Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Febbraio 2019

Nei giorni 12 e 13 febbraio u.s., il Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza ha disposto l’effettuazione di un piano straordinario di interventi - nell’ambito della missione istituzionale del contrasto all’illegalità economica e finanziaria - finalizzato al contrasto degli ecoreati ed a tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Nel dettaglio, l’attività ispettiva rientra nel contesto dell’accordo di programma sottoscritto in data 15.09.2017 - tra gli altri – da Regione Puglia, ARPA Puglia e Comando Regionale Puglia Guardia di Finanza, finalizzato a:
- individuare siti potenzialmente inquinati sul territorio regionale, mediante proiezioni operative territoriali supportate da specifiche attività di volo di “telerilevamento”;
- constatare ed accertare il tributo per le attività di deposito incontrollato di rifiuti, anche a seguito di segnalazioni pervenute dagli altri soggetti attuatori del predetto accordo interistituzionale.
Complessivamente sono stati eseguiti, da parte di tutti i Reparti del Comando Regionale Puglia, nr. 77 controlli, nel corso dei quali sono state scoperte e sottoposte a sequestro nr. 32 aree demaniali adibite a discariche abusive, per un’estensione complessiva di 226.000 mq, sulle quali erano state riversate oltre 6.200 tonnellate di rifiuti, in molti casi classificati come speciali o pericolosi (ad es. onduline di amianto, batterie esauste, scarti di lavorazione industriale ed autovetture).
All’esito dell’attività sono stati verbalizzati 79 soggetti, di cui 52 denunciati all’A.G. - con la constatazione di un’evasione del tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti (cd. “ecotassa”) per oltre 70.000 euro - ed individuati nr. 22 lavoratori irregolari, a vario titolo impiegati nelle aziende sottoposte a controllo.
Durante l’attività ispettiva non sono mancate situazioni di particolare rilevanza, come nel caso dell’individuazione di due aziende dedite alla lavorazione di pietre e marmi, le cui acque reflue e i relativi fanghi venivano illecitamente sversate nei terreni adiacenti, oppure il caso di una società operante nel commercio di prodotti petroliferi che aveva adibito una vasta area a deposito incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi, nonché il rinvenimento di auto risultate rubate ed abbandonate nelle aree adibite a discarica.
La predetta operazione di servizio conferma lo straordinario impegno profuso dalla Guardia di Finanza pugliese nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale e demaniale, grazie alle sinergie operative poste in essere tra componenti investigative territoriali, aeronavali ed i vari attori istituzionali, che consentono di innalzare in maniera sempre più efficace il livello dell’azione di contrasto agli ecoreati.

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“Questa mattina ho presentato una proposta di legge finalizzata a valorizzare il Mar Piccolo per il suo interesse storico e antropologico”.


Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, da tempo impegnato nel tentativo di restituire alla città il suo Mar Piccolo tanto che, oltre a questa proposta di legge appena presentata, sta lavorando anche ad una pdl che faccia del Mar Piccolo un parco regionale.
“Il Mar Piccolo - spiega il consigliere regionale tarantino - possiede tuttora rilevanti potenzialità produttive, naturalistiche e paesaggistiche meritevoli di essere sviluppate al fine di generare una nuova economia che valorizzi le potenzialità e le peculiarità del territorio, nel rispetto dei suoi equilibri vitali. Inoltre - aggiunge Liviano - ha una straordinaria valenza storica, antropologica e militare per le sue caratteristiche naturali. Nel corso dei secoli, infatti, ha ospitato le strutture portuali innanzitutto della Taranto greca e romana e, a partire dalla fine dell’VIII sec. a.C., ha svolto un ruolo centrale nel sistema commerciale che veicolava merci e prodotti di pregio da Oriente verso Occidente. Dal Mar Piccolo sono transitati prodotti artigianali dell’area egeo–orientale (balsamari configurati ionici, ceramiche samie, rodie, alabastra egiziani, ceramiche attiche a figure nere). Anche dopo la fondazione della colonia di Brindisi (244 a.C.), il Mar Piccolo ha continuato a svolgere importanti funzioni militari come porto principale per Ottaviano nella guerra contro Sesto Pompeo e fu sede di uno storico incontro con Marco Antonio nel 37 a.C.”.
Non solo ma, nelle aree limitrofe al Ponte di Punta Penna, fa notare Liviano, sono tuttora localizzabili: i santuari greci del Fondo Giovinazzi e del Pizzone; sul versante sud Mar Piccolo di Santa Lucia e dell’ospedale Militare, probabile sito del teatro greco e sede della villa settecentesca dell’arcivescovo Capecelatro, sacrificata nei lavori per l’Arsenale Militare; sulla riva settentrionale del Mar Piccolo, la Masseria – oggi Relais Histò – che ingloba la chiesa dedicata al culto dei santi Pietro e Andrea, basilica a tre navate del X sec., che celebra lo sbarco sul Mar Piccolo dell’Apostolo Pietro; l’area del cinquecentesco Convento dei Battendieri alla foce del torrente Cervaro. Nel Mar Piccolo ha inoltre foce il fiume Galeso cantato in versi eterni dai maggiori poeti del I sec. a.C. (Orazio, Virgilio e Properzio del circolo di Mecenate) e ancora da Ovidio, Seneca, Stazio e Marziale. Nelle epoche successive, dall’alto Medioevo sino ad epoca Aragonese, è attestata ulteriore vitalità delle attività commerciali ma soprattutto militari del porto sito nel mar Piccolo”.
La proposta di legge consta di quattro articoli e punta a realizzare compiutamente uno o più centri-visita in aree attrezzate per la conoscenza, anche con sistemi multimediali, delle molteplici vicende storiche che si sono svolte nell’area del Mar Piccolo; a realizzare itinerari didattico-informativi e turistici relativi agli eventi storici, anche mediante piste ciclabili e connesse aree di sosta attrezzate, che consentano di ripercorrere le rive del Mar Piccolo; nonché itinerari attraverso il Mar Piccolo per la visita ai citri (sorgenti di acqua dolce che sboccano dalla crosta sottomarina); a pianificare visite guidate nei luoghi in collegamento, tra gli altri, con il Museo Archeologico (MArTA) e con il Museo Navale della Marina Militare (anche per quanto attiene la realizzazione dell’Arsenale ai primi del secolo scorso) e con l'Istituto Thalassografico "Attilio Cerruti" di Taranto; ad avviare studi, ricerche e approcci specialistici, accademici e scolastici, avvalendosi delle competenze presenti nel territorio, universitarie, di Soprintendenza, e quelle tecnico- specialistiche proprie dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia (ISAMG); a diffondere la memoria degli eventi storici che hanno coinvolto il Mar Piccolo con manifestazioni di rievocazione e spettacoli, cicli cinematografici e documentari, mostre archeologiche, mostre fotografiche, siti web, convegni e pubblicazioni; a promuovere indagini archeologiche e restauro di strutture e di aree archeologiche al fine di recuperare reperti, resti ossei, armi e beni appartenenti ai protagonisti delle vicende storiche, promuovendone il restauro, la conservazione e la valorizzazione.

Di seguito il testo della proposta di legge

PROPOSTA DI LEGGE

Art.1
La Regione Puglia riconosce la particolare straordinaria valenza storica antropologica militare e paesaggistica del Mar Piccolo , con caratteri di indiscussa unicità, e ne promuove la valorizzazione sostenendo interventi di conservazione del patrimonio, anche mobile, archeologico, architettonico, monumentale e paesaggistico, favorendo la ricerca e l’utilizzo dei materiali documentali, artistici, cinematografici, bibliografici, multimediali, nonché la ricostruzione e la divulgazione dei relativi avvenimenti storici;

