Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Dicembre 2019

“Meraviglia", il successo mondiale dei SONICS che ha già incantato milioni di spettatori in tutto il mondo, accenderà di magia il cuore di Taranto per dare il benvenuto al nuovo anno.

La sera del primo gennaio alle ore 20, in Piazza della Vittoria, in uno show aperto gratuitamente a tutti, la grande sfera rossa di “Meraviglia” si staglierà nel cielo e darà vita ad un susseguirsi di evoluzioni acrobatiche mozzafiato sospese a 20 metri di altezza.

“Meraviglia” è un invito a godere delle cose semplici della vita, come una carezza, uno sguardo o un fiore che nasce. Con i suoi luoghi onirici animati da animali e fiori bizzarri, lo spettacolo è una favola moderna che trasporta il pubblico di tutte le età negli spazi meravigliosi e infiniti della fantasia umana, regalando attimi di magia e stupore.
Corpi plastici che disegnano vere e proprie poesie visive nel cielo e un'unione perfetta di movimenti, suoni e colori riempiranno il pubblico di stupore.
Amori sospesi tra cielo e terra e danze appese nel vuoto trasporteranno lo spettatore in un mondo di fiabe e metamorfosi attraverso gli spazi magici e infiniti della fantasia umana. Adrenalina e stupore sono gli ingredienti di questo spettacolo che strizza l’occhio alla condivisione tra popoli, con creature e strutture bizzarre che fanno capolino sul palco raccontando una straordinaria storia d’amore e regalando una carezza al cuore di ogni spettatore.

“Meraviglia” è una delle grandi performance a cui ha dato vita la creatività visionaria ed onirica di Alessandro Pietrolini fondatore insieme ad Ileana Prudente dei Sonics, una compagnia di acrobati “made in italy” esempio di eccellenza nella messa in scena nonchè rappresentante di prestigio del nouveau cirque internazionale.

La Compagnia dei Sonics, sotto l’attenta regia di Fanzia Verlicchi che la produce, ha raggiunto negli ultimi anni traguardi straordinari trasformando passione e sogni in spettacoli aereo-acrobatici dimostrando che un solido gioco di squadra, un duro allenamento e una creatività condivisa possono portare a risultati inimmaginabili, come 10 anni di successi in tutto il mondo e oltre 500 rappresentazioni nei teatri, nei festival e in grandi eventi mediatici in tutto il mondo.

Questi sono i numeri di “Meraviglia”, la creazione più famosa dei SONICS. La sua grande sfera rossa ha viaggiato e sorvolato i cieli di molte città del globo: Dubai, Miami, Francoforte, Patrasso, Atene, Beirut, Mumbai, Rio de Janeiro, sono alcune delle città dove Meraviglia è andato in scena. Senza dimenticare Kiev, dove un suo estratto è andato in scena in occasione dell’inaugurazione dello Stadio per gli Europei di Calcio 2012 e Firenze, dove la sfera di Meraviglia ha incantato oltre 80.000 persone in Piazza de'Pitti per la serata di Apertura di Pitti Uomo 2017. Ad Edimburgo, in occasione del “Fringe Festival”, il più importante Festival delle arti al mondo, si è esibita per un mese intero davanti a migliaia di persone.

“Pur avendo deciso di non festeggiare il Capodanno in piazza la sera del 31 visto il periodo delicato che la città di Taranto sta attraversando “ - ha dichiarato l’assessore alla cultura e sport Fabiano Marti - “su indicazione del sindaco Rinaldo Melucci abbiamo voluto regalare ai tarantini, con particolare attenzione ai bambini, un inizio d’anno magico con uno spettacolo stupendo dal titolo ‘Meraviglia’, il modo migliore per definire la nostra Taranto. È il nostro modo di fare gli auguri alla città”.

