Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Venerdì, 22 Marzo 2019

A margine del servizio televisivo andato in onda nella puntata di “Striscia la Notizia” del 21 marzo 2019, a cura dell’inviato Pinuccio, sulla questione ENFITEUSI, è necessario fare alcune considerazioni.
L’Amministrazione Comunale che guido, da tempo, si interessa di questo problema e con varie forme: abbiamo convocato un apposito Consiglio Comunale monotematico, presentato vari ordini del giorno, interessato Deputati e Senatori, fatte sentire le nostre ragioni in missive inviate al Presidente Mattarella, al Premier Conte, al Ministro Salvini e a tutti gli organi di stampa, nazionali e locali.
La nostra azione amministrativa si è sviluppata verso alcune direttrici fondamentali:
- La richiesta di un intervento legislativo con l’abolizione di questo arcaico e desueto istituto o, almeno, un intervento legislativo che quantifichi il canone e, quindi, il costo d’affrancazione;
- Un intervento giudiziario relativamente alla quantificazione del canone;
- Ed un accordo complessivo, con gli eredi Principi Dentice di Frasso, sul canone e sulla relativa affrancazione.
Nonostante alcune leggi abbiano abolito l’istituto ( n.74/58, n.3/74 e n.16/74), attualmente esiste un vuoto legislativo in merito alla quantificazione del canone enfiteutico, utilizzabile anche per accedere all’affrancazione, considerato che varie leggi che si sono succedute sono state, in tutto in parte, dichiarate incostituzionali.
Per questo si è intrapresa, anche, la strada dell’azione giudiziaria il cui punto di partenza è stata una recente sentenza del Tribunale di Brindisi che ha stabilito, per l’affranco, che il parametro necessario per il calcolo del canone è il reddito domenicale rivalutato.
Secondo, poi, quanto affermato dall’Avvocatura dello Stato con nota 8475 del 19/12/1999, l’attività di miglioria che è richiesta all’enfiteuta, deve ritenersi intrinsecamente connessa alla natura del fondo stesso. Nella stessa nota il predetto Organo dello Stato afferma che “…i fabbricati costruiti su terreni gravati da livello non possono essere considerati migliorie, in quanto esula completamente dagli obblighi gravanti sull’enfiteuta-livellario, ogni attività di trasformazione edilizia.”

Alla luce di ciò, nessun diritto possono vantare i Principi Dentice di Frasso sugli immobili esistenti sul nostro territorio comunale.
È vero, i tempi della giustizia e l’urgenza di risolvere quanto prima questa situazione, ha portato questa Amministrazione a trovare un accordo con gli eredi invitandoli in Municipio.
Preliminarmente, pur constatando gli interessi di tutte le parti ad addivenire ad un accordo, vi era una contrapposizione netta tra la posizione del concedente e quella degli altri partecipanti.
Il concedente ha chiesto di ripartire dall’accordo fatto con la Cgil, cioè € 25,00 a metro quadro per le case ed € 3000,00 ad ettaro per i terreni.
La parte politica, al completo, ha ritenuto, invece, irricevibile tale richiesta, considerandola esosa ed ingiusta per i cittadini sanmichelani, soprattutto patendo dal fatto che i fabbricati sono stati costruiti dagli enfiteuti.
Questa è la situazione di fronte alla quale non esiterò a fare un passo indietro per difendere i miei cittadini ed il mio territorio che sta pagando le conseguenze, soprattutto, dal punto di vista economico.
Per questo, oggi più che mai, è necessario che Istituzioni, cittadini ed il Comitato No-Enfiteusi, nei confronti del quale non ci sono mai state contrarietà, facciano fronte comune per risolvere questa dannosa questione.

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Venerdì, 22 Marzo 2019 16:35

L'energia come motore di crescita

Ne  parla SABACOM Engineering, startup tarantina, con il consorzio TEMAGroup  alla fiera internazionale OMC19

Sabacom Engineering, spin-off della sezione Ricerca & Sviluppo di Sabanet e appartenente al consorzio TEMAGroup, volerà a Ravenna per la fiera internazionale OMC19 - Offshore Mediterranean Conference and Exhibition 2019 - dal 27 al 29 marzo.

