Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 02 Dicembre 2019

Martedì 03 dicembre, il Castello Aragonese di Taranto della Marina Militare, durante le ore notturne, sarà illuminato di luce rossa a sostegno dell’associazione S.I.M.BA ODV Taranto che è molto attiva sul territorio nelle attività di sostegno ai bambini ospedalizzati e le loro famiglie nell’ affrontare il difficile momento legato alla degenza ospedaliera.

L’associazione è attiva sul territorio da circa 10 anni e si impegna a fornire sostegno e accoglienza ai bambini e alle famiglie in degenza presso i Reparti di Pediatria e Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, attraverso donazioni e attività di volontariato, sostenendo i piccoli pazienti in difficoltà anche all’esterno dell’ambiente ospedaliero. Ne fanno parte persone dal cuore grande, mosse dall’unico desiderio di esprimere concretamente i comuni valori morali e civili di gratuità e solidarietà.

La singolare illuminazione in rosso, sarà garantita grazie alla tecnologia delle lampade ideate e realizzate per valorizzare gli edifici di pregio, le architetture artistiche e i palazzi storici.

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Si è tenuta questa mattina l'annunciata Conferenza stampa del Partito democratico sull'ordine del giorno che sarà presentato al Senato dai democratici per promuovere lo sviluppo di Taranto accelerando gli investimenti già stanziati e promuovendone di nuovi.
All'incontro con la stampai, oltre al Segretario provinciale del PD avv. Giampiero Mancarelli, il Segretario cittadino Enzo Di Gregorio, il capogruppo del PD in Consiglio provinciale Emanuele Di Todaro e l'Assessore comunale Debora Cinquepalmi.
In apertura della Conferenza stampa è stato rivolto un ringraziamento al Presidente del gruppo PD al Senato Andrea Marcucci che, a seguito dell'incontro dei giorni scorsi con la delegazione del PD di Taranto, ha presentato l'ordine del giorno a favore della nostra comunità accogliendo le nostre preoccupazioni.

Nel merito, l'imperativo è ripartire dal Cis (Contratto Istituzionale di Sviluppo) con il 1 miliardo di euro già stanziato.
- Bisogna accelerarne l'utilizzo.
- Inoltre, è necessario implementare l'impegno sull'Arsenale (realizzando 300 nuove assunzioni).
- Per quanto riguarda la Città Vecchia: va avviata la rigenerazione urbana.
- Per il porto: bisogna completare l'infrastrutturazione.
- In merito all'agenzia portuali: vanno garantiti i 500 lavoratori.
- Marta': reintrodurre la Sovrintendenza;
- Per la sanità: accelerare l'iter dell'appalto dell'ospedale San Cataldo

È  stata anche proposta l'istituzione di un commissario che, seguendo l'esempio di Expo Milano, possa completare tutti i lavori entro i giochi del Mediterraneo del 2026.
Taranto ritorna a diventare centrale anche nei palazzi di Roma. Ripartendo, però, dall'ascolto della città.
E da qui il PD lancia la proposta dell'accorpamento del Ministero dello Sviluppo Economico con quello dell'Ambiente affinché si possa parlare di Ministero dello Sviluppo Sostenibile.
Lo sviluppo sostenibile è la risposta più appropriata alla ondata green che le piazze di questi giorni rappresentano.
Il PD ci crede.
Intanto, inizia un nuovo percorso. Un passo alla volta. Dal basso.

A.S. 1586

Ordine del giorno

Art. 19

(già emendamento 19.0.25)

MARCUCCI, FERRARI, MIRABELLI, COLLINA, BINI, CIRINNA', RAMPI, ROSSOMANDO, MANCA, TARICCO

Il Senato,

in sede di esame dell'A.S. 1586, recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-22,

premesso che:

il settore siderurgico ha fortemente caratterizzato il tessuto produttivo dell'area di Taranto: l'impianto siderurgico ex Ilva, il più grande d'Europa, rientra fra i siti di interesse strategico per il nostro Paese;

la crisi del comparto siderurgico, con le connesse criticità ambientali, ha influito negativamente sulla sostenibilità di questo modello di sviluppo, ed è stata riconosciuta l'area di crisi industriale complessa per il territorio dei Comuni di Taranto, Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano con il decreto-legge 7 agosto 2012, n. 129;

sono stati numerosi gli interventi per l'area di Taranto e per la gestione commissariale straordinaria del Gruppo ILVA, per la quale è stata essenzialmente approntata una disciplina speciale, derogatoria alla disciplina ordinaria dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, elaborata per evitare il fallimento di imprese di rilevante interesse pubblico ovvero in considerazione dei rilevanti interessi, privati e pubblici, alla conservazione e al risanamento dell'impresa;

