Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 12 Febbraio 2019

“Quest’oggi ho depositato al Senato un’interrogazione in merito al sequestro delle cosiddette ‘collinette ecologiche’ che si trovano a ridosso del quartiere Tamburi, a Taranto, chiedendo, inoltre, ai ministri competenti di conoscere le iniziative che si intendono da subito attuare e, più in generale, lo stato di avanzamento delle bonifiche nell’area di Taranto”.

Lo comunica il senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, che ricorda: “Si tratta dell’ennesima interrogazione da me presentata al Governo con l’obiettivo di riaccendere i riflettori sull’area di Taranto dopo la cessione del gruppo siderurgico ad Am Investco”.
“Come è noto – aggiunge il senatore tarantino – nei mesi scorsi, con un’altra interrogazione, ho sollevato il problema dell’immunità penale garantita tanto ai commissari straordinari di Ilva spa quanto all’attuale organo amministrativo della fabbrica; questione avanzata meritoriamente, nei giorni scorsi, dalla magistratura di Taranto dinanzi la Corte Costituzionale”.
“Oggi, alla luce dei recenti e gravi fatti di cronaca, auspico un’immediata risposta dal Governo, valutando responsabilità e risorse necessarie per avviare le ennesime bonifiche su un territorio martoriato come quello tarantino. Nella stessa interrogazione, inoltre – conclude Turco -, chiedo di conoscere lo stato di avanzamento delle bonifiche già programmate al fine di comprendere se l’azione di risanamento della provincia di Taranto stia procedendo in maniera spedita ed in maniera efficace, anche richiedendo certificati che possano validare le attività sinora compiute”.

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Aeroporti di Puglia aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite, progetto mondiale sulla responsabilità sociale con oltre 9.000 partecipanti in 135 Paesi, che incoraggia le imprese di tutto il mondo a promuovere un percorso di sostenibilità atto a favorire un'economia mondiale sempre più responsabile e virtuosa.

Con la ratifica del documento internazionale del Global Compact, Aeroporti di Puglia è il primo Gestore aeroportuale italiano che si impegna formalmente a perseguire, nella propria sfera di influenza, dieci principi fondamentali, relativi ai diritti umani, agli standard lavorativi, alla tutela dell'ambiente e alla lotta contro la corruzione. Principi già condivisi universalmente derivanti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla Dichiarazione ILO, dalla Dichiarazione di Rio e dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

A tal riguardo, il presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti, ha dichiarato: “Le aziende moderne, soprattutto quelle che operano in ambito pubblico o che sono impegnate a gestire servizi e infrastrutture a favore di una comunità, hanno il dovere di affrontare i propri rischi e di calibrare le proprie scelte di gestione nella direzione di una estrema attenzione ai profili socio-ambientali e di trasparenza e correttezza dei processi di governo”. Continua il presidente: “la sostenibilità deve essere considerata vincolo - imprescindibile - per tutte le decisioni inerenti i principali stakeholder di riferimento, determinando ricadute positive per lo sviluppo del territorio dove l’impresa opera. Va rimarcata inoltre la sensibilità che ultimamente anche i mercati finanziari accordano alle imprese che si ispirano a tali principi. Ancora, è proprio di questi giorni la notizia che la Commissione Europea ha pubblicato un documento che sintetizza le condotte finalizzate a raggiungere l’obiettivo di un’Europa più sostenibile entro il 2030”.
Il Presidente Tiziano Onesti conclude: “Il Consiglio di Amministrazione di Aeroporti di Puglia ha consapevolmente aderito al Global Compact dell’ONU, perché crede nell’importanza della responsabilità sociale dell’impresa per lo sviluppo durevole del business, favorendo un’economia circolare capace di contribuire alla realizzazione del bene comune, confermando, altresì, l’impegno responsabile nell’esercizio dei servizi aeroportuali. In questo senso, Aeroporti di Puglia si impegna a comunicare periodicamente al Global Compact dell’ONU i risultati conseguiti tramite apposita Communication on Progress”.

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L’Asl di Taranto rende noto che la Commissione Speciale Patenti del Dipartimento di Prevenzione ionico ha un nuovo presidente: si tratta del dott. Domenico Venere, specialista in Medicina Legale. 

