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In Puglia EKSO NR esoscheletro robotizzato per la riabilitazione degli arti inferiori, la prima struttura in Europa ad utilizzarlo è il  presidio ospedaliero ad alta specialità di Ceglie Messapica

4 Dicembre, Ceglie Messapica (BR) - La nuova palestra robotica del presidio ospedaliero ad alta specialità dell’Asl Brindisi 1, Fondazione San Raffaele è stata inaugurata questa mattina con il taglio del nastro del presidente della Fondazione, Giovanni Zotta, alla presenza tra gli altri del prefetto di Brindisi, Umberto Guidato.
La palestra robotica è uno spazio che potenzia la parte della struttura destinata alle terapie riabilitative, attrezzato con supporti robotizzati di ultima generazione. Tra i robot a disposizione della platea di pazienti vi è anche l’esoscheletro EKSO NR (Neuro Rehab) – l’ultimo realizzato dalla californiana Ekso Bionics - che per la prima volta viene utilizzato in una struttura sanitaria in Europa, un gioiello della tecnologia per la riabilitazione degli arti inferiori overground, che consente di migliorare ulteriormente rispetto ai modelli precedenti la personalizzazione della terapia e quindi la postura e il cammino, grazie a batterie e sensori che sostituiscono le funzioni neuromuscolari. Il modello NR è ideato specificamente per la neuro riabilitazione, è il primo esocheletro approvato dalla FDA per le terapie da eseguire con pazienti che hanno avuto un ictus o lesioni al midollo spinale. E’ dotato, tra l’altro di un software che personalizza la forza di supporto del motore per vari livelli di disabilità, dall'assistenza completa al movimento avviato dal paziente; offre la possibilità di stabilire obiettivi di allenamento e modifica i livelli di assistenza in tempo reale per ciascuna gamba in base al feedback della sessione. Nel corso della cerimonia di inaugurazione, Ekso NR è stato indossato per la prima volta da Maikol P., 29 anni di Campi Salentina (Lecce) che a causa di una lesione midollare completa, provocata da un incidente stradale mentre era in moto, non camminava dal 2010. L’esoscheletro gli ha permesso, assistito da due fisioterapisti, di rimettersi in piedi e percorrere i corridoi del presidio ospedaliero, muovendo oltre 500 passi in circa 15 minuti.

EKSO NR indossato
“Il futuro della riabilitazione è la robotica – ha affermato il prof. Natale Santucci, direttore medico della Fondazione San Raffaele – e i progressi della robotica, frutto anche degli studi realizzati dai mostri ricercatori, miglioreranno le tecniche terapeutiche cliniche massimizzando i risultati di recupero e funzionalità della persona”.
“L’utilizzo delle nuove tecnologie permette di implementare i protocolli di riabilitazione sul piano degli interventi motori, ma anche e soprattuto sul piano congntivo – ha detto la dott.sa Crocifissa Maria Lanzilotti, primario del presidio ospedaliero Fondazione San Raffaele – e permette l’utilizzo della realtà virtuale. Quanto all’esoscheletro, è importante l’interazione con il paziente sia fisica che cognitiva. Qui amplieremo il campo di applicazione di uno strumento che era stato immaginato per la riabilitazione di mielolesi con un modello nuovo e innovativo, predisposto specificamente per la neuroriabilitazione. Parliamo di un esoscheletro capace di generare una stimolazione multisensoriale controllata e completa del paziente oltre che utile a modificare la plasticità delle connessioni neurali attraverso l’esperienza motoria”. “Peraltro, più che di ripetizioni e forza impiegata negli esercizi - ha concluso la doll.sa Lanzilotti - si deve parlare ‘percezione del movimento’, che genera una serie di processi sensoriali correlati alla rappresentazione cerebrale del gesto motoria”.

La Palestra Robotica sarà dotata anche:
- della nuova strumentazione TESLA CARE per la Stimolazione magnetica funzionale basata sull’induzione elettromagnetica. Si tratta di una delle innovazione nel campo della riabilitazione sia dell’area muscolo-scheletrica per il controllo del dolore muscolo-fasciale e neuropatico, sia in campo di riabilitazione del pavimento pelvico per casi, ad esempio, di disfunzioni urologiche e del colon. La stimolazione magnetica funzionale extracorporea rappresenta una efficace e valida alternativa anche come trattamento non invasivo e indolore nei disturbi di natura genito-urinariapalestra robotica

- di un WALKER VIEW. Un tapis roulant di ultima generazione, che stimola il sistema dei “neuroni specchio” e facilita la terapia di riabilitazione per migliorare l’apprendimento motorio e la qualità del cammino di pazienti con diverse patologie neurologiche: la malattia di Parkinson, i Parkinsonismi, la sclerosi multipla; persone con esiti di stroke o lesioni midollari; patologie ortopediche di anca e ginocchio e nei casi caratterizzati da un assetto posturale alterato. Un macchinario che unisce diverse funzionalità, grazie allo schermo che riflette l’immagine del paziente in movimento, a una telecamera tridimensionale che permette anche la creazione di una realtà virtuale; a un nastro dotato di sensori per la valutazione dell’appoggio plantare e a un complesso sistema di sgravio del peso corporeo con accesso facilitato per le persone con disabilità. Il WalkerView è dotato di una telecamera tridimensionale che permette di immergersi in ambienti di realtà virtuale, in modo da coinvolgere emotivamente il paziente e farlo diventare parte attiva del processo di riabilitazione. Inoltre la telecamera ricostruisce in tempo reale ogni singolo movimento su uno schermo posto di fronte al paziente come uno specchio. Ciò consente il controllo della propria immagine riflessa. Cosa che aiuta a migliorare il movimento attraverso il sistema dei “neuroni specchio”, riattivando le funzioni motorie legate al cammino