Un'occasione unica quella dell'Offshore Mediterranean Conference and Exhibition 2019 (OMC19) - la più grande mostra-convegno dedicata all’offshore petrolifero e del gas nel Mediterraneo, giunta alla XIV edizione - che consentirà a due realtà tarantine, Sabanet (società di Consulenza e System Integration) e Sabacom Engineering (tra le startup innovative più interessanti del panorama pugliese e italiano e partecipata Sabanet nel campo della Ricerca e dello Sviluppo), di parlare più lingue tracciando una nuova ed entusiasmante strada sul loro percorso di crescita insieme al consorzio TEMAGroup di cui fanno parte.

L'energia vista come motore di crescita: sarà questo l'argomento sul quale si dibatterà e attorno al quale muoveranno riflessioni importanti persino i ministri di Egitto, Grecia, Libano e Libia, presenti alla convention. Da un lato, il focus sarà sui Paesi produttori ai quali viene offerta la possibilità di un progressivo sviluppo sostenibile e di un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, utilizzando le scoperte di gas e la componente di energia da fonti rinnovabili di cui sono ricchi; dall’altro, sull’Europa che ha la possibilità di diversificare le proprie fonti di approvvigionamento continuando, con un maggior utilizzo del metano, sul cammino della transizione energetica.

Qual è il ruolo di Sabanet, Sabacom Engineering e del consorzio TEMAGroup?
Sabanet e Sabacom Engineering condivideranno lo spazio con TEMAGroup: rete di imprese che fornisce proposte global service in un formato chiavi in mano relativamente a consulenza, progettazione e fornitura di servizi e sistemi per la safety e la security nel campo industriale, marittimo e civile. Campi in cui queste realtà collaborano sinergicamente, utilizzando strumenti, metodologie e attrezzature avanzate che supportano tecnologicamente l'impiantistica (TEMAGroup) attraverso l’elaborazione di software integrati (Sabanet e Sabacom Engineering) per la gestione delle risorse umane, attività di analisi e supporto dei processi real time (BPR) e per il controllo di aree vaste e complessi industriali.

“Il rapporto con TEMAGroup è ormai consolidato – commenta Gianfranco Zizzo, CEO di Sabanet srl – e sono almeno 20 anni che collaboriamo con le aziende del gruppo, fornendo un supporto significativo nel campo della ricerca e della consulenza. Il nostro obiettivo – prosegue Zizzo – è quello di fare in modo che questa partnership diventi produttiva, fondendo due modelli di pensiero: quello che ruota attorno all'impiantistica e quello che ruota attorno alla softwaristica. Mai come oggi l'impiantistica deve essere sostenuta da strumenti di monitoraggio e noi siamo qui per questo. Per concludere, cito un aforisma di Aristotele che mi sta a cuore: 'Il tutto è maggiore della somma delle sue parti'.”

 

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È in atto un tentativo, alquanto disperato, di accostare il sottoscritto a vicende che coinvolgono altri soggetti.

La mia estraneità ai fatti contestati dall’inchiesta “T-Rex” è talmente palese che non avrei nemmeno bisogno di sottolinearla. Purtroppo, però, devo fare i conti con personaggi totalmente privi di capacità di discernimento che, nonostante ciò, esercitano la presunzione di ergersi a custodi della verità. Prima di entrare nel merito della questione, in tal senso, mi corre l’obbligo di ricordare loro un principio sacrosanto: la verità, quando si parla di procedimenti di natura giudiziaria, è il risultato di un regolare processo.
Perché il punto è proprio questo: non è in corso nessun processo e, con grande sicurezza, posso ammettere che non se ne celebreranno. Il tempo mi darà ragione, gettando ulteriormente nel discredito chi temerariamente (anzi, sarebbe il caso di dire miseramente) ha fatto ricorso a denunce contro il sottoscritto non potendo esercitare la nobile arte della politica. Già, perché è quel che è accaduto. Ai margini del dibattito, senza argomenti e prospettive da proporre alla nostra città, qualcuno ha pensato bene di utilizzare i soldi dei contribuenti (le indagini le paghiamo tutti noi) per scoprire che… l’intera attività della giunta D’Abramo era ispirata ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione!
Attaccarsi all’indicazione del mio nome, puramente incidentale, in un’ordinanza di custodia cautelare che riguarda altre persone, quindi, è il frutto disgustoso di chi interpreta la dialettica politica in questo modo. Lo dico, perché i cittadini sappiano fare le dovute distinzioni tra chi è capace di immaginare lo sviluppo di una comunità, come ho sempre fatto con il contributo dei miei compagni di viaggio, e tra chi invece lavora per tenerla sotto una coltre di sospetto e immobilismo.