Alessandro Pietrolini, anima e cuore pulsante dei Sonics, afferma: “Se solo imparassimo a scollegarci dalla realtà ognuno di noi avrebbe dentro di sé il suo pianeta Meraviglia, il luogo in cui contenere l'emozione non convenzionale, il luogo in cui rifugiarsi e a cui rifarsi quando quello che ci sta intorno sbiadisce i contorni dell’essere umano e annulla la nostra capacità di stupirci ed emozionarci di fronte alla vita”.

I Sonics arriveranno a Taranto dopo il Capodanno a Milano, sold out al Teatro Arcimboldi, per poi partire per il Bahrein.

Spettacolo creato e diretto da Alessandro Pietrolini; coreografie a cura dei performer della compagnia con la direzione di Alessandro Pietrolini; costumi: Ileana Prudente, Irene Chiarle; produzione Fanzia Verlicchi; coordinamento organizzativo Giuseppe Fornaro

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Non c'è più Salvini al Viminale, ma le politiche e le pratiche con cui il governo affronta la questione migratoria sono sempre le stesse
I titolari di permesso umanitario, secondo il decreto sicurezza, saranno costretti ad andare per strada entro il 31 dicembre.
Così il governo Conte bis, con una circolare emanata dal ministero dell'interno, obbliga le strutture a buttare per strada chi è in possesso di un permesso per motivi umanitari
Il Governo della "discontinuità" diceva che doveva abolire il decreto sicurezza.
Ma così non è stato!
Alla vigilia del Natale,se non si applicherà un provvedimento urgente, migliaia di persone andranno per strada, spesso anche famiglie con minori, con l'aggravante che i servizi comunali, in questo periodo, sono erogati a regime ridotto a causa delle festività
Eppure la Cassazione, il 13 novembre 2019, sanciva la non retroattiva della legge e quindi non applicabile ai progetti di accoglienza avviati prima di ottobre 2018, ma non è bastato!
È totalmente incomprensibile come il Viminale possa chiedere agli enti locali, che sono titolari dei progetti, di mettere in strada persone e famiglie di cui si dovranno far carico loro, con risorse che lo stesso governo continuamente taglia indistintamente.
Si rischia di aggravare un problema sociale già abbastanza critico, rischiando di mettere in seria difficoltà i comuni, per di più distruggendo quanto di buono hanno fatto gli ex sistemi SPRAR ora denominati SIPROIMI.
È cambiato il Governo, Salvini è andato all'opposizione ma il "nuovo" governo giallo rosso continua a percorrere la linea di quello precedente

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Smantella il sistema dell’accoglienza degli Sprar e crea un esercito di irregolari a vita 

Palagiano (Ta) - Ripristinare gli Sprar per tutti i richiedenti asilo. Venerdì mattina il circolo Arci Svegliarci, ente gestore del progetto Siproimi del Comune di Palagiano, è stato a Taranto, insieme ad altri enti che si occupano di accoglienza migranti, dinanzi alla Prefettura per manifestare la propria preoccupazione per la sorte dei richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria: questi, per effetto del primo decreto sicurezza di Salvini, dovrebbero lasciare i centri di accoglienza ex Sprar entro il 31 dicembre con la possibilità concreta di rimanere per strada.
Una manifestazione di protesta pacifica, per chiedere la cancellazione delle Leggi Salvini ed il ritorno al Sistema Sprar, garantendo così un'accoglienza dignitosa a tutti i richiedenti asilo e ai rifugiati presenti nel territorio. Nei giorni scorsi, due circolari del Viminale hanno fatto piombare nell'incertezza migliaia di titolari di protezione umanitaria e richiedenti asilo attualmente ospiti nei progetti Siproimi (ex Sprar), mettendo in discussione la loro permanenza all'interno dei progetti che si apprestano a concludere l'ultimo triennio proprio il prossimo 31 dicembre.
Il provvedimento, contenuto nella legge 132/2018, il famoso decreto Salvini convertito in legge, attualmente vigente, determina, quindi, l'uscita dai centri di nuclei familiari e donne sole con minori, consegnandole alla strada, interrompendo i percorsi di inclusione in atto. “Ciò – spiega Angela Surico, presidente dello Svegliarci Palagiano e coordinatrice del Siproimi Palagiano – ha già prodotto un grave aumento della condizione di irregolarità sul territorio, fallendo quindi l'obiettivo che dovrebbe proporsi un testo denominato decreto sicurezza”.
E la Surico continua: “Benché il Governo in queste ore abbia individuato una soluzione tampone che dovrebbe scongiurare il pericolo che questa gente si ritrovi per strada da un giorno all’altro rimangono tante perplessità circa l’interruzione dei loro percorsi di integrazione in atto che sempre per effetto del decreto sicurezza saranno comunque sospesi. La preoccupazione rimane inoltre anche per coloro che sono accolti nei Cas e che hanno avuto il riconoscimento di una forma di protezione: sempre al 31 dicembre dovranno lasciare l’accoglienza anche senza un inserimento lavorativo e abitativo”.
Pertanto, “chiediamo a questo Governo di rendere più forti ed evidenti gli elementi di discontinuità con il governo precedente abolendo il decreto sicurezza e ripristinando gli Sprar che sono esempi virtuosi di attuazione di percorsi di inclusione sociale ed economica dei migranti attraverso un lavoro di pregio che coinvolge tutta la comunità in cui operano”.

