Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 18 Febbraio 2019

Due manifesti di 6 metri per 3 sono apparsi nella città di Taranto per ricordare a tutti la “Fiaccolata per i nostri Angeli”, un evento che si terrà il 25 febbraio dalle ore 18, con raduno davanti all’ingresso principale dell’Arsenale di Taranto.

La fiaccolata attraverserà via Di Palma e via D’Aquino per terminare sul corso Ai Due Mari, nei pressi della Statua ai Marinai, ove si terrà una breve cerimonia commemorativa.

In occasione del trigesimo di Giorgio Di Ponzio, i tarantini ricorderanno, con questa fiaccolata, tutte le vittime dell’inquinamento ambientale che Taranto piange da decenni, con un particolare pensiero alle più piccole.

Sui manifesti sono ritratti i volti sorridenti di 12 giovani vite innocenti strappate all’affetto dei propri cari per ricordare a tutti che dietro ad un nome si cela un volto, una storia di dolore, un futuro spezzato.

La fiaccolata procederà, nelle intenzioni degli organizzatori, nel più assoluto silenzio per manifestare rispetto per le vittime e sostegno per i loro parenti.

Grazie alla generosità dei tarantini, molti dei quali fuori sede, Taranto potrà simbolicamente abbracciare ancora una volta i suoi angeli più preziosi, le assenze più insopportabili, le più cocenti sconfitte della sua comunità.

 

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“Il tradimento che ha subito Taranto ha origini remote e per questo va ricercato nelle scelte politiche degli ultimi 60 anni. I nostri obiettivi sono la chiusura progressiva delle fonti inquinanti e la riconversione economica del territorio per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Siamo al lavoro da mesi per risolvere il nodo dell'esimente penale, per costruire alternative concrete a favore di un territorio che fino ad oggi ha visto solo carbone, acciaio, petrolio e rifiuti.

Elenchiamo gli atti concreti fin qui realizzati: nella legge di Bilancio sono stati stanziati i fondi per insediare in città il Tecnopolo del Mediterraneo, istituire presso il MiSE la Commissione speciale per la riconversione economica di Taranto, fare nuove assunzioni di personale tecnico negli Arsenali e negli stabilimenti industriali della Difesa, di cui Taranto è il centro più grande, garantire per l'anno corrente la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori ex Ilva. Con il dl Semplificazioni è stato inserito un emendamento che interviene a tutela anche del golfo di Taranto, sospendendo numerosi procedimenti tra istanze e permessi già rilasciati di prospezione e ricerca di idrocarburi. Tra le misure a favore del territorio anche la firma da parte del Mef ai decreti che regoleranno la pubblicizzazione dell'istituto musicale Giovanni Paisiello, la candidatura di Taranto ai Giochi del Mediterraneo del 2025 e l'approvazione della risoluzione che impegna il Governo per istituire l'Area Marina Protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo. Questi i provvedimenti varati in soli otto mesi di governo.

Un gruppetto di soliti noti legati anche ad altre forze politiche che da tempo portano avanti una campagna contro il Movimento 5 Stelle, hanno inscenato una protesta per fini elettorali. La mancata chiusura dell'Ilva di Taranto è diventata per questi contestatori il filo conduttore per sostenere le proprie velleità politiche autoreferenziali, 'utili' solo a contestare l'attuale assetto di Governo. Nelle passate campagne elettorali non abbiamo mai utilizzato la formula 'Ilva chiusa' per accaparrarci voti, davanti alle portinerie del siderurgico in piazza abbiamo sempre ribadito che avremmo lavorato per dare a Taranto un futuro al di là del siderurgico. Da qui, il percorso di riconversione economica del territorio, per cui giorno e notte ci stiamo spendendo con il supporto del governo e le iniziative non sono finite qui. Il Movimento 5 Stelle a Taranto è vivo più che mai: in città ha cinque rappresentanti in parlamento. Non ci siamo mai negati al confronto. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere anche l'esasperazione di chi oggi ci critica. Noi puntiamo al risultato finale, si tratta di sicuro di un percorso arduo, perché subiamo sessant'anni di scelte scellerate, fatte sulle spalle del nostro territorio ma questo non significa che ci arrenderemo.

Difendiamo l'interesse dei cittadini, la loro salute e l'ambiente. Chi lo nega è in malafede”. Così i deputati del MoVimento 5 Stelle Alessandra Ermellino, Gianpaolo Cassese e Giovanni Vianello.

Video della diretta de La Ringhiera
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La storia del manufatto monumentale nella nicchia del Castello Episcopio che fino al 1957 accoglieva una Croce lignea.


GROTTAGLIE - Il complesso scultoreo  in ceramica smaltata intitolato “Il Calvario” del prof. Vincenzo De Filippis, rimosso dal suo sito, è in fase di restauro. Da molti anni il lavoro presentava già gravi defaillance strutturali come il diffuso reticolato di micro lesioni con distacchi sempre più estesi ed appariscenti,  pregiudizievoli per la stabilità del monumento.  Una mattina di novembre 2014 il temuto epilogo sorprese i grottagliesi in Largo Immacolata, a Porta Sant’Angelo,  suscitando attenzione e curiosità. Era accaduto che dalla scultura, di dimensioni quattro metri per quattro circa, peraltro impiantata in un luogo importante per la memoria storico-popolare e di intenso traffico pedonale e veicolare, si era staccata parte della gamba destra della figura di Gesù. I frammenti, fortunatamente rovinati nella vasca - fioriera della nicchia, furono recuperati e custoditi  in attesa del restauro totale. 

