Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Febbraio 2019

Una giornata di successo. Ricca di informazioni preziose e dimostrazioni pratiche su materiali e componenti meccaniche dell’arredamento.

Il workshop “Tecnologia, ergonomia & design nell’arredamento”, organizzato dalla Baux srl, con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti, Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Taranto, ha fatto registrare il “tutto esaurito”. Grande è stata, infatti, la partecipazione dei professionisti di terra jonica all’incontro di studi che si è svolto venerdì 15 febbraio, a partire dalle ore 15, presso la sede della Baux nella Zona Industriale di Faggiano.

La giornata è cominciata con gli indirizzi di saluto di Errico Morciano, titolare di Baux Srl, e di Massimo Prontera, presidente dell’Ordine degli Architetti di Taranto.
Subito dopo è seguito l’intervento di Mariella Franchini, general manager Baux design e materiali, che ha illustrato il “progetto Baux”.
L’incontro è proseguito con le relazioni di Fausto Donato e Fabio Bernacconi di Arpa Industriale, che hanno spiegato ai presenti le peculiarità del Fenix Ntm ed Nta, materiale innovativo sviluppato dall’azienda per l’interior design. Una prova pratica ha mostrato le caratteristiche del prodotto, anti-impronta, opaco, resistente a graffi e calore, idrorepellente, adatto al contatto con gli alimenti e facile da pulire.
Nella seconda parte Riccardo Truglia e Giovanni Giugliano di Blum, azienda leader mondiale nelle componenti meccaniche per arredamento, hanno mostrato prima con una lezione teorica e poi con una dimostrazione “dal vivo” le funzionalità dei sistemi per ante a ribalta, cerniere, box, guide e tecnologie di movimento, come i frontali senza maniglia con supporto elettrico “Servo-Drive”: con un tocco leggero ante e cassettoni si aprono automaticamente. Il relatore ha anche indossato una tuta speciale che simula l’invecchiamento della persona attraverso l’apposizione di pesi, mostrando la comodità delle nuove soluzioni a disposizione per l’apertura di cassetti e scaffali.
L’evento ha confermato la vicinanza di Baux Kitchens, azienda d’eccellenza nel settore delle cucine componibili, al mondo della progettazione e del design: la collaborazione con l’Ordine degli Architetti è sorta come una conseguenza naturale nell’ambito della formazione professionale. Il convegno ha permesso l’acquisizione dei crediti formativi dell’Ordine degli Architetti.
«È stata una giornata molto impegnativa – commenta Mariella Franchini, gm di Baux – che ci ha permesso con grande soddisfazione di dare un supporto agli architetti che sono venuti a trovarci e hanno avuto modo di conoscere il mondo delle cucine con una nuova filosofia targata Baux. La cucina è l’ambiente più caldo della casa e, nel contempo, il più vissuto, il più social. È una giornata che sicuramente riproporremo presto per l’alto numero di adesioni ricevuto».
Il presidente dell’Ordine degli Architetti, Prontera, sottolinea: «Siamo da sempre vicini alle realtà imprenditoriali locali attinenti alla nostra realtà professionale. Sono rapporti legati alla possibilità di avviare una serie di iniziative comuni con realtà significative del territorio: l’iniziativa di Baux si è rivelata di grande interesse perché riguarda direttamente la nostra attività occupandosi di design di interni e la progettazione di dettaglio. Baux si sta proponendo come eccellenza del nostro territorio imponendosi sul mercato nazionale ed internazionale con grandissimi risultati. Ci auguriamo che questa collaborazione possa durare nel tempo».