 

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L’Europa era stata punto focale del suo pensare la cultura e il Mezzogiorno. Aldo Moro e prima De Gasperi proponevano un pensiero forte sulla politica, sulla cultura e sull’economia. Tra gli Statisti della cosiddetta Prima Repubblica ci sono nomi e personaggi politici che hanno data un contributo notevole allo sviluppo culturale dell’Italia. La cultura come identità di una Nazione. Tra questi campeggia una personalità che ha dato un contributo notevole alla valorizzazione del Patrimonio storico attraverso iniziative che hanno permesso ai beni culturali di diventare promozione, salvaguardia e innovazione. Mi riferisco a Dario Antoniozzi, cattolico - cristiano Statista e più volte ministro democristiano.

Grande uomo. Ho vissuto con lui una delle stagioni più belle della mia vita, della vita politica, dell’insegnamento compartecipato tra politica e cultura. Erano gli anni Settanta – Ottanta. A lui si deve molto. Uomo di Stato, più volte sottosegretario e ministro. Democristiano di antica data. Nasceva nella formazione politica e culturale di Emilio Colombo. La cultura e la prassi erano al centro di una dialettica kantiana il cui perno fondamentale rimaneva il percorso da De Gasperi, con la sua eredità cattolica e cristiana, a Moro con la sua funzione strategica euro-mediterranea.

Per Antoniozzi l’Europa di quel tempo, dagli anni Sessanta in poi, non l’Europa di oggi e di Prodi, era quella nata all’interno della questione Mediterranea con la quale i Governi degli anni Settanta si sono confrontati e avevano fatto in modo di creare una ontologia della politica che nasceva dalla interpretazione di Giovanni Pascoli nel suo Discorso di Barga. Antoniozzi spesso ritornava a Pascoli e al Mediterraneo, nostra terra e nostro riferimento. Fu anche per questo che nel 1979 scelse, allora bisognava fare una scelta politica seria, con le Elezioni europee di quell’anno, una Europa rosminiana e non dei mercati soltanto o della moneta unica, lasciando il parlamento italiano per quello europeo.

 Dario Antoniozzi venne eletto nel 1979 sia al Parlamento Italiano che a quello Europeo con una doppia candidatura. Io seguii tutta quella campagna elettorale e si ragionava di problemi. Ero un ragazzo appena laureato. Fu lui che mi spinse alla politica, lui e Giuseppe Mascaro, allora consigliere regionale e assessore alla Regione Calabria. Quando la politica era istituzione e le Istituzioni erano la identità nazionale, la Identità di una Nazione. Certo, prima di ogni comizio si parlava. Le parole erano non solo pensanti ma pesate. E la lingua italiana si conosceva bene. Era stato già più volte sottosegretario e ministro. Ministro al Turismo. Il Turismo, si pensi un po’, era un ministero insieme allo Spettacolo. Infatti è stato Ministro allo Spettacolo e al Turismo nella sede a San Giovanni. Quando il turismo e lo spettacolo non erano deleghe.

