Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Aprile 2019

Ecco il video relativo all'intervento della prof.ssa Etta Ragusa di Vigiliamo per la discarica, anche se molto emozionata e presa come sempre dall’argomento in modo passionale, tanto da prendere una gaffe sul presidente Gugliotti, prontamente corretta da Di Maio e poi precisato meglio dalla stessa Antonia Ragusa detta anche Etta. La nostra pasionaria guardando dritto negli occhi non gliele ha mandato a dire. 

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Il mare in tutti i suoi aspetti: risorsa economica, prezioso ambiente naturale da tutelare e salvaguardare, tratto identitario della cultura Mediterranea. Sono numerose le declinazioni, le prospettive, i punti di vista che sta ispirando “Corto2Mari - Festival del Cortometraggio dei Mari della Città di Taranto”, rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori di Puglia, Basilicata e Calabria (prevista anche una sezione fuori concorso).

L'iniziativa si è arricchita di nuovi partner. Apulia Film Commission ha concesso il patrocinio; in veste di collaboratori si sono aggiunti: la rete di scuole “Taranto Legge”, il Palio di Taranto, il Circolo Velico Lucano e la Fondazione Rodolfo Valentino. Agli organizzatori sono già pervenute le prime adesioni, a conferma della crescente attenzione intorno all'argomento mare e alla manifestazione promossa e organizzata dalla rete di scopo di cui fanno parte il Liceo Ginnasio Statale “Aristosseno” di Taranto (istituto capofila), l’I.I.S.S. “Liside” di Taranto, il Liceo Artistico “V. Calò” di Grottaglie (TA). Il Progetto rientra tra gli assegnatari del finanziamento Miur - Mibact “Piano nazionale cinema per la scuola – Buone pratiche, Rassegne e Festival”.

La macchina organizzativa è al lavoro, ma c'è una variazione rispetto ai tempi di adesione e consegna degli elaborati video, inizialmente fissata al 30 aprile 2019. In considerazione del lungo ponte di chiusura programmato da molte scuole in concomitanza di Festività Pasquali, 25 Aprile e 1 Maggio, la scadenza per la consegna di video e materiali multimediali viene prorogata al 9 maggio 2019. Tutti i lavori pervenuti (partecipanti, finalisti e vincitori) andranno a costituire l’Archivio del Mare di Puglia, Calabria e Basilicata che si avvarrà della collaborazione della Marina Militare e sarà a disposizione di tutte le scuole che vorranno utilizzare gratuitamente gli elaborati multimediali per arricchire i percorsi formativi dei propri alunni.

Oltre ai partner già citati, il Festival del Cortometraggio dei Mari della Città di Taranto si avvale dei seguenti patrocini e collaborazioni: Comune di Taranto, Provincia di Taranto, MM - Comando Marittimo Sud, Museo Nazionale Archeologico di Taranto MarTa, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA - CNR Taranto, Jonian Dolphin Conservation, Comunità Ellenica Taranto Maria Callas, Snaporaz Film Production, Associazione Culturale Utόpia.

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La Puglia si fa ponte con il Governo per salvare Radio Radicale. È l’esito della mozione, presentata da Francesca Franzoso e votata dall’intero consiglio regionale, ad eccezione del Movimento 5 stelle.

«Si tratta – dichiara Franzoso - di salvaguardare un’emittente divenuta nel tempo patrimonio storico, politico e culturale comune».

Con l’approvazione della mozione l’Aula ha impegnato il presidente della Regione Puglia a farsi parte attiva nei confronti del Governo nazionale e del ministero per lo sviluppo economico, perché vengano intraprese tutte le iniziative per garantire il rinnovo della convenzione con Radio Radicale per la trasmissione delle sedute parlamentari. Il Consiglio ha chiesto il ripristino della legge 230 del 1990.

