Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 23 Novembre 2019

«Abbiamo il dovere di difendere la salute dei cittadini non soltanto, come facciamo quotidianamente, portando la nostra opera professionale nella prevenzione e nella cura, ma anche esigendo che l’enorme problema sanitario di Taranto sia il punto cruciale di qualsiasi tavolo di discussione, e che si prendano senza indugi adeguati provvedimenti per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, superando la visione dicotomica tra lavoro e vita, una vita che sia esente da rischi inaccettabili per i cittadini e per i lavoratori. Se manca la salute, non c’è lavoro, non c’è futuro».
A sostenerlo sono i Giovani Medici dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Taranto che ieri mattina, nella sede dello stesso Ordine, hanno tenuto una conferenza stampa per esprimere dal punto di vista sanitario la loro posizione in merito alla vicenda Ilva. All’incontro con i giornalisti hanno preso parte il presidente dell’Ordine Cosimo Nume, la pediatra Annamaria Moschetti, presidente della Commissione Ambiente dell’Ordine di Taranto, i giovani dottori Francesca Baldi e Roberto Bellacicco. Per l’occasione è giunto a Taranto il dottor Emanuele Vinci, presidente della Commissione Ambiente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Nel corso dell’incontro ha preso la parola anche il dottor Valerio Cecinati, primario di Pediatria all’ospedale Santissima Annunziata.
La dottoressa Baldi, leggendo il documento, stilato insieme ai colleghi Bellacicco, Antonella Minei, Giorgia Fiore, Serena Bianco, Danila Corlianò, Francesco Pasquali, Lucia Verzillo ed Alessio Marinelli, ha affermato: «La qualità della vita della popolazione tarantina e della sua provincia è stata irrimediabilmente compromessa in cambio di una precaria sicurezza economica dei lavoratori ma soprattutto degli interessi nazionali. Secondo la Costituzione dell'OMS, la salute è definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente assenza di malattie o infermità. Questa per la popolazione tarantina è la definizione di ciò che le viene negato. È superfluo ribadire come e quando venga a mancare il benessere fisico, ma vale la pena ricordare ancora una volta come, per diverse cause, vengano a mancare anche il benessere mentale e sociale in un sito in cui non solo ci si ammala, ma si ha anche costantemente paura di ammalarsi, in cui sono compromessi anche il diritto al lavoro e all’istruzione, privando i cittadini di una vita dignitosa».
Il dottor Bellacicco, facendo sempre riferimento al documento, ha affermato: «Le sostanze provenienti dalle fonti inquinanti, come i metalli pesanti e i composti organici, è possibile abbiano un ruolo nei disturbi del neuro sviluppo già osservati nei bambini tarantini che vivono a ridosso dell’area industriale e questo potrebbe minare pericolosamente le potenzialità dei nostri bambini. Questo vuol dire impoverire e limitare il futuro di chi cresce in questo territorio. La sanità tarantina e pugliese, fortemente impegnata nella cura delle patologie legate all’inquinamento, sostiene costi enormi che potrebbero essere evitati e drasticamente ridotti, in un momento di razionalizzazione delle risorse disponibili. L’ex ILVA non è una fabbrica collocata in un deserto. Intorno ad essa c’è

una città di quasi 200.000 abitanti che al pari degli altri cittadini italiani possiedono dei diritti costituzionalmente garantiti e non negoziabili».
«La presa di posizione dei Giovani medici, dopo il Position Paper sull’Ilva redatto dall’Ordine nel giugno scorso,» ha detto il dottor Nume «è addirittura più importante, perché essi rappresentano il futuro della professione medica. In queste ore si parla di risarcire la comunità jonica, cercando di evitare i viaggi della speranza. In realtà, ai cittadini di Taranto deve essere garantito il diritto a non ammalarsi, non solo quello a curarsi. Quindi, il diritto alla prevenzione primaria».
La dottoressa Moschetti ha, evidenziato che «l’impegno dei decisori deve essere rivolto non più tanto al contrasto delle patologie del secolo scorso, morbillo influenza etc., in cui siamo già attrezzati, poiché la vera sfida è quella di combattere le patologie correlate agli inquinanti ambientali».
«La mia presenza oggi a Taranto» ha detto il dottor Vinci «testimonia il sostegno della FNOMCeO nella difesa dei diritti, primo fra tutti quello alla salute, che se violati a Taranto finiscono per essere irrimediabilmente messi in discussione nel resto del Paese».
Il dottor Cecinati ha invitato, infine, ad assumere priorità nelle decisioni e si è chiesto: «Quale la priorità se non la salvaguardia e la cura dei bambini?».

