Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Giovedì, 14 Novembre 2019

Questo pomeriggio alle 14.00 si è tenuto un incontro al MISE alla presenza del ministro Patuanelli richiesto da Confindustria Taranto e sostenuto da numerosi Sindaci della Provincia di Taranto, incontro nel quale, tra le altre cose, sono stati esposti i numeri della crisi delle imprese dell’indotto che rischiano già dal prossimo mese la possibilità di non  erogare i salari ad I propri dipendenti.

"Sono numeri drammatici - commenta il vice sindaco Castronovi presente all’incontro - i cui effetti si presenteranno alle nostre comunità in termini di disagio sociale già nei prossimi mesi. Nel mio intervento ho sottolineato al Ministro Patuanelli la vicinanza delle amministrazioni locali alle imprese e ai lavoratori dell'indotto Arcelor Mittal. È fondamentale che qualsiasi soluzione debba essere condivisa dal territorio sul quale pesa il disagio di qualunque sia l’epilogo della vicenda. Come già dichiarato dal Sindaco al Presidente del Consiglio Conte, siamo pronti a mettere a disposizione del Governo la progettualità sviluppata dalla nostra amministrazione per avviare da subito una concreta ipotesi di sviluppo complementare e/o alternativa della nostra città”.

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Giovedì, 14 Novembre 2019 18:01

Su crono-programma chiusura impianti ex ILVA

“A fronte del crono programma di spegnimento degli impianti comunicato dall’AD Morselli, non siamo più disposti a tollerare questo stillicidio che si abbatterà come uno tsunami sul mondo del lavoro a Taranto. Chiediamo che il Sindaco di Taranto e il Presidente della Provincia convochino con la massima urgenza il tavolo di crisi.”

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Domani la CGIL torna tra la gente a parlare di violenze e stereotipi che vanno sconfitti
Auditorium Spirito Santo (via Lago d’Averno, 8) 15 novembre 2019 – ore 17.30

Di genere si muore. Sono stati oltre 100 i femminicidi nel 2017 (ultimo aggiornamento Istat), un dato che genera allarmismo perché stabile negli anni, basti pensare che solo nei primi sei mesi del 2019 sono stati 27. A questi si sommano gli abusi, domestici e non. Alla sensibilizzazione su una tematica delicata e ancora troppo attuale, è dedicata la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne che si celebra domani 15 novembre a partire dalle 17.30, anche a Taranto con un dibattito e uno spettacolo teatrale che sarà ospitato all’interno dell’auditorium della Parrocchia Spirito Santo in via Lago d’Averno, 8 nella zona Taranto due.
E’ un appuntamento rivolto a tutti, a donne ma anche uomini. Un tentativo – spiega Eva Santoro, della segreteria provinciale della CGIL di Taranto – di sdoganare il tema della crudeltà, dell’odio, dell’ignoranza e del pregiudizio e portarlo a valore comune per tutta la comunità coinvolta.
Lo spettacolo portato in scena non a caso ha come protagonisti un uomo e una donna, che affrontano la questione di genere, le relazioni tra i sessi, il lavoro, le discriminazioni, le vite di donne esemplare ma anche di donne comuni, partendo da due punti di vista differenti.
Sul parlo di “L’ultima apra la porta”, Carlo Albè (in veste di attore, scrittore e regista dell’opera), Federica Ferro, attrice e cantante e Nicola Pastori, chitarrista e arrangiatore musicale dello spettacolo.
Il testo teatrale rilegge ed interpreta fatti di cronaca, come ad esempio la storia di Paola Clemente, bracciante pugliese morta sul lavoro, gli stereotipi di genere che quotidianamente si creano ed agiscono nei percorsi lavorativi (un colloquio di lavoro), la violenza contro le donne e il femminicidio, le vite di donne che hanno cambiato la storia, come Valentina Tereskhova e Ulrike Meinhof, senza dimenticare l’ironia provocata dalle relazioni interpersonali, spazi nei quali gli stereotipi di genere si formano, si insediano e, se si vuole, possono essere combattuti e sconfitti.
L’appuntamento è a ingresso gratuito e fino ad esaurimento posti. Inizio spettacolo alle ore 17.30 – 15 novembre – Auditorium Parrocchia Spirito Santo in via Lago d’Averno 8.