Art.2 - Contributi regionali
1. La Regione eroga contributi agli enti locali per progetti presentati dagli stessi, in azione di sistema con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia e/o con le competenti soprintendenze, con università, centri di ricerca, Marina Militare, consorzi e associazioni culturali regolarmente riconosciute, volti in particolare a:
a) realizzare compiutamente uno o più centri-visita in aree attrezzate per la conoscenza, anche con sistemi multimediali, delle molteplici vicende storiche che si sono svolte nell’area del Mar Piccolo;
b) realizzare itinerari didattico-informativi e turistici relativi agli eventi storici indicati nell’articolo 1, anche mediante piste ciclabili e connesse aree di sosta attrezzate, che consentano di ripercorrere le rive del Mar Piccolo ; nonché itinerari attraverso il Mar Piccolo per la visita ai citri (sorgenti di acqua dolce che sboccano dalla crosta sottomarina)
c) pianificare visite guidate nei luoghi indicati nell’articolo 3 a sostegno della domanda di turismo culturale, in collegamento, tra gli altri, con il Museo Archeologico (MArTA) e con il Museo Navale della Marina Militare (anche per quanto attiene la realizzazione dell’Arsenale ai primi del secolo scorso) e con l'Istituto Thalassografico "Attilio Cerruti" di Taranto.;
d) avviare studi, ricerche e approcci specialistici, accademici e scolastici, avvalendosi delle competenze presenti nel territorio, universitarie, di Soprintendenza, e quelle tecnico- specialistiche proprie dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia (ISAMG);
e) diffondere la memoria degli eventi storici che hanno coinvolto il Mar Piccolo con manifestazioni di rievocazione e spettacoli, cicli cinematografici e documentari, mostre archeologiche, mostre fotografiche, siti web, convegni e pubblicazioni;
f) promuovere indagini archeologiche e restauro di strutture e di aree archeologiche al fine di recuperare reperti, resti ossei, armi e beni appartenenti ai protagonisti delle vicende storiche, promuovendone il restauro, la conservazione e la valorizzazione, unitamente al patrimonio indicato nell’articolo 1;
g) promuovere ogni altra iniziativa non compresa tra i precedenti punti, ma facente capo sempre alle finalità della presente legge.
2. I contributi di cui al comma 1 sono erogati secondo criteri e modalità stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, assicurando priorità di finanziamento a progetti presentati da enti locali associati in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati che operano nelle materie disciplinate dalla presente legge.
3. La deliberazione di cui al comma 2 è approvata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria regionale, tenendo conto della delimitazione delle aree interessate di cui all’articolo 3.

Art.3 - Delimitazione delle aree interessate agli avvenimenti concernenti il Mar Piccolo
1. La Regione Puglia individua nel Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR) le aree da sottoporre alle specifiche misure di salvaguardia previste dalla normativa vigente volte ad assicurare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, monumentale e paesaggistico di cui all’articolo 1.
2. Fino alla delimitazione di cui al comma 1, le aree territoriali interessate dagli avvenimenti indicati nell’articolo 1 sono quelle di proprietà pubblica, già vincolate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive modifiche e integrazioni, e sono individuate dalla Giunta regionale sulla base della documentazione storica esistente, sentiti gli enti locali interessati, gli istituti, le associazioni e le fondazioni operanti nelle materie disciplinate dalla presente legge, in accordo con la Direzione regionale beni culturali e paesaggistici della Puglia e/o con le competenti soprintendenze.
3. Il perimetro può subire variazioni in aumento ove se ne ravvisi l’opportunità in seguito a nuove scoperte archeologiche o ritrovamenti di importanti reperti, nonché per maggior tutela dell’ambiente e del paesaggio. Tale variazione del perimetro è approvata dalla Giunta regionale, sulla base del parere favorevole espresso ai sensi del d.lgs. 42/2004 dalla direzione regionale Beni culturali e paesaggistici della Puglia e/o dalle competenti soprintendenze e sullabase degli atti amministrativi e tecnici degli enti locali interessati.

Art.4 - Norme finanziarie e finali
1. Alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, stimati in euro centomila per l’esercizio finanziario 2019, Per le finalità previste dalla presente legge, nell’ambito della Missione 18, Programma 1, Titolo 1 è assegnata la dotazione finanziaria per il corrente esercizio finanziario, in termini di competenza e cassa, di € 100.000,00 con prelevamento di pari importo dal capitolo 1110070 “Fondo globale per il finanziamento di leggi regionali di spesa corrente in corso di adozione”, missione 20, programma 3, autorizzando la Giunta Regionale a provvedere alla relativa variazione al bilancio di competenza e di cassa.
2. Per gli esercizi successivi si provvede nell’ambito degli stanziamenti previsti dalle leggi di bilancio annuali e pluriennali.
La presente legge è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione ai sensi e per gli effetti dell’art. 53, comma 1 della L.R. 12/05/2004, n° 7 “Statuto della Regione Puglia” ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia.

 

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Abbiamo seguito con attenzione, sin dall’inizio della costituzione del C.R.I.T.I.C. (Comitato Revisione Imu Terreni Inedificati) quanto lamentato relativamente alle problematiche riguardanti quei terreni che ricadono nei comparti “C” del Piano Regolatore, per i quali i proprietari si sono trovati a far fronte al pagamento di un’imposta I.M.U. oggettivamente esosa e sproporzionata rispetto al loro reale ed attuale valore commerciale.