Era stato Ministro ai Beni culturali dall’11 marzo del 1978 al 31 marzo del 1979. eravamo nella stagione del Governo presieduto da Giulio Andreotti. Precedentemente aveva rivestito l’incarico di Ministro al Turismo e allo Spettacolo dal 29 luglio dal 1976 sino alla nomina del 1978. dal 1970 al 1972 era stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Ministri nel Governo guidato da Emilio Colombo. Nel 1980 gli viene conferita la Medaglia d’oro per la sua attività cultura come Benemerito alla Cultura e all’Arte, conferita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Ero di casa lì. Tra pre e post laurea. Poi venne il Ministero ai beni culturali e ambientali. Una grande scommessa dopo la grande ideazione di Giovanni Spadolini. Erano gli anni in cui la cosiddetta Commissione Franceschini ai beni culturali discuteva sulla tutela e la valorizzazione. Antoniozzi prese il testimone di Spadolini e rese la cultura un riferimento con la nascita di diverse strutture e il censimento del patrimonio culturale della Nazione Italia. Ebbe l'incarico di coordinamento della ricerca scientifica e tecnologica. La sua cultura giuridica interagì fortemente con quella filosofica ed etica. A lui si deve la costituzione reale di riferimenti istituzionali e strutture. Come la nascita della biblioteca nazionale di Cosenza che mi vide protagonista come primo presidente della allora cooperativa Kennedy che diede vita alla attuale Biblioteca nazionale.

La Biblioteca nazionale di Cosenza esiste per merito suo, Decreto Antoniozzi, e del suo segretario particolare Antonio Loricchio, altra grande personalità sempre a fianco di Dario.
Molte volte ospite a casa mia a S Lorenzo. Ricordo che spesso amava venire a cena. Si arrivava addirittura, dopo estenuanti campagne elettorali, alla 4 del mattino a casa mia. Saliva le scale del giardino e si soffermava a parlare con mio padre sulla potatura delle rose. Ho lavorato con lui al Turismo e ai beni culturali. 1977 1978 1979. Ai Ministeri. Uomo di grande cultura e umanità. Dario! Ricordo gli incontri al Collegio Romano. I tappeti rossi. Gli incontri a Via del Carovita n. 5 a Roma, una stradella che butta su Via del Corso, proprio vicinissimo al ministero della cultura, avevano sempre un senso. Vennero poi i giorni della Strage di via Fani e della uccisione di Moro. Quante discussioni al Collegio Romano. 1978. Destini incrociati. La politica tra le ombre. La cultura tra i pensieri. A Dario si deve, tra l’altro, anche il vincolo del castello di San Lorenzo del Vallo (mio paese di nascita).

Dopo Spadolini è stato il più importante Ministro alla cultura. Non ci sono dubbi. Anche al Turismo aveva creato l'idea degli eventi come immaginario. Era un Ministro che i libri li leggeva e li commentava. Europeista convinto. Tra i fondatori del PPE. Lasciò il parlamento italiano nel 1979 per l'europarlamento, come ho già detto, e proprio allora scrisse un libro sull’Europa che resta, oggi, di grande attualità. Uno dei suoi primi libri risale al 1958 “I miei primi cinque anni in Parlamento. 1953 – 1958” .
Era entrano in Parlamento, alla Camera, nel 1953. Restò parlamentare italiano sino al 1980. Ha avuto anche l’incarico di vice segretario della Democrazia Cristiana.