Maikol eksoNR

- Di una piattaforma RIABLO PREMIUM: è un sistema di sensori indossabili ed una pedana stabilometrica che trasmettono i dati ad un software. Questa operazione permette di avere un biofeedback visivo-uditivo in tempo reale attraverso uno schermo. L’uso del biofeedback permette poi che i movimenti di ogni singolo esercizio riabilitativo siano svolti in modo corretto, incidendo anche sulla motivazione del paziente. Tale sistema garantisce un alto livello di accuratezza dei sensori e della pedana stabilometrica. Parliamo di un dispositivo innovativo orientato ad ottimizzare le performance motorie dei pazienti, in particolare per le persone con postumi di cerebro lesioni e portatori di deficit motori con emiparesi e disturbi dell’equilibrio e della marcia.

A breve sarà installato anche il sistema robotizzato MOTORE : utile per la riabilitazione dell’arto superiore. Aumenta l’efficacia della terapia di recupero a seguito di un ictus o di traumi cranici. Si tratta di un robot mobile autonomo, in grado di percepire la forza del paziente, di intuirne le intenzioni e di reagire con un sistema che facilita il recupero funzionale dell’arto. Grazie a un software dedicato, che contiene diversi tipi di esercizio, il fisioterapista può scegliere il protocollo più indicato per il paziente.

Cosa sono i robot end-effector e gli esoscheletri overground - I dispositivi robotici possono essere categorizzati in differenti modi. Una classificazione divide i robot a seconda del livello di interazione tra uomo e macchina. Negli end-effector l’interazione avviene a livello del segmento distale (dita, mano, piede); negli esoscheletri l’interazione avviene a vari livelli in corrispondenza dei diversi segmenti corporei. In particolare, gli esoscheletri overground sono robot autoportanti che interagiscono con la persona a tutti i livelli di articolazione degli arti inferiori consentendo al paziente di eseguire il task motorio del cammino direttamente sul terreno in totale sicurezza durante l’intera fase del passo.

I robot per riabilitazione sono caratterizzati da sensori che rilevano il movimento (o l’intenzione di movimento) del paziente, elaborano tali dati in tempo reale e controllano degli attuatori che muovono le varie componenti del robot.

Da quanto si usano e per quail patologie - In Italia, da circa 20 anni la robotica è impiegata per la riabilitazione, prevalentemente in patologie neurologiche come ictus, morbo di Parkinson e sclerosi multipla, per lesioni midollari e traumi cranici. I primi robot introdotti dagli Stati Uniti erano per il trattamento degli arti superiori. Successivamente sono stati introdotti nelle strutture cliniche del nostro paese dei dispositivi che consentissero di eseguire un training del cammino sicuro e intensivo.walker view in azione

Possibilità di personalizzare la terapia - Ogni patologia, e ogni fase della malattia (acuta, subacuta e cronica) è caratterizzata da deficit motori differenti. Ci sono fattori che rendono ogni paziente diverso dall’altro. In questo contesto, è necessario personalizzare il trattamento robotico per ottimizzare l’effetto riabilitativo. La scelta di un training robotico del cammino con dispositivi end-effector o esoscheletri deve essere, quindi, ben ponderata, in quanto i primi lasciano al paziente maggiori gradi di libertà nelle articolazioni di ginocchio e anca, mentre i secondi sono più protettivi.

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Edizione significativa per la Mostra del Presepe di Grottaglie, che festeggia il traguardo dei 40 anni. Sono 22 le opere selezionate per il Premio Unico e che offrono una panoramica sulla rappresentazione del presepe declinata nelle diverse realtà regionali. Per celebrare il 40esimo sarà esposto anche un inedito reportage fotografico di Ciro Quaranta.

Sarà inaugurata domenica 8 dicembre, alle ore 18.30, presso il Castello Episcopio di Grottaglie la Mostra del Presepe, giunta quest’anno alla quarantesima edizione. La rassegna, oltre a risvegliare in chi la visita il più autentico spirito del Natale, ha lo scopo di promuovere la riscoperta dell'arte del presepe in ceramica tradizionale, aprendosi anche all'introduzione di stili e tecniche contemporanee.

Sono 22 le opere selezionate che concorreranno per il Premio Unico della 40esima edizione e che offrono una panoramica sulla rappresentazione del presepe declinata nelle diverse realtà regionali.