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Passione sfida e amicizia, tre parole fondamentali per raccontare una storia di sport, tre ingredienti che hanno portato alla nascita di questa idea di successo.
È così nasce Apulia Ocr Series,a metà 2017, da un semplice foglio bianco e dalla grande voglia di fare di atleti ed appassionati di questa nuova disciplina che sta spopolando in tutto il mondo con diversi brand e così giorno 2 Febbraio, nella sala conferenze del PalaMazzola in Taranto si è svolta la presentazione della seconda edizione di questo magnifico campionato tutto Made in Puglia.
Il 2019 è l’anno del consolidamento di questo successo con ben 5 tappe competitive attraverso la meravigliosa Puglia. Si comincia il 19 Maggio sulla Murgia ad Altamura presso il Boscosauro con la Iron Cross Neanderthal Edition.
La seconda tappa del campionato sarà disputata a Poggiorsini nell’alta Murgia il 20 Luglio,preparatevi ad un tracciato impegnativo! A seguire il 6 Ottobre sarà il turno della Iron Cross Strong Edition a Palo del Colle, dove gli organizzatori alzeranno ulteriormente l’asticella senza anticipare “come”.
Il 17 Novembre toccherà visitare le meraviglie a Sud con la Salento WildRun di Porto Selvaggio.
Ultima tappa competitiva si terrà tra Taranto e Leporano in località Batteria Cattaneo, qui gli atleti solcheranno le orme degli spartani, disputando la Extreme Race, attraversando le meraviglie della costa Jonica.
Un anno di nuove sfide e tante novità per gli atleti professionisti ed amatori che si confronteranno nelle tappe di questo campionato, ma soprattutto un anno in cui si apriranno le porte ai neofiti,ai curiosi e a tutti coloro che vorranno cimentarsi in tutta sicurezza in una gara ad ostacoli Apulia Series.
Il 2019 non sarà solo gare,ma incontri formativi, Workout,WorkShop, con i migliori istruttori del settore nonché Contest in cui si mirerà alla conoscenza ed al perfezionamento delle tecniche di corsa e superamento ostacoli il tutto in sicurezza e tanti gadget per i partecipanti.
Non resta che infilare le scarpe e seguire tutti gli appuntamenti Apulia Ocr Series sulla pagina ufficiale Facebook e sul sito internet www.apuliaocrseries.com

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La startup innovativa che intende rivoluzionare la mobilità sulle quattroruote è pronta per operare nel mercato dell’automotive grazie a MuumLab, la prima piattaforma di equity crowdfunding nel Sud Italia.


Si è chiusa con successo la campagna di raccolta capitali su MuumLab in favore di “Ciao Aldo”, la startup innovativa in grado di offrire un portale web con relativa app che connette in rete chi ha bisogno di un autista personale per fargli guidare la propria auto con driver verificati. Si tratta della prima piattaforma europea che consente la mobilità, urbana ed extraurbana, cambiando il paradigma: la condivisione è sul driver e non sulla vettura perché l’auto è del cliente.
“E’ un nuovo progetto di raccolta di capitali online andato a buon fine – ha commentato Emanuele di Palma il direttore generale della BCC San Marzano partner di MuumLab - Siamo orgogliosi di aver lanciato nel Sud Italia, con sede in Puglia, la prima piattaforma di equity crowdfunding autorizzata dalla Consob. L’equity crowdfunding e’ uno strumento con grandi potenzialità e noi continueremo a sostenerlo per lanciare idee innovative attraverso la formula del finanziamento collettivo”.
Con “Ciao Aldo” il cliente, una volta definita la propria necessità in termini orari o giornalieri, troverà sulla piattaforma i driver disponibili nella sua zona; lo schema è quello di tutte le piattaforme di condivisione, da AIRBNB a BLABLACAR. Per chi ha l’automobile ma è impossibilitato a guidarla, “Ciao Aldo” fornisce un autista personale e assolutamente sicuro. Che il problema sia la patente ritirata, un trauma ortopedico, l’accompagnamento di anziani o il transfer in strutture alberghiere, “Ciao Aldo” è la risposta giusta e valida addirittura in tutta Europa: l’utente si avvale di una piattaforma che lo connette con driver verificati, a una tariffa oraria di 10 euro.
“La vera soddisfazione – ha sottolineato Antonio Quarta, presidente di MuumLab - è aver accompagnato “Ciao Aldo” sin dalla costituzione della società, passando per l’iscrizione come startup innovativa e la predisposizione del piano industriale, per proseguire con il lancio sulla piattaforma MuumLab, che abbiamo coniugato allo strumento agevolativo “TecnoNidi” della Regione Puglia, fino ad arrivare all’immissione sul mercato, per un totale di 220.000 euro di fondi raccolti. E’ questa la vera forza della nostra piattaforma: garantire un moltiplicatore importante (non inferiore a 5) della raccolta di capitali sul web, grazie alla consulenza per l’utilizzo dei nuovi strumenti agevolativi messi a disposizione dalle Regioni/Ministeri (es. TecnoNidi, Smart & Start etc.)”.
Tramite MuumLab, che ha già all’attivo altre due raccolte andate a buon fine con Pronto Vet 24 (servizio di veterinari a domicilio) e Revoluce (la prima energia ricaricabile) chiunque può sostenere il lancio di startup e nuove idee sul mercato, diventando un vero e proprio azionista dell’impresa: si tratta di uno strumento finanziario che consente la raccolta di capitali attraverso internet in favore di startup e PMI, fondi e holding di partecipazioni.

