Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 05 Novembre 2019

Nella notte di Halloween è calato il sipario sulla rassegna cinematografica organizzata da Brigadoon, con il sostegno di Apulia Film Commission e del Centro Studi Cinematografici. Un pubblico appassionato e trasversale ha assistito alle proiezioni. Il direttore artistico Di Giorgio: “Ora continuiamo a crescere”

Si è chiusa in piena notte di Halloween la seconda edizione di Monsters – Taranto Horror Film Festival, la rassegna di genere organizzata dall'associazione culturale Brigadoon con il sostegno di Apulia Film Commission e del Centro Studi Cinematografici. La grande novità di quest'anno era la formula itinerante del festival, con la tre giorni di proiezioni spalmata su tre diverse sale: cinema Ariston, cinema Spadaro (a Massafra) e cinema Bellarmino. Un esperimento che si può dire riuscito e che ha permesso di allargare il bacino d'utenza e la tipologia del pubblico. Difatti ricca e appassionata è stata la partecipazione di un pubblico di tutte le età, con particolare riferimento alla fascia giovanile.

Molto apprezzata è stata la scelta dei film, una selezione articolata che si è snodata intorno a due filoni tematici (Clown & Maschere e Italian Gothic) e che ha offerto un panorama dell'attuale produzione del cinema horror e di alcune sue tendenze storiche. Tra le proiezioni più affollate, il documentario presentato a Venezia “Fulci for Fake” di Simone Scafidi, che ha aperto la Notte Fulci nel primo giorno di festival, l'anteprima di “Werewolf” di Adrian Panek (in collaborazione con l'Istituto Polacco di Roma) e “The Nest. Il Nido”, l'opera prima di Roberto De Feo, già presentata con successo in Piazza Grande al Festival di Locarno e accolta con calore dal pubblico tarantino, che ha seguito con interesse anche l'incontro con il regista.

Una crescita notevole per Monsters sotto ogni punto di vista, impreziosita dalle collaborazioni di spessore con altre manifestazioni che hanno sposato il progetto dell'evento ionico: Fantafestival, Apulia Horror International Film Festival e Vicoli Corti.

Grande soddisfazione, dunque, tra gli organizzatori, come si evince dalle parole del direttore artistico Davide Di Giorgio: “La riuscita della seconda edizione di Monsters ci emoziona e ripaga delle scelte fatte in questi due anni. Abbiamo lavorato sul territorio, contando su relazioni e collaborazioni che si sono rivelate preziose per la crescita di una manifestazione che si colloca in una piazza non ancora abituata a eventi legati al cinema di genere. Abbiamo voluto portare a Taranto un cinema horror che andasse dai classici alle novità, dai film ambiziosi ai prodotti per le nicchie, da titoli di raffinata atmosfera alla violenza più aspra. Ed è stato incoraggiante constatare il seguito degli spettatori anche negli accostamenti più audaci, segno che c'è voglia di buon cinema e che la cultura ha una universalità che abbatte i confini. Tutto questo naturalmente ci spinge a continuare con entusiasmo per le future edizioni”.

In effetti, la testa è già alla prossima edizione di Monsters che si collocherà nuovamente nel periodo di Halloween. La formula è comunque ancora in evoluzione e quindi c'è da aspettarsi altre novità. “Le idee non mancano. – continua Di Giorgio – Se le strutture cittadine e gli enti ci sosterranno, continueremo a crescere e a proporre ancora un horror di qualità, cercando di non ripeterci, ma di migliorare l'offerta”.

L'invito è quello di seguire la pagina Facebook (https://www.facebook.com/monsterstarantohorror/) e il sito (https://monsterstarantohorror.wordpress.com/) del festival per conoscere le date dell'edizione del 2020 che saranno comunicate nei prossimi mesi.

 

MONSTERS – TARANTO HORROR FILM FESTIVAL
è un’iniziativa di
Brigadoon (Associazione di Cultura Cinematografica),
realizzata da
Apulia Film Commission e finanziata dalla Regione Puglia – Assessorato Industria Turistica e Culturale, nell’ambito dell’intervento “Viva Cinema – Promuovere il Cinema e Valorizzare i Cineporti di Puglia”, a valere su risorse FSC Puglia 2019-2020 – Patto per la Puglia
e dal
Centri Studi Cinematografici
con il contributo e il patrocinio della
Direzione Generale Cinema – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