Peraltro, nel caso specifico, non si è tenuto conto della circostanza che l’Agenzia delle Entrate (a seguito di un incarico commissionato dalla precedente Amministrazione) per quei terreni aveva indicato come adeguato il valore di €.24/mq., a fronte di un valore determinato dal Comune sino ad €.110,70/mq. A ciò si aggiunga che, con delibera di Giunta n.191 del 10 aprile 2018, l’attuale Amministrazione ha conferito un incarico ad un legale per contestare innanzi al T.A.R. la relazione dell’Agenzia delle Entrate che aveva quantificato dei valori parecchio inferiori rispetto a quelli applicati dall’Ente Civico.

La questione è complessa e certamente necessita di un approfondimento soprattutto dal punto di vista tecnico urbanistico. Nel frattempo, però, si rende necessario trovare una soluzione equa poichè è incontestabile che i parametri seguiti dal Comune per la quantificazione dell’I.M.U. sono fuori mercato e sottopongono i proprietari di quei terreni ad una pressione fiscale ingiustificata.
La risposta non può essere giudiziaria e quei cittadini non possono continuare ad essere trattati come “controparte”.
Riteniamo pertanto di aderire alle istanze avanzate dal C.R.I.T.I.C. ed invitiamo l’Amministrazione - in attesa di analizzare tutte le problematiche nelle sedi opportune, quali il Consiglio Comunale - a ritirare la predetta delibera di Giunta n.191/18 ed a sospendere le attività esecutive in corso.

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Lunedì si è svolto presso la sala consiliare del Comune di Taranto il primo incontro del tavolo di confronto sulla vertenza Arsenale organizzato dal Sindaco di Taranto Rinaldo Meucci.

L'interesse dell'amministrazione è che l’Arsenale torni ad essere un punto di riferimento nazionale per la cantieristica navale non solo militare.

"Abbiamo raccolto - fa sapere l’assessore Castronovi - le opinioni dei numerosi intervenuti che sintetizzeremo in un documento da condividere nella prossima riunione. Le proposte sono tante ed è necessario che gli attori Marina, lavoratori ed imprese locali abbiano una visione comune su una proposta che affronti il breve e medio periodo. Come ampiamente detto c'è una penuria di dipendenti che si aggraverà con l'applicazione della cosiddetta quota 100 che tra l'altro è un problema che stiamo affrontando anche noi come amministrazione comunale”.

“L'interesse dell'amministrazione - interviene il Sindaco Melucci - verso il rilancio dell'arsenale è forte e non faremo mancare il nostro contributo alla risoluzione della vertenza. Sono molto soddisfatto della larga partecipazione. Redigeremo nel breve un documento di sintesi che unitamente alle parti intervenute sottoporremo al Governo nazionale".

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Due manifesti di 6 metri per 3 sono apparsi nella città di Taranto per ricordare a tutti la “Fiaccolata per i nostri Angeli”, un evento che si terrà il 25 febbraio dalle ore 18, con raduno davanti all’ingresso principale dell’Arsenale di Taranto.

La fiaccolata attraverserà via Di Palma e via D’Aquino per terminare sul corso Ai Due Mari, nei pressi della Statua ai Marinai, ove si terrà una breve cerimonia commemorativa.

In occasione del trigesimo di Giorgio Di Ponzio, i tarantini ricorderanno, con questa fiaccolata, tutte le vittime dell’inquinamento ambientale che Taranto piange da decenni, con un particolare pensiero alle più piccole.

Sui manifesti sono ritratti i volti sorridenti di 12 giovani vite innocenti strappate all’affetto dei propri cari per ricordare a tutti che dietro ad un nome si cela un volto, una storia di dolore, un futuro spezzato.

La fiaccolata procederà, nelle intenzioni degli organizzatori, nel più assoluto silenzio per manifestare rispetto per le vittime e sostegno per i loro parenti.

Grazie alla generosità dei tarantini, molti dei quali fuori sede, Taranto potrà simbolicamente abbracciare ancora una volta i suoi angeli più preziosi, le assenze più insopportabili, le più cocenti sconfitte della sua comunità.

 

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“Il tradimento che ha subito Taranto ha origini remote e per questo va ricercato nelle scelte politiche degli ultimi 60 anni. I nostri obiettivi sono la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la riconversione economica del territorio per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Siamo al lavoro da mesi per risolvere il nodo dell'esimente penale, per costruire alternative concrete a favore di un territorio che fino ad oggi ha visto solo carbone, acciaio, petrolio e rifiuti.

