Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Mercoledì, 24 Aprile 2019

Innovazione agricola e agroalimentare, valore aggiunto della produzione che rimane sul territorio, in termini di occupazione e di professionalizzazione delle maestranze, corretta programmazione imprenditoriale e lungimiranza: sono solo alcune dei concetti espressi da Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, in visita all’azienda Masseria Fruttirossi di Castellaneta Marina, insieme a Cosimo Borraccino, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia.

«È un'azienda molto innovativa – ha dichiarato Michele Emiliano dopo aver degustato una spremuta Lome Super Fruit – che ha investito tantissimo, avendo piantumato 150mila melograni. Cercate quindi sugli scaffali questi succhi pugliesi: questo brand vi garantisce un succo buonissimo, particolare, pastorizzato senza alcuna privazione delle sostanze antiossidanti e antitumorali del succo. Tutto questo è “made in Puglia”, le mani che lo hanno fatto sono di queste persone che lavorano in un'azienda seria e lungimirante, grazie alla famiglia De Lisi».

«I prodotti Lome Super Fruit – ha poi sottolineato Michele Emiliano – rientrano nella cosiddetta nutraceutica, che significa curarsi con gli alimenti naturali, come con l’olio o la spremuta di melagrana, un settore su cui l’Università di Bari sta lavorando moltissimo, anche collaborando con l’azienda Masseria Fruttirossi: tutto questo è made in Puglia».

Dal suo canto l'Assessore regionale Mino Borraccino ha ribadito, nel suo intervento, la specificità dell’azienda Masseria Fruttirossi che ha saputo unire sinergicamente le esigenze dell'innovazione con la necessità di tutelare la migliore tradizione agricola di questo territorio.

Michele Emiliano e Cosimo Borraccino sono stati accolti dalla famiglia De Lisi, l’Amministratore Michele con i figli Dario e Davide, rispettivamente Sales manager e Production Manager, e da Nicla Pastore, Responsabile delle relazioni esterne.

La visita non ha avuto toni formali perché Michele Emiliano è stato subito “contagiato” dall’atmosfera familiare di questa azienda, nata da un importante investimento di Michele De Lisi e Bruno Bolfo.

Appena arrivati i due amministratori regionali sono stati accolti dal personale di Masseria Fruttirossi, con cui Michele Emiliano si è soffermato compiaciuto perché «vedo sulle facce di questi lavoratori la dignità di chi viene pagato il giusto secondo le leggi, e questo avviene in aziende che, come Masseria Fruttirossi, sono gestite da persone per bene e competenti come Michele De Lisi e i suoi figli, imprenditori che valorizzano intelligentemente i lavoratori, consapevoli che per una azienda rappresentano un patrimonio fondamentale».

Presente all’incontro anche il noto stilista Angelo Inglese, titolare della sartoria artigianale di Ginosa famosa nel mondo, che ha donato agli ospiti una cravatta con ricamata una melagrana, da sempre simbolo di prosperità e abbondanza; Masseria Fruttirossi e la Sartoria Angelo Inglese sono due eccellenze del tarantino che, pur operando in ambiti diversi, da tempo hanno avviato una collaborazione sulla base di una idea condivisa di un innovativo modello in grado di intensificare il rapporto impresa-territorio.

 Michele Emiliano e Cosimo Borraccino hanno visitato lo stabilimento di trasformazione e confezionamento, per poi proseguire nelle piantagioni limitrofe, 350 ettari di proprietà, specializzate nella innovativa coltivazione di superfrutti.

Con oltre 280 ettari coltivati a melograno, l’azienda Masseria Fruttirossi è il maggiore produttore italiano di melagrana. L’azienda agricola ha anche importanti coltivazioni di goji e di aronia, nonché di avocado la cui piantumazione è iniziata recentemente.

Il progetto imprenditoriale dell’azienda Masseria Fruttirossi, infatti, si caratterizza proprio per la produzione e la lavorazione dei cosiddetti “superfrutti”, frutti che sono un concentrato di salute e bellezza, in linea con la richiesta di un mercato di consumatori sempre più attenti al proprio benessere.

Tra le piantagioni è ubicato lo stabilimento di trasformazione e confezionamento, inaugurato il 2 ottobre scorso, in cui vengono realizzati i prodotti (frutto fresco selezionato, spremute e succhi, confezioni di arilli di melagrana e di bacche) commercializzati sui mercati nazionali ed esteri con il brand “Lome Super Fruit”.