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Si tiene venerdì 15 e sabato 16 novembre (a partire da domani), presso la sala convegni ex Ospedale Vecchio, Padiglione SS Crocifisso DSM a Taranto, il corso-convegno di Uroncologia per medici chirurghi, farmacisti e infermieri delle province di Taranto e Brindisi.
È il primo evento che vede attivato il dipartimento oncologico Ionico - Salentino, in particolare il gruppo interdisciplinare e interaziendale di Patologia Uroncologica. “Il corso è mirato al confronto tra gli specialisti delle due Asl e i medici di medicina generale” – come sottolinea il dr. Giovanni Silvano, responsabile scientifico del convegno insieme al dr. Salvatore Pisconti – “con l’importante obiettivo di uniformare i percorsi diagnostico-terapeutici e contribuire all’affidamento del follow up del paziente, una volta stabilizzato, al medico di famiglia sul territorio”.

Il convegno si articola in quattro sessioni: “Il carcinoma della prostata” (15 novembre ore 9.45-15.30); “Le neoplasie del testicolo” (15 novembre ore 15.45-18.00); “ Il carcinoma della vescica” (16 novembre ore 8.30-11.00); “ Il carcinoma renale” (16 novembre ore 12.00-13.30). Ogni sessione affronta le principali patologie uro-oncologiche, partendo dalla diagnosi e stadiazione della neoplasia, trattando le diverse strategie terapeutiche e la loro integrazione.
L’aver concentrato lo spazio per la discussione al termine di ogni sessione, consentendo solo brevi e puntuali domande al termine di ciascun intervento, sottolinea l’unicum formativo della sessione. Quale migliore presentazione per un gruppo di lavoro che, con l’adozione di un approccio interdisciplinare al paziente ed una nuova metodologia operativa, favorisce il reciproco confronto e la collaborazione tra i diversi specialisti coinvolti nella diagnosi e terapia di queste neoplasie. La condivisione e la comparazione delle rispettive esperienze di territorio e di disciplina, inoltre, porteranno ad un accrescimento culturale degli stessi relatori (prima ancora che dei partecipanti) e getteranno la basi per una collaborazione sempre più stretta.

Il corso, patrocinato dagli Ordini dei Medici di Taranto e Brindisi, gratuito ed accreditato con assegnazione di 10 crediti ECM, è rivolto a cento medici chirurghi (tutte le discipline), infermieri e farmacisti delle due province.

La scheda di iscrizione è scaricabile dal sito:
https://www.satacard.it/public/CURRICULUM/539curriculum.pdf

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Dal 15 al 17 novembre 2019 oltre 30 pugili proveniente dalla Puglia e Basilicata si contendono la qualificazione per le finali a Roma

Si tratta del più importante appuntamento regionale dell’anno di pugilato. Trenta pugili provenienti da Puglia e Basilicata, suddivisi in 10 categorie di peso, si sfideranno per aggiudicarsi il titolo regionale e poter accedere ai Campionati Italiani che si svolgeranno dal 10 al 18 dicembre a Roma.

La competizione, organizzata dall’A.S.D. NOS Antonaci Box in Team in collaborazione con il Team Cupri, si svolgerà all’interno del Palazzetto “Alessandro Marinelli” in via Don Minzoni. Si parte il 15 novembre con i quarti di finali. L’inizio delle serate è fissato alle ore 18:00.

La città di Grottaglie conferma la sua centralità nel panorama pugilistico pugliese. La presenza dei nostri campioni Federico Antonaci e Simone Carlucci riempe d’orgoglio la nostra comunità con l’augurio che gli stessi riescano a centrare il titolo di campione italiano. Il primo di una lunga serie di eventi, un’escalation che passa per i campionati italiani del 2020 fino a concludersi con gli eventi pugilistici relativi ai Giochi del Mediterraneo. Grottaglie ancora una volta protagonista dello sport regionale, italiano ed europeo.

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Documento delle aziende dell’indotto Arcelor Mittal Italia  Stabilimento di Taranto -Taranto, consegnato al Ministro dello Sviluppo Economico Sen. Stefano Patuanelli, da sottoporre all'attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministro  Giuseppe Conte

ARCELOR MITTAL ITALIA STA LASCIANDO LO STABILIMENTO DI TARANTO SENZA AVER PAGATO LE AZIENDE DELL’INDOTTO 50 MILIONI DI EURO GRAVANO TUTTI SULLE SPALLE DI SEIMILA PERSONE: IMPRENDITORI, LAVORATORI E FAMIGLIE VOGLIAMO CHE I NOSTRI CREDITI  SIANO CORRISPOSTI AL PIU’ PRESTO NON SIAMO NELLE CONDIZIONI DI GARANTIRE IL PAGAMENTO DEGLI STIPENDI DEI NOSTRI DIPENDENTI