le risorse investite per il polo siderurgico per l'area industriale e per la città di Taranto sono state ingenti, e finalizzate a garantire la prosecuzione dell'attività economica, la tenuta occupazionale e il risanamento ambientale e sanitario dell'area;

considerato che:

con Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 21 gennaio 2015 ILVA S.p.a. è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria a norma dell'articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 347 del 2003, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 39 del 2004, la cosiddetta "Legge Marzano", e dichiarata insolvente con sentenza del Tribunale di Milano; in ragione dei suoi requisiti dimensionali occupazionali e di indebitamento, ILVA S.p.A. è stata assoggettata alla procedura speciale di ammissione immediata all'amministrazione straordinaria, il cosiddetto "accesso diretto", ovvero la semplificazione dell'ammissione alla procedura conservativa con un rafforzamento dei poteri riconosciuti all'autorità amministrativa e specifiche funzioni del commissario straordinario o dei commissari; per ILVA, caso di particolare complessità, ne furono in effetti nominati tre;

per l'area di Taranto sono state poi emanate ulteriori disposizioni speciali, introdotte con ulteriori provvedimenti d'urgenza, intervenuti anche modificando la disciplina-quadro dell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi; la gran parte degli interventi è stata adottata nel corso della XVII legislatura;

il decreto-legge n. 1 del 2015 ha disciplinato il passaggio dalla gestione commissariale speciale di ILVA  alla nuova gestione commissariale di amministrazione straordinaria; l'organo commissariale nominato per la procedura di amministrazione straordinaria è subentrato nei poteri attribuiti per i piani e le azioni di bonifica previsti dal Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria di ILVA, di cui al D.P.C.M. 14 marzo 2014;  il termine del programma dei Commissari straordinari coincide con il termine di ultimazione del Piano ambientale di ILVA (2023, termine di scadenza dell'AIA), come modificato e integrato dal D.P.C.M. del 29 settembre 2017 intervenuto dopo il trasferimento dei complessi aziendali ad ArcelorMittal;

in ragione della peculiare situazione di ILVA, anche le operazioni inerenti la cessione dei beni aziendali, nell'ambito della procedura di amministrazione straordinaria sono state strettamente correlate, soprattutto a seguito dell'adozione del decreto-legge n. 98 del 2016, alla realizzazione delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria;

quanto alla cessione dei beni aziendali, in data 5 giugno 2017 l'allora Ministro dello Sviluppo Economico Calenda ha firmato il decreto che autorizzava i Commissari straordinari a procedere alla aggiudicazione dei complessi aziendali del gruppo Ilva S.p.A ad Am Investco Italy S.r.l (ArcelorMittal e gruppo Marcegaglia, poi uscito dal consorzio di acquisto). L'offerta prevedeva la realizzazione entro il 2023 degli interventi del piano ambientale;

il contratto di trasferimento dei complessi aziendali del gruppo Ilva - firmato nel giugno del 2017 e subordinato a diverse condizioni di efficacia (adozione piano ambientale, controllo antitrust e adozione dell'accordo sindacale, intervenuto il 6 settembre 2018) è divenuto efficace il 1° novembre 2018 ed è stato integrato in data 20 marzo 2019;

nel novembre 2019, come noto, la società ArcelorMittal ha formalmente notificato ai commissari straordinari la volontà di recedere dal contratto di affitto con obbligo di acquisto di rami d'azienda del Gruppo ILVA stipulato in data 28 giugno 2017; in merito, sono ancora in corso le trattative tra la società e il Governo italiano per comporre tale spinosa questione;

considerato altresì che:

come si è detto, nel corso degli anni sono stati numerosi gli interventi normativi a sostegno e tutela dell'area di Taranto, con investimenti ingenti da parte statale che non hanno riguardato esclusivamente il polo produttivo ma anche la città: 

- un prestito statale di 300 milioni di euro - concesso ai sensi dell'articolo 1, c. 3, del decreto-legge n. 191 del 2015 - per fare fronte alle indilazionabili esigenze finanziarie del Gruppo ILVA; l'articolo 1 del decreto-legge n. 243 del 2016 ha modificato la tempistica di restituzione allo Stato dell'importo di 300 milioni a favore di ILVA S.p.A., fissandola a 60 giorni dalla data di efficacia della cessione a titolo definitivo dei complessi aziendali di ILVA;

