Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 06 Febbraio 2019

"Ringrazio i coordinatori regionali, on. Mauro D' Attis e il senatore Dario Damiani, per la fiducia che hanno voluto accordarmi conferendomi l'incarico di commissario provinciale di Forza Italia a Taranto. Una scelta che mi onora, di cui sento tutta la responsabilità".


Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di forza Italia in Puglia commissario provinciale del partito.
"In un momento storico dominato dagli egoismi locali e dalla delegittimazione delle competenze sarò da subito al lavoro per costruire, insieme a tanti giovani e professionisti, un partito aperto e una comunità plurale. Sono consapevole che oggi Taranto rappresenti la sfida più grande per la Puglia, una sfida che, se ben gestita, può consegnare alla città un traguardo storico: diventare la prima città del Sud, dall'identità europea".


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Si assiste ancora una volta ad affermazioni, da parte del circolo locale del Partito democratico, che hanno addirittura la velleità di avanzare ipotesi di sfaldamento dell'amministrazione D'Alò dopo l'esito delle elezioni provinciali.

Non capisco l'accanimento e in particolar modo la morale da parte di un partito che, negli ultimi anni, non è mai riuscito ad esprimere un rappresentante in ambiti diversi dalla nostra comunità. Dopotutto, gli ultimi risultati elettorali, anche congressuali, non consentono ai più di ergersi ad abili strateghi.
Ad oggi non esiste nessuna sfaldatura della nostra maggioranza, anzi il mancato risultato ci spingerà a fare di più.
È stato fatto un errore di valutazione? Può anche darsi, ma questo non può e non deve mettere in dubbio la nostra buona azione, né tantomeno alludere a fantomatiche spaccature, soprattutto quando a farle è la segreteria cittadina di un partito che non è nemmeno presente in consiglio comunale.
In ogni caso, siamo stati io e il consigliere Petrarulo a chiedere al Sindaco e alla maggioranza di essere candidati entrambi e, come in tutte le famiglie, la maggioranza ci ha sostenuti lealmente.
I numeri ovviamente parlano chiaro: abbiamo ottenuto molti voti anche fuori ed è mancato veramente poco per essere eletti, pensavamo di farcela entrambi. È chiaro che siamo stati traditi da persone che in altri comuni ci avevano promesso il sostegno, ma che non hanno tenuto fede alla parola data.
Poco male perché dagli errori si impara, in futuro cercherò di fare meglio insieme alla mia maggioranza, che ringrazio.
GrottaglieOn è un progetto che andrà avanti fino alla fine continuando ad ottenere tanti altri risultati come quelli raggiunti fino a adesso, con buona pace di chi ha avuto la possibilità in passato ma non ne è stato capace.

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Il 7 febbraio 2019, dalle ore 11,00 alle ore 12,30, presso l’Auditorium del Padiglione Vinci dello Stabilimento “SS.Annunziata” di Taranto, l’ASL di Taranto presenta due azioni messe in campo per migliorare la fruizione da parte dei cittadini stranieri residenti del servizio sanitario e socio-sanitario offerto dall’ASL.


