Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 20 Febbraio 2019

E consegna la tessera del Partito Democratico alla Federazione provinciale

“Le ultime vicissitudini legate alla composizione della lista a sostegno della mozione Martina per l’Assemblea nazionale e dei candidati al consiglio provinciale mi hanno portato ad una decisione difficile, ma inevitabile, quella di lasciare il Partito Democratico, un partito in cui a decidere sono in pochi e senza alcun coinvolgimento degli iscritti”.

Così Annamaria D’Erchie, consigliere comunale di Montemesola, commenta la scelta di dimettersi dalla carica di segretario sezionale della cittadina e, nel contempo, di riconsegnare alla Federazione provinciale la propria tessera di iscrizione.
“Mi rattrista sottolineare come la lista dei candidati all’Assemblea nazionale a sostegno della candidatura a segretario di Maurizio Martina sia stata composta senza alcun coinvolgimento dei sostenitori della mozione e mi sia stata presentata come un pacchetto già pronto. Non esprimo alcun giudizio politico sui nomi presenti in lista – prosegue la D’Erchie –, ma l’assenza di una discussione aperta e di un metodo di individuazione dei candidati sono mancanze gravi sulle quali non posso soprassedere. Ho sposato la candidatura di Martina perché avevo riscontrato nella sua mozione la volontà di costruire un partito più coinvolgente. Constato invece che non si sia affatto corretto il vizio di prendere decisioni nei soliti caminetti.

Questa vicenda, del resto, è solo la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso. Già in occasione del rinnovo del Consiglio provinciale – spiega la consigliere comunale –, il metodo di costruzione della lista da parte della Federazione di Taranto è stato opaco, frutto solo di accordi fra le correnti presenti nel partito. Nessuno momento di confronto con la base degli iscritti. Nessun rispetto per quelle donne che ricoprono in tutta la Provincia il ruolo di consigliere comunali, candidate, come la sottoscritta, solo per spirito di servizio.

Non è questo il partito al quale ho contributo in tanti anni di militanza disinteressata. Non è in questo modo che il Partito Democratico potrà risollevarsi dalla sconfitta del 4 marzo, che non va imputata solo a Renzi, ma anche alla incapacità dei livelli locali di cambiare mentalità politica e uscire dal guscio chiuso degli accordi fra capibastone. Senza fare polemiche, ma con la necessità di dover spiegare ai miei concittadini e sostenitori personali il motivo della mia scelta, lascio il Partito Democratico. Continuo, tuttavia, il mio impegno politico a servizio della comunità – conclude Annamaria D’Erchie –, libera finalmente da giochi di potere e umiliazioni”.

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In merito all’udienza tenutasi ieri mattina  presso il  Tribunale di Taranto riguardante un procedimento ai sensi dell’art.28 riferito a pretese o asserite omissioni informative nel processo di assunzione delle maestranze per lo stabilimento di Taranto, ArcelorMittal Italia ha confermato e documentato di aver avuto un intenso e costante confronto con le OO.SS. per tutta la fase precedente e attuativa dell’Accordo Sindacale e sino alla conclusione del cd. Periodo Transitorio (dal 1° novembre 2018 al 31 gennaio 2019).

Nel rispetto dell’Accordo Sindacale, ArcelorMittal Italia ha sempre perseguito un’intensa attività di condivisione della futura struttura organizzativa della Società, definita anche in ragione ed a seguito dell’individuazione degli impegni occupazionali assunti in sede di Accordo.
Nel quadro di un costante dialogo tra le parti, ArcelorMittal Italia ha manifestato piena disponibilità all’esame, verifica nonché rettifica di eventuali presunte anomalie riscontrate da parte sindacale nel processo di selezione, così come la possibilità di accedere ad ulteriori informazioni di dettaglio, se richieste.
Consapevole che la trasparenza rappresenta lo strumento migliore per costruire fiducia e comprensione, ArcelorMittal Italia ribadisce che, come sempre, il proprio impegno è stato quello di perseguire un atteggiamento di piena collaborazione con tutti i soggetti coinvolti.

