Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Martedì, 26 Marzo 2019

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Di lui, Vincenzo,  me ne parlava sempre suo padre,  quando mi  capitava di affacciarmi nell'antica bottega del Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie e mi intrattenevo a fare 4 chiacchiere con il maestro Orazio Del Monaco, oppure lo intervistavo su problematiche inerenti la nostra ceramica e il nostro Quartiere. A volte capitava, con gli occhi illuminati di orgoglio  che mi parlasse di  suo figlio studente di architettura come anche le sue due figlie Annunziata e Anna Irene, e aggiungeva:   "mio figlio  porta il nome di mio padre, Vincenzo Del Monaco", diceva nostalgico, quel Vincenzo che ha messo su questa ormai antica bottega, dove ancora, nonostante abbia superato abbondantemente il secolo, la scritta "Ceramiche Vincenzo del Monaco" è leggibilissima. Il giovane Vincenzo ovviamente cresce nell'ambiente intriso di arte ceramica, dove il padre instalcabimente crea dalla informe argilla oggetti in ceramica di straordinaria finezza e singolarità che arriveranno in case importanti di ogni parte del mondo, con Orazio le due sorelle (Bettina e Luisa) che lo aiutano nella decorazione a mano e il fratello Geppino che si occuperà dell'amministrazione dell'azienda a conduzione familiare. Dallo  scorso ottobre (2018) il prof. Orazio non c'è più e Vincenzo che già da dieci anni stava avviando la sua indipendente attività di artista, cerca a suo modo di andare sulle orme paterne ma in qualche modo rivisitandole in chiave moderna.

Classe 1981, Vincenzo si laurea  in Architettura presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Dopo diverse esperienze professionali a Roma e Vienna rientra a Grottaglie, dove avvia una ricerca artistica fra tradizione e contemporaneità all’interno dell’artigianato ceramico.

"La sua ricerca - si legge nell'elegante brochure - indaga l’antico rapporto tra uomo “artigiano” e oggetto, ricercandone le mutazioni e le persistenze temporali all’interno di un costante dialogo con la storia dell’architettura. I mezzi espressivi - precisa sempre Vincenzo - restano quelli tradizionali: la scultura – in ceramica innanzi tutto, ma anche in bronzo e in marmo – e la pittura, su tela e tavola; i tempi intrinseci dei diversi materiali utilizzati contribuiscono a un’analisi più approfondita, sorprendente e inedita del binomio uomo-oggetto." Questo è quanto lui scrive quando è Vincenzo Del Monaco artist.

Il Vincenzo Del Monaco artist  comincia il suo percorso nel  2009, quando sempre legato a doppio filo con l'arte che fu del papà Orazio ma con visioni e  rivisitazioni di moderne concezioni dell'arte della ceramica e della scultura, fonda la  Bottega del Monaco insieme alle sorelle, Annunziata e Anna Irene,  anche loro laureate in architettura e insieme al fratello Vincenzo, nel laboratorio di produzione, fanno ricerca sul design dei prodotti ceramici e sulle loro applicazioni in architettura, tutti e tre fanno esperienze internazionali in studi di progettazione  e nel mondo accademico. E poi nel  laboratorio  continua, Vincenzo in primis a esplorare,  attraverso "un'attività sperimentale, nuove ricerche formali, artistiche e di innovazione tecnologica. In linea con la lunga tradizione familiare, alla quale attingono attraverso - si legge nella brochure - l'esperienza artistica del padre, Orazio Del Monaco"

Infatti è proprio così, oggi si accede alla Bottega del Monaco, diciamo quella moderna, dove opera principalmente Vincenzo e le sue sorelle, dal lato laterale dell'antica bottega, ovvero da via Santa Sofia, attraverso una scala dipinta di un colore azzurro cielo ci si  immette nelle studio atelier, dove immeditamente ci si immerge in un caledoscopio di forme, di colori e di materiali trasformati dalla visione che Vincenzo in primis ha dell'arte e delle forme, dove lui mi dice prendendo in prestito una frase che mi mostra da un catalogo delle antiche ed indimenticate Mostre della Ceramica, in cui la Ceramica di Grottaglie era la protagonista indiscussa e dove se contaminazioni moderne ed avvenieristiche dovevano esserci, venivano dosate nella giusta misura senza sacrificare le radici di quello che fu della nostra Ceramica e del volano economico che alimentava e che oggi prova ancora ad alimentare. Vincenzo mi dice: "Lo stimolo che porta all'innovazione deve esserci, ma non ci deve fare allontanare dal nostro quartiere e lo diceva tanti anni fa anche Carlo Di Palma, e mi mostra una pagina di un catalogo dove ha sottolineato l'inciso, ovvero   la felice espressione  del politico illuminato «mettere nel nuovo un cuore antico»", erano gli anni '80,  in cui il Quartiere per la Mostra della Ceramica,  divenne in assoluto il protagonista indiscusso. 