Grazie a questo stabilimento Masseria Fruttirossi ha realizzato, per la prima volta sul territorio, una filiera cortissima “a chilometro zero” in cui i frutti verranno “lavorati” dopo poche ore dal raccolto, conservando così tutte le loro straordinarie proprietà salutistiche.

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Castellaneta (TA) – Una campagna d’informazione capillare, comune per comune, in tutta la regione. E’ quella che la CIA Agricoltori Italiani di Puglia ha lanciato, intensificandola al massimo nelle ultime settimane, su tutto ciò che riguarda la Xylella fastidiosa: qual è lo stato di diffusione del batterio, in che modo può essere arginato, quali sono le novità introdotte da Regione e Governo nazionale sul contrasto al vettore, in che modo e per quali interventi saranno utilizzate le risorse stanziate dai vari livelli istituzionali.

Martedì 23 aprile 2019, nell’Auditorium “7 febbraio” di Castellaneta si è svolto uno degli incontri attraverso i quali CIA Agricoltori Italiani di Puglia sta portando avanti una imponente e capillare campagna d’informazione. Sala strapiena, a dimostrazione del fatto che la Xylella è un problema sentito da tutto il mondo agricolo pugliese.

L’incontro è stato promosso dalla CIA con la collaborazione del Comune di Castellaneta, della Provincia di Taranto e del GAL Luoghi del Mito. Dopo i saluti di Maria Terrusi, in rappresentanza della Giunta Comunale di Castellaneta, è stato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a introdurre i temi dell’incontro al quale hanno partecipato numerosi olivicoltori.

“Per fermare la diffusione del vettore è necessario dare fiducia a una sola voce, quella della scienza – ha dichiarato Rubino – Le eradicazioni sono una scelta dolorosa, lancinante, ma è l’unica strada percorribile per avviare un percorso virtuoso attraverso i reimpianti e, dunque, la rivitalizzazione di un settore drammaticamente colpito dall’espansione del batterio”.

Parole condivise da Maria Saponari, ricercatrice dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR di Bari; Saponari attualmente coordina le attività di ricerca sulla Xylella fastidiosa in due progetti Internazionali: il progetto POnTE (www.ponteproject.eu) ed XF-ACTORS (www.xfactorsproject.eu), due progetti Europei che vedono la collaborazione di CIA in qualità di “stakeholders”. Nel suo intervento, Maria Saponari ha illustrato gli aspetti chiave che rendono così temibile questo batterio delle piante, ben conosciuto in America per i danni che determina nei vigneti, ma mai ritrovato in Europa o nel Mediterraneo prima del 2013, quando le analisi di laboratorio ne rivelarono la presenza in alberi di olivi che manifestavano gravi disseccamenti nel gallipolino. La possibilità che questo batterio possa infettare centinaia di specie vegetali, che possa essere diffuso da pianta a pianta da diversi insetti “vettori” già presenti in Europa (come la ormai famosa “sputacchina”) e l’assenza di metodi o formulati curativi, rappresentano i principali punti critici che concorrono a rendere particolarmente temibile l’insediamento di questo batterio nonché rafforzano l’urgenza di mettere in atto azioni di prevenzione, soprattutto nella nostra Regione al fine di rallentare la progressione e l’espansione delle aree interessate dalla presenza di infezioni di Xylella. Le informazioni prodotte dalla ricerca scientifica, principalmente nei centri di ricerca pugliesi in questi pochi anni, sono indispensabili per lo sviluppo di strategie di contenimento alle infezioni: la conoscenza dell’insetto vettore (piante su cui preferisce nutrirsi, fasi in cui è più vulnerabile) è fondamentale per impostare un piano di controllo sostenibile ed efficace, conoscere la risposta delle diverse cultivar di olivo agli attacchi di Xylella (resistenza, suscettibilità o tolleranza) o le specie che risultano “immuni cioè non-attaccabili” è altrettanto fondamentale per impostare strategie di convivenza in quelle aree ove ad oggi la presenza del batterio ha decimato intere aree olivetate. D’altra parte la dimostrazione che, nelle nostre condizioni, la principale via di diffusione del batterio avviene mediante insetto da olivo-a-olivo, sottolinea la necessità di intervenire prontamente nei nuovi focolai di infezione, per ridurre il serbatoio di inoculo per il successivo perpetuarsi delle infezioni.
Particolare enfasi è stata data alla necessità di mettere in atto, anche negli areali attualmente non interessati dal problema, come è il caso dell’agro di Castellaneta, buone pratiche agricole di per sé in grado di ridurre la popolazione degli insetti vettori, come le arature primaverili e le potature periodiche degli olivi. Due misure ecosostenibili, la prima in grado di abbattere la popolazione delle forme giovanili dell’insetto (in questa fase molto delicati e vulnerabili), la seconda in grado di favorire l’arieggiamento delle chiome (minore accumulo di umidità) creando condizioni meno favorevoli agli insetti adulti alati che cercano riparo nelle chiome dell’olivo soprattutto nei mesi di caldo estivo. La ricercatrice si è soffermata sul significato culturale, paesaggistico ed economico degli ulivi, simboli della Puglia da millenni, veri e propri monumenti viventi oggi a rischio. L’ulivo è l’asse portante dell’economia di una vasta area della Puglia, dalla Murgia alla Valle d’Itria e al Salento, che abbraccia le province di Lecce, Taranto, Brindisi e, più a Nord, quelle della Bat, di Bari e di Foggia. La Xylella è un minuscolo insetto che “avvelena” il legno dell’ulivo, provocando il disseccamento della pianta. Il batterio è arrivato in Puglia cinque anni fa, dall’America del Nord, precisamente dalla California, da piantagioni di caffè. La scienza non ha trovato il modo di sconfiggerlo, ma il modo per contenerlo e conviverci, preservando la possibilità di continuare la produzione di olio anche nelle zone colpite.

