Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 13 Novembre 2019

Sull’avvio del Corso di Medicina e Chirurgia a Taranto ho inviato oggi una nota pec al Rettore dell’Università degli Studi di Bari e al Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Come è noto, una recente nota del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ha chiarito in via definitiva che non vi sono ostacoli all’avvio delle attività didattiche del Corso di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari nelle aule della sede di Taranto.

Ho chiesto, quindi, che il Senato Accademico venga messo nella condizione di deliberare in tal senso, allo scopo di dare concretezza alle determinazioni assunte collegialmente nelle recenti riunioni tenutesi a Bari, in Regione, e a Roma nella sede del Ministero.

Infatti fu proprio nella sede del MIUR che al termine dell’incontro del 30 ottobre scorso si concordò insiem il nulla osta per la ripresa delle attività didattiche.

Un incontro che vedeva la presenza oltre che del sottoscritto, del sottosegretario Mario Turco, dell' Assessore regionale al Diritto allo Studio, Sebastiano Leo, del Sindaco Melucci, del Rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, del Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Loreto Gesualdo e dei Dirigenti del MIUR.

Il Corso di Medicina a Taranto è importante per tanti fattori ed oggi si rende più che mai necessario per dare un segnale positivo alla comunità tarantina, che merita attenzione e generosità in un momento di grave preoccupazione per il futuro, di cui si è fatto interprete anche la Chiesa locale, attraverso la voce autorevole dell’arcivescovo di Taranto, Mons. Santoro,alla quale ci uniamo, che ha espresso l’auspicio che la Facoltà di Medicina e Chirurgia a Taranto diventi al più presto una realtà, per costruire nuove opportunità per il territorio.

 

 

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Viene prorogata fino al 31 dicembre p.v. la mostra “MitoMania. Storie ritrovate di uomini ed eroi”, presso la Sala mostre del Museo Archeologico Nazionale di Taranto.
In esposizione, per la prima volta tutti insieme al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, potrete ammirare preziosi vasi di produzione italiota attribuiti ai più grandi maestri della ceramografia apula, provenienti da scavi clandestini in territorio pugliese e recentemente restituiti all’Italia da importanti Musei internazionali quali il J. Paul Getty Museum di Malibu, il Cleveland Museum of Art, il Museum of Fine Arts di Boston e il Metropolitan Museum di New York.
La mostra, curata dal Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto Eva Degl’Innocenti e dagli archeologi del MArTA Anna Consonni, Luca Di Franco e Lorenzo Mancini, arricchisce il percorso museale ed è un’occasione per documentare l’impegno del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che opera di concerto col Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nel contrastare l’esportazione illegale di materiale archeologico al di fuori dei confini nazionali.
Il percorso di visita si articola in tre sezioni. La prima, “Il contesto perduto: mito, rito e morte nell’immaginario dei pittori apuli”, illustra il profondo legame fra la ceramica apula e la sfera funeraria, riflesso nelle scene figurate che ci parlano delle credenze nell’aldilà e dei riti che si svolgevano intorno alla tomba. La seconda sezione, “Mito e teatro nella ceramica apula”, è incentrata su quattro preziosi vasi le cui raffigurazioni propongono diversi episodi di due vicende mitiche: Eracle sul punto di essere sacrificato dal crudele re egiziano Busiride e la liberazione di Andromeda, vittima designata di un mostro marino, da parte di Perseo. Miti che ben si prestano a introdurre il problematico tema della relazione tra i pittori di vasi e i grandi maestri della drammaturgia greca. La terza sezione presenta invece, con l’ausilio di documenti fotografici e supporti audiovisivi, “L’attività del Comando Carabinieri TPC: cronache di recuperi al MArTA”.
Fruibile all’interno della mostra un percorso ludico-didattico “Scopri l’oggetto rubato” dedicato ai più piccoli.
Disponibile al bookshop del Museo il catalogo della mostra, edito da Gangemi editore.
L’ingresso alla mostra è compreso nel biglietto d’ingresso al Museo.
Orari: da martedì a sabato e Openday dalle ore 8.30 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle 19.30; domeniche
e festivi non Openday dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.30 alle 19.30.
Chiusura biglietteria alle ore 18.45.

