Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Aprile 2019

Ci può essere una interconnessione tra diritti, immigrazione e accoglienza? Secondo Armando Spataro, ex procuratore della Repubblica aggiunto presso il Tribunale di Milano e Torino, coordinatore del gruppo specializzato nel settore dell’antiterrorismo, sì purchè “l’argomento immigrazione venga trattato: dalla politica con ragione, freddezza e senza frasi ad effetto, muovendosi e promuovendo leggi in armonia con quelli che sono i diritti fondamentali contenuti nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo, anche a costo di perdere consensi elettorali; dai giuristi ai quali va chiesto di spiegare, con i termini più semplici possibili, anche i problemi tecnici; dai cittadini che devono comprendere che quello dell’immigrazione non è un tema marginale; dal mondo dell’informazione attraverso analisi approfondite”.
In un’ora, o poco più, di lectio magistralis, il magistrato tarantino, ospite del consigliere regionale Gianni Liviano nell’ambito dell’iniziativa “Quando la politica è bella”, percorso di formazione alla politica su “Le comunità”, organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo” che, per l’evento di lunedì, si avvalso della collaborazione dell’Università degli studi di Bari nelle persone di Ivan Ingravallo, professore di Diritto internazionale, e Pamela Martino, coordinatrice dei corsi di laurea giuridici del Dipartimento jonico, ha parlato di sicurezza, immigrazione, accoglienza. Temi di strettissima attualità “e che si innestano in un momento complicato in cui si fa fatica a costruire relazioni, ad essere comunità”, ha sottolineato in apertura di serata Gianni Liviano prendendo spunto anche dai recenti fatti di cronaca che hanno visto a Manduria una baby gang vessare, torturare un pensionato. “Va recuperato - ha aggiunto Liviano - quel senso di comunità che è andato smarrito sotto tutti i punti di vista. Per questo, nell’ambito del nostro percorso di formazione alla politica bella, quella capace di costruire ponti e non muri, abbiamo pensato di discutere di migranti che, per qualcuno, sono nemici giurati, per altri, ed io mi iscrivo a questo partito, persone appartenenti alla famiglia umana”.
Sicurezza, accoglienza, diritti e… solidarietà che se per Stefano Rodotà, ha chiosato il giudice Spataro, “non è un sentimento ma un diritto, per me è anche un dovere civile”. E allora si torna al punto di partenza: come è possibile conciliare questi aspetti tra loro. La risposta è semplice ed è sotto gli occhi di tutti se solo si vuole scorgerla. E Spataro l’ha scorta da tempo e ne indica la strada che è poi quella dell’applicazione “dei princìpi contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. In particolare quelli contenuti “negli articoli 13 (diritto alla libertà di movimento), 14 (diritto in altri Paesi di asilo dalle persecuzioni), 15 (diritto ad una cittadinanza) ai quali si ricollega la nostra Costituzione con gli articoli 10 e 13”.
Il vero problema, a quanto raccontano eventi e decisioni recenti, è che si è innestato un vero e proprio corto circuito che impedisce di distinguere tra chi fra propaganda politica e la politica che i problemi ha il dovere di risolverli. Per cui, ha sottolineato ancora Spataro, “si perdono di vista le convenzioni internazionali che impongono l’accoglienza e che vietano la chiusura dei porti. Allora, non si può dire chiudo i porti perchè arriverebbero troppi migranti perchè procedure specifiche impongono, all’arrivo di una nave carica di migranti, controlli medici a bordo, sbarco e contestuali controlli tra chi chiede asilo politico e chi no e tra questi chi può essere rispedito nel Paese di origine perchè ritenuto sicuro, successivo controllo di chi ha il diritto alla cittadinanza”.
E quello tra i Paesi di origine ritenuti sicuri e quelli in cui ci sono guerre in corso “è un confine davvero labile se si pensa a quanto sta accadendo in Libia, Paese fino a poco tempo fa ritenuto sicuro dal ministro dell’Interno, Salvini”.
Insomma, ha poi detto Spataro, l’emergenza immigrazione va posta “in termini del rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e l’assunto non si può escludere che non può e non deve diventare un concetto giuridico. La propaganda politica non può sostituirsi a leggi e normative vigenti. Per questo - ha poi concluso - dobbiamo dire no alla distruzione delle anime perchè la xenofobia divide anche i disperati”.
Infine, sulla legge sulla legittima difesa Spataro ha precisato che “non si può pensare, attraverso la norma, di estromettere il ruolo investigativo della magistratura per cui dovrà sempre esserci il dovere di indagare”.
In conclusione di serata, i professori Martino e Ingravallo hanno consegnato al giudice Spataro il sigillo di bronzo dell’Università degli studi di Bari.

