Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 19 Febbraio 2019

Chiediamo con forza maggiore attenzione e maggiore considerazione

Trovo bizzarro che il Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, annunci investimenti pari a 130 milioni di euro per il rilancio del settore aerospaziale del Gruppo industriale “Leonardo”, sulle linee produttive di Nola e Pomigliano, in Campania, e dimentichi completamente le altre importanti realtà che rappresentano una eccellenza in questo settore come quelle presenti in Puglia. Come noto, infatti, il Gruppo Leonardo ha in Puglia ben quattro siti produttivi (a Grottaglie, Taranto, Brindisi e Foggia) e occupa, complessivamente, circa 3.000 lavoratori diretti e 2000 dell’appalto, rappresentando senza dubbio una realtà strategica per lo sviluppo della nostra regione e di tutto il Mezzogiorno.

Eppure il Ministro Di Maio annuncia investimenti rilevanti e lo sblocco di bandi per l’industria aeronautica fino a raggiungere l’importo stratosferico di un miliardo di euro, solo per Pomigliano d’Arco.

E immagino sia solo un caso che quello sia il Comune di nascita e di residenza dello stesso Di Maio. Sarebbe davvero inconcepibile, infatti, che un Ministro della Repubblica piegasse l’esercizio della sua pubblica funzione a ragioni meramente campanilistiche o di cura del proprio orticello elettorale, riversando una così ingente mole di risorse solo per investimenti da realizzare nella sua città d’origine.

Ma l’industria dell’aeronautica e dell’aerospazio non è solo in Campania, anzi. Grazie al lavoro fatto in questi anni, infatti, la Puglia rappresenta oggi una realtà a livello mondiale in questo settore, con importanti player internazionali che hanno scelto di investire nel nostro territorio, portando sviluppo e occupazione di qualità, nell’ambito di rilevantissimi progetti che si svilupperanno nei prossimi anni, ricevendo dalla Regione tutto il supporto e l’appoggio necessario. Mi auguro, pertanto, che anche il governo nazionale non ignori questa realtà per preferire la Campania o Pomigliano d’Arco per la semplice ragione che quello è il collegio elettorale del ministro competente. Sarebbe il ritorno ad una logica vecchia e che ci auguravamo superata per cui gli investimenti pubblici venivano ispirati più da ragioni elettoralistiche che dal merito e dalla qualità dei progetti sui diversi territori. E’ l’ennesima conferma che questo “governo del cambiamento” non fa altro che ripercorrere vecchi riti e vecchie pratiche.

Per questo chiedo a gran voce che il Governo nazionale presti la giusta attenzione per tutto il comparto dell’aeronautica e dell’aerospazio presente in Puglia e invito il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a non lasciarsi trascinare in queste logiche, adoperandosi per uno sviluppo organico e omogeneo di tutto questo settore nelle varie regioni del Mezzogiorno, dalla Puglia alla Campania.

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“La firma del decreto che sblocca il bando da un miliardo di euro per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo per le aziende del comparto aerospaziale riguarda l’intero territorio nazionale e non solo la Campania, come erroneamente comunicato a mezzo stampa dall’assessore regionale allo Sviluppo Mino Borraccino, in riferimento alla visita di ieri del Ministro Di Maio allo stabilimento di Leonardo di Pomigliano” dichiara Gianpaolo Cassese, deputato M5S in Commissione Attività Produttive.

“Le risorse - aggiunge Cassese - sono stanziate in base alla legge 808 del 1985, ovvero per interventi per lo sviluppo e l'accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico. Sarebbe stato sufficiente leggere la legge per capirne il funzionamento. I fondi sono destinati a tutte le imprese, sia grandi che piccole e medie, operanti nel settore in tutto il Paese, purchè rispettino determinati requisiti. Il decreto firmato dal Ministro Luigi Di Maio e che ora è al vaglio della Corte dei Conti prevede, ad esempio, che le imprese interessate al bando devono aver maturato un certo fatturato nel settore aeronautico nei tre esercizi precedenti, e più precisamente il 25% per le piccole e medie imprese e il 50% per le grandi imprese. Una chiara volontà da parte del Ministro di incentivare soprattutto le piccole e medie imprese del tessuto territoriale molto presenti anche in Puglia e non solo le grandi imprese di interesse nazionale”.
“Recentemente con alcuni colleghi ho visitato gli stabilimenti di SITAEL a Mola di Bari e di Leonardo di Grottaglie convinti dell’importanza strategica di un settore in espansione come quello aerospaziale. Questo importante stanziamento promosso dal Ministro Di Maio - ribadisce il deputato Cassese - che si aggiunge all’altro fondo da un miliardo di euro già destinato in legge di bilancio al Venture Capital per lo sviluppo di Start Up innovative porterà nuove e importanti opportunità di crescita economica anche nella nostra dinamica regione”.
“Capisco che ogni occasione è buona per l’assessore Borraccino per fare campagna elettorale in vista delle elezioni regionali dell’anno prossimo, ma che si faccia veicolando errate informazioni pur di acquisire visibilità è inaccettabile” conclude Cassese.