- un prestito statale autorizzato fino a 800 milioni di euro, di cui fino a 600 milioni di euro nel 2016 e fino a 200 milioni di euro nel 2017 - ai sensi dell'articolo 1, c. 6-bis, del decreto-legge n. 191 del 2015, modificato da ultimo dalla legge di bilancio 2017 (art. 1, comma 609, lett. a) e b) della legge n. 232 del2016) - per l'attuazione e la realizzazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria dell'impresa; il prestito non è stato del tutto erogato, risultando effettivamente concessi ad ILVA 266 milioni di euro; per quanto riguarda l'estinzione del prestito in questione, essa ha trovato disciplina nel D.L. n. 91/2017, in ragione del rientro in Italia delle somme rinvenienti dall'esito di procedimenti penali nei confronti di azionisti e amministratori di società del Gruppo per fatti anteriori al suo commissariamento, a valere sulle quali si procede all'estinzione del credito statale. La restituzione del finanziamento, a valere sulle somme rinvenienti dall'operazione di prestito obbligazionario, è stata completata nel corso del mese di gennaio 2018;

 - lo Stato è poi intervenuto fornendo garanzia statale su finanziamenti/obbligazioni che l'organo commissariale è stato autorizzato a contrarre: l'articolo 3, comma 1-ter, del decreto-legge n.1 del 2015 ha autorizzato l'organo commissariale a contrarre finanziamenti per 400 milioni di euro, assistiti dalla garanzia dello Stato; il finanziamento di 400 milioni è stato concesso - per la realizzazione degli investimenti necessari al risanamento ambientale - da Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo S.p.A. e Banco Popolare Società Cooperativa;

- Fintecna S.p.A., società totalmente partecipata da Cassa depositi e prestiti, ha proceduto alla liquidazione di 156 milioni di euro ad ILVA S.p.A. - connessi alla liquidazione dell'obbligazione relativa ai danni ambientali, di cui al contratto di privatizzazione del 1995 - a titolo di risoluzione della controversia con la stessa ILVA, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del D.L. n. 1/2015;

- sono state inoltre adottate forme alternative di intervento e sostegno, per le specifiche attività di risanamento dei territori e di sostegno alla popolazione interessata dall'emergenza ambientale e sanitaria nell'area dell'ILVA di Taranto, quali quelle contenute nei decreti-legge  n. 63 del 2011 e n. 1 del 2015, e nella legge n. 232/2016 (legge di Bilancio 2017), disponendo l'utilizzo di somme sottoposte a sequestro o oggetto di confisca nell'ambito o all'esito dei procedimenti penali pendenti nei confronti di soggetti coinvolti nell'amministrazione e gestione dello stabilimento ILVA di Taranto; l'utilizzo di tali somme (pervenute a maggio 2017 in Italia dai trustee esteri presso i quali erano depositate) è stato disciplinato dal decreto-legge  n. 91/2017;

- risorse per il Contratto istituzionale di sviluppo per la città di Taranto (CIS Taranto), per un valore complessivo di investimenti di oltre 1 miliardo di euro, per il finanziamento di oltre 40 interventi multidisciplinari, ritenuti strategici per lo sviluppo economico, ambientale e sociale del territorio tarantino, relativi ad ambiti settoriali diversi: - ambiente (12 interventi, di bonifica e ambientalizzazione dei territori e dei bacini dell'area); infrastrutture portuali e trasporti (5 interventi per un valore complessivo di oltre 400 milioni); sanità (miglioramento e potenziamento dei servizi sanitari sul territorio); rigenerazione urbana (8 interventi, per social housing, interventi nel quartiere Tamburi, recupero edifici); riqualificazione e adeguamento degli edifici scolastici (nel quartiere Tamburi); recupero infrastrutturale e valorizzazione artistica dell'Arsenale Militare; beni e attività culturali per la promozione turistica; nel dicembre 2018, l'avanzamento della spesa erogata risultava di oltre 314 milioni di euro;  

impegna il Governo:

a proseguire e finalizzare tutti gli interventi tesi:

alla completa realizzazione del Piano di risanamento ambientale al fine di fornire piena tutela sanitaria ed ambientale ai lavoratori e alla popolazione dell'area interessata;

a garantire la permanenza dell'attività produttiva del complesso siderurgico dell'ex Ilva di Taranto, garantendo altresì, per questa via, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e di quelli legati all'indotto, attraverso l'adozione, nel quadro generale anche comunitario di ristrutturazione dei processi industriali, di modalità produttive orientate ad una progressiva decarbonizzazione dell'impianto;

a favorire la completa realizzazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell'area di crisi industriale complessa dichiarata per i territori dei Comuni di Taranto, Statte, Montemesola, Massafra e Crispiano, destinando ulteriori risorse per il finanziamento degli interventi di sviluppo imprenditoriale ricadenti nei predetti Comuni;

a perseguire in tempi rapidi la completa realizzazione degli interventi previsti per lo sviluppo della città di Taranto e previsti nel CIS Taranto, e la finalizzazione degli investimenti così da garantire uno sviluppo equilibrato della città e dell'area tarantina;

a incrementare le risorse del Fondo per la crescita sostenibile, destinando ulteriori risorse all'area di Taranto.