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Ieri mattina , assieme al Presidente Michele Emiliano, siamo stati dinnanzi al Tribunale del Lavoro di Taranto per manifestare la nostra vicinanza, la nostra solidarietà e il nostro sostegno ai lavoratori ex Ilva che hanno promosso un’azione giudiziaria nei confronti di Arcelor Mittal e dell’amministrazione straordinaria del siderurgico, affinchè venga accertato il comportamento anti sindacale che sarebbe stato assunto nei confronti della sigla sindacale USB, nell’ambito del procedimento che ha portato all’assunzione, da parte del colosso indiano dell’acciaio, di 8.200 lavoratori e alla cassa integrazione per circa 1.700 lavoratori in esubero.

In particolare l’USB denuncia l’opacità e la mancata trasparenza (nonostante gli accordi sindacali sottoscritti e le numerose specifiche richieste) nella determinazione, da parte di Arcelor Mittal, dei criteri finalizzati ad individuare i lavoratori da assumere e quelli da collocare in esubero. Stando a quanto evidenziato nel ricorso promosso dai lavoratori, infatti, l’azienda, a parità di professionalità e competenza, avrebbe proceduto all’assunzione di lavoratori con minori carichi familiari e anzianità, creando evidentemente disparità di trattamento e una certa conflittualità tra gli stessi lavoratori, con le proteste legittime di chi ambiva alla ricollocazione ed è rimasto fuori.

Sarebbe gravissimo se fosse accertato dal Giudice del Lavoro di Taranto che Arcelor Mittal – come denunciano i lavoratori – ha formulato le varie proposte di assunzione in maniera del tutto arbitraria, senza tener conto di requisiti oggettivi, al solo scopo di tutelare se stessa, non rispettando neanche le percentuali di dipendenti delle categorie protette, previste per legge.

Su tutto questo, ovviamente, ci auguriamo che la Magistratura faccia il suo corso e accerti eventuali responsabilità. Noi, con la nostra presenza, oggi, al fianco dei lavoratori, abbiamo dimostrato ancora una volta da che parte intende stare la Regione Puglia che conferma la sua decisa determinazione a vigliare, affinché tutti gli impegni assunti da Arcelor Mittal vengano rispettati fino in fondo.Tutto ciò è necessario per uno sviluppo sostenibile di Taranto e del territorio jonico, nel rispetto delle prerogative e dei diritti dei lavoratori che non possono continuare ad essere trattati come “carne da macello”. Noi faremo tutto quanto nelle nostre possibilità per impedirlo.

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Quello che sta accadendo all’Arsenale di Taranto è figlio di uno sguardo miope e a stretto raggio che da sempre la classe politico-istituzionale, ma anche la stessa comunità, ha avuto rispetto al futuro economico-produttivo di questo territorio.

Pertanto la riunione di oggi, convocata in Comune, speriamo non arrivi tardiva rispetto agli impegni già assunti sul sito di Taranto e che da tempo non si sono trasformati in occasioni vere di consolidamento e rilancio dell’Arsenale di Taranto, specie per gli aspetti che riguardano il personale civile.

Così Patrizia Mignolo segretaria provinciale della Confsal, al termine della riunione convocata questa mattina a Palazzo di Città per fare il punto sulla crisi dell’Arsenale Militare di Taranto e del suo indotto.

Conteremo a breve gli effetti di quota 100 anche sullo stabilimento che fu il vanto dell’Italia del dopoguerra nella nostra città – continua – perché quel capitale di conoscenza e competenza potrebbe decidere di andare in pensione, lasciando sguarniti tutti noi anche di quella memoria che sarebbe occasione di rilancio non solo del sito produttivo ma anche della stessa storia del lavoro nella nostra città.

Pagine che secondo la Mignolo andrebbero riconvertite al più presto in una funzione più attenta e puntuale dell’auspicato Museo che non può essere però la tomba del sito produttivo.

Il Piano Brin, la musealizzazione di una parte di quella storia, le ipotesi di rilancio restano ancora una pagina non interamente scritta rispetto al futuro del sito – dice – mentre assistiamo, sempre più sgomenti, ad un progressivo depauperamento della forza lavoro e delle commesse esterne.

Rispetto alla riunione di oggi la segretaria della Confsal aggiunge: “condividiamo la prospettiva del Sindaco e del presidente di Confindustria – dice – perché non può esserci piano di rilancio senza la ripresa di attività di cantieristica e riparazioni che un tempo futuro vanto della cantieristica navale tarantina”.