 

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«Non sarà consentito a nessuno far pagare dazio in termini occupazionali al sito ionico»

Nota congiunta di Michele TAMBURRANO, Segretario Generale Fim Cisl Taranto Brindisi e Angelo COFANO, operatore settore Aeronautico Fim Cisl Taranto Brindisi, 

«Leonardo ha bisogno di reali investimenti in tutti i siti». È l’appello del segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, Michele Tamburrano, alla luce degli ultimi investimenti annunciati in Campania e che vedrebbero ristagnare la situazione nel territorio ionico.

«Per quanto concerne la divisione Aerostrutture, e in particolare il sito di Grottaglie – spiega Tamburrano - abbiamo assistito, fin qui, a grandi sforzi da parte dei lavoratori e dell’azienda, finalizzati al raggiungimento di efficacia, efficienza, alla rincorsa frenetica di riduzione degli sprechi e dei costi, con particolare attenzione alla soddisfazione del cliente per favorire quelle sinergie industriali che avrebbero permesso di stabilizzare il processo produttivo e creare le condizioni per acquisire nuove importanti commesse ed allontanarci dall’essere un’azienda monocliente e monoprodotto. L’attenzione del management - aggiunge Tamburrano - deve continuare a voler traguardare lo stesso risultato, ancora da raggiungere per molti aspetti, ma soprattutto le attenzioni del Governo e gli investimenti – fin qui solo annunciati - non possono essere circoscritti unicamente ad una parte dei siti escludendo di fatto l’area Jonica. Ciò renderebbe vano quanto realizzato a Grottaglie fino ad ora ed i sacrifici che hanno permesso allo stabilimento di diventare non solo competitivo ma anche di esempio come modello organizzativo pronto ad acquisire nuovo lavoro».
Il gruppo Leonardo in Puglia occupa, complessivamente, circa 3mila lavoratori diretti e 2mila dell’appalto, rappresentando senza dubbio una realtà strategica per lo sviluppo della nostra regione e di tutto il Mezzogiorno.
«La cultura del risultato verso cui la nuova Leonardo ha voluto spingere sin dal suo avvento – chiosa Angelo Cofano, operatore sindacale della Fim Cisl Taranto Brindisi - fonda le sue basi sull’impegno dei lavoratori e il loro coinvolgimento, ma non può prescindere dall’impegno del Governo e dell’azienda ad investire in stabilimenti virtuosi con capacità e professionalità tali da essere ormai pronti e maturi ad affrontare nuove sfide, traghettandole verso performance positive nell’interesse dei dipendenti tutti, del lavoro, del futuro dello stabilimento e di tutta la Divisione. Il processo di internalizzazione delle attività avviato da Leonardo in tutta la One Company ha visto soprattutto il sito di Grottaglie pagare un grosso dazio in termini di occupazione per l’uscita di ditte terze dall’indotto, proprio per aver sposato il progetto che avrebbe portato ulteriori carichi di lavoro, che ad oggi purtroppo non si riescono ancora ad intravedere. Pertanto - conclude Cofano - qualora le intenzioni fossero quelle di bypassare il sito di Grottaglie da nuove commesse e investimenti pubblici, così come annunciati, non resteremo fermi a guardare l’ennesimo sopruso ai danni di un territorio già martoriato e vittima di una politica votata esclusivamente al populismo».

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Passato e futuro come modello antropologico nei nuovi saperi