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“Dubito fortemente che l'ipotesi della decarbonizzazione abbia una sia pur remota possibilità di realizzazione. Già dal 2015 nell'ambito di attività svolte dall'Ocse a Taranto emersero valutazioni prospettiche secondo cui il costo complessivo per la riambientalizzazione Ilva sarebbe pari a circa 2,8 miliardi di euro. Nell'anno 2017 l'Enea diceva, confermando di fatto quanto sostenuto dall'Ocse qualche anno prima, che il costo della decarbonizzazione Ilva (solo per impianti energetici) è pari a 1,5 miliardi di euro con incremento dei costi energetici di oltre il 20%. Con 2,8 miliardi, e persone in grado di elaborare idee e progettazioni, si creano circa 18000 posti di lavoro. Quindi, certamente, la strada non è la decarbonizzazione. L'esubero di circa 5.000 posti di lavoro, e di 2.500 per indotto, era un rischio che nelle valutazioni di Ocse emergeva sin dal 2015. Per questo nel nostro piccolo abbiamo fatto la legge speciale per Taranto, per questo abbiamo molto insistito perché si costruisse un piano strategico, che pensasse alla diversificazione di prospettive di sviluppo alternativo, e per questo abbiamo chiesto, invano, che una parte importante delle risorse europee venisse destinata alla nostra città a sostegno della costruzione di futuro. In questi anni nulla di tutto quello che sarebbe stato necessario fare è stato fatto. Una politica distratta, che scopre solo ora in emergenza ciò che era noto da tempo, non ha prodotto alcuna azione per una seria diversificazione dello sviluppo nella nostra città. Solo annunci pletorici e approssimazioni, fatte di comunicati e parole d'ordine. Ora è tragedia, non diversa da prima ma consumata, come se la innaturale contraddizione tra salute e lavoro debba concludersi buttando le famiglie sul lastrico. Una lenta caduta nel baratro di cui troppi si rendono conto solo quando ci si schiaccia al suolo. Parole essenziali che vengono svuotate di valore, come strategia e futuro, consumate dallo sguardo cieco e poco serio della politica, che non vede oltre il tempo della propria ribalta e del personalismo”.

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Ho trasmesso quest’oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco, una nota che riassume alcune proposte finalizzate a rendere maggiormente attrattivo e appetibile, per investitori italiani ed esteri, il territorio ionico in modo da incentivare lo sviluppo economico di Taranto e della sua provincia che, come noto, sta attraversando una fase di straordinaria difficoltà.

Dinnanzi alla condizione di grave criticità che si è venuta a creare nelle ultime settimane, a seguito dell’annunciato disimpegno di Arcelor Mittal dall’impianto siderurgico ex Ilva, infatti, ritengo che si debba fare ogni sforzo, a tutti i livelli istituzionali, per supportare Taranto e il suo hinterland nello sforzo di guardare con maggiore fiducia al futuro, creando le condizioni per uno sviluppo economico sostenibile che consenta di uscire dall’inaccettabile ricatto, di cui questo territorio è vittima da anni, tra “lavoro” e “salute”.

Per questo, raccogliendo l’invito formulato nei giorni scorsi dal premier Conte, affinché gli fossero sottoposti suggerimenti in vista della riunione del Consiglio dei Ministri che si svolgerà domani, giovedì 14 novembre, proprio per affrontare la questione dell’ex Ilva di Taranto, ho ritenuto di avanzare alcune semplici proposte con l’obiettivo principale di sostenere il tessuto produttivo e imprenditoriale di tutta l’area ionica che, come noto, sta vivendo una fase di straordinaria complessità.