L’ufficio di segreteria della Commissione ha la sua sede presso il Distretto di via Pupino n. 2/c ed è aperto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 11 alle 13 (tel. 099-4592872).
La patente speciale è il certificato di idoneità rilasciato a persone affette da minorazioni anatomiche, funzionali o sensoriali, per la guida di veicoli opportunamente modificati in funzione delle proprie patologie. Le minorazioni e mutilazioni fisiche oggetto di valutazione sono le seguenti: efficienza degli arti, amputazioni, minorazioni anatomiche o funzionali a carico degli arti o della colonna vertebrale, anchilosi invalidanti, malattie dell’apparato visivo, diminuzione dell’udito e anomalie della conformazione e/o dello sviluppo somatico. I cittadini devono essere sottoposti a revisione di patente nel caso abbiano superato il 65° anno di età. Le patenti speciali hanno una validità di 5 anni, anche se possono essere indicate validità inferiori, in relazione alle patologie e alle specifiche condizioni del conducente.
Per ottenere il rilascio, il rinnovo o la revisione della patente speciale il cittadino dovrà sostenere una visita di idoneità presso la Commissione Medica locale preposta. Per accedere alla suddetta devono presentare istanza formale o presentandosi presso i locali della segreteria o inviando una mail allegando la domanda debitamente compilata in ogni sua parte e la documentazione richiesta in base al caso. Successivamente sarà cura della Segreteria inviare al domicilio del richiedente la lettera di convocazione a visita in Commissione Medica.
Sul portale dell’Asl: https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto nel campo “Commissioni Patenti Speciali” sono disponibili le modalità di prenotazione per la convocazione a visita medica e in allegato i moduli da scaricare e consegnare, compilati, alla segreteria.

 

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Molto interessante il workshop “Pesca commerciale e produzioni ittiche” al quale ho partecipato oggi presso l’Istituto di Istruzione Secondaria “Archimede” di Taranto.

Una iniziativa ben strutturata, con un dibattito durato quasi tre ore, organizzata anche per presentare un nuovo indirizzo scolastico che l’Istituto ha richiesto ed ottenuto con una delibera della Regione Puglia del 2017.   

In premessa, vorrei elogiare quanti, dal personale docente e dalla Dirigenza dell’Istituto fino all’Assessorato regionale al Diritto allo Studio, retto dal collega Leo, hanno promosso la nascita di questo nuovo indirizzo scolastico. 
Il percorso di studi mi pare davvero completo, perché spazia dal governo del mezzo impiegato nelle operazioni di pesca, alla logistica del pescato, alle tecniche di acquacoltura, alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici e dei molluschi.
Sono tutte attività che concorrono allo sviluppo dell’economia del mare di cui Taranto ha un forte bisogno. 
La pesca non può più essere un impiego soltanto artigianale, ma deve prevedere le attività per così dire “a monte” (come appunto il governo del mezzo), quelle “intermedie”, attinenti la logistica,  e quelle “a valle” (come la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti ittici).
Positiva è anche l’attenzione all’acquacoltura che, in una fase in cui le quantità di pescato libero si impoveriscono sempre più a causa dei noti fattori ambientali negativi, costituisce senza dubbio un potente rilancio del consumo di pesce.
Nella misura in cui dalla pesca nasceranno e si consolideranno nuove attività commerciali e industriali – come il nuovo indirizzo di studi lascia prevedere – il sostegno della Regione, e in particolare dell’Assessorato allo Sviluppo economico, non mancherà.

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Martedì, 12 Febbraio 2019 16:00

“Dono...in un Mare di Musica”

“Dono...in un Mare di Musica”è il titolo del progetto realizzato dalle Associazioni ArmoniE Taranto, Anteas Grottaglie, AVIS Grottaglie, Mare per Sempre Taranto, Semplicemente Donne Lizzano, in collaborazione con Associazione Artava Taranto, Pro Loco Fragagnano, Università Pegaso Taranto, I. C. “F. G. Pignatelli” Grottaglie e con il patrocinio del Comune di Taranto e Comune di Fragagnano, nell'ambito del bando 2018 del CSV Taranto dal titolo “IDEE DI RETE PER …. promuovere il volontariato”.