 

Ecco il documento su Ilva dei Giovani dell’Ordine dei Medici di Taranto e dei medici del corso di Formazione Specifica in Medicina Generale:

La vicenda dell’ex ILVA è nuovamente tornata ad essere oggetto di attenzione da parte dell’opinione pubblica da quando gli attuali affittuari hanno manifestato   l’intenzione di abbandonare il sito di Taranto.

Quello che per la città è ed è sempre stato un punto cruciale viene descritto, ancora una volta, come dicotomia tra diritto al lavoro e diritto alla salute, ovvero come una scelta tra salvaguardia economica del Paese e tutela della cittadinanza, in un ennesimo ricatto esistenziale.

Il diritto alla salute dei tarantini che per sessant’anni, a causa di quella fabbrica, hanno pagato un prezzo elevatissimo in termini di patologie ambiente-correlate e   incidenti   sul lavoro, sembra essere passato in secondo piano rispetto alla volontà di voler produrre a qualsiasi costo.

Fin dall’apertura della fabbrica le fonti inquinanti, il lavoro praticato in assenza di condizioni adeguatamente sicure ed i rischi sanitari ad esso associati, hanno mietuto troppe vittime.

Non è nostra intenzione ripetere quanto è stato già descritto su come i diversi effetti degli Inquinanti ambientali abbiano espletato la loro azione lesiva sulla popolazione, ma intendiamo ribadire fermamente che il protrarsi di situazioni di rischio non si può più accettare. La qualità della vita della popolazione tarantina e della sua provincia è stata irrimediabilmente compromessa in cambio di una precaria sicurezza   economica dei lavoratori ma soprattutto degli interessi nazionali.

Secondo la Costituzione dell'OMS, la salute è definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente assenza di malattie o infermità.

Questa per la popolazione tarantina è la definizione di ciò che le viene negato. È superfluo ribadire come e quando venga a mancare il benessere fisico, ma vale la pena ricordare ancora una volta come, per diverse cause, vengano a mancare anche il benessere   mentale e sociale in un sito in cui non solo ci si ammala, ma si ha anche costantemente paura di ammalarsi, in cui sono compromessi anche il diritto al lavoro e all’istruzione, privando i cittadini di una vita dignitosa.

Ci preme ancor più aprire una doverosa parentesi. Le sostanze provenienti dalle   fonti inquinanti, come i metalli pesanti e i composti organici, è possibile abbiano un ruolo nei disturbi del neuro sviluppo già osservati nei bambini tarantini che vivono a ridosso dell’area industriale e questo potrebbe minare pericolosamente le potenzialità dei nostri bambini. Questo vuol dire impoverire e limitare il futuro di chi cresce in questo territorio.

La sanità Tarantina e Pugliese, fortemente impegnata nella cura delle patologie legate all’inquinamento, sostiene costi enormi che potrebbero essere evitati e drasticamente ridotti, in un momento di razionalizzazione delle risorse disponibili.

L’ex ILVA non è una fabbrica collocata in un deserto. Intorno ad essa c’è una città di quasi 200.000 abitanti che al pari degli altri cittadini italiani possiedono dei diritti costituzionalmente garantiti e non negoziabili.

Come Giovani Medici dell’Ordine di Taranto abbiamo il dovere di difendere la salute dei cittadini non soltanto, come facciamo quotidianamente, portando la nostra opera professionale nella prevenzione e nella cura, ma anche esigendo che l’enorme problema sanitario di Taranto sia il punto cruciale di qualsiasi tavolo di discussione, e che si prendano senza indugi adeguati provvedimenti per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, superando la visione dicotomica tra lavoro e vita, una vita che sia esente da rischi inaccettabili per i cittadini e per i lavoratori.

Se manca la salute, non c’è lavoro, non c’è futuro.

Infine la lunghissima lettera aperta:

Position Paper su “Impianto Siderurgico di Taranto e salute dei cittadini “

Premessa. Taranto e il Siderurgico.

L’impianto Siderurgico di Taranto, in attività dal 1964, è il più grande in Europa, produce col metodo del ciclo integrale ed è insediato a ridosso del preesistente centro abitato di Taranto.

Il ciclo produttivo ha determinato e determina l’immissione in ambiente di una ingente quantità di sostanze inquinanti, in parte evitabile con l’adozione di migliori tecnologie, come documentato dalla perizia chimica prodotta per il Processo “Ambiente Svenduto”, ma in parte inevitabile conseguenza del tipo di attività.