 

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Grottaglie - Il 29 aprile p.v. , il dott. Antonio Morelli, assumerà  l'incarico di Comandante della Polizia Locale di Gallipoli che avrà la durata di mesi 3, nelle more dell'espletamento del concorso già bandito.
L'incarico, così come previsto dalla normativa vigente, è a tempo determinato e prevede che il dipendente interessato sia posto in aspettativa presso l'Ente da cui dipende con diritto alla conservazione del posto. "Ragion per cui, seppure "sospeso", - scrive nel comunicato- continuo ad essere il Comandante della Polizia Locale di Grottaglie ed è proprio per questo motivo che, con il Sindaco di Grottaglie, avv. Ciro D'alò, in completa sinergia, stiamo cercando una soluzione termporanea che possa dare un segnale di continuità con quanto fatto in questo anno e mezzo.
La scelta da me fatta, - conclude - trova la sua motivazione in questioni di carattere professionale e di crescita a cui, legittimamente, ognuno aspira."

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“C’è un punto in comune tra Governo e associazioni, ed è quello di potere convergere sulla necessità di introdurre l’obbligo della Viias nelle procedure di rilascio dell’Aia. Non posso che ritenermi soddisfatto di questa sintesi anche perché in più occasioni avevo chiesto, su questo argomento, di fare fronte comune, al di là delle divisioni ideologiche, per il futuro e il bene della nostra comunità”. È questo il primo commento del senatore Mario Turco (M5S) a margine degli incontri in ambito Cis organizzati a Taranto, ai quali hanno partecipato il vicepremier Luigi Di Maio e altri 4 Ministri pentastellati.

“La Viias – continua Turco - costituisce l’unica via possibile per la tutela dei cittadini di Taranto. Durante il tavolo di confronto di oggi, ho ascoltato attentamente gli interventi di tutte le associazioni, e sulla Viias mi dico da subito disponibile ad avviare un dialogo costruttivo affinchè il Ddl già depositato in Senato, possa essere approvato in tempi rapidi, anche con un decreto interministeriale”.

“L’urgenza della Viias – spiega il senatore del M5S - s’inserisce nella prima delle tre azioni del Cis ovvero quella dedicata a Salute e Ambiente, all’interno della quale, oggi, nel tavolo con le istituzioni è stata annunciata una Cabina di regia interistituzionale con il compito di supportare e coordinare le amministrazioni statali e locali nelle attività di valutazione d’impatto sanitario e nel monitoraggio epidemiologico della popolazione tarantina”.

“Un punto però resta nodale – chiarisce ancora - per Taranto ci sono 2,4 miliardi preesistenti (tra Cis e As), e queste risorse vanno spese e accelerate soprattutto attraverso investimenti in progetti “utili” sul piano economico e delle bonifiche. Abbiamo accumulato ritardi non giustificabili e i cittadini di Taranto non possono più attendere. Quindi ben vengano i tre gruppi di lavoro, coordinati dai ministri: il primo appunto Salute e sociale, il secondo su Lavoro, Imprese e Innovazione che si occuperà anche del Tecnopolo previsto in Legge di Bilancio e il terzo su Riqualificazione urbana che riserverà particolare attenzione alla blue economy”.

 “Infine, un ultimo aspetto particolarmente sentito è quello sull’abolizione dell’immunità (esimente) penale per i vertici Arcelor Mittal (Ex Ilva) – conclude l’esponete pentastellato - inserito nel Decreto Crescita in corso di pubblicazione sulla gazzetta ufficiale e che di fatto vuole eliminare qualsiasi interpretazione giuridica sull’argomento. L’immunità avrà scadenza formale il 6 settembre, ma in sede di riconversione del decreto sarò mio impegno fare in modo di anticipare tale data”.

