Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 02 Novembre 2019

Correvano gli anni 70 del secolo scorso, qualcuno, la Sinistra, scriveva e documentava fotograficamente Monteiasi dove circolavano gli Autobotte per svuotare i “ POZZI NERI” e un motociclo a tre ruote che con gli operatori raccoglievano le buste delle immondizie lungo le vie .
Ad Amministrare il Comune, una Giunta composta dalla Democrazia Cristiana ed il Movimento Sociale Italiano.
Nel contempo la stessa Amministrazione prestava moltissima attenzione nei confronti del Cimitero con ingenti investimenti.
Si diceva allora “ ( A MONTEIASI SI VIVE MALE MA SI MUORE BENE ) “.
Corrono gli anni 2020.
Ad Amministrare il Comune una giunta di Destra.
Mentre all’interno del Paese ancora insistono, strade senza asfalto ed altre situazioni molto critiche, la stessa giunta di Destra investe ingenti somme per asfaltare alcune Strade del Cimitero dove insistono le Ville di particolare pregio (Cappelle).
Nulla viene fatto dove dimorano Defunti, obbligati a stare li sottoterra, tra le sterpaglie.
Ancora una volta “ (A MONTEIASI SI VIVE MALE MA SI MUORE BENE )”.
Tra l’altro la “ LIVELLA “ che recitava il Grande TOTO’ ancora non viene compresa.

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Monteiasi - In una missiva di qualche anno fa si propose al Consiglio comunale dell’epoca se era possibile effettuare un investimento per dare un INCARICO ad una Alta Professionalità o Studio Professionale specializzati in materia di Investimenti Industriali, commerciali e piani strategici.

Il tutto per mettere nelle condizioni ideali il Comune di Monteiasi ed essere pronto con strumenti ed atti propedeutici ai futuri sviluppi dell’area interessata da futuri investimenti.
Il Consiglio comunale all’epoca partorì un documento vago e nel prosieguo degli anni nulla è stato realizzato.
Questo in funzione della posizione geografica del Territorio di Monteiasi al centro di future Progettazioni riguardante la “PIASTRA LOGISTICA DEL MEDITERRANEO”.
Non solo, rispetto alla futura ZES (Zone Economica Speciale), alla realizzazione della Bretella di collegamento tra la SS n°7 e l’Area dell’Aeroporto di Taranto-Grottaglie e dello stabilimento “Leonardo”.
Ai sensi di quanto in oggetto si chiede alle SS.LL. in indirizzo:
Se il Comune di Monteiasi ha previsto una programmazione al riguardo;
Se intende fare l’investimento prima richiamato;
Se ritiene opportuno coinvolgere il Comune di Taranto ed il Comune di Grottaglie comprese le Associazioni delle varie Categorie al fine di realizzare progetti comuni visto che il territorio in questione comprende anche aree relative ai comuni citati e dove insistono realtà di alto pregio, vedi “Masseria del Rosario” e importanti investimenti di imprenditori anche di Monteiasi.
Va ricordato che si tratta di Aree della Futura “Piastra Logistica del Mediterraneo” posta tra il Porto di Taranto, La Stazione di Nasise, l’Aeroporto di Taranto-Grottaglie , collegata con la SS n°7 e la Stazione di Monteiasi-Montemesola.

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“Una full immersion nei capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, una giornata di approfondimento e intrattenimento per grandi e piccoli e un’offerta culturale variegata: questo e altro ancora attende tutti coloro che, domenica 3 novembre, prenderanno parte a #IoVadoAlMuseo, l’iniziativa con ingresso gratuito ai musei di tutta Italia”. (In copertina Strumento musicale)

