Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 01 Aprile 2019

Iniziativa realizzata nell'ambito del Piano Nazionale “Cinema per la Scuola” promosso da MIUR e MIBAC

 

Dopo il successo del primo incontro di “Ecografie del Cinema – Approcci non lineari alla cultura cinematografica”, dedicato al connubio “Cinema & Arte”, a cura di Raffaello Castellano con l’intervento del critico cinematografico Massimo Causo, continua la rassegna che vuole suggerire visioni alternative e non lineari dei film, indagando il linguaggio, gli strumenti e le tecniche del cinema. Particolarmente idoneo, appare, lo strumento audiovisivo per stimolare il dibattito su temi dell’attualità come l’arte, la cultura, la musica, lo sviluppo sostenibile, l’identità l’integrazione dei popoli e la storia ed il costume italiani, guardandoli da un approccio diverso e più ampio.

Il secondo appuntamento del progetto dell’ACSI Laboratorio Urbano Mediterraneo si svolgerà Venerdì 5 aprile, nel Liceo Artistico Calò di Grottaglie e tratterà del legame tra “Cinema & Sogno”, workshop a cura di Simona De Bartolomeo, con l'intervento dello psicologo Armando De Vincentiis.

La 4a edizione del progetto “Ecografie del Cinema – Approcci non lineari alla cultura cinematografica” risulta essere vincitrice del Bando “Cinema per la Scuola – Buone Pratiche, Rassegne e Festival”, nell’ambito del “Piano Nazionale del Cinema per la Scuola”, promosso dal MIUR e dal MiBAC.

 

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A Lecce arrivano i FoodChangers, dal nord Europa alla Sicilia, sul palco i visionari della cultura enogastronomica in grado di incidere sulla vita dei territori

Celebri come popstar. Carismatici come rockers. Arringano le folle, lanciano parole d’ordine, dettano la linea. La cucina è il centro di gravità permanente per mezzo della quale i cuochi veicolano messaggi che vanno oltre i fatti alimentari, incidendo nella quotidianità dei territori e sulla vita del pianeta. E saranno i #FoodChangers, i luoghi e i cuochi che cambiano il mondo, i protagonisti dell’edizione numero due di FoodExp · food life experience, evento aperto al pubblico dedicato alla ristorazione, alla cucina e all’hospitality d’autore che si terrà a Lecce dal 15 al 17 aprile 2019 nella dimora quattrocentesca Torre del Parco, monumento-simbolo della città.


VISIONI
Per l’edizione 2019 FoodExp amplia le proprie prospettive senza cambiare pelle, osando in profondità e puntando dritto al cuore della questione: e il cuore non è il cibo, il cibo è lo strumento. Non lo spettacolo esausto dei cooking show, ma storie, visioni e metodi applicati da cuochi, sommelier, produttori di cibo e di vino in grado di spingere il cuore oltre il perimetro del proprio ristorante e del peculiare interesse imprenditoriale, spingendo sul tasto della crescita collettiva, della ricerca che svela i luoghi a se stessi, creando nuovi paradigmi, costruendo comunità e rinsaldando i legami sociali. Segnando una tappa ulteriore nella traiettoria ideale che unisce la lotta allo spreco e all’insicurezza alimentare di Food for soul di Massimo Bottura e Lara Gilmore, alle ricerche per proteggere la foresta amazzonica e le popolazioni indigene di Mater Initiative con Virgilio Martinez. Cook the mountain a Cookin'Med, i progetti messi in opera da Norbert Niederkofler in Alta Badia e da Pino Cuttaia in Sicilia, i cuochi-custodi della montagna e del mare. FoodExp vuole essere il punto di raccordo di tutte le buone pratiche gastronomiche, rilanciando le parole d’ordine di una comunità planetaria che muove i passi nella stessa direzione, tentando di trasformare il mondo in un posto più ospitale, e più felice.