 

 

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Tra fede, storia, arte e amore per la natura, i grottagliesi rinnovano l’antica tradizione
 
GROTTAGLIE  -  Domenica in Albis o “Pasca tli palomme”, ed ecco l’antica  tradizione di marca grottagliese: il pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Mutata, copatrona della città, che quest’anno si celebra domenica 28 aprile e dove al mattino ed al pomeriggio verràcelebrata la Santa Messa.  Sul posto numerosi panificatori locali organizzati dalla locale associazione pro-loco ostenteranno i loro buoni
prodotti. Un tempo il santuario si raggiungeva a piedi o a bordo di traini addobbati e variopinti a festa, per consumare nei prati circostanti le gustose e saporite “Palomme”; i c.d. panetti “dei poveri”, pepati e salati, contenenti uno o più uova sode, a seconda della forma fantasiosa o scaramantica data dalla brava massaia, ispirata spesso ad animali; ma anche fave novelle e vino. Oggi, il panorama d’intorno si arricchisce di una piccola fiera che ne fa un’atmosfera festaiola con momenti,  soprattutto,  di preghiera per invocare il buon raccolto ed un tempo anche  la pioggia.  Situato a 182 mt. sul l.d.m.,  sul primo salto morfologico della Murgia nostrana, in località “Foresta Tarantina” o di “Santa Maria in Silvis”, a circa 7 Km. da Grottaglie, per i rifacimenti subiti nel corso dei secoli, il tempietto risulta oggi difficilmente databile.  Intorno al  X secolo,  il luogo avrebbe accolto  un modestissimo fabbricato destinato al culto, associato ad alcuni ritrovamenti sepolcrali datati III e IV sec. a.C., mentre nel  1570 fu scenario della rievocazione de “la Battaglia Giocosa”, istituita dal cavalleggero grottagliese Pietro D’Onofrio, per celebrare la sua vittoria su una guarnigione turca  a Rossano Calabro, invocata in onore della “Madonna di Mutata”. Nel 1577 l’Arcivescovo di Taranto, Lelio Brancaccio, volle che la “rievocazione” si celebrasse ogni anno col nome di “Scamiciata”; ma la manifestazione non ebbe affermazione.  Mons. Giuseppe Capocelatro la riprese con lo stesso nome nel 1787, mentre i grottagliesi, per non lasciarla morire nuovamente, la trasformarono in “Torciata”. La nuova “giostra” ebbe vita fino al 1935. Oltre un ventennio fa,  a cura della Pro-loco grottagliese vi fu  un tentativo di ripresa  della “Scamiciata”. La rappresentazione si svolse per  poche edizioni raffigurata  con  un corteo in costumi d’epoca. La struttura del santuario giunta ai nostri giorni fu completata agli inizi del XVII sec. per volontà del Cardinale  Carrillo de Albornoz,  arcivescovo fondatore della “Scamiciata”di Taranto dal 1630 al 1637: il suo stemma araldico campeggia  al centro della navata maggiore. Alla semplicità dei prospetti,   s’impongono uno splendido interno con  volte a crociera, densamente decorate, ed il pavimento in maiolica colorata locale del XVI secolo. Fra i  riferimenti storici risultano  le Visite Pastorali dell’Arcivescovo Lelio Brancaccio (1574 – 1599) e quella dell’Arcivescovo Ottavio Frangipane Mirto (1605-1612). Le vicende eroiche,  colte fra leggenda e fede, raccontano che il giorno di Pentecoste del 1359, una immagine  della Vergine... una statuetta in pietra,  fu rinvenuta proprio sul confine di territorio fra Grottaglie e Martina Franca,  rivolta  verso l’abitato di Grottaglie. La disputa  per il possesso del simulacro lapideo fra  grottagliesi e martinesi non si fece attendere e si concluse in favore dei primi. La statuetta sarebbe  custodita nella chiesa collegiata. In virtù di tale prodigio, un  Decreto di Mons. Ferdinando Bernardi, arcivescovo di Taranto dal 1935 al 1961, elevava  a dignità ed importanza il Santuario. Altre interpretazioni o pensieri attribuiscono invece il nome “Madonna della Mutata” a protezione dell’azione di avvicendamento della muta di cavalli durante i viaggi delle diligenze o carri, che avveniva nell’ adiacente e confinante masseria.

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A cavallo tra il 25 aprile e il 1° maggio, con il racconto del rapporto stretto tra Resistenza e mondo della cultura e del lavoro.