Il portale illustra il progetto dell’offerente, che, attraverso il web, si presenta alla platea dei potenziali investitori della rete, esplicitando le informazioni inerenti al progetto stesso e il relativo traguardo monetario da raggiungere per attuarlo. L’obiettivo di raccolta viene diviso in quote a prezzo fisso, che vengono offerte agli investitori. Il progetto che raggiunge l’obiettivo di raccolta minimo viene realizzato nei termini dichiarati e gli investitori ottengono in cambio la partecipazione al capitale sociale; viceversa, viene restituita l’eventuale somma versata ai legittimi finanziatori. Per investire, basta collegarsi al sito www.muumlab.it e seguire le istruzioni.
Operativa dal 2015, MuumLab ha rinnovato la propria compagine societaria nel 2017 tutta pugliese con la presenza di soggetti istituzionali di rilievo come BCC San Marzano, Finindustria (holding di Confindustria Taranto), Interfidi Taranto oltre alla software house Softlab a cui si aggiungono altri 4 soci. «Abbiamo sostenuto con grande entusiasmo “Ciao Aldo” – ha dichiarato Pierino Chirulli, presidente Finidindustria – perché crediamo nella sharing economy e in quei progetti che possono esprimere grandi opportunità per investitori flessibili, esigenti e che guardano al futuro. Mi piace sottolineare che un’idea innovativa del Nord Italia è stata accolta e lanciata sul mercato da una piattaforma del Mezzogiorno di cui siamo fieri».

 

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Successo per gli avvocati Michele Laforgia e Giovanni Orfino di Polis Avvocati.

Si è concluso venerdì 15 febbraio – con sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste” – il processo a carico di due dirigenti della Regione Puglia e di due responsabili della società Acquedotto Pugliese S.p.A., accusati a vario titolo di aver alterato le acque dell’oasi marina protetta di Torre Guaceto.
Ciò sarebbe avvenuto – secondo l’ipotesi accusatoria - attraverso lo scarico in mare dei reflui prodotti dal depuratore consortile del comune di Carovigno all’interno del Canale Reale, il quale sfocia nella zona A: l’area maggiormente tutelata, protetta e regolata dai divieti più rigidi.
Un successo firmato dagli avvocati Michele Laforgia e Giovanni Orfino dello Studio Polis Avvocati di Bari, i quali hanno patrocinato la difesa dell’Ing. Andrea Zotti, Dirigente pro tempore dell’Ufficio Attuazione e Gestione della Regione Puglia all’epoca dei fatti.

“All’esito di un dibattimento durato quasi tre anni – dichiarano i legali Laforgia e Orfino – il giudice monocratico del Tribunale di Brindisi, dott. Ambrogio Colombo, ha assolto tutti gli imputati per insussistenza del fatto, evidentemente ritenendo che, come dimostrato dalle difese e dai fatti, non vi sia stata alcuna alterazione dell’habitat all’interno della riserva marina protetta”.

L’accusa riteneva che lo sversamento dei residui prodotti dall’impianto (che serve i Comuni di Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni) all’interno del Canale Reale e, per l’effetto, nelle acque della riserva marina di Torre Guaceto, sarebbe avvenuto in violazione del divieto di modificazione delle caratteristiche dell’ambiente marino protetto, sancito dall’art. 19 della Legge n. 394/1991 (‘Legge-quadro sulle aree marine protette’).
Ai dirigenti della Regione Puglia, in particolare, veniva contestato di aver redatto – su richiesta di AQP – la determina n. 136/2014 con cui fu autorizzato lo scarico dei rifiuti nel Canale Reale, e quindi, in violazione della normativa di settore, di non aver impedito alla società AQP di alterare le acque della Riserva marina di Torre Guaceto.

“L’ing. Zotti – concludono Laforgia e Giovanni Orfino – ha concesso un’autorizzazione provvisoria all’esclusivo fine di impedire il protrarsi di una situazione di inquinamento conclamato, costituita dallo sversamento in falda dei liquidi fognari, oltre che porre fine all’infrazione comunitaria risalente al 2012, consentendo il funzionamento di un impianto di ultimissima generazione in grado di assicurare un impatto ambientale pari a zero”.