 

Egregio Ministro,

 

A Taranto la complessa vicenda Arcelor Mittal, con tutti gli aspetti che lei sicuramente già conosce, rischia di aggravarsi ulteriormente e irrimediabilmente a meno di interventi celeri che possano salvaguardare, in extremis, la continuità della fabbrica, dell’occupazione e del futuro di un’intera comunità nonché di pezzi importanti dell’economia del Paese.
Un immenso e complesso sistema fatto di donne, uomini, imprese.
Oggi come Confindustria siamo qui a Roma per rappresentare una parte fondamentale di quel sistema, che è quello delle aziende dell’indotto di Taranto e della sua provincia, area in cui ricadono la gran parte delle imprese fornitrici.
Il rischio tangibile che si prospetta per queste aziende, da quando Ami ha comunicato il proprio disimpegno rispetto alla gestione dello stabilimento ex Ilva, è quello di non vedere corrisposti i crediti relativi alle commesse correnti. Crediti che, fra quelli già scaduti ed altri di imminente scadenza, ammontano a più di 50 milioni di euro, la cui mancata corresponsione ricade direttamente su una forza-lavoro di seimila dipendenti, ai quali le imprese non potranno più garantire il pagamento degli stipendi.

L’AZIENDA HA LASCIATO LO STABILIMENTO PROMETTENDO LA CORRESPONSIONE DEGLI STIPENDI AI DIPENDENTI DIRETTI.
NEANCHE UN ACCENNO E’ STATO FATTO CIRCA LE IMPRESE DELL’INDOTTO, CHE DA ANNI ASSICURANO I LORO SERVIZI PER LA CONTUINUITA’ PRODUTTIVA DELLA FABBRICA.
ORA LA MISURA E’ COLMA.
A PARTIRE DAL 5 DICEMBRE PROSSIMO, SI DOVRA’ EVITARE CHE IL DISIMPEGNO DI AMI VENGA ESERCITATO ATTRAVERSO UNA ENNESIMA PROCEDURA CONCORSUALE NELLA QUALE I CREDITI DELLE NOSTRE IMPRESE ANDREBBERO ANCORA UNA VOLTA PERSI NEI MEANDRI DI UNA GESTIONE GIUDIZIARIA CHE NON POSSIAMO PERMETTERCI, COSI’ COME GIA’ ACCADUTO NEL 2015.

Mi corre l’obbligo di ricordarle che si tratta delle stesse realtà imprenditoriali che nel periodo compreso fra il 2014 e il 2015, in concomitanza con il passaggio fra Ilva e Ilva in AS, hanno già sacrificato ben 150 milioni di euro. A tanto ammontano infatti i crediti pregressi che purtroppo ancora gravano sui bilanci di queste aziende, oramai rientrati nello stato passivo (e parliamo del solo indotto di Taranto e provincia): risorse sottratte a stipendi, a innovazione, a investimenti, e che in qualche caso hanno determinato anche forti ridimensionamenti aziendali.
Oggi, ci ritroviamo di fronte ad una situazione che, pur nelle evidenti differenze, rischia di ripercuotersi ancora una volta sui destini di queste aziende, già fiaccate da anni di sacrifici, e che stavolta non reggerebbero più all’onda d’urto di una nuova voragine finanziaria.

Quello che Confindustria Taranto, che oggi rappresenta queste aziende, richiede al Suo Ministero e all’intero Governo, (avendo peraltro già rappresentato in parte tali istanze a Palazzo Chigi, al tavolo convocato la settimana scorsa dal Premier Conte), è riassunto nei seguenti punti:

● In primis, come già detto, la garanzia di corresponsione di tutti i crediti finora maturati (oltre 50 milioni di euro documentabili) a seguito del rapporto intercorso con Arcelor Mittal Italia per i servizi/ forniture assicurati per lo stabilimento di Taranto;

● la continuità della fabbrica, pur con le eventuali rimodulazioni – al momento più che ipotizzabili – determinate sia dalle congiunture nazionali e internazionali (la guerra dei dazi, la sovracapacità produttiva di acciaio) sia da quelle locali (la soppressione dello scudo penale, la situazione dell’Afo2, la revisione Aia e la complessiva insostenibilità economica dello stabilimento);