La prima riguarda l’elaborazione del Protocollo per la Gestione Sanitaria e Socio-Sanitaria degli stranieri. Si tratta di uno strumento, tra i primi in Italia, che fissa alcune regole e definisce dettagliatamente i percorsi assistenziali in merito all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria degli stranieri, tenendo conto di quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti.
Il Protocollo recepisce le Linee Guida “I controlli alla frontiera. La frontiera dei controlli”, pubblicate nel giugno 2017, redatte dall’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (INMP) con la collaborazione dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) e della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), adeguandole alle caratteristiche specifiche del territorio ionico/mediterraneo, dei fenomeni migratori che lo interessano, del sistema di accoglienza ivi predisposto, dell’organizzazione dell’ASL Taranto e dei servizi che la stessa offre.
Il Protocollo si rivolge in primo luogo a tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari operanti nel territorio dell’ASL Taranto e che rivolgono la loro attività a cittadini stranieri, ma anche a tutte le istituzioni e i soggetti privati coinvolti nel sistema di accoglienza, chiamando tutti gli attori in campo ad adottare regole e procedure uniformi, e fornendo procedure ben definite ai medici, agli infermieri e agli psicologi (non solo dell’ASL) deputati ad effettuare le valutazioni mediche e psicologiche previste nelle varie fasi dell’accoglienza, i trattamenti in emergenza/urgenza e le eventuali visite specialistiche.
Inoltre, l’ASL presenta il Progetto “FARI - Formazione Accoglienza Risposta Inclusione”, che vede coinvolte anche le ASL di Brindisi e di Lecce (l’ASL Taranto è capofila), nonché l’Associazione “Camera a Sud”, finanziato a valere sul Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020.
Il progetto ha i seguenti obiettivi: migliorare e facilitare l’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari da parte degli utenti stranieri; accrescere la conoscenza, da parte degli stessi, dei servizi e delle procedure sociosanitarie; migliorare l’interazione tra servizio sanitario e socio-sanitario e utenti stranieri.
Il progetto prevede una serie di misure specifiche, tra le quali vanno menzionate: impiego di 15 mediatori linguistici e culturali presso le strutture ASL (5 per ciascuna delle ASL coinvolte), per un anno; creazione di un’app multilingue volta a facilitare l’acquisizione delle informazioni sull’assistenza sanitaria e i servizi sanitari e socio-sanitari offerti dall’ASL; svolgimento di corsi di formazione per operatori ASL, per operatori dei centri di accoglienza e per gruppi di migranti.
È prevista la presenza dei Direttori Generali dell’ASL Taranto, ASL Lecce e ASL Brindisi o loro rappresentanti, del Dirigente Responsabile dell’Ufficio di Gestione e Attuazione del PON Legalità presso il Ministero dell’Interno, dei Prefetti e dei Dirigenti Responsabili dell’Area “Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello Straniero, Immigrazione e Diritto D'Asilo” delle Prefetture di Taranto, Brindisi e Lecce, dirigenti dell’INMP, esponenti delle Forze Armate, esponenti del Tribunale e Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Taranto e di Lecce e del Tribunale e Procura Ordinaria di Taranto e di Lecce.

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Nella riunione del Coordinamento Provinciale di Art1 MdP tenutasi ieri 5 febbraio, dopo un passaggio obbligato sulle recentissime elezioni provinciali, tenutesi il 3 febbraio scorso, che hanno ulteriormente sancito definitivamente il sopravanzare di un idea e di una proposta politica fondata sulla promiscuità e sulla contaminazione tra una certa destra e una certa sinistra, i dirigenti del Movimento provinciale hanno focalizzato l’attenzione sull’analisi dello scenario politico nazionale in vista dell’importante appuntamento del 16 e 17 febbraio a Roma per la costituente del nuovo soggetto politico unitario della sinistra.

Passaggio intermedio e di avvicinamento alla Costituente di Roma sarà sicuramente, l’appuntamento del 9 febbraio prossimo, sempre a Roma, con la manifestazione nazionale unitaria indetta da Cgil Cisl e Uil dal titolo Futuro al Lavoro: in piazza con i lavoratori per i lavoratori. A tal proposito anche il movimento Art1 provinciale di Taranto aderisce, e parteciperà con una propria delegazione, ritenendo quest’appuntamento come una spartiacque fondamentale, un punto zero e di ripartenza, per unire e riappacificare il popolo italiano della sinistra, sui veri temi di interesse nazionale e contro una manovra recessiva dell’attuale governo i cui effetti si stanno purtroppo già percependo.
Nel salutare positivamente l’elezione di Maurizio Landini a nuovo segretario nazionale della CGIL, Art1 MDP ritiene fondamentale condividere anche con i corpi intermedi, tra cui in primis le forze sindacali, una serie di proposte concrete per un vero cambiamento e per scommettere su investimenti e piena occupazione. Per questo motivi, per la manifestazione del 9, è stato creato un volantino che racchiude sinteticamente le nostre proposte di seguito elencate:
- Green New Deal: un piano di messa in sicurezza del territorio dalle emergenze e dal rischio
sismico
- Carta dei diritti universali del lavoro
- Basta condoni
- Contributo di solidarietà dei grandi patrimoni per gli investimenti e lotta alla povertà
- Un miliardo in scuola, ricerca, universita’
- No alla secessione dei ricchi: garantire su scala nazionale l’universalismo nella scuola,
sanita’, trasporti
- Clausola Ciampi: Garantire il 45 per cento degli investimenti pubblici complessivi al sud
d’Italia
- Rinnovo del contratto nel pubblico impiego
- Pensione di garanzia per giovani e donne
- Superare davvero la Legge Fornero: _essibilita’ in uscita a 61e quota 41 di contributi per
tutti
- Abolizione del superticket e piano straordinario di assunzioni nella sanità pubblica

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GROTTAGLIE (TA). Una giornata trascorsa con le mani in pasta, tra farina, acqua e tavolieri, alla scoperta dei cereali di un tempo e della sana alimentazione.