Nel corso del dibattimento, infatti, i legali hanno dimostrato come non vi è stata alcuna ‘alterazione’ delle acque, non essendosi verificato alcuno sforamento rispetto ai severissimi parametri previsti dalla normativa di settore. In più hanno evidenziato come i Dirigenti della Regione Puglia siano stati ‘costretti’ dalla necessità di fronteggiare una situazione contingente ad adottare l’unica soluzione materialmente possibile, per un periodo limitato, in attesa della condotta sottomarina che – come previsto dal progetto originario – porterà le acque in mare aperto.
www.polisavvocati.com

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Chiediamo con forza maggiore attenzione e maggiore considerazione

Trovo bizzarro che il Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, annunci investimenti pari a 130 milioni di euro per il rilancio del settore aerospaziale del Gruppo industriale “Leonardo”, sulle linee produttive di Nola e Pomigliano, in Campania, e dimentichi completamente le altre importanti realtà che rappresentano una eccellenza in questo settore come quelle presenti in Puglia. Come noto, infatti, il Gruppo Leonardo ha in Puglia ben quattro siti produttivi (a Grottaglie, Taranto, Brindisi e Foggia) e occupa, complessivamente, circa 3.000 lavoratori diretti e 2000 dell’appalto, rappresentando senza dubbio una realtà strategica per lo sviluppo della nostra regione e di tutto il Mezzogiorno.

Eppure il Ministro Di Maio annuncia investimenti rilevanti e lo sblocco di bandi per l’industria aeronautica fino a raggiungere l’importo stratosferico di un miliardo di euro, solo per Pomigliano d’Arco.

E immagino sia solo un caso che quello sia il Comune di nascita e di residenza dello stesso Di Maio. Sarebbe davvero inconcepibile, infatti, che un Ministro della Repubblica piegasse l’esercizio della sua pubblica funzione a ragioni meramente campanilistiche o di cura del proprio orticello elettorale, riversando una così ingente mole di risorse solo per investimenti da realizzare nella sua città d’origine.

Ma l’industria dell’aeronautica e dell’aerospazio non è solo in Campania, anzi. Grazie al lavoro fatto in questi anni, infatti, la Puglia rappresenta oggi una realtà a livello mondiale in questo settore, con importanti player internazionali che hanno scelto di investire nel nostro territorio, portando sviluppo e occupazione di qualità, nell’ambito di rilevantissimi progetti che si svilupperanno nei prossimi anni, ricevendo dalla Regione tutto il supporto e l’appoggio necessario. Mi auguro, pertanto, che anche il governo nazionale non ignori questa realtà per preferire la Campania o Pomigliano d’Arco per la semplice ragione che quello è il collegio elettorale del ministro competente. Sarebbe il ritorno ad una logica vecchia e che ci auguravamo superata per cui gli investimenti pubblici venivano ispirati più da ragioni elettoralistiche che dal merito e dalla qualità dei progetti sui diversi territori. E’ l’ennesima conferma che questo “governo del cambiamento” non fa altro che ripercorrere vecchi riti e vecchie pratiche.

Per questo chiedo a gran voce che il Governo nazionale presti la giusta attenzione per tutto il comparto dell’aeronautica e dell’aerospazio presente in Puglia e invito il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a non lasciarsi trascinare in queste logiche, adoperandosi per uno sviluppo organico e omogeneo di tutto questo settore nelle varie regioni del Mezzogiorno, dalla Puglia alla Campania.

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“La firma del decreto che sblocca il bando da un miliardo di euro per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo per le aziende del comparto aerospaziale riguarda l’intero territorio nazionale e non solo la Campania, come erroneamente comunicato a mezzo stampa dall’assessore regionale allo Sviluppo Mino Borraccino, in riferimento alla visita di ieri del Ministro Di Maio allo stabilimento di Leonardo di Pomigliano” dichiara Gianpaolo Cassese, deputato M5S in Commissione Attività Produttive.

“Le risorse - aggiunge Cassese - sono stanziate in base alla legge 808 del 1985, ovvero per interventi per lo sviluppo e l'accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico. Sarebbe stato sufficiente leggere la legge per capirne il funzionamento. I fondi sono destinati a tutte le imprese, sia grandi che piccole e medie, operanti nel settore in tutto il Paese, purchè rispettino determinati requisiti. Il decreto firmato dal Ministro Luigi Di Maio e che ora è al vaglio della Corte dei Conti prevede, ad esempio, che le imprese interessate al bando devono aver maturato un certo fatturato nel settore aeronautico nei tre esercizi precedenti, e più precisamente il 25% per le piccole e medie imprese e il 50% per le grandi imprese. Una chiara volontà da parte del Ministro di incentivare soprattutto le piccole e medie imprese del tessuto territoriale molto presenti anche in Puglia e non solo le grandi imprese di interesse nazionale”.
“Recentemente con alcuni colleghi ho visitato gli stabilimenti di SITAEL a Mola di Bari e di Leonardo di Grottaglie convinti dell’importanza strategica di un settore in espansione come quello aerospaziale. Questo importante stanziamento promosso dal Ministro Di Maio - ribadisce il deputato Cassese - che si aggiunge all’altro fondo da un miliardo di euro già destinato in legge di bilancio al Venture Capital per lo sviluppo di Start Up innovative porterà nuove e importanti opportunità di crescita economica anche nella nostra dinamica regione”.
“Capisco che ogni occasione è buona per l’assessore Borraccino per fare campagna elettorale in vista delle elezioni regionali dell’anno prossimo, ma che si faccia veicolando errate informazioni pur di acquisire visibilità è inaccettabile” conclude Cassese.

