valori della onestà e del rigore, una simile condizione è assolutamente inaccettabile, anzi di più, una simile condizione non esiste proprio nel suo vocabolario etico. E senza aggiungere altro, Marta si alza e se ne va.

Questa è la storia di Marta, una storia ordinaria, come tante altre, una storia che riguarda tutti noi, uomini e donne, perchè l'oggetto del ricatto può essere non solo sessuale, ma anche riguardare la rinuncia ad un pezzo della nostra dignità, che in un mondo sano, non ci dovrebbe essere tolto.
Marta è un nome di fantasia, ma potremmo chiamare questa donna Italia, oppure Modernità, oppure Età Ultima, perchè sempre più spesso assistiamo al sovrapporsi caotico di dinamiche che dovrebbero rimane scisse tra loro. Che senso ha chiedere ad una donna di fare sesso in una situazione del genere???? Stiamo parlando di un bell'uomo, sicuramente ricco, che potrebbe facilmente sedurre chiunque, oppure andare a prostitute senza bisogno di fare economia sulla qualità della prestazione, ed invece sceglie di ricattare una artista durante un colloquio di lavoro, con la moglie assunta come segretaria a pochi passi dalla porta dell'ufficio.
Quella raccontata in questa storia è l'estrinsecazione di una mania di onnipotenza libidica che si esprime nel tentativo dell'uomo contemporaneo di realizzare se stesso attraverso il soddisfacimento edonistico delle proprie pulsioni sessuali. Si tratta di una perversione esistenziale, di una degenerescenza spirituale, che trova nel sesso praticato in situazioni proibite la fonte stessa della eccitazione sessuale.
La matrice di questo comportamento è di natura psicologica, ma si manifesta sempre più frequentemente a causa degli stessi impulsi culturali della società moderna, in cui crollati i limiti morali imposti dalla religione, si vive nell'universo del possibile. Tutto è permesso fintanto che si è in possesso dei soldi necessari per realizzare quel Tutto. Queste dinamiche sono espressione della idolatria del fattore economico nella vita sociale. Quando si dice che l'omo moderno idolatra il denaro, non si usa un eufemismo, ma si intende affermare che attraverso il denaro l'uomo moderno, ed in misura ridotta anche la donna moderna, praticano il culto della onnipotenza terrena.
Lo squallore di queste dinamiche è che tutto si riduce alla manifestazione e soddisfazione di istinti di base. A cosa serve il denaro in relazione a queste dinamiche? A fare sesso, a mangiare bene, ad abitare in case confortevoli. Tutti i beni strumentali che il denaro consente di acquistare come, per fare un esempio, macchine di lusso, yacht, orologi costosi, sono un unico grande corollario di questa volontà onnipotente di realizzazione degli impulsi di base in cui l'Io individuale moderno è rimasto imprigionato.
Questa analisi, laddove riguardasse solo il singolo individuo rimarrebbe confinata nel sacro recinto dei fatti suoi, il problema è che come sopra detto, il venir meno dei vincoli morali religiosi, il dissolversi dei vincoli etico-relazionali consequenziali al dissolversi della organicità sociale, ed il venir meno del potere normativo dello Stato per effetto dell'affermarsi di una cultura liberale, in cui i reati contro la morale pubblica sono stati ridimensionati nelle pene, quando non addirittura depenalizzati, (si pensi al recente caso del reato di atti osceni in luogo pubblico, ormai sanzionato con una sanzione amministrativa) porta la società civile ad un caotico animalismo regressivo rispetto alla reale natura umana.
Questa cultura liberale è funzionale agli interessi economici liberisti, perchè incentiva il culto dell'Io atomizzato e libero dalla morale, ed è stata presentata alla collettività come la tappa ultima del progresso umano secondo la strada delineata dalla cultura pop sessantottina del “vietato vietare”.

Tutto questo è importante chiarirlo, perchè fino a quando non capiremo che le attuale dinamiche sociali sono state imposte per dominarci. Fino a quando penseremo che la libertà dei tempi moderni, scissa da ogni dovere, sia la tappa ultima del progresso, non ci accorgeremo che le dinamiche del liberismo ci hanno ridotto in catene propri attraverso questo distorto concetto di libertà.
Dobbiamo ricordare a noi stessi che la libertà assoluta presenta una assoluta mancanza di limiti e che questa caratteristica esprime perfettamente il concetto di NULLA in cui ci troviamo.
La vera libertà invece è quella che si esprime nel rispetto di regole condivise, in cui ogni organismo complesso come una società od un Stato dovrebbe trovare la propria struttura e la propria colonna portante.