Così il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, presenta #IoVadoAlMuseo del 3 novembre 2019 al MArTA.
“La condivisione dei valori e della cultura è fondamentale nella vita di una collettività che cresce e vuole migliorarsi. Molte delle iniziative previste in mattinata al MArTA avranno come tema portante il culto di Persefone/Kore, moglie del dio degli Inferi. Per la domenica successiva ad Ognissanti e alla commemorazione dei defunti non poteva essere scelto un leit motiv più appropriato. Domenica 3 novembre, invece, si terrà anche il primo atteso concerto di InCanto al MArTA: “L’Amor Sacro”. Una formazione di otto coristi e una tastiera, guidati dal Maestro Andrea Crastolla, che, con la partecipazione esclusiva di L.A. Chorus, racconterà l’amore nella sua sacralità mistica. Un progetto esclusivo di grande impatto, che sicuramente sarà apprezzato e applaudito”, conclude il direttore Eva Degl’Innocenti.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA propone una ricca offerta di visite guidate per grandi e piccoli.
#IOVADOALMUSEO DOMENICA 3 NOVEMBRE 2019
Ingresso gratuito per tutti. Orario 08,30-19,30. Chiusura biglietteria ore 18:45.
Ore 11.00 visita guidata tematica “Il culto di Persefone a Taranto”. Tariffa 5,00 euro a persona. Prenotazione obbligatoria.
Ore 10.30; ore 11.30; ore 12.15; ore 16.30; ore 17.15; ore 18.00 visita guidata “I Capolavori del MArTA”. Tariffa agevolata 5,00 euro a persona. Gratis fino a 6 anni. Prenotazione obbligatoria.

Prossimo #IOVADOALMUSEO DOMENICA 1° DICEMBRE 2019

INCANTO AL MArTA organizzato da Museo Archeologico Nazionale in collaborazione con l’Orchestra della Magna Grecia
Seconda edizione della rassegna “Incanto al MArTA”
- Domenica 3 novembre 2019 ore 11.00 Sala XIV L’Amor Sacro, direttore L.A. CHORUS Maestro Andrea Crastolla
Come nel celebre dipinto del Tiziano, il L.A. Chorus racconta l’amore nella sua sacralità mistica. L’ascoltatore è così condotto in un viaggio musicale che attinge al repertorio sacro cameristico e lirico dei principali compositori di ogni tempo. Una formazione di otto coristi e una tastiera guidati dal M. Andrea Crastolla presenta un progetto esclusivo di grande impatto. Prenotazione obbligatoria. Massimo 50 partecipanti.

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Sabato, 02 Novembre 2019 15:20