L’incontro si è concluso con l’intervento di Pietro De Padova, presidente provinciale Cia Due Mari.

“E’ necessario arare il terreno, attuare la trinciatura, mettere in campo ogni buona pratica che serve a prevenire o comunque a rendere più difficile l’espansione del batterio. Occorre un piano di rilancio dell’olivicoltura, e su questo la CIA Agricoltori Italiani di Puglia sta producendo il massimo impegno, quotidianamente e da molti anni, perché i produttori e i frantoiani sono la ricchezza del nostro territorio, rappresentano il lavoro, lo sviluppo e la fonte di sostentamento per migliaia di famiglie”, ha concluso Pietro De Padova.

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Elementi dell’Orchestra della Magna Grecia, rinforzeranno l’Orchestra di Santa Cecilia nei concerti in programma all’Auditorium Parco della Musica di Roma, da venerdì 26 a domenica 28 aprile. L’occasione è la Sinfonia n. 8 di Bruckner diretta dal maestro Antonio Pappano. Un altro impegno importante per i nostri musicisti, chiamati ad una nuova esperienza professionale a pochi giorni dal Concerto di Pasqua eseguito nella cattedrale di San Cataldo di Taranto. Lo stesso direttore anglo-italiano, infatti, definisce «un'esperienza dell'anima» l’esecuzione delle musiche di Bruckner.

Pappano, direttore musicale di Santa Cecilia, guiderà l’Orchestra dell'Accademia Nazionale nella esecuzione dell'opera del compositore austriaco venerdì 26 aprile alle 20.30 (Auditorium Parco della Musica, repliche il 27 e il 28 alle 18.00). «La sua musica è come una cattedrale – dichiara Pappano – sia da un punto di vista architettonico sia sonoro; ascoltare l'Ottava è un'esperienza religiosa, è un pezzo dalle dimensioni mastodontiche, come gigantesca è l'Orchestra».

La Sinfonia n. 8, la più vasta e ambiziosa concepita da Bruckner e anche l’ultima portata a termine, richiese all'autore un impegno creativo durato sei anni, dal 1884 alle revisioni del 1887 e del 1890. Pappano aveva già diretto l' Orchestra ceciliana nell'Ottava nella stagione 2015 e nella acclamata tournée a Praga, Dresda e Vienna.