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A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano particolarmente soddisfatto per l'importante risultato che conseguirebbe il capoluogo ionico.
"Ho appena saputo questa notizia, la cui ufficialità potrebbe arrivare giovedì quando il provvedimento sarà discusso nella seduta del Consiglio dei ministri", spiega il consigliere regionale tarantino. Un risultato importante conseguito anche grazie all'impegno del prof. Volpe. Se tutto ciò sarà confermato, così come sembra, "acquisisce ancora maggiore rilevanza il lavoro che, unitamente al prof. Rocco del Politecnico, e insieme all'Università di Bari, abbiamo realizzato per l'avvio dell'alta scuola Superiore di formazione ai Beni culturali, Artistici e Paesaggistici previsto a partire dal 2020. Si tratta - ricorda Liviano - di un progetto che non può che contribuire ad innalzare il livello dell’offerta formativa a Taranto e a restituirle centralità sul piano della riscoperta delle proprie radici oltre che uno scatto culturale in avanti. La volontà del Politecnico e dell'Università di Bari di investire su Taranto ci dà la cifra di come la nostra città, nonostante le enormi difficoltà, resti un valido attrattore culturale. Per cui, in questo processo di rinascita, la cultura e l’innovazione sociale ed economica giocano un ruolo fondamentale per ricostruire fiducia e consapevolezza delle qualità di un territorio e di una società dalle potenzialità ancora tutte da immaginare. La sede della Soprintendenza al Patrimonio culturale del mare, unitamente alla scuola di specializzazione per i Beni architettonici e paesaggistici - prosegue Liviano -, costituisce un ulteriore tassello del più complesso mosaico che riguarda il potenziamento dell'offerta formativa, uno dei capisaldi della Legge per Taranto. Non solo - conclude Liviano - la costituenda Soprintendenza andrebbe a innestarsi in una realtà, quella tarantina, che ha nel mare la propria peculiarità. Il patrimonio culturale subacqueo, già oggetto di protezione da parte dell'Unesco merita un'attenzione specifica che la Soprintendenza potrebbe rivalutare ancora di più. Se vogliamo invertire la rotta e fermare l’esodo, soprattutto di studenti, dalla nostra città è necessario investire nella formazione e saper rispondere alle esigenze sociali”.
Intanto, della scuola Superiore di formazione ai Beni culturali, Artistici e Paesaggistici, "se ne parlerà giovedì 12 dicembre, alle ore 18.30, nel Salone di rappresentanza della Provincia di Taranto".

 

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PALAGIANO (TA). Un incontro organizzato, l’altra sera al The Factory, dallo Sprar Siproimi Koinè per parlare della violenza contro le donne. 

Allo stesso tavolo, in quanto invitati, il Centro Antiviolenza “Rompiamo il silenzio” con Rossana Perazzo, il Comune con il consigliere comunale Michela Maniglia e il circolo ArciSvegliarci di Palagiano con il suo presidente Angela Surico, peraltro coordinatrice dello stesso Sprar
Alla Perazzo il compito di commentare il video realizzato dal Centro Dafne Codice Rosa con la Regione Campania. Diverse le reazioni suscitare: brividi, commozione, ma anche rabbia.
Lei, una moglie innamorata sino alla fine, che non accetta le violenze subìte dal marito tanto da ignorare la verità e cioè che quei pugni, quei calci, quelle percosse, quei lividi, quel braccio rotto, quelle labbra tumefatte sono i segni della violenza più efferata di un uomo che la considera solo un oggetto; non sono affatto forme di amore che lei pure riesce ogni volta a giustificare sino a quando non avrà più voce per parlare e un cuore che batte: quell’uomo, che pure lei ha sempre giustificato, le toglie la vita per sempre.
Di qui, poi, un’analisi di quella che è la situazione delle donne nel mondo, partendo dal rapporto 2019 Human Rigts Watch, illustrato dalla Surico.
In Siria esistono ancora i matrimoni forzati e precoci, l’aborto non è una scelta. La coordinatrice del locale Sprar Siproimi ha ricordato come in Afghanistan persista l'impunità consolidata per gli autori di violenze contro le donne. Di contro, continuano a finire in carcere donne e ragazze per "reati morali" che includono lo scappare di casa e il commettere o tentare di commettere “zina”(sesso al di fuori del matrimonio).
Negli stati di Kachin e Shan settentrionale, al confine con la Cina, i trafficanti offrono lavoro in Cina a donne e ragazze vulnerabili. Quindi, le vendono alle famiglie cinesi che lottano per trovare spose per i loro figli. Una volta acquistate, vengono generalmente rinchiuse in una stanza e violentate ripetutamente, con l'obiettivo di metterle incinte.
E, ancora, la Surico ha voluto ricordare come “in Sudan le violazioni del codice di abbigliamento e altri crimini di scelta personale delle donne sono punibili con umiliazione e frustate, laddove in Libia addirittura la legge non criminalizza la violenza domestica”.
“Le donne - così come rimarcato dalla Maniglia e dalla Durante - non sono un oggetto da manipolare, ma hanno un cuore e un’autonomia decisionale. Hanno diritti e non perché sono donne, ma perché sono semplicemente esseri umani”.
Infine l’invito della Surico alle donne vittime di violenza a parlare, ad aprirsi, a denunciare con forza per trasformarsi nell’araba fenice, l’uccello di fuoco che rinasce dalle proprie ceneri.