Il volto inedito di Alda Merini

Prima di ieri sera, 1 novembre, in cui lo scrittore e giornalista Silvano Trevisani, ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “ Michele Pierri e Alda Merini, Cronaca di un amore sconosciuto” presso il caffè letterario Casa Merini di Grottaglie, con l'intervento di Alfredo Traversa, se mi avessero chiesto: “ Chi è Alda Merini?” mi sarei limitato a rispondere che Alda è l'essenza della poesia. Un agglomerato di pura coscienza che prende forma nell'incavo delle parole, concretizzandosi nel mondo fisico attraverso il supporto della sua rappresentazione cartacea. É per via di questo suo essere priva di sovrastrutture logiche e comportamentali che a mio avviso Alda è diventata una icona pop, perchè nella sua opera, l'anima è a portata di mano, in quella dimensione intima, che scevra da finzioni ed inibizioni personali, è propria della interiorità di ognuno di noi.
Chi legge i versi della Merini si trova catapultato faccia a faccia con la propria anima, senza possibilità di fuga se non smettere di leggere, ed è proprio questa vertigine che l'ha resa grande facendo intuire, con la potenza espressiva del verso poetico, la sua grandezza smisurata. Alda è un baratro nella interiorità umana, in quella dimensione propria di ognuno di noi, da cui cerchiamo quasi sempre di rimanere lontani, perchè in quella terra buia del nostro percorso umano alberga il caos irriducibile degli impulsi e delle emozioni, delle ferite aperte e delle gioie inespresse. In termini alchemici possiamo dire che Alda è maestra di fuoco ed è fuoco essa stessa, senza riserve. É icona del donarsi al mondo senza protezioni, perché incapace di proteggersi. Alda è il coraggio dell'essere puro che si manifesta nel mondo della materia.
Aldous Huxley nel suo “ Le porte della percezione” dice che il cervello umano funziona come una valvola di riduzione, attraverso cui cataloghiamo i dati del mondo sensibile, le esperienze, le cose, all'interno della categoria della utilità pratica ai fini della vita, assegnando un peso ed un valore ad ogni cosa e ad ogni concetto.
In Alda Merini questa valvola di riduzione è assente ed il suo essere essenza si manifesta continuamente, in ogni minuto della giornata, in ogni frammento dei suoi versi, come totale fusione con il mondo. Le cose, le esperienze, le persone prendono forma nella sua produzione artistica trasfigurate nella dimensione meriniana.
Ecco quindi che la verità storica di un fatto, in Alda Merini viene spesso superata in una verità alternativa, che non è menzogna, ma rappresentazione simbolica ed emotiva di quel determinato dato attraverso la trasfigurazione della sua personale sensibilità.
Questo modus operandi della mente di Alda Merini viene catalogato dalla scienza ufficiale come “pazzia”, è tecnicamente lo è, precisando però che la differenza tra un individuo “sano” ed uno “pazzo” è data solo dalla maggiore o minore capacità di simulazione interiore e capacità di adattamento all'ambiente circostante.
Ciò premesso, Alda Merini più che pazza era una donna senza filtri, una donna assoluta che pervadeva lo spazio, senza limiti di buon senso e di opportunità.
Lei ERA , nel bene e nel male, che possa piacere oppure no.
Tuttavia, il suo essere eccessiva e sincera, che tanto apprezziamo nella sua poesia, la rendeva una persona difficilmente gestibile nel mondo reale, ed è tra alterne vicende biografiche, in un periodo di profonda solitudine e irrequietezza che Alda conobbe Michele. Chi è Michele? Michele è Michele Pierri, medico, scrittore e poeta di origine napoletana che ha vissuto gran parte della sua vita a Taranto arricchendo la nostra comunità con il suo genio, la sua cultura e la sua umanità.
Michele da grande intellettuale quel era, era ben ammanicato con l'ambiente letterario nazionale dell'epoca, stiamo parlando della metà degli anni '80, e queste sue conoscenze le ha messe a disposizione di Alda che all'epoca era una inquieta poetessa, poco conosciuta e sostanzialmente incapace di avere proficui rapporti editoriali a causa del proprio temperamento burrascoso.
I due entrarono in contatto telefonico e non si separarono più, se non a causa della morte di Michele. Passavano ore e ore e ore al telefono scoprendosi romanticamente, parola dopo parola, come solo i grandi poeti sanno fare, al punto che ad Alda staccarono il telefono e Michele ebbe non pochi problemi a spiegare ai figli, il motivo di quelle bollette telefoniche assolutamente stratosferiche.
Tuttavia, Michele seppur romantico, era anche uomo di buon senso e cercò di conservare questa situazione di distanza fisica che vedeva Alda a Milano e lui a Taranto, perchè avendo intuito il temperamento di Alda, lui ormai anziano, era perfettamente conscio che sarebbe stato impegnativo prendersi cura di questa donna esplosiva.
In fin dei conti il loro rapporto era perfetto: erano due poeti che comunicavano se stessi con la parola, e a tanto sarebbe bastato lo strumento del telefono.
Michele voleva applicare il buon vecchio “ ognuno a casa sua” che è il metodo infallibile per far vivere e alimentare l'Amore nella sua dimensione romantica, platonica e ideale.
Ma voi pensate che una donna come Alda Merini si faccia irretire dai consigli di un uomo anziano e mite? Neanche a parlarne! E dopo essersi presentata a Taranto, valigia in mano, ratificò l'inizio di una convivenza di fatto che sfociò in un matrimonio religioso, di cui nella copertina del libro di Trevisani si conserva una foto suggestiva e insolita: la foto di un anziano e di una signora, uniti nel vincolo del matrimonio da un amore senza tempo e senza luogo, un amore romantico che solo i poeti sanno esprimere e solo le anime sincere sanno provare.
Inizia così l'esperienza tarantina di Alda Merini che inaspettatamente Trevisani ci fa riscoprire come una poetessa della porta accanto, una donna che fisicamente frequentava i posti della nostra quotidianità: Villa Peripato, il ristorante affianco al cinema Orfeo, Via Pupino, dove abitava insieme a Michele.
Alda Merini in una dimensione fisica che non conoscevamo, Alda Merini, che come ha notato Alfredo Traversa, moderatore della serata, sarà sicuramente passata dal quartiere delle ceramiche di Grottaglie e dal vicoletto all'ombra del gelsomino in fiore dove insieme a Silvano Trevisani abbiamo celebrato il ricordo di questa donna eccezionale, a quanto pare nostra vicina di casa.
In conclusione, dopo la presentazione del libro di Trevisani, ci resta in eredità il ricordo del lato inedito di una poetessa che tanto amiamo e la strana sensazione dell'avvenuto abbattimento dei limiti che separano lo spazio e il tempo, l'interiorità e la storia.
Alda Merini oggi è una icona pop che vive di vita propria come anima pulsante del web in cui circolano le sue poesie, un mondo virtuale quello delle lettere, in cui naufraghiamo dolcemente con la nostra sensibilità di lettori, ma che ogni tanto, come è successo ieri sera, apre una porta nella nostra vita quotidiana, tra le strade che percorriamo ogni giorno.
Alda Merini ieri sera era lì con noi, l'abbiamo vista passare con il suo sguardo beffardo ed una sigaretta tra le dita, era in visita a Grottaglie insieme a Michele, richiamata da questa rinascita intellettuale e umana che sta sbocciando nel nostro paese grazie a persone come Silvano Trevisani, Alfredo Traversa e Vincenzo De Marco, che hanno riportato la letteratura, quella vera, quella bella, tra le nostre strade e nelle nostre vite di passanti letterari, all'ombra del gelsomino profumato di Via delle Torri n° 4.