L’ambiente naturale del territorio è stato negli anni gravemente contaminato compromettendone la fruizione, per scopo ricreativo ed economico, in violazione del terzo Principio della dichiarazione di Rio del 1992, sottoscritta anche dall’Italia, che così recita: “Il diritto allo sviluppo deve essere realizzato in modo da soddisfare equamente le esigenze relative all'ambiente ed allo sviluppo delle generazioni presenti e future”.

Gli inquinanti, tra cui i metalli e le diossine, dotati di pericolosità scientificamente acclarata per la salute umana, sono trasmigrati, anche in ragione della loro persistenza, dall’ambiente alla catena alimentare ed hanno contaminato gli esseri umani che ne sono, nel tempo, venuti a contatto costantemente per via respiratoria, dermica, transplacentare e persino attraverso il latte materno, alimento peraltro irrinunciabile nei primi mesi di vita.

Negli anni numerosi ed autorevoli studi scientifici, hanno costantemente rimarcato le molteplici sfaccettature del danno alla salute dei cittadini tarantini determinato dalla aggressione chimica della popolazione, nonché il rapporto diretto tra mortalità e morbosità e attività siderurgica.

Nonostante la mole di queste evidenze, l’attività produttiva non si è mai interrotta superando, in forza di legge attraverso i decreti c.d. “Salva Ilva”, anche l’ordinanza di sequestro dell’impianto siderurgico imposta nell’anno 2012 dai magistrati tarantini nel tentativo di proteggere la popolazione.

Nel 2019 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo in ragione di quanto esposto, ha condannato lo Stato Italiano per non aver tutelato la vita dei cittadini tarantini (Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 24 gennaio 2019 - Ricorso n. 54414/13 e altri - Causa Cordella contro Italia).

L’Ordine dei Medici di Taranto. Il suo ruolo e il suo punto di vista sui temi della salute e dell’ambiente nel peculiare contesto tarantino.

L’Ordine dei Medici di Taranto non ha titolo né competenze per entrare nel merito delle scelte economiche e di sviluppo di un territorio, né ha titolo per vagliare e valutare possibili soluzioni impiantistiche migliorative per l’Impianto Siderurgico di Taranto, ma ha l’obbligo, nel rispetto del proprio codice deontologico e del giuramento professionale dei suoi iscritti, di “perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica, il trattamento del dolore e il sollievo dalla sofferenza (..)”.

L’obiettivo delle politiche economiche e di sviluppo di una comunità e di una nazione è il benessere degli uomini come singoli e come collettività, essendo la vita degli uomini all’apice della scala dei valori.

Il frutto del lavoro e delle attività economiche deve essere fruito secondo criteri di equità e giustizia, in considerazione dell’eguale diritto di tutti gli uomini di vivere, di godere di buona salute e di sviluppare il proprio progetto di vita.

Alla luce di quanto enunciato riteniamo inaccettabile che il lavoro, e in particolare questa produzione industriale, possa comportare o addirittura prevedere, sotto forma di “inevitabile “ esternalità negativa, il danno alla vita e alla salute di una parte della popolazione, quale che sia la sua numerosità.

Nel caso specifico l’attività del Siderurgico tarantino, che pure ha fornito e fornisce benefici economici a singoli individui e a gruppi di cittadini, non può essere eticamente giustificata se si svolge al prezzo della vita di un’altra parte di popolazione, persone per questa condizione declassate, in violazione della loro dignità umana e in dispregio della unicità della loro vita, a meri strumenti della produzione, usurabili quanto necessario, se operai, o destinati ad essere recettori inermi dei rifiuti tossici della attività industriale, se cittadini. Si realizza in questo modo una condizione di diseguaglianza nei diritti all’interno della nazione tra chi fruisce dei benefici della produzione industriale e chi ne subisce prevalentemente i danni.

Una simile situazione si configura come “ingiustizia ambientale “ ed è tanto più grave poiché si svolge per lo più e maggiormente a discapito delle fasce di popolazione che vivono a ridosso degli impianti, che nel tempo si impoveriscono sempre di più sia per i danni alla salute che per la riduzione di opportunità lavorative in un territorio “espropriato” e reso inutilizzabile a causa della contaminazione.

In questa condizione vengono realizzate e mantenute, attraverso scelte politiche consapevoli, condizioni di grave discriminazione tra cittadini all’interno dello stesso territorio e della stessa nazione, in aperta violazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione che proclama che la Repubblica riconosce e tutela i diritti inviolabili dell’uomo e che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza alcuna distinzione.