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Si è discusso di vari argomenti, questa mattina, nella sede tarantina del Meet Up “Amici di Beppe Grillo” nel corso dell'incontro che l'on. Rosalba De Giorgi ha inteso organizzare proprio per fare il punto sulle varie iniziative intraprese in questi ultimi mesi dal Governo ed in particolare sulla “Norma Fraccaro”, una misura che, diventata strutturale, garantirà fino al 2024 ai Comuni italiani cospicui finanziamenti per realizzare opere di efficientamento energetico, di messa in sicurezza di edifici pubblici, per abbattere le barriere architettoniche e per garantire un adeguato sviluppo sostenibile nella nostre realtà cittadine.
Oltre alla parlamentare, a relazionare sul tema è stato anche il sindaco di Crispiano, Luca Lopomo, che ha illustrato ai numerosi cittadini presenti nella sala il funzionamento di una misura che è stata definita “geniale” proprio perché ha permesso ai Comuni di poter contare su una dotazione finanziaria tutt'altro che trascurabile. E tutto questo immediatamente, senza dover attendere le lungaggini della burocrazia.
Detto che si tratta di risorse da impiegare per opere tese ad apportare migliorie a zone urbane ed edifici pubblici (soprattutto a quelli che ospitano Istituti scolastici, molti dei quali lasciano a desiderare dal punto di vista strutturale), nel corso dell'incontro, è stata sottolineata l'importanza di questa norma che dà agli Enti locali la possibilità di programmare interventi per i prossimi anni (si ricorda che i finanziamenti saranno erogati sino al 2024) con la tranquillità e la certezza di poter contare subito sul danaro necessario per realizzare i progetti presentati.
Riguardo ai finanziamenti, si è ricordato che, a fronte della presentazione di progetti, la città di Taranto potrà beneficiare di 210mila euro, mentre gli altri Comuni della Provincia, sulla base del numero degli abitanti, spetteranno somme comprese fra i 50mila ed i 130mila euro.
Durante l'incontro, che ha fatto registrare un interessante dibattito, è stato dedicato spazio anche al Reddito di cittadinanza, una misura storica che sta cambiando il volto del Paese, al di là delle critiche che quotidianamente vengono mosse dall'opposizione dell'attuale Governo. Una misura che, come hanno sostenuto l'on. De Giorgi ed il sindaco Lopomo, ha dato e sta dando la possibilità a tantissima gente di fronteggiare le quotidiane difficoltà economiche e di poter intraprendere un percorso finalizzato all'inserimento del mondo del lavoro.

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"Sulla questione ILVA di Taranto si è detto tutto, ed il contrario di tutto. Sono anni che si istituiscono “tavoli” per risolvere l’annoso rompicapo. Nelle diverse sedi, gli interlocutori restano sempre gli stessi, lasciando fuori dalla discussione chi, a causa di quell’ industria, ha subito danni. Tutti i comparti sociali, produttivi ed economici che sono fuori dal range ILVA, sono sempre stati ignorati, e questo è inaccettabile!
Abbiamo appreso con estremo piacere la notizia di qualche giorno fa, che riportava l’invito dell’ordine degli ingegneri all’unità degli ordini professionali, col progetto Orizzonte Taranto. 
Da diverse settimane anche la nostra associazione sta lavorando in tal senso, proponendo la condivisione di un manifesto da sottoporre al Governo Conte, che esprime la volontà di tutte le parti sociali ed i comparti economici di Taranto, che subiscono la presenza della grande industria e che fino ad oggi sono sempre stati tagliati fuori da ogni tavolo di confronto, di poter essere ascoltati come parti interessate al pari delle rappresentanze sindacali dei lavoratori diretti ed indiretti ILVA. 
Registriamo un grande interesse da parte di diverse realtà economiche e sociali che non hanno esitato a rispondere favorevolmente al nostro appello all’unita’, per questo invitiamo gli altri operatori economici della città a contattarci per unirsi a questo nostro progetto affinché al tavolo del “Cantiere Taranto” siano presenti i rappresentanti di TUTTE le parti sociali interessate.
La chiave di volta è rappresentata dall’unione, dalla compattezza e dalla determinazione con cui si porta avanti una iniziativa, perciò come associazioni di cittadini,  proponiamo questo manifesto unitario che ha l’ambizione di fare da collante tra le varie realtà tarantine, che subiscono scelte governative senza essere mai consultate, e che oggi operano faticosamente nella stessa direzione, ma in maniera frammentaria."