Un patrimonio di competenze che rischia di scomparire – continua la Mignolo – anche perché nella difficile stagione del turn over pochi nuovi innesti sono stati realizzati rispetto a quel cartello produttivo (si pensi alla scomparsa della scuola allievi operai – ndr), e nessun progetto di attinenza con l’economia navale del territorio è stato realizzato attraverso la presenza di corsi universitari specifici (ingegneria navale e navalmeccanica in stretta correlazione con gli studi primari già avviati nel territorio – ndr).

Infine la Confsal raccoglie lo stimolo arrivato dall’incontro di oggi, rispetto a un maggiore coinvolgimento della task force per il lavoro della Regione Puglia.

Crediamo che sul tema – conclude Patrizia Mignolo - l’intervento della struttura di missione presieduta da Leo Caroli debba cominciare a lavorare proponendo soluzioni e percorsi di garanzia.

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Tiziano Onesti, Presidente di Aeroporti di Puglia: "i nuovi collegamenti rafforzano ulteriormente l'offerta per la Puglia e per tutta l'area del sud est del nostro Paese”

Bari, 19 febbraio 2019 – Aeroporti di Puglia comunica che dal prossimo mese di aprile Ryanair opererà due nuove rotte da Milano Malpensa a Bari (sei volte a settimana) e Brindisi (tutti i giorni). I nuovi collegamenti fanno parte del programma estivo 2019 della compagnia irlandese.

Il Presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti dichiara: "i nuovi collegamenti operati da Ryanair tra Milano Malpensa e gli aeroporti di Bari e Brindisi rafforzano ulteriormente l'offerta per la Puglia e per tutta l'area del sud est del nostro Paese, migliorando così i già eccellenti livelli di connessione verso le principali destinazioni europee ed intercontinentali che dal secondo hub italiano si possono raggiungere."

I voli sono già in vendita.

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Anche quest’anno, l’Associazione Presìdi del libro ha organizzato, con il sostegno della Regione Puglia, la rassegna, unica in Italia, del “Mese della Memoria”, con un programma, diffuso in tutta la Regione, ricco di decine di appuntamenti: dibattiti con autori, spettacoli teatrali, reading, lezioni-concerto, convegni, proiezioni di film e mostre d’arte a cui partecipano Istituzioni scolastiche con allievi e docenti che sviluppano preventivamente il tema nelle loro classi, lettori e cittadini sensibili e interessati a conoscere la storia del genocidio per eccellenza, la shoà nel ‘900 e dei tanti altri che continuano ancora oggi ad accadere, spesso nel silenzio generale. 

Lo Stato italiano, conquistato dal fascismo, nel secolo scorso, perseguitò i suoi cittadini di religione ebraica, fino a depredarli dei loro beni ed averi, poi rinchiuderli in ghetti, campi di prigionia e di sterminio come la risiera di S. Sabba a Trieste, o il più famoso di Fossoli, tappa per l’ultimo viaggio in carri bestiame sigillati, destinazione Aushwitz o i numerosi altri campi di sterminio allestiti dal nazismo nell’Europa centro-orientale.
Come è noto solo gli europei di religione ebraica sterminati nei campi, furono si calcola sei milioni; ma a questi vanno aggiunti oppositori politici, rom, omosessuali, semplicemente portatori di disabilità. Di ogni età: uomini, donne, bambini trasformati in “pezzi”, numerati e inventariati; spesso sottoposti a crudeli e mortali torture, o folli esperimenti medici, e poi “passati per il camino”.
Le tante voci degli ospiti della rassegna provano a spiegare, cosa è accaduto: alcuni con il ricordo documentato, altri con la rigorosa ricerca storiografica, altri ancora con la forza della scrittura in forma di romanzo o poesia, oppure con quella della musica o del teatro.
Perché ricordare ai millennials, ai più giovani, fatti così lontani, accaduti all’età dei loro nonni o addirittura bisnonni? Ricordare, conoscere quel tragico passato, è necessario alle generazioni più giovani, per ri-conoscere nell’oggi, subito, appena in embrione, i segni premonitori della violenza, dell’odio razziale, capire cosa accade e cosa potrebbe accadere, se non ricacciati questi ai margini, banditi dalla vita civile!
A Grottaglie, il Presidio del libro, l’Assessorato comunale alla cultura e P.I di concerto con il Rotary Club che ha messo a disposizione delle biblioteche scolastiche copie dei testi, hanno organizzato il prossimo mercoledì 20 febbraio, l’incontro con lo scrittore  Frediano Sessi sicuramente uno dei più autorevoli storici e divulgatori europei della shoà, autore di decine di pubblicazioni, molte delle quali dedicate ai più giovani. Tra le sue opere saranno presentate: 