Le Associazioni protagoniste hanno dato vita ad una rete utilizzando nuove o consolidate collaborazioni: il percorso mette in evidenza e amalgama le peculiarità e caratteristiche di ognuna attraverso 3 fondamentali elementi quali il dono, il mare e la musica.
L'iniziativa si articolerà in 4 appuntamenti in cui si sensibilizzeranno “grandi e piccini” al tema della donazione e della salvaguardia ambientale.
Il DONO in riferimento alla donazione del sangue, grazie all'instancabile campagna divulgativa dei volontari dell'AVIS ma inteso anche come incontro intergenerazionale fra tutti coloro che condividono l’impegno della solidarietà civile e sociale, grazie ad Anteas, come regalo disinteressato, rispetto ed elemento educativo/costruttivo nei confronti dell'ambiente e, soprattutto, del nostro mare grazie alle attività dell'Associazione “Mare per Sempre”, come opportunità di crescita culturale e sviluppo del gusto estetico nei confronti dell'arte, dell'artigianato e della musica grazie ad ArmoniE, Artava e Semplicemente Donne.
I concerti di Musica costituiranno attrattiva e diverranno volano attraverso il quale promuovere il Volontariato: il pubblico che assisterà al concerto avrà la possibilità di conoscere o riscoprire Associazioni che operano nel territorio per il bene del prossimo, dell'ambiente, e per la valorizzazione del bello nella sua essenza artistica, artigianale, culturale e naturalistica. A loro volta, donatori e ambientalisti potranno avvicinarsi all'evento culturale/artistico/musicale proposto.
Si comincia il 14 febbraio a GROTTAGLIE presso la Piazza del Donatore per la giornata della donazione, organizzata dall'AVIS Grottaglie, dalle 16 alle 20.
Presso la Scuola Primaria “S.Elia”, via Don Minzoni avranno luogo le lezioni concerto (la prima alle Ore 16 e la seconda alle Ore 18) rivolte agli alunni della Scuola Primaria “S. Elia” dell'I.C. Pignatelli, ai loro genitori, ai soci AVIS e Anteas, e al territorio per raccontare la storia del Jazz. L'ensemble “Let's go...Jazz!”, composto da Ciro Galeone - Chitarra Jazz, Roberto Passaro - Chitarra Jazz, Giacomo Abatematteo – Percussioni, Gianluca Uva – Contrabbasso, con la partecipazione di Palma di Gaetano – Flauto e Giordano Muolo – Clarinetto, ci farà comprendere alcuni aspetti storici che hanno fatto diventare il Jazz una lingua e un messaggio musicale, alla portata di tutti.

L'1 marzo - FRAGAGNANO, presso la Sala Convegni del Palazzo Marchesale, alle ore 18.30, la Mostra Fotografica a cura dell'Associazione “Mare per Sempre”, la Mostra di bigiotteria realizzata con materiale di riciclo a cura di Associazione Semplicemente Donne e le tele della giovanissima artista grottagliese Maria Stefani, saranno il preludio di “Brasil, Napoli, latin-jazz & classical music” Concerto (Ore 19) con Alessia Martegiani – Voce, Maurizio Di Fulvio – Chitarra, Ivano Sabatini – Contrabbasso.
“Brindisi” conclusivo a cura dell'Azienda Agricola Elena Dimaggio.

Il 3 marzo a TARANTO presso il Salone degli Specchi – Palazzo di Città alle Ore 10.30 si comincia con la visita e la descrizione della Mostra fotografica e proiezione filmati/diapositive, a cura dell'Associazione “Mare per sempre”.
Esposizione di Opere pittoriche e manufatti realizzati con materiale di riciclo a cura delle Associazioni Artava e Semplicemente Donne.
Alle Ore 11 Concerto per pianoforte a 4 mani del Duo varesino composto da Ferdinando Baroffio e Chiara Nicora.

Il progetto si conclude il 31 marzo sempre a TARANTO presso Palazzo Galeota, via Duomo, con un breve dibattito/dialogo a cura dell'Associazione “Mare per sempre” sull'importanza dell'ecosostenibilità e del riciclo.
Sfilata/mostra di abiti e bigiotteria (a tema del concerto) realizzati con materiale di riciclo a cura dell'Associazione Artava e Semplicemente Donne.
Lettura-concerto per voce recitante e flauti “Nel mezzo del cammin di nostra vita…”: Elena Zegna voce recitante, Ubaldo Rosso flauti.

 

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L’indagine. Per quasi 500 ragazzi il futuro non è nella loro terra!