FOODCHANGERS
Aimo Moroni (Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano), ovvero il padre putativo di tutte le materie prime di memoria contadina e marinara, elevate al rango dell’alta cucina. Corrado Assenza (Caffè Sicilia, Noto – Siracusa), il pasticciere resiliente che ha riscritto la storia della pasticceria utilizzando gli zuccheri della frutta e della verdura, demolendo i confini fra dolce e salato. Riccardo Canella e David Zilber (Noma, Copenaghen), braccio destro e sinistro di Renè Redzepi nella ricerca della New nordic cuisine, la cucina che non c’era e che oggi dialoga alla pari, in termini di fama, con la Dieta Mediterranea. Franco Pepe (Pepe in grani, Caiazzo), ha riscritto la storia della pizza traguardandola nel futuro anteriore, capitanando la rinascita di un piccolo paese del Sud. Josko Gravner (Gravner vini, Oslavia – Gorizia), è il profeta del vino naturale, vinifica in recipienti di terracotta interrati, un processo di ritrovata osmosi naturale tra terra e uva, fra vignaiolo e natura. Vincenzo Donatiello (Piazza Duomo, Alba – Cuneo) voce della cucina di Enrico Crippa, già Miglior Sommelier Junior d’Italia, dal 2013 nella casa nobile della famiglia Ceretto: il primo ingresso lo ha fatto che aveva 28 anni, “prova provata che la ristorazione è il regno della meritocrazia”. I giovani protagonisti del rinascimento della cucina calabrese, lavorano into the wild e hanno spazzato via i luoghi comuni che inchiodano la Calabria a ‘nduja e soppressata, ovvero Nino Rossi (Qafiz, Santa Cristina d’Aspromonte – Reggio Calabria), Antonio Biafòra (Biafora, San Giovanni in Fiore – Cosenza), Caterina Ceraudo (Dattilo, Strongoli – Crotone), Luca Abbruzzino (Cava cuculera nobile - Catanzaro). Valentino Palmisano (Vespasia di Palazzo Seneca, Norcia - Perugia), il cuoco-simbolo della ricostruzione di Norcia dalle macerie del terremoto. Gli autori della nuova trattoria italiana, prezzi pop, grandi materie prime, sala capace di narrare la cucina e la religione dell’ospitalità, quella che faceva grandi le insegne e gli osti di una volta: Diego Rossi (Trippa, Milano), Francesca Barreca e Marco Baccanelli (Mazzo, Roma), i fratelli Vincenzo e Francesco Montaruli (Mezza Pagnotta, Ruvo di Puglia – Bari).

LE ALTRE SEZIONI
Un segmento cruciale di FoodExp è dedicato all’ospitalità e alla formazione. Parleremo di hospitality management con gli uomini e le donne a capo delle migliori strutture ricettive in Italia e nel mondo. In cattedra saliranno i docenti delle scuole di formazione professionale dedicate al personale di sala e d’albergo, dove si allevano i professionisti dotati dello human touch che fa la vera differenza nell’ospitalità. Il Premio emergente organizzato in collaborazione con Witaly sarà dedicato invece ai più giovani: gli under trenta di Puglia si cimenteranno nelle prove delle sezioni Chef emergente, Pizza chef emergente ed Emergente sala. I tre vincitori parteciperanno di diritto alle finali nazionali.

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Al via una nuova campagna di raccolta fondi promossa da Supercentro SPA “Dona un nuovo sogno ad ogni bambino del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto”.

Ancora una volta, i clienti di Pam e Metà di Puglia, Basilicata, Calabria e Campania sono chiamati ad un gesto di solidarietà. Da mercoledì 3 a sabato 20 aprile 2019 in tutti i supermercati PAM e META’ di Puglia, Basilicata, Calabria e Campania sarà possibile contribuire, con solo un Euro, alla raccolta fondi a favore del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto tramite i volontari dell’associazione S.I.M.BA. volta a finanziare progetti concreti, l’acquisto di attrezzature e il sostegno alla degenza dei bambini ospedalizzati e delle loro famiglie.