“Il passato mi ha rivelato la struttura del futuro”. È un concetto forte di Pierre Teilhard de Chardin, del quale Cosimo Occhibianco conosceva attentamente il suo pensiero, perché la sua laurea in filosofia era stata dedicata proprio a questo pensatore nato nel 1881 e morto nel 1955. infatti, alla base del suo ricercare c’è l’idea del legame tra passato e futuro. Nella ricerca di don Cosimo Occhibianco si possono individuare almeno tre percorsi che hanno caratterizzato il suo essere etno-antropologo, etno-linguista ed etno-tradizionalista (nel senso di ricercatore delle tradizioni, ovvero della Tradizione di una comunità.
Don Cosimo Occhibianco studia la parola nel suo incipit e nelle sue metamorfosi catturando quelle radici che sono alla base di un lessico e di una sintassi prettamente popolari (il concetto di “popolare” non ha una versione gramsciana, piuttosto demartiniana. La lingua italiana, infatti, nasce dal ceppo di una cultura popolare, le cui radici, in questo caso preciso, sono greco - latine. Bisogna fare attenzione, però, a non intrecciare cultura e lingua. La cultura popolare contiene, certamente, anche la lingua, ma include, in modo articolato, dei modelli in cui la tradizione dei costumi, dei riti e della centralità dell’uomo costituiscono un importante punto di riferimento tra antropos ed etnos.
La linguistica è (ha) una filologia della parola (o delle parole), che nasce dall’oralità, la quale ha origine nella poesia, nei “linguaggi” che hanno una struttura poetica. Sia il linguaggio popolare, che quello cosiddetto colto (o elitario, come direbbe una certa antropologia strutturalista e marxista, che qui non mi riguarda, dopo gli studi avanzati di natura eliadiana) nascono dal ceppo poetico, ovvero dalla musicalità, dalla liricità, dal ritmo. Il tutto sostenuto da una eredità filologica greca.
Cosimo Occhibianco inizia, infatti, la sua attività di ricerca sulla lingua, e sulla funzione etnolinguistica, ri-prendendo il viaggio dalla poesia, ovvero dalla ricerca del lessico poetico. La poesia non ha bisogno di una costruzione grammaticale o sintattica iniziale, diventa un fatto sillabico, sulla base della frammentazione orfica. È musica, di conseguenza è possibile avvalersi anche di termini e concetti che esulano la forma sintattica pura o quella grammaticale già esistente e crea il “meticciato” della “sillabazione” onirica del ricordare.
Ciò che interessa nella poesia, soprattutto in quella definita “in vernacolo”, è la musicalità, il ritmo aventi una finalità anche etica. Quindi il tutto è definito con l’obiettivo di una descrizione, di una visione morale del detto poetico stesso. Ogni poesia in vernacolo, recuperata in forma orale o testuale, ha questa schermatura. Si pensi alla poesia di Vincenzo Padula, anzi di don Vincenzo l’acrese, (al quale si affida involontariamente proprio nel tocco della ironia), nella quale viene impiegato un linguaggio ritmico, musicale che pone sempre un messaggio come fondamento. In seguito la poesia italiana ha cercato di restare nei limiti della musicalità, senza porsi il problema di un risultato allegorico, di etica o di moralità. Ma questo è un altro discorso.
Nella sua ricerca, don Cosimo ha posto come perno centrale il linguaggio poetico, trasformatosi poi in un linguaggio in cui i motti, i detti, le barzellette, i racconti, le leggende hanno contraddistinto il suo itinerario fino a interessare la struttura dei calendari che si definisce in una dimensione in cui il “motto” e il “detto” rappresentano la derivazione di un messaggio vero e proprio. È in questa fase che nasce l’incontro importante con i costumi e le tradizioni che lo condurranno dall’etnolinguistica all’etnoantropologia.
Una visione che mira a riscoprire le tradizioni del mondo contadino, oltre che la lingua;
a riscoprire la musealizzazione del mondo contadino senza renderla musealizzabile soltanto come testimonianza antica;
a dare voce a questa muesealizzazione del mondo contadino, non dimenticando che, all’interno di questo bagaglio, c’è una ricerca che riguarda anche la descrizione delle strutture, come la “Colleggiata”.
Strutture che entrano in uno spirito di distinzione tra ciò che è bene immateriale e bene materiale. Il suo lavoro sulla “Collegiata” è una ricerca su un bene materiale che intreccia il materiale con l’immateriale.
Questo intrecciare il concetto di bene immateriale con il bene materiale diventa un unicum che è espressione di un vero e proprio concetto di bene culturale. I suoi testi hanno una “fisiognomica” che tocca il dialetto puro con le contaminazioni e lo stesso dialetto diventa costantemente un c’era una volta che è una ripetizione quasi pavesiana. D’altronde uno dei ricercatori che nelle sue bibliografie compare è Alberto Mario Cirese oltre a Rainer Bigalke, Gerhard Rohls e addirittura Alfredo Cattabiani. Proprio a Cattabiani (compianto amico di tanti studi insieme a Francesco Grisi, al centro nella foto ) deve molto per la “impalcatura” dei Calendari. Dietro la formazione di Occhibianco non c’è soltanto un sostegno classico e popolare. Ci sono presenze di una antropologia moderna che legano la ricerca alla percezione letteraria. Senza questa anche l’uso del dialetto come lingua del “folclore” non avrebbe avuto senso negli scritti di Don Cosimo.
Proprio come Mibac e Area Demoetnoantropologica stiamo portando avanti un progetto consistente sul legame tra Tradizione e Memoria nel contesto della Magna Grecia. Un contesto che deve, e gli studi su Don Cosimo testimoniano ciò, formalizzare il rapporto tra lingua e linguaggi nella temperie pre Unità d’Italia in una visione Calabro – Lucana – Salentina. Nella lettura di salentinità si innervano la ionicità vera e propria e la Messapia in un insieme che ha dato vita alla costruzione della Archeologia della parola che diventa demo-etno-antropologia. Don Cosimo è un archeologo della parola!
Credo che questo sia il dato effettivo al di là della riscoperta delle sue radici della “grottagliesità”. Se non si parte da questo presupposto teorico diventa difficile poter inserire uno studioso come don Cosimo Occhibianco in una griglia che è antropologicamente comparabile con l’antropologia moderna. Don Cosimo è dentro l’antropologia moderna proprio attraverso questi canali. È tra la visone di un Lombardi Satriani e di un Tullio De Mauro. Quindi si riscopre la propria appartenenza per portarla in un confronto dialettico con le appartenenze e le eredità di tutto il meridione. Un punto centrale sul quale bisogna puntare l’attenzione per non affidarlo soltanto agli studi di storia patria. Ha raccontato le storie come faceva Carlo Levi. Ciò che si usava chiamare la storia!
La Giornata Internazionale della Lingua Madre a Grottaglie dedicata a don Cosimo Occhibianco - 21 Febbraio 2019 - Mibac SabapLe Istituti Scolastici De Amicis Liceo Moscati di Grottaglie e Istituto Casalini di San Marzano – Teatro Monticello ore 18.00. Un evento straordinario che apre un nuovo viaggio negli studi demo-etno-antropologici di uno studioso che non ha mai smarrito le sue eredità.