● l’avvio di tutte le iniziative utili a garantire le necessarie tutele normative in favore delle aziende operanti nell’indotto di Taranto, con particolare riferimento alla predisposizione di appositi ammortizzatori sociali, tra cui l’integrazione salariale per crisi aziendale a favore delle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa (ex art. 44, co. 11 bis, D.Lgs. n. 148/15 ); quindi, un eventuale rifinanziamento della legge succitata; la riproposizione della misura a favore delle pmi dell’indotto relativa alla sospensione dei termini di pagamento di tasse e contributi (misura già adottata con la vertenza del 2015);

● l’estensione anche alle imprese dell’indotto dell’impegno già assunto da alcuni istituti di credito – su sollecitazione dell’Abi- a sospendere le rate dei mutui dei prestiti personali di tutti i dipendenti, nonché a mettere in atto misure specifiche per il finanziamento delle imprese fornitrici del centro siderurgico.


E fin qui le nostre istanze. Rispetto alla situazione complessiva della vicenda, Confindustria ha sempre ribadito la sua netta contrarietà alla fermata dello stabilimento e continua a sostenerne fortemente le ragioni, continuando a mantenere salda la convinzione di una coesistenza possibile – come accade in altri siti esteri – fra ambiente e lavoro.
Pur nel rispetto delle diverse opinioni, riteniamo infatti che la chiusura, invocata erroneamente e superficialmente come se fosse la risoluzione di tutti i mali, non farebbe che aggiungere povertà ad un territorio già dilaniato da una crisi visibile a tutti, e che coinvolge tutti i settori. Alla desertificazione industriale si aggiungerebbe infatti l’amara constatazione di un territorio lasciato a se stesso, perché sappiamo perfettamente come il risanamento ambientale della fabbrica continui ad essere strettamente connesso alla prosecuzione dell’attività.

UNA FABBRICA CHIUSA NON E’ UNA FABBRICA CHE RISOLVE I PROBLEMI AMBIENTALI, BENSI’ UNA FABBRICA CHE AGGIUNGE AI PROBLEMI DELL’INQUINAMENTO QUELLI SOCIALI E OCCUPAZIONALI.

Continuiamo ad avere sotto gli occhi, in questo senso, il caso Bagnoli, reale, drammatico ed emblematico. E Bagnoli, con i suoi 1milione200mila mq, non era Taranto, che si estende per 15 milioni di metri quadrati, più del doppio della stessa città, sviluppa al suo interno 118 miglia di nastri trasportatori, 50 chilometri di strade e 200 chilometri di ferrovia.

Le analisi Svimez forniscono un quadro, se possibile, ancora più esaustivo: una chiusura dello stabilimento porterebbe ad un impatto annuo sul PIL nazionale stimato, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, in 3,5 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi al Sud (in Puglia) e i restanti 0,9 miliardi nel Centro-Nord, pari allo 0,2% del PIL italiano. Se consideriamo l’impatto sul Pil del Mezzogiorno si sale allo 0,7%.
Un impatto negativo si avrebbe soprattutto sulle esportazioni (-2,2 mld) ma anche sui consumi delle famiglie (-1,4 mld), considerando il significativo impatto del venir meno degli stipendi degli addetti dello stabilimento, dell’indotto diretto e degli effetti occupazionali del rallentamento dell’economia.

Se è vero – come è vero – che il Governo considera lo stabilimento jonico una risorsa irrinunciabile dell’economia italiana, dovrà accelerare i tempi di intervento al fine di scongiurare un altro rischio incombente, che è lo spegnimento degli impianti, anticamera di una chiusura irreversibile.

E’ pertanto urgente, egregio Ministro, adottare al più presto ogni possibile soluzione che metta in sicurezza la fabbrica e ne assicuri la continuità, produttiva ed occupazionale.

 La ringraziamo per quanto potrà, in questa ed in altre sedi, assicurare rispetto alle nostre istanze.

 

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Roma - Stamani  le aziende dell'indotto Arcelor Mittal Italia aderenti a Confindustria Taranto, assieme ad una delegazione formata da rappresentanti dell'ente Provincia, del Comune di Taranto e da sindaci della provincia jonica, hanno manifestato con un presidio sotto il Ministero dello Sviluppo Economico.

Una delegazione ristretta, guidata dal Presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro, alle ore 14:00 sono stati ricevuti  daMinistro Stefano Patuanelli, al quale è stato  consegnato un documento sulla vicenda Arcelor Mittal.