In maniera particolare, atteso il caso specifico, la violazione riguarda anche l’articolo 1 della Costituzione nel quale si dice che la Nazione è fondata sul Lavoro, ma anche, contestualmente, che il Popolo è “sovrano” nel contesto operoso. Laddove in un contesto produttivo parte della popolazione lavori in condizioni di riduzione dei suoi diritti fondamentali e dunque con una riduzione della sua “sovranità”, a nostro giudizio il lavoro risulta declassato alla condizione di sfruttamento, il lavoratore diviene mero strumento della produzione e in questa condizione non può ritenersi rispettato il primo degli articoli della Costituzione che vede il lavoro svolgersi nel contesto di una sovranità popolare di cui ciascun cittadino al pari di tutti gli altri è partecipe.

Alla luce di quanto detto e riflettendo sulla situazione attuale, l’Ordine dei Medici di Taranto prende atto che ancora oggi, in assoluta continuità con quanto avvenuto in passato, non sono assicurate garanzie sufficienti che la produzione dell’acciaio nel sito di Taranto si svolga ora, e possa svolgersi in futuro, nel rispetto del diritto alla vita e a un lavoro dignitoso.

Queste garanzie si possono ancora ottenere per il futuro, e si richiede che siano fornite, attraverso una Valutazione dell’Impatto Sanitario su diversi scenari emissivi e produttivi, effettuata secondo le linee guida nazionali, che documenti se esistano condizioni alle quali sia possibile la produzione di acciaio nel sito di Taranto in totale assenza di danno alla Vita e alla salute di Operai e Cittadini. E’ questa l’unica condizione che, secondo questo Ordine dei Medici, renderebbe eticamente accettabile la continuità produttiva del Siderurgico di Taranto.

Non riteniamo invece accettabile che le Valutazioni di Impatto Sanitario siano effettuate secondo le modalità che sono state previste dal DL del 24/4/2013 in attuazione dell’art 1-bis, comma 2, del decreto-legge del 3/12/2012 n.207, convertito con modificazioni, dalla legge 24/12/2012, n.231.

La natura di questa opposizione risiede nei fondati rilievi, che questo Ordine sottoscrive, sollevati da illustri epidemiologi sulla efficacia di questa VDS nell’essere strumento di valutazione finalizzato alla protezione della popolazione, riscontrandovi difetti di metodo che non possono che invalidarne l’efficacia pretesa. (Si veda a tal proposito Epidemiol Prev 2013; 37 (6): 349-351 “Valutazioni di impatto sanitario, sorveglianza epidemiologica e studi di intervento nelle aree a rischio” F. Bianchi, F. Forastiere, B. Terracini).

In particolare si respinge come scientificamente infondato il riferimento al rispetto dei limiti di legge dei singoli inquinanti come criterio sufficiente a priori, “per forza di legge”, a garantire la protezione della vita e della salute umana. La vita umana è garantita quando la popolazione non perisce e non si ammala in conseguenza delle emissioni inquinanti, quali che siano i livelli emissivi come singole emissioni e come sommatoria.  

Riteniamo inoltre che si debba obbligatoriamente reintervenire sulle autorizzazioni alla produzione (AIA) in caso di previsione di Impatto Sanitario o per l’evidenza epidemiologica di danno alla salute e alla vita, quale che sia l’entità dimostrata del danno, poiché è questo lo scopo stesso di una VIS così come indicato nel Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018, ed è inaccettabile qualunque forma di mitigazione di questo obbligo.

Al Proposito è rilevante richiamare che la necessità di procedere a VIS anche nell’ambito del procedimento per il rilascio dell’AIA (o di VIA) è stata recentemente confermata dalla Sentenza n. 983/2019 del Consiglio di Stato, secondo la quale “… è necessario procedervi quando le concrete evidenze istruttorie dimostrino la sussistenza di un serio pericolo per la salute pubblica. L’Amministrazione che in tali casi non la effettui incorre, pertanto, nel tipico vizio dell’eccesso di potere sotto il profilo del mancato approfondimento istruttorio, sintomatico della disfunzione amministrativa”.

 

Ma ancor prima ci preme fare qualche osservazione su quanto definito in premessa nel D.L. del 3 Dicembre 2012 che introduce i criteri per la VDS riservati, con legge apposita, all’impianto siderurgico di Taranto, laddove si legge che: “(…) la continuità del funzionamento produttivo dello stabilimento siderurgico Ilva S.p.A. costituisce una priorità strategica di interesse nazionale (…)”.

