Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Febbraio 2019

Fonti di stampa hanno diffuso il comunicato del “Movimento cittadino pro aeroporto di Taranto Grottaglie, relativo alla riunione tenutasi nella mattinata di mercoledì 30 gennaio scorso nel corso della quale è stata esternata la delusione per le mendaci promesse del Presidente Emiliano e riguardo al mancato impegno dei consiglieri regionali, dei quali sono state chieste provocatoriamente le dimissioni, ma anche dei parlamentari che avrebbero dovuto unitariamente agire nella difesa e sviluppo del territorio, contrastando le scelte fin qui fatte dalla Regione Puglia che hanno impedito contro il sacrosanto diritto alla mobilità”.


Diritto che noi del Movimento IDEA crediamo fermamente debba essere fatto valere non per ragioni di campanilismo, come lamentato da quei parlamentari del PD di Brindisi e Lecce che insorsero contro la delibera della Regione che apriva ai voli civili nell’aeroporto di Grottaglie, temendo ripercussioni negative per l’aeroporto di Brindisi e l’economia del basso Salento. Noi di IDEA, che per l’ennesima volta interveniamo chiedendo l’apertura dell’aeroporto di Grottaglie ai voli civili, lo facciamo perché crediamo che l’accessibilità agli aeroporti di Brindisi e Bari, posti entrambi lungo l’Adriatico, è altamente critica soprattutto se si pensa al territorio ad ovest di Taranto fino a Ginosa, ed oltre e questo perché le infrastrutture connesse ai bacini di traffico non sono coerenti con l’ubicazione dei due suddetti aeroporti civili. Non ci sono, infatti, collegamenti diretti su gomma e ciò impedisce da un lato lo sviluppo degli scali e dall’altro quello economico del bacino d’utenza. La situazione dei collegamenti ferroviari è ancora più critica se si pensa che per giungere da Ginosa a Bari ci vogliono più di 4 ore.
Queste sono le ragioni per le quali noi di IDEA ci siamo sempre schierati a favore dell’aeroporto civile di Grottaglie e crediamo che sia utile che il movimento cittadino pro aeroporto continui la sua opera coinvolgendo anche le altre istituzioni della provincia di Taranto.

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Un folto e interessato pubblico ha seguito stamane, mercoledi 30 gennaio, la conferenza stampa tenuta da varie associazioni e liberi cittadini riuniti sotto la bandiera di “Movimento cittadino pro aeroporto di Taranto Grottaglie”.

Presenti nomi noti della battaglia che la comunità jonica sta conducendo da anni per il riscatto dalla industria inquinante e la crescita sostenibile e alternativa del territorio tarantino, da realizzarsi attraverso la rivendicazione del pieno uso delle sue infrastrutture gioiello, quale lo scalo aeroportuale. Alcuni fra tutti: Federico Greco, Ciro Petrarulo, Nicola Russo, Alfredo Conti, Cinzia Amorosino, Stefania Bellanova, Gianni Lacava, Giacomo Lanzafame, Gianluca Casamassima e altri. 