 

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«Non sarà consentito a nessuno far pagare dazio in termini occupazionali al sito ionico»

Nota congiunta di Michele TAMBURRANO, Segretario Generale Fim Cisl Taranto Brindisi e Angelo COFANO, operatore settore Aeronautico Fim Cisl Taranto Brindisi, 

«Leonardo ha bisogno di reali investimenti in tutti i siti». È l’appello del segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, Michele Tamburrano, alla luce degli ultimi investimenti annunciati in Campania e che vedrebbero ristagnare la situazione nel territorio ionico.

«Per quanto concerne la divisione Aerostrutture, e in particolare il sito di Grottaglie – spiega Tamburrano - abbiamo assistito, fin qui, a grandi sforzi da parte dei lavoratori e dell’azienda, finalizzati al raggiungimento di efficacia, efficienza, alla rincorsa frenetica di riduzione degli sprechi e dei costi, con particolare attenzione alla soddisfazione del cliente per favorire quelle sinergie industriali che avrebbero permesso di stabilizzare il processo produttivo e creare le condizioni per acquisire nuove importanti commesse ed allontanarci dall’essere un’azienda monocliente e monoprodotto. L’attenzione del management - aggiunge Tamburrano - deve continuare a voler traguardare lo stesso risultato, ancora da raggiungere per molti aspetti, ma soprattutto le attenzioni del Governo e gli investimenti – fin qui solo annunciati - non possono essere circoscritti unicamente ad una parte dei siti escludendo di fatto l’area Jonica. Ciò renderebbe vano quanto realizzato a Grottaglie fino ad ora ed i sacrifici che hanno permesso allo stabilimento di diventare non solo competitivo ma anche di esempio come modello organizzativo pronto ad acquisire nuovo lavoro».
Il gruppo Leonardo in Puglia occupa, complessivamente, circa 3mila lavoratori diretti e 2mila dell’appalto, rappresentando senza dubbio una realtà strategica per lo sviluppo della nostra regione e di tutto il Mezzogiorno.
«La cultura del risultato verso cui la nuova Leonardo ha voluto spingere sin dal suo avvento – chiosa Angelo Cofano, operatore sindacale della Fim Cisl Taranto Brindisi - fonda le sue basi sull’impegno dei lavoratori e il loro coinvolgimento, ma non può prescindere dall’impegno del Governo e dell’azienda ad investire in stabilimenti virtuosi con capacità e professionalità tali da essere ormai pronti e maturi ad affrontare nuove sfide, traghettandole verso performance positive nell’interesse dei dipendenti tutti, del lavoro, del futuro dello stabilimento e di tutta la Divisione. Il processo di internalizzazione delle attività avviato da Leonardo in tutta la One Company ha visto soprattutto il sito di Grottaglie pagare un grosso dazio in termini di occupazione per l’uscita di ditte terze dall’indotto, proprio per aver sposato il progetto che avrebbe portato ulteriori carichi di lavoro, che ad oggi purtroppo non si riescono ancora ad intravedere. Pertanto - conclude Cofano - qualora le intenzioni fossero quelle di bypassare il sito di Grottaglie da nuove commesse e investimenti pubblici, così come annunciati, non resteremo fermi a guardare l’ennesimo sopruso ai danni di un territorio già martoriato e vittima di una politica votata esclusivamente al populismo».

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Passato e futuro come modello antropologico nei nuovi saperi