Tutti i clienti che doneranno un euro per la raccolta fondi riceveranno un uovo di Pasqua da 150 gr e Supercentro donerà l’intero ricavato della vendita delle uova al reparto di Oncoematologia Pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto.

La raccolta fondi nasce dall’esigenza di sostenere i bambini ospedalizzati e le loro famiglie nell'affrontare il difficile momento legato alla degenza ospedaliera in una terra che negli ultimi anni si è resa tristemente famosa per l’inquinamento e tutte le conseguenze negative che tale problema comporta, soprattutto tra i più piccoli e indifesi.

+21% di mortalità infantile rispetto alla media regionale, +54% di tumori in bambini da 0 a 14 anni, +20% di eccesso di mortalità nel primo anno di vita e +45% di malattie iniziate già durante la gestazione. Sono i numeri dello Studio Sentieri del Ministero della Salute sull’inquinamento a Taranto. In questo contesto, ancora oggi, le strutture ospedaliere del territorio jonico sono strette in una morsa tra l’inadeguatezza strutturale e il taglio alle risorse sanitarie, ragione per cui molte famiglie sono spinte ad allontanarsi verso altre strutture in altre regioni nella speranza di ricevere le migliori cure per i propri cari, soprattutto bambini.

Ogni bambino ha il diritto di ricevere le migliori cure possibili nella sua terra, vicino agli affetti che lo rassicurano per non sentirsi abbandonato nella sua condizione di ammalato.

Sono queste le motivazioni che ci hanno convinto a destinare la raccolta fondi ad un’associazione di volontariato come S.I.M.BA. che da 10 anni è accanto a queste vittime innocenti dell’inquinamento.

La raccolta fondi è stata sin da subito accolta con entusiasmo dall’intera associazione e dal presidente Deborah Cinquepalmi che ha dichiarato: "Quando siamo stati contattati da Supercentro SPA e ci è stata comunicata la volontà di essere i destinatari di questa bellissima iniziativa è stato per noi motivo di grande orgoglio, poichè è ben nota la grande sensibilità e attenzione dell'azienda verso il sociale. Con questa raccolta fondi si realizzerà un progetto concreto ed estremamente utile per i piccoli pazienti ospedalizzati e le loro famiglie".

Con questo spirito caritatevole i supermercati Pam e Metà di Puglia, Basilicata, Calabria e Campania si preparano alla Pasqua, invitando tutti i propri clienti a partecipare attivamente alla raccolta fondi. Siamo certi che i nostri clienti, da tutto il sud Italia, accoglieranno il nostro invito e parteciperanno numerosi alla raccolta fondi, insieme possiamo fare tanto per il mondo dei Bambini.

A proposito di Supercentro e S.I.M.BA.
Supercentro SPA opera nella distribuzione alimentare dal 1996 nel meridione con una rete multicanale di punti vendita con insegna Pam e Metà.
L’associazione S.I.M.BA. ODV nasce a Taranto nel dicembre 2009 con l’esigenza di poter sostener i bambini ospedalizzati e le loro famiglie nell’ affrontare il difficile momento legato alla degenza ospedaliera. Per questo, S.I.MBA. ODV, si avvale esclusivamente e prevalentemente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. Non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità umanitarie.

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Nel giorno della inaugurazione del reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto ascoltammo con profondo interesse le sue parole:

"Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto: oggi abbiamo inaugurato a Taranto i nuovi spazi di Oncoematologia Pediatrica nel reparto di Pediatria del SS. Annunziata. Una promessa importante mantenuta, che risponde a un'esigenza molto sentita dai genitori tarantini. Nessuno però si illuda che la Regione Puglia si fermi qui e si limiti a occuparsi dei morti e dei feriti. Noi dobbiamo interrompere lo sparo della mitragliatrice sulla gente, non solo portare le persone in ospedale. Noi vogliamo impedire che i bambini si ammalino.”

E ancora,
"Il nostro impegno non è a parole, ma si basa sui fatti.”

Sono parole sue.