Quest’anno la CGIL di Taranto si presenta così all’appuntamento con la storia che si rinnova e diventa dovere di testimonianza e memoria.
Alle 10,30 di venerdì 26 aprile la CGIL di Taranto, insieme a tutte le categorie, i referenti dell’ANPI, dell’Archivio di Stato di Taranto, dell’Istituto Cabrini, della compagnia teatrale Cesare Giulio Viola e dell’associazione L’Impronta, presenta infatti nella sua sede in via Dionisio, il recital teatrale che narrerà tutto questo.
“Popoli Resistenti” andrà in scena al Teatro Fusco a partire dalle 10,00 di martedì 30 aprile, ma è già un lavoro di memoria corale che ha coinvolto studenti, ricercatori, storici, lavoratori e cittadini di Taranto e provincia, questi ultimi testimoni di storie di famiglia spesso dimenticate.
Ci siamo interrogati sul valore della Resistenza nei giorni difficili dei nostri tempi, dove la memoria sbiadisce e il rischio di una recrudescenza di fenomeni di intolleranza si fanno sempre più forti – spiega Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – e così, mesi fa, abbiamo cominciato a lavorare all’idea di un racconto che ci consentirà di dire ai ragazzi in platea che la Resistenza non è un fatto definito, ma un processo costante che ci chiede di resistere e metterci in gioco con gli strumenti che abbiamo, tutti i giorni.
Cinque quadri narrativi che dall’Europa, all’America Latina, passando per l’Africa del Burkina Faso, arrivano direttamente nella Taranto del primo post dopoguerra con le storie delle famiglie di operai e dei braccianti che seppero resistere e pagarono per questo.
Una ricerca storiografica trasformata in arte grazie al lavoro di scrittura e drammatizzazione operato anche con il contributo di attori professionisti e di attori in erba come i giovani studenti dell’Istituto Cabrini.
L'arte, la cultura, la conoscenza, il giornalismo sono state e sono armi potenti contro l'oppressione e la dittatura – continua Peluso - Per questo i regimi totalitari hanno cercato di asservire questi strumenti. Hanno bruciato libri scomodi e perseguitato artisti dissidenti. A Taranto nel lungo elenco di oppositori al regime fascista finiti nell’elenco dei sovversivi ci sono centinaia di uomini e donne a cui nella maggior parte dei casi venivano sequestrati giornali e opuscoli: segno di una volontà di sapere che è la prima stilla di democrazia. La storia è piena di questi casi che noi il 30 porteremo di fronte ai ragazzi di oggi, con in mano la Costituzione che oltre alle belle pagine dedicate al lavoro recita all’art. 33 parole uniche: “L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento", a tutela delle libertà di pensiero, di critica, di espressione e di giudizio quale massimo bene da preservare per la democrazia. Perché anche uno spartito, un quadro o un volantino possono essere Resistenza.
I dettagli dell’iniziativa e le testimonianze importanti che arriveranno nel corso del recital saranno illustrate alla stampa venerdì 26 aprile alle ore 10.30 nella sede della CGIL di Taranto, in via Dionisio 20.
Il 29 aprile alle 18.30 sarà invece inaugurata la Mostra dedicata alla Resistenza realizzata da 17 pittori del territorio, quale contributo all’iniziativa della CGIL. Il vernissage si terrà nella sede dell’Associazione Culturale L’Impronta in via D’Aquino 13. La presentazione critica sarà a cura di Vito Maria Laruccia.

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Innovazione agricola e agroalimentare, valore aggiunto della produzione che rimane sul territorio, in termini di occupazione e di professionalizzazione delle maestranze, corretta programmazione imprenditoriale e lungimiranza: sono solo alcune dei concetti espressi da Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, in visita all’azienda Masseria Fruttirossi di Castellaneta Marina, insieme a Cosimo Borraccino, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia.