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 Il momentaneo spegnimento di uno dei simboli più significativi della città, come spiegato dall’assessore ai Lavori Pubblici Massimiliano Motolese, si è reso necessario per consentire la verifica puntuale delle opere idriche e murarie e procedere alla loro riqualificazione.

«Ieri mattina abbiamo effettuato un sopralluogo – ha aggiunto Motolese – scendendo nel “ventre” della piazza. Ci siamo trovati di fronte a condotte in avanzato stato di usura, risalenti all’epoca della costruzione del monumento e mai sostituite».

È allo studio la fattibilità di un intervento sostitutivo, applicando un innovativo brevetto che sfruttando le tubature esistenti eviterebbe operazioni drastiche sulla struttura della fontana, che finirebbero per dilatare i tempi di realizzazione dei lavori. Ove questa opzione non fosse praticabile, si procederà con la riparazione della parti ammalorate.

«Contiamo di poter applicare la prima soluzione – ha aggiunto Motolese – che consentirebbe alla fontana-simbolo di Taranto una funzionalità migliore e più duratura, azzerando i malfunzionamenti dai quali è periodicamente colpita».

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La risoluzione del Movimento 5 Stelle raccoglie l’approvazione di tutte le altre forze politiche. Si punta sulla tracciabilità per ricostruire una filiera virtuosa che elimini gli squilibri e le forme di sfruttamento

Dopo le vibranti proteste dei pastori sardi delle scorse settimane, esasperati da un sistema evidentemente inceppatosi e che ha portato l’impoverimento della parte più debole della filiera, da Montecitorio giungono notizie confortanti per il comparto. In Commissione Agricoltura alla Camera, infatti, è stata approvata all’unanimità la risoluzione Cadeddu (M5S) che impegna il Governo Conte a regolamentare e garantire la tracciabilità della filiera del latte ovino e caprino. La Puglia è la sesta regione italiana per produzione di latte di pecora con 46.506 quintali mentre si producono quasi 5.000 quintali di latte di capra. Per numero di unità produttive operanti nel settore lattiero-caseario la Puglia è la terza regione con 218 caseifici e centrali del latte, 2 stabilimenti di aziende agricole e 5 di enti cooperativi agricoli e ben 11 centri di raccolta.

“La nostra risoluzione mira a ricostruire una filiera virtuosa, che valorizzi il lavoro dei pastori ed elimini squilibri e forme di sfruttamento – commentano i parlamentari pugliesi Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese, esponenti M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Tracciabilità infatti significa affrontare le principali criticità scaturite, ad esempio, nella protesta dei pastori sardi. Ad oggi, infatti, non è possibile conoscere nel dettaglio quale sia la quantità di latte prodotto, quanto di questo viene trasformato, quanto latte esportiamo e quanto ne importiamo. Istituiremo una banca dati della filiera del latte che consentirà di monitorare il settore e scongiurare abusi e storture. Portiamo così a compimento – continuano Cassese e L’Abbate (M5S) –, anche grazie al contributo delle altre forze politiche, un percorso a cui il Movimento 5 Stelle ha lavorato fin dal primo giorno di Legislatura”.

La Risoluzione Cadeddu (M5S) non pone l’impegno a tener traccia dei dati in capo agli allevatori, già gravati da tante incombenze burocratiche e costi. Questi, però, contrariamente al passato, potranno disporre di dati aggiornati sulla filiera del latte, verificandoli e facendosi parte attiva, consapevole e informata su tutte le fasi dalla produzione alla trasformazione. Sarà il primo acquirente a dover registrare mensilmente il latte crudo acquistato dagli allevatori nazionali e quello proveniente dai paesi Europei o da Paesi terzi. Le aziende di trasformazione dovranno registrare i prodotti trasformati e le relative giacenze di magazzino. Allevatori, associazioni di categoria, chi dovrà vigilare e tutte le figure accreditate nella banca dati del SIAN, il sistema informativo agricolo nazionale, potranno consultare i dati.

“La tracciabilità è solo un primo passo – concludono i deputati Giuseppe L’Abbate e Gianpaolo Cassese (M5S) – i prossimi saranno programmazione della filiera e sviluppo tecnologico. Per essere competitivi è necessario affinché gli allevatori possano modernizzare i loro impianti ormai fermi da decenni. E per il successo di questo percorso il protagonismo e la coesione tra gli allevatori sono fondamentali”.