Nata nel 1980 con l’obiettivo di valorizzare aspetti estetico-artistici dell’arte presepiale grottagliese, la Mostra ha conosciuto negli anni una partecipazione sempre più ampia, attirando artisti provenienti dalle diverse realtà italiane che, analogamente a Grottaglie, vantano una consolidata tradizione nell’arte della ceramica. L’acquisizione delle opere vincitrici, nonché di quelle volontariamente donate dai partecipanti non premiati, ha consentito al Comune di Grottaglie di mettere insieme un patrimonio artistico di notevole pregio e di grande interesse culturale. Oggi questo patrimonio è fruibile dal pubblico in un’apposita sezione del Museo della Ceramica, nello stesso Castello Episcopio, che per l’occasione sarà arricchita da una retrospettiva che offrirà un panorama esaustivo sulla storia della rassegna.

L’allestimento della XL Mostra del Presepe sarà incentrato sulla valorizzazione dell’arte presepiale grottagliese ed in particolare del Presepe monumentale di Leonardo Petraroli, narrato da un inedito reportage fotografico di Ciro Quaranta. Si tratta di foto di grande impatto e particolarmente evocative che permettono all’osservatore di entrare nel mondo quasi “segreto” della bottega e di conoscere per la prima volta i luoghi, le fasi lavorative e le persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. Il Presepe monumentale del maestro Leonardo Petraroli impreziosisce da anni il cortile interno del Castello Episcopio: è un’opera che mantiene l’impostazione tradizionale del presepe affrontandola attraverso la tradizione della ceramica d’uso, ma al contempo la rinnova con forme moderne, artistiche e fantasiose, espressione di un’eccepibile maestria tecnica oltre che di una stratificata tradizione presepistica familiare.
Le opere in concorso sono collocate in un percorso immersivo che si apre attraverso le gigantografie dei bozzetti preparatori del presepe monumentale per giungere all’opera, collocata al termine della sala e inserita in una suggestiva quinta scenografica.

La XL Mostra del Presepe sarà visitabile tutti i giorni fino al 6 gennaio 2020 nei seguenti orari: da lunedì a giovedì 10-18; da venerdì a domenica e festivi: 09-22.

Info e prenotazioni:
Info-Point Grottaglie
Castello Episcopio, largo Maria Immacolata
tel. 099 5623866
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Previdenza: una Cassa Forense solida con un patrimonio di 13 miliardi di euro

Si sono concluse ieri (sabato 30 novembre) le “Giornate della Formazione 2019”, la tradizionale “tre giorni” dedicata alla formazione degli avvocati che, giunta quest’anno alla quarta edizione, è stata organizzata dall’Ordine degli Avvocati di Taranto e dalla Fondazione Scuola Forense di Taranto, d'intesa con gli Ordini degli Avvocati di Lecce e di Brindisi, l’Università degli Studi di Bari "Aldo Moro" e il Consiglio Nazionale Forense.

Tenutasi presso il Dipartimento Jonico di Studi Giuridici dell’Università di Bari, in via Duomo nel Centro storico di Taranto, è stata una imponente manifestazione che per tre giorni ha visto oltre settanta relatori impegnati in 25 convegni-eventi formativi.
Oltre a tantissimi professionisti tarantini, con 3.150 avvocati e tantissimi praticanti la classe forense jonica è tra le dodici più numerose a livello nazionale, gli eventi hanno visto una massiccia partecipazione anche di avvocati provenienti dai fori di Lecce e di Brindisi.
Commentando il successo dell’iniziativa, l‘Avvocato Fedele Moretti, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, ha spiegato che «in questi tre giorni abbiamo inteso affrontare una serie di aspetti importanti che riguardano la nostra professione, non soltanto quelli legati alla formazione di natura più propriamente tecnica, ma anche altri che possono sembrare “collaterali”, ma che tali non sono. Tra questi è fondamentale l’Equo compenso, ovvero la normativa a garanzia di quegli avvocati che hanno rapporti con i cosiddetti “clienti forti”, come le banche, le assicurazioni e gli enti pubblici, mentre con l’applicazione dei “parametri”, oggi di fatto tutti gli altri avvocati non hanno alcun tipo di garanzia e sono invece esposti a una contrattazione che è sempre al massimo ribasso».
«Poche settimane addietro – ha poi detto l’Avvocato Fedele Moretti – a livello nazionale l’'Organismo Congressuale Forense (OCF) ha chiesto la reintroduzione dei minimi tariffari, una battaglia che l’Ordine degli Avvocati di Taranto ha subito sposato con una Delibera, perché riteniamo che questi possano tornare a costituire un argine invalicabile al quale fare riferimento, estendendo un sistema di garanzie a tutti gli avvocati».
Sulla stessa lunghezza l’onda anche l’Avvocato Giovanni Malinconico, Coordinatore nazionale dell’OCF, presente a Taranto per partecipare a un convegno proprio sull’Equo compenso, normativa che «non solo riguarda il compenso dell’avvocato che esercita la propria attività – ha detto l’Avvocato Malinconico – ma è soprattutto una battaglia di civiltà perché garantisce che la difesa si svolga in termini di sostenibilità, in modo autonomo e indipendente, perché questa è la garanzia della tutela dei diritti, altrimenti un regime di libero mercato con la corsa al massimo ribasso, e al ribasso della qualità, non garantirebbe un corretto esercizio della giurisdizione!»
A Taranto ha portato notizie positive l’Avvocato Valter Militi, Vicepresidente della Cassa Forense, l’istituto previdenziale degli avvocati: «il patrimonio della Cassa Forense è di circa tre miliardi di euro, una solidità che rappresenta la migliore garanzia per la tenuta del nostro sistema previdenziale. Inoltre, se è pur vero che la categoria forense attraversa da tempo un periodo di difficoltà sul piano reddituale, un fenomeno maggiormente avvertito nel Meridione, recentemente il nostro Pil è tornato ad avere un segno positivo, un significativo segnale di una importante inversione di tendenza».