 

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Martedì, 30 Aprile 2019 19:48

L’incredibile storia di Santa Scorese

“Prima” del film il 6 maggio al Teatro Orfeo di Taranto

Tra cronaca e fiction, il mediometraggio d’esordio del regista pugliese Mimmo Spataro racconta la tragica vicenda della ragazza di Palo del Colle, uccisa nel 1991 da uno psicopatico guidato da odio cristiano

Trailer L'incredibile storia di Santa Scorese from Mimmo Spataro on Vimeo.

 Santa: un nome un destino. Per lei si parla di beatificazione. La Chiesa ha già avviato le procedure. Perché Santa avrebbe voluto farsi suora, se uno psicopatico non l’avesse barbaramente uccisa una notte di ventotto anni fa. Odio cristiano, fu il folle movente. Materia per il cinema ad alta tensione emotiva. Così, la storia di Santa Scorese, la vittima del brutale assassinio del 1991, a Palo del Colle, località in provincia di Bari, adesso è un mediometraggio prodotto da filminprogress.it. Tiene insieme cronaca e fiction, sul filo della suspense. E lo firma il debuttante regista pugliese Mimmo Spataro con la sceneggiatrice Assunta D’Elia, partita dai diari della giovane vittima. Una storia di follia criminale ai limiti dell’assurdo, che il cineasta tarantino ha voluto non a caso intitolare L’incredibile storia di Santa Scorese, trasferendo sul grande schermo una vicenda reale. I personaggi sono, infatti, i protagonisti di un evento accaduto per davvero in una realtà che supera la più macabra fantasia. La “prima” è in programma lunedì 6 maggio (ore 20.30), al Teatro Orfeo di Taranto, la città che è stata set principale delle riprese. La serata è ad inviti e prevede la partecipazione dei familiari della ragazza.

Tutto pugliese il cast di attori, con Clara Magazzino nel ruolo di Santa, una ragazza accesa da una fortissima fede e una vocazione per la solidarietà, e Giuseppe Calamunci Manitta in quello di Giuseppe, l’assassino, un uomo di 31 anni profondamente disturbato che vuole farsi prete e nel suo delirio schizofrenico si dichiara figlio di Dio. Una storia di fede, persecuzione e violenza, che Spataro avvolge in quella luce misteriosa appresa dal suo modello di riferimento, Italo Petriccione, direttore della fotografia dei film di Gabriele Salvatores. Al progetto hanno prestato il loro volto anche Alfredo Traversa (il padre di Santa), Angela De Bellis (la madre), Vanessa Caponio (la sorella), Francesco Cassano (il cognato), Mario Blasi (don Tino) e Rino Massafra (don Carlo).

In Santa, Giuseppe ha visto la Madonna. E, nella rielaborazione cinematografica di Spataro, che ha curato anche montaggio, fotografia e audio, il folle assassino compie farneticanti rituali nella sua stanza, tappezzata di immagini della Vergine, tra le quali campeggia una foto della ragazza. Inizia una lunga persecuzione, durata anni. L’uomo, che nel suo delirio si rivede bambino in cerca del padre rinchiuso in una clinica psichiatrica - proiezione disturbata della sua stessa follia - non dà tregua alla vittima predestinata. Le invia lettere, le telefona, la segue ovunque. Minaccia di “farla secca”. Piero, il papà di Santa, poliziotto in servizio, riesce ad ottenere protezione per la figlia. Ma non serve. Perché quella sera del 15 marzo 1991 è sola, quando sta rincasando. E il suo carnefice è lì, ad aspettarla. Santa viene assassinata sotto gli occhi del padre, che osserva impotente la scena dal balcone al quale si è affacciato disperato, mentre il cognato arriva in soccorso con altri parenti e amici. Poi, la corsa precipitosa in ospedale, nel disperato tentativo di salvare la ragazza. La morte arriva dopo tre ore di agonia. Con le ultime parole di Santa. Parole di perdono per il suo assassino.

 

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“Sette milioni per le assunzioni fermi al palo. Emiliano avvii concorsi subito”.