Elenchiamo gli atti concreti fin qui realizzati: nella legge di Bilancio sono stati stanziati i fondi per insediare in città il Tecnopolo del Mediterraneo, istituire presso il MiSE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto, fare nuove assunzioni di personale tecnico negli Arsenali e negli stabilimenti industriali della Difesa, di cui Taranto è il centro più grande, garantire per l'anno corrente la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva. Con il dl Semplificazioni è stato inserito un emendamento che interviene a tutela anche del golfo di Taranto, sospendendo numerosi procedimenti tra istanze e permessi già rilasciati di prospezione e ricerca di idrocarburi. Tra le misure a favore del territorio anche la firma da parte del Mef ai decreti che regoleranno la pubblicizzazione dell'istituto musicale Giovanni Paisiello, la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo del 2025 e l'approvazione della risoluzione che impegna il Governo per istituire l'Area Marina Protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo. Questi i provvedimenti varati in soli otto mesi di governo.

Un gruppetto di soliti noti legati anche ad altre forze politiche che da tempo portano avanti una campagna contro il Movimento 5 Stelle, hanno inscenato una protesta per fini elettorali. La mancata chiusura dell'Ilva di Taranto è diventata per questi contestatori il filo conduttore per sostenere le proprie velleità politiche autoreferenziali, 'utili' solo a contestare l'attuale assetto di Governo. Nelle passate campagne elettorali non abbiamo mai utilizzato la formula 'Ilva chiusa' per accaparrarci voti, davanti alle portinerie del siderurgico in piazza abbiamo sempre ribadito che avremmo lavorato per dare a Taranto un futuro al di là del siderurgico. Da qui, il percorso di riconversione economica del territorio, per cui giorno e notte ci stiamo spendendo con il supporto del governo e le iniziative non sono finite qui. Il Movimento 5 Stelle a Taranto è vivo più che mai: in città ha cinque rappresentanti in parlamento. Non ci siamo mai negati al confronto. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere anche l'esasperazione di chi oggi ci critica. Noi puntiamo al risultato finale, si tratta di sicuro di un percorso arduo, perché subiamo sessant'anni di scelte scellerate, fatte sulle spalle del nostro territorio ma questo non significa che ci arrenderemo.

Difendiamo l'interesse dei cittadini, la loro salute e l'ambiente. Chi lo nega è in malafede”. Così i deputati del MoVimento 5 Stelle Alessandra Ermellino, Gianpaolo Cassese e Giovanni Vianello.

Video della diretta de La Ringhiera
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La storia del manufatto monumentale nella nicchia del Castello Episcopio che fino al 1957 accoglieva una Croce lignea.


GROTTAGLIE - Il complesso scultoreo  in ceramica smaltata intitolato “Il Calvario” del prof. Vincenzo De Filippis, rimosso dal suo sito, è in fase di restauro. Da molti anni il lavoro presentava già gravi defaillance strutturali come il diffuso reticolato di micro lesioni con distacchi sempre più estesi ed appariscenti,  pregiudizievoli per la stabilità del monumento.  Una mattina di novembre 2014 il temuto epilogo sorprese i grottagliesi in Largo Immacolata, a Porta Sant’Angelo,  suscitando attenzione e curiosità. Era accaduto che dalla scultura, di dimensioni quattro metri per quattro circa, peraltro impiantata in un luogo importante per la memoria storico-popolare e di intenso traffico pedonale e veicolare, si era staccata parte della gamba destra della figura di Gesù. I frammenti, fortunatamente rovinati nella vasca - fioriera della nicchia, furono recuperati e custoditi  in attesa del restauro totale. 

Non si fece attendere il comunicato  dell’Amministrazione comunale del tempo che assicurava un intervento urgente da affidare al locale Liceo Artistico “V. Calò”, con il coinvolgimento dell’autore, il prof. Vincenzo De Filippis. Da quell’episodio ecco fare bella mostra un cartello del Comune di Grottaglie, affisso a margine del “Calvario”,  che ufficializza il recupero della scultura con  Autorizzazione del MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturale e del Turismo) / Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggi per le province di Lecce, Brindisi e Taranto e Lecce del 27 luglio 2016, n. 01/03 / Regione Puglia – Dipartimento mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche e Paesaggio – sezione Assetto del territorio datata 8.3.2016,  prot. n. 2227 “. 