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Dall’8 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, presso il Castello Episcopio di Grottaglie, si rinnoverà l’appuntamento con la Mostra del Presepe, giunta alla quarantesima edizione.
Nata nel 1980 l’obiettivo di valorizzare aspetti estetico-artistici dell’arte presepiale grottagliese, la Mostra ha conosciuto negli anni una partecipazione sempre più ampia, attirando artisti provenienti dalle diverse realtà italiane che, analogamente a Grottaglie, vantano una consolidata tradizione nell’arte della ceramica. L’acquisizione delle opere vincitrici, nonché di quelle volontariamente donate dai partecipanti non premiati, ha consentito al Comune di Grottaglie di mettere insieme un patrimonio artistico di notevole pregio e di grande interesse culturale, oggi fruibile dal pubblico in un’apposita sezione del Museo della Ceramica, sito nello stesso Castello Episcopio.
Il tema sul quale, quest’anno, sono chiamati a cimentarsi i partecipanti è “Il Presepe nella tradizione”. La partecipazione alla Mostra è riservata ad artisti/professionisti accreditati o ad associazioni che operano nel settore ceramico. Ciascun autore può presentare un massimo di due opere in ceramica sul tema, che siano state realizzate negli ultimi due anni e che non siano state presentate ad altri concorsi.
La Commissione giudicatrice, presieduta dal Sindaco di Grottaglie o un suo delegato e composta da rappresentanti del mondo artistico, giornalistico e culturale, designerà l’opera vincitrice. L’autore riceverà un premio di cinquemila euro, e l’opera premiata entrerà a far parte della collezione permanente del Comune di Grottaglie per essere esposta nella citata sezione presepi del Museo della Ceramica.
Il Sindaco di Grottaglie, Ciro D’Alò, in una sua dichiarazione, ha sottolineato l’importanza che questa edizione della Mostra riveste per l’Amministrazione e annunciato l’incremento del premio rispetto a quanto previsto in precedenza: «La quarantesima edizione della Mostra del Presepe è un traguardo importantissimo per la città e per onorarlo stiamo mettendo in campo le migliori energie possibili. Per incentivare la partecipazione degli artisti/professionisti e sottolineare l’attenzione dell’Amministrazione verso questa edizione siamo riusciti, in via del tutto eccezionale, ad implementare il premio destinato al presepe vincitore portandolo da tre a cinque mila euro. Per suggellare un traguardo così importante ci è sembrato importante rilanciare; ora la palla passa ai ceramisti che dovranno pensare, creare e realizzare un’opera che concorrerà ad impreziosire questa importante edizione della Mostra».
L’Assessora alla Cultura, Elisabetta Dubla, annuncia un’importante novità dell’edizione 2019-2020 della Mostra: «La prossima edizione della Mostra del Presepe sarà XL a tutti gli effetti: nel senso letterale e metaforico, in quanto “allargata” e sostenuta da una interessante e inedita retrospettiva sui più importanti presepisti grottagliesi. La nostra Città ha infatti una tradizione molto radicata che va custodita e tramandata, rispettata e contemporaneamente rinnovata; da qui l’esigenza di invitare, attraverso il tema del “Presepe nella tradizione”, soprattutto gli artisti del territorio a cogliere la sfida a cimentarsi in questo settore che vede Grottaglie annoverata tra le località più famose per la produzione di presepi artistici in ceramica».
Gli interessati possono proporre i loro lavori fino al 26 novembre 2019, compilando la scheda di adesione disponibile sul sito web istituzionale del Comune di Grottaglie (www.comune.grottaglie.ta.it) e inviandola all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; contestualmente, i partecipanti dovranno inviare una o più immagini delle opere proposte attraverso WeTransfer. Nella pagina del sito istituzionale dedicata alla Mostra è consultabile il disciplinare del concorso, con tutti i dettagli sullo stesso e sulle modalità di adesione.
In attesa dell’inaugurazione della Mostra, la Società Sistema Museo, nelle giornate del 16, 23 e 30 novembre propone “Aspettando la XL Mostra del Presepe”. Si tratta di una serie di appuntamenti dedicati alla manipolazione ceramica: i bambini che parteciperanno, insieme ai loro genitori o accompagnatori, saranno affiancati da ceramisti locali nella realizzazione di statuine di personaggi del presepe. Per ricevere informazioni e dettagli sulle attività e per prenotare la partecipazione ai laboratori si può contattare, tutti i giorni dalle 10 alle 18, il numero 099 5623866 o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Martedì, 05 Novembre 2019 15:03

Martina Franca capitale italiana del Gospel

In “The Gospel Show” sul palco del Teatro Nuovo tre “eccellenze” di Martina Franca: Beppe Convertini, Renzo Rubino e Graziano Leserri. Con loro 80 artisti diretti da Joel Polo Jr e Moisés Sala e i WakeUp Gospel Project

Il Sindaco di Martina Franca, Franco Ancona, gongola felice sul palco del Teatro Nuovo alla fine del concerto “The Gospel Show” e racconta al pubblico: «prima eravamo in platea con Franco Punzi e dicevamo: che bello vedere lavorare insieme in uno spettacolo tre eccellenze martinesi che, seppur in ambiti differenti, si sono fatte valere a livello nazionale!»