Partendo da questo presupposto ritengo che solo adottando misure straordinarie, anche ricorrendo alla decretazione d’urgenza prevista dall’art. 77 della Costituzione in casi di necessità, si possa effettivamente incentivare lo sviluppo economico a Taranto, attraendo nuovi investimenti che possano rilanciare la crescita e l’occupazione in tutto questo martoriato territorio.

A questo riguardo la ZES Interregionale Ionica, recentemente istituita a valle di un imponente lavoro compiuto in questi anni dalla Regione Puglia, può rappresentare certamente una importante opportunità, con gli sgravi fiscali e le semplificazioni di carattere amministrativo che comporterà nella sua fase esecutiva. Ma per far fronte alla situazione che si è venuta a creare soprattutto negli ultimi giorni è necessario uno sforzo ulteriore.

Per questo ho chiesto al Presidente Giuseppe Conte di valutare l’opportunità di adottare norme specifiche che introducano misure straordinarie al fine di esentare, per almeno dieci anni, dal pagamento delle imposte IRES e IRAP, le imprese che decideranno di venire ad investire in tutta l’area ZES, parametrando questo strumento a elementi molto concreti quali i livelli occupazionali, il valore dei fatturati o la stabilità dell’investimento da realizzare.

Questa misura, agendo efficacemente sulla leva fiscale, potrebbe rappresentare uno “shock” positivo per l’economia, in grado di attrarre effettivamente grosse realtà imprenditoriali, italiane o estere.

Sono ben consapevole che una iniziativa di questa natura, di carattere eccezionale, andrebbe ovviamente condivisa a livello di Unione Europea, dal momento che potrebbe essere qualificata come “aiuto di Stato” e, come tale, sarebbe incompatibile con i trattati dell’UE, ma sono convinto che, vista la congiuntura così grave e complessa che sta attraversando Taranto, il Governo nazionale potrà ottenere dalla Commissione Europea una deroga affinché, in un arco temporale limitato, si possano adottare misure straordinarie per far fronte ad obiettive criticità. Si tratterebbe, in realtà, di replicare quanto già fatto in passato, pur in situazioni diverse, come, per esempio, per le esenzioni fiscali riconosciute in occasione del sisma in Abruzzo o nel Centro Italia, potendosi certamente considerare quello che sta avvenendo a Taranto al pari di un vero e proprio “terremoto” economico e sociale.

Sotto altro punto di vista, ho proposto al Presidente Conte di affrontare un’altra criticità che rende il nostro territorio non attrattivo e non competitivo rispetto ad altri, e cioè i ritardi nel sistema giudiziario, soprattutto civile. Come noto, infatti, le imprese hanno bisogno di certezza del diritto e purtroppo, oggi, sono spesso del tutto indeterminati i tempi per poter ottenere, per esempio, il riconoscimento di un credito in sede giudiziaria, anche dinnanzi al cosiddetto “Tribunale delle Imprese”.

Ebbene, anche su questo ho chiesto al premier Conte e al Governo nazionale una attenzione particolare, affinchè vengano destinati, in tempi brevi, investimenti significativi in termini di risorse finanziarie, umane e strumentali, finalizzati a ridurre i tempi della giustizia in modo da allinearli con le migliori realtà pur presenti sul territorio italiano.

SI tratta di proposte concrete che, nel pieno rispetto del principio di leale collaborazione tra diversi livelli di Governo, auspico vengano prese in considerazione dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha manifestato una sensibilità non comune nell’affrontare la vertenza in corso a Taranto, presentandosi in città e partecipando anche alle assemblee in fabbrica.

Mi auguro che presto si passi dalle parole ai fatti, con l’adozione di misure straordinarie e urgenti, ormai non più rinviabili.