Parlamentare dalla II alla VIII legislatura. Al Parlamento europeo è stato rieletto nel 1984. importante relatore in diversi convegni internazionali proprio sui legami tra Europa, Italia e Mediterraneo. Era nato a Rieti 11 dicembre del 1923. Scomparso il 25 dicembre del 2019. Laureato in Giurisprudenza e avvocato diede al concetto di diritto il significante di un processo giuridico essenziale e portò il diritto nella sua bella esperienza politica. I ricordi affollano le mie memorie. Un altro pezzo di storia si ricompatta con la geografia del tempo perduto e ritrovato. Il suo interesse per l’Europa nasce da molto lontano. Rappresentò il Governo italiano in Europa, grazie ad Aldo Moro, dal 1963 al 1970 Moro lo inviò a rappresentare l’Italia a Bruxelles con la delega ad occuparsi di agricoltura del Mezzogiorno e prese parte a 80 consigli dei ministeri all’agricoltura in Europa. L’ comprese il ruolo dell’Italia e del Sud. Moro gli disse, lo ha ricordato egli stessi, che “…vai come sottosegretario perché così potrai durare tanti governi. Ti passeranno sulla testa molti ministri. Sette ministri mi passarono sulla testa, ma con me Moro garantì la continuità del lavoro, della politica agricola”. Con Moro addirittura fece l’esame di Diritto della filosofia all’Università di Bari.

Molti sono stati anche i nostri incontri al Sindacato Libero Scrittori a Roma dove degli anni Ottanta e Novanta partecipava con passione. Amico di Francesco Grisi al Brutium. Era dentro il nostro viaggio. Da calabrese nato a Rieti e da calabrese vissuto in Calabria con la sua passione per Dante e per Corrado Alvaro. Ebbe modo di conoscere Corrado Alvaro a Roma perché frequentava gli ambienti culturali ed ha fatto della cultura il suo punto di notevole intreccio con la politica. Resta uno dei più fattivi ministri alla cultura. Tutta la Democrazia Cristiana deve a lui il legame tra la cultura come Istituzione e la cultura come valorizzazione.
Aveva vissuto il suo incarico da Ministro ai beni culturali con autorevolezza, dando al sistema dei beni culturali la strategia idonea per continuare il modello educativo, che partiva dalla pubblica istruzione, guardando in prospettiva alla cultura come veicolo di turismo. Un parlamentare e un ministro che aveva creato il sistema dei beni culturali. Un parlamentare che studiava la filosofia delle culture in Europa. Un vero statista.

Aveva attraversato la Calabria e il Sud nelle stagioni importanti e il suo contributo è stato notevole. L’Università della Calabria, il lungo tratto stradale Salerno – Reggio Calabria (oggi definito autostrada del Mediterraneo), il turismo come valenza promozionale, la telecomunicazione e le Poste italiane con Antonio Loricchio direttore generale, l’agricoltura come risorsa viva di tutto il Mezzogiorno, i beni culturali legati alla politica ambientale sono soltanto alcuni aspetti di un lungo percorso di una strategia politica che ha caratterizzato il suo fare politica e il PPE che lo ha visto tra fondatori. Erano altri tempi. Era un altro modo di concepite la politica. Una politica dove le polemiche erano discussioni serie nella criticità in cui la politica stessa era necessità dar crescere una Nazione e i territori.

 