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Signor Sindato D’Alò,
sono passati sei mesi da quando Lei, come primo cittadino e responsabile della salute pubblica , si è assunto l’ impegno, mai onorato, e si è fatto garante, con il Comitato in difesa del S.MARCO e con tutti i cittadini di Grottaglie della presenza del governatore EMILIANO in città.
I tempi da Lei prospettati il 22 ottobre 2018 erano di 2-3 settimane al massimo!!!!!!
Sindaco, noi abbiamo il diritto e Lei il dovere istituzionale di confrontarci in Piazza, davanti alla popolazione tutta, di confrontarci apertamente con Lei e con il governatore Emiliano per conoscere le scelte e i contenuti di un piano di riordino e rientro ospedaliero che vedono il S.MARCO e GROTTAGLIE al centro del POC di TARANTO
È  passato NATALE 2018, superato Carnevale e archiviato PASQUA 2019 ma il suo silenzio è imbarazzante e singolare di fronte alla Sua gente che chiede esclusivamente di conoscere il proprio destino su un diritto sacrosanto: quello della SALUTE.
Il piano di conversione del S. MARCO latita in una confusione organizzativa che genera disagio e disorientamento negli utenti che La vedono lontano e distaccato da questa responsabilità improrogabile.
Con il garbo, la serenità d’animo e la sensibilità che hanno sempre contraddistinto l’azione di questo Comitato Le chiediamo a gran voce, dopo 180 gg dal suo ostinato silenzio, di mantenere le promesse confermate al presidente del Comitato e all’intero paese :
Sindaco D’Alò quando viene EMILIANO in PIAZZA a rendere ragione delle sue scelte sanitarie ai cittadini di GROTTAGLIE ?
Sindaco ci risponda con la stessa forza e applicazione con la quale, giustamente, apre tavoli di confronto sulla DISCARICA
dimenticando e omettendo la SALUTE e l’OFFERTA SANITARIA.
Sindaco perché nel suo ruolo istituzionale evita l’argomento S.MARCO e non risponde alle esigenze dei cittadini?
Dopo sei mesi GROTTAGLIE merita una RISPOSTA immediata e convincente!
Quando viene in PIAZZA EMILIANO???

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Taranto punta a diventare capitale dell'opera lirica. È stata presentata nel Salone degli specchi di Palazzo di Città, a Taranto, la rassegna "Taranto Opera Festival", promossa ed organizzata dal Comune di Taranto - assessorato alla cultura e dall'associazione musicale Domenico Savino di Taranto. Il Taranto Opera Festival si compone di tre appuntamenti che si svolgeranno nei mesi estivi nell'arena della Villa Peripato di Taranto. Alla conferenza di presentazione sono intervenuti l'assessore alla cultura del Comune di Taranto Fabiano Marti, il direttore artistico del cartellone, il maestro Davide Dellisanti, i maestri Pierpaolo de Padova e Paolo Cuccaro, che guidano l'associazione musicale Domenico Savino. La rassegna è sostenuta dalla Banca di Taranto, rappresentata nell'incontro dal presidente Lelio Miro. 