È stato un momento di legittimo orgoglio campanilistico nella cornice internazionale del “The Gospel Show”, il grandioso concerto-evento conclusivo della terza edizione del festival “WakeUp Gospel FEST", tenutosi (domenica 3 novembre) al Teatro Nuovo di Martina Franca.
Il concerto è stato presentato dal popolarissimo attore e conduttore RAI Beppe Convertini, martinese DOC, e ha visto sul palco il famoso cantautore Renzo Rubino cimentarsi per la prima volta in brani del repertorio gospel, per poi incantare il pubblico con sue canzoni.
Renzo Rubino, anch’egli martinese, sul palco ha poi dato vita a un “siparietto” con Beppe Convertini in cui hanno confessato che, quando si incontrano per lavoro in giro per l’Italia, in privato tra loro parlano rigorosamente in dialetto locale!
Con loro sul palco Graziano Leserri, la terza eccellenza martinese citata dal Sindaco Franco Ancona, il leader e front man dei WakeUp Gospel Project, uno dei più importanti gruppi gospel europei.
Sul palco Renzo Rubino confessa, tra lo stupore generale, che all’inizio della carriera fu scartato in un provino per entrare nei WakeUp Gospel Project, ma subito Graziano Leserri ha precisato che la decisione non fu presa per “demeriti canori”, anzi, ma solo perché lo stesso Rubino nell’occasione confidò che dopo poche settimane si sarebbe dovuto trasferire per un lungo periodo lontano dalla Puglia!

Momenti emozionanti del lungo concerto che ha concluso il WakeUp Gospel Fest, il primo festival gospel internazionale realizzato in Puglia che, giunto alla terza edizione, anche quest’anno ha visto stelle internazionali della gospel music, l’americano Joel Polo Jr e lo spagnolo Moisés Sala, tenere per tre giorni a Martina Franca un laboratorio di canto corale a favore di decine e decine di partecipanti provenienti dall’Italia e dall’estero.
Tutti, ottanta artisti, si sono poi esibiti al Teatro Nuovo nel grande concerto “The Gospel Show” con i WakeUp Gospel Project e, come detto, il cantautore Renzo Rubino.
Più che un concerto è stata esperienza travolgente e unica, con il pubblico che ha respirato l’autentica atmosfera di un concerto gospel, alzandosi in piedi e, coinvolto dalla verve di Joel Polo Jr, scatenarsi inneggiando la propria gioia di vivere.
Perché il vero gospel è soprattutto un modo per pregare e lodare il Signore, un messaggio salvifico per tutti coloro che vivono una difficoltà e che possono trovare in questo messaggio di fede un modo per cambiare la propria esistenza.
Anche in questa edizione protagonisti sul palco sono stati i “WakeUp Gospel Project”: con all’attivo sette lavori discografici e sei primi premi a concorsi gospel internazionali, tra l’altro nel 2011 sono stati premiati a Torino come “Miglior Gruppo Gospel Italiano”, l’anno scorso i WakeUp Gospel Project hanno rappresentato l’Italia al “True Worship Summit 18” di Londra, dove si sono esibiti al fianco di artisti pluripremiati “Grammy Awards” della Gospel & Soul Music internazionale.
Nella serata c’è stato anche un momento dedicato alla solidarietà: sono state presentate le attività di due organizzazioni di Volontariato, la S.I.M.BA di Taranto, prevalentemente attiva nei reparti ospedalieri di pediatria, e l’Associazione “4Inzu” Onlus che opera in Burundi.
Un momento poi lodato da Antonio Scialpi, assessore comunale alle Attività culturali, che ha apprezzato «la capacità di proiettare, pur in un momento di gioia come questo concerto, uno sguardo lontano per sostenere chi sta costruendo qualcosa di positivo, una delle caratteristiche che da sempre contraddistingue la comunità martinese!»
Gran finale gioioso con tutti in piedi, sul palco e in platea, a cantare insieme la famosissima canzone gospel “Oh happy day”, un giusto sugello a una serata che ha confermato che, grazie al WakeUp FEST, Martina Franca si sta affermando come la capitale italiana del gospel!