 

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Il 14 febbraio scorso è partita la macchina organizzativa della ormai consolidata manifestazione di maggio 2019, organizzata dall’Associazione onlus “Vite da colorare”, Presidente il prof Massimo Quaranta ideatore dell’evento insieme ai suoi associati, della significativa e quanto mai attuale iniziativa “Verso un futuro senza barriere”, ormai giunto alla sua IV edizione.

Non si tratterà solo di una passeggiata in sedia a rotelle ma di un progetto permanente, che avrà luogo nella seconda metà del mese di maggio (data da definire), in giro in corteo per il centro di Grottaglie, ma sarà, come l’anno scorso, un evento dedicato alle differenze che rendono meravigliosa la persona nella sua originalità e unicità.
Un progetto nel progetto quindi, che ne definisce la naturale finalizzazione denominato “L’imperfezione rende unico” in collaborazione con Palma Cavallo dell’associazione Medici per San Ciro.
Vite da colorare, associazione Jonica malattie rare e neurologiche gravi onlus quindi, organizza questa manifestazione “VERSO UN FUTURO SENZA BARRIERE” quarta edizione, proprio per favorire lo sviluppo della sensibilità e cultura di base per la disabilità, l’eliminazione delle barriere culturali e architettoniche e l'incremento del senso civico. Il progetto è indirizzato a tutti i frequentanti delle scuole di Grottaglie di ogni ordine e grado, ai centri diurni, alle persone diversamente abili ed alle relative associazioni e comuni cittadini.
Negli ultimi 30 anni per la vita delle persone con disabilità si sono verificati numerosi cambiamenti, per lo più, si deve riconoscerlo, in senso positivo. Miglioramenti sono avvenuti sia in termini di diritti riconosciuti, sia in termini di qualità ed aspettative di vita e notevole aiuto dalla psicologia, dalla pedagogia, ricerca scientifica e sviluppo della tecnologia. La direzione dell’accessibilità universale è auspicabile nelle nuove costruzioni. Tuttavia non sempre al riconoscimento di un diritto e alla sua tramutazione in norma giuridica è seguita una sua applicazione nel quotidiano. La presenza di alunni con B.E.S., D.S.A. e con disabilità è ormai rilevante nella scuola e costituisce per tutti (normodotati e non) una risorsa alla quale attingere a piene mani in termini di civiltà di inserimento, integrazione ed inclusione totale. E’ per questo che nasce questo progetto affinché i gap culturali e la mancanza di sensibilità nell’immedesimarsi in chi ha dei problemi sia in continuo miglioramento.
Grazie alla collaborazione dei ceramisti di Grottaglie che forniranno molto materiale, attraverso la costituzione di laboratori in ogni scuola di Grottaglie costituiti da alunni con B.E.S. (bisogni educativi speciali) D.S.A. (disturbi di apprendimento), disabili e normodotati in un vero e proprio processo di inclusione, verranno recuperati ed elaborati degli oggetti in ceramica imperfetti, rotti che sarebbero altrimenti sarebbero smaltiti e quindi buttati. Verranno inoltre utilizzati altri materiali recuperati e riciclati quali plastica, cartone ecc…
Il progetto quindi vedrà la partecipazione attiva dei ragazzi fino alla prima metà di maggio con i laboratori e vedrà il suo epilogo in due momenti.
Il primo sarà la passeggiata in sedia a rotelle per le vie della città dove saranno coinvolte tutti gli alunni delle scuole di Grottaglie, l’amministrazione Comunale, l’ASL, le forze politiche locali, le associazioni e la cittadinanza tutta. L’invito è stato esteso anche al governatore della Puglia Michele Emiliano e al Provveditore agli Studi vista la grande levatura e la ricaduta del progetto a livello sociale.
Il secondo momento si svolgerà in orario pomeridiano in Piazza Principe di Piemonte a Grottaglie negli stands dove verranno esposti i lavori realizzati nei LABORATORI DI INCLUSIONE DELLE SCUOLE e dove ci saranno tante attrazioni, spettacoli dimostrativi di un chiaro concetto: LA DISABILITA’ COME RISORSA.
Ci saranno esibizioni sportive, canore e danzanti di realtà inimmaginabili a forte impatto emotivo. La riflessione sarà d’obbligo e sicuramente lascerà un segno su quello che deve essere il rispetto della disabilità ed il SUPERAMENTO DELLE BARRIERE CULTURALI dalle quali derivano purtroppo quelle architettoniche (purtroppo si è ancora lontani dal criterio di accessibilità universale, cioè costruzioni per TUTTI).
Una vera e propria festa in cui sarà possibile toccare con mano, come è accaduto di vedere nelle scorse edizioni, che le diversità possono, anzi devono essere una RISORSA per tutti. E’ proprio attraverso questa esperienza in cui si condividono spazi di lavoro, di divertimento e tempo libero che ci si può rendere conto delle grandi difficoltà che quotidianamente le persone con piccole e grandi disabilità vivono e come si possono superare realizzando in toto il processo di inserimento, integrazione e INCLUSIONE TOTALE.
Dunque lo scorso 14 febbraio, in una riunione a Palazzo di Città sono state buttate le basi organizzative, alla presenza di Vincenzo Quaranta, Vice Sindaco e referente del comune per le associazioni, di Marianna Annicchiarico e Elisabetta Dubla, rispettivamente assessore alle politiche sociali e pubblica istruzione, dei docenti referenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado della Città di Grottaglie, e dei Centri diurni: UTR, Amici, Dast onlus e il Blu onlus.