Il cartello  indica  gli interventi affidati a tecnici professionisti, di manutenzione straordinaria del Castello Episcopio,  delle murature di cinta del “Giardino Mediterraneo” affaccianti su Largo Maria Immacolata e via Arciprete Maranò ed il progetto di smontaggio e rimontaggio de “Il Calvario” e delle tessere di fondo mancanti, in collaborazione col locale Liceo Artistico V.Calò.  Con l’autore, il prof. Vincenzo De Filippis,  abbiamo ripercorso e ricordato le principali tappe  dell’interessante manufatto, dalla sua inaugurazione avvenuta nel 1958 ad oggi; il suo racconto: “...Nell’anno 1957 il presidente del c.d.a.  dell’allora  “Scuola d’Arte” (Istituzione fondata nel 1887,   divenuta “Istituto Statale d’Arte V. Calò” nel 1960 ed infine  “Liceo Artistico V. Calò”  nel 2012), Sen. Gaspare Pignatelli, tramite il sindaco prof. Angelo Peluso, preside negli anni ’60 dell’Istituto Statale d’Arte medesimo, mi dava incarico per la  realizzazione di un’importante opera in ceramica che riproducesse la “Deposizione” del Masaccio, coi colori ispirati ai rinascimentali “Della Robbia”,   da collocare nella nicchia al posto dell’antica croce lignea. “Elaborai il manufatto realizzandolo con la testa  del Cristo inclinata verso la sua spalla destra, invece che a sinistra come rappresentato  nello  storico dipinto quattrocentesco del sangiovannese “Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai. L’opera venne inaugurata agli inizi del 1958 dall’arcivescovo metropolita di Taranto mons. Guglielmo Motolese e fu uno straordinario momento di raccolta e  di fede.  Già in quell’occasione  avevo suggerito l’applicazione di una vetrata di protezione; ma a quel tempo non si prestava molta attenzione alle conseguenze dell’anidride carbonica sempre più presente  nell’aria,  cui l’opera rimase esposta anche nottetempo ed alla discreta  illuminazione urbana. Nel 1987 la scultura ostentava i primi malesseri col distacco di alcuni componenti in ceramica smaltata di fondo e delle aureole dorate delle figure della Madonna e di San Giovanni.

Preoccupato per un  effetto domino sulle  altre tessere e sull’opera stessa, proposi un intervento conservativo urgente al Comune di Grottaglie; ma il problema non fu  affrontato né risolto. Solo dalla “BPJ” a mia richiesta ottenni la sponsorizzazione del restauro che fu affidato all’Istituto Statale d’Arte e portato a termine dagli  allievi del corso di Restauro Ceramico  guidati dal prof. Antonio Quaranta. A causa della mancata protezione, come avevo previsto, si verificarono, purtroppo, altri distacchi, per cui si rendeva ancora più necessario  ed urgente che l’opera venisse smontata, restaurata e ricollocata  con le adeguate misure protettive da me invocate in sede d’inaugurazione. Nonostante le mie sollecitazioni – conclude De Filippis - e l’offerta della mia collaborazione, la questione non venne trattata...”. Sin dalla data d’inaugurazione, la “scultura” si fregia di una targa che recita:  “Istituto Statale D’Arte di Grottaglie” / Opera del prof. Vincenzo De Filippis”.

Attualmente le tre figure plastiche e la Croce  sono totalmente distaccate dal loro sito, perché sottoposte a restauro come riportato nel detto cartello. La comunità grottagliese indica con orgoglio il monumento fra i più belli della città,  evocandoil luogo, che divide la città vecchia dalla nuova,  noto come “sotto la croce”  (ovvero il quartiere intramurale più prossimo alla “Croce”,  impiantato su livello morfologicamente sottoposto) e, affidandosi con spirito scaramantico  ad un  noto detto popolare che suggerisce  di “non scherzare mai coi santi”, ne attende la ricollocazione dell’opera riportata al suo originale splendore. Classe 1935, grottagliese, il prof. Vincenzo De Filippis si è formato nei salotti d’arte di Napoli, dove ha concluso gli studi presso quel Magistero di Belle Arti. È stato docente di modellato-scultura nell’'Istituto Statale  d’Arte della sua città; poi preside di quel di  Potenza e dal 1986 del plesso di Grottaglie, città dove De Filippis,  affermato artista della ceramica, vive ed opera.

Il suo nome è presente nel catalogo “Archivi del XX secolo” di Ralph Jentsch;  ne  “I libri d’Artista Italiani del Novecento”, edizione Umberto Allemandi e C.,  in occasione della mostra svoltasi a New York dal febbraio 1992 allo stesso mese del 1993.