MANIFESTO DEI CITTADINI E DELLE PARTI SOCIALI DI TARANTO

La città di Taranto è tornata al centro del dibattito nazionale, da quando, lo scorso martedì 12 novembre, ArcelorMittal ha depositato l‟atto di recesso del contratto di affitto dell'Ilva, stipulato con il Governo italiano, il 28 giugno 2017. Uno dei motivi di tale decisione, secondo quanto dichiarato dai vertici aziendali, sarebbe stato l'eliminazione della "protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale" (c.d. “scudo penale”). Alla diffusione della notizia, come prevedibile, allarme e preoccupazione hanno attanagliato soprattutto gli operai dell‟acciaieria ed i lavoratori dell‟indotto, causa la paventata perdita di migliaia di posti di lavoro, con ricadute negative sulle già altissime percentuali di disoccupazione, registrate nella provincia di Taranto e dovute all‟assenza di alternative economiche alla monocultura dell‟acciaio, cui la nostra città è stata “sacrificata” per 60 anni. L‟attività altamente impattante dello stabilimento industriale Ilva, infatti, ha procurato, innanzitutto, danni, ingenti e visibili, alla popolazione (si pensi alla devastazione sanitaria, certificata dai dati allarmanti degli studi epidemiologici dell‟Istituto Superiore della Sanità) ed ha causato anche una profonda depressione economica, di cui pagano le spese, tanto il settore primario (la pesca, l‟allevamento di bestiame, l‟agricoltura), quanto il terziario, in quanto, a Taranto, il commercio langue e la città non risulta una meta turistica appetibile, nonostante vanti siti storico – architettonici e naturalistici di grande pregio e molto suggestivi. Il 24 gennaio 2019 è stata emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo una sentenza sovranazionale di condanna dello Stato italiano per non aver protetto la salute di noi tarantini per la questione ILVA, con l 'obbligo di porre rimedio alla situazione nel più breve tempo possibile. Questa sentenza è diventata definitiva il 24 giugno 2019, ma da allora nulla è cambiato e ciò che continua a succedere a livello governativo per Taranto non sembra andare nella direzione indicata dalla sentenza. Oggi, il Governo è chiamato a porre rimedio a decenni di mala gestione, di connivenza, di omissioni, che hanno determinato questa grave congiuntura, in cui lavoratori, famiglie e cittadini tutti del nostro territorio si trovano a vivere, senza averne colpa. Adesso, la Repubblica ha l‟obbligo giuridico (si veda l‟articolo 3 della Costituzione Italiana), prima ancora che morale, di mettere in atto, senza ulteriori indugi, tutte le strategie per consentire alla nostra città di tornare ad essere una città come tutte le altre; come Genova, ad esempio, dalla quale, nel 2000, noi abbiamo ricevuto in eredità la quota produttiva cancerogena dell‟ Ilva, lì, incompatibile con la vita delle persone, qui, da tenere attiva a tutti i costi. Taranto ha pagato troppo in termini di salute, ambiente, devastazione economica, emarginazione sociale. Ora, ha diritto ad un risarcimento. Per questo, vorremmo offrire una visione differente, affinché, da questo momento di crisi, possa nascere una grande opportunità, per il Governo, per tutti i lavoratori che dall‟ Ilva dipendono, direttamente o indirettamente, e per l‟intero territorio jonico.
Riteniamo che Taranto possa diventare un esempio di resilienza, se riuscirà a raccogliere la sfida odierna, trasformando, in opportunità, le criticità di uno dei siti più inquinati d‟ Europa. Taranto, infatti, può diventare città di ricerca pionieristica, nel campo delle nuove tecnologie applicate alle bonifiche dei siti inquinati. Taranto ha un importante porto che, però, dagli anni „60 ad oggi, è stato asservito unicamente alla grande industria. Con un suo sviluppo alternativo, da un punto di vista commerciale e turistico, con l‟implementazione della rete inter-portuale e dei servizi ad essa collegati, si potrebbero creare decine di migliaia di nuovi posti di lavoro. Taranto ha una rete ferroviaria da potenziare, un aeroporto già esistente, l‟Arlotta di Grottaglie, che attende ancora di essere valorizzato ed aperto ai voli di linea. Taranto vive anche di comparti produttivi, finora compromessi dall‟Ilva, quali la pesca, l‟allevamento, l‟agricoltura, il commercio, il turismo, che potrebbero essere riattivati, attraverso incentivi alle piccole e medie imprese. Taranto ha tutte le potenzialità per essere sede, finalmente, di un polo universitario autonomo e d‟eccellenza, che valorizzi le specificità del territorio jonico (beni culturali, maricoltura). Convinti che sia giunto il momento di unire le forze per scrivere insieme il futuro del nostro territorio, chiediamo al Governo che al tavolo di concertazione “Cantiere Taranto”, avviato per risolvere l’emergenza ex-Ilva, oltre ai sindacati degli operai, vengano ascoltate anche le altre parti sociali (stakeholders), che compongono la comunità tarantina e che subiscono gli effetti devastanti della presenza della grande industria. Riteniamo indispensabile la presenza al “tavolo per Taranto” di tutti gli operatori economici e sociali che in questa città vivono, lavorano ed investono, per comprendere la volontà e la direzione che la comunità tarantina intende intraprendere. LiberiAmo Taranto Aps Genitori Tarantini ETS Peacelink Comitato Donne e Futuro per Taranto WWF Taranto Cittadini Attivi Lovely Taranto ETS