«È un'azienda molto innovativa – ha dichiarato Michele Emiliano dopo aver degustato una spremuta Lome Super Fruit – che ha investito tantissimo, avendo piantumato 150mila melograni. Cercate quindi sugli scaffali questi succhi pugliesi: questo brand vi garantisce un succo buonissimo, particolare, pastorizzato senza alcuna privazione delle sostanze antiossidanti e antitumorali del succo. Tutto questo è “made in Puglia”, le mani che lo hanno fatto sono di queste persone che lavorano in un'azienda seria e lungimirante, grazie alla famiglia De Lisi».

«I prodotti Lome Super Fruit – ha poi sottolineato Michele Emiliano – rientrano nella cosiddetta nutraceutica, che significa curarsi con gli alimenti naturali, come con l’olio o la spremuta di melagrana, un settore su cui l’Università di Bari sta lavorando moltissimo, anche collaborando con l’azienda Masseria Fruttirossi: tutto questo è made in Puglia».

Dal suo canto l'Assessore regionale Mino Borraccino ha ribadito, nel suo intervento, la specificità dell’azienda Masseria Fruttirossi che ha saputo unire sinergicamente le esigenze dell'innovazione con la necessità di tutelare la migliore tradizione agricola di questo territorio.

Michele Emiliano e Cosimo Borraccino sono stati accolti dalla famiglia De Lisi, l’Amministratore Michele con i figli Dario e Davide, rispettivamente Sales manager e Production Manager, e da Nicla Pastore, Responsabile delle relazioni esterne.

La visita non ha avuto toni formali perché Michele Emiliano è stato subito “contagiato” dall’atmosfera familiare di questa azienda, nata da un importante investimento di Michele De Lisi e Bruno Bolfo.

Appena arrivati i due amministratori regionali sono stati accolti dal personale di Masseria Fruttirossi, con cui Michele Emiliano si è soffermato compiaciuto perché «vedo sulle facce di questi lavoratori la dignità di chi viene pagato il giusto secondo le leggi, e questo avviene in aziende che, come Masseria Fruttirossi, sono gestite da persone per bene e competenti come Michele De Lisi e i suoi figli, imprenditori che valorizzano intelligentemente i lavoratori, consapevoli che per una azienda rappresentano un patrimonio fondamentale».

Presente all’incontro anche il noto stilista Angelo Inglese, titolare della sartoria artigianale di Ginosa famosa nel mondo, che ha donato agli ospiti una cravatta con ricamata una melagrana, da sempre simbolo di prosperità e abbondanza; Masseria Fruttirossi e la Sartoria Angelo Inglese sono due eccellenze del tarantino che, pur operando in ambiti diversi, da tempo hanno avviato una collaborazione sulla base di una idea condivisa di un innovativo modello in grado di intensificare il rapporto impresa-territorio.

 Michele Emiliano e Cosimo Borraccino hanno visitato lo stabilimento di trasformazione e confezionamento, per poi proseguire nelle piantagioni limitrofe, 350 ettari di proprietà, specializzate nella innovativa coltivazione di superfrutti.

Con oltre 280 ettari coltivati a melograno, l’azienda Masseria Fruttirossi è il maggiore produttore italiano di melagrana. L’azienda agricola ha anche importanti coltivazioni di goji e di aronia, nonché di avocado la cui piantumazione è iniziata recentemente.

Il progetto imprenditoriale dell’azienda Masseria Fruttirossi, infatti, si caratterizza proprio per la produzione e la lavorazione dei cosiddetti “superfrutti”, frutti che sono un concentrato di salute e bellezza, in linea con la richiesta di un mercato di consumatori sempre più attenti al proprio benessere.

Tra le piantagioni è ubicato lo stabilimento di trasformazione e confezionamento, inaugurato il 2 ottobre scorso, in cui vengono realizzati i prodotti (frutto fresco selezionato, spremute e succhi, confezioni di arilli di melagrana e di bacche) commercializzati sui mercati nazionali ed esteri con il brand “Lome Super Fruit”.

Grazie a questo stabilimento Masseria Fruttirossi ha realizzato, per la prima volta sul territorio, una filiera cortissima “a chilometro zero” in cui i frutti verranno “lavorati” dopo poche ore dal raccolto, conservando così tutte le loro straordinarie proprietà salutistiche.