• “Aushwitz 1940-1945”, Rizzoli, 2016, agli allievi delle scuole superiori, presso l’auditorium del Liceo artistico “V. Calò”. Introdurranno la conversazione degli alunni con l’autore, la prof.ssa Maria Teresa Greco, in rappresentanza della Dir. prof.ssa Brigida Sforza e lo storico prof. Rosario Frigiola, docente presso lo stesso liceo.

• “Aushwitz Sonderkommando Tre anni nelle camere a gas”, Einaudi Ragazzi, 2018, agli alunni delle scuole medie, i loro docenti e genitori e ai lettori che vorranno partecipare, presso il Teatro Monticello. L’appuntamento è però, con tutti, alle ore 17,00 presso l’I.C. “Pignatelli” in via Campobasso, per dirigersi verso il teatro con una “colorata e animata marcia antirazzista”. Protagonisti, con reading, musiche e canti, gli allievi dell’I.C. “F. G. Pignatelli”. Dopo i saluti degli organizzatori: B. Dubla (Assessore), di A. Maggi (Rotary Club), P. Aresta (Presidio del libro), Marisa Basile (Dirigente scolastica) presenterà il volume e l’autore. Introdurrà e condurrà l’incontro la Prof.ssa B. Greco.
Alla lettura in classe del romanzo di Sessi hanno lavorato con i loro alunni i docenti del dipartimento di lettere; alle coreografie quelli del dipartimento di arte, ed, inoltre i docenti di musica per la preparazione ed esecuzione della speciale colonna sonora della serata.

Lo SPI-CGIL di Grottaglie, illustrerà il bando di concorso per borse di studio e premi in libri alle biblioteche scolastiche di Grottaglie, sul tema”Il deserto della Memoria Negazionismo della shoà, confutazioni e banalizzazioni della Giornata della Memoria”.

Frediano Sessi 

(Torviscosa di Udine,1949) è scrittore, traduttore e saggista e vive a Mantova. Dopo gli studi universitari, a metà degli anni Settanta inizia la consulenza con l’editore Einaudi, per il quale cura, tra l’altro, l’edizione definitiva del Diario di Anne Frank. È docente di Sociologia generale nel Corso di Laurea in Educazione professionale della Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia e presso il Master di Didattica della Shoah, Università Roma3. E’ stato Segretario Generale della Fondazione Università di Mantova dal 2003 al 2013. E’ membro del comitato scientifico della Fondation Auschwitz di Bruxelles (è stato membro del comitato scientifico della Fondazione Ex Campo di Fossoli, per dieci anni, dal 1996 al 2006 e del comitato scientifico dell'Istituto Alcide Cervi di Gattatico - Reggio Emilia, fino al dicembre 2015). Ha pubblicato con diversi editori, tra cui, Einaudi, Rizzoli e Piemme Collabora alle pagine culturali del «Corriere della Sera». I suoi libri sono tradotti in diverse lingue.
Nei suoi scritti, saggi e romanzi, mette al centro le storie vere delle persone che hanno vissuto il Novecento delle guerre e dei totalitarismi, basandosi spesso su documenti e ricerche d’archivio. Tra i suoi romanzi si ricordano: L'ultimo giorno(1995), Alba di Nebbia (1998), Nome di battaglia: Diavolo (2000), Foibe rosse (2007). S. è anche autore di diversi libri per ragazzi.