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È già stato a Bolzano, Cagli , Crema, Cividale, Tolmezzo, Brescia, Imola, Pinerolo, Bardonecchia, Asti, l’11 novembre è a Vercelli, il 12 a Ferrara, il 13 a Bologna il 14 a Spoleto, il 15 a Taranto, il 16 a Isernia, il 17 a Sorrento, il 18 a Sulmona, il 19 a Siena e il 20 novembre a Schio. Continua il tour ed il successo del Balletto di Mosca ne “Il Lago dei Cigni”.

Conto alla rovescia per l’attesa del celebre balletto “ al Teatro Orfeo di Taranto per la prima volta, il 15 Novembre alle ore 21.

In scena l’incanto delle coreografie e dei costumi di uno dei corpi di ballo più famosi al mondo.

L’interpretazione del Balletto di Mosca “La Classique” diretto da Elik Melikov e dal Ministero della Cultura di Mosca, vedrà ospiti due grandi solisti di questo balletto classico, Diana Ereemeva e Kirill Popov, rendendo questa data un appuntamento da non perdere.

I due sono già solisti da anni al Teatro di Mosca e riconosciuti a livello mondiale come Etoile internazionali.Balletto di Mosca1

Il Lago dei cigni, dopo una prima versione del 1877 che non ebbe molto successo fra il pubblico, incontrò l’apprezzamento dei suoi spettatori successivamente, nel 1895, grazie alla coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov.
Da allora è diventato uno dei più importanti balletti al mondo. Il doppio ruolo del Cigno Bianco, con l’ambiguità del Cigno Nero, si può subito percepire grazie alle straordinarie capacità espressive e tecniche della protagonista, Diana Ereemeva, etoile mondiale e solista del Teatro di Mosca, in particolare nei due splendidi pas de deux del I e del II atto.
Altri grandi momenti dello spettacolo sono la Danza dei quattro piccoli cigni, la Danza dei grandi cigni, che sinuosamente si muovono su un lago illuminato dalla luna, e gli splendidi Walzer nella sala da ballo del palazzo reale.

Con questa versione de “Il Lago dei Cigni”, il Balletto di Mosca “ La Classique” ha voluto mantenere intatte le Coreografie Originali di Marius Petipa e Lev Ivanov, del lontano 1895, per tornare ad un’ autentica versione della coreografia creata per il Teatro Mariinsky .
Le scenografie si rifanno alla Corte Imperiale Russa di quel periodo, inserendo realtà storica e fantasia gotica. Le scene del I e del III Atto presentano uno stile classico fiabesco, quasi magico, mentre il II e IV atto ambientati al lago, hanno un ambiente mistico, lunare, e vi si alternano attimi tenebrosi e giochi di luci e ombre.

“Il Lago dei Cigni” rappresenta la perfetta unione di coreografia e musica ed è diventato sinonimo del balletto stesso, emblema della cultura popolare oltreché fonte d’ispirazione per generazioni e generazioni di ballerini.

È forse il balletto più famoso al mondo che continua a mantenere intatto tutto il suo fascino per l’atmosfera lunare che accompagna l´apparizione di Odette, per il doppio ruolo di Odette-Odile, per l’eterna lotta fra il Bene e il Male.

La trama, decisamente romantica, racconta la storia della principessa Odette che viene trasformata in un cigno bianco da un perfido sortilegio del malefico mago Rothbart, a cui la principessa ha negato il suo amore.