Fino a quando non creeremo in noi stessi la presa di coscienza in merito a quanto sopra detto, ci ritroveremo ad affrontare situazioni quotidiane in cui la spinta libidica e la sopraffazione edonistica del denaro, soffocheranno ogni genuina forma di bellezza e talento personale, in cui si manifesta la dimensione più nobile della nostra natura.

Questa è la storia di Marta, una storia ordinaria, una storia qualunque, una storia italiana.

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Si è concluso sabato 22 settembre, il 55° Campionato Italiano Assoluto per Equipaggi di Traina d'Altura 2018 presso il Molo Sant'Eligio. Taranto ha ospitato la X edizione e ha visto vincere l'equipaggio di Grottaglie – Chiodo Fisso Taranto dell'ASD Fishing Club – che disputerà il Mondiale in Sud Africa tra fine febbraio e inizi marzo 2019.

Una vittoria tutta locale quella che ha collezionato la città di Taranto, che ha ospitato la X edizione del 55° Campionato italiano assoluto di Traina d'altura per equipaggi.

Ad aggiudicarsi il primo posto è stata l'ASD Fishing Club di Grottaglie (equipaggio 'Chiodo Fisso Taranto'), che disputerà il Mondiale a Capo Horn in Sud Africa – seguita dalla Lega Navale Italiana San Foca di Lecce (secondo posto) e Fishing Club di Lecce (terzo posto).

“Siamo riusciti a portare il titolo a Taranto e siamo davvero orgogliosi – commenta Antonio Serio, direttore tecnico dell'ASD Fishing Club di Grottaglie e già campione nazionale nel 2002 –; la gara è stata difficille, tuttavia gli equipaggi si sono divertiti e abbiamo notato un'ampia partecipazione da parte dei cittadini. Il nostro equipaggio ha catturato il pesce più grosso: 11kg per un totale di 29kg e 600gr.”

L'evento, promosso dalla Sezione Provinciale FIPSAS - Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee - di Taranto ed organizzato da ASD Fishing Club Grottaglie con la collaborazione del Presidente Provinciale Sig. Giuseppe De Florio e dei membri del comitato organizzatore Ciro Pinto, Vincenzo Picardi, Antonio Serio e Giacomo Boccassini e con il patrocinio del Comune di Taranto e della Regione Puglia, Confindustria Taranto e Puglia Promozione, si è concluso con una cena nel suggestivo scenario del Molo Sant'Eligio alla presenza dei 250 atleti partecipanti.

A premiare i 3 equipaggi vincitori, il CT della nazionale Mirko Eusebi e il giudice Alfredo Bensi, che hanno omaggiato gli atleti con una medaglia, un set di canne da pesca e tre statute (bronzo, argento, oro) raffiguranti Taras a cavallo di un delfino, simbolo di Taranto.

“Abbiamo registrato una buona affluenza – ha aggiunto Giuseppe De Florio, presidente provinciale FIPSAS – merito delle condizioni meteomarine; di solito a Taranto abbiamo sempre preso tanto pescato, grazie alla migrazione nel mese di settembre dall'Adriatico verso lo Ionio. Il caldo inusuale di questi giorni, però, ha fatto sì che il pesce non venisse in superficie.
Ad ogni modo, abbiamo catturato quasi 40 prede, un bel bottino. La nostra città deve essere fiera delle attività sportive che si sviluppano nel territorio.”

“È stata una gara tesa fino all'ultimo istante – ha concluso Vincenzo Picardi –; 5 minuti prima del termine della gara c'è stato un testa a testa, il che ha reso il tutto più emozionante. Abbiamo assistito alla cattura di specie protette: tonno rosso, aguglia imperiale e lampughe; specie che, in quanto protette per l'appunto, sono state solo filmate al momento della cattura ma hanno fatto comunque punteggio. La città ha risposto bene, soprattutto durante la mostra del pescato, un momento davvero emozionante per noi tutti e per i tarantini.”

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