Ma ora mi fermo e lascio alla visione di queste due dirette da me realizzate, molto all'impronta ma che possono essere l'entré, l 'anticipazione di qualcosa che presto un progetto ben più articolato, verrà realizzato con i crismi che l'arte della Bottega Del Monaco promana, grazie agli stessi fratelli Del Monaco che del padre Orazio vogliono lasciare una traccia più evidente. Intanto nella parte più antica, dove il maestro Orazio operava e decorava, il suo ricordo è presente  con la sedia e la tavolozza lasciate li nell'angolo, come lui li ha lasciati l'ultima volta in cui ha operato, un angolo  in cui oltre a lavorare riceveva i visitatori e si intratteneva con gli amici più intimi, e dove, se era il caso,  rilasciava anche interviste.

Buona visione!

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ROMA – “Molto positivo l’esito dell’incontro sulla emergenza Xylella che si è svolto ieri presso la Prefettura di Lecce tra la ministra del sud Barbara Lezzi, gli agricoltori ed altri soggetti rappresentativi delle istituzioni locali. La ministra non solo ha annunciato l’erogazione di 300 milioni per il prossimo biennio, risorse che non saranno dirottate sul piano olivicolo nazionale, né andranno alla ricerca, per la quale saranno previste specifici fondi, ma verranno utilizzate solo per i territori colpiti dalla Xylella. Si tratta di una somma mai stanziata prima nonostante l'emergenza permanga ormai da anni.” Questo il commento del deputato Gianpaolo Cassese riguardo la riunione convocata lunedì scorso da Barbara Lezzi, che ha rivolto l’invito ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Lecce, Agea, Ismea, CREA AA Bari, Coldiretti e Agrinsieme, per raccogliere tutte le istanze in vista della fase emendativa del decreto che a breve sarà pubblicato e che passerà alle Camere per i dovuti passaggi parlamentari.

“La ministra ha anche raccolto dai suoi interlocutori suggerimenti e richieste che troveranno una traduzione concreta. Vorrei far notare che si tratta di una attenzione al problema e di una pratica all’ascolto da parte di una esponente del Governo a cui i cittadini non erano abituati. Così come non erano abituati ad impegni tempestivi. Le richieste avanzate dagli agricoltori infatti sono state accolte favorevolmente, da quella di realizzare interventi di semplificazione per l'eradicazione e il reimpianto degli ulivi, a quella di prevedere uno specifico piano per la Puglia valutando, se necessario, anche l’istituzione di una specifica figura commissariale, che già il presidente Conte non ha escluso” prosegue il deputato.
“Anche il Presidente del Consiglio, in perfetta sintonia con Barbara Lezzi, nei giorni scorsi ha preso un impegno esplicito riguardo il grave problema della Xylella, assicurando che verrà avanzata una richiesta di ulteriori risorse all'UE e che nel piano per la Puglia verranno previste misure di sostegno per produttori e braccianti" afferma Cassese e conclude: “Non posso che ritenermi soddisfatto per il lavoro di squadra che l’Esecutivo sta portando avanti attraverso misure concrete per rilanciare finalmente il settore agricolo pugliese.”

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Presentazione della Legge di iniziativa popolare per la Transizione energetica dell’Italia dalle economie fossili alle rinnovabili e all’idrogeno, l'appuntamento è per sabato 30 marzo, ore 15:30, Aula Magna Università di Taranto.

La Fondazione H2U The Hydrogen University presenta a Taranto, città simbolo, la proposta di Legge di iniziativa popolare per portare l’Italia verso la transizione energetica dai combustibili fossili - causa di devastazioni ambientali e danni a persone e territori - alle rinnovabili 100% e all’idrogeno prodotto esclusivamente da energie rinnovabili.

Una rivoluzione epocale cui tutto il mondo è chiamato, per senso di responsabilità verso l’umanità ed il suo futuro. L’idrogeno ricavato a partire da energie rinnovabili produce zero emissioni.

L’Italia è sostanzialmente priva di giacimenti fossili, mentre è privilegiata da un punto di vista geografico e meteorologico per le rinnovabili di origine solare. Carbone, petrolio e gas naturale non sono risorse inesauribili ed il loro sfruttamento, sempre più invasivo e ostinato, sta creando squilibri climatici sempre più evidenti e catastrofici: occorre una proposta concreta e praticabile per una nuova politica energetica nazionale inserita in un contesto mondiale di riconversione ecologica.