Quello che si è voluto adottare è una organizzazione secondo HUB and SPOKE che prevede la concentrazione dei casi più complessi in un HUB la cui attività deve essere fortemente integrata con quella dei centri ospedalieri periferici appunto SPOKE.

Il nuovo reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico di Bari, è appunto l'HUB, il reparto dove i pazienti, in questo caso i pazienti più piccoli, effettuano le cure della fase acuta, per poi essere seguiti negli anni successivi nel settore oncoematologico periferico (SPOKE).

“Questo è un modello che funziona e funziona bene perché concentra in un punto una altissima specializzazione e le strumentazioni che è assolutamente impensabile organizzare per ogni città: è difficile trovare medici con altissima specializzazione necessaria (e infatti non se ne trovano...) e gli investimenti nelle strumentazioni non sarebbero giustificati visti i pochi casi/accessi.”
Anche queste sono parole sue!

Non è sulla dislocazione di Hub e Spoke che vogliamo sollevare polemiche. Anche se, in una società senza paradossi, chiunque avrebbe installato l’HUB principale li dove esiste la più alta concentrazione di ammalati di cancro. Cancro riconducibile, lo ricordiamo, ad inquinamento ambientale. A Taranto il 54 % in più rispetto al dato regionale di malati di cancro in età 0-14 anni è un dato inconfutabile.
Dato pubblicato nel 2014 dall’Istituto Superiore di Sanità.

Rassegnandoci ad essere Spoke, vorremmo però essere uno Spoke adeguato alle esigenze della cittadinanza e dei piccoli che in questa martoriata città continuano ad ammalarsi in percentuale più alta che in altre zone della Puglia. Il polo di pediatria oncologica di Taranto risulta essere fondamentale quindi per ben curare i nostri piccoli e per alleviare le sofferenze che questa terribile malattia impone a loro ed ai loro genitori.

Siamo convinti che al momento, il Reparto sia condotto da un Primario di primordine e da personale all’altezza della situazione. I piccoli possono essere curati a Taranto con una eccellente assistenza sanitaria.
Tutto questo però non basta.
Evidenziamo la scarsa attenzione che la Direzione Sanitaria Pugliese pone nei confronti sia del Reparto della Pediatria che della Oncoematologia del SS. Annunziata.

Riprendendo una citazione di Don Lorenzo Milani quanto mai appropriata “Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Riferendoci alla pediatria, chiediamo che il numero dei medici assegnati al reparto dovrà essere adeguato e non potrà essere di molto inferiore, così come accade oggi, a quello di altre realtà che contano un quinto dei posti letto.
Grave, il fatto che, nonostante la disponibilità economica, non si riesca ad assumere due pediatri così come previsto. Ad oggi quei posti sono vacanti…. E questa cosa è inaccettabile.
I tempi della pubblica amministrazione non sono compatibili con le sofferenze dei piccoli tarantini.

Ribadiamo che i bambini di Taranto possono già curarsi nella nostra città. A Taranto è possibile effettuare terapie impensabili fino a ieri e troviamo profondamente ingiusto che una bimba debba svegliarsi alle 5 del mattino per recarsi a Bari o addirittura a San Giovanni Rotondo per effettuare terapie che possono essere effettuate nel Reparto di oncologia pediatrica locale.
Troviamo profondamente ingiusto che i bambini debbano saltare la terapia per cause di tipo economico dove anche il trasferimento a Bari diventa un problema.
Non può accadere questo oggi. Non nello Spoke da Lei inaugurato. Faccia in modo che il Reparto venga dotato, immediatamente, dei pediatri oncologici previsti. Lei ha una grande responsabilità.

Ricordando ancora le sue parole:
"Il nostro impegno non è a parole, ma si basa sui fatti.”, dimostri che la sua partecipazione alla fiaccolata non resterà confinata in quella che, ai più, è sembrata una azione politica. Quella sera era a Taranto da libero cittadino che, probabilmente, ha toccato da vicino la sofferenza ed il dolore delle famiglie coinvolte.