Sono stati, prima di tutto, illustrati i fatti sui quali i cittadini debbono essere informati, partendo dal boicottaggio da parte della politica barese, nei confronti delle giuste rivendicazioni dei tarantini. È stato, a riprova di ciò, mostrato il bozzetto di un grande manifesto, parodia della locandina di un noto film dove come protagonisti compaiono lo stesso Emiliano e i consiglieri regionali tarantini, che avrebbe dovuto essere posizionato davanti alla sede del Consiglio regionale a Bari, e la cui affissione è stata impedita all’ultimo istante. Si lascia immaginare da chi. “Questo poster è simbolo - così è stato spiegato - della volontà del Movimento cittadino di allargare adesso la protesta per gli impegni disattesi sulla riattivazione dei voli commerciali (passeggeri di linea), dalla presidenza regionale ai 9 consiglieri eletti a Taranto, considerati dunque, per la loro azione non efficace e non compatta, corresponsabili della situazione incresciosa” .
“Siamo fortemente delusi dai nostri rappresentanti politici regionali, (ma anche parlamentari) - hanno spiegato – che in maniera unitaria ed inequivocabile dovrebbero difendere con le unghie e con i denti il proprio territorio, affrontando a muso duro le scelte operate dalla Regione Puglia contro il nostro sacrosanto diritto alla mobilità”. Più volte, il presidente Emiliano ha nei fatti ignorato gli impegni presi mentre i rappresentanti istituzionali del territorio jonico, sono andati avanti soltanto con singoli e sporadici atti (mozioni, interrogazioni, tentativi di delibere andati a male) che in realtà non hanno mai portato a nulla se non ad un po’ di pubblicità gratuita per i protagonisti, magari a fini elettoralistici o di altro. Per questo i rappresentanti del Movimento hanno sollecitato costoro a fare finalmente squadra e a mettere in atto gesti forti e significativi quale quello di consegnare, tutti insieme, le loro lettere di dimissioni al Presidente Emiliano, tanto da diventare "un caso nazionale".
E’ stato poi ricordato il disagio subito molto spesso dai cittadini quando i voli vengono “dirottati” su scali fuori regione per condizioni meteo avverse negli aeroporti di Bari e di Brindisi, entrambi sull’Adriatico. Quindi si è parlato del trend in crescita dei passeggeri che però non coinvolge l’Arlotta, delle responsabilià dell’ENAC che non ha controllato la corretta esecuzione della concessione ad AdP dei 4 scali pugliesi, dell’indotto che potrebbe creare un aeroporto funzionante a 360°, con aumento dell’occupazione, nuovo sviluppo e fattore di crescita dell’intera Comunità.
In particolare l’avv.Nicola Russo del comitato Taranto Futura, ha sollevato il velo sugli”affari dei baresi (avallati da Emiliano) a scapito dell’aeroporto tarantino”.
“Il dott. Nicola Zaccheo – ha ricordato Russo - è stato di recente nominato (su sponsorizzazione del componente della Commissione trasporti, l’on. del M5S Emanuele Scagliusi , di Polignano a Mare) nuovo Presidente dell’ENAC nazionale. Zaccheo, per rivestire tale carica, si è dimesso dalla società barese SITAEL(società che opera nel campo dei micro satelliti), che fa parte del Gruppo sempre barese “ANGEL “di P. Pertosa, il quale, a sua volta, ha partecipato all’accordo (nell’Ambasciata italiana di Washington),alla presenza di Emiliano, tra Virgin Orbit e Virgin Galactic, per fare dell’aeroporto di Grottaglie una base spaziale per voli suborbitali”.
“La nomina a presidente dell’ENAC, non è dunque valida – ha proseguito Russo - in quanto è inconferibile ai sensi dell’art. 4 del D.Legislativo n. 39/2013, che così recita: “1. A coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi e ricoperto cariche in enti di diritto privato o finanziati dall'amministrazione o dall'ente pubblico che conferisce l'incarico ovvero abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall'amministrazione o ente che conferisce l'incarico, non possono essere conferiti:
a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali;
b) gli incarichi di amministratore di ente pubblico, di livello nazionale, regionale e locale;
c) gli incarichi dirigenziali esterni, comunque denominati, nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici che siano relativi allo specifico settore o ufficio dell'amministrazione che esercita i poteri di regolazione e finanziamento”. Ma ben altri sarebbero i segreti che nasconde questa magnifica struttura!
In ultimo è stata data notizia dell’interesse dimostrato dall’Amministrazione comunale del capoluogo che si concretizzerà in un incontro tra le Associazioni pro aeroporto ed il Sindaco Melucci, da tenersi nei primi giorni del mese di febbraio. Stessa richiesta è stata avanzata dal Movimento al neo Presidente della Provincia Gugliotti, non avendo però ancora ricevuta risposta.

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Onorevole Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri, Onorevoli Ministri della Repubblica italiana,

la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha riconosciuto allo Stato italiano la responsabilità della violazione del diritto alla vita provata e famigliare, oltre alla violazione del diritto a un ricorso effettivo davanti ad un’istanza nazionale.
Al di là della retorica politica che vi porta a riversare le colpe sui Governi precedenti e a porre l’accento su mai dimostrate penali economiche, la Corte di Strasburgo impone all’attuale compagine governativa (a voi tutti) di porre rimedio nel più breve tempo possibile alla situazione ancora oggi esistente.
Vogliamo giusto rendevi noto che non abbiamo avuto neppure il tempo di metabolizzare la pronuncia della Corte europea del 24 gennaio perché solo il giorno dopo i nostri pensieri sono stati dedicati a Giorgio, 15 anni, che amava le moto, la pesca e Taranto e che un’industria con licenza di uccidere accordata dallo Stato italiano ha tolto ai suoi genitori e fratelli per fargli raggiungere Syria, Lorenzo, Ambra, Alessandro, Elio, Rebecca, Davild, Roberta, Miriam e tanti altri.