Così gli alunni di quattro classi seconde della scuola primaria dell’istituto comprensivo “Edmondo De Amicis” sono diventati protagonisti di un’esperienza sensoriale, che ha avuto l’obiettivo di far capire loro l’importanza del cibo sano, a chilometro zero, che dalla terra arriva direttamente in tavola. 

L’iniziativa, tenutasi nei giorni scorsi, rientra nel progetto “Comincio dalla tavola”, inserito nell’ambito del Pon “Potenziamento delle competenze di cittadinanza globale”. Grazie a un partenariato tra scuola e Coldiretti Taranto, gli alunni coinvolti, in tutto cento, hanno potuto conoscere quello che è il ruolo dell’agricoltore moderno. A loro è stato spiegato come nel tempo sia cambiata la figura del coltivatore tra nuove competenze e tecnologie innovative, pur cercando di mantenere inalterate, se non migliorandole, le qualità organolettiche dei prodotti della terra.
A improvvisarsi maestro, sia pure per un pomeriggio, è stato Nicola Motolese, presidente Coldiretti Grottaglie, nonché presidente provinciale Agrimercato, con il coordinamento dell’insegnante Luana Damone. Lui, Nicola, titolare dell’azienda che ha il suo nome, ha portato tra i banchi di scuola il farro, l’orzo, il grano Senatore Cappelli e le farine che nella sua azienda vengono trasformate in pasta secca.
Una lezione interattiva, che è servita agli alunni per fare domande, esprimere le proprie curiosità, conoscere il ciclo di produzione del grano. Un botta e risposta tra Motolese e i bambini, che ha fatto emergere come, vedendo le bandiere Coldiretti di Campagna Amica, molti bambini percepiscano gli agricoltori come amici di famiglia, persone di cui fidarsi. “Una fiducia, questa - afferma Alfonso Cavallo, presidente provinciale Coldiretti Taranto - che inizia acquistando dalle nostre bancarelle colorate di giallo e di verde e si consuma a tavola tra garanzia di sapore e qualità. E’ importante che l’educazione alla sana alimentazione cominci tra i banchi di scuola. Se i bambini comprendono quanto sia salutare ricercare cibo sano, sicuramente diventeranno consumatori consapevoli e intelligenti”.
Dalla teoria alla pratica. Prima un viaggio tra gli antichi cereali, allestiti con cura del dettaglio su una mega tavola dallo stesso Motolese, dal vicepresidente Coldiretti Grottaglie Vincenzo Crescente e da Oronzo Cavallo sempre di Coldiretti. Poi, tutti a rimboccarsi le maniche per forgiare le orecchiette della nonna.
Loredana e Anna del ristorante “Macchiaviva Bistroit”, complice anche lo chef dello stesso locale grottagliese, hanno preparato ben cento cordoli di pasta e, in poche ore, l’istituto comprensivo “E. De Amicis” si è trasformato in un vero e proprio pastificio artigianale, tra farina e grida di entusiasmo di tutti i bambini, maschietti inclusi. “Un’esperienza da raccontare – dice Motolese -, un’esperienza da ripetere”.

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La notizia degli ultimi giorni riportata sugli organi di stampa relativa ad una possibilità maltese per i lavoratori del “bacino delle competenze di distretto”, che comprende anche gli ex Tecnomessapia, ci lascia quantomeno sorpresi nell’entusiasmo generato tra gli addetti ai lavori. Un offerta di lavoro è pur sempre un’opportunità ma gioire per un’occupazione in una nazione diversa ci sembra solamente utile a lavarsi la coscienza.

Il “bacino delle competenze di distretto” è nato come uno strumento innovativo di facilitazione alla ricollocazione lavorativa, possibilmente nello stesso territorio di provenienza, che non deve agire come un’agenzia di somministrazione con il patrocinio della Regione Puglia e non può e non deve favorire un esodo di competenze magari anche a condizioni economiche poco vantaggiose.
Il nostro territorio che da sempre è stato riconosciuto come area di eccellenza nel settore aeronautico viene oramai da tempo trascurato dalle grandi committenti e soprattutto da Leonardo che con una politica poco lungimirante non solo ha danneggiato tutto l’indotto locale ma ha trasformato la ex Agusta Westland, oggi Leonardo Divisione Elicotteri, in uno Stabilimento di serie B spostando la produzione dell’ AW109, AW139 e AW169 in Polonia. La cosa che fa più rabbia però è che tanti giovani di questo territorio sono costretti ad emigrare in Polonia per colmare il gap di competenze polacco.
Il Sindacato, la Regione Puglia, il Distretto Aerospaziale e anche Confindustria hanno il compito di ricostruire un quadro complessivo del settore aeronautico sul territorio disegnando un percorso per il futuro, perché nel Sud del paese non basta più tutelare i soli lavoratori, ma bisogna tutelare gli stabilimenti che spesso hanno il corpo sul nostro territorio e la mente in altri lidi e che come ultimi fatti di cronaca dimostrano sono i primi ad essere sacrificati nelle crisi o nelle ristrutturazioni.
Invitiamo pertanto ancora una volta tutti ad un’azione corale dando seguito a quanto già fatto con la creazione del bacino istituendo un tavolo negoziale che abbia come attore principale Leonardo alfine di creare una prospettiva lavorativa dignitosa.