Tale affermazione introduce, per legge, un effetto di distorsione del giusto ordine dei Valori che vede l’uomo come vero scopo del processo produttivo, come questo Ordine ha precedentemente argomentato ed in continuità con quanto affermato nella enciclica papale Laborem excercens di Papa Giovanni Paolo II.

Non può la produzione di qualsiasi merce, o qualunque attività umana, essere posta al vertice della scala dei valori tanto da assurgere a livello di “priorità strategica nazionale”. Nel caso specifico la continuità produttiva di un impianto deve sottostare alla verifica della sua compatibilità con la vita e la salute della popolazione che deve essa stessa rappresentare la “priorità strategica nazionale” cui ogni altro obiettivo produttivo o di sviluppo deve essere subordinato.

Inoltre rileviamo una ulteriore criticità: le priorità di una Nazione non possono essere differenti dalle priorità di parte dei cittadini di quella stessa Nazione, a meno di non ammettere e formalizzare una diseguaglianza nei diritti e quindi nello status stesso di cittadini all’interno della Nazione. Ciò che danneggia i cittadini di Taranto danneggia la Nazione, ciò che promuove lo sviluppo dei cittadini di Taranto promuove lo sviluppo della Nazione.

Ogni altra condizione delinea il quadro di uno sfruttamento di tipo coloniale intranazionale, in cui alcuni territori sono destinati allo sfruttamento delle risorse a beneficio di altri territori e di altri cittadini e ciò attraverso un corpo di leggi speciali “dedicate” .

Riteniamo che sia questo uno dei punti centrali della riflessione di questo Ordine in relazione alla situazione sanitaria ed ambientale tarantina.

Per ultimo non possiamo omettere di considerare che tra i macro obiettivi del PNP 2014-2018 c’è il benessere mentale dei bambini, adolescenti e giovani e la prevenzione delle conseguenze dei disturbi neurosensoriali.

Uno studio dell’ISS ha documentato riduzione del quoziente intellettivo e disturbi del neuro sviluppo in bambini, peraltro sani, che vivono a ridosso dell’area industriale di Taranto e vi è ampia documentazione della immissione in ambiente di una miscela di sostanze neurotossiche da parte dell’impianto siderurgico di Taranto. Queste evidenze suggeriscono la immediata sospensione della immissione di queste sostanze sulla popolazione, in ossequio al “principio di precauzione”, ma prima ancora in ossequio al buon senso e in considerazione del gravissimo danno per una intera comunità e per la nazione determinato dal danneggiare neurologicamente e cognitivamente la popolazione infantile e quindi i suoi stessi cittadini.

Si vuole concludere sulla salute mentale dei bambini perché è la mente umana il prodotto più evoluto e prezioso della Creazione ed è il capitale umano la ricchezza da tutelare per promuovere lo sviluppo sociale ed economico di un paese, come riconoscono in maniera unanime anche gli economisti.

Senza l’attività mentale nessuno potrebbe fabbricare nè acciaio né altro. Danneggiare la Mente dei bambini e dunque delle future generazioni è, per la società, un atto potenzialmente suicida.

Conclusioni e proposte.

In conclusione, questo Ordine ritiene prioritario che l’impianto siderurgico di Taranto sia fornito con la massima urgenza di una Valutazione Impatto Sanitario (VIS), possibilmente integrata sotto forma di Valutazione Integrata dell'Impatto Atmosferico sull'Ambiente e sulla Salute (VIIAS) con l’impatto di ogni altro impianto industriale insistente sul territorio in esame; che gli esiti di questa valutazione siano vincolanti ai fini della revisione dell’AIA e che non siano ammessi livelli/tipologie di produzione che comportino un qualsivoglia danno alla salute e alla vita della popolazione; che sia, a prescindere da qualunque altra valutazione, sospesa la immissione sulla popolazione di sostanze ad effetto neurotossico.