Il “WakeUp Gospel FEST" è stato realizzato, con la direzione artistica del M° Graziano Leserri, dall'Associazione culturale “MUSICtime”, con la collaborazione organizzativa del Comune di Martina Franca, con il patrocinio della Regione Puglia e in partnership con il Festival della Valle d’Itria, ArcoPu e GTM Ministries.

 

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Con l’istituzione della ZES si può, con certezza, dire che si apre un capitolo nuovo per l’economia pugliese, ed in particolare tarantina con l’istituzione della Zes interregionale jonica, ma questo solo e soltanto se il tessuto economico, e sociale, sarà in grado di cogliere le opportunità legate indissolubilmente al Porto di Taranto , la cui posizione nel Mediterraneo costituisce una attrattiva per chi vorrà commerciare dall’estero e per l’estero, sia che si tratti di imprese locali che di investitori esteri e nazionali che intendano investire in terra jonica.
Intanto iniziamo con il dire che la ZES è uno strumento di politica economica e fiscale, anche nell’ottica di un rafforzamento del sistema logistico, che ruota intorno ai porti italiani, con riferimento al piano strategico nazionale della portualità e della logistica.
Le Zes in generale sono luoghi in cui fare business, attività commerciali, in cui deve esser applicata una tassazione differente (più vantaggiosa rispetto al resto del paese), una semplificazione burocratica ed essere in grado di attirare investimenti esteri.
Ma tale potenziale non potrà garantire sviluppo economico se la ZES non viene strutturata considerando anche le esperienze ultranazionali che hanno dimostrato di garantire un trend di continua crescita economica .
Come noto, l’esperienza internazionale delle ZES è stata particolarmente vincente, poiché ha consentito lo sviluppo di aree territorialmente svantaggiate ed economicamente depresse – pensiamo alla Lettonia – e ha permesso l’insediamento di imprese fortemente export-oriented, con conseguente aumento degli scambi commerciali internazionali.
Inoltre è necessario che le ZES siano destinate a specifici comparti di attività, come hanno dimostrato esperienze asiatiche in tal senso .
Attualmente le imprese joniche, presenti all’interno della ZES, possono già presentare le proprie domande per usufruire del credito di imposta: infatti l’Agenzia dell’Entrate, il 25 settembre scorso, ha pubblicato, sul proprio sito, l’apposito modello aggiornato per accedere alle agevolazioni previste per le imprese presenti nell’area della ZES interregionale Jonica, le quali potranno beneficiare di un bonus consistente in un credito di imposta, commisurato al costo complessivo dei beni acquisiti nuovi destinati a strutture imprenditoriali già esistenti, e di nuova istituzione, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti ubicate nella ZES.
Ma per il reale rilancio delle imprese presenti all’interno delle ZES Jonica, occorre che questo discorso si inserisca in quello più ampio dello sviluppo della logistica, con un inversione della mentalità delle aziende al fine di apportare un valore aggiunto .
Attualmente, nelle esportazioni, le imprese pugliesi joniche esternalizzano le operazioni di consegna di un bene all’acquirente estero, delegando allo stesso le operazioni di consegna, motivo per cui un bene prodotto da un’ impresa pugliese e venduto ad un acquirente estero, per giungere presso costui, invece di passare da tutta la logistica presente nel territorio e dal Porto di Taranto, passa da società di spedizioni e , paradossalmente, da Porti diversi da quello di Taranto e da quelli meridionali.
Queste attività consistenti non solo nella produzione del bene da consegnare, ma nella consegna vera e propria del bene, se internalizzate dalle imprese joniche, comporterebbero per esse un valore aggiunto, un aumento degli introiti, un maggiore utilizzo del Porto e maggiori traffici oltre che maggiori competenze .
Le società pugliesi joniche diventerebbero cosi maggiormente competitive, ma creerebbero allo stesso tempo un indotto, dal punto di vista lavorativo, che produrrebbe una nuova economia, sfruttando i traffici marittimi nel Porto di Taranto.

 

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È un mestiere difficile, quello di raccogliere la notizia e trasformarla in cronaca scevra da considerazioni personali. È il mestiere del giornalista.

Purtroppo, anche a causa di troppi condizionamenti esterni, gran parte dei giornalisti tende a mettere in evidenza solo parte dell’intera notizia, di solito quella che mira alla pancia, omettendo, non sappiamo quanto colpevolmente, quello che solleticherebbe lo spirito critico del fruitore finale.

Ne abbiamo ampia dimostrazione, in questi giorni, quando la notizia riguarda l’azienda multinazionale ArcelorMittal e il sito industriale di Taranto.