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Traggo spunto da un articolo provocatorio, ma non troppo, di Marcello Veneziani in merito alla possibile creazione di un partito del Papa, leggasi restaurazione democrastiana nei tempi moderni.

In questo scenario di fantapolitica di un futuro molto prossimo e probabile, i nomi che giustamente vengono in mente a Veneziani sono da far venire i brividi. Possibili riciclanti/replicanti del concetto di cattolicità in politica sarebbero allo stato dei fatto e nel contesto della storia, o per meglio dire della storiella italiana, gente come Romano Prodi, Enrico Letta, Silvio Berlusconi, le cui biografie, prima ancora che le concezioni politiche, sempre che ne abbiano una di definita e comunicabile al popolo in termini onesti, sono già di per sé sufficienti a sconfessare la bontà di una qualsiasi progettualità politica.
Ma al di là delle provocazioni, il dato indiscutibile è che di fronte al collasso della sinistra, queste forze matriarcali che si riconoscono nella accoglienza no limits, nel populismo spinto fino alla totale disintegrazione di ogni tradizione, nella banalizzazione del sacro attraverso l'imperium della cultura pop, sono alla ricerca di una nuova veste e di una nuova legittimazione.
Da qui, nasce l'esigenza di fare alcune precisazioni.
Il messaggio di Cristo, come ogni messaggio di portata universale è passibile di traduzione e applicazione politica, anzi per molti versi il cattolico che intenda realizzare il messaggio di Cristo in terra ha la necessità concreta di costituire forme di organizzazione politica per la realizzazione dei propri fini. In questi termini riconosco anche che il messaggio di Cristo può essere valorizzato in una connotazione che potremmo definire comunista, basata sulla uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini nella sfera economica e nel diritto di accesso ai beni di sostentamento.
C'è una indubbia giustizia sociale sottesa a questi concetti.
Ma vorrei ricordare che una lettura di sinistra del messaggio di Cristo non dovrebbe limitarsi alla accoglienza e all'aiuto dei bisognosi, ma avrebbe anche e soprattutto il dovere morale di scagliarsi contro le ingiustizia sociali create dalle dinamiche del potere, quindi, senza entrare troppo nel tecnico, il nuovo cattocomunista del nuovo millennio dovrebbe attivarsi attivamente e in termini concreti per ottenere una maggiore rappresentatività popolare nelle istituzioni europee e nel parlamento europeo in primis, promuovendo quello che mi sembra un dato indiscutibile della rappresentatività popolare, ossia il riconoscimento del potere legislativo, che allo stato non è paradossalmente riconosciuto al parlamento europeo, tanto che viene legittimo chiedersi che cavolo le mandiamo a fare tutte quelle centinaia di nostri rappresentanti in un parlamento europeo che più che parlarsi addosso non può fare molto altro.
Il cattocomunista per essere tale lo deve essere nei confronti del popolo, ma soprattutto nei confronti dei potenti, cosa questa che viene sconfessata dal dato biografico di tutti i nomi papabili da mettere a guida di un simile progetto.
Poi come notato da Veneziani c'è il problema della rappresentatività.
Che bacino di utenza elettorale potrebbe avere il nuovo cattocomunismo?
Su questo punto l'elettorato italiano è sempre foriero di grandi sorprese perchè in effetti un tale progetto politico, oltre che assorbire interamente l'elettorato del PD, che da ultimi sondaggi si assesta ad un razionalmente incomprensibile 18%, andrebbe ad erodere una buona percentuale dell'elettorato del M5S e della Lega, mi riferisco a quella componente variabile ma sostanziosa che collocandosi tra il centrodestra e il centrosinistra ha votato il governo gialloverde per esprimere un voto di protesta e per manifestare la propria richiesta di maggiore ordine e giustizia sociale.
Perchè signori miei è proprio su questo punto che si realizza il miracolo della fine, la congiunzione degli opposti, l'assorbimento della contraddizione tra accoglienza ed ordine sociale, ossia la retorica tipicamente cattolica del buono ma giusto, che se da un lato ha nauseato gli italiani, dall'altro lato potrebbe indurli nuovamente in errore avvalendosi della rinnovata veste trascendentale della legittimazione divina e della benedizione papale, promuovendo valori pseudopopulisti sotto l'illusione dell'antico abito talare.