Tra le motivazioni che hanno spinto la Corte a condannare l’Italia per la violazione dell’art. 8 (diritto alla vita privata e famigliare) si leggono importanti richiami alla non realizzazione delle misure raccomandate nel 2012 nel contesto dell’AIA, all’estrema lentezza della procedura che consente di raggiungere gli obiettivi igienico-sanitari perseguiti (l’attuazione del Piano ambientale approvato nel 2014 è stata rinviata al mese di agosto 2023), alla assoluta inefficacia dei progetti messi in atto dalle autorità nazionali per condurre al disinquinamento del territorio interessato, alle misure urgenti (decreti salva-Ilva) per assicurare la prosecuzione dell’attività dell’acciaieria, nonostante la constatazione dell’autorità giudiziaria (autorità competente), basata su conoscenze chimiche ed epidemiologiche, dell’esistenza di gravi rischi per la salute e per l’ambiente.
“La Corte”, si legge nella sentenza, “può solo notare il prolungamento di una situazione di inquinamento ambientale che mette in pericolo la salute dei richiedenti e, più in generale, quella dell'intera popolazione residente nelle aree a rischio, che rimane, nello stato attuale, privo di informazioni riguardo il corso della pulizia del territorio in questione, in particolare quali sono le scadenze per l'attuazione delle prescrizioni.”
“Alla luce di quanto sopra,” si conclude, “la Corte rileva che le autorità nazionali non hanno adottato tutte le misure necessarie per garantire l'effettiva tutela del diritto delle persone interessate al rispetto della loro vita privata. Quindi, il giusto equilibrio da trovare tra l'interesse dei richiedenti, che non devono subire gravi danni all'ambiente e influenzare il loro benessere e la privacy e l'interesse della società nel suo complesso non è stato rispettato. Pertanto, in questo caso c’è stata una violazione dell’articolo 8 della Convenzione.”
Il Comitato dei Ministri dell’Unione europea controllerà il vostro operato (non quello dei governi precedenti). Al Comitato e ai tarantini tutti dovrete rispondere delle vostre azioni o delle vostre inazioni.
Alla luce dei nostri deludenti incontri con i Ministri Luigi Di Maio e Giulia Grillo, dubitiamo fortemente del vostro operato; tuttavia, chiediamo che rivediate i decreti legge che hanno permesso l’attività inquinante del siderurgico tarantino in danno della salute dei cittadini italiani di Taranto e dell’ambiente, a partire da quello che prevede immunità penale ed amministrativa per i gestori dell’impianto.
Dei buoni amministratori della res publica, in possesso dei vari studi che riportano i dati epidemiologici dei territori a ridosso dell’insediamento siderurgico, saprebbero cosa fare, al di là di ogni conseguenza. “Fiat iustitia ruat caelum”, dicevano i latini; “ciò che è giusto è la vera uguaglianza”, dicevano i pitagorici. Tutto questo si ritrova negli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, il libro cui dovreste fare riferimento.

Art. 2 -“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.“
Art. 3 - “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge...”

Alleghiamo foto di quanto successo nel siderurgico martedì 29 gennaio, chiedendo al ministro Di Maio cosa intendesse dire quando prometteva un controllo personale e puntuale della situazione ambientale e sanitaria legata alla nuova gestione. In realtà, stiamo ancora aspettando la sua visita, come da lui stesso promesso.

“Noi non dimentichiamo i complici del nostro genocidio”

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Ritorna l'appuntamento presso il Teatro Comunale di Carosino (TA) con il Teatro Festival 5°Premio Nazionale di Teatro Città di Carosino, con la Direzione Artistica di Davide Roselli.


Quest'anno l'intera organizzazione è affidata alla CarusTeatro APS, che avrà il sostegno della Regione Puglia, del Mibact e la collaborazione dell'Ass. Comunicare.
La seconda serata andrà in scena Venerdì 1 Febbraio e vedrà sul palco di Carosino, la Comp. Costellazione di Formia (Latina), con lo spettacolo di teatro-danza e canzone dal titolo: CHOCOLAT , testo e Regia di Roberta Costantini.
Storia bellissima piena di magia e pregiudizi in cui il confine tra apparenza e verità è inafferrabile come il vento. Liberamente ispirata al film Chocolat di J. Harris e L. Hallstrom, è una commedia adatta ad un pubblico di tutte le età. Distrugge con un pizzico di ironia i pesanti macigni del bigottismo, della chiusura mentale e dell’invidia che fanno condannare ed emarginare chi trasgredisce ed appare diverso. Precisione di teatro corale, insieme di voci e di ruoli che ruotano intorno al protagonista: il pubblico. Nella performance si troverà un incontro tra la tradizione teatrale e l’attualità, in chiavi interpretative molto interessanti. Movimenti corporei rigorosi, sincronia, canto, tutto in sinergia con la scena e gli oggetti che la compongono. Insomma uno spettacolo da non perdere. Miglior Spettacolo Uilt Italiano nel 2018, inoltre vincitore di numerosissimi premi in Italia e all’estero, tra cui: Chatea de Barjac (Francia), Friedrichshafen (Germania), Bielsko (Polonia), Belgio e Marocco. Non mancate all’appuntamento presso il Teatro Comunale di Carosino. X info: cell. 3917222559 – 3483420982.