“Il passato mi ha rivelato la struttura del futuro”. È un concetto forte di Pierre Teilhard de Chardin, del quale Cosimo Occhibianco conosceva attentamente il suo pensiero, perché la sua laurea in filosofia era stata dedicata proprio a questo pensatore nato nel 1881 e morto nel 1955. infatti, alla base del suo ricercare c’è l’idea del legame tra passato e futuro. Nella ricerca di don Cosimo Occhibianco si possono individuare almeno tre percorsi che hanno caratterizzato il suo essere etno-antropologo, etno-linguista ed etno-tradizionalista (nel senso di ricercatore delle tradizioni, ovvero della Tradizione di una comunità.
Don Cosimo Occhibianco studia la parola nel suo incipit e nelle sue metamorfosi catturando quelle radici che sono alla base di un lessico e di una sintassi prettamente popolari (il concetto di “popolare” non ha una versione gramsciana, piuttosto demartiniana. La lingua italiana, infatti, nasce dal ceppo di una cultura popolare, le cui radici, in questo caso preciso, sono greco - latine. Bisogna fare attenzione, però, a non intrecciare cultura e lingua. La cultura popolare contiene, certamente, anche la lingua, ma include, in modo articolato, dei modelli in cui la tradizione dei costumi, dei riti e della centralità dell’uomo costituiscono un importante punto di riferimento tra antropos ed etnos.
La linguistica è (ha) una filologia della parola (o delle parole), che nasce dall’oralità, la quale ha origine nella poesia, nei “linguaggi” che hanno una struttura poetica. Sia il linguaggio popolare, che quello cosiddetto colto (o elitario, come direbbe una certa antropologia strutturalista e marxista, che qui non mi riguarda, dopo gli studi avanzati di natura eliadiana) nascono dal ceppo poetico, ovvero dalla musicalità, dalla liricità, dal ritmo. Il tutto sostenuto da una eredità filologica greca.
Cosimo Occhibianco inizia, infatti, la sua attività di ricerca sulla lingua, e sulla funzione etnolinguistica, ri-prendendo il viaggio dalla poesia, ovvero dalla ricerca del lessico poetico. La poesia non ha bisogno di una costruzione grammaticale o sintattica iniziale, diventa un fatto sillabico, sulla base della frammentazione orfica. È musica, di conseguenza è possibile avvalersi anche di termini e concetti che esulano la forma sintattica pura o quella grammaticale già esistente e crea il “meticciato” della “sillabazione” onirica del ricordare.
Ciò che interessa nella poesia, soprattutto in quella definita “in vernacolo”, è la musicalità, il ritmo aventi una finalità anche etica. Quindi il tutto è definito con l’obiettivo di una descrizione, di una visione morale del detto poetico stesso. Ogni poesia in vernacolo, recuperata in forma orale o testuale, ha questa schermatura. Si pensi alla poesia di Vincenzo Padula, anzi di don Vincenzo l’acrese, (al quale si affida involontariamente proprio nel tocco della ironia), nella quale viene impiegato un linguaggio ritmico, musicale che pone sempre un messaggio come fondamento. In seguito la poesia italiana ha cercato di restare nei limiti della musicalità, senza porsi il problema di un risultato allegorico, di etica o di moralità. Ma questo è un altro discorso.
Nella sua ricerca, don Cosimo ha posto come perno centrale il linguaggio poetico, trasformatosi poi in un linguaggio in cui i motti, i detti, le barzellette, i racconti, le leggende hanno contraddistinto il suo itinerario fino a interessare la struttura dei calendari che si definisce in una dimensione in cui il “motto” e il “detto” rappresentano la derivazione di un messaggio vero e proprio. È in questa fase che nasce l’incontro importante con i costumi e le tradizioni che lo condurranno dall’etnolinguistica all’etnoantropologia.