Non si fece attendere il comunicato  dell’Amministrazione comunale del tempo che assicurava un intervento urgente da affidare al locale Liceo Artistico “V. Calò”, con il coinvolgimento dell’autore, il prof. Vincenzo De Filippis. Da quell’episodio ecco fare bella mostra un cartello del Comune di Grottaglie, affisso a margine del “Calvario”,  che ufficializza il recupero della scultura con  Autorizzazione del MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturale e del Turismo) / Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggi per le province di Lecce, Brindisi e Taranto e Lecce del 27 luglio 2016, n. 01/03 / Regione Puglia – Dipartimento mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche e Paesaggio – sezione Assetto del territorio datata 8.3.2016,  prot. n. 2227 “. 

Il cartello  indica  gli interventi affidati a tecnici professionisti, di manutenzione straordinaria del Castello Episcopio,  delle murature di cinta del “Giardino Mediterraneo” affaccianti su Largo Maria Immacolata e via Arciprete Maranò ed il progetto di smontaggio e rimontaggio de “Il Calvario” e delle tessere di fondo mancanti, in collaborazione col locale Liceo Artistico V.Calò.  Con l’autore, il prof. Vincenzo De Filippis,  abbiamo ripercorso e ricordato le principali tappe  dell’interessante manufatto, dalla sua inaugurazione avvenuta nel 1958 ad oggi; il suo racconto: “...Nell’anno 1957 il presidente del c.d.a.  dell’allora  “Scuola d’Arte” (Istituzione fondata nel 1887,   divenuta “Istituto Statale d’Arte V. Calò” nel 1960 ed infine  “Liceo Artistico V. Calò”  nel 2012), Sen. Gaspare Pignatelli, tramite il sindaco prof. Angelo Peluso, preside negli anni ’60 dell’Istituto Statale d’Arte medesimo, mi dava incarico per la  realizzazione di un’importante opera in ceramica che riproducesse la “Deposizione” del Masaccio, coi colori ispirati ai rinascimentali “Della Robbia”,   da collocare nella nicchia al posto dell’antica croce lignea. “Elaborai il manufatto realizzandolo con la testa  del Cristo inclinata verso la sua spalla destra, invece che a sinistra come rappresentato  nello  storico dipinto quattrocentesco del sangiovannese “Tommaso di ser Giovanni di Mone Cassai. L’opera venne inaugurata agli inizi del 1958 dall’arcivescovo metropolita di Taranto mons. Guglielmo Motolese e fu uno straordinario momento di raccolta e  di fede.  Già in quell’occasione  avevo suggerito l’applicazione di una vetrata di protezione; ma a quel tempo non si prestava molta attenzione alle conseguenze dell’anidride carbonica sempre più presente  nell’aria,  cui l’opera rimase esposta anche nottetempo ed alla discreta  illuminazione urbana. Nel 1987 la scultura ostentava i primi malesseri col distacco di alcuni componenti in ceramica smaltata di fondo e delle aureole dorate delle figure della Madonna e di San Giovanni.

Preoccupato per un  effetto domino sulle  altre tessere e sull’opera stessa, proposi un intervento conservativo urgente al Comune di Grottaglie; ma il problema non fu  affrontato né risolto. Solo dalla “BPJ” a mia richiesta ottenni la sponsorizzazione del restauro che fu affidato all’Istituto Statale d’Arte e portato a termine dagli  allievi del corso di Restauro Ceramico  guidati dal prof. Antonio Quaranta. A causa della mancata protezione, come avevo previsto, si verificarono, purtroppo, altri distacchi, per cui si rendeva ancora più necessario  ed urgente che l’opera venisse smontata, restaurata e ricollocata  con le adeguate misure protettive da me invocate in sede d’inaugurazione. Nonostante le mie sollecitazioni – conclude De Filippis - e l’offerta della mia collaborazione, la questione non venne trattata...”. Sin dalla data d’inaugurazione, la “scultura” si fregia di una targa che recita:  “Istituto Statale D’Arte di Grottaglie” / Opera del prof. Vincenzo De Filippis”.

Attualmente le tre figure plastiche e la Croce  sono totalmente distaccate dal loro sito, perché sottoposte a restauro come riportato nel detto cartello. La comunità grottagliese indica con orgoglio il monumento fra i più belli della città,  evocandoil luogo, che divide la città vecchia dalla nuova,  noto come “sotto la croce”  (ovvero il quartiere intramurale più prossimo alla “Croce”,  impiantato su livello morfologicamente sottoposto) e, affidandosi con spirito scaramantico  ad un  noto detto popolare che suggerisce  di “non scherzare mai coi santi”, ne attende la ricollocazione dell’opera riportata al suo originale splendore. Classe 1935, grottagliese, il prof. Vincenzo De Filippis si è formato nei salotti d’arte di Napoli, dove ha concluso gli studi presso quel Magistero di Belle Arti. È stato docente di modellato-scultura nell’'Istituto Statale  d’Arte della sua città; poi preside di quel di  Potenza e dal 1986 del plesso di Grottaglie, città dove De Filippis,  affermato artista della ceramica, vive ed opera.

Il suo nome è presente nel catalogo “Archivi del XX secolo” di Ralph Jentsch;  ne  “I libri d’Artista Italiani del Novecento”, edizione Umberto Allemandi e C.,  in occasione della mostra svoltasi a New York dal febbraio 1992 allo stesso mese del 1993.

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