Questa maledizione potrà essere sconfitta soltanto da un giuramento d’amore.
Il principe Siegfried festeggia coi suoi amici il suo compleanno. La regina madre, esorta il figlio a trovare una sposa tra le ragazze che lei ha invitato al ballo del giorno dopo. Alla sua uscita, ormai è quasi buio e uno stormo di cigni appare nel cielo. Il principe Siegfried e i suoi amici decidono di andare a caccia, e imbracciato l’arco s’inoltrano nella foresta.
Sulle acque di un lago nuotano i cigni, in realtà si tratta di bellissime fanciulle stregate dal malvagio Rothbart, che possono assumere forma umana solo la notte.
Siegfried e i suoi amici li contemplano sotto la luce della luna. I cacciatori prendono la mira, ma proprio in quel momento i cigni si trasformano in fanciulle.
La loro regina, Odette, narra al principe la loro triste storia, e spiega che solo una promessa di matrimonio fatta in punto di morte potrà sciogliere l’incantesimo che le tiene prigioniere. Siegfried, incantato dalla bellezza di Odette, la implora di prendere parte al ballo del giorno dopo, in cui egli dovrà scegliere una sposa. È l’alba, e le fanciulle vengono nuovamente trasformate in cigni.
Il giorno dopo nella sala da ballo del castello entrano gli invitati, accolti da Siegfried e dalla regina madre e iniziano i festeggiamenti.
Il mago presenta sua figlia Odile che ha assunto le sembianze di Odette al principe che, convinto di trovarsi al cospetto della sua amata, le giura eterno amore.
A quel punto il mago rivela la vera identità della fanciulla e Odette, destinata alla morte, scompare nelle acque del lago. Odette, morente, piange il destino crudele che la attende. Siegfried arriva da lei tentando di salvarla, ma una tempesta si abbatte sul lago e le sue acque inghiottono i due amanti. Finita la bufera, le anime dei due si riuniscono in un’apoteosi celeste.

Le musiche sono favolose e incantate come solo Cajkovskij ha saputo fare.
A trentacinque anni il musicista si apre ad un genere musicale generalmente sottostimato all’epoca, la musica di balletto e ad essa dovrà buona parte della sua fama.
Nato durante una delle tanti estati trascorse con la famiglia della sorella ed i nipoti, un angolo di serenità spirituale al quale il musicista fece ricorso sovente, il balletto “Il Lago dei Cigni” ha un valore musicale davvero speciale, anche per le varie componenti drammaturgico-musicali secondo John Warrack, con una cura particolare per la strumentazione.
Una curiosità: l'orchestra de “Il Lago dei Cigni” dovrebbe essere composta da flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni, cornette, trombe, tromboni, basso tuba, timpani, triangolo, tamburello, nacchere, rullante, piatti, grancassa, gong, xilofono, arpa e archi.

 

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Taranto – La Puglia brilla a Roma e sventolano quattro nuove Bandiere Verdi CIA; le province di Taranto e Lecce hanno fatto incetta di riconoscimenti al Premio promosso da Cia Agricoltori Italiani, giunto alla XVII edizione, assegnato ai campioni dell'agricoltura italiana, protagonisti della valorizzazione del patrimonio enogastronomico, paesaggistico e ambientale del Paese.

Alla cerimonia di consegna delle onorificenze, che si è svolta martedì nella Sala Protomoteca del Campidoglio, ha partecipato anche il direttore provinciale CIA Due Mari Vito Rubino.

Francesco Valentino Dibenedetto vince la Bandiera Verde Gold, il massimo riconoscimento assegnato al “campione dei campioni” fra i premiati di quest’edizione 2019; il fuoriclasse ambasciatore dei vini naturali ha fondato un'azienda vitivinicola, L'Archetipo di Castellaneta (TA), già pluripremiata, che pratica agricoltura sinergica, uno stadio ancora più radicale della biodinamica, per un rapporto più profondo tra terra, uomo e luogo: suo l'appello a Bruxelles, davanti all'Europarlamento, per far dichiarare l’humus patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Di Benedetto ha chiesto alla CIA di sostenere la sua proposta.