La crisi dell’acciaieria tarantina è sotto gli occhi di tutti, ma gli organi di informazione, in particolare quelli di respiro nazionale, puntano tutto su quelli che vengono erroneamente chiamati “posti di lavoro”, sorvolando ingiustificatamente su temi ben più importanti, quali la salute e la salubrità dell’ambiente.

Nessun giornalista racconta che i dipendenti dell’acciaieria tarantina vengono considerati, e non per colpa loro, alla stregua di schiavi. Nessun giornalista richiama la Costituzione italiana che assicura all’individuo un lavoro dignitoso svolto in salute, in sicurezza e in un ambiente salubre. Non esiste un solo giornalista che ponga l’accento sull’articolo 32 della Costituzione, l’unico che, nella sua costruzione, contiene l’aggettivo “fondamentale” quando parla della salute dell’individuo e di interesse della collettività, considerando che il lavoratore resta comunque un individuo che ha come diritto “fondamentale” la salute. Neanche una parola sull’articolo 41 che riconosce, sì, come libera l’iniziativa economica privata, ma che puntualizza anche che questa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Chi, tra gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, ha mai nominato la pari dignità e il principio di uguaglianza riportati nell’art. 3?

Tutto questo è stato ripetuto fino alla nausea dall’associazione Genitori tarantini, durante le interviste concesse anche agli organi di informazione nazionali. Tutto questo, in fase di montaggio del servizio, è sempre stato chirurgicamente evitato. Tutto questo è insopportabile, alla luce dei dati sanitari che i giornalisti conoscono bene e per questa ragione evitano di nominare. Della serie “mai sputare nel piatto da cui si mangia”.

Ci sono, poi, gli opinionisti, intellettuali di questa Italia disastrata. Godono di attenzione non meritata e si affannano a ricercare frasi ad effetto, senza alcuna idea di ciò che stanno dicendo.

In questo campo, Vittorio Feltri sembrerebbe essere maestro. Lui ha dichiarato che “morire di fame oggi è peggio che morire di tumore domani” (15/08/2012) e che è “meglio rischiare il cancro che morire subito di fame” (16/08/2012). E ancora “La vertenza Ilva di Taranto è paradossale. Si dice che alcuni operai dello stabilimento morissero di tumore. Può darsi. Ora che l’azienda chiude tutte le maestranze moriranno di fame. Però, che affare” (24/10/2019).

Cosa possiamo rispondere a simili intelligentissime deduzioni? Ha provato, il dottor Feltri, sia la fame che un qualsiasi tumore per poter affermare cosa sia meglio? Ha provato, il dottor Feltri, a pensare che chi viene colpito dal cancro, quando questo prende il sopravvento, negli ultimi giorni di vita (vita?) non mangia più, al punto che i parenti si chiedono, infine, se il proprio congiunto sia morto di tumore o di fame. Dobbiamo richiamare all’attenzione del dottor Feltri le percentuali di mortalità, morbilità, malattie che colpiscono i bambini di Taranto o vogliamo considerarle, come lui probabilmente le considera, scarti di produzione o perdite di esercizio? Probabilmente, tutto questo sarà materiale per una diretta risposta a Vittorio Feltri.

Alle farneticazioni di Giuliano Cazzola abbiamo già risposto. Al signor Nicola Porro e alle sue dichiarazioni offensive ci riserviamo di rispondere.

Chiediamo all’Ordine dei Giornalisti di richiamare TUTTI gli iscritti affinché vengano presentate ai fruitori finali tutte le sfaccettature dell’affaire industria siderurgica, mirando alla pari dignità di ogni dichiarazione, senza preconcette censure. Chiediamo, una volta per tutte, che, quando si parla di occupati in quell’industria, raddoppiati a convenienza, si dica chiaramente che non sono tutti abitanti di Taranto, si diano i numeri precisi. E si elenchino anche le opportunità perdute per tenere in piedi quella fabbrica fatiscente che carica di malattie e morte i tarantini per poter inviare il prodotto alla laminazione in fabbriche del nord, senza rischi per la salute di quelle popolazioni. Si racconti, infine, al popolo italiano, quello che più fa male. A Genova, la produzione a caldo è stata chiusa per sempre perché altamente nociva per la popolazione e i dipendenti. La stessa produzione, a Taranto, è stata dichiarata dal Governo “strategica per la nazione”. Ogni italiano dotato di capacità critica capirà di cosa si sta parlando.

Grazie per quello che farete a favore della verità e della giustizia. Grazie per quello che farete per onorare il vostro mestiere.