Cinque  istituti superiori tra Taranto e l’ex borgata di Statte. 494 ragazzi tra i 16 e i 18 anni che hanno risposto ad un questionario composto da 34 domande e diviso nelle macro-aree “territorio”, “Mercato del lavoro e ricerca attiva del lavoro”, e “alternanza scuola-lavoro”. Un progetto che partito circa un anno fa grazie al progetto Millennials voluto dalla CGIl provinciale e sviluppato sul territorio attraverso il SOL (Sportello Orientamento Lavoro), il Nidil CGIL (Nuove Identità di Lavoro), la FLC (federazione Lavoratori della Conoscenza), oggi consegna un quadro conoscitivo d’assieme sui valori, le priorità e le emergenze sentite dai ragazzi della nostra terra rispetto al loro progetto futuro di vita e professione.

Alcuni dei dati presentati questa mattina alla stampa interrogano soprattutto i decisori politici a più livelli.
Imput di riflessione che – spiega la sociologa Patrizia Loiscio dell’Agenzia Nazionale per le politiche attive del Lavoro (ANPAL), incaricata dell’analisi dei dati raccolti – fotografano la delusione dei ragazzi che non immaginano il loro futuro nella terra in cui sono nati (75%), e che dall’Università fino al progetto di vita si pensano altrove, non solo lontano da Taranto ma anche lontano dalla loro regione.

Anche la prospettiva del rientro cambia rispetto al passato.

Il rientro non è previsto – spiega la Loiscio – perché mentre prima si pensava di andare fuori per acquisire competenze e poi tornare. Oggi tale ipotesi è considerata un minus soprattutto per un territorio che a loro dire è povero di mezzi o non ci sono alternative di lavoro soddisfacenti per reddito, possibilità di carriera o rispetto dei diritti.

Alla domanda quale pensi sia il problema più grande per la città l’80% degli intervistati scrive “disoccupazione”.
Ma i ragazzi sono prodighi anche di consigli sia sul fronte delle competenze civiche, sia sulle politiche del lavoro.

Il 60% degli intervista ritiene che debba essere migliorata la rete dei trasporti; il 51% vorrebbe il wi-fi gratuito negli spazi pubblici; il 49% auspica maggiori spazi per concerti e musica dal vivo e il 47% vorrebbe maggiori spazi dedicati allo sport. Il 28% lamenta l’assenza di politiche adeguate per la cultura (biblioteche).

Le cose importanti per la vita dei ragazzi tarantini consegnano il primato alla famiglia con l’82%, a seguire per il 79% di loro alla stabilità lavorativa e al lavoro in quanto tale (77%). Il 36% dei ragazzi intervistati considera importante anche l’impegno sociale e religioso.
Ed è il lavoro ancora una volta ad essere il luogo di massima aspirazione dei propri sogni a cominciare dalle critiche mosse dai ragazzi sul progetto di alternanza scuola-lavoro.
I ragazzi esprimono un giudizio tutto sommato positivo – dice la sociologa – ma chiedono che di poter svolgere questa tappa di avvicinamento al mondo del lavoro con le modalità giuste e con la giusta attenzione nei confronti del loro percorso formativo scolastico.
Buchi di competenze e informazioni si registrano, invece, sul fronte dell’area che un tempo avremmo rubricato sotto la dicitura “educazione civica”.

I ragazzi spesso confondono il ruolo del sindaco con quello del sindacato e conoscono solo sommariamente il sistema politico-amministrativo della loro città.

Abbiamo costruito uno strumento conoscitivo che poi si svilupperà in altre tappe di ascolto nelle scuole coinvolte – spiega Daniele Simon, segretario del NiDiL CGIL – perché in una Italia completamente trasformata negli ultimi vent’anni sul piano delle politiche del lavoro, anche noi abbiamo bisogno di indagare i bisogni per finalizzare al meglio le nostre azioni e porre in guardia i nuovi lavoratori dalle insidie del mercato del lavoro.

Un punto di osservazione sposato anche dalla Camera di Commercio di Taranto, referente territoriale anche per la redazione della mappa del BES (Benessere Equo e Sostenibile).
L’ultimo rapporto ISTAT ci consegna un quadro conoscitivo allarmante – dice Claudia Sanesi della Camera di Commercio di Taranto – quasi il 4% della popolazione giovanile laureata della nostra terra lascia in un anno e per sempre questo territorio. Dobbiamo esserne coscienti e mettere in atto correttivi.
Questa ricerca è un insegnamento per quelli della nostra generazione, quelli che ancora perdono tempo a parlare di “giovani” etichettandoli in stereotipi spesso non rispondenti alla realtà – commenta il segretario generale della CGIL di Taranto – Un lavoro che non termina con l’analisi dei dati ma che avrà ulteriori occasioni di approfondimento nelle tappe previste da oggi e fino a marzo inoltrato. L’esito di questo lavoro lo consegniamo idealmente a chi ha potere rispetto alle ipotesi di sviluppo e miglioramento di questo territorio.