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RelatoriECMvillaCastelli

Si è svolto oggi, Sabato 23 Novembre 2019, all’interno della Sala Consigliare del Comune di Villa Castelli, un evento ECM (educazione continua in medicina) dedicato agli infermieri e organizzato da OPI Brindisi (Ordine delle Professioni Infermieristiche) in collaborazione con FNOPI (Federazione Nazionale Ordine Professioni Infermieristiche), COGEAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) e Comune di Villa Castelli dal titolo “L’evoluzione del sistema ECM, tra vincoli ed opportunità per i professionisti della salute”.
Hanno aperto i lavori i saluti del sindaco del comune di Villa Castelli Giovanni Barletta e il Presidente di Opi Brindisi Antonio Scarpa. Vari sono stati i relatori che hanno condiviso con i numerosi professionisti presenti in sala, l’importanza del sistema ECM e le opportunità riservate al  professionista della salute.
Ogni professionista  necessita oggi di costante formazione per rispondere con competenza e professionalità alle varie esigenze del paziente, in termini di efficienza ed efficacia ed è proprio per questo motivo che l’ evento rappresenta una importante fonte di arricchimento per gli infermieri che hanno avuto modo di poter discutere nello specifico, con esperti del settore che dedicano il loro impegno alla formazione .PubblicoECMvillaCastelli
“Questo momento formativo che per la prima volta viene organizzato nella nostra città, rappresenta un’opportunità di crescita per tutto il territorio di Villa Castelli – dichiara il Sindaco Giovanni Barletta – Hanno accolto questo invito alla formazione attiva oltre 150 infermieri che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con i vari esperti presenti in sala e arricchire le proprie conoscenze, portando a casa la consapevolezza che nel campo delle professioni sanitarie la formazione è indispensabile perché nulla può essere lasciato al caso. Io da infermiere professionale e da sindaco  – continua Barletta – non posso che essere orgoglioso della risposta che questo evento ha avuto nella mia città e ringrazio il Presidente di OPI Brindisi Dott. Antonio Scarpa, tutti i relatori intervenuti e tutti i presenti in sala, augurandomi e impegnandomi affinché momenti simili possano essere ripetuti costantemente e possano rappresentare momento di crescita per la comunità tutta”.

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Lunedì 25 Novembre, in Piazza Marconi, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, l’Amministrazione Comunale inaugurerà la panchina rossa permanente, in ricordo di questa giornata e come simbolo della lotta alla violenza di genere.
La manifestazione si terrà alle ore 16,30 in Piazza Marconi e prevede gli interventi del sindaco Giovanni Allegrini, della Consigliera Comunale con delega alle Pari Opportunità, Angela Martucci e del Mar.llo Pietro Sternativo, Comandante della Stazioni Carabinieri di San Michele Salentino.
“L'installazione della ‘panchina rossa’ – spiega la Consigliera Angela Martucci - nasce con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini, in maniera pubblica e diffusa, contro il dramma del femminicidio e della violenza sulle donne, ed é realizzata grazie al contributo dei nostri operai Rino Francioso e Giovanni Bello con il contributo creativo della Consigliera Comunale Rosalia Fumarola che scriverà una frase in ricordo del momento.La ‘panchina rossa’ rappresenta il simbolo di un percorso che l’Amministrazione Comunale vuole portare avanti nel sensibilizzare la Comunità alla lotta contro la violenza di genere., Un’ occasione, quindi, per rendere “visibile” un problema enorme e per dire “basta” alle lacrime e al dolore, spesso, silenzioso di donne marchiate nel corpo e nell’anima”.
Al termine della manifestazione è prevista una breve e toccante rappresentazione teatrale dal titolo “Mi chiamo Valentina e credo nell’amore”, la nota piece di Paola Cortellesi e Claudio Santamaria, interpretata dall’attrice Carla Orlandini della Compagnia Teatro Aleph.
I dati del Rapporto Eures 2019 su "Femminicidio e violenza di genere" mostrano una situazione drammatica: nei primi dieci mesi del 2019 sono stati già 94 in Italia gli omicidi con vittime femminili, quasi uno ogni tre giorni: 80 commessi in ambito familiare/affettivo e 60 all'interno di una relazione di coppia.
Nel 2018, le donne uccise erano state 142, una in più dell'anno precedente: in termini relativi l'anno scorso le vittime femminili hanno raggiunto il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell'anno precedente. Dal 2000 a oggi le donne uccise in Italia sono 3.230, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner.
In occasione, inoltre, della giornata del 25 Novembre, su iniziativa dell’ANCI, la Giunta di San Michele Salentino ha aderito al “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza”, un documento frutto della volontà di sindache e sindaci uniti da un impegno comune: ideare e sostenere azioni concrete basate sull’eguaglianza e la valorizzazione delle differenze per una società più equa, priva di stereotipi di genere e realmente paritaria.
Il Patto si articola in undici punti che si propongono di agire per la sensibilizzazione contro la diffusione di stereotipi, per il sostegno dei centri antiviolenza e case rifugio, per il coinvolgimento degli uomini in tema di parità, per il supporto alla conciliazione dei tempi famiglia-lavoro. Azioni che verranno condivise tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile impegnate sul tema e che annualmente le amministrazioni aderenti si impegnano a restituire ai propri cittadini.
“Anche il Comune di San Michele Salentino ha voluto aderire al documento – commenta il sindaco Giovanni Allegrini – quale gesto simbolico ma necessario per condurre politiche integrate per ridurre le disparità fra uomini e donne, così come indicato nel documento e sancito nella Convenzione di Istambul”.