 

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Scenari da mettere a sistema: ecco come

Il percorso tecnico di condivisione entra nel vivo. Ieri sera, l’assemblea straordinaria degli iscritti all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Taranto - preceduta da tre riunioni territoriali svolte a Martina, Manduria e Castellaneta - è stata arricchita da spunti, interventi, provocazioni intelligenti, domande e risposte che hanno centrato il tema. Tutti d’accordo sul punto: la competenza serve. È un bene necessario alla comunità. E adesso più che mai va messa al servizio del territorio. Il momento lo richiede a gran voce: è tempo che i professionisti di Taranto, in particolar modo esperienze e capacità connesse alla vicenda che genericamente, e per brevità, definiamo “vicenda Mittal”, propongano una visione nuova che tenga conto di tutti gli scenari ritenuti oggi possibili.
Dunque, ben vengano il recupero delle proposte di alcuni anni fa e l’invito ad aggiungere, aggiornare le analisi, adeguare il tiro e mettere a sistema una proposta da porre al servizio della Politica che decide avvalendosi dei tecnici, fondando le tesi sulla fondamentale piattaforma del FATTIBILE.
Vie d’uscita che portino lontano, insomma, questo è #OrizzonteTaranto.

La scorsa settimana hanno risposto al nostro appello gli Ordini degli Architetti, dei Geologi di Puglia e il Collegio dei Geometri. Sono venuti nella nostra sede e li ringraziamo pubblicamente, così come ringraziamo gli altri Ordini che ci hanno scritto.
Oggi pomeriggio, su cortese invito del Comitato Unitario delle Professioni, il presidente Giovanni Patronelli e una delegazione del Consiglio prenderanno parte ad un riunione degli Ordini che fanno parte del Cup.
Siamo lieti di questo invito, è l’occasione ideale per condividere i nostri intenti con tutti i professionisti tarantini. La competenza deve fare squadra perché Taranto merita un orizzonte chiaro.

Noi ingegneri abbiamo intanto avviato il naturale percorso costruttivo con gli iscritti del capoluogo e della provincia, dicevamo. Nei prossimi giorni sarà il turno di TUTTI quanti vorranno fornire un contributo tecnico sulla piattaforma approntata ad hoc sul nostro sito web. La riunione di ieri sera ha segnato l’avvio deciso ed entusiasta di #OrizzonteTaranto. Un’assemblea due volte straordinaria.

Le prossime tappe e il metodo scientifico di confronto

Il 10 dicembre incontreremo ancora gli ISCRITTI al nostro Ordine (e agli altri ordini professionali) quindi i professionisti-tecnici che faranno richiesta di partecipaazione. Arriveremo insieme alla definizione degli SCENARI per il nuovo #OrizzonteTaranto.
L’11 dicembre sarà la volta di ASSOCIAZIONI e i SINDACATI.
Il 17 dicembre nel nostro Ordine ci saranno Regione, Provincia, Comuni, Enti, Università, Associazioni di Categoria..
L’obiettivo è quello di mettere in campo un approccio tecnico-scientifico.
I lavori, per tre giorni dalle 14.30 alle 21, saranno condotti utilizzando una tecnica diretta e strutturata, basata sul giudizio di esperti, finalizzata alla gestione di riunioni organizzate per prendere decisioni su problemi non controllabili attraverso altri protocolli decisionali, per produrre stime e previsioni, per esplicitare in modo condiviso preferenze e/o priorità.

La logica che la anima è quella di riuscire a valorizzare gli elementi di conoscenza dei soggetti esperti liberandola dagli aspetti psicosociali che spesso determinano il normale andamento di una riunione.
Gli esperti saranno messi in relazione direttamente in un comune spazio fisico dove essi potranno interagire attraverso un processo di comunicazione fortemente strutturato. Un processo che sarà gestito attraverso l’uso di adeguate tecnologie digitali che consentiranno una grande efficienza nello sviluppo, nel controllo e nella valutazione delle informazioni necessarie.

E’ stata predisposta un’apposita area sul sito web dell’Ordine degli Ingegneri per raccogliere le prime idee strutturate che saranno messe a disposizione di tutti coloro che parteciperanno ai lavori.

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Masseria Fruttirossi, l’azienda agroalimentare di Castellaneta Marina, primo produttore italiano di melagrana, conferma la sua vocazione all’innovazione e il forte legame con il territorio.