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Aperte le procedure per potere ottenere le agevolazioni della cosiddetta “Nuova Sabatini 2019”. Il deputato L’Abbate (M5S) invita le imprese pugliesi a cogliere questa opportunità di sviluppo e rinnovamento aziendale

Sono stati aperti i termini per la presentazione delle domande di accesso ai contributi per l’acquisto di nuovi beni strumentali, grazie alle agevolazioni della cosiddetta “Nuova Sabatini 2019” finanziata dal Governo per 480 milioni di euro con l’ultima Legge di Bilancio. L’iniziativa è rivolta alle piccole medie imprese e alle micro imprese e si pone l’obiettivo di sostenere gli investimenti per acquistare o prendere in leasing nuovi macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo e hardware nonché software e tecnologie digitali, mentre sono esclusi dalla misura gli investimenti in terreni e fabbricati.

“Invito tutte le imprese pugliesi a cogliere questa occasione, incluse quelle relative al settore primario – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura alla Camera – Grazie ad un emendamento a mia prima firma, approvato nel corso della discussione del Decreto del Fare nel 2014, infatti, possono accedere al fondo anche le imprese agricole e della pesca”.

La Nuova Sabatini 2019 prevede sia l’accesso al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese a sostegno dei finanziamenti erogati da banche e intermediari finanziari, con una copertura sino all’80% dell’ammontare dell’investimento, sia un contributo da parte del Ministero dello Sviluppo economico rapportato agli interessi su questi finanziamenti. L’investimento può essere coperto interamente dal sostegno bancario o dal leasing e, per rientrare nell’agevolazione, il finanziamento deve avere una durata massima di cinque anni, avere un importo compreso tra 20mila euro e 2 milioni di euro interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

“Anche le domande pervenute a dicembre scorso e che non è stato possibile soddisfare per insufficienza di risorse disponibili saranno ora accolte – spiega Giuseppe L’Abbate (M5S) – La Nuova Sabatini ha già finanziato 63mila domande di piccole e medie imprese e, data la sua importanza, abbiamo deciso di rifinanziare la misura nella Legge di Bilancio 2019: questa, insieme ad altre iniziative del Governo, ci permetterà di iniettare a partire da quest’anno circa 8 miliardi nell’economia reale. Gli obiettivi finale – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – sono quelli di sostenere la domanda interna, le grandi e piccole aziende nazionali e di rilanciare l’intera economia italiana. Le imprese del Sud e del mio territorio non si lascino sfuggire questa occasione e colgano le opportunità legate a queste agevolazioni”.

 

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Appello a tutti i livelli istituzionali

Restiamo una delle stazioni appaltanti virtuali più importanti d’Italia ma la lettura dei dati provenienti dalla nostra Cassa Edile ci riporta tristemente con i piedi per terra e tra le pieghe della narrazione di una crisi senza fine.

Così il presidente dell’ente bilaterale per il settore dell’edilizia, Antonio Marinaro, che in attesa dei bilanci definitivi a chiusura dell’esercizio finanziario 2017/2018, traccia una prima linea di demarcazione sui numeri che connotano, senza possibilità di smentita, la stagnazione del settore delle costruzioni.

Ci apprestiamo ad approvare un bilancio del nostro Ente bilaterale caratterizzato ancora una volta da numeri negativi nella massa salari e nelle ore lavorate (si perdono dal biennio 2015/2016 ad oggi quasi 4milioni di euro in massa salari e circa 70 mila ore lavorate - ndr), a conferma che in un decennio l’attività edilizia si è pressoché dimezzata nei suoi livelli di attività – afferma Marinaro.
Calano i lavoratori (- 252 - ndr) e le imprese (-56) – spiega il vice presidente di Cassa Edile Silvio Gulli – nonostante il racconto che in questi anni ha caratterizzato la vertenza Taranto e le innumerevoli opportunità di potenziali investimenti territoriali, e di risorse pubbliche che qui si sarebbero dovute trasformare non sol in una dotazione infrastrutturale di livello ma anche in boccata d’ossigeno per un sistema produttivo in serissima difficoltà.
L’elenco delle chimere a cui guardava con attenzione il settore sono tante: ambientalizzazione dei grandi impianti industriali, porto, progetti del CIS; rigenerazione urbana e manutenzione del territorio. Fronti aperti rispetto ai quali tante sono le attese per un importante impatto per le dotazioni finanziarie pubbliche programmate.