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Da diversi mesi è stata avviata la Rete Oncologica Pugliese (ROP). L’Unità di Coordinamento della Rete (UCooR) ha approvato sia i COrO (Centri di Orientamento Oncologico) che il “Regolamento” per stabilire precise mansioni.

Giovedì 21 febbraio 2019, alle ore 16, nel Salone degli Specchi ubicato nel Comune di Taranto, la ROP presenterà la Rete alla Cittadinanza e sarà ospitata dal primo Cittadino della Città, il dr. Rinaldo Melucci, e dalla sua Giunta. La Rete Oncologica Pugliese sarà rappresentata dal dr. Antonio Delvino (Direttore Istituto Tumori Bari – Presidente Unità di Coordinamento ROP), dal dr. Gianmarco Surico (Coordinatore Operativo UCOOR), dal dr. Salvatore Pisconti (Oncologo Coordinatore DIOnc Jonico – Salentino) e dal dr. Ettore Attolini (dirigente AReSS Puglia).
Apriranno i lavori il Sindaco Melucci, il Direttore Generale dell’ASL di Taranto, avv. Stefano Rossi, il Vice-presidente FAVO, cav. Francesco Diomede. Moderatore sarà l’avv. Marcello Stefanì presidente FAVO Puglia. Dopo l’esposizione della Rete sarà data la parola ai cittadini, alle Associazioni che intendono donare il proprio contributo per il miglioramento della sanità pugliese e ai Professionisti della salute che vorranno intervenire. Interverranno, infine, i sindaci dei Comuni limitrofi.

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Nei giorni 12 e 13 febbraio u.s., il Comando Regionale Puglia della Guardia di Finanza ha disposto l’effettuazione di un piano straordinario di interventi - nell’ambito della missione istituzionale del contrasto all’illegalità economica e finanziaria - finalizzato al contrasto degli ecoreati ed a tutela dell’ambiente e della salute pubblica.