Arpa Taranto ancora senza personale, nonostante i roboanti annunci di Emiliano e milioni di euro per l’occupazione fermi al palo. Per questo, Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza italia, ha deciso di chiedere una audizione per conoscere lo stato di avanzamento del piano occupazionale
“A distanza di quasi un anno e mezzo dalla promessa di assunzioni sbandierata dal Governatore (in una conferenza stampa di dicembre 2017) nel dipartimento ionico non c’è ancora traccia dei concorsi. Restano chiusi in un cassetto i sette milioni mezzo di euro erogati nel 2016, dal Governo alla Regione, per potenziare la struttura con 146 nuovi ingressi”
Lo dichiara Francesca Franzoso, consigliere regionale di Forza italia e commissario provinciale del partito a Taranto.
“Dagli annunci di dicembre 2017 ad oggi- prosegue Franzoso – solo dodici dei 146 tecnici previsti dal sono stati assunti all’Arpa di Taranto. L’inerzia politica dell’amministrazione Emiliano sta diventando ormai proverbiale.
Il Governatore è riuscito a congelare fondi pronti per essere spesi, destinati a potenziare l'agenzia ambientale. La legge 151 del 2016, infatti, ha conferito alla Puglia la definizione del piano assunzionale finalizzato ad attività di vigilanza, controllo e monitoraggio di Arpa Puglia.
Il risultato dell’immobilismo è sotto gli occhi di tutti: Arpa Taranto, potenzialmente l'ammiraglia dell'agenzia in Puglia quanto a risorse stanziate, oltre che investita di attenzione politica senza precedenti, è invece un dipartimento in crisi di personale, sottodimensionata per risorse umane e strumentali.
Ed è dovuta proprio alla carenza di personale, oltre che agli orari di servizio dell’agenzia, la recente polemica sul “buco” dei report relativi alla qualità dell’ aria nel fine settimana”.
Quindi la richiesta del consigliere : “Sollecito Emiliano ad attivare immediatamente le pratiche per l’avvio delle procedure concorsuali ad Arpa Taranto. Nel frattempo avanzerò, in Commissione competente, richiesta di conoscere lo stato di avanzamento del piano assunzionale, contro l’inerzia della Regione che, a quasi tre anni dalla messa in campo delle risorse, tiene in ostaggio l’agenzia ambientale in città”.

 

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Taranto - L’Ente Bilaterale Agricolo Faila Ebat della provincia di Taranto informa che sono stati prorogati al 30 giugno 2019 i bandi per contributo visite mediche lavoratori agricoli e borsa di studio figli dei lavoratori o imprenditori agricoli in scadenza al 30 aprile 2019.

Il bando visite mediche prevede l’erogazione di un contributo pari a 10,00 euro sulle spese sostenute dalle imprese agricole per sottoporre i lavoratori a visita medica preventiva (D.Lgs. 9 aprile 2008, n.81 e successive modifiche e integrazioni).

Il bando è riservato alle imprese agricole, costituite con qualsiasi forma giuridica prevista, operanti e iscritti nei ruoli I.N.P.S. della provincia di Taranto che applicano il C.C.N.L. degli operai agricoli e florovivaisti nonché il relativo contratto provinciale di lavoro per la provincia di Taranto.

Per aver diritto al contributo è necessario che all’atto della presentazione della domanda ricorrano le seguenti condizioni: a) nell’anno cui si riferisce la richiesta di contributo, l’impresa agricola operi e sia iscritta nei ruoli dell’INPS della provincia di Taranto; b) l’impresa agricola sia in regola con il versamento dei contributi all’Ente Bilaterale Territoriale Agricolo di Taranto (CAC provinciale e FIMI), negli ultimi cinque anni; c) l’impresa agricola sia in regola con gli adempimenti nel settore agricolo in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro previsti dal D.|gs.9 aprile 2008 n.81 e successive modifiche e integrazioni; d) l’impresa che intende chiedere il contributo, deve inoltrare direttamente al Faila Ebat, a mezzo raccomandata A/R o PEC o per tramite delle organizzazioni cui abbia conferito regolare mandato, apposita domanda, utilizzando il modello allegato, compilata correttamente con tutti gli elementi richiesti, entro e non oltre il 30.06.2019; e) il pagamento sarà erogato a mezzo bonifico bancario una volta verificato da parte dell’Ente i requisiti richiesti e il pagamento della fattura relativa al costo complessivo delle visite mediche effettuate.