Nella categoria Agri-Woman vince l' Agriturismo Sante Le Muse di Salve (LE) che incarna il "ritorno alla terra". Il modello di sviluppo sostenibile dell'azienda, che si coniuga egregiamente con l'esperienza imprenditoriale femminile, ha particolarmente colpito la giuria del Premio: Fabiana, giovane laureata, lascia la metropoli per scommettere tutto nella sua Puglia, restaurando una masseria di famiglia. Ogni piatto realizzato nella cucineria ha una storia da raccontare, raccolta nel ricettario sopravvissuto al tempo e alle stagioni delle donne, le Sante Muse. Oggi è un polo culturale con un suggestivo anfiteatro abbracciato da 700 olivi secolari dove si svolgono laboratori creativi per bambini e percorsi guidati in cui scoprire cultivar dimenticate, una lombricaia e gli orti verticali. A Sante Le Muse l'agricoltura si coniuga con la cultura e la poesia.

Nella categoria Agri-Web si aggiudica il Premio Bandiera Verde CIA la Casa Vinicola Apollonio di Monteroni di Lecce (LE), un'azienda che attraverso il lavoro, l’impegno e il sacrificio di quattro generazioni ha meritato il titolo di “Impresa Storica d’Italia”; nel 2020 festeggerà i 150 anni e oggi si producono vini di altissima qualità, all'insegna dell'innovazione e dell'internazionalizzazione, che esprimono appieno il territorio. Della strategia di valorizzazione territoriale fa parte l’iniziativa Premio Apollonio, destinata ai pugliesi capaci di distinguersi in campo artistico, culturale e sportivo: da Gianrico Carofiglio a Giuliano Sangiorgi fino a Ferzan Ozpetek.

Sul podio, tra i premi destinati alle iniziative strategiche extra-aziendali, nella categoria Agri-Folk, anche Borgoinfesta, il Festival EcoSolidale dell’Associazione 'Ngracalati di Borgagne, frazione del comune di Melendugno in provincia di Lecce. Borgoinfesta è la vetrina di una terra, il Salento, che punta al suo riscatto consapevole della sua bellezza ma altrettanto delle enormi problematiche che da anni affliggono l’ambiente, la sua agricoltura e la sua biodiversità. L’iniziativa nasce con l’intento di esaltare l’essere Comunità con al centro i valori che ruotano intorno alla terra e alle sue radici. Megafono di tutte quelle voci che attraverso poliedriche interpretazioni artistico-culturali-sociali-solidali e d’integrazione, raccontano quel delicatissimo rapporto tra uomo e uomo e tra uomo e terra mediante il linguaggio universale della cultura.

È stato assegnato un riconoscimento speciale alla memoria di Mario Di Cristo, imprenditore del settore ortofrutticolo della provincia di Taranto, vittima di un'aggressione a Policoro a settembre scorso, un gesto simbolico, da parte della Confederazione, per mostrare la vicinanza alla famiglia tragicamente colpita dal lutto e per onorare la figura di Mario, un imprenditore di successo che ha fatto del lavoro e dell'impegno quotidiano le sue ragioni di vita.

«Siamo orgogliosi del successo delle nostre aziende che si impongono a livello nazionale e internazionale – ha affermato il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba – I riconoscimenti assegnati costituiscono un'ulteriore certificazione di qualità ed eccellenza. Sono i nostri ambasciatori del Made in Puglia nel mondo che incarnano le caratteristiche dell'agroalimentare 100% italiano».

È festa nei territori premiati.

«Il Salento primeggia nelle diverse categorie – afferma il presidente provinciale Benedetto Accogli – Ad emergere è l'espressione più pura della nostra terra, quella autentica degli agriturismi, del folclore, della cultura e dell'innovazione. Siamo fieri dei risultati conseguiti dalle nostre realtà in questa edizione».

Motivo di vanto e orgoglio anche il primo posto assoluto per Castellaneta.

«Sosteniamo con convinzione la crociata di Francesco Valentino Dibenedetto affinché l'Humus diventi Patrimonio dell'Umanità, uno dei temi essenziali per la vita sul nostro pianeta portato all'attenzione europea lo scorso 20 marzo in occasione del convegno "Natural Wines and Wheat" – afferma il presidente CIA Due Mari Pietro De Padova – Ci associamo al suo appello e la sua azienda rappresenta un modello virtuoso, simbolo di un intero territorio che vuole rigenerarsi a partire dalla terra».