Da alcune settimane, infatti, nel modernissimo stabilimento di Masseria Fruttirossi è stata avviata la produzione della nuova spremuta di arancia “Lome Super Fruit”, 100% solo purissimo succo di arance coltivate sul territorio pugliese, senza zuccheri o conservanti aggiunti.
La spremitura delle arance avviene rigorosamente a freddo e poi le bottigliette da 250 ml vengono sottoposte al trattamento HPP (High Pressure Processing) nella macchina Hyperbaric 420 al cui interno si sviluppa, sempre a temperatura ambiente, l’enorme pressione idrostatica di 6.000 bar.
Il processo HPP permette di distruggere la carica batterica delle spremute senza doverle portare alle elevate temperature della pastorizzazione, preservandone così tutte le straordinarie proprietà nutraceutiche e organolettiche in termini di odore, colore, sapore e contenuti salutistici.
È lo stesso processo cui vengono sottoposte le ormai popolarissime spremute di melagrana Lome Super Fruit, 100% solo purissimo succo di melagrana.
Il processo HHP garantisce la perfetta conservazione delle spremute per un periodo di non meno di 90 giorni, purché siano mantenute nella “catena del freddo” sugli scaffali dei negozi e poi a casa nel frigo, mentre le massaie sanno benissimo che le spremute di arance fatte in casa dopo un paio di giorni “vanno a male”!
A breve, non appena sarà conclusa la sperimentazione, sarà avviata la commercializzazione anche della spremuta di arancia Lome Super Fruit nei punti vendita convenzionati della GDO, gruppo Conad e Gruppo MegaMark (Dok, Famila, A&O e Superfamila), nei quali è già possibile trovare i succhi melagrana Lome Super Fruit.

Annunciando l’importante novità Dario De Lisi (foto), sales manager di Masseria Fruttirossi, ha spiegato che «la nostra azienda è impegnata nell’individuazione di nuove linee di prodotto da offrire ai consumatori; la nostra attenzione è subito caduta sugli agrumi, come arance e clementine, la cui produzione è una delle eccellenze del nostro territorio, con i cui produttori stiamo collaborando per ottenere frutti che rispettino i nostri standard di qualità che sono molto elevati».
Per questi il conferimento delle arance a Masseria Fruttirossi, il cui stabilimento dispone di enormi celle frigorifere ad atmosfera controllata per conservare i frutti per mesi, può rappresentare una nuova opportunità commerciale, alternativa ai tradizionali canali.
«Anche con le nuove spremute di arance Lome Super Fruit – ha poi detto Dario De Lisi – proponiamo sul mercato autentici concentrati di salute, proprio come le nostre spremute di melagrana. A breve, inoltre, presenteremo una gamma di nuovi mix di succhi per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento al suo benessere e a quello dei suoi cari».

 

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La  nuova Società dei Rifiuti è l'ultima perversa  trovata di Emiliano per moltiplicare poltrone ed incarichi ad un passo dalle elezioni.

Non può che essere questo il senso della nuova   Utility pubblica - ossia insediare l'ennesimo board e accaparrarsi una drappello di nuovi assunti- dal momento che già Ager, istituita con lo stesso scopo, ha miseramente fallito.
Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza Italia.
È lecito, a questo punto, domandarsi se  Ager, che ha mancato il suo obiettivo istitutivo,sarà soppiantata da Aseco o  resterà un suo duplicato. 
 La nuova società, stando a quanto trapelato, avrà il compito di "verificare i flussi dei rifiuti e indirizzarli verso i diversi impianti dislocati in Puglia, oltre a gestire direttamente gli impianti stessi". Cioè la stessa identica funzione di Ager, prevista all’art.5 comma 7 della sua legge istitutiva ( 20/2016).
Inoltre, si dice,  la società dovrebbe gestire gli impianti pubblici. Peccato che ad oggi non ce ne sia traccia.  Quelli previsti nel fantomatico piano dei rifiuti, mai varato, stanno scomparendo uno ad uno dal piano, polverizzati  dalle azioni di protesta dei vari comitati "del no", oltre che dai veti incrociati della maggioranza, poichè come ebbe ad affermare lo stesso Emiliano    “Siamo nella fase elettorale e il sistema a preferenza è spietato... ».
 È il caso del progetto  di Pulsano,  per cui il sindaco  ha ritirato la disponibiltà,  e di quello di Lecce, per cui già alcuni esponenti della maggioranza hanno dichiarato battaglia. 
Nel lungo elenco degli impianti di compostaggio da gestire, poi,  vengono inseriti quelli già esistenti che sono impianti  privati, quindi non potranno essere gestiti dalla nuova società. Invece  quello di Marina di Ginosa, unico impianto pubblico gestito da Aseco, è sotto sequestro.
Insomma, siamo di fronte alla più volgare gestione del potere che si sia mai vista in Puglia. Tutte le forze di opposizione, insieme a quelle di maggioranza che da sempre arginano gli eccessi di Emiliano, dovrebbero insorgere".