Il bando borse di studio prevede l’erogazione di n.10 (dieci) borse di studio del valore di 1.000,00 euro ciascuna, destinate ai giovani laureati. Il bando prevede rassegnazione di una borsa di studio per laurea magistrale; possono concorrere i figli dei datori di lavoro agricoli il cui centro aziendale ricade nella provincia di Taranto e dei lavoratori agricoli che hanno prestato la propria prestazione lavorativa in provincia di Taranto.

I candidati devono rispettare i seguenti requisiti: abbiano conseguito, o conseguano, entro il 31 dicembre 2018, diploma di laurea con votazione uguale o maggiore a 105/110; siano residenti nella Provincia di Taranto.

Il bando scade il 30 giugno 2019. L’assegnazione avrà luogo entro il 31 dicembre 2019. L’esito dell’assegnazione sarà reso noto mediante PEC. I soli vincitori saranno avvisati direttamente. Il candidato deve inviare, esclusivamente a mezzo raccomandata, PEC o corriere espresso, all’ Ente Bilaterale Faila Ebat, Via Dante Piazzale Bestat n° 5, 74121 Taranto, entro e non oltre il 30 aprile 2019, la domanda di partecipazione firmata in originale, in carta libera, allegando: curriculum; copia del diploma di laurea o documentazione comprovante la votazione di laurea; autocertificazione residenza, fotocopia di carta di identità e codice fiscale; ogni altro titolo utile (UNILAV e busta paga per i figli dei lavoratori agricoli), (certificato di regolarità contributiva DURC), per i figli dei datori di lavoro agricolo. Per il termine farà fede il timbro postale o del corriere.

Continua pertanto l’attività dell’Ente Bilaterale Faila Ebat che eroga risorse in provincia di Taranto; per ulteriori informazioni visitate il sito: www.failaebat.it.

 

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Canale85 ed Antenna Sud del Gruppo Editoriale Distante sono nuovamente pronti ad offrire un servizio di straordinaria portata, attraverso la diretta televisiva no stop (più di 12 ore), in esclusiva nazionale ed internazionale, dell’edizione 2019 del Concertone del 1° Maggio, mobilitando uomini e mezzi, per l’evento organizzato dal Comitato “Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” e che lo scorso anno ha attirato 50.000 presenze in Terra Ionica. Una manifestazione, quella nel Parco Archeologico delle Mura Greche di Taranto, che riesce ad arrivare alla coscienza civica della gente, non solo con la musica delle grandi occasioni, ma anche attraverso la capacità di denuncia, di protesta e voglia di riscatto, dando una voce ed un volto alle problematiche che mettono a repentaglio la salute collettiva. Una diretta TV, che andrà in onda sui canali 13 e 85 del Digitale Terrestre (Antenna Sud e Canale 85), oltre al servizio di diffusione garantito via streaming e via social, sui rispettivi profili. Una produzione televisiva, sotto la direzione artistica di Giorgio Trani, che punta a suscitare coinvolgenti emozioni con alcuni dei nomi più importanti del panorama musicale attuale (Malika Ayane, Elio e le Storie Tese, ecc.), capace di attirare l’attenzione e la partecipazione di diverse regioni limitrofe, offrendo il racconto continuo della kermesse, attraverso le curiosità del backstage, immagini suggestive, ritmi incalzanti e coinvolgenti, le testimonianze più eloquenti, per un evento che di certo riuscirà a calamitare l’attenzione su un palco, divenuto col tempo, il palco della denuncia sociale e delle grandi emozioni.