Ma i nostri dati ci raccontano altro – specifica Marinaro – e c’è da chiedersi, interrogando tutti i livelli istituzionali coinvolti dov’è il corto circuito, dov’è la strettoia che impedisce a questo territorio, alle sue aziende, ai suoi lavoratori, di essere motore dell’auspicata rinascita. Soprattutto in virtù del fatto che quei quasi 4 milioni in massa salari persi riverberano i loro effetti non solo sul settore delle costruzioni ma anche su ampia parte dell’economia ionica.
Sicuramente non tutto il potenziale di risorse per gli investimenti si è trasformato in cantieri. Molto resta ancora da fare per completare le progettazioni, procedere con gli affidamenti ed avviare i relativi lavori, ma la Cassa Edile non manca di fare un riferimento anche alle trasformazioni contrattuali del sistema.
Il contratto dell’edilizia e gli adempimenti ad esso collegati resta applicato in parte, in favore – spiega Gulli – di altre forme contrattuali a volte più convenienti ma certamente non adatte al settore che ha bisogno di grande attenzione anche sul fronte della sicurezza e delle tutele, come gli ultimi tragici fatti di cronaca raccontano.

A questo punto ci poniamo qualche interrogativo – continua il presidente Marinaro - Sono sufficienti le intese istituzionali in materia di legalità per intercettare e contrastare tali fenomeni elusivi ? Sono reali ed efficaci i meccanismi interistituzionali di monitoraggio e controllo dei procedimenti di esecuzione delle opere per tutelare i lavoratori e le imprese sane che ambiscono a competere applicando leggi e contratti collettivi di settore ? Noi continueremo a fare la nostra parte – termina il presidente di Cassa Edile – contando sul lavoro spalla a spalla con ANCE e organizzazioni sindacali, ma chiediamo a tutte le istituzioni di rendersi conto del corto circuito e finalmente lavorare per il bene comune.

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In avvio un nuovo film. Il sindacalista “Attendiamo che mantengano impegni presi”.

«Apulia Film Commission e gli organi ispettivi blocchino qualunque finanziamento alla Sun Film Group fino a quando la società non avrà provveduto a saldare le retribuzioni delle precedenti produzioni». Lo ha ribadito con forza Andrea Lumino, segretario generale di Slc Cgil Taranto da tempo impegnato nella delicata vertenza che riguarda il settore cinematografico nel capoluogo ionico. Il sindacalista ha infatti denunciato che la società Sun Film Group sarebbe ormai pronta per avviare le attività per un nuovo film senza aver adempiuto agli impegni che aveva preso nell’incontro con i rappresentanti dei lavoratori. Il 4 febbraio scorso, infatti, la società aveva firmato un accordo nel quale ha garantito di provvedere al pagamento di tutte le spettanze arretrate entro il 28 febbraio. Lumino ha precisato che «siamo consapevoli che manchi poco più di una settimana a quella data, ma da quel giorno non abbiamo ricevuto dalla società alcun riscontro rispetto alle richieste che abbiamo inoltrato. Tre giorni dopo l’incontro – ha spiegato il sindacalista – abbiamo inviato alla società elenchi e documentazione di lavoratori che si sono rivolti al sindacato e non mai stati pagati per il loro lavoro: a distanza di due settimane nessuna risposta è stata fornita dalla Sun Film Group. A pensarci bene – ha aggiunto il segretario di Slc Cgil Taranto - una richiesta è giunta: la società ha chiesto a noi di fornire una contabilizzazione dell’ammontare complessivo degli ammanchi. Insomma la Sun Film Group ha chiesto alla Slc Cgil di quantificare i suoi debiti: una richiesta che riteniamo surreale e che abbiamo chiaramente rispedito al mittente». A questo infatti si è aggiunto inoltre un ulteriore dato: l’utilizzo di lavoratori che non solo non sono stati pagati, ma allo stato risulterebbero anche non contrattualizzati. Lavoratori in nero, per usare parole chiare».
Ma negli ultimi giorni la situazione si è ulteriormente complicata: «La Sun Film Group – ha aggiuntoLumino – è pronta per avviare una nuova produzione cinematografica a Roma senza aver rispettato gli impegni: è evidente quindi che la situazione diventa paradossale. Con quali fondi si avvia questa nuova produzione? E, soprattutto, se i fondi ci sono, come mai non ancora stati saldati tutte le spettanze dei lavoratori? Attendiamo con fiducia risposte dalla società nella speranza che i fatti possano chiarire una situazione incredibile. Nel frattempo predisponiamo gli atti per chiedere l’intervento della Procura della Repubblica. Perché vogliamo mantenere alta la guardia su un settore delicato visto che attiene alla produzione culturale che a Taranto è spesso utilizzato con fini elettorali e propagandistici. Intanto ribadiamo la richiesta ad Apulia Film Commission, agli organi ispettivi e al Ministeri per i beni culturali di non erogare fondi fino a quando la società non dimostrerà coi fatti di aver assolto ai suoi compiti e garantito tutela alla dignità dei lavoratori e di un interro territorio».