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Mercoledì 6 novembre 2019 h. 18:00 Sala Incontri – Museo Archeologico Nazionale di Taranto

“La presenza in Cesare Pavese dei riferimenti alla Magna Grecia e alla grecità sono costanti. Sia nei suoi libri che nella sua esistenza. Su questa linea la relazione del dottor Pierfranco Bruni svilupperà la problematica inerente il mito, la profonda grecità, il mare e la complessità mediterranea: elementi presenti in tutta l’opera di Pavese”.
Così Eva Degl’Innocenti, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, presenta l’incontro del 6 novembre 2019, alle ore 18:00, presso la Sala Incontri del MArTA: una conferenza dal titolo La Magna Grecia in Cesare Pavese verso i 70 anni dalla morte a cura del Dottor Pierfranco Bruni (Vice Presidente Nazionale del Sindacato Liberi Scrittori), con la collaborazione dell’attrice Marianna Montagnolo.
In Cesare Pavese la grecità ha una caratteristica fondamentale non solo dal punto di vista letterario ma anche esistenziale e metaforico. Spesso si è confrontato, nei suoi testi, con i miti e i riti della Magna Grecia attraversandoli grazie ad una visione anche antropologica. Di formazione classica, ha trovato nel mito di Leucò il legame tra la grecità e la Magna Grecia. Uno dei suoi libri fondamentali, a forma di dialoghi tra dei, personaggi greci e miti, si intitolo: “Dialoghi con Leucò”. Leucò è il sinonimo di chiarezza, di bianco, di trasparente. È dedicato completamente ad una donna molto amata da Pavese, Bianca Garufi, che è stata anch’essa una studiosa di grecità dell’inconscio. Con lei ha scritto anche un libro a quattro mani dal titolo “Fuoco grande”. Immaginario antropologico del fuoco e del falò sino a raggiungere il suo ultimo libro “La luna e i falò”.
Pavese è stato attratto dalla Magna Grecia proprio quando è stato confinato, 1936 – 1936, a Brancaleone in Calabria. Comunità grecanica della Calabria. Qui ha offerto uno spaccato impeccabile di grecità descrivendo luoghi e personaggi, costumi e linguaggi tanto da sottolineare che “… Qui è tutto greco… anche le donne che vanno alle fontane con l’anfora in testa”.
La sua esperienza della profonda grecità è raccontata in uno dei suoi romanzi di esordio dal titolo: “Il carcere”. Un punto di riferimento per una letteratura in cui il mare è la quarta parete di una esistenza. Quel mare Jonico e Greco.