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Tutto pronto per la sesta edizione di Uno Maggio Taranto Libero e Pensante. La manifestazione, interamente autofinanziata, è stata organizzata dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, un gruppo di operai e cittadini formatosi a seguito del sequestro degli impianti inquinanti dell’Ilva nel 2012.
L'inizio del concerto è fissato per le ore 14, sotto il titolo "Chi pensa di averci in pugno sappia che i pugni abbiamo appena cominciato a stringerli". La direzione artistica è affidata a Michele Riondino, Roy Paci e Diodato. A condurre l'evento saranno Valentina Petrini, Valentina Correani e Andrea Rivera.
Sul palco del Parco Archeologico delle Mura Greche si alterneranno Max Gazzè, Elio, Malika Ayane, Colle der fomento, CorVeleno, Andrea Laszlo De Simone, Viito, The Winstons, Dimartino, Epo, Mama Marjas, Tre Allegri Ragazzi Morti, Istituto Italiano di Cumbia, Terraross, Bugo, Sick Tamburo, Bobo Rondelli, Maria Antonietta, Ainé, Misspia e Brigata Unomaggio.
Le novità degli ultimi giorni riguardano il gran ritorno di Vinicio Capossela accompagnato da una special band capeggiata da Roy Paci, Daniele Sepe e Alessandro “Asso” Stefana oltre alla partecipazione degli “Oesais”: Toti e Tata (Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo) saliranno sul palco dell'unomaggiotaranto per un'irresistibile parodia dei grandi successi degli Oasis, rigorosamente in dialetto.
Artisti 7607 darà il suo contributo per sostenere le spese SIAE. La musica, come ogni anno, sarà un megafono per la condivisione di idee. Come nelle passate edizioni, sul palco di #unomaggioliberoepensante si darà voce alle tante realtà nazionali e internazionali impegnate nella difesa dei territori e in prima fila per la tutela dei diritti universali.
Tra i movimenti in lotta per l'ambiente, tornano anche quest'anno i No Tav e i No Tap, quest'ultimi accompagnati dal sindaco di Melendugno Marco Potì ed Enzo Di Salvatore, docente di diritto all'Università di Teramo, che spiegherà la follia di continuare ad attingere alle fonti fossili. Presente anche “Bagnoli libera” e in collegamento Skype i ragazzi di “Stop biocidio” che si battono contro la devastazione ambientale nella “terra dei fuochi“ e che hanno organizzato un primo maggio anche a Napoli. Incontreremo anche il referente italiano degli Ende Gelände, un'alleanza per la giustizia climatica globale che, attraverso azioni di disobbedienza civile chiede l'immediato ritiro del carbone in Germania.
Riprendendo il fil rouge delle precedenti edizioni, le donne saranno anche quest'anno protagoniste di interventi significativi: presenti le “Mamme da nord a sud”, le mamme “no Pfas” del Veneto che si battono contro l'inquinamento delle falde acquifere e le mamme lucane, a conferma dell'unione con cui rispondiamo alle politiche separatistiche del governo. Da Buenos Aires invece, il video messaggio delle madri di Plaza de Mayo, le donne coraggiose che da 40 anni chiedono verità e giustizia per i loro figli scomparsi, i cosiddetti deseparecidos. In continuità con la resistenza di donne come le mamme di Federico Aldrovandi e Vittorio Arrigoni, il Comitato ha fortemente voluto la partecipazione di Ilaria Cucchi, esempio di costanza e perseveranza con cui ha abbattuto il muro di omertà che ha circondato la morte del fratello, rendendogli giustizia. Tramite un collegamento Skype durante il concerto racconterà i difficili anni spesi a difendere la memoria di Stefano.
Sarà ospite di #unomaggioliberoepensante anche Mauro Biani, vignettista per diverse testate giornalistiche tra cui “Il Manifesto” e “Left. Con le sue eccezionali vignette affronta i temi più scottanti prendendo spesso di mira i politici, lo Stato e le leggi che mortificano l'umanità dei “più deboli”.
In collegamento dalla Capitale, anche Christian Raimo: scrittore, giornalista e assessore alla Cultura, senza tessere di partito, nel III municipio di Roma. Riteniamo la sua attività, orientata ad un nuovo concetto di politica che parte dalla ri-progettazione della cosa pubblica fino alla ferma condanna di ogni forma di discriminazione cui l’attuale governo è sempre più esplicitamente incline, un modello efficace di partecipazione sociale alla quale ci sentiamo particolarmente vicini. Accoglieremo poi il papà di Lorenzo Orsetti, il 33enne italiano ucciso in Siria (Rojava) combattendo al fianco dei curdi, facendo propria la battaglia di un popolo oppresso.
Saremo in collegamento anche con Mimmo Lucano, sindaco sospeso di Riace, diventato un simbolo dell'accoglienza dei migranti. Infine dalla Sicilia, ascolteremo il video messaggio di Pietro Marrone, il pescatore-comandante della nave Mare Jonio della Ong Mediterranea che, disobbedendo all'alt della Guardia di Finanza, ha soccorso e salvato 49 migranti in acque libiche ed è ora indagato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Chiudere con la testimonianza di chi mette la propria vita a servizio degli altri è la conclusione che il Comitato ha scelto per ribadire un “no” irremovibile contro ogni forma di discriminazione che anteponga l'interesse economico e politico alla salvaguardia della vita umana. Nel parco è prevista un'area per i disabili. Inoltre, sarà possibile seguire l'evento nella lingua dei segni. Il concerto sarà trasmesso in diretta, in esclusiva nazionale, su Canale 85 e Antenna Sud (canale 13) del digitale terrestre oltre che in streaming sui canali Facebook delle rispettive emittenti e su www.canale85.it o www.antennasud.com.