Una visione che mira a riscoprire le tradizioni del mondo contadino, oltre che la lingua;
a riscoprire la musealizzazione del mondo contadino senza renderla musealizzabile soltanto come testimonianza antica;
a dare voce a questa muesealizzazione del mondo contadino, non dimenticando che, all’interno di questo bagaglio, c’è una ricerca che riguarda anche la descrizione delle strutture, come la “Colleggiata”.
Strutture che entrano in uno spirito di distinzione tra ciò che è bene immateriale e bene materiale. Il suo lavoro sulla “Collegiata” è una ricerca su un bene materiale che intreccia il materiale con l’immateriale.
Questo intrecciare il concetto di bene immateriale con il bene materiale diventa un unicum che è espressione di un vero e proprio concetto di bene culturale. I suoi testi hanno una “fisiognomica” che tocca il dialetto puro con le contaminazioni e lo stesso dialetto diventa costantemente un c’era una volta che è una ripetizione quasi pavesiana. D’altronde uno dei ricercatori che nelle sue bibliografie compare è Alberto Mario Cirese oltre a Rainer Bigalke, Gerhard Rohls e addirittura Alfredo Cattabiani. Proprio a Cattabiani (compianto amico di tanti studi insieme a Francesco Grisi, al centro nella foto ) deve molto per la “impalcatura” dei Calendari. Dietro la formazione di Occhibianco non c’è soltanto un sostegno classico e popolare. Ci sono presenze di una antropologia moderna che legano la ricerca alla percezione letteraria. Senza questa anche l’uso del dialetto come lingua del “folclore” non avrebbe avuto senso negli scritti di Don Cosimo.
Proprio come Mibac e Area Demoetnoantropologica stiamo portando avanti un progetto consistente sul legame tra Tradizione e Memoria nel contesto della Magna Grecia. Un contesto che deve, e gli studi su Don Cosimo testimoniano ciò, formalizzare il rapporto tra lingua e linguaggi nella temperie pre Unità d’Italia in una visione Calabro – Lucana – Salentina. Nella lettura di salentinità si innervano la ionicità vera e propria e la Messapia in un insieme che ha dato vita alla costruzione della Archeologia della parola che diventa demo-etno-antropologia. Don Cosimo è un archeologo della parola!
Credo che questo sia il dato effettivo al di là della riscoperta delle sue radici della “grottagliesità”. Se non si parte da questo presupposto teorico diventa difficile poter inserire uno studioso come don Cosimo Occhibianco in una griglia che è antropologicamente comparabile con l’antropologia moderna. Don Cosimo è dentro l’antropologia moderna proprio attraverso questi canali. È tra la visone di un Lombardi Satriani e di un Tullio De Mauro. Quindi si riscopre la propria appartenenza per portarla in un confronto dialettico con le appartenenze e le eredità di tutto il meridione. Un punto centrale sul quale bisogna puntare l’attenzione per non affidarlo soltanto agli studi di storia patria. Ha raccontato le storie come faceva Carlo Levi. Ciò che si usava chiamare la storia!
La Giornata Internazionale della Lingua Madre a Grottaglie dedicata a don Cosimo Occhibianco - 21 Febbraio 2019 - Mibac SabapLe Istituti Scolastici De Amicis Liceo Moscati di Grottaglie e Istituto Casalini di San Marzano – Teatro Monticello ore 18.00. Un evento straordinario che apre un nuovo viaggio negli studi demo-etno-antropologici di uno studioso che non ha mai smarrito le sue eredità.