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Il sindaco Lupoli, che ringrazio, RITIRA, con PEC, l’autocandidatura che aveva avanzato alla Regione. 
Abbiamo osteggiato la realizzazione, insieme a comitati e sindaci.
La Regione Puglia, con l’assessore Stea, aveva già annunciato la contrarietà nel corso del penultimo consiglio.
Il piano regionale dei rifiuti, di imminente approvazione, non ha più, nella propria pianificazione, l’impianto di Pulsano, grazie anche alla sensibilità del Presidente Emiliano.
La gioia di arrivare INSIEME a quest’ obiettivo, contribuirà ad UNIRE una comunità lacerata.
Ancora grazie Sindaco Lupoli, davvero!
Abbiamo evitato un altro danno ambientale a Pulsano e alla provincia tarantina.
Non possiamo non ringraziare  tutti i componenti dei comitati del NO di Pulsano e Leporano ed in particolare i presidenti Pavese e Marangione, i consiglieri di opposizione, le associazioni che ci sono state vicine, quali L’ ISDE e La NGegna, i sindaci di Leporano, Faggiano, San Giorgio, Lizzano, Carosino e Monteiasi, i sindaci del consiglio d’amministrazione AGER, la presidente Pascazio di Bitetto e Ciro D’aló di Grottaglie, senza il loro supporto non avremmo ottenuto questo risultato.
Infine, ma non per ultimo, un grazie ai tantissimi concittadini pulsanesi che, in tanti modi, si sono opposti, nel corso di un anno di lotte, a questo progetto. 
Non ci sono vincitori e vinti, ha vinto Pulsano.
Andiamo avanti...