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Queste le accuse mosse dalla Procura per la triste vicenda di Antonio Stano.

Ad esito di indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Taranto, guidata dal Procuratore Carlo Maria Capristo, e della Procura della Repubblica per i Minorenni, guidata dalla Procuratrice Pina Montanaro (video e foto di copertina), personale della Polizia di Stato della Questura di Taranto ha dato esecuzione ad otto provvedimenti di Fermo di indiziato di delitto nei confronti di altrettanti soggetti (di cui sei minori di età) ritenuti a vario titolo gravemente indiziati in concorso dei reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio e sequestro di persona aggravati.
I provvedimenti di fermo intervengono sulla triste vicenda che ha visto vittima il povero STANO Antonio Cosimo, il 65enne deceduto lo scorso 23.04.2019 per "shock cardiogeno" presso il reparto di rianimazione dell’Ospedale Giannuzzi di Manduria. Lì era stato qualche settimana prima ricoverato d’urgenza per astenia e stato confusionale, dopo essere stato soccorso da una volante del Commissariato di P.S. di Manduria (Ta), barricatosi presso la sua abitazione di Manduria, ove da diversi giorni, terrorizzato e già in gravi condizioni di salute, aveva deciso di rinchiudersi (privandosi di cibo) perché ripetutamente vittima di “incursioni” da parte di un gruppo di giovani, che dapprima sfondavano la porta della sua abitazione e poi lo sottoponevano a vessazioni, percosse, angherie ed aggressioni. Incursioni che si verificavano sempre in ore serali e notturne e che si erano intensificate nel periodo di carnevale, a nulla essendo valso il tentativo della povera vittima di sostituire la porta di ingresso con una blindata, anch’essa presto distrutta.
Solo alla vista di uomini in divisa e dell'auto di servizio Antonio si rassicurava, e dietro insistenza del personale di Polizia acconsentiva a sottoporsi a cure mediche, apparendo invero sin da subito in precarie condizioni igieniche e di salute.
L’immediata attività investigativa ha portato il personale del Commissariato di P.S. di Manduria sulle tracce di una Fiat Punto di colore grigio, avvistata da alcuni residenti, almeno in un’occasione, nei pressi dell’abitazione della vittima, e dagli stessi indicata come in uso al gruppo di giovani aggressori.
Risaliti all’intestataria dell’autovettura, e quindi appurato come la stessa fosse in uso al figlio, il quale, opportunamente sentito, ha ammesso di averla realmente utilizzata assieme ad alcuni suoi coetanei (minorenni) quando avevano deciso di “sfottere” colui che lui stesso indicava come "il pazzo", fornendo la descrizione di almeno tre episodi fatti di pesanti violenze ed aggressioni, e riferendo altresì delle urla di paura e di richiesta di aiuto della vittima.
Le aggressioni erano state tutte filmate con il suo cellulare e trasmesse on line. Così dal suo telefono la Polizia di Stato ha potuto acquisire alcuni contenuti audio-video (fra cui quello in cui la vittima, ferma sull'uscio di casa, chiede a gran voce e ripetutamente aiuto, nel mentre viene deriso, offeso e sputato addosso), nonché i messaggi scambiati tra gli indagati all'interno di una chat di whatsapp denominata "Comitiva di Orfanelli".
Alla luce dei contenuti rinvenuti e dell’individuazione degli altri componenti la “Comitiva”, la maggior parte dei quali minori (due soltanto in totale i maggiorenni), si è quindi operato il sequestro di tutti i telefoni a loro in uso.
Le Autorità Giudiziarie hanno disposto d’intesa consulenza tecnica per l’estrapolazione dei contenuti dei telefoni, nonché l’immediata acquisizione della cartella clinica della vittima, la quale dopo il ricovero d’urgenza e diversi interventi per "perforazione gastro-duodenale" è deceduto il 23 aprile u.s.. In attesa degli esiti dell’esame autoptico, è stata appurata la presenza nella vittima, al momento del suo ricovero, di evidenti tracce di sangue coagulato sul volto, sulle labbra e fra i denti, nonché varie ecchimosi in entrambi gli arti inferiori.
A fornire un utile contributo, in particolare ai fini dell’identificazione dei soggetti visibili nei video, pure le dichiarazioni rese da un’altra minore, conoscente degli aggressori, che si è presentata spontaneamente presso il Commissariato PS di Manduria, sostenendo di essere a conoscenza di alcuni fatti che potevano risultare rilevanti, affermando peraltro di essere a sua volta in possesso di altri filmati in cui il povero uomo veniva colpito al volto da un pugno e trascinato per terra. Circostanze che trovavano conferma pure nelle dichiarazioni rese da una professoressa, anche a lei a conoscenza dell’esistenza del video in questione.
L’attenta e puntuale ricognizione dei video compiuta dal personale della Polizia di Stato e quanto emerso in sede di consulenza tecnica hanno consentito in ultimo di attribuire a ciascun odierno fermato le singole e gravi condotte, nonché gli espliciti commenti (connotati da esaltazione e talvolta soddisfazione) che seguivano ad ogni episodio di aggressione; commenti che hanno in ultimo lasciato spazio – appresa la notizia delle gravi condizioni di salute dello Stano – alla preoccupazione di essere scoperti a causa dei video diffusi sul web.
L'efferatezza manifestata dagli indagati, soliti "infierire" sulla povera vittima, percuotendola con mazze e bastoni, offendendola, deridendola, inducendo nella stessa un vero e proprio stato di terrore, non trova oggi alcuna apparente motivazione; costituisce piuttosto espressione di profonda ed ingiustificata spietatezza.