Renda normale la conduzione di quel Reparto consentendo di colmare le attuali carenze di mezzi e personale medico e paramedico, lo ampli e faccia in modo che nessun bambino possa aggiungere alla sofferenza altra sofferenza.
In questo si differenzia l’uomo capace di sovvertire l’ordine delle cose e che può far diventare normale ciò che a Taranto normale non è. Chiediamo a Lei, come abbiamo già fatto al sindaco di Taranto, per altri motivi, di avere CORAGGIO per prendere le giuste decisioni che possano consentire al personale sanitario locale di lavorare con la giusta serenità e col sostegno della sanità pugliese. Questo dipende da Lei, coraggio!!!!!!

La invitiamo, pertanto, ad un incontro con i rappresentanti delle associazioni firmatarie di questa missiva alla presenza del primario di Oncoematologia Pediatrica dello Spoke del SS. Annunziata.
L’Impegno si basa sui fatti…. E queste sono parole nostre!
La aspettiamo a Taranto, sicuri di un suo sollecito e cortese riscontro.

 

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La sera del 29 marzo nella sala del Consiglio comunale di Avetrana ha avuto luogo un incontro dei comitati e dei movimenti che chiedono la delocalizzazione del Depuratore consortile Manduria-Sava.

Tra gli altri era presente anche Giuseppe Coco, coordinatore cittadino di Manduria di IDEA.
All’esposizione del consigliere regionale Francesca Franzoso, l’unica tra i consiglieri regionali del territorio a sentire l’obbligo di partecipare, che ha sostenuto sia la necessità immediata di realizzare il depuratore sia che nel rispetto delle norme deve per forza avere lo scarico in un corpo idrico superficiale e dunque a mare, Giuseppe Coco ha fatto rilevare che corpi idrici superficiali sono anche le lame, ossia quei canali erosi dall’acqua in ere geologiche precedenti e che pertanto vi si può scaricare rispettando pienamente le norme come accade in tante città italiane ubicate a centinaia di chilometri dal mare e privi di fiumi.
Coco ha fatto rilevare anche come sia in capo al Presidente della Regione Puglia la responsabilità massima di aver innescato la polemica tra le popolazioni interessate (Sava – Manduria – Avetrana) senza essere riuscito finora a far redigere ed approvare un progetto rispettoso delle norme, che preveda la realizzazione di un depuratore lontano dalla costa almeno cinque chilometri per scongiurare ora e per sempre qualsiasi forma di scarico a mare, neppure quella emergenziale che emergenziale non sarà.
l’AQP e la Regione, secondo l’esposizione di Coco, dispongono di un unico progetto approvato e munito di parere favorevole sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), infatti, tutti gli studi di fattibilità successivi elaborati sulla base delle promesse elettorali di Emiliano (Buffer, bacini di filtrazione e quant’altro), costituendo scarico sul suolo a meno di 2,5 Km. dal mare, in sede di nuova VIA hanno ricevuto una sonora bocciatura da parte dell’Autorità Regionale di Gestione del Servizio Idrico Integrato e il richiamo al rispetto delle norme del D.Lgs. 152/2006 da parte del Ministero competente.
Stando così le cose, la decisione della Regione di riprendere al più presto i lavori si giustifica soltanto se da parte di Emiliano, all’opposto di quanto promesso ai cittadini di Manduria e Avetrana e assecondando il legittimo interesse dell’appaltatore e dei tecnici coinvolti nella progettazione e direzione dei lavori, è stato deciso di portare a termine il progetto già appaltato e dunque con il depuratore a Urmo e lo scarico a mare, sia pure con la piena consapevolezza che non sarà solo emergenziale dato che ad oggi non sono stati stanziati fondi per la realizzazione del sistema di convogliamento delle acque reflue depurate in agricoltura per mezzo del Consorzio di Arneo e che qualunque progetto che preveda trincee, buffer, bacini di filtrazione e quant’altro a meno di due chilometri dal mare non potrà mai essere ritenuto idoneo e validato poiché in contrasto con l’attuale quadro normativo.
Per queste ragioni, continua Coco, il Movimento IDEA si è schierato dalla parte della gente che chiede la delocalizzazione al punto che, su sollecitazione del suo presidente provinciale avv. Salvatore Fuggiano, il senatore Quagliariello, con atto n. 4-01495 pubblicato il 28 marzo nella seduta n. 104, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e noi di Manduria abbiamo dichiarato e chiediamo ai nostri concittadini di partecipare convintamente al raduno previsto in Piazza Garibaldi il prossimo 7 aprile alle ore 20:00 per manifestare sia contro la localizzazione del depuratore a meno due chilometri dal mare, a circa 400 metri dalle prime sorgenti del fiume Chidro e a ridosso delle case di Urmo, e di quelle della fascia costiera di Manduria sia contro chi fa politica prendendo in giro la gente ed indossando strumentalmente magliette con la scritta “NO SCARICO A MARE”.