Nel dettaglio, l’attività ispettiva rientra nel contesto dell’accordo di programma sottoscritto in data 15.09.2017 - tra gli altri – da Regione Puglia, ARPA Puglia e Comando Regionale Puglia Guardia di Finanza, finalizzato a:
- individuare siti potenzialmente inquinati sul territorio regionale, mediante proiezioni operative territoriali supportate da specifiche attività di volo di “telerilevamento”;
- constatare ed accertare il tributo per le attività di deposito incontrollato di rifiuti, anche a seguito di segnalazioni pervenute dagli altri soggetti attuatori del predetto accordo interistituzionale.
Complessivamente sono stati eseguiti, da parte di tutti i Reparti del Comando Regionale Puglia, nr. 77 controlli, nel corso dei quali sono state scoperte e sottoposte a sequestro nr. 32 aree demaniali adibite a discariche abusive, per un’estensione complessiva di 226.000 mq, sulle quali erano state riversate oltre 6.200 tonnellate di rifiuti, in molti casi classificati come speciali o pericolosi (ad es. onduline di amianto, batterie esauste, scarti di lavorazione industriale ed autovetture).
All’esito dell’attività sono stati verbalizzati 79 soggetti, di cui 52 denunciati all’A.G. - con la constatazione di un’evasione del tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti (cd. “ecotassa”) per oltre 70.000 euro - ed individuati nr. 22 lavoratori irregolari, a vario titolo impiegati nelle aziende sottoposte a controllo.
Durante l’attività ispettiva non sono mancate situazioni di particolare rilevanza, come nel caso dell’individuazione di due aziende dedite alla lavorazione di pietre e marmi, le cui acque reflue e i relativi fanghi venivano illecitamente sversate nei terreni adiacenti, oppure il caso di una società operante nel commercio di prodotti petroliferi che aveva adibito una vasta area a deposito incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi, nonché il rinvenimento di auto risultate rubate ed abbandonate nelle aree adibite a discarica.
La predetta operazione di servizio conferma lo straordinario impegno profuso dalla Guardia di Finanza pugliese nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale e demaniale, grazie alle sinergie operative poste in essere tra componenti investigative territoriali, aeronavali ed i vari attori istituzionali, che consentono di innalzare in maniera sempre più efficace il livello dell’azione di contrasto agli ecoreati.

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“Questa mattina ho presentato una proposta di legge finalizzata a valorizzare il Mar Piccolo per il suo interesse storico e antropologico”.


Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Gruppo Misto, Gianni Liviano, da tempo impegnato nel tentativo di restituire alla città il suo Mar Piccolo tanto che, oltre a questa proposta di legge appena presentata, sta lavorando anche ad una pdl che faccia del Mar Piccolo un parco regionale.
“Il Mar Piccolo - spiega il consigliere regionale tarantino - possiede tuttora rilevanti potenzialità produttive, naturalistiche e paesaggistiche meritevoli di essere sviluppate al fine di generare una nuova economia che valorizzi le potenzialità e le peculiarità del territorio, nel rispetto dei suoi equilibri vitali. Inoltre - aggiunge Liviano - ha una straordinaria valenza storica, antropologica e militare per le sue caratteristiche naturali. Nel corso dei secoli, infatti, ha ospitato le strutture portuali innanzitutto della Taranto greca e romana e, a partire dalla fine dell’VIII sec. a.C., ha svolto un ruolo centrale nel sistema commerciale che veicolava merci e prodotti di pregio da Oriente verso Occidente. Dal Mar Piccolo sono transitati prodotti artigianali dell’area egeo–orientale (balsamari configurati ionici, ceramiche samie, rodie, alabastra egiziani, ceramiche attiche a figure nere). Anche dopo la fondazione della colonia di Brindisi (244 a.C.), il Mar Piccolo ha continuato a svolgere importanti funzioni militari come porto principale per Ottaviano nella guerra contro Sesto Pompeo e fu sede di uno storico incontro con Marco Antonio nel 37 a.C.”.
Non solo ma, nelle aree limitrofe al Ponte di Punta Penna, fa notare Liviano, sono tuttora localizzabili: i santuari greci del Fondo Giovinazzi e del Pizzone; sul versante sud Mar Piccolo di Santa Lucia e dell’ospedale Militare, probabile sito del teatro greco e sede della villa settecentesca dell’arcivescovo Capecelatro, sacrificata nei lavori per l’Arsenale Militare; sulla riva settentrionale del Mar Piccolo, la Masseria – oggi Relais Histò – che ingloba la chiesa dedicata al culto dei santi Pietro e Andrea, basilica a tre navate del X sec., che celebra lo sbarco sul Mar Piccolo dell’Apostolo Pietro; l’area del cinquecentesco Convento dei Battendieri alla foce del torrente Cervaro. Nel Mar Piccolo ha inoltre foce il fiume Galeso cantato in versi eterni dai maggiori poeti del I sec. a.C. (Orazio, Virgilio e Properzio del circolo di Mecenate) e ancora da Ovidio, Seneca, Stazio e Marziale. Nelle epoche successive, dall’alto Medioevo sino ad epoca Aragonese, è attestata ulteriore vitalità delle attività commerciali ma soprattutto militari del porto sito nel mar Piccolo”.
La proposta di legge consta di quattro articoli e punta a realizzare compiutamente uno o più centri-visita in aree attrezzate per la conoscenza, anche con sistemi multimediali, delle molteplici vicende storiche che si sono svolte nell’area del Mar Piccolo; a realizzare itinerari didattico-informativi e turistici relativi agli eventi storici, anche mediante piste ciclabili e connesse aree di sosta attrezzate, che consentano di ripercorrere le rive del Mar Piccolo; nonché itinerari attraverso il Mar Piccolo per la visita ai citri (sorgenti di acqua dolce che sboccano dalla crosta sottomarina); a pianificare visite guidate nei luoghi in collegamento, tra gli altri, con il Museo Archeologico (MArTA) e con il Museo Navale della Marina Militare (anche per quanto attiene la realizzazione dell’Arsenale ai primi del secolo scorso) e con l'Istituto Thalassografico "Attilio Cerruti" di Taranto; ad avviare studi, ricerche e approcci specialistici, accademici e scolastici, avvalendosi delle competenze presenti nel territorio, universitarie, di Soprintendenza, e quelle tecnico- specialistiche proprie dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia (ISAMG); a diffondere la memoria degli eventi storici che hanno coinvolto il Mar Piccolo con manifestazioni di rievocazione e spettacoli, cicli cinematografici e documentari, mostre archeologiche, mostre fotografiche, siti web, convegni e pubblicazioni; a promuovere indagini archeologiche e restauro di strutture e di aree archeologiche al fine di recuperare reperti, resti ossei, armi e beni appartenenti ai protagonisti delle vicende storiche, promuovendone il restauro, la conservazione e la valorizzazione.