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Ci associamo alla rivendicazione delle istanze del comitato C.R.I.T.I.C. riguardo una revisione dei valori ai fini del calcolo dell’I.M.U. sui terreni potenzialmente edificabili siti nel comparto C del P.R.G. di Grottaglie.

I circa 300 proprietari che da qualche anno si trovano ad essere vessati da una imposta su terreni che con ogni probabilità non saranno mai resi edificabili meritano da parte dell’Amministrazione un atteggiamento diverso rispetto a quello che si sta seguendo fino ad oggi.
Nonostante la valutazione di €/mq 24,00 espressa dalla Agenzia delle Entrate sui terreni in oggetto, non solo l’Amministrazione continua a seguire un’impostazione del tutto arbitraria ed opinabile secondo la quale i terreni dovrebbero essere valutati a poco più di €/mq 100,00 ai fini del calcolo dell’IMU, impostazione erroneamente seguita anche dalla precedente Amministrazione, ma mostra tutto il suo cinismo adendo le vie legali per contrastare ogni iniziativa che possa ricondurre la discussione nel solco della ragionevolezza.
Siamo convinti che un terreno solo potenzialmente edificabile non può essere valutato come un terreno in procinto di essere oggetto di piani di lottizzazione o di piani particolareggiati, pertanto la valutazione di €/mq 100,00 è assolutamente fuori da ogni logica.
Mostrando la nostra vicinanza al Comitato appena formatosi, chiediamo anche noi che l’Amministrazione torni a discutere nelle sedi opportune con i proprietari per trovare una soluzione razionale ai legittimi reclami dei cittadini interessati.