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“Gli operai di Taranto hanno il record di malattie oncologiche in Italia e il 70 % di loro lavora nel settore metalmeccanico.
 Questo dato conferma quello della perizia epidemiologica del 2012”. Eliana Baldo, capolista di Europa Verde per la Circoscrizione Meridionale, riprende i preoccupanti dati diffusi dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro.
“In definitiva - prosegue - la vita degli operai che lavorano a Taranto non è tutelata per nulla. A dispetto dei tanti annunci sulle priorità e in particolare sull'esigenza di difendere il lavoro, qui si è difesa la fabbrica e non chi ci lavora, dichiarando interesse strategico nazionale quello della continuità produttiva e operando come se non ci fosse stata la perizia”. 
“Noi pensiamo che, prima dell'acciaio, vengano le vite dei lavoratori e dei cittadini.
 Bisogna inoltre difendere il futuro lavorativo degli operai e non conservare un sistema vecchio che non garantisce più prospettive. 
Al contrario – incalza l'avvocato Baldo - ribadendo ciò che diciamo da almeno 10 anni, se si investisse nei settori della green economy con dei processi di riconversione economica dell’economia, così come è stato fatto a Bilbao o a Pittsburgh, si potrebbe reimpiegare gli operai dell'Ilva e dare loro prospettive stabili e un luogo di lavoro dignitoso.
 Purtroppo il Governo attuale ha disatteso le aspettative alimentate da promesse fatte in campagna elettorale, e ha di fatto ricalcato le orme lasciate dai precedenti, mostrando in maniera inequivocabile l'intenzione di salvare la produzione ad ogni costo”.