Di seguito il testo della proposta di legge

PROPOSTA DI LEGGE

Art.1
La Regione Puglia riconosce la particolare straordinaria valenza storica antropologica militare e paesaggistica del Mar Piccolo , con caratteri di indiscussa unicità, e ne promuove la valorizzazione sostenendo interventi di conservazione del patrimonio, anche mobile, archeologico, architettonico, monumentale e paesaggistico, favorendo la ricerca e l’utilizzo dei materiali documentali, artistici, cinematografici, bibliografici, multimediali, nonché la ricostruzione e la divulgazione dei relativi avvenimenti storici;

Art.2 - Contributi regionali
1. La Regione eroga contributi agli enti locali per progetti presentati dagli stessi, in azione di sistema con la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia e/o con le competenti soprintendenze, con università, centri di ricerca, Marina Militare, consorzi e associazioni culturali regolarmente riconosciute, volti in particolare a:
a) realizzare compiutamente uno o più centri-visita in aree attrezzate per la conoscenza, anche con sistemi multimediali, delle molteplici vicende storiche che si sono svolte nell’area del Mar Piccolo;
b) realizzare itinerari didattico-informativi e turistici relativi agli eventi storici indicati nell’articolo 1, anche mediante piste ciclabili e connesse aree di sosta attrezzate, che consentano di ripercorrere le rive del Mar Piccolo ; nonché itinerari attraverso il Mar Piccolo per la visita ai citri (sorgenti di acqua dolce che sboccano dalla crosta sottomarina)
c) pianificare visite guidate nei luoghi indicati nell’articolo 3 a sostegno della domanda di turismo culturale, in collegamento, tra gli altri, con il Museo Archeologico (MArTA) e con il Museo Navale della Marina Militare (anche per quanto attiene la realizzazione dell’Arsenale ai primi del secolo scorso) e con l'Istituto Thalassografico "Attilio Cerruti" di Taranto.;
d) avviare studi, ricerche e approcci specialistici, accademici e scolastici, avvalendosi delle competenze presenti nel territorio, universitarie, di Soprintendenza, e quelle tecnico- specialistiche proprie dell’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia (ISAMG);
e) diffondere la memoria degli eventi storici che hanno coinvolto il Mar Piccolo con manifestazioni di rievocazione e spettacoli, cicli cinematografici e documentari, mostre archeologiche, mostre fotografiche, siti web, convegni e pubblicazioni;
f) promuovere indagini archeologiche e restauro di strutture e di aree archeologiche al fine di recuperare reperti, resti ossei, armi e beni appartenenti ai protagonisti delle vicende storiche, promuovendone il restauro, la conservazione e la valorizzazione, unitamente al patrimonio indicato nell’articolo 1;
g) promuovere ogni altra iniziativa non compresa tra i precedenti punti, ma facente capo sempre alle finalità della presente legge.
2. I contributi di cui al comma 1 sono erogati secondo criteri e modalità stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, assicurando priorità di finanziamento a progetti presentati da enti locali associati in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati che operano nelle materie disciplinate dalla presente legge.
3. La deliberazione di cui al comma 2 è approvata entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria regionale, tenendo conto della delimitazione delle aree interessate di cui all’articolo 3.

Art.3 - Delimitazione delle aree interessate agli avvenimenti concernenti il Mar Piccolo
1. La Regione Puglia individua nel Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR) le aree da sottoporre alle specifiche misure di salvaguardia previste dalla normativa vigente volte ad assicurare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, monumentale e paesaggistico di cui all’articolo 1.
2. Fino alla delimitazione di cui al comma 1, le aree territoriali interessate dagli avvenimenti indicati nell’articolo 1 sono quelle di proprietà pubblica, già vincolate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive modifiche e integrazioni, e sono individuate dalla Giunta regionale sulla base della documentazione storica esistente, sentiti gli enti locali interessati, gli istituti, le associazioni e le fondazioni operanti nelle materie disciplinate dalla presente legge, in accordo con la Direzione regionale beni culturali e paesaggistici della Puglia e/o con le competenti soprintendenze.
3. Il perimetro può subire variazioni in aumento ove se ne ravvisi l’opportunità in seguito a nuove scoperte archeologiche o ritrovamenti di importanti reperti, nonché per maggior tutela dell’ambiente e del paesaggio. Tale variazione del perimetro è approvata dalla Giunta regionale, sulla base del parere favorevole espresso ai sensi del d.lgs. 42/2004 dalla direzione regionale Beni culturali e paesaggistici della Puglia e/o dalle competenti soprintendenze e sullabase degli atti amministrativi e tecnici degli enti locali interessati.