 

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Per la prima volta “Tecnopolis” Parco Scientifico e Tecnologico si occuperà di start up in agricoltura, grazie al “Rural hub” che il Gal Magna Grecia creerà a breve presso la sede di Palazzo De Felice a Grottaglie.

Questo importante “debutto” è stato annunciato oggi, presso la Camera di Commercio di Taranto, nella conferenza stampa organizzata in occasione della firma dell’Accordo quadro di collaborazione tra Tecnopolis e Gal Magna Grecia.
L’Accordo è stato siglato dalla Professoressa Annamaria Annicchiarico, Amministratore Unico e Direttore generale di Tecnopolis PST, e dal dottor Luca Lazzàro, Presidente Gal Magna Grecia; sono intervenuti il Cavalier Luigi Sportelli, Presidente della Camera di Commercio di Taranto, e il Dottor Agronomo Ciro Maranò, Direttore Gal Magna Grecia.

Con questo Accordo nasce una sinergia positiva tra Tecnopolis e il Gal Magna Grecia, il Gruppo di Azione Locale che abbraccia un ampio territorio che, comprendendo dodici comuni, va dalle cento masserie di Crispiano fino al mare cristallino di Pulsano, passando da importanti centri come Grottaglie e San Giorgio Jonico.
Creata dall'Università degli Studi di Bari, Tecnopolis PST è una società consortile senza fini di lucro, con sede a Valenzano dove gestisce il Parco Scientifico e Tecnologico, un incubatore in cui sono nate e si sono sviluppate numerose aziende di successo, la maggior parte portatrici di innovazione nei propri comparti economici, nonché spin off universitari.

«Sono felice di aver ospitato in Camera di Commercio a Taranto – ha detto il Presidente Luigi Sportelli – la sottoscrizione di questo Accordo che vede due eccellenze pugliesi, il Gal Magna Grecia e “Tecnopolis” Parco Scientifico e Tecnologico, collaborare insieme per lo sviluppo economico del territorio e l’innovazione del suo tessuto imprenditoriale, con una particolare attenzione a quelle imprese in grado di dare occupare i giovani “cervelli” evitando che si trasferiscano altrove».

«Questo Accordo – ha spiegato la Professoressa Annamaria Annicchiarico – rappresenta il debutto di “Tecnopolis” Parco Scientifico e Tecnologico a supporto delle start up innovative che operano nel comparto agricolo, da sempre uno dei più importanti settori dell’economia pugliese; per Tecnopolis l’Accordo con il Gal Magna Grecia rappresenta una importante opportunità per operare per la prima volta in agricoltura, una autentica sfida dunque, e d’altronde l’Accordo stesso rappresenta un modello fortemente innovativo, non a caso a livello europeo esistono pochissime iniziative di questo tipo».

Luca Lazzàro ha poi spiegato che «obiettivo dell’Accordo è realizzare una collaborazione nell’ambito di una serie di iniziative sperimentali del Gal Magna Grecia, finalizzate alla diffusione della cultura di impresa e alla innovazione di aziende esistenti sul territorio. Tra queste si segnala il “Rural Hub”, un incubatore a favore di numerose start up innovative».
Infatti, come ha annunciato Ciro Maranò, «a breve il Gal Magna Grecia emanerà, nell’ambito del nostro Piano di Azione Locale finanziato dal PSR 2014-2020 della Regione Puglia, un bando per 26 start up innovative e un bando per 9 start up operanti nel sociale».

«Nel nostro Rural Hub – ha poi detto Luca Lazzàro – le start up potranno così avvalersi anche del know how di elevatissimo livello dello staff d'impresa di Tecnopolis, professionisti in grado di accompagnare le imprese lungo il loro percorso di sviluppo.
«Grazie all’Accordo quadro di collaborazione – ha annunciato Luca Lazzàro – il “Rural Hub” del Gal Magna Grecia sarà inserito nei network di incubatori di cui fa già parte il Parco Scientifico e Tecnologico di Tecnopolis: l'Associazione dei Parchi Scientifici Tecnologici Italiani - APSTI e la rete European BIC Network – EBN!».
La possibilità di accedere e confrontarsi con queste due importanti reti di incubatori, consentirà alle start up del “Rural Hub” del Gal Magna Grecia di crescere esponenzialmente la propria capacità di innovazione, facendosene a loro volta portatrici sul territorio.
«L’auspicio del Gal Magna Grecia – ha concluso il Presidente Luca Lazzàro – è che questo Accordo possa contribuire significativamente alla crescita dell’economia del territorio accelerando la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo che, finalmente, veda il superamento della monocultura industriale».

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