All’incontro erano presenti i docenti dell’Istituto Aristosseno, Mulas e D’Elia e la responsabile dello Sportello per l’Orientamento al Lavoro della CGIL, Antonella Candito.

I prossimi appuntamenti di informazione e formazione si svolgeranno all’interno degli istituti Pacinotti e Liside.

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Parte da Taranto, città simbolo di un Meridione che vuol disegnare un nuovo futuro, la riflessione pubblica del movimento “Insieme” sui contenuti che, condivisi e partecipati, sono alla base della costruzione di un nuovo modello di sviluppo.

Si terrà alle ore 15,30 di venerdì 15 febbraio, presso il Ristorante “Nautilus” (in viale Virgilio n.2 a Taranto), il convegno nazionale “Perché e Come costruire un nuovo modello di sviluppo”, il cui sottotitolo è quanto mai indicativo: “Pensare, agire e mettere Insieme persone, saperi, istituzioni e traguardi per costruire il Bene comune” (info e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
I lavori saranno aperti dall’intervento di Giancarlo Infante, portavoce nazionale del movimento “Insieme”, già giornalista RAI, e conclusi dall’Avvocato Cosimo Buonfrate, responsabile “Insieme” per la Puglia.
Sul tema del convegno relazionerà il noto economista Leonardo Becchetti: Professore Ordinario di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, ha pubblicato circa quattrocento lavori tra articoli su riviste internazionali e nazionali, volumi, contributi a volumi, quaderni di ricerca ed è tra i primi 70 economisti del mondo come numero di pagine pubblicate su riviste internazionali secondo la classifica mondiale REPE.
Il convegno è stato presentato in conferenza stampa a Taranto nella mattinata odierna (venerdì 8 febbraio) da Giancarlo Infante, portavoce nazionale del movimento “Insieme”, e dall’Avvocato Cosimo Buonfrate, responsabile “Insieme” per la Puglia.

Il relatore del convegno di Taranto, l’economista Leonardo Becchetti, con Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica Università di Bologna, ha contribuito alla stesura del documento programmatico di “Insieme” che, in oltre trenta pagine, affronta temi come il welfare, sviluppo, scuola, università e ambiente.
Giancarlo Infante ha spiegato che «il movimento “Insieme” ha presentato il documento programmatico per la prima volta a Milano, in un evento pubblico tenutosi il 19 gennaio scorso, al quale farà seguito il Convegno nazionale di Taranto di venerdì 15 febbraio che, quindi, rappresenterà il nostro debutto nel Meridione».
«Il documento programmatico di “Insieme” – ha poi detto Giancarlo Infante – disegna un modello di sviluppo equo e sostenibile, fortemente ispirato ai valori cristiani, basato su una un’economia civile in cui la persona, con le sue esigenze, riconquista la centralità».
«il movimento “Insieme” – ha concluso il portavoce nazionale – vuole così costruire quel nuovo modello di sviluppo di cui l’Italia e l’Europa hanno bisogno per aprirsi alla modernità che emerge in campo politico, economico e produttivo, sociale e culturale».

L’Avvocato Cosimo Buonfrate ha poi annunciato che «Insieme vuole essere un movimento, composto da uomini e donne di buona volontà, il cui elemento distintivo è l’autonomia, sulla base di una scelta libera e di responsabilità, di natura esclusivamente laica».
Cosimo Buonfrate ha poi spiegato che «i nostri riferimenti sono principalmente l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, l’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile con i suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, e l’Enciclica Laudato Si’' di Papa Francesco sulla cura della casa comune, due importanti documenti che ci mostrano come sia possibile un nuovo modello di sviluppo».
Nel corso della conferenza stampa è emersa la consapevolezza che in questo periodo storico è quanto mai necessario fare riemergere nel nostro Paese quelle forze di pensiero che hanno portato l’Italia alla libertà, alla democrazia ed allo sviluppo.
«Non si possono non vedere analogie – ha affermatro Cosimo Buonfrate – tra l’attualità e il momento storico in cui, giusto un secolo addietro, era l’8 gennaio del 1919, diffondendo l’Appello “Ai liberi e forti” Don Sturzo fondò il Partito Popolare Italiano».
Cento anni sono passati, il mondo e la società sono cambiati profondamente, ma allora come oggi c’è la necessità che vengano applicati pienamente nella vita politica, istituzionale ed economica quei riferimenti alla Carta costituzionale ed al Pensiero sociale della Chiesa, a partire dalla difesa della dignità della Persona, della giustizia sociale, della Solidarietà e della Sussidiarietà, fino ad oggi mai sviluppati pienamente attraverso le precedenti esperienze politiche.