In buona sostanza il progetto catto-populista-comunista paventato da Veneziani potrebbe rapidamente raggiungere percentuali di elettorato intorno al 20-22% facendoci ripiombare in una nuova versione della Democrazia Cristiana, privata però di tutte quelle componenti nobili e realiste che nella originaria DC pur esistevano, agivano e si affermavano.
Mi riferisco alla tutela dell'interesse nazionale, quel nazionalismo morbido ma efficace che veniva posto in essere attraverso la continua mediazione di interessi tra blocco atlantico e blocco comunista, strizzando altresì l'occhio all'universo mediorientale, dinamiche queste non più possibili alla luce delle mutate condizioni geopolitiche, dei mutati rapporti di forza tra politica ed economia, ma soprattutto non più possibili in base al mutato spessore della nova classe dirigente.
Non ultimo in ordine di importanza c'è poi il problema della tradizione.
La dirompente potenza sociale del messaggio di Cristo è stata fatta oggetto nel corso dei secoli di una importante opera dottrinale di centratura metafisica del concetto, che partendo dall'ambito elevato e metaumano del sovrasensibile trova applicazione nelle sfere basse dell'agire storico e contingente, attraverso una ricca serie di concezioni teologiche, ma soprattutto simboliche ed astronomiche che il cristianesimo ha ereditato dalla tradizione metafisica precedente e che ha reso la Santa Romana Chiesta la depositaria della antica tradizione metafisica occidentale riguardo alla natura di Dio, alla legittimazione del potere temporale, all'ordine sociale, fino a giungere alla stretta ritualistica del culto per la messa in relazione pontificale tra umano e divino.
Tutta questa tradizione teologica e dottrinale sembra essere stata smantellata con un solo colpo di spugna dall'attuale pontificato, che pertanto andando ad avallare una struttura politica priva di una reale aderenza alla natura metaumana dell'individuo, ne promuoverebbe solo le dinamiche emotive e contingenti, determinando un ulteriore degradazione verso il subumano, comprensibile negli attuali partiti politici laici, ma assolutamente intollerabile in un movimento politico di ispirazione religiosa.
Sarebbe la realizzazione di quella che acutamente Veneziani definisce la Matria in luogo della Patria.
In conclusione una ecumene cristiana, insita nella stessa definizione del concetto di cattolicità sarebbe auspicabile, promuovendo in Europa i valori cristiani che furono volontariamente estromessi all'atto della sua fondazione, ma tale ecumene portatrice di valori condivisi di elevazione dell'umano in un ordine superiore in terra dovrebbe essere conforme alla antica tradizione cristiana che allo stato non trova adeguata rappresentanza all'interno della istituzione pontificia, sarebbe irrealizzabile nell'attuale contesto politico, non potrebbe avvalersi dell'opera di politici adeguati alla missione da compiere, e soprattutto non verrebbe capita da un popolo sempre più spiritualmente disorientato che per decenni è rimasto esposto al vento mutevole della profanità, tanto da rendere impossibile ogni mutamento di rotta, se non in seguito ad un catechismo dei valori trascendenti protratto per almeno una intera generazione.
Tutti noi ci auguriamo l'uscita dal baratro del nichilismo contemporaneo, ma tale nuovo ordine da costituirsi, dovrebbe porre in essere per prima cosa un assalto alle fonti della profanità, a tutte quelle interferenze culturali che volontariamente hanno sottomesso l'uomo in una dimensione subumana per meglio strumentalizzarlo in termini economici ed asservirlo in termini politici.
Tale assalto è attualmente impossibile con gli strumenti di una Chiesa Cattolica che volontariamente ha rinunciato al potere ed alla profondità della propria tradizione spirituale per tendere la mano ad un popolo profanizzato, che per sua natura è ora assolutamente ingovernabile, se non con gli strumenti della minaccia economica e dell'arbitrio dei potenti.
Lasci quindi la chiesa che il popolo si esprima nelle dinamiche immanenti sue proprie e se proprio vuole rendersi utile, preghi di Dio di proteggerci in questa ora buia della involuzione umana.

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