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Consegnato un documento di proposte al presidente Michele Emiliano “Subito gli aiuti del 2017, poi agire su ricambio varietale e commercializzazione”
Riattivare il Consorzio Agrumicolo Tarantino, lavorare su ricerca e innovazione

PALAGIANO (Ta) – Un documento di proposte concrete, immediatamente programmabili e da attivare al più presto per affrontare in modo strutturale la crisi del comparto agrumicolo. A farsene promotrice è CIA Area Due Mari (Taranto-Brindisi), che ha consegnato il documento al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e ai sindaci del territorio che stasera, giovedì 21 marzo, a Palagiano hanno preso parte all’incontro sulla crisi del comparto agrumicolo. “Il settore agrumicolo è in crisi da anni, i prezzi corrisposti ai produttori non sono sufficienti a garantire il reddito e a sostenere i costi, mentre le ripetute gelate abbattutesi sul territorio hanno dato il colpo di grazia”, spiegano nel documento il presidente e il direttore provinciali di CIA Due Mari, rispettivamente Pietro De Padova e Vito Rubino. “Occorre un cambio di passo nelle politiche di settore, con una maggiore attenzione per la rivisitazione degli accordi internazionali, in particolare di quelli che riguardano le importazioni.

È necessario fare attenzione alle tutele sanitarie per evitare la possibile introduzione di patogeni, quali Greening e Citrus Black Spot, che possano mettere a rischio gli agrumeti pugliesi”. Nel documento, si spiega come anche l’embargo contro la Russia abbia ulteriormente influito sul crollo delle vendite degli agrumi. La CIA sta insistendo da tempo, con i propri associati, sulla necessità di innovare tecniche colturali e varietà da produrre e immettere sul mercato. “Non riteniamo utili i tentativi dei singoli produttori di effettuare prove di varietà in alternativa al Clementino comune, come è inopportuno non prendere in considerazione alternative di tutela sanitaria sui portainnesti.
Mai come in questa situazione serve unità e forza del mondo agricolo. Servono ricerche di nuove varietà e accordi di ricerca sulla possibile diversificazione varietale, proprio per far fronte alla domanda dei consumatori che, ormai, richiedono sempre più prodotti di qualità e sani nel più lungo periodo di permanenza sul mercato, varietà di agrumi che coprano i mesi da settembre a maggio. Dopo un anno di trattativa, riteniamo un timido segnale quello del MIPAAFT che, con il recente decreto, ha destinato al Fondo Nazionale Agrumi 10 milioni di euro. E’ un buon punto di partenza, ma si tratta di una dotazione finanziaria insufficiente a far fronte alla crisi. Le gelate che si sono verificate hanno costretto gli agricoltori a lasciare parte del raccolto sugli alberi: è giusto che siano riconosciuti, a quei produttori, degli aiuti per i danni subiti da calamità. Chiediamo si velocizzi l’iter di riconoscimento per le calamità 2017, con provvedimenti che sostengano gli agrumicoltori. Continueremo ad aiutare gli agrumicoltori tarantini, a fornirgli consulenza e assistenza affinché si proceda al miglioramento varietale e al potenziamento commerciale. Le istituzioni, però, devono fare la loro parte e non lasciare abbandonate le migliaia di aziende agrumicole tarantine. Servono fondi che possano essere destinati sia alla ricerca che ad investimenti per il cambio varietale.

Alla Regione chiediamo che si adoperi affinché siano previsti nei programmi della formazione professionale: a) corsi post-diploma per tecnici, finalizzati a fornire consulenze agronomiche specifiche; b) corsi di formazione pratica con stage in aziende, per la manodopera (Potatori e Innestatori) per trasferire in campo le moderne tecniche di coltivazione e d’impianto. All’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia, chiediamo che, nel suo ruolo di coordinatore degli assessori regionali, si faccia portavoce presso il Ministro, affinché al più presto vengano iniziati rapporti di collaborazione tra gli istituti di ricerca e le università nazionali con enti di ricerca e università, sia europee che extraeuropee, per lo studio, l'introduzione e l’acclimatamento pedoclimatico nei nostri territori di nuove varietà, per quelle varietà coperte da brevetto, così da allungare il periodo di produzione e di commercializzazione. Per quanto riguarda la commercializzazione, poi, si chiede alle amministrazioni locali, in particolar modo a Provincia e Comuni, insieme agli agricoltori e alle loro Associazioni di Categoria, di recuperare la strada e gli obiettivi che portarono alla creazione del Consorzio Agrumicolo Tarantino. Occorre riattivare con attenzione e partecipazione lo stesso Consorzio, affinché esso diventi punto di riferimento per tutti gli agrumicoltori per la tutela del prodotto e il riconoscimento commerciale del marchio IGP “Clementine del Golfo di Taranto”, legandolo sempre più a un territorio che non significhi solo grande industria e inquinamento, ma anche garanzia di salubrità, bellezza e bontà. Quel marchio è stato già riconosciuto dall’Unione Europea e deve essere, per tutti gli agrumicoltori, un valore aggiunto al proprio prodotto”.