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Una giornata di successo. Ricca di informazioni preziose e dimostrazioni pratiche su materiali e componenti meccaniche dell’arredamento.

Il workshop “Tecnologia, ergonomia & design nell’arredamento”, organizzato dalla Baux srl, con la collaborazione dell’Ordine degli Architetti, Paesaggisti e Pianificatori della Provincia di Taranto, ha fatto registrare il “tutto esaurito”. Grande è stata, infatti, la partecipazione dei professionisti di terra jonica all’incontro di studi che si è svolto venerdì 15 febbraio, a partire dalle ore 15, presso la sede della Baux nella Zona Industriale di Faggiano.

La giornata è cominciata con gli indirizzi di saluto di Errico Morciano, titolare di Baux Srl, e di Massimo Prontera, presidente dell’Ordine degli Architetti di Taranto.
Subito dopo è seguito l’intervento di Mariella Franchini, general manager Baux design e materiali, che ha illustrato il “progetto Baux”.
L’incontro è proseguito con le relazioni di Fausto Donato e Fabio Bernacconi di Arpa Industriale, che hanno spiegato ai presenti le peculiarità del Fenix Ntm ed Nta, materiale innovativo sviluppato dall’azienda per l’interior design. Una prova pratica ha mostrato le caratteristiche del prodotto, anti-impronta, opaco, resistente a graffi e calore, idrorepellente, adatto al contatto con gli alimenti e facile da pulire.
Nella seconda parte Riccardo Truglia e Giovanni Giugliano di Blum, azienda leader mondiale nelle componenti meccaniche per arredamento, hanno mostrato prima con una lezione teorica e poi con una dimostrazione “dal vivo” le funzionalità dei sistemi per ante a ribalta, cerniere, box, guide e tecnologie di movimento, come i frontali senza maniglia con supporto elettrico “Servo-Drive”: con un tocco leggero ante e cassettoni si aprono automaticamente. Il relatore ha anche indossato una tuta speciale che simula l’invecchiamento della persona attraverso l’apposizione di pesi, mostrando la comodità delle nuove soluzioni a disposizione per l’apertura di cassetti e scaffali.
L’evento ha confermato la vicinanza di Baux Kitchens, azienda d’eccellenza nel settore delle cucine componibili, al mondo della progettazione e del design: la collaborazione con l’Ordine degli Architetti è sorta come una conseguenza naturale nell’ambito della formazione professionale. Il convegno ha permesso l’acquisizione dei crediti formativi dell’Ordine degli Architetti.
«È stata una giornata molto impegnativa – commenta Mariella Franchini, gm di Baux – che ci ha permesso con grande soddisfazione di dare un supporto agli architetti che sono venuti a trovarci e hanno avuto modo di conoscere il mondo delle cucine con una nuova filosofia targata Baux. La cucina è l’ambiente più caldo della casa e, nel contempo, il più vissuto, il più social. È una giornata che sicuramente riproporremo presto per l’alto numero di adesioni ricevuto».
Il presidente dell’Ordine degli Architetti, Prontera, sottolinea: «Siamo da sempre vicini alle realtà imprenditoriali locali attinenti alla nostra realtà professionale. Sono rapporti legati alla possibilità di avviare una serie di iniziative comuni con realtà significative del territorio: l’iniziativa di Baux si è rivelata di grande interesse perché riguarda direttamente la nostra attività occupandosi di design di interni e la progettazione di dettaglio. Baux si sta proponendo come eccellenza del nostro territorio imponendosi sul mercato nazionale ed internazionale con grandissimi risultati. Ci auguriamo che questa collaborazione possa durare nel tempo».

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