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Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti annuncia il proprio intervento nella vertenza giudiziaria pendente avanti al Tribunale di Milano tra le società del Gruppo ArcelorMittal e l’Amministrazione Straordinaria di Ilva.
 
Nella causa definita come “la battaglia legale del secolo”, nell’ambito della quale è pure pendente incidentalmente un procedimento cautelare promosso dall’Amministrazione Straordinaria di Ilva per impedire lo spegnimento degli impianti da parte dell’affittuario ArcelorMittal, il Comitato rappresenterà e difenderà gli interessi ed i diritti dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini tarantini che da anni chiedono la chiusura della fonte più inquinante d’Europa, la bonifica dei siti inquinati e la riconversione anche economica dell’intero territorio.
 
L’incarico per l’intervento in giudizio del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti è stato affidato al prof. avv. Michele Carducci dell’Università del Salento ed all’avv. Alessandro Gaetani del Foro di Parma.

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I Carabinieri della Stazione di Grottaglie hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, R. C., 58enne pregiudicato del posto.

I militari, durate un mirato servizio, a seguito di una perquisizione domiciliare, hanno sorpreso il prevenuto in possesso di 11 dosi di cocaina del peso complessivo di gr. 11 e della somma in contante di Euro 3.270,00, suddivisa in banconote di vario taglio, sottoposta a sequestro in quanto ritenuta provento dell’attività illecita.

Il 58enne, condotto in caserma, al termine delle formalità di rito è stato arrestato e, su disposizione dell’A.G., tradotto presso la Casa Circondariale jonica.

Lo stupefacente, sottoposto a sequestro, sarà analizzato del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Reparto Operativo del Comando Provinciale CC di Taranto.

 

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Il 27 novembre prossimo sarò a Torino all’ Aerospace & Defense Meetings, assieme ad una delegazione istituzionale composta da rappresentanti di Aeroporti di Puglia, da delegati del Distretto Tecnologico Aerospaziale e di PugliaSviluppo.

Si tratta di una tappa molto importante per noi in vista della Fiera internazionale dell’aerospazio che la Regione Puglia sta organizzando a Grottaglie. La Aerospace & Defense Meetings è l’unica business convention internazionale per l’industria aerospaziale e della Difesa in Italia, prevede un programma di incontri tra grandi professionisti del settore, buyers e assemblatori di tutto il mondo, con l’obiettivo di costruire nuove relazioni commerciali e sviluppare nuovi progetti.

In questa edizione è prevista la partecipazione di oltre 500 aziende provenienti da più di 25 nazioni tra Europa, Africa, Nord e Sud America, Asia e Russia. Con l’Assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia, Sezione Internazionalizzazione, prenderemo parte all’evento con un focal point che, oltre ad ospitare il desk “Invest in Apulia”, ospiterà una delegazione di 7 PMI o start-up pugliesi innovative del settore dell’aerospazio interessate a presentare dei progetti agli investitori internazionali.

La partecipazione della Regione Puglia alla business convention rientra nel Piano Export Sud 2 gestito e coordinato dall’Agenzia ICE-Italian Trade & Investment Agency, che ha organizzato anche un calendario di incontri programmati sulla base delle specifiche richieste e scelte delle aziende ed ha previsto l’inserimento del profilo aziendale nel catalogo ufficiale dell’evento cartaceo e on line.

Non potevamo mancare a questo importante appuntamento, visti la grande espansione ed i grossi risultati economici che sta riscuotendo il settore dell’Aerospazio nella nostra regione. La partecipazione a questo evento promuoverà certamente nuove opportunità di investimenti sul territorio regionale oltre ad implementare contatti con investitori, e fornire assistenza tecnica alle PMI/start-up pugliesi partecipanti. Con tutta la delegazione pugliese, comprese le imprese, incontreremo i rappresentanti della "Leonardo".

Personalmente darò il mio contributo, in qualità di relatore,nel seminario Invest in Italy intitolato “Italy: The Perfect Platform for Aerospace, nel corso del quale presenterò la Fiera Internazionale dell’Aerospazio di Grottaglie, che si terrà dal 25 al 27 marzo 2020.