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Alla presenza del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Franco Gabrielli, del Presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo, verrà presentato oggi, presso La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, l’edizione 2020 del calendario della Polizia di Stato.
Quest’anno, la realizzazione dei 12 scatti che hanno il compito di ritrarre il delicato ruolo degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, è stata affidata a Paolo Pellegrin, una delle più ammirate firme della fotografia italiana e fotoreporter di guerra, nonché, vincitore di dieci edizioni del World Press Photo.
Dal 2005 membro effettivo di Magnum Photos, una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo, con le sue fotografie dallo stile inconfondibile, ha voluto ritrarre l’attività operativa delle donne e degli uomini della Polizia di Stato, attraverso un racconto che mette a fuoco l’umanità dei poliziotti.
“Nei suoi scatti le ombre e le luci non sono declinate per mere finalità estetiche, ma sono rigorosamente plasmate per raccontare storie di uomini, spesso ai margini, di guerre, di drammi umanitari. Per questo suo rigore gli abbiamo chiesto di raccontare, attraverso i suoi tagli di luce e i suoi neri degradanti, le nostre donne e i nostri uomini nel loro quotidiano agire” ha dichiarato il Capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli.
Passione, impegno e servizio, tre parole che rappresentano al meglio l’autenticità della Polizia di Stato e che indicano la volontà di essere sempre vicini alla gente, mettendo a disposizione del Paese il proprio lavoro.
Anche quest’anno la realizzazione del calendario ha trovato la partenship di Unicef Italia Onlus. Il ricavato della vendita verrà devoluto al Comitato italiano per l’Unicef per sostenere il progetto connesso alla celebrazione del “Trentesimo anniversario della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, occasione per riaffermare i diritti degli under 18. Nonostante siano trascorsi 30 anni dalla firma della Convenzione ONU, infatti, ancora troppi bambini vengono privati dei loro diritti, vivendo situazioni di degrado, abuso e violenze.
“Quest’anno celebriamo i 30 anni della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il trattato sui diritti umani più ratificato al mondo, e i 20 anni di collaborazione con la Polizia di Stato attraverso il calendario della Polizia. Durante questi tre decenni la vita dei bambini è profondamente cambiata: si sono ridotte di oltre il 50% le morti dei bambini sotto i 5 anni; la percentuale dei bambini denutriti è quasi dimezzata; 2,6 miliardi di persone in più hanno oggi acqua potabile più pulita. Ma sono ancora molte le sfide davanti a noi. Insieme sono certo che riusciremo a salvare e proteggere tanti altri bambini in tutto il mondo.”, ha dichiarato Francesco Samengo, Presidente dell’UNICEF Italia. 

Grazie all’ormai consolidata partnership con UNICEF, dal 2001 ad oggi sono stati raccolti circa 2 milioni e 650 mila euro e completati diversi progetti, tra cui il progetto UNICEF “Yemen”, cui la vendita dei calendari della Polizia di Stato 2019 ha permesso di devolvere 176.949 euro.

Inoltre, come per la precedente edizione, il Comitato italiano per l’Unicef riserverà una quota del ricavato delle vendite del calendario al Fondo assistenza per il personale della Polizia di Stato, per finanziare il Piano “Marco Valerio”, rivolto ai figli minori dei dipendenti ed ex dipendenti della Polizia di Stato affetti da gravi patologie croniche.
L’acquisto del Calendario della Polizia di Stato, è possibile presso il Museo delle Auto della Polizia, sito in Roma, via dell’Arcadia 20 e presso gli URP (uffici relazioni con il pubblico) delle Questure, previa prenotazione ed un versamento, di € 8.00 per l’edizione da parete e di € 6.00 per quella da tavolo, sul conto corrente postale nr. 745000, intestato a “Comitato italiano per l’Unicef”, avendo cura di inserire nella causale Calendario della Polizia di Stato 2020 per il progetto Unicef “Trentesimo anniversario della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. A partire da oggi, inoltre, tutti i cittadini potranno acquistarlo anche online sul sito www.unicef.it nella sezione “Regali e prodotti” (https://regali.unicef.it/shop/calendario-polizia/).