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Consegnato nelle mani del Commissario prefettizio del Comune di Leporano, dott. Mario Volpe, il defibrillatore acquistato con le offerte raccolte in occasione del concerto per due pianoforti, eseguito a dicembre 2018, nel castello Muscettola, dai maestri Agnese Urso e Gaetano Frascella, dell’ Accademia Musicale Mediterranea diretta dal Maestro Cosimo Damiano Lanza.

Iniziativa del Balivato di Puglia del P.T.H.M. (Prioratus Templi Hieroslimitano Mikaelis), guidato dal Balivo Gennaro Forconi, in collaborazione con l’ Accademia Musicale Mediterranea e i Lions Club Falanto Taranto. La consegna è avvenuta nella casa comunale di Leporano a cura del portavoce nazionale (Gran Araldo) PTHM, dott. Francesco Ruggieri, dall’Avv. Francesco D’ Errico, delegato dal Balivo, e dalla vice presidente dei Lions Club Falanto Taranto Giorgia Mascolo. Il dott. Volpe si è detto disponibile ad organizzare una prossima manifestazione pubblica in occasione del posizionamento del defibrillatore nella piazza del Paese. Il Balivato di Puglia raggruppa varie Commende, che rappresentano il livello operativo dell’organizzazione neo templare; alla iniziativa di dicembre, in particolare, hanno aderito le Commende guidate dai Commendatori di Taranto, avv. Francesco D’Errico, di Manduria, Aldo Chimienti, di Sava, Tonino Maggi, di Avetrana, il preside Michelino Fistetto, nonché i commendatori del Balivato di Puglia Simplicio del Moro e Vito Lumaca.

Il PTHM è un’organizzazione laica che si ispira ai Cavalieri Templari in riferimento ai valori cristiani e di difesa della Fede. “Uomini moderni dai valori antichi”, come ama ripetere il Priore (la massima carica internazionale), il dott. Raffaele Sepe, i neo templari del PTHM perseguono, come fondamentali finalità statutarie la diffusione della cultura, della fratellanza, della solidarietà. Una delle caratteristiche più rilevanti è la massima apertura alla società; tutti i Capitoli (gli incontri rituali) sono aperti al pubblico e, inoltre, di recente è stata realizzata un’apposita APP che consente a chiunque la scarichi (gratuitamente e su qualunque piattaforma, Android o IOS) di conoscere tutte le inziative in programma ed ogni utile indicazione per aderire.

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Convegno a Grottaglie (Cfr. il Programma) per guardare tra le pagine storiche e antropologiche di don Cosimo Occhiobianco. Rigore. Scientificitá. istituzioni.

La lingua, i linguaggi, le parole sono fenomeni di una antropologia che si recupera attraverso modelli non solo demologici ma geo-etnici. Ovvero la Tradizione diventa la sintesi sei costumi di un popolo e di una comunità. Popolo e comunità sono la socializzazione delle antropologie. Antropos! La questione demoetnoantropologica, perché di questo si tratta, che interessa don Cosimo Occhibianco è un attraversamento ontologico dei linguaggi divenuti comunità.