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La RSA e la Casa per la Vita, gestite dalla coop. “Nuova Luce”, in collaborazione con il Comune di Torricella e l’Associazione culturale “Padre Raffaele Manca”, organizza la seconda edizione del concorso “Natale in arte 2019/2020”.
Alcuni artisti locali e alcuni pazienti della RSA con particolari doti creative, accomunati dalla voglia di mettersi in gioco e dall’entusiasmo di rivivere le antiche tradizioni, hanno realizzato delle opere presepiali, simbolo di devozione popolare.
Con l’intento di valorizzare l’impegno che ciascun partecipante ha riposto nella realizzazione delle varie opere, i promotori della iniziativa hanno creato all’interno dei locali della RSA degli spazi espositivi aperti al pubblico, per tutto il periodo natalizio fino a giovedì 9 gennaio 2020.
Giovedì 9 gennaio 2020, a partire dalle ore 9.30 presso l’RSA “Nuova Luce” di Torricella, ubicata in via M. Bellisario s.n.c., una giuria competente si riunirà per valutare e premiare, sulla base di specifici criteri, le opere presepiali più meritevoli. La giuria, scelta con accuratezza dall’equipè psico-educativa della RSA e della Casa per la Vita, sarà composta non solo da alcuni rappresentanti degli enti promotori, ma anche da alcuni pazienti degenti presso le due strutture socio-sanitarie.
Ad impreziosire ancor di più la magica atmosfera dell’evento saranno i bambini della scuola primaria Pietro Maruggi – “I.C. Del Bene” che, sulle note dei canti natalizi, faranno da cornice a questo momento di notevole importanza culturale. L’iniziativa “Natale in arte” (II edizione), la cui partecipazione è gratuita, ha l’obiettivo di favorire un momento di integrazione e condivisione tra gli ospiti degenti presso le due strutture e la cittadinanza tutta.

 

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BUON COMPLEANNO, FUSCO. Il Teatro Comunale Fusco spegne la sua prima candelina ‪lunedì 30 dicembre‬.

E lo fa con un Open Day che, ‪a partire dalle 18‬, tra musiche, canti, performance e visite guidate gratuite alla fornace presente all’interno del teatro, si protrarrà per tutta la serata fino ‪alle 23‬.

La musica, fra Brass music, Jazz , canto lirico e classica, costituirà il filo conduttore della giornata, in un no stop a cura del Conservatorio ‘G. Paisiello’.

“Abbiamo deciso di festeggiare il primo anno del primo teatro comunale della storia di Taranto con un evento aperto a tutta la città.” – afferma l’assessore alla cultura Fabiano Marti - “Perché questa è la festa di tutti tarantini che hanno creduto in questo progetto e hanno gremito la platea del Teatro Fusco in ogni occasione, partecipando attivamente alla svolta culturale della città . È stato un anno intenso con numeri da record.” - conclude Marti.

“Numeri sicuramente da record” - aggiunge il direttore del Teatro, Michelangelo Busco - “che non possono che inorgoglirci, perché frutto di un lavoro sinergico fra amministrazione comunale, direzione e Teatro Pubblico Pugliese.”

Gli spettacoli si terranno all’esterno del teatro, nel foyer e sul palco del teatro.
Le visite gratuite al sito archeologico inizieranno dalle 17.30 e si concluderanno a fine serata
‪www.teatrocomunalefusco.it‬

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Lettera al Prefetto di Taranto, per tentare di dirimere l'annosa questione dell'imu sui terreni non edificati del comparto C, a Grottaglie.

È la richiesta avanzata da Francesca Franzoso, consigliere regionale, dopo l'incontro con Comitato Comparti C, Franzoso ha chiesto la convocazione di un incontro con il Prefetto, alla presenza del comitato e dell'amministrazione comunale.
"Ho trovato cittadini esasperati da una situazione insostenibile, dichiara Franzoso, decine e decine di persone, non riuscendo più a pagare l'Imu, sono strette dalla morsa dei debiti, a cui si aggiungono le spese legali per i ricorsi.
A qualcuno è stato notificato anche il pigniramento sulla pensione.
Questi cittadini sono i più colpiti dall'imposta perché i loro terreni, ricadendo nel "comparto C", secondo il piano urbanistico comunale, devono versare una Imu pari a quella di un terreno edificabile, pur non essendolo di fatto, in quanto le aree non sono mai state lottizzate. Con questo stato di cose, è per loro impossibile anche semplicemente vendere i terreni, perchè nessuno è disposto a caricarsi una simile zavorra.
La mia richiesta al Comune è che ai terreni venga assegnato un valore più equo, per consentire a tutti di far fronte al pagamento della imposta, liberando i cittadini da una situazione insostenibile".