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Castellaneta (TA) – Una campagna d’informazione capillare, comune per comune, in tutta la regione. E’ quella che la CIA Agricoltori Italiani di Puglia ha lanciato, intensificandola al massimo nelle ultime settimane, su tutto ciò che riguarda la Xylella fastidiosa: qual è lo stato di diffusione del batterio, in che modo può essere arginato, quali sono le novità introdotte da Regione e Governo nazionale sul contrasto al vettore, in che modo e per quali interventi saranno utilizzate le risorse stanziate dai vari livelli istituzionali.

Martedì 23 aprile 2019, nell’Auditorium “7 febbraio” di Castellaneta si è svolto uno degli incontri attraverso i quali CIA Agricoltori Italiani di Puglia sta portando avanti una imponente e capillare campagna d’informazione. Sala strapiena, a dimostrazione del fatto che la Xylella è un problema sentito da tutto il mondo agricolo pugliese.

L’incontro è stato promosso dalla CIA con la collaborazione del Comune di Castellaneta, della Provincia di Taranto e del GAL Luoghi del Mito. Dopo i saluti di Maria Terrusi, in rappresentanza della Giunta Comunale di Castellaneta, è stato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a introdurre i temi dell’incontro al quale hanno partecipato numerosi olivicoltori.

“Per fermare la diffusione del vettore è necessario dare fiducia a una sola voce, quella della scienza – ha dichiarato Rubino – Le eradicazioni sono una scelta dolorosa, lancinante, ma è l’unica strada percorribile per avviare un percorso virtuoso attraverso i reimpianti e, dunque, la rivitalizzazione di un settore drammaticamente colpito dall’espansione del batterio”.

Parole condivise da Maria Saponari, ricercatrice dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR di Bari; Saponari attualmente coordina le attività di ricerca sulla Xylella fastidiosa in due progetti Internazionali: il progetto POnTE (www.ponteproject.eu) ed XF-ACTORS (www.xfactorsproject.eu), due progetti Europei che vedono la collaborazione di CIA in qualità di “stakeholders”. Nel suo intervento, Maria Saponari ha illustrato gli aspetti chiave che rendono così temibile questo batterio delle piante, ben conosciuto in America per i danni che determina nei vigneti, ma mai ritrovato in Europa o nel Mediterraneo prima del 2013, quando le analisi di laboratorio ne rivelarono la presenza in alberi di olivi che manifestavano gravi disseccamenti nel gallipolino. La possibilità che questo batterio possa infettare centinaia di specie vegetali, che possa essere diffuso da pianta a pianta da diversi insetti “vettori” già presenti in Europa (come la ormai famosa “sputacchina”) e l’assenza di metodi o formulati curativi, rappresentano i principali punti critici che concorrono a rendere particolarmente temibile l’insediamento di questo batterio nonché rafforzano l’urgenza di mettere in atto azioni di prevenzione, soprattutto nella nostra Regione al fine di rallentare la progressione e l’espansione delle aree interessate dalla presenza di infezioni di Xylella. Le informazioni prodotte dalla ricerca scientifica, principalmente nei centri di ricerca pugliesi in questi pochi anni, sono indispensabili per lo sviluppo di strategie di contenimento alle infezioni: la conoscenza dell’insetto vettore (piante su cui preferisce nutrirsi, fasi in cui è più vulnerabile) è fondamentale per impostare un piano di controllo sostenibile ed efficace, conoscere la risposta delle diverse cultivar di olivo agli attacchi di Xylella (resistenza, suscettibilità o tolleranza) o le specie che risultano “immuni cioè non-attaccabili” è altrettanto fondamentale per impostare strategie di convivenza in quelle aree ove ad oggi la presenza del batterio ha decimato intere aree olivetate. D’altra parte la dimostrazione che, nelle nostre condizioni, la principale via di diffusione del batterio avviene mediante insetto da olivo-a-olivo, sottolinea la necessità di intervenire prontamente nei nuovi focolai di infezione, per ridurre il serbatoio di inoculo per il successivo perpetuarsi delle infezioni.
Particolare enfasi è stata data alla necessità di mettere in atto, anche negli areali attualmente non interessati dal problema, come è il caso dell’agro di Castellaneta, buone pratiche agricole di per sé in grado di ridurre la popolazione degli insetti vettori, come le arature primaverili e le potature periodiche degli olivi. Due misure ecosostenibili, la prima in grado di abbattere la popolazione delle forme giovanili dell’insetto (in questa fase molto delicati e vulnerabili), la seconda in grado di favorire l’arieggiamento delle chiome (minore accumulo di umidità) creando condizioni meno favorevoli agli insetti adulti alati che cercano riparo nelle chiome dell’olivo soprattutto nei mesi di caldo estivo. La ricercatrice si è soffermata sul significato culturale, paesaggistico ed economico degli ulivi, simboli della Puglia da millenni, veri e propri monumenti viventi oggi a rischio. L’ulivo è l’asse portante dell’economia di una vasta area della Puglia, dalla Murgia alla Valle d’Itria e al Salento, che abbraccia le province di Lecce, Taranto, Brindisi e, più a Nord, quelle della Bat, di Bari e di Foggia. La Xylella è un minuscolo insetto che “avvelena” il legno dell’ulivo, provocando il disseccamento della pianta. Il batterio è arrivato in Puglia cinque anni fa, dall’America del Nord, precisamente dalla California, da piantagioni di caffè. La scienza non ha trovato il modo di sconfiggerlo, ma il modo per contenerlo e conviverci, preservando la possibilità di continuare la produzione di olio anche nelle zone colpite.