Uno studioso dagli strumenti antichi, raccoglitore di testimonianze sia umane che antropologiche. Il suo dialetto, recuperato nella forma originale, ha dimostrato realmente come possa essere usato in termini non solo identitari, ma anche di ricerca sul piano di una nuova demoetnoantropologia.
Tra gli elementi che ha posto come base vi è il “vocabolario” usato come funzione comunicante, grazie a storie da lui recuperate e trasformate in modelli antropologici moderni. Per alcuni aspetti ha utilizzato la tecnica di Ernesto de Martino e di quella scuola applicata sul materiale depositato e sviluppato in grafica del territorio, ovvero quella dell’ascoltare e del raccogliere, ponendo nel mosaico delle lingue non solo la parola, ma anche le immagini.
Don Cosimo Occhibianco proviene da una scuola testamentaria per la quale il concetto di antropologia aveva un uso sostanzialmente teologico. Essendo sacerdote, ha avuto il coraggio di sradicarla dalla teologia per trasferirla sulla piattaforma laica e scientista.
I riti, le usanze, i costumi improntati alla ricerca hanno creato la percezione della conoscenza di una Grottaglie dimenticata È tornata, grazie ai suoi studi, a livelli di comunicazione interglobale.
Cosa voglio dire? È come se avesse recuperato una parola e l’avesse lanciata come una pietra di angolare nell’emisfero delle scuole linguistiche e antropologiche. Da un linguaggio di comunanza ha preso come soggetto la favola, il raccontato che diventa raccontabile per trasmetterlo, non in una storia-patria molto provincialistica, ma in una impostazione prettamente epistemologica.
Ha inferto all’antropologia umanistica un ritmo scientifico dai connotati epistemologici. I suoi tanti volumi su Grottaglie hanno creato una nuova cittadinanza alla parola intesa non come “grottagliesità”, bensì come una non sudditanza al “popolaresco” ma come voce narrante dei dialetti complici di un Dante del “De vulgare”.
Ho conosciuto don Cosimo Occhibianco molti anni fa. Era la fine degli anni Settanta. Il nostro dialogare è sempre stato improntato al recupero della parola come dettato di una cultura che trova nell’antico il senso di una profezia. Il destino del Sud nella grecità araba della parola.
Proprio per questo si allontana vistosamente dagli studi localistici andando completamente “oltre” la manifestazione del paesanismo. Un paese con la sua lingua senza la retorica del dialettismo.
Occhibianco è stato uno studioso serio che non ha mai smantellato l’ironia in quella cultura popolare che si è cresciuta nel senso del recupero della tradizione e non delle tradizioni. La tradizione come diritto all’identità e come manifestazione di una eredità in un presente in costante trasformazione.
Dal “vocabolario” ai calendari, ai diversi tomi sulla leggenda, sulla favola e sui raccontini, ad un processo vero e proprio di un recupero in cui il concetto di “popolare” si espande in una visione di immaginari molteplici, che ha fatto di Grottaglie un vero e proprio polo di attrazione per il senso di appartenenza ad una mediterraneità che ha sempre usato il valore del dialogo.
Infatti i suoi libri e la sua ricerca sono da considerarsi un colloquiare con il passato diventato memoria. Occhibianco può essere considerato il solo e unico erede di un valore identitario, in cui le cesellature antropologiche grottagliesi sono entrate nello spazio del dibattito nazionale. Interprete vero di una proposta letteraria che ha incontrato una storia. Una storia nella storiografia del canto.
É come se letteratura e storia avessero realizzato l’epicentro di un incontro tra linguaggio dialettale e lingua del dialetto. Occhibianco non ha considerato il dialetto come la parlata locale di un tempo che è stato e di un tempo che è, ma l’ha concepita come un linguaggio della lingua.
Questo è un passaggio importante che soltanto in termini antropologici può trovare la sua ampiezza. Non si riduca Occhibianco a uno studioso locale, ma lo si consideri un “antropologo della parola” nel cui vocabolario non c’è solo una città o una storia, bensì il senso di appartenenza di una comunità che non è solo quella di Grottaglie, ma dell’intero Regno di Napoli e dei linguaggi che il Regno di Napoli ha trasmesso dentro le culture moderne.
Senza l’orizzonte delle etnie storiche, che nella ionicitá salentina convivono, il senso moderno perderebbe la sua sbavatura nelle parole. Per lui il dialetto è la ricerca di una modernità nell’antico, così si spiega anche la sua scrittura in dialetto, portata ad una religiosità non clericale, ma scientifica del modello preminente degli attuali studi.
Non si tratta di conoscere l'uomo o il sacerdote. Qui si parla di scientificitá culturale. Ovvero quali innovazione ha portato nella demoetnoantropologia meridionale in un tempo di antropologie sommerse. Questo convegno testimonia infatti il rigore della ricerca sulla materia.

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