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Permettetemi di iniziare questa articolo con una chiosa da mamma, non avevo nessuna intenzione di iscrivere mio figlio di due anni all’asilo nido. Non avevo grosse esigenze ma soprattutto non volevo “parcheggiarlo” da nessuna parte.
Ma per fortuna solo gli stupidi non cambiano idea e complici una serie di feedback, alcuni richiesti ed altri arrivati indirettamente, ho fatto questo passo.
Ad oggi posso affermare con assoluta certezza che non potevo fare scelta migliore per mio figlio. Ma andiamo con ordine.
La cooperativa sociale “Futura Rudiae” nasce nel lontano 1986, una legge del tempo che agevolava l’aggregazione di donne in questo tipo di Onlus, permette a Francesca De Angelis, Angela Sasso ed altre sette colleghe di avviare questo progetto meraviglioso (ndr).
Nel tempo vengono meno delle socie e ad Angela e Francesca intorno agli anni 2000 si affiancano Rosalba D’Amore e Chiara Religioso.
Ad oggi la cooperativa consta di 15 nuovi soci che non sono altro che i dipendenti: educatrici ed altre figure fondamentali per la struttura. Oltre al nido d’infanzia “L’Arcobaleno” ed il “Giardino delle meraviglie”, la Futura Rudiae ha da poco in gestione anche il nido comunale “L’asilo dei bimbi” (Campus Savarra), in tandem con un’altra cooperativa.
Sento Angela e Francesca per un’intervista ed entrambe mi confermano che alla base di tutto c’è il loro rapporto di amicizia storica, una forte intesa ed un interscambio di ruoli che permette alla coppia al comando una collaborazione ispirata all’unico obiettivo di formare questi bambini che, aprite le orecchie mamme, vanno all’asilo felici e tornano a casa ogni giorno con una nuova avventura da raccontare.
Ogni anno “Il giardino delle meraviglie”, diviso per età in Pulcini e Coniglietti, prevede un tema per il progetto da portare avanti durante l’anno scolastico. Quest’anno il tema è “La Masseria”!
I bambini quasi ogni giorno hanno un’attività all’aria aperta, la scorsa settimana hanno piantato i pomodori e l’insalata e presto provvederanno alla raccolta. All’inizio dell’anno scolastico hanno piantato le carote, raccolto le olive e le arance. Ma le attività esterne proseguono anche all’interno, hanno ricavato l’olio dalle olive raccolte e del gustoso succo d’arancia dai frutti arancioni. Ogni esperienza è a livello sensoriale, i piccoli tornano a casa ogni giorno con addosso il lavoro che hanno svolto, mie care mamme all’ascolto: I bambini devono anche sporcarsi (ndr).
Inutile dirvi anche che finora, a parte qualche influenza passeggera, questi piccoletti godono di ottima salute.
Alla base di tutta l’attività didattica vi è una forte ispirazione all’asilo nel bosco, ad inizio anno nel corredo dei piccoli è stato incluso anche un completo mantellina-calosce necessario quando fuori piove. I bambini hanno quindi la possibilità di vivere all’aria aperta anche durante una piccola pioggia o quando ha nevicato.
La scuola dell’infanzia privata ma paritaria “L’arcobaleno” prevede durante i tre anni attività di vario tipo, sempre ispirate alla formazione ottimale dei piccoli allievi che al termine del ciclo scolastico dovranno poi vedersela con la scuola elementare. I piccoletti terminano i tre anni, addirittura, con infarinature di pre-grafia e pre-calcolo.
Ho raggiunto telefonicamente Angela Sasso che ci ha rilasciato una breve intervista “tutto il personale che si occupa dei bambini è in possesso di laurea in scienze dell’educazione o il diploma di tecnico dei servizi sociali nel ramo educativo o il liceo pedagogico con un tot di anni di esperienza. Gli operatori svolgono formazione continua ;per quanto riguarda la formazione esterna, vengono vagliate le proposte che arrivano e che vengono ritenute valide o attinenti agli argomenti dei progetti attuati. Un esempio: in questi anni si è partecipato ad un corso sul “no” educativo. Per il resto l’attività formativa la seguo io in quanto avendo oltre 30 anni di esperienza e competenza vengo anche chiamata fuori regione per tenere dei corsi di formazione. Tengo tanto al mio staff, anche le altre figure che entrano in contatto con i bambini sono formate da me. Una cosa che adoro è lavorare con i giovani, i nostri-soci dipendenti sono tutti giovani e in gamba! Voglio precisare che tra i dipendenti abbiamo fortemente voluto anche la presenza di educatori uomini, perché lo riteniamo uno strumento educativo importante per i bambini avere anche una figura maschile che è in grado di completare l’apporto che può dare una donna. È importante quindi dare degli stimoli che vengano sia da figure femminili che maschili.”
Nelle foto potete ammirare due testimonianze del “Progetto arte” della scuola dell’infanzia, dopo aver appreso il racconto della vita del pittore Vincent Van Gogh, i piccoli hanno riprodotto magnificamente l’opera “La notte stellata”. Gli è stata spiegata la differenza tra i colori caldi e quelli freddi in associazione alla stagione nella quale ci troviamo.
I bambini più grandi hanno utilizzato una leggenda numerica per poter colorare l’opera, ovviamente semplificata, hanno utilizzato gli acquerelli. Durante l’attività, per amplificare le sensazioni dei bambini, c’era un sottofondo musicale speciale: il brano “Inverno” delle 4 stagioni di Vivaldi.
Il progetto arte ha contemplato anche lo “studio” tra gli altri di Caravaggio, Kandisky e Klimt.
Spesso i gruppi di donne non sono così coesi e spesso la collaborazione tra donne risulta davvero difficoltosa. Angela e Francesca, tutto il team compreso, hanno saputo creare una tale sinergia che ha scatenato degli influssi così positivi da cui vieni invasa non appena varchi la soglia delle loro strutture. Io stessa sono rimasta incantata e non ho avuto il minimo dubbio quando si è trattato di decidere a quale scuola materna iscrivere mio figlio.
Ho voluto scrivere questo articolo per un motivo su tutti: portare alla luce un esempio di “come si fa”, un esempio di asilo lontano anni luce dal concetto del parcheggio. Un ambiente così sano e costruttivo che ha un solo piccolo problema: trovare una scuola elementare poi all’altezza.
Viviamo un periodo storico in cui, da qualche anno e troppo spesso, apprendiamo notizie davvero brutte; maestre che sfogano le loro frustrazioni su angioletti innocenti rovinandoli a vita. Un esempio di ottima “scuola” doveva per forza avere un minimo di ribalta nelle cronache.
Quando ho sentito Francesca al telefono e le ho espresso la mia iniziale titubanza lei mi ha detto “Stai dando a tuo figlio una opportunità enorme e gli stai facendo un grandissimo regalo!” Ed è proprio questo ma anche molto di più.

 

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"Nella Piazza d’Armi del Castello Svevo di Brindisi, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, 40 giovani volontari in ferma prefissa hanno ricevuto il basco, con il fregio bordato di rosso, caratteristico dei fucilieri di Marina, al termine del del 16° Corso di Abilitazione Anfibia – Non Direttivo."

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