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A distanza di qualche ora dall’annuncio del sindaco Lupoli della revoca della manifestazione di interesse proposta per la realizzazione di un impianto di compostaggio a Pulsano, si è svolto a Pulsano un interessante dibattito, programmato da tempo, sul tema di grande attualità:  “LA CHIUSURA DEI RIFIUTI IN PUGLIA: La necessità di un’adeguata rete di impianti pubblici”.
La gestione dei rifiuti costituisce un problema di grande rilievo nella società moderna e che impegna il governo locale, regionale e nazionale in uno sforzo sinergico per dare soluzioni efficaci alla necessità di un’adeguata chiusura del ciclo dei rifiuti.
Tra emergenza e opportunità, la gestione dei rifiuti dovrà essere sempre di più improntata ai principi dell’economia circolare (produzione di beni – consumo – riuso – trasformazione) che punti all’obiettivo “rifiuti zero”. Si tratta di operare una specie di rivoluzione culturale, che punti all’adozione di modelli diffusi di comportamento dei cittadini che aiutino ad consolidare forme di gestione moderna e avanzata dei rifiuti.
In questo senso, molto è stato fatto nella nostra regione, passando nel giro di pochi anni dal 20% di raccolta differenziata ad oltre il 50% negli ultimi mesi. Tuttavia, il dato è disomogeneo sull’intero territorio regionale, dato che in alcune zone i livelli di raccolta differenziata sono molto alti mentre in altri comuni, come purtroppo Pulsano, siamo a livelli bassissimi, Come ha sottolineato la Dott.ssa Paola Attrotto, capogruppo di Articolo Uno nel Consiglio comunale di Pulsano.
Di grande interesse l’intervento dell’Avv. Fiorenza Pascazio, Sindaco di Bitetto e Presidente AGER, che ha illustrato la situazione attualmente presente in Puglia circa lo stato della Raccolta Differenziata, raccontando come il lavoro profuso in questi anni ne abbia fatto notevolmente incrementare la percentuale, comportando poi la necessità di una maggiore ed adeguata rete impiantistica , da svilupparsi coerentemente ai risultati e ai bisogni delle comunità. Ha inoltre illustrato i risultati conseguiti nel suo comune, tra i più “ricicloni” d’Italia con oltre l’80% di R.D., ove sono da tempo sperimentate forme di gestione che consentono anche di determinare le tariffe sulla base dell’effettiva produzione  di rifiuti da parte del cittadino. Un esempio di buona politica, il suo, che in pochissimi anni è riuscita a rendere il proprio comune virtuoso in tema di raccolta differenziata e modello in ambito di tariffazione puntuale dei rifiuti, un sistema di premialità dei cittadini e di giustizia fiscale.
L’Ing. Barbara Valenzano, Direttrice del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio,  ha poi fatto il punto sulla situazione attuale in Puglia e sul nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, che dovrebbe presto passare all’esame del Consiglio Regionale per la definitiva approvazione, illustrando i principi ispiratori che stanno alla base del nuovo Piano e degli obiettivi che si propone. Ha, ovviamente, sostenuto la necessità di realizzare gli impianti necessari alla chiusura del ciclo dei rifiuti tenendo conto, però, della partecipazione a questo processo delle comunità interessate.
L’Assessore Regionale allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino, ha concluso il dibattito sostenendo con forza l’impegno del Presidente Emiliano e dell’intero Governo regionale di approvare già nelle prossime settimane il nuovo Piano e l’obiettivo strategico di una dotazione efficiente di un’adeguata impiantistica pubblica di gestione del ciclo dei rifiuti. In tale prospettiva, ha anticipato che la fase di rivalutazione dell’impianto di compostaggio previsto a Pulsano a seguito della manifestazione di interesse avanzata dal sindaco  nel 2008, tenuto conto delle gravi criticità, del mancato rispetto delle prescrizioni del Piano, della diffusa e decisa contrarietà delle comunità pulsanesi e leporanesi, oltre che di tanti sindaci dei comuni limitrofi, dovrebbe portare alla definitiva esclusione dell’impianto stesso dalle previsioni della dotazione impiantistica regionale.
Il dibattito, molto partecipato dai cittadini, è stati magistralmente coordinato dall'avv. Carlo Sampietro, che ha saputo riportare ciascun intervento nel contesto delle problematiche locali, incluse  le molteplici criticità dell'impianto previsto a Pulsano.  Sono intervenuti anche molti Sindaci dei Comuni limitrofi, che compattamente negli ultimi mesi avevano manifestato la contrarietà delle proprie comunità alla realizzazione dell'impianto a Pulsano. Inaspettata la presenza del Sindaco di Pulsano, Franco Lupoli, che ha ribadito la sua decisione, anticipata qualche ora prima con un videomessaggio su facebook, di revocare la manifestazione di interesse inoltrata alla Regione Puglia per la realizzazione di un impianto di compostaggio.
Il sindaco Lupoli, con la sua decisione, ha evidentemente cercato di limitare i danni d’immagine, ben sapendo che entro poche settimane, con l’approvazione del nuovo piano regionale dei rifiuti, l’impianto di compostaggio di Pulsano sarebbe stato eliminato dalla previsione impiantistica regionale, come è stato tra l’altro anticipato qualche giorno fa dall’Assessore regionale all’Ambiente Stea in Consiglio Regionale.
Si chiude così una brutta pagina che ha chiamato alla battaglia molti Sindaci dei Comuni del versante orientale della Provincia di Taranto, ma soprattutto l’intera comunità dei pulsanesi e dei leporanesi, i comitati cittadini che con passione e determinazione hanno portato in ogni sede la voce di un territorio contraria all’impianto in questione.
Vince il buon senso, la voglia di guardare al futuro facendo leva sulle potenzialità delle vocazioni e delle tradizioni di un territorio che rischiava di essere “violentato” dalla presenza di un “mostro”. 
Così non sarà. Il Sindaco Lupoli ha appreso la lezione. Speriamo che sappia farne tesoro in futuro.



 

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