 

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Fare del Mar Piccolo un parco regionale protetto? Adesso è possibile "grazie al voto favorevole del Consiglio regionale, che ringrazio tutto per la sensibilità dimostrata, con il quale la mia proposta di legge è stata approvata all'unanimità questa mattina", commenta il consigliere regionale Gianni Liviano, particolarmente soddisfatto per l'esito della votazione, anche perché, aggiunge, "adesso potrà essere convocata a stretto giro di tempo la conferenza dei servizi che dovrà mettere in piedi le procedure per l'accreditamento e l'inserimento del Mar Piccolo tra i parchi regionali pugliesi. L'approvazione della mia pdl - sottolinea il consigliere regionale tarantino - avvenuta in tempi rapidi, consentirà alla conferenza dei servizi di renderla operativa entro la fine di questa consiliatura, aspetto questo non trascurabile". Ma il ringraziamento del consigliere regionale va anche "a tutti coloro, e sono stati tanti, che hanno collaborato alla stesura".
"Il Mar Piccolo di Taranto, - spiega Gianni Liviano - costituisce probabilmente un unicum ambientale nell’intero contesto mediterraneo. Lo scopo della legge è duplice: da un lato, si vuole salvaguardare un paesaggio che è patrimonio che va trasmesso alle generazioni future; dall’altro, si vuole valorizzare le prospettive economiche, che su questo territorio possono realizzarsi, compatibili con la tutela del paesaggio. Credo - prosegue Liviano - che sia arrivato il momento di svoltare e di salvaguardare questo importante patrimonio puntando, inoltre, al recupero dell’identità che non può essere slegato da temi quali l’economia circolare, l’innovazione, l’alta tecnologia, lo sviluppo sostenibile. Sono tutti temi che sono al centro di una discussione che deve essere dentro una comunità. Taranto e il Mar Piccolo rappresentano per la Regione una opportunità che va presa al volo e che va sostenuta con quelli che sono gli strumenti a nostra disposizione. Del resto stiamo parlando di un ecosistema che è ancora vitale, come testimoniato dalla presenza di specie rare quali la Pinna nobilis ed i Cavallucci marini, indicatori biologici di un ambiente pulito, ed ancora la numerosa colonia di Garzette ed Ardeidi che vive lungo le sponde del Secondo Seno, al riparo delle Pinete di pino d’Aleppo". Non solo, l’importanza ambientale e naturalistica del Mar Piccolo, fa presente Liviano, è stata riconosciuta anche a livello europeo. "Infatti - ricorda il consigliere regionale - parte rilevante delle sue coste è un Sito di Importanza Comunitaria (Sic). Inoltre vi sono importanti geositi censiti dalla Regione Puglia, uno dei quali ha una rilevanza internazionale (Geosito del Fronte). Infine, sul secondo seno vi è la riserva naturale orientata regionale Palude la Vela, ricca di biotopi e di fitocenosi alofile, rientranti tra le specie protette a livello comunitario”. Altro grande obiettivo, in uno con la riqualificazione e conservazione dell’ambiente, "è quello di promuovere in modo significativo - conclude Liviano - lo sviluppo delle attività della pesca, della mitilicoltura e dell’agricoltura, favorendo l’occupazione e restituendo dignità e futuro alle maestranze del mare ed agli imprenditori agricoli che svolgono le attività nelle aree del Bacino del Mar Piccolo. Si badi bene, però. Attraverso l’istituzione del parco regionale del Mar Piccolo non si intende aumentare ulteriormente il fardello di leggi e regimi di tutele da rispettare. Al contrario, - si vuole favorire un cambiamento di valori, auspicando che proprio attorno alla rinascita del Mar Piccolo, la città possa finalmente ritrovare la propria identità perduta e percorrere nuovi paradigmi di vita e di sviluppo.Tutto ciò, al fine di alleviare lo stato di sofferenza economica di vari strati della popolazione locale ed implementare, indirizzare e guidare lo sviluppo territoriale per conseguire il cambiamento desiderato fornendo uno strumento che, insieme ad altri, possa sganciare la città dalla dipendenza dall'acciaio".