 

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Rappresenta certamente un’ottima notizia quella diffusa in queste ore che riguarda la costituzione di una società di scopo direttamente controllata dalla Regione Puglia e da AGER per la gestione dei nuovi impianti pubblici di trattamento e smaltimento dei rifiuti. 
Si tratta, infatti, di una radicale inversione di tendenza rispetto al vero e proprio monopolio che, per troppi anni, si è riconosciuto ai privati in una materia così complessa e delicata, soprattutto per l’ambiente e la salute dei cittadini. Sono pertanto molto soddisfatto per questa scelta operata dal Governo regionale guidato dal Presidente Michele Emiliano che va certamente nella direzione, da me in più circostanze auspicata, di chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso la realizzazione di impianti pubblici per il loro trattamento e smaltimento. 
A questo proposito trovo francamente incomprensibile la levata di scudi che proviene da alcuni ambienti contro questa scelta strategica della Regione. Evidentemente chi si oppone alla costituzione di questo soggetto senza fini di lucro, dimostra di non volere la realizzazione di impianti pubblici, preferendo piuttosto che il trattamento dei rifiuti resti “una questione privata” e cioè ad appannaggio esclusivo di imprenditori che, legittimamente, su questo tema costruiscono il loro business molto redditizio. Ovviamente nessuno intende avviare “crociate” contro i privati che, nel pieno rispetto delle regole, svolgono la loro attività ricavandone il giusto profitto, ma riteniamo indispensabile, ora, consentire l’ingresso del pubblico nella gestione dei rifiuti, anche con il coinvolgimento del sistema degli enti locali. Si tratta di una scelta politica molto chiara e altrettanto condivisibile, che punta a ridisegnare completamente il modello di governance nella gestione dei rifiuti in Puglia. Evidentemente questo progetto sta incontrando e incontrerà le resistenze della lobby dei privati che hanno gestito per anni, in un regime di sostanziale monopolio, questo servizio, ma la Regione Puglia ha il dovere di perseguire l’interesse pubblico e non può certo fermarsi dinnanzi a chi intende evidentemente solo tutelare posizioni di privilegio non più accettabili e che si sono consolidate nel corso degli anni anche per scelte assunte, in assoluta buona fede, da amministrazioni regionali precedenti e che si sono rivelate, poi, errate. 
Ora è tempo di cambiare modello. La strada per una sana gestione pubblica degli impianti necessari a chiudere efficacemente il ciclo dei rifiuti, è stata tracciata. Spetta a tutti noi perseguirla con forza e determinazione, rispettando in tal modo un impegno strategico assunto nei confronti dei cittadini.

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Con due distinte variazioni di bilancio approvate dalla Giunta regionale, su mia proposta, nel corso della seduta di mercoledì scorso, 27 novembre, sono stati ulteriormente rimpinguati i capitoli di spesa che riguardano due strategiche misure di incentivazione e di sostegno al sistema produttivo pugliese e cioè gli Avvisi pubblici “Aiuti agli investimenti delle piccole e medie imprese – Titolo II Capo III” e “Nuove Iniziative D’Impresa – NIDI”, il bando a sportello finalizzato a sostenere le scelte di autoimpiego e di autoimprenditorialità da parte delle donne, dei giovani, dei disoccupati, dei precari, di chi sta perdendo il posto di lavoro.
In particolare, per quanto riguarda la prima misura, finalizzata a sostenere gli investimenti delle PMI favorendone l’accesso al credito, la dotazione finanziaria per gli anni 2019 e 2020 è stata implementata di ulteriori 10 milioni di euro, attingendo alle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020.
Per quanto riguarda NIDI, invece, il relativo capitolo di spesa è stato rifinanziato per 500.000 euro al fine di coprire completamente il fabbisogno finanziario indispensabile per l’erogazione delle sovvenzioni in favore di tutte le imprese che risultino, ad oggi, beneficiarie e che stanno completando l’iter amministrativo per ottenere le agevolazioni richieste.
Sono molto soddisfatto per l’approvazione di questi due provvedimenti che lungi dall’essere solo adempimenti contabili, dimostrano in realtà la grande attenzione del Governo regionale in favore della crescita e dello sviluppo del tessuto produttivo pugliese, e il successo delle politiche di incentivazione messe in campo dalla Regione Puglia attraverso una molteplicità di strumenti “a sportello” gestiti dalla nostra società in house “Puglia Sviluppo”, in grado di intercettare le esigenze del sistema imprenditoriale regionale e di rispondere in modo concreto ed efficace con iniziative diversificate che stanno producendo ricadute molto positive in termini di crescita economica e occupazionale.  
Vorrei a questo proposito ricordare che la Regione Puglia, con i vari avvisi pubblici promossi dall’Assessorato allo Sviluppo Economico, ha messo in campo in questi anni qualcosa come 1,2 miliardi di euro impegnati nella programmazione 2014-2020, e grazie a questo enorme sforzo finanziario che sta consentendo di riversare sul territorio una ingente mole di risorse pubbliche destinate alla crescita, si stanno producendo investimenti complessivi per oltre 4 miliardi di euro, fornendo una spinta significativa anche in termini di nuova, buona, occupazione, come dimostrano tutti gli indicatori statistici recentemente rilevati dagli istituti più autorevoli e indipendenti (Banca d’Italia e Svimez, su tutti).
In particolare, NIDI e l’Avviso “Titolo II – Capo III” per le PMI rappresentano certamente due dei principali strumenti messi in campo dalla Regione Puglia per incentivare la nascita di nuove attività imprenditoriali e per sostenere la loro crescita, e come Governo regionale posso garantire che continueremo certamente su questa strada, consapevoli che lo sviluppo della Puglia passa anche dalla capacità che stiamo dimostrando ogni giorno di sostenere il nostro tessuto produttivo attraverso una serie eterogenea di strumenti finanziari messi a disposizione di chi intenda investire, generando effetti molto positivi per tutto il territorio.