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Oggi negli ospedali pugliesi vengono serviti pasti a dir poco mediocri, a volte freddi e scotti e soprattutto in stoviglie di plastica. Il futuro certamente non sarà più roseo. Molte incognite si celano dietro la gara unica regionale voluta dal presidente Michele Emiliano. La paura di servire ai degenti un pasto surgelato non è del tutto scongiurata in quanto le cucine interne che non avevano l’agibilità non sono state oggetto di nessun lavoro di adeguamento e messa a norma. Quindi tutto questo ci fa pensare che l’ipotesi dei centri cottura esterni non sia stata mai abbandonata. Viviamo in una terra baciata dal sole dove si coltivano prodotti d’eccellenza che variano dai cereali alla frutta e verdura e si ha il coraggio di parlare di cibi surgelati ?
Pensate, se i pasti fossero preparati in ospedale, oltre a servire pietanze più gustose e più nutrienti, potremmo azzerare i costi e addirittura guadagnarci centinaia di milioni di euro all’anno. Se un paziente mangia meglio, va a casa anzitempo e, visto che un posto letto costa mediamente 800 euro al giorno. Da noi la scusa è assolutamente banale, pare che non si possa fare perché manca la volontà di internalizzare gli operatori che svolgono attualmente il servizio e che molte cucine ospedaliere non sono utilizzabili non avendo l’agibilità, ma com’è possibile? Vuol dire che dobbiamo dichiarare inagibili tutti gli ospedali che le contengono? La verità è, evidentemente, un’altra, si fa più business appaltare alle ditte esterne utilizzando centri cottura esterni e con l’utilizzo del cook and chill e il fresco caldo, della sostenibilità ambientale, della gradevolezza dei cibi e sul risparmio delle giornate di degenza, dei pazienti in corsia e dei lavoratori, a questa politica non gliene importa assolutamente nulla.
Il 27 marzo l’UE dice addio alla plastica monouso : dal 2021 saranno aboliti piatti, bicchieri e posate. Perché non giocare d’anticipo ? perché non utilizzare il sistema del Sant’Orsola di bologna ? abolendo il monouso ha già abbattuto i costi come? Facciamo un piccolo esempio : un piccolo ospedale da cento posti letto uno dei tanti della provincia pugliese calcolare quanta plastica da smaltire è semplicissimo.
Far bisogno giornaliero 600 piatti 200 tris di posate 200 bottigliette d’acqua in un mese i numeri cominciano ad essere importanti 18000 piatti, 6000 tris di posate e 6000 bottigliette ( tranne le bottigliette tutto il resto va in discarica ) e se aggiungiamo l’occorrente per la prima colazione i numeri aumentano. Già da diversi anni l’ospedale Sant’Orsola ha adottato il sistema delle cucine interne formando con cura il personale operante ma soprattutto il PLASTIC FREE, in collaborazione con l’università degli studi dell’alimentazione piatti gustosi e soprattutto genuini facendo accordi con i tanti produttori della zona ( il famoso KM 0 ) gestendo in proprio il personale e gli acquisti ha abbattuto i costi portandoli alla soglia delle 14 euro al giorno servendo pietanze gustose.
Mense Ospedaliere, imitiamo il modello Sant’Orsola, fa bene alla Salute e alle nostre tasche.



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Carosello, lo spettacolo dello show e della pubblicità, il  format televisivo per molte generazioni ha rappresentato il cambiamento delle abitudini
 
BITETTO (Ba) - Carosello, il primo spazio televisivo, dedicato alla pubblicità. Franco Liuzzi, docente del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Bari, racconterà “Carosello, ingegno italiano”. L’evento, promosso dall’associazione “Terra del Mediterraneo” e dalla libreria “La Prima”, si terrà sabato 11 maggio, ore 20.30, in Piazza Santa Margherita (borgo medievale). Il format televisivo per molte generazioni ha rappresentato la fantasia, la conoscenza, il cambiamento delle abitudini. Il Carosello è stato, in fondo, il primo, vero, movimento culturale collettivo a cui tutti gli italiani hanno partecipato per 20 anni. A raccontarlo, dunque, ci penserà Franco Liuzzi con Tommaso Forte, giornalista e autore dell’evento. “La storia della Televisione italiana - spiega Liuzzi -  è uno straordinario strumento utile per conoscere la storia ed il cambiamento del nostro Paese. L’evento in cui presenterò il mio ultimo lavoro letterario prova a riassumerne alcuni passaggi indossando un particolare paio di occhiali: quelli di Carosello, il programma dedicato alla reclame che, con qualche difficoltà, il programma manda in onda. È il racconto, ricco di citazioni ed aneddoti, di un’Italia che vuole dimenticare la guerra e guardare con entusiasmo ad un futuro che non potrà essere peggiore del passato”. E ancora. “È la fotografia di un Paese a cui sono offerti nuovi modelli di consumo in appuntamento serale della famiglia che è capace di parlare all’intero nucleo familiare, che diverte, che presenta prodotti che gli italiani forse non si possono ancora permettere ma che certo affascinano. I vent’anni di Carosello accompagnarono la grande trasformazione dell’Italia in una moderna società industriale-urbana, basata sulla progressiva diffusione dei consumi di massa e su profondi mutamenti dei costumi”. 

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