 

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Filippo Pavone, giovane avvocato e vicesindaco di Leporano, in campo per aiutare i giovani ad investire nella nostra città

“La vera sfida dei ventenni di oggi non è andarsene ma restare”. È questo il titolo dell’incontro dibattito in programma per giovedì 7 novembre alle ore 9.30, presso il Dipartimento Jonico (Corsi di studio Economici) dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
L’incontro è stato organizzato dalla professoressa Paola Caputi Jambrenghi, docente del Dipartimento Jonico in sistemi giuridici ed economici e dal giovane avvocato Filippo Pavone, vicesindaco del comune di Leporano.
Lo scopo di tale dibattito è quello di esaltare il coraggio di quanti hanno deciso di non andare via da Taranto, investendo nella propria città. A tal proposito saranno presenti tre giovani tarantini che, dopo essersi formati a Taranto, hanno investito nel territorio. Si tratta di Giampiero Mattesi, giovane di Pulsano laureando in economia che ha investito in giovane età in un Bed & Breakfast ed ora ne possiede ben quattro; Samuela Carbotta, ventunenne di Leporano che ha ereditato un’attività commerciale da sua madre, reinventandola e raddoppiandone il fatturato; Andrea Marangi, ventisei anni di Taranto che ha investito prima in una pizzeria, poi in un locale gourmet a Taranto (primo in provincia).
«Io ho scelto di studiare a Taranto, mi sono laureato a Taranto e ho scelto di restare a lavorare nella mia terra» dichiara l’avvocato Filippo Pavone, trentenne e vicesindaco di Leporano.
«Avendo fatto questa scelta e avendo intrapreso anche un percorso politico nel mio territorio, farò di tutto affinché la mia terra si mostri benevola nei confronti di chi decide di restare. Metterò in campo tutte le mie conoscenze – prosegue -, tutti i mezzi a mia disposizione per permettere ai miei coetanei, ai più giovani di restare nella propria città e costruirvi un futuro. Restare – conclude – è questa la vera sfida. E possiamo vincerla».

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A Taranto l'8 novembre, il convegno regionale “La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell'ambiente”

Un confronto con esperti nazionali e le conclusioni del Sottosegretario Mario Turco

Con il Consorzio Global Fresh Fruit la Puglia migliore produce il grano migliore in esclusiva per il Gruppo Barilla, con un contratto di filiera che protegge il reddito delle aziende agricole e garantisce al buyer la tracciabilità della produzione!

Uno straordinario esempio di lungimiranza dei sei imprenditori agricoli che, cinque anni addietro, costituirono a Chiatona il Consorzio Global Fresh Fruit; nel 2018 sono state contrattualizzate 85 aziende agricole che, su un areale di 1.200 ettari esteso da Ginosa a Capo di Leuca, hanno conferito al Gruppo Barilla 28.000 quintali di “Grano Aureo” per un fatturato di quasi un milione di euro.
Il business dei contratti di filiera in questo settore prevede già un ulteriore sviluppo: il Gruppo Barilla, infatti, ha recentemente annunciato che nel 2020 lancerà sul mercato domestico soltanto pasta da grano duro della filiera italiana al 100%!

I contratti di filiera nella produzione del grano rappresentano una best pratice che oggi il Consorzio Global Fresh Fruit intende estendere anche alla coltivazione delle leguminose, dando così la possibilità alle aziende agricole di salvaguardare il reddito e realizzare quella “rotazione agronomica” che protegge l’ambiente, una pratica “greening” premiata dall’Unione Europea.
A tal fine ha già realizzato degli innovativi contratti di filiera con due importanti aziende pugliesi agroalimentari specializzate nel “quality foods”.

L’importante novità sarà annunciata a Taranto nel convegno regionale “La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell'ambiente”, un’occasione per fare il punto anche sui contratti di filiera con il Gruppo Barilla in Puglia.
L’evento si terrà, dalle ore 17.00 di venerdì 8 novembre, presso la Sala Monfredi della Cittadella della Imprese nella Camera di Commercio, in viale Virgilio n.152 Taranto.
Dopo i saluti del cav. Luigi Sportelli, Presidente Camera di Commercio Taranto, i lavori, moderati dal giornalista professionista Vincenzo Rutigliano di Agrisole – Il Sole24 Ore, saranno introdotti dal dott. Luca Lazzàro, Presidente Confagricoltura Puglia.
Il prof. Giuseppe De Mastro, Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali Università degli Studi di Bari, interverrà su “Il ruolo della rotazione agronomica per la difesa del suolo e del reddito dell’agricoltore”, mentre il dott. Paolo La Cava, Responsabile acquisti Gruppo Barilla Mulino Altamura e Sud Italia, su “Nuove prospettive per i grani di qualità secondo Barilla”.
In seguito il dott. Antonio Lofrese, CEO “Lofrese Legumi” di Gravina di Puglia, interverrà su “La rotazione agronomica con le leguminose per un nuovo reddito in agricoltura” e, infine, il dott. Francesco De Filippis (foto), Presidente Consorzio Global Fresh Fruit, relazionerà su “Il consorzio come anello di congiunzione fra sostenibilità ambientale ed economica delle imprese”.
Le conclusioni saranno affidate al Senatore Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti.