 

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Taranto - L’Anua (Ass. Naz. Uff. Aer.) presente alla manifestazione

Quattro puntini, ronzando, puntano sull’antico Idroscalo “Luigi Bologna” di Taranto provenendo dalle colline di Montemesola. Attraversano come un lampo il Mar Piccolo rivelandosi per quello che sono: quattro caccia dell’Aeronautica militare. Il capopattuglia lampeggia e i velivoli irrompono con fragore sul piazzale del Giuramento nel momento preciso in cui il comandante della Scuola, il Col. Gianluca Capasso, alza la bandiera che ha già in pugno e i 407 allievi gridano al cielo e all’Italia il loro possente “Lo giuro!”.
E’ la consueta eppure straordinaria emozione (scusate l’apparente ossimoro) del Giuramento, questo evento che coinvolge giurandi e congiunti, nonni e fidanzate/i, giovani virgulti e “vecchi ferri”.
Il giuramento dei volontari dell’Aeronautica Militare del 24° Corso Eracle II, svoltosi alla Svam di Taranto, composto appunto da 407 ex allievi, ha goduto di due eccellenze: la presenza del Comandante del Comando Scuole della 3^ Regione Aerea, Gen. di Squadra Aerea Aurelio Colagrande; e i passaggi a bassa quota di quattro caccia della Scuola di Volo A.M. di Galatina.
Presente alla manifestazione, una delegazione della locale Sezione dell’Anua composta dal presidente Dott. Aldo Marturano, dal segretario Gen. Domenico Rossini, dall’addetto stampa Antonio Biella, dal socio Giovanni Laudato in funzione di fotoreporter, e dal portabandiera dell’Associazione, Marino Oliva.
Il presidente Marturano e gli altri soci, durante il vin d’oneur offerto dalla Scuola al termine del Giuramento, si sono intrattenuti col Gen. S.A. Aurelio Colagrande e con il Col. Gianluca Capasso, oltre che con le massime autorità cittadine intervenute alla cerimonia: il Prefetto dott.ssa Bellomo, L’Amm. di Sq. Vitiello, comandante del Dipartimento M.M., il Questore dott. Bellassai, il Col. Steffensen dei Cc. . Autorità precedentemente ringraziate pubblicamente dal Col. Capasso “Perché la loro presenza testimonia dei rapporti stretti fra città e Aeronautica Militare”.
Un grazie ai familiari dei giurandi, poi, oltre che da parte del Col. Capasso, è venuto anche dal Gen. S.A. Colagrande “Grazie per aver cresciuto i vostri figli nei valori autentici dell’Italia che li hanno portati, oggi, a pronunciare le parole del Giuramento”.