Lo stesso documento sarà portato all'attenzione, nella stessa giornata, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.MISE2

Al Ministro la delegazione sta illustrando  la SITUAZIONE DI EMERGENZA in cui le aziende si ritrovano dopo che Arcelor Mittal Italia ha lasciato lo stabilimento, senza aver corrisposto alle stesse aziende fornitrici l'ammontare dei crediti maturati, pari a circa 50 milioni di euro: una situazione gravissima che sta già dando luogo al ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti delle stesse imprese. In alcuni casi si parla di licenziamenti.

La platea dei dipendenti dell'indotto ex Ilva di Taranto ammonta a circa 6mila unità.

Queste aziende hanno già sacrificato 150 milioni di euro nel passaggio fra Ilva e Ilva in AS, fra il 2014 e il 2015 (crediti confluiti nello stato passivo)

In assenza di soluzioni, queste aziende non saranno più in grado di garantire il pagamento degli stipendi ai loro dipendenti e oggi pretendono delle risposte non più procrastinabili.MISEuno

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È stato presentato stamani, nel corso di un affollato incontro tenutosi nella sala conferenza dell’aeroporto Karol Wojtyla di Bari, il volume “Maxi emergenza – Prevenzione e gestione dell’incidente aeronautico”.

Nella doto di copertina da sx: Ruggiero Mennea (Presidente Comitato Regionale Protezione Civile); Marco Catamerò (Direttore Generale Aeroporti di Puglia); Antonio Vasile (Vice Presidente Aeroporti di Puglia); Gaetano Dipietro (Direttore Centrale Operativa del 118 Bari BAT); Cosima Nastasia (Safety Manager Aeroporti di Puglia)

Alla manifestazione, cui hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle Istituzioni, degli Enti di Stato e del comparto aeronautico, sono intervenuti, il Presidente del Comitato Regionale Protezione Civile, Ruggiero Mennea, il Vice Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Vasile e il Direttore Generale di Aeroporti di Puglia, Marco Catamerò.

L’incontro è stato aperto dagli autori del volume, Cosima Nastasia, Safety Manager di Aeroporti di Puglia, e Gaetano Dipietro, Direttore Centrale Operativa del 118 Bari BAT, che nel loro intervento hanno sottolineato l’importanza dell’approccio multidisciplinare a un sistema molto complesso, quale è per natura un aeroporto, alla cui funzione sovraintendono norme e regolamenti che devono innanzitutto garantire la massima sicurezza delle operazioni aeroportuali e con esse la salvaguardia della vita umana.

Antonio Vasile, Vice Presidente di Aeroporti di Puglia, nel portare i saluti del Presidente Tiziano Onesti, impossibilitato a partecipare alla manifestazione, ha ringraziato gli autori del volume e tutti i partecipanti che con la loro presenza hanno sottolineato l’importanza del tema trattato. “Il libro – ha proseguito il Vice Presidente Vasile - rappresenta uno strumento di lavoro prezioso per quanti sono chiamati a operare in un settore strategico, ma al tempo stesso così delicato, quale è il trasporto aereo. Le esperienze maturate in questi anni, che con la puntuale attività di formazione e con il miglioramento dei processi organizzativi interni sono alla base degli eccellenti risultati raggiunti, fanno sì che Aeroporti di Puglia, anche in ambito safety, sia divenuto modello di riferimento e una delle realtà più brillanti del sistema aeroportuale nazionale. Un traguardo reso possibile dall’impegno, dalla dedizione e dalle alte competenze professionali delle donne e degli uomini di Aeroporti di Puglia. Con questo volume, che è stato distribuito a tutto il personale di Aeroporti di Puglia, vogliamo promuovere la cultura della safety e stimolare l’interesse di tutti gli operatori al tema della prevenzione. Oltre che per i motivi sin qui esposti – ha concluso il Vice Presidente Antonio Vasile - l’eccellente lavoro dell’ing. Nastasia, e del dott. Dipietro, assume anche un grande significato quale dimostrazione concreta della grande sensibilità e vicinanza del Consiglio di Amministrazione di Aeroporti di Puglia nei confronti del proprio personale e di iniziative che ne attestino competenze professionali e doti umane”.

Ruggiero Mennea, Presidente del Comitato Regionale Protezione Civile, ha dichiarato: “Questo manuale è il frutto dell’esperienza maturata dalla Protezione civile pugliese che ha permesso di raggiungere un risultato davvero prestigioso. E’ il primo manuale italiano delle maxi emergenze aeroportuali, apprezzato non solo dalla Regione Puglia, ma anche dal capo dipartimento Angelo Borrelli, e sarà diffuso in tutti gli aeroporti nazionali, diventando punto di riferimento scientifico per la gestione delle maxi emergenze. Ringrazio Aeroporti di Puglia e gli autori del manuale, che è in linea con il nostro concetto di prevenzione ormai alla base della gestione della Protezione civile in Puglia. E’ per noi motivo di orgoglio aver avviato una nuova stagione in questo settore, con la Regione Puglia punto di riferimento non solo del Paese Italia, ma anche dell’Europa”.