L’incontro si è concluso con l’intervento di Pietro De Padova, presidente provinciale Cia Due Mari.

“E’ necessario arare il terreno, attuare la trinciatura, mettere in campo ogni buona pratica che serve a prevenire o comunque a rendere più difficile l’espansione del batterio. Occorre un piano di rilancio dell’olivicoltura, e su questo la CIA Agricoltori Italiani di Puglia sta producendo il massimo impegno, quotidianamente e da molti anni, perché i produttori e i frantoiani sono la ricchezza del nostro territorio, rappresentano il lavoro, lo sviluppo e la fonte di sostentamento per migliaia di famiglie”, ha concluso Pietro De Padova.

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Elementi dell’Orchestra della Magna Grecia, rinforzeranno l’Orchestra di Santa Cecilia nei concerti in programma all’Auditorium Parco della Musica di Roma, da venerdì 26 a domenica 28 aprile. L’occasione è la Sinfonia n. 8 di Bruckner diretta dal maestro Antonio Pappano. Un altro impegno importante per i nostri musicisti, chiamati ad una nuova esperienza professionale a pochi giorni dal Concerto di Pasqua eseguito nella cattedrale di San Cataldo di Taranto. Lo stesso direttore anglo-italiano, infatti, definisce «un'esperienza dell'anima» l’esecuzione delle musiche di Bruckner.

Pappano, direttore musicale di Santa Cecilia, guiderà l’Orchestra dell'Accademia Nazionale nella esecuzione dell'opera del compositore austriaco venerdì 26 aprile alle 20.30 (Auditorium Parco della Musica, repliche il 27 e il 28 alle 18.00). «La sua musica è come una cattedrale – dichiara Pappano – sia da un punto di vista architettonico sia sonoro; ascoltare l'Ottava è un'esperienza religiosa, è un pezzo dalle dimensioni mastodontiche, come gigantesca è l'Orchestra».

La Sinfonia n. 8, la più vasta e ambiziosa concepita da Bruckner e anche l’ultima portata a termine, richiese all'autore un impegno creativo durato sei anni, dal 1884 alle revisioni del 1887 e del 1890. Pappano aveva già diretto l' Orchestra ceciliana nell'Ottava nella stagione 2015 e nella acclamata tournée a Praga, Dresda e Vienna.

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