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Più volte citato. Benedetto XVI come testimonianza di spiritualità nella serata dedicata al Presepe di Piero Andriani. La Carosino che fa cultura si è trovata a discutere alla "Volta dell'Arte" di Piero Andriani con la presenza della cultura e delle istituzioni. Gran bella serata dedicata alla inaugurazione del Presepe di Piero Andriani e del Centro Volta Dell'Arte. 

Con la preghiera di benedizione di don Filippo Urso, parroco della comunità di Carosino, e il suo saluto è iniziata la manifestazione. Piero Andriani ha accolto con una sua lettura il numeroso pubblico.
Il presepe è un grande abbraccio religioso tra Giuseppe e Maria. È quell'incontro che vede insieme una madre e un padre. Ovvero una donna e un uomo come ben sancito da Benedetto XVI nell'Angelus del 26 dicembre del 2010: "... Gesù è nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l'amore di Maria e Giuseppe gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati. Di questo hanno bisogno i bambini: dell'amore del padre e della madre. E' questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita, permette la scoperta del senso della vita....". In fondo è questo il tema che pone il presepe di Piero Andriani.
Ha relazionato Carmen De Stasio. Interventi di Daniela Annichiarico e Marilena Cavallo. Saluti conclusivi del sindaco di Carosino Onofrio Di Cillo. Ha introdotto e coordinato Pierfranco Bruni.
Una serata ricca di una profonda testimonianza spirituale nel racconto del Presepe tra arte e sacralità. Testimonianze significative all'insegna dello spessore umano e culturale.
Numeroso il pubblico interessato al viaggio artistico di Piero Andriani in un contesto dove ogni gesto ogni dettaglio ogni sguardo ha lo scavo artistico. Una serata singolare per una comunità che deve partire dalla cultura per dare senso al territorio.
Presenti esponenti della Amministrazione comunale, compreso il vicesindaco, del mondo dell'associazionismo, del giornalismo delle istituzioni.
Un percorso che vedrà impegnato il Centro Volta dell'Arte per ulteriori attività culturali. L'incontro è nato sotto l'egida del Mibact Progetto ETNIE del Centro studi e ricerche Francesco Grisi e del Sindacato Libero Scrittori.
Il Presepe (mangiatoia ben definita da don Filippo) di Piero Andriani è il grande e originale abbraccio tra Giuseppe e Maria. Uno studio particolare che presenta precisi dettagli. Una serata alla insegna della vera e contemplate spiritualità. Un padre e una madre e il bambino Gesù!

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Il mercato elettorale di Emiliano di questi giorni è diventato un' indecenza. Il Presidente della Regione, neanche fosse il responsabile di un centro per l’impiego, gira la Puglia, da Brindisi a Lecce, a farsi fotografare alla firma di contratti di lavoro con dipendenti pubblici. Contratti che, sotto elezioni, diventano a tempo indeterminato . 

Assunzioni, ad un passo dalle urne, come strategia di marketing politico.
Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale.
Non c’è alcun motivo per cu Emiliano debba presenziare alla stabilizzazione dei lavoratori di Sanitaservice, ieri a Brindisi oggi a Lecce, lui non è tra i sottoscrittori del contratto.
Il solo motivo è quello di ascriversi il merito per averne in cambio, lo ha anche scritto in un post, “gratitudine”. Ma la cosa più spaventosa è notare, considerato il silenzio, come una simile volgarità, che ovunque farebbe gridare vendetta, sia percepita in Puglia come una cosa normale"

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Sarebbe il caso che alcuni manager sanitari ed alcuni rappresentanti istituzionali la smettessero con la propaganda e con l’ansia di stare sempre in campagna elettorale.

Questo è il tempo di raccontare le cose per come stanno!