Art.4 - Norme finanziarie e finali
1. Alla copertura degli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, stimati in euro centomila per l’esercizio finanziario 2019, Per le finalità previste dalla presente legge, nell’ambito della Missione 18, Programma 1, Titolo 1 è assegnata la dotazione finanziaria per il corrente esercizio finanziario, in termini di competenza e cassa, di € 100.000,00 con prelevamento di pari importo dal capitolo 1110070 “Fondo globale per il finanziamento di leggi regionali di spesa corrente in corso di adozione”, missione 20, programma 3, autorizzando la Giunta Regionale a provvedere alla relativa variazione al bilancio di competenza e di cassa.
2. Per gli esercizi successivi si provvede nell’ambito degli stanziamenti previsti dalle leggi di bilancio annuali e pluriennali.
La presente legge è dichiarata urgente e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione ai sensi e per gli effetti dell’art. 53, comma 1 della L.R. 12/05/2004, n° 7 “Statuto della Regione Puglia” ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia.

 

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Abbiamo seguito con attenzione, sin dall’inizio della costituzione del C.R.I.T.I.C. (Comitato Revisione Imu Terreni Inedificati) quanto lamentato relativamente alle problematiche riguardanti quei terreni che ricadono nei comparti “C” del Piano Regolatore, per i quali i proprietari si sono trovati a far fronte al pagamento di un’imposta I.M.U. oggettivamente esosa e sproporzionata rispetto al loro reale ed attuale valore commerciale.

Peraltro, nel caso specifico, non si è tenuto conto della circostanza che l’Agenzia delle Entrate (a seguito di un incarico commissionato dalla precedente Amministrazione) per quei terreni aveva indicato come adeguato il valore di €.24/mq., a fronte di un valore determinato dal Comune sino ad €.110,70/mq. A ciò si aggiunga che, con delibera di Giunta n.191 del 10 aprile 2018, l’attuale Amministrazione ha conferito un incarico ad un legale per contestare innanzi al T.A.R. la relazione dell’Agenzia delle Entrate che aveva quantificato dei valori parecchio inferiori rispetto a quelli applicati dall’Ente Civico.

La questione è complessa e certamente necessita di un approfondimento soprattutto dal punto di vista tecnico urbanistico. Nel frattempo, però, si rende necessario trovare una soluzione equa poichè è incontestabile che i parametri seguiti dal Comune per la quantificazione dell’I.M.U. sono fuori mercato e sottopongono i proprietari di quei terreni ad una pressione fiscale ingiustificata.
La risposta non può essere giudiziaria e quei cittadini non possono continuare ad essere trattati come “controparte”.
Riteniamo pertanto di aderire alle istanze avanzate dal C.R.I.T.I.C. ed invitiamo l’Amministrazione - in attesa di analizzare tutte le problematiche nelle sedi opportune, quali il Consiglio Comunale - a ritirare la predetta delibera di Giunta n.191/18 ed a sospendere le attività esecutive in corso.

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Lunedì si è svolto presso la sala consiliare del Comune di Taranto il primo incontro del tavolo di confronto sulla vertenza Arsenale organizzato dal Sindaco di Taranto Rinaldo Meucci.

L'interesse dell'amministrazione è che l’Arsenale torni ad essere un punto di riferimento nazionale per la cantieristica navale non solo militare.

"Abbiamo raccolto - fa sapere l’assessore Castronovi - le opinioni dei numerosi intervenuti che sintetizzeremo in un documento da condividere nella prossima riunione. Le proposte sono tante ed è necessario che gli attori Marina, lavoratori ed imprese locali abbiano una visione comune su una proposta che affronti il breve e medio periodo. Come ampiamente detto c'è una penuria di dipendenti che si aggraverà con l'applicazione della cosiddetta quota 100 che tra l'altro è un problema che stiamo affrontando anche noi come amministrazione comunale”.

“L'interesse dell'amministrazione - interviene il Sindaco Melucci - verso il rilancio dell'arsenale è forte e non faremo mancare il nostro contributo alla risoluzione della vertenza. Sono molto soddisfatto della larga partecipazione. Redigeremo nel breve un documento di sintesi che unitamente alle parti intervenute sottoporremo al Governo nazionale".

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