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Il 4 aprile al Pitagora la giornata conclusiva del progetto realizzato dal NIDIL CGIL

Due mesi di lavoro faccia a faccia con i lavoratori di domani, e un percorso arricchente e rivelatore non solo per i giovanissimi degli istituti superiori Pitagora e Aristosseno, ma anche per gli stessi tecnici e professionisti impegnati.
E’ il bilancio dell’attività che il Nidil CGIL, insieme allo sportello orientamento al lavoro, in collaborazione con la FLC, la segreteria confederale della CGIL e la Camera di Commercio di Taranto, ha realizzato a stretto contatto con i giovani studenti delle scuole superiori tarantine, sviluppando un progetto dedicato alle aspettative, ai sogni dei ragazzi, ma anche alla conoscenza delle dinamiche che conducono ad una occupazione responsabile.
Quello che è venuto fuori non è la fotografia dei “bamboccioni” spesso dipinta dalla classe politica nazionale – spiega Daniele Simon, segretario del NIDIL CGIL di Taranto – ma una immagine dai contorni più variegati che inchioda alle proprie responsabilità proprio i legislatori e tutti i livelli istituzionali del nostro paese.
A monte di questo lavoro che ha visto i ragazzi a confronto con esperti del settore, c’era stata la prima indagine conoscitiva della CGIL e del NIDIL sul mondo della gioventù. Il dato analizzato da una sociologa dell’ANPAL aveva delineato una condizione di totale sfiducia dei giovani studenti tarantini nei confronti del loro territorio.
I ragazzi non sono incapaci di sognare e neanche di mettere in pratica una idea progettuale – commenta Simon – ma sognano qui, si formano nella prima parte della loro vita nelle nostre scuole e poi svilupperanno quell’investimento altrove. E’ come perdere un pezzetto di futuro ogni giorno che passa, lasciando a Taranto e alla sua provincia il sedime della “non speranza”.
Così dopo il lavoro realizzato in questi mesi il progetto volge al termine con una consapevolezza nuova: fermare questa emorragia.
Il 4 aprile a trarre le conclusioni e a parlare di lavoro e impresa, nell’auditorium dell’Istituto Pitagora, infatti si rincontreranno i giovani studenti che hanno partecipato al progetto, il segretario generale della CGIl di Taranto, Paolo Peluso, per il Nidil e il Sol, Daniele Simon e Antonella Candito, Claudia Sanesi della Camera di Commercio, il responsabile dello sportello finanziamenti e start up della CGIL Gianmaria Zilio, e tre giovani imprenditori di successo: Alessandro Deodati della Niteko, Maurizio Saiu di Chiancheweb e Carmelo Fanizza presidente della Jonian Dolphin Conservation.
Una digital factory, un progetto di innovazione tecnologica applicato all’illuminazione, un progetto di ricerca scientifica diventato un’attrazione turistica e culturale, saranno le testimonianze che la CGIL proporrà come il lavoro che cambia.
A concludere i lavori della mattinata, che sarà coordinata dalla giornalista Maristella Bagiolini, sarà la segretaria nazionale del NIDIL CGIL, Sabina Di Marco.

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