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Un incontro pubblico per discutere sull’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere nel territorio di Pulsano e per affrontare il tema cruciale del ciclo dei rifiuti. Sud in Movimento, con la collaborazione di Partecipazione è Cambiamento e Idea Comune San Marzano, organizza per giovedì 7 novembre alle 18 nell’aula consiliare di Pulsano un’iniziativa pubblica per provare a fare il punto sul progetto dell’impianto e per confrontarsi con la cittadinanza e con tutti gli interessati al tema.
Nel corso dell’incontro, che vedrà la partecipazione anche di esponenti dei comitati locali che si battono contro la realizzazione dell’impianto, verrà ricostruita la vicenda e verrà data voce alle idee e alle esigenze della popolazione di Pulsano e dei comuni della provincia ionica.
Dopo la riuscita iniziativa del luglio scorso a Taranto sul ciclo dei rifiuti, abbiamo deciso di continuare l’approfondimento su un tema cruciale e di fornire un’occasione utile di confronto e partecipazione. Al di là della vuote retorica e degli interessi elettorali, riteniamo che solo l’ascolto delle istanze dei cittadini e il confronto costruttivo su temi così delicati rendano possibili soluzioni in grado di coniugare le aspirazioni e i diritti dei territori con la necessità di un ciclo dei rifiuti completo e dotato dell’adeguata impiantistica.
Lontano dalle scelte calate dal basso, ma consapevoli della necessità di ascoltare anzitutto il punto di vista delle comunità, diamo appuntamento a giovedì 7 novembre tutti gli interessati al tema e quanti vogliano fornire il proprio contributo in termini di idee e proposte. All'iniziativa parteciperà Ciro D'Alò, sindaco di Grottaglie e delegato per la provincia di Taranto nel Comitato AGER

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Si terrà martedì 5 novembre, alle ore 10,00, nella sala conferenze di Palazzo Nervegna, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Brindisi Città del Natale 2019”, organizzata dall’AssociazioneEvents& Promotion di Roma, in collaborazione con il Comune di Brindisi, il patrocinio della Regione Puglia.

Alla conferenza saranno presenti il sindaco Riccardo Rossi, l’assessore alla Programmazione Territoriale ed al Turismo Oreste Pinto e l’organizzatore dell’evento Antonio Rubino.

Per tre giorni, dal 22 novembre - giorno di Santa Cecilia - al 24 novembre, in città si darà ufficialmente il via al periodo natalizio con l’apertura dei primi mercatini di Natale e la neve artificiale che calerà copiosa da Piazza Sottile – De Falco.
Ed è qui che la gente potrà acquistare gli addobbi per i propri alberi, le statuine artigianali per i presepi e tanti altri articoli che richiamano la tradizione. Un po’ come accade nel Nord Europa, ma anche nell’alto Adige, dove i mercatini di Natale hanno già aperto i battenti da qualche settimana.
Tutto questo per tre giorni, ma tante altre iniziative continueranno per un mese e mezzo a cura di associazioni locali e di categoria.

Ma l’evento ‘clou’ sarà l’arrivo del vero Santa Claus che arriverà in nave nel porto della città, il 21 dicembre, quando ad accoglierlo, nel pomeriggio, ci saranno le principali autorità e soprattutto tanti bambini. Santa Claus sarà raggiunto dal fratello gemello Ambrogio ed entrambi accoglieranno, da mezzogiorno a mezzanotte, nell’ex Convento delle Scuole Pie, nel cuore del centro storico cittadino, tutti i bambini e le loro famiglie. Santa Claus, anche quest’anno, promuoverà un progetto umanitario: con un contributo volontario di 1 euro, sarà possibile assicurare una fornitura di letti e materassi per trenta stanze all’interno di un orfanotrofio nel Congo voluto da Frate Loren. Saranno i volontari della stessa associazione a gestire le donazioni volontarie.

Tornando all’evento, non mancheranno i sapori natalizi, ad iniziare dai vini, rigorosamente del territorio e selezionati dall’Associazione Puglia Gourmet, così come le tradizionali pettole, ma anche specialità tipiche proposte da espositori gourmet, provenienti da diverse parti d’Italia. Tra questi sapori i funghi cardoncelli o il baccalà fritto, le caldarroste, le mozzarelle di bufala svuotate e farcite, i dolci tipici, le cioccolate, gli arrosti vari, i salumi di Norcia, ma anche i panzerotti, le tipiche cazzatedde cegliesi e tante altre prelibatezze servite in continuazione sempre da mezzogiorno a mezzanotte. Insomma, a Brindisi il Natale inizierà prima di ogni altra parte d’Italia e la dieta verrà messa da parte.