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Nei giorni scorsi abbiamo appreso da stampa e notiziari TV nazionali e locali di una operazione della guardia di Finanza, coordinata dall’autorità giudiziaria, per fare luce su un sistema di malaffare mirante ad agevolare concessioni di esercizio di discariche e gestioni raccolta rifiuti in tutta la provincia di Taranto. Sono finiti agli arresti politici ed imprenditori locali e il disegno che riservava a Grottaglie altre sopraelevazioni e lotti di discariche è stato, per il momento, stoppato.

Questo è stato possibile per l’abnegazione e la vigilanza di associazioni e singoli cittadini, assecondati con forza dall’amministrazione comunale che finalmente, in questi ultimi anni si è schierata contro la distruzione del territorio e in difesa della salute dei cittadini. Infatti, i provvedimenti introdotti a livello regionale e comunale come il divieto di coltivazione di cave già dismesse e l’impossibilità di riempirle di rifiuti si sono rivelati insormontabili per chi era avvezzo ad ottenere ogni concessione. Questi provvedimenti sono stati voluti con forza soprattutto a Grottaglie dal circolo Pier Paolo Pasolini di Sinistra Italiana, che ha messo a disposizione in provincia, in regione e a Grottaglie risorse e capacità politica.

Gli impedimenti hanno indotto i trafficanti a infrangere le regole con la complicità di amministratori e funzionari accondiscendenti pur di raggiungere i propri obbiettivi. Questo si evince dal coinvolgimento di amministratori provinciali, procuratori e procacciatori nella vicenda discarica di Grottaglie e di altre discariche della provincia e negli appalti nella gestione dei rifiuti. Viene da chiedersi, perché per i comuni mortali è prevista l’interdizione dai pubblici servizi e non si studia e appronta una legge che preveda per corruttori e corrotti l’interdizione da ogni gara di interesse pubblico e privato?

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Il prossimo 24 marzo è la Giornata Mondiale della Tubercolosi (TBC) ed è l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa “vecchia ri-emergente” malattia infettiva e le autorità a intensificare gli sforzi per la cura e prevenzione con l’obiettivo di eradicazione.

La Tubercolosi ancora oggi è una delle prime dieci cause di morte in tutto il mondo con devastanti conseguenze sanitarie, sociali ed economiche. Secondo l’ultimo report ECDC/OMS, infatti, nel 2017 dieci milioni di persone si sono ammalate di TBC e 1,6 milioni sono morte a causa di questa malattia (tra cui 0,3 milioni di persone HIV positive). La tubercolosi multi-farmacoresistente, inoltre, continua a rappresentare una temibile minaccia e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che siano 558.000 i nuovi casi registrati di resistenza alla Rifampicina.
Nella Struttura di Malattie Infettive e Tropicali, attiva presso l’Ospedale “San Giuseppe Moscati” di Taranto, nell’ultimo triennio (2016-2018) sono stati diagnosticati ben 48 casi di malattia tubercolare, con un trend in ascesa tra i residenti rispetto alla popolazione immigrata ed un aumento dell’età media (41-42 anni). La disponibilità di una diagnostica strumentale (broncoscopia e lavaggio bronco-alveolare) offerta dalla struttura di Pneumologia e la preziosa attività del laboratorio di microbiologia, hanno sicuramente contribuito a identificare precocemente sempre più nuovi casi. Un dato confortante è comunque l’adesione ai controlli ambulatoriali post-dimissione ospedaliera, anche da parte della popolazione immigrata, notoriamente riconosciuta come più sfuggente ai controlli per varie problematiche (sociali, culturali, legislative, ecc.). Ciò determina da una parte un aumento del carico di lavoro degli operatori sanitari, ma dall’altra consente un’ottimale sorveglianza dei casi sia in trattamento che non, con riduzione del rischio di fallimenti e prevenzione delle recidive.
Pertanto, anche la Struttura di Malattie Infettive e Tropicali, con il suo ambulatorio dedicato, insieme al supporto delle associazioni culturali territoriali (per quel che riguarda la popolazione straniera) si adopera al raggiungimento degli obiettivi della “Stop TB Strategy”, iniziativa lanciata dall’OMS e dal Global Fund, per favorire l’accesso alle cure da parte di tutti per limitare l’epidemia.