Annunciando il convegno Francesco De Filippis, Presidente Consorzio Global Fresh Fruit, ha spiegato che «gli innovativi contratti di filiera per la produzione delle leguminose garantiranno alle nostre aziende agricole la redditività anche in queste colture, tradizionalmente considerate “di ripiego”, e permetterà loro di realizzare nei campi la cosiddetta “rotazione agronomica” che consente di rispettare i parametri “greening” ottenendo una maggiore contribuzione dall’Unione Europea».

 

CONVEGNO

“La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell'ambiente”

Sala Monfredi - Cittadella della Imprese
Camera di Commercio – viale Virgilio n.152 Taranto
ore 17.00 venerdì 8 novembre 2019

 

Saluti
Cav. Luigi Sportelli
Presidente Camera di Commercio Taranto

Introduzione
Dott. Luca Lazzàro
Presidente Confagricoltura Puglia

Interventi
Prof. Giuseppe De Mastro
Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali Università degli Studi di Bari
“Il ruolo della rotazione agronomica per la difesa del suolo e del reddito dell’agricoltore”

Dott. Paolo La Cava
Responsabile acquisti Gruppo Barilla Mulino Altamura e Sud Italia
“Nuove prospettive per i grani di qualità secondo Barilla”

Dott. Antonio Lofrese
CEO Lofrese Legumi – Gravina di Puglia
“La rotazione agronomica con le leguminose per un nuovo reddito in agricoltura”

Dott. Francesco De Filippis
Presidente Consorzio Global Fresh Fruit
“Il consorzio come anello di congiunzione fra sostenibilità ambientale ed economica delle imprese”

Conclusioni
Senatore Mario Turco
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
con Delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti

Moderatore
Giornalista professionista Vincenzo Rutigliano
Agrisole – Il Sole24 Ore

 

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La decisione di Arcelor Mittal di abbandonare l'ex Ilva di Taranto è gravissima e apre la strada a una crisi produttiva e occupazionale inaccettabile.
Articolo Uno ritiene che la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini non possa essere contrapposta alla attività industriale di questo sito strategico.
Tutela ambientale, salute e produzione possono e devono stare insieme così come accade in altre importanti acciaierie nel mondo.
Il Governo si deve adoperare immediatamente per scongiurare l'esplosione di un'emergenza sociale di enormi dimensioni riportando Arcelor Mittal al rispetto dei suoi obblighi contrattuali e al tempo stesso impegnandosi a risolvere la questione dello scudo penale.
Per questo è necessario il confronto con le istituzioni nazionali e locali e con i sindacati.
Nella giornata di oggi siamo stati in stretto contatto con il Ministro Roberto Speranza, che assieme al sottoscritto e all’assessore regionale Mino Borraccino, segue la vicenda con trepidazione.

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"Apprendiamo del ritiro di Arcelo-Mittal dall’acquisto di Ilva a causa dello scudo penale e del ruolo dei giudici. Tali affermazioni non rappresentano altro che un alibi. Come abbiamo più volte avuto modo di constatare, l’immunità non è mai stata eliminata: la decisione di Arcelor-Mittal è dovuta, con ogni evidenza, al mutamento delle condizioni del mercato dell’acciaio.
In Italia, i magistrati fanno il loro dovere che è quello di perseguire reati e tutelare, in questo caso, la salute delle persone laddove le istituzioni non svolgono la loro funzione.
La responsabilità di questo disastro è dei Governi italiani che si sono succeduti negli anni e che non sono stati in grado di costruire un percorso reale di conversione dello stabilimento siderurgico di Taranto, come avvenuto a Duisburg e nel bacino carbonifero della Ruhr, dove oggi l’inquinamento è stato sconfitto e l’occupazione rilanciata.
Lo stesso Salvini, che ora si erge a paladino del mantenimento dei livelli occupazionali, è anch’egli tra i responsabili di questo sfascio, considerato che neanche il suo Governo si è mai posto il problema della tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e del lavoro, limitandosi ad approvare provvedimenti che, paradossalmente, la stessa Arcelor-Mittal oggi contesta.
C’è poco da prendersela con lo scudo penale in un Paese civile: chi compie un reato, in particolar modo contro la salute, va perseguito. Pensare che in Italia si possa tornare al Medioevo è francamente inaccettabile".

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