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Si conclude giovedì 5 dicembre, il progetto biennale 10.2.5A-FSEPON-PU-2018-9 “L’età di Giovanni Paisiello”, ideato e progettato dalle docenti Nicoletta Cervellera, Alessandra D’Amicis e Anna Della Ricca e realizzato grazie ai fondi europei 2014/2020.
Gli allievi del Liceo delle Scienze Umane “Vittorino da Feltre”, guidati dai docenti del Liceo Cervellera, D’Amicis, Della Ricca, Buonsanti, Cassano, Ciquera e Nitti, coadiuvati dall’ Associazione” Nobilissima Taranto”, hanno ripercorso la storia della Taranto del Secolo dei Lumi attraverso un’accurata selezione dei suoi personaggi più rappresentativi, delle sue testimonianze materiali, monumentali e artistiche al fine di consolidare al contempo il senso di appartenenza a una collettività dotata di un comune patrimonio storico e l’identità culturale cittadina, riconoscendo dignità alle proprie origini e ritrovando nell’eredità del passato le ragioni per essere soggetti attivi della storia attuale. Ciò anche allo scopo di fornire agli studenti una più consapevole esperienza della realtà in cui vivono, per dare loro la possibilità di orientare le scelte professionali verso la valorizzazione e la tutela del patrimonio culturale e ambientale, nel rispetto delle vocazioni peculiari del nostro territorio. La conoscenza del passato può costituire l’occasione per promuovere una nuova crescita economica operando la scelta di rimanere nei luoghi delle proprie origini, costruendo per se stessi e per la realtà tarantina un futuro che trovi realizzazione in forme di sviluppo ecosostenibili, alternative a quelle industriali.
La scoperta guidata ai documenti riferibili all’età storica in esame e la consultazione di atti e fonti documentarie relativi sia a cittadini comuni sia alle personalità di spicco come Tommaso Niccolò D’Aquino, Monsignor Giuseppe Capecelatro, Sant’Egidio da Taranto e Giovanni Paisiello, hanno messo i ragazzi a diretto contatto con la storia delle proprie origini e hanno reso attivo l’apprendimento. Essi hanno appreso la storia della città attraverso la delineazione dei ritratti di coloro che hanno tessuto la storia culturale della città e la ricostruzione delle attività culturali, produttive ed economiche del ‘700. Gli alunni hanno poi seguito un percorso di ricostruzione dello sviluppo urbanistico di Taranto attraverso l’indagine diretta di strade, palazzi, chiese, ipogei in una sorta di percorso museale en plain air. Hanno cominciato dunque ad avere gli strumenti per confrontare l’excursus storico con le esperienze di conoscenza dei luoghi di rilevanza storico-culturale. Hanno acquisito inoltre competenze relative alla consultazione e alla fruizione dei materiali documentari per studi, ricerche e approfondimenti futuri. Sono stati altresì mostrati ai ragazzi significativi esempi di iniziative realizzate in altre realtà territoriali da giovani come loro, riunitisi in cooperative che operano nel settore storico, artistico e ambientalistico.
Al termine si è proceduto a un lavoro di risistemazione delle informazioni, dei materiali documentari e fotografici prodotti, delle informazioni e dei dati raccolti tramite interviste, al fine di giungere a una sintesi che contemplasse l’elaborazione di un pieghevole che contenesse una pianta tematica delle evidenze di rilievo riferibili al periodo storico e ai personaggi presi in esame e le testimonianze di chi attualmente rende vivo a attivo il centro storico di Taranto, il tutto come frutto dell’intera esperienza di “scoperta guidata” effettuata.

I ragazzi hanno acquisito informazioni, nuove conoscenze e consapevolezza per pensare a future attività legate alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico della città di Taranto, per realizzare percorsi di cittadinanza attiva che originino nuovi campi di sviluppo economico, per superare finalmente la monodimensionalità industriale della città ionica.
La manifestazione finale, che inizierà alle ore 17.30, prevede i saluti della Professoressa Alessandra Larizza, Dirigente Scolastico del Liceo Vittorino Da Feltre , dell’Assessore alla Cultura e alle Tradizioni Popolari Fabiano Marti, del Presidente dell’Associazione “Nobilissima Taranto” Nello De Gregorio, del Dirigente dell’Istituto Musicale “Giovanni Paisiello” Maestro Gabriele Maggi. Subito dopo avrà inizio il concerto nel corso del quale saranno eseguite arie tratte da opere di Paisiello, Mozart, Rossini,Bellini e Donizetti. Gli interpreti, diretti dal Maestro Antonio Stragapade (basso/baritono), e accompagnati al pianoforte dal Maestro Dante Roberto, saranno il soprano Zang Qing, il soprano Jang Luming, il baritono Liu Wenjun, il tenore Christina Giuliano, il baritono Zang Haocheng, allievi dell’Isituto Musicale”Giovanni Paisiello”.

 

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Inaugurato “Castelli Sociali”: CSV Taranto e Comune di Palagianello insieme

Per dodici giorni il Castello Stella Caracciolo di Palagianello diventa sociale: una ventina saranno le organizzazioni di volontariato e gli altri enti del terzo settore che proporranno attività variegate per far conoscere alla comunità locale il loro impegno, a partire da quello in ambito culturale nella valorizzazione del patrimonio, delle radici storiche e delle tradizioni, per arrivare a quello in ambito socio-sanitario e di tutela dei diritti.