 

 

 

 

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I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Taranto, a seguito di un intervento per maltrattamenti in famiglia, hanno tratto in arresto un 21enne del quartiere Borgo, con problemi di tossicodipendenza, per maltrattamenti nei confronti della madre.

La donna, vittima di continui soprusi da parte del figlio, dopo l’ennesima aggressione, temendo per la propria incolumità, si è svolta ai Carabinieri, chiamando il 112. Di qui l’intervento dei militari della Sezione Radiomobile, che hanno sorpreso il giovane nel tentativo di armeggiare con arnesi da scasso davanti al portone della vittima, nel tentativo di accedere in casa. A seguito delle formalità di rito, il soggetto, su disposizione del PM di turno, è stato tradotto presso il carcere di Taranto.

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Le Segreterie Aziendali del CTP S.p.A. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal, convocate dalla Direzione Aziendale, in data 11 novembre 2019, presso la sede Aziendale, in merito alla controversia tra Ctp e Amat sulle linee 4, 14 e 16, esprimono il proprio disappunto, per quanto dichiarato dalla Direzione.
Il Direttore ci ha comunicato che dal prossimo 17 novembre 2019 non verranno rinnovati i contratti a 5 lavoratori interinali, da anni al nostro interno, in cui prestavano la propria opera, oramai parte integrante della pianta organica dell’azienda che ora si trovano a dover affrontare le difficoltà di una ricollocazione difficile da trovare che momentaneamente mette a rischio la stabilità familiare .
Inoltre, ci veniva comunicato che la nota da inviare ad Asstra, per avere un parere tecnico sulla possibilità di un temporaneo passaggio, a tempo determinato, dei 18 autisti dichiarati in esubero dal CTP in Amat per n. 12 mesi, come concordato in sede di riunione presso la Prefettura il 16 ottobre scorso, alla presenza di Sua Eccellenza il Prefetto, e in seguito il 24 ottobre presso la sede dell’Amat, tra Ctp e Amat, non è ancora stata inviata.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa- Cisal seriamente preoccupate per la situazione stagnante venutasi a creare, nei prossimi giorni si attiveranno chiedendo un incontro urgente al socio di maggioranza, la Provincia di Taranto, nella persona dell’Avv. Giovanni Gugliotti, affinché intervenga risolutamente sulla questione.
È inspiegabile come la vertenza di n. 18 esuberi e n.5 mancati rinnovi, di fatto licenziamenti, possa creare apatia a chi dovrebbe impegnarsi compiutamente ad una sollecita risoluzione, anche per salvaguardare il bene comune e la gestione economica di risorse pubbliche quale l’azienda CTP amministra.
Auspichiamo maggiore attenzione e interesse da parte dei soggetti interessati alla risoluzione della vertenza ormai in atto da mesi.

Published in Cronaca sindacale

Taranto - Giovedì 14 novembre 2019, a partire dalle ore 00.20, (riserva venerdì 15 novembre) e fino a termine esigenza, sarà effettuata l’apertura ordinaria del Ponte Girevole per permettere il transito in uscita dal Mar Piccolo di Nave Etna e il successivo ingresso in Mar Piccolo di Nave Tremiti.
Per l’eventuale passaggio in emergenza di ambulanze, mezzi dei Vigili del Fuoco e autopattuglie, il ponte potrà essere richiuso con un preavviso di almeno 30 minuti.

Published in Cronaca

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