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Martedì 26 marzo, alle 9.30, al Castello Aragonese, la presentazione della manifestazione

Il mare come tratto identitario forte, come veicolo di promozione e crescita culturale, sociale ed economica dell'Arco Ionico, un'area che abbraccia tre importanti regioni meridionali: Puglia, Basilicata e Calabria.
Nasce da questa consapevolezza e da questa volontà il progetto “Corto2Mari - Festival del Cortometraggio dei Mari della Città di Taranto”, promosso e organizzato dalla rete di scopo costituita dal Liceo Ginnasio Statale “Aristosseno” di Taranto (istituto capofila), dall’I.I.S.S. “Liside” di Taranto e dal Liceo Artistico “V. Calò” di Grottaglie (TA).
Il Progetto rientra tra gli assegnatari del finanziamento Miur - Mibact “Piano nazionale cinema per la scuola – Buone pratiche, Rassegne e Festival”. Il Festival è rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori delle tre regioni. E' prevista anche una sezione fuori concorso. La partecipazione è gratuita. Proiezioni, eventi, premiazioni, si svolgeranno a maggio, al Teatro Orfeo di Taranto.
Il programma completo, le modalità di partecipazione, i partner e le finalità di “Corto2Mari”, saranno illustrate durante la conferenza stampa in programma il 26 marzo 2019, alle 9,30, nella sala Celestino V del Castello Aragonese di Taranto.
“Con il Festival – spiega il prof. Salvatore Marzo, dirigente scolastico del liceo Aristosseno e responsabile del progetto – vogliamo sviluppare la cultura del mare facendone la vocazione identitaria di un territorio ricco di storia, arte, cultura, bellezze paesaggistiche. Le scuole e gli studenti sono un anello importante di questo processo, ma non il solo. Per questo abbiamo coinvolto enti, istituzioni e associazioni di settore”.
L'iniziativa si avvale, infatti, di importanti collaborazioni e patrocini: Comune di Taranto, Provincia di Taranto, MM - Comando Marittimo Sud, Museo Archeologico di Stato MarTa, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA - CNR Taranto, Jonian Dolphin Conservation, Comunità Ellenica Taranto Maria Callas, Snaporaz Film Production, Associazione Culturale Utόpia. Altre collaborazioni e patrocini sono in attesa di essere acquisiti.

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“Nelle ultime settimane si sono moltiplicati i messaggi di allarme in relazione alla situazione finanziaria dell’Istituto Paisiello.

Dopo aver sostenuto e seguito da vicino la questione della statizzazione, siamo vicini a raggiungere un traguardo storico”.
Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, che prosegue affermando: “Sull’argomento il Governo sta facendo la sua parte sostenendo il periodo di transizione. Vi sono due punti che in questo momento interessano la dirigenza dell’istituto ed il personale docente. Il primo è quello delle risorse minime che servono al Paisiello per poter continuare ad operare. In relazione a ciò, è bene sapere che la seconda metà dell’ultima tranche dei finanziamenti relativi al 2018 sta per essere trasferita agli istituti destinatari dei fondi dopo alcuni ritardi dovuti ad intoppi di carattere amministrativo e informatico. Inoltre, gli uffici del Miur stanno predisponendo il decreto dal 3,9mln di euro relativo alla prima tranche dei finanziamenti 2019”.
“Il secondo punto – prosegue il parlamentare ionico – attiene al decreto che dovrà rendere effettivo il processo di statizzazione, definendo le procedure che si dovranno adottare. A tal proposito, vorrei rassicurare gli interessati comunicando loro che il decreto è stato registrato alla Corte dei Conti il 15 marzo scorso e che al Miur si sta lavorando per l’aggiornamento della piattaforma informatica Cineca attraverso la quale le istituzioni interessati dovranno fare domanda”.
“In conclusione – afferma il senatore Mario Turco -, vorrei rimarcare che il Governo sta facendo il massimo per completare l’iter della statizzazione in tempi celeri. È il momento di rimanere uniti perché ci attende un traguardo storico”.

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