L’incontro tra volontariato e cittadini – giovani e adulti – è il senso profondo di “Castelli Sociali”, manifestazione organizzata, dal 2 al 13 dicembre, nel Castello Stella Caracciolo dal Centro Servizi Volontariato della provincia di Taranto e dall’Amministrazione comunale, su impulso del professor Domenico Caragnano, Direttore del museo del Territorio presso il Castello e dell’associazione di volontariato Opificium La Ribeca.
Il castello Stella Caracciolo sarà luogo di incontro e partecipazione, centro di cultura animato da laboratori didattici, mostre, proiezioni, musica; nelle mattinate, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, sarà aperto alle scolaresche con il coinvolgimento degli studenti degli Istituti “G. Marconi” di Palagianello, “M. Perrone” di Castellaneta ed “A. Einstein – M. Lentini” di Mottola, mentre nel pomeriggio, dalle ore 16.30 alle ore 19.00, sarà aperto a tutti i cittadini.

Il ricco programma di attività proposte dal volontariato e dal terzo settore locale (www.csvtaranto.it) in questa edizione di Castelli Sociali è stato presentato (lunedì 2 dicembre) in conferenza stampa in occasione dell’inaugurazione della manifestazione.
«Siamo entusiasti e sicuri di stupire – ha dichiarato nell’occasione il sindaco di Palagianello Maria Rosaria Borracci – perché nel Castello Stella Caracciolo è stata organizzata una manifestazione di grande spessore, per la quale ringrazio tutti gli organizzatori, il professor Domenico Caragnano e l’assessore ai Beni Culturali Francesco Petrera».
«Il nostro obiettivo – ha aggiunto il primo cittadino di Palagianello – è far crescere a Palagianello la cultura del volontariato e della cooperazione, e ci impegneremo ogni giorno affinché questo avvenga nel minor tempo possibile; siamo certi che questo evento, capace di mettere insieme tantissime realtà associative del territorio, servirà a cementificare questo concetto».
Francesco Riondino, presidente del CSV Taranto, ha poi spiegato che «l’iniziativa è una importante occasione di promozione del volontariato e della cittadinanza attiva all’interno della comunità locale, un appuntamento che intende contribuire a rafforzare la relazione tra le realtà di terzo settore, le Istituzioni e gli altri attori locali al fine di costruire insieme una comunità più coesa e sostenibile».
«Dopo le esperienze di Pulsano, Leporano e Grottaglie – ha poi detto Francesco Riondino – il CSV Taranto si impegna con un momento partecipativo nel territorio occidentale della provincia, per dare ulteriore impulso al percorso, avviato da un paio di anni, fatto di attività formative, incontri informativi e di animazione, al fine di supportare in maniera più incisiva e coinvolgere maggiormente il terzo settore dell’area».
Dopo il tradizionale taglio del nastro, il momento inaugurale ha visto la rappresentazione artistica del gruppo storico “Farandula”, con giocoleria e musica antica dal vivo, e una dimostrazione delle attività equestri a cura dell’Accademia Equestre.

Presente al Castello Stella Caracciolo l’Opificium La Ribeca di Castellaneta che realizzerà laboratori didattici di arti e mestieri antichi, allestirà una mostra di abiti e gerarchie sociali del Basso Medioevo nel territorio ed attiverà una Ludoteca medievale; a questa edizione di “Castelli Sociali” partecipano I Portulani, l’Associazione Nazionale Carabinieri, UTEP e Museo del Territorio di Palagianello, l’A.S.R.S. Maiolica Laterza, l’Associazione “Prima” di Palagiano, Anffas, UTEP, Arci e SER27 di Ginosa, l’Accademia Equestre ASD di Ginosa Marina, Tarantatre di Mottola, l’associazione Echeo di Palagiano e Castellaneta, APMARR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) e CUMM (Centroascolto Uomini Maltrattati e Maltrattanti).

Nel ricco programma di Castelli Sociali si segnalano diverse attività: nel pomeriggio di giovedì 5 e nella mattinata di venerdì 6, ci sarà uno spettacolo di promozione ludica per bambini con il “Teatro dei Burattini” a cura di UTEP e ARCI Ginosa, mentre nel pomeriggio di sabato 7 l’Associazione Echeo organizzerà un momento di sensibilizzazione sulle malattie oncologiche; lunedì 9 il castello sarà animato per l’intera giornata dall’artista Pier Paolo Pederzini, mentre mercoledì 11 nel pomeriggio Apmarr organizza un incontro sul tema: “La fibromialgia un dolore da ascoltare”.
Nel pomeriggio di giovedì 12 l’Associazione CUMM organizza un incontro sul tema “I maltrattanti, i maltrattati e la violenza di genere”; a seguire si terrà la presentazione del libro “Il sorriso di Minerba” a cura del professor Paolo De Stefano, con intermezzo musicale del coro polifonico ‘JUST SMILE’ e l’esibizione di musica popolare a cura dell’associazione Tarantatre di Mottola.

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