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La Commemorazione dei Defunti e il mistero della morte ci aiutano a comprendere meglio, attraverso di loro, il dono della vita. Guardiamo contemporaneamente al nostro limite e al desiderio di immortalità. La morte ci toglie il senso dell’autosufficienza, della vanità e dell’orgoglio e ci fa riflettere su ciò che dà senso alla vita. Il Figlio di Dio non è venuto a dare una spiegazione di questo mistero, ma liberamente si è calato nel dramma della morte e dopo una ingiusta condanna l’ha vissuta lui per obbedienza e per amore al Padre e a tutti noi. Il suo amore sino alla fine è con noi nei nostri drammi e nel dramma finale e ci apre la porta della vita che non finisce mai. Quella che noi vogliamo, per noi e per i nostri cari.

Ricordiamo e preghiamo per i nostri cari, parenti, amici e benefattori.
Ricordiamo le vittime del lavoro e del dovere. Che strazio celebrare le esequie di giovani lavoratori. L’ultimo, Mimmo Massaro, 40 anni, operaio di Arcelor Mittal, morto in un incidente sul lavoro il 10 luglio, cadendo in mare insieme alla gru sulla quale lavorava, crollata per la tromba d’aria che ha colpito la città. Il penultimo, sempre di Fragagnano, il 15 giugno, Antonio Dell’Anna, 54 anni, il vigile del fuoco morto in servizio mentre spegneva un incendio. Ricordiamo anche adulti e bambini vittime dell’inquinamento. Ricordiamo i morti per femminicidio, per droga, i tanti giovani morti dopo gli eccessi di una festa, i morti per gli incidenti stradali.
Noi preghiamo per tutti, ma dovremmo fare molto di più per difendere la vita.
Occorre un impegno e una vigilanza della famiglia, che deve intervenire prevenendo e seguendo i figli e non lasciandoli in pasto a mercanti di morte e al dominio imprudente e incontrollato dei social, le istituzioni educative, innanzitutto la scuola, la chiesa.
Mi ha raccontato una mamma: «Don Filippo attirate mio figlio ai campetti della parrocchia, altrimenti se lo prendono quelli del traffico di droga, lui cede perché guadagna in una settimana più di quanto guadagna in un mese mio marito pescatore. E poi ringraziamo le forze dell’ordine, che già svolgono un grande lavoro. Ma é urgente un impegno corale del Governo, delle forze politiche, dell’economia e della cultura per trovare nuovi sbocchi di lavoro.
Già Papa San Giovanni II, del quale abbiamo ricordato i 30 anni della visita a Taranto, aveva detto: «Il campanello di allarme è già scattato, anche qui a Taranto. Le nuove circostanze richiedono da tutti uno sforzo di rinnovata creatività, affinché agli uomini e alle donne di Taranto vengano offerte nuove possibilità di lavoro, possibilmente più confacenti alla realtà ambientale in cui essi vivono, le industrie del cosiddetto terziario, ma anche un’agricoltura rinnovata e tutto ciò che può gravitare intorno alla ricchezza del mare». E poi faceva riferimento alla necessità del “soffio del vangelo come ossigeno di vita degna dell’uomo”.
Per la nostra terra in particolare è più che mai urgente una concertazione per aprire nuovi sbocchi lavorativi, e per differenziare l’occupazione. La situazione è molto grave. Ciascuno – passatemi l’espressione, suona la propria musica per conto suo. Proprio per questo non possiamo andare avanti per inerzia aspettando l’esaurimento di tutte le energie e chi ne soffre sono soprattutto le categorie più deboli, i poveri, i giovani. Dobbiamo avviare insieme un movimento positivo, con una visione di insieme secondo dei passi concertati che partono dai giovani, dalla istruzione alla ricerca, alla innovazione e agli investimenti, alla cura della casa comune.
La Commemorazione dei fedeli defunti ci spinge alla gratitudine, a pregare per loro e a valorizzare la vita, a difenderla e a renderla più degna. Onoriamo i defunti e chiediamo al Signore risorto che ci illumini nel costruire un cammino di giustizia, di sviluppo e di pace per i vivi.
Per i cristiani ogni giorno è il giorno della Speranza. Così il Signore illumina la vita quotidiana e ci sostiene nel passaggio della morte, in attesa che questa venga cancellata per sempre.