Si inizia venerdì 28 giugno, con "La Traviata" di Giuseppe Verdi, regia di Ines Salazar, direttore Davide Dellisanti, coro ed orchestra TarantOperaFestival; il secondo spettacolo sarà portato in scena sabato 13 luglio e vedrà la partecipazione dell'ospite d'onore, "madrina" della manifestazione Katia Ricciarelli, in un "Gran galà lirico"; sabato 3 agosto, infine, si chiude con "Elisir d'Amore", regia di Giovanna Nocetti, direttore Davide Dellisanti, coproduzione Opera Fuerteventura, coro ed orchestra TaranOperaFestival. Tutti gli spettacoli si svolgeranno nell'arena della Villa Peripato, a Taranto, con inizio alle ore 21.
"E' la prima edizione del Taranto Opera Festival. Lo abbiamo chiamato così - ha dichiarato l'assessore comunale Fabiano Marti, sottolineando la collaborazione con l'associazione Domenico Savino - perché volevamo che fosse un format tutto tarantino e che fosse ripetibile negli anni. La rassegna è dedicata, con tre appuntamenti importanti, interamente alla lirica ed è nato un marchio che nei prossimi anni ripeteremo e faremo crescere. Siamo sicuri che sia un momento importante per Taranto. Stiamo lavorando, parallelamente, sull'organizzazione di workshop con questi grandi artisti, nelle giornate in cui saranno portate in scena le opere. Si punta, infatti, alla formazione dei giovani talenti, attraverso il confronto con i grandi artisti, in modo che i ragazzi possano avvicinarsi alla musica lirica. Infine, continuiamo a valorizzare l'arena della Villa Peripato, oggi il nostro teatro all'aperto, un contenitore che siamo sicuri riuscirà a darci delle belle soddisfazioni".
Il direttore artistico Davide Dellisanti ha lavorato con i più grandi cantanti lirici, a livello internazionale. E' stato premiato nel 2018 con la medaglia d'oro Maison des artistes all'Università La Sapienza di Roma, insieme al maestro Ennio Morricone. E' stato direttore artistico di importanti festival lirici, come il Taormina Opera Stars. Sul Taranto Opera Festival, ha dichiarato: "Si realizza un sogno. Ho sempre voluto portare tutte queste esperienze e conoscenze nella mia città, Taranto. Grazie alla sensibilità dell'amministrazione comunale e dell'associazione Domenico Savino, ci stiamo riuscendo. Ogni serata del cartellone ha la sua specificità e valenza. L'obiettivo è riavvicinare il pubblico tarantino all'opera lirica. E' da trent'anni che non si promuovono grandi opere liriche a Taranto, eppure la città ha un grande potenziale e grandissimi nomi che hanno portato il nome della città in giro per il mondo. Penso a Carmela Apollonio, premio Callas, a Nicola Martinucci, ad Antonio Cifrone. L'obiettivo è portare i grandi nomi a Taranto e creare un team di artisti tarantini, affinché possano sviluppare un'esperienza da poter usare un domani nei grandi teatri del Mondo".
Lelio Miro, presidente della Banca di Taranto, in merito all'impegno dell'istituto di credito sulla città, ha spiegato che "la banca è molto attenta agli aspetti sociali e culturali. Quando si riscontra la possibilità di più forze che collaborano insieme, la volontà e la sinergia dell'amministrazione e la grande professionalità dell'associazione Domenico Savino, è naturale che ci sia il sostegno della banca. E' una grandissima iniziativa, una riserva culturale che la città riesce ad esprimere ad livello internazionale".
Sarà popolare il costo dei biglietti. "Abbiamo deciso di puntare sulla vendita degli abbonamenti, perché fidelizzano il pubblico nel tempo - ha spiegato Pierpaolo de Padova per l'associazione Domenico Savino -. L'abbonamento per tutti e tre gli spettacoli costa, in tutto, 35 euro. I singoli spettacoli, invece, costeranno 15 euro ad evento per i ragazzi fino ai 25 anni di età e 25 euro per gli adulti".
Per informazioni sui biglietti si può consultare il sito www.tarantoperafestival.it e la relativa pagina Facebook, oppure contattare l'associazione musicale Domenico Savino, via Cavour 24, Taranto, tel. 3392360993; 3477242217; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; informazioni anche al teatro Fusco, via Ciro Giovinazzi 49, Taranto, tel. 0994581731.

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La storia di una ragazza di 23 anni – Accade al SS. Annunziata di Taranto

La storia ha quasi dell’incredibile. Ma in realtà non è altro che la conseguenza dei progressi realizzati nel campo della neurochirurgia. E tutto accade all’Ospedale Ss. Annunziata di Taranto.