 

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“Voglio esprimere la mia soddisfazione per l’esito dell’incontro avuto oggi con la filiera olivicola in merito alla  crisi che attraversa il settore in Puglia, incontro fortemente voluto dal sottosegretario Giuseppe L’Abbate, che con tempestività ha creato questa occasione di confronto fruttuosa, ascoltando i diversi attori del comparto presenti e offrendo proposte concrete volte alla soluzione del problema.”     È il commento del deputato Gianpaolo Cassese, componente della Commissione Agricoltura, a conclusione della riunione che si è svolta questa mattina presso la Camera dei Deputati tra il sottosegretario alle politiche agricole, le associazioni dei frantoiani e dei produttori olivicoli puglliesi sulla crisi che attraversa il comparto, in vista del Tavolo nazionale di filiera del prossimo 4 dicembre al Mipaaf
“Ci rendiamo conto che, di fronte alla emergenza che stiamo vivendo in Puglia per quanto riguarda il settore olivicolo – sia a causa del batterio Xylella che dei ripetuti episodi metereoligici distruttivi degli ultimi due anni – servono proposte concrete e non solo solidaristiche e generiche affermazioni di buona volontà. Il sottosegretario L’Abbate in tal senso ha offerto una prospettiva al comparto, condividendo e indicando le iniziative che metterà in campo nell’immediato per favorire la ripresa di un settore così vitale per la Puglia e per il made in Italiy ” prosegue il deputato.
“Tra gli impegni, accolti con favore dagli interlocutori presenti, quello di favorire l’ammasso privato, al fine di stabilizzare il mercato e prevenire ulteriori danni al settore. Vale la pena ricordare – aggiunge Cassese – che   per l’ eccesso di offerta dopo il raccolto 2018/19, i prezzi nei mercati spagnolo, greco e portoghese sono stati particolarmente bassi, basti pensare che il prezzo dell’olio extra vergine di oliva spagnolo riferito a metà ottobre era del 33% inferiore alla media quinquennale”
“Un’altra proposta messa sul tavolo da L’Abbate è stata quella di istituire  la Commissione Unica Nazionale sull’olio. Una misura che favorirebbe la trasparenza sui meccanismi che portano alla formazione dei prezzi” aggiunge il deputato.
“Insomma, finalmente impegni concreti da parte del Governo, ed una nuova modalità di approcciare le problematiche del comparto, che per essere affrontate non possono più fare a meno, come è stato purtroppo negli anni passati, di una visione strategica comune e di ampio respiro, che punti a fare sistema e a guardare lontano”

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BRINDISI. È stata dedicata all’olio, uno dei prodotti simbolo della dieta mediterranea, la festa di stamattina al mercato coperto di Campagna Amica, con la degustazione di olio fresco.

L’iniziativa è  rientrata nelle proposte che Coldiretti, con l’arrivo dell’olio nuovo, promuove in tutta Italia per aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli con degustazioni guidate e consigli per riconoscere il vero made in Italy dalle etichette, ma anche per fare le giuste scelte di abbinamento con i piatti serviti a tavola.
Così, a conclusione della stagione della raccolta delle olive, anche a Brindisi con Coldiretti e il Mercato Campagna Amica arriva la festa della molitura delle olive e dell’olio extravergine.
Nel mercato coperto in via Appia 226, saranno gli stessi produttori a raccontare i segreti di questo condimento antico e salutare, alimento base della dieta mediterranea.
“Per essere certi di acquistare un prodotto 100% italiano – spiega Filippo De Miccolis Angelini, presidente Coldiretti Brindisi - bisogna prestare attenzione alle etichette e acquistare extravergine a denominazione di origine Dop, quello in cui è esplicitamente indicato che è stato ottenuto al 100 per 100 da olive locali e nostrane oppure acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio Evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive”.
Un olio extravergine di oliva (Evo) di qualità deve essere profumato all’esame olfattivo deve ricordare l’erba tagliata, sentori vegetali e all’esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all’esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli Evo di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.
Nel mercato coperto di Campagna Amica si è tenuto  un meeting. Interverranno Floriana Fanizza, presidente nazionale Coldiretti Donne Impresa; Mirella Tondo, presidente Comitato Andos Brindisi Onlus; Filippo De Miccolis Angelini, presidente Coldiretti Brindisi.
A cui ha fatto seguito  una guida all’assaggio e degustazione dell’olio di oliva extravergine con le aziende agricole Lillo e Società Agricola Agricultura Fanizza.

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