La Legge prevede un programma di progressivo abbandono dei combustibili fossili e stanziamenti per il supporto alla loro sostituzione integrale con energia rinnovabile, da completarsi entro il 2050, passando da una riduzione di almeno il 32% nel 2030, in linea con quanto previsto dalle più recenti indicazioni comunitarie e dall’Accordo di Parigi del 2015 ratificato anche dall’Italia.
L’idrogeno è adatto allo stoccaggio ed allo spostamento di energia, ma la Proposta di legge mira anche all’incentivazione dell’autoproduzione di energia, all’efficientamento energetico degli edifici ed alla mobilità sostenibile.

Con questa Legge chiediamo che anche l’Italia segua l’esempio di paesi più lungimiranti come Giappone, Francia e California, che già sperimentano i benefici di leggi del tutto simili a quella che si sta proponendo, con la messa al bando - totale e definitiva - delle economie fossili dannose.

La proposta necessiterà di almeno 50.000 firme per essere presentata in Parlamento; raccolta che inizieremo a sostenere subito dopo la presentazione della proposta, in tutto il Paese, a cominciare dai territori vittime, come Taranto, dell’inquinamento causato da produzioni industriali da fonte fossile.

Questo non significa minimamente procrastinare la soluzione dei problemi che i territori inquinati drammaticamente accusano, ma fare di questa proposta un ulteriore strumento di pressione, cambiamento e riconversione. Per Taranto e per tutto il Paese.

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I dati discordanti, resi pubblici recentemente, hanno determinato l’impossibilità per molti concittadini di Taranto di comprendere i contenuti autentici del monitoraggio ambientale dentro e fuori lo stabilimento siderurgico AM Investco.

Il metodo adottato nei giorni scorsi dalla Procura ionica, di riunire tutti i soggetti istituzionali, produttivi ed altre Autorità pubbliche oltreché Enti strumentali impegnati sul versante sanitario, con la richiesta rivolta loro di esibire entro il 28 aprile p.v. i dati dei rispettivi monitoraggi sulle ricadute ambientali della produzione siderurgica, risponde fattivamente ad una esigenza messa più volte in evidenza anche dalla Cisl, affinché siano scongiurati atteggiamenti e giudizi preconcetti rispetto alla sostenibilità ambientale dell’intero sistema industriale ionico ed alle consequenziali ricadute di ordine sociale e sanitario.
Esigenza primaria, di garanzia per tutti, è di non enfatizzare le frammentarietà di dati privi di evidenza scientifica, né posizioni surrettizie o la scarsissima propensione all’ascolto delle opinioni altrui specie se diverse dalle proprie, quanto importante sia, invece, puntare agli obiettivi dell’occupazione stabile e sicura, all’eco-compatibilità degli impianti in questione nel pieno rispetto delle leggi e, in definitiva, al compiuto e contestuale riconoscimento dei diritti costituzionali al lavoro ed alla salute.
Ribadiamo, ancora una volta dunque, a tutti i soggetti attivi del territorio il nostro appello a fare fronte comune.
I dipendenti diretti e dei sistemi appalto e indotto di AM Investco continueranno a difendere la loro occupazione, il loro reddito, la loro salute, la loro dignità di persone che si realizzano come cittadini attraverso il lavoro, così come a preservare il futuro delle loro famiglie e dei propri figli.
Per loro, per la cittadinanza ma anche per l’economia territoriale, regionale e nazionale, in virtù dell’incidenza che la produzione industriale di Taranto possiede nella determinazione del Pil della Regione Puglia e del Paese, rivendichiamo certezze oggettive e l’iniziativa della Procura confidiamo che possa finalmente contribuire a tali risultati.
È altrettanto necessario che anche il Governo nazionale, regionale e locale si assumano le proprie responsabilità ed intervengano sulle questioni poste, aprendosi sempre più al confronto, a partire dalla riconvocazione urgente del tavolo del CIS e rassicurando, per quanto è nelle loro competenze, circa gli ulteriori processi virtuosi che intenderebbero porre in essere per Taranto e per l’intero territorio provinciale .
È anche in questa chiave che corresponsabilità, coesione, scienza, coscienza devono qualificarsi come obiettivi comuni che come territorio dobbiamo ascriverci per dare risposte concrete ai bisogni di salute, lavoro e sviluppo sostenibile.
Non siamo affatto all’anno zero, su tali versanti e come Cisl continueremo a sostenere ogni iniziativa legittimamente assunta, evocando e rispettando le evidenze scientifiche e continuando insieme con le nostre Federazioni di categoria, dentro e fuori dallo stabilimento AM Investco ad essere sentinelle per rendere esigibili tutti i contenuti dell’accordo sottoscritto al Mise il 6 settembre scorso.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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