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Giovedì, 14 Novembre 2019 12:45

A Taranto una scuola interamente plastic free

No alla plastica e materiali ecosostenibili: la sfida in linea con la campagna del Ministero dell’Ambiente.

 «Spettabile Ministero, comunichiamo l'adesione di ABC English School di Taranto alla campagna Plastic Free». Inizia così la lettera inviata al Governo per annunciare la prima iniziativa di questo tipo nel capoluogo ionico. La particolarità è legata al fatto che la plastica non soltanto è bandita, ma è la stessa scuola a farsi carico dei costi per utilizzare materiali alternativi.

Nello specifico: borracce in alluminio per i piccoli studenti, fontanella che eroga acqua nell'atrio, cialde di caffè in carta/tessuto e tazzine di ceramica per i dipendenti, cucchiaini di acciaio e bicchieri di carta. E poi riciclo di qualsiasi materiale, con bidoncini per la raccolta differenziata e strumenti didattici “paper free”, quasi totalmente digitali.

«Il progetto - commenta il presidente Simon Izzo - è in linea con le 4 R del Ministero dell’Ambiente: riduci, riutilizza, ricicla, recupera. Come scuola di inglese, abbiamo pensato di supportare tutte le spese per promuovere questa transizione, convinti di poter dare un segnale anche ai nostri giovanissimi iscritti». Trecento in tutto, a partire dai 3 anni di età, da coinvolgere in questo messaggio di educazione civica, anche con una specifica sessione formativa.

Ecco allora i primi numeri, destinati persino a crescere: un risparmio di circa 18mila bottigliette e- solo per la pausa caffè- di 6.500 bicchieri e palette in plastica all’anno. Inoltre, sono state completamente eliminate le capsule inquinanti. Poi i promotori sono andati anche oltre, acquistando per tutti gli allievi penne di cartone riciclato biodegradabile. Nonostante, per il loro ciclo di vita, non si tratti di strumenti propriamente usa e getta. «Tutta l’operazione- spiega Izzo- ha avuto un costo di oltre 4mila euro, completamente a carico della scuola. È un nostro regalo alle famiglie e agli studenti, ma anche alla città affinché possa emergere per i suoi primati positivi».

Un gesto importante dal punto di vista ambientale e non solo simbolico, in un territorio in cerca di riscatto. Da qui nasce l’intesa tra ABC English School e associazione di cittadinanza attiva Taranto per Noi che sono disponibili ad avviare analoghi percorsi con istituzioni e privati interessati.
La consegna di tutto il materiale ecosostenibile è in programma venerdì 15 novembre alle ore 15:30 nella sede della scuola, in piazza Immacolata 30, a Taranto.

 

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In vista della Giornata nazionale degli "Alberi per il futuro", sabato 16 novembre 2019, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, si terrà presso l'Istituto Comprensivo "G. Salvemini", sito in via Gregorio VII - Taranto, un'iniziativa promossa fin dal 2015 dal M5S e dall'associazione "Gianroberto Casaleggio, volta a creare città più verdi, in cui si possa respirare aria più salubre.
L'evento infatti prevede la piantumazione di alberi di leccio, falso pepe e cespugli di ibiscus nella zona adibita a verde antistante l'Istituto "G. Salvemini".

In quattro anni abbiamo piantato più di 40.000 alberi in oltre 200 comuni e quest'anno parteciperanno oltre cento città, fra cui Taranto.

Negli ultimi decenni, purtroppo, i centri urbani si sono sviluppati secondo principi lontani da quelli propri dell'ecosistema, costringendo i cittadini a vivere nello smog.
Ed è per sensibilizzare a questa tematica che gli attivisti del Meet Up "Amici di Beppe Grillo - Taranto, insieme ai parlamentari del M5S, deputati on. Rosalba De Giorgi, Alessandra Ermellino e Giovanni Vianello, invitano tutti i media e l'intera cittadinanza a partecipare a questa bellissima iniziativa di forestazione urbana, tanto importante per la nostra città, che si terrà senza simboli politici e bandiere, in armonia gioiosa con la natura.
L'evento si avvarrà anche della gradita presenza dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Taranto, dott.ssa Anna Tacente.

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