In merito agli 8,5milioni di euro per l’Ospedale San Marco di Grottaglie e alla recente delibera del 17 dicembre 2019 (data da tenere a mente) a firma del direttore generale dell'Asl Taranto, il noto dott. Rossi, vediamo come stanno effettivamente le cose.

Il 16 febbraio del 2016 (cfr. www.sanita.puglia.it), il presidente della Regione Puglia, Emiliano, l’assessore regionale al Welfare Negro, il dottor Gorgoni e i dirttori generali delle Asl pugliesi (compresa Taranto), in Conferenza Stampa annunciarono la dispinibilità di “404milioni di euro -Fondi Fesr 2014/20- per la sanità territoriale pugliese”. In quell'occasione l’assessore Negro dichiarò: “Abbiamo detto ai direttori generali che nei prossimi 90/120 giorni dovranno essere avviati i cantieri”.

Il 1 dicembre 2016 (cfr.www.sanita.puglia-404-m), il presidente Emiliano, in conferenza stampa con l’assessore Negro, il dottor Ruscitti, il dottor Gorgoni etc., dichiarò: “Approvato il piano di riordino ospedaliero: 404milioni di euro per potenziare la sanità territoriale”.

Dopo 3 anni, l’ 11 dicembre 2019 ( cfr.www.puglia14.it) in seduta di audizione prima commissione regionale, presieduta dal consigliere Fabiano Amati, alla presenza dei direttori generali Asl di Puglia, emerge (dalla relazione Illustrativa) che dopo la prima fase negoziale, dei 404 milioni di euro, 223 milioni sono stati impegnati e spesi, mentre per la seconda fase sono risultati disponibili 116milioni di euro, tra cui gli 8,5 milioni destinati al San Marco di Grottaglie.

Alcune domande sono d’obbligo:
1) perché il finanziamento degli 8,5milioni di euro per la Riabilitazione ( che chiamate Riconversione dopo aver chiuso il pronto Soccorso) non è stato assegnato nella prima fase? Eppure da tre anni, in ogni occasione, parlate dei 40 posti letto per la riabilitazione come se esistessero, affermando con la solita impropria frase icastica, “abbiamo salvato l’Ospedale”;
2) perchè si continua ad omettere che il San Marco di Grottaglie non è più un Presidio Ospedaliero? Eppure nel Piano di Riordino Ospedaliero Pugliese è SCRITTO che il San Marco, fino a quando non entrerà in funzione l’Ospedale San Cataldo di Taranto, resta parte integrante (come lo era prima anche -se oggi- senza il pronto soccorso) del Presidio Ospedaliero Centrale (POC) del quale ne fanno parte il SS.Annunziata, il San Marco e il Moscati di Statte.

Adesso vediamo cosa c'é scritto nella delibera n°3109 del 17 dicembre 2019 a firma del direttore generale - G.T.88/N.O. (Fesr Puglia 2014/20) - "Lavori di riconversione dell'Ospedsle San Marco di Grottaglie in Presidio Post Acuzie (PPA) e Presidio Territoriale Assistenziale (PTA)" Approvazione progetto definitivo per appalto integrato e delibera a contrarre per l'affidamento congiunto della progettazione esecutiva dei lavori.
Quindi si tratta, dopo 3 anni, dell'avvio delle procedure di appalto per lavori di rifacimento degli esterni e degli ambienti, degli infissi e dei servizi igienici per ospitare la "Riabilitazione".
Quante parole al vento da parte del direttore generale dell'Asl di Taranto!
Sono molto d'accordo con i rappresentati del Comitato in difesa del San Marco di Grottaglie, che chiedono ormai da più di un anno, un confronto pubblico sul futuro dell'ospedale grottagliese, con il presidente Emiliano, il direttore generale dell'Asl di Taranto Rossi, con il sindaco di Grottaglie.
È molto strano che Emiliano e Rossi siano ospiti a Grottaglie un giorno sì ed uno no, ma non trovino mai un paio d'ore per incontrare pubblicamente i cittadini ed il comitato.

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