 

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Gelate, grandine e poi la mazzata finale di una lunga estate torrida. La beffa delle mancate coperture assicurative ha azzerato reddito e giornate lavorative

Taranto – Meno 70%: prima le gelate, poi la grandine e, infine, una lunga estate torrida, hanno ridotto di oltre due terzi la produzione agrumicola nel Tarantino; meno prodotto, una drastica riduzione delle giornate lavorative e del reddito, la beffa di non essere stati coperti da nessuna assicurazione, poiché quando si sono verificate grandine e gelate la campagna assicurativa non era stata ancora aperta.

«La campagna agrumicola 2019 è stata un disastro – ha spiegato Francesco Passeri, agrumicoltore, componente della giunta CIA Due Mari (Taranto-Brindisi) – Qui, tra Ginosa, Palagiano, Castellaneta e Palagianello si producono diverse tipologie di agrumi: il tempo delle clementine è già passato, poi arriverà quello per le arance navel e il tarocco».

«Sono pochi i produttori che, in questa area, hanno avuto la grazia di non subire danni dai fenomeni meteorologici estremi – ha spiegato Passeri – Le quantità sono state così inferiori a quelle degli scorsi anni che i prezzi sono aumentati, arrivando dai 50 centesimi a un euro a seconda di pezzatura, colore e qualità complessiva, ma è una magra consolazione, poiché la maggior parte delle aziende agrumicole si è trovata in sostanza a non poter raccogliere nulla o quasi niente».

Cia Agricoltori Italiani della Puglia, assieme e per il tramite delle proprie declinazioni provinciali, da tempo sostiene che il settore agrumicolo va fortemente rilanciato in tutta la regione. Uno dei problemi è quello inerente alle coperture assicurative.

«Occorre che la campagna assicurativa sia aperta dal primo gennaio al 31 dicembre – ha ribadito il presidente provinciale di Cia Due Mari, Pietro De Padova – Le coperture del rischio devono diventare accessibili per tutti i produttori e occorre che siano ‘spalmate’ lungo tutto l’arco dell’anno produttivo, poiché le varietà sono differenti e si raccolgono in periodi diversi».

Gelate e grandinate d’inverno, sole che spacca e inaridisce piante e frutti già dalla primavera: i fenomeni metereologici estremi, ormai, sono sempre più violenti e ravvicinati.grandine su agrumi nel Tarantino

«Certo, quello assicurativo è un grande problema, ma non è il solo a dover essere affrontato in modo strutturale – ha aggiunto Vito Rubino, direttore provinciale di Cia Due Mari – Bisogna sostenere l’ampliamento delle varietà colturali, sostenere la ricerca scientifica e la differenziazione produttiva per dotarsi di un’offerta più vasta, capace di intercettare una domanda sempre più esigente».

Cia Agricoltori Italiani della Puglia, in tutte le sue declinazioni sul territorio, sta compiendo da anni un lavoro che va nella direzione di favorire le aggregazioni, la nascita di cooperative, la creazione di nuove Organizzazioni di Produttori; l’unione non solo fa la forza, ma facilita gli investimenti per accrescere le competenze, migliorare la ‘filiera delle professionalità’, avere un potere contrattuale superiore nei confronti della parte industriale e della GDO, la Grande Distribuzione Organizzata.

«Occorre fare fronte in modo più maturo alla necessità di internazionalizzare le aziende e di utilizzare dentro la filiera tutto il valore aggiunto dei prodotti, compresa la trasformazione sul territorio» – ha precisato De Padova.

«Governo e Regione Puglia prendano seriamente in considerazione il grido d’aiuto che proviene dai produttori – ha concluso Rubino – Per gelate e grandine, le aziende agrumicole non hanno visto ancora un euro, ma intanto hanno perso il proprio reddito e gli operai sono rimasti a casa. Tutto il settore attende decisioni e interventi capaci di invertire la rotta».

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