 

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Il 14 febbraio scorso è partita la macchina organizzativa della ormai consolidata manifestazione di maggio 2019, organizzata dall’Associazione onlus “Vite da colorare”, Presidente il prof Massimo Quaranta ideatore dell’evento insieme ai suoi associati, della significativa e quanto mai attuale iniziativa “Verso un futuro senza barriere”, ormai giunto alla sua IV edizione.

Non si tratterà solo di una passeggiata in sedia a rotelle ma di un progetto permanente, che avrà luogo nella seconda metà del mese di maggio (data da definire), in giro in corteo per il centro di Grottaglie, ma sarà, come l’anno scorso, un evento dedicato alle differenze che rendono meravigliosa la persona nella sua originalità e unicità.
Un progetto nel progetto quindi, che ne definisce la naturale finalizzazione denominato “L’imperfezione rende unico” in collaborazione con Palma Cavallo dell’associazione Medici per San Ciro.
Vite da colorare, associazione Jonica malattie rare e neurologiche gravi onlus quindi, organizza questa manifestazione “VERSO UN FUTURO SENZA BARRIERE” quarta edizione, proprio per favorire lo sviluppo della sensibilità e cultura di base per la disabilità, l’eliminazione delle barriere culturali e architettoniche e l'incremento del senso civico. Il progetto è indirizzato a tutti i frequentanti delle scuole di Grottaglie di ogni ordine e grado, ai centri diurni, alle persone diversamente abili ed alle relative associazioni e comuni cittadini.
Negli ultimi 30 anni per la vita delle persone con disabilità si sono verificati numerosi cambiamenti, per lo più, si deve riconoscerlo, in senso positivo. Miglioramenti sono avvenuti sia in termini di diritti riconosciuti, sia in termini di qualità ed aspettative di vita e notevole aiuto dalla psicologia, dalla pedagogia, ricerca scientifica e sviluppo della tecnologia. La direzione dell’accessibilità universale è auspicabile nelle nuove costruzioni. Tuttavia non sempre al riconoscimento di un diritto e alla sua tramutazione in norma giuridica è seguita una sua applicazione nel quotidiano. La presenza di alunni con B.E.S., D.S.A. e con disabilità è ormai rilevante nella scuola e costituisce per tutti (normodotati e non) una risorsa alla quale attingere a piene mani in termini di civiltà di inserimento, integrazione ed inclusione totale. E’ per questo che nasce questo progetto affinché i gap culturali e la mancanza di sensibilità nell’immedesimarsi in chi ha dei problemi sia in continuo miglioramento.
Grazie alla collaborazione dei ceramisti di Grottaglie che forniranno molto materiale, attraverso la costituzione di laboratori in ogni scuola di Grottaglie costituiti da alunni con B.E.S. (bisogni educativi speciali) D.S.A. (disturbi di apprendimento), disabili e normodotati in un vero e proprio processo di inclusione, verranno recuperati ed elaborati degli oggetti in ceramica imperfetti, rotti che sarebbero altrimenti sarebbero smaltiti e quindi buttati. Verranno inoltre utilizzati altri materiali recuperati e riciclati quali plastica, cartone ecc…
Il progetto quindi vedrà la partecipazione attiva dei ragazzi fino alla prima metà di maggio con i laboratori e vedrà il suo epilogo in due momenti.
Il primo sarà la passeggiata in sedia a rotelle per le vie della città dove saranno coinvolte tutti gli alunni delle scuole di Grottaglie, l’amministrazione Comunale, l’ASL, le forze politiche locali, le associazioni e la cittadinanza tutta. L’invito è stato esteso anche al governatore della Puglia Michele Emiliano e al Provveditore agli Studi vista la grande levatura e la ricaduta del progetto a livello sociale.
Il secondo momento si svolgerà in orario pomeridiano in Piazza Principe di Piemonte a Grottaglie negli stands dove verranno esposti i lavori realizzati nei LABORATORI DI INCLUSIONE DELLE SCUOLE e dove ci saranno tante attrazioni, spettacoli dimostrativi di un chiaro concetto: LA DISABILITA’ COME RISORSA.
Ci saranno esibizioni sportive, canore e danzanti di realtà inimmaginabili a forte impatto emotivo. La riflessione sarà d’obbligo e sicuramente lascerà un segno su quello che deve essere il rispetto della disabilità ed il SUPERAMENTO DELLE BARRIERE CULTURALI dalle quali derivano purtroppo quelle architettoniche (purtroppo si è ancora lontani dal criterio di accessibilità universale, cioè costruzioni per TUTTI).
Una vera e propria festa in cui sarà possibile toccare con mano, come è accaduto di vedere nelle scorse edizioni, che le diversità possono, anzi devono essere una RISORSA per tutti. E’ proprio attraverso questa esperienza in cui si condividono spazi di lavoro, di divertimento e tempo libero che ci si può rendere conto delle grandi difficoltà che quotidianamente le persone con piccole e grandi disabilità vivono e come si possono superare realizzando in toto il processo di inserimento, integrazione e INCLUSIONE TOTALE.
Dunque lo scorso 14 febbraio, in una riunione a Palazzo di Città sono state buttate le basi organizzative, alla presenza di Vincenzo Quaranta, Vice Sindaco e referente del comune per le associazioni, di Marianna Annicchiarico e Elisabetta Dubla, rispettivamente assessore alle politiche sociali e pubblica istruzione, dei docenti referenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado della Città di Grottaglie, e dei Centri diurni: UTR, Amici, Dast onlus e il Blu onlus.

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Da diversi mesi è stata avviata la Rete Oncologica Pugliese (ROP). L’Unità di Coordinamento della Rete (UCooR) ha approvato sia i COrO (Centri di Orientamento Oncologico) che il “Regolamento” per stabilire precise mansioni.

Giovedì 21 febbraio 2019, alle ore 16, nel Salone degli Specchi ubicato nel Comune di Taranto, la ROP presenterà la Rete alla Cittadinanza e sarà ospitata dal primo Cittadino della Città, il dr. Rinaldo Melucci, e dalla sua Giunta. La Rete Oncologica Pugliese sarà rappresentata dal dr. Antonio Delvino (Direttore Istituto Tumori Bari – Presidente Unità di Coordinamento ROP), dal dr. Gianmarco Surico (Coordinatore Operativo UCOOR), dal dr. Salvatore Pisconti (Oncologo Coordinatore DIOnc Jonico – Salentino) e dal dr. Ettore Attolini (dirigente AReSS Puglia).
Apriranno i lavori il Sindaco Melucci, il Direttore Generale dell’ASL di Taranto, avv. Stefano Rossi, il Vice-presidente FAVO, cav. Francesco Diomede. Moderatore sarà l’avv. Marcello Stefanì presidente FAVO Puglia. Dopo l’esposizione della Rete sarà data la parola ai cittadini, alle Associazioni che intendono donare il proprio contributo per il miglioramento della sanità pugliese e ai Professionisti della salute che vorranno intervenire. Interverranno, infine, i sindaci dei Comuni limitrofi.

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