Una giovane ragazza di 23 anni, violinista, affetta da neoplasia cerebrale frontale sinistra a basso grado di malignità, è stata sottoposta nei giorni scorsi ad un intervento di craniotomia ed asportazione della neoplasia in “awake surgery”, cioè a paziente sveglia. La chirurgia a paziente sveglio viene utilizzata prevalentemente per rimuovere i tumori localizzati vicino alle aree del linguaggio o ad altre aree critiche. Per minimizzare i potenziali danni alle funzioni cerebrali, provocati dalla chirurgia, l’equipe del reparto di Neurochirurgia del nosocomio tarantino decide che non solo la paziente sarà sveglia durante l’operazione, ma suonerà anche il violino, in condizione vigile e collaborativa.
Si tratta, in assoluto, del primo intervento del genere concepito in Sud Italia. Pochissimi altri ne sono stati effettuati nel nostro Paese.
Il reparto coinvolto è la Neurochirurgia, già punto di riferimento nazionale per interventi in awake surgery. L’intervento, durato oltre 5 ore, è stato effettuato dal direttore dell’Unità Operativa Complessa, dott. Giovanni Battista Costella, e dal dott. Nicola Zelletta, con la fondamentale collaborazione dell’anestesista, dott. Angelo Ciccarese. L’equipe era completata dai dottori Gounaris e Cantone.
La metodica chirurgica adottata dall’equipe, implementata dall’ausilio di dispositivi di ultima generazione come il neuronavigatore ed il monitoraggio neurofisiologico di cui dispone il reparto, ha permesso di rimuovere la neoplasia situata in area funzionale, eloquente del parenchima cerebrale, evitando danni neurologici, soprattutto disturbi della parola, cognitivi ed evitare difficoltà nella coordinazione dei gesti. Stimolando nella fase operatoria specifiche zone cerebrali, sono stati evocati disturbi sensitivi complessi.
“Questa tecnica – dichiara il dott. Costella – è particolarmente indicata nei casi in cui è necessario rimuovere lesioni localizzate in zone critiche. Certo al paziente è richiesta collaborazione e la procedura nel complesso non è una esperienza semplice, ma in sala operatoria c’è un’equipe altamente preparata e un team multidisciplinare composto da anestesisti, neuropsicologi e neurofisiologi oltre che personale infermieristico appositamente addestrato. Sembra surreale ma si fa conversazione con il paziente spiegando cosa si sta facendo in modo da tranquillizzarlo il più possibile e monitorare la situazione in maniera più attenta”.
Esprime enorme soddisfazione ed orgoglio l’avv. Stefano Rossi, direttore dell’Asl Taranto: “Questo innovativo intervento di neurochirurgia è la dimostrazione che nei nostri ospedali si riesce a fare, come in molti casi quotidiani meno noti, medicina di alta specializzazione. A livello scientifico parliamo di un intervento senza precedenti, sia per la sua esecuzione tecnica che per il decorso post operatorio”.

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Riparte da dove si era fermato e da dove è rimasto impantanato per un anno.
Non si perda più tempo allora.
90 milioni per Taranto. 72 per l'Arsenale. 30 milioni per le fasce deboli.
2,5 milioni per le assunzioni Arpa.
30 milioni per la nuova strumentazione sanitaria.
Queste alcune delle risorse messe in campo dai Governi Renzi e Gentiloni che hanno subito un brusco stop da chi in campagna elettorale ha raccontato fandonie ed oggi non può che proseguire la strada già intrapresa per tenere Taranto al centro delle azioni di questo Governo.
Il C.I.S., si badi bene, rappresenta proprio una misura di sistema per rendere Taranto emancipata dalla monocultura industriale. Disegna nuovi scenari rendendo prioritario lo sviluppo del porto, della Città Vecchia e dell'Arsenale.
Ed allora non si comprendono davvero le ragioni di questo illogico freno per l'immediato utilizzo di queste somme.
Risorse dei Governi a guida PD che Di Maio utilizzerà per la sua mediocre campagna elettorale.
Se questo è il male minore lo accettiamo per il bene di Taranto, ma chiediamo con forza di proseguire spediti nella realizzazione di quanto lasciato in dote.
Si sbrighi Di Maio. Recuperi il tempo perduto e utilizzi tutte le risorse appostate.
Certo che con un filo di amarezza non possiamo che rimarcare come il C.I.S. veda oggi, nella nuova convocazione, la mancanza di diversi attori istituzionali e sociali che prima venivano invitati e potevano essere sentinelle positive del territorio.
Oggi Di Maio ha allontanato questi, penso a Cgil, Cisl Uil, a favore di qualche attore di sottogoverno ministeriale che nulla conosce delle vicende tarantine.
Taranto ha perduto un anno grazie a questo Governo. Speriamo non  perda la speranza dopo questa convocazione.

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Domenica 28 Aprile 2019 la Sezione di Taranto della Lega Navale Italiana con i Rematori Taranto Magna Grecia avrà l’onore di ospitare la tappa di apertura della Coppa Italia, trofeo valido per le classifiche nazionali, organizzato dalla FICSF (Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso). 

La competizione si svolgerà tra lance con 10 rematori e un timoniere che hanno caratteristiche uniche, tipologia di imbarcazione riconosciuta dalla Federazione solo nel 2018.
L'evento sportivo, con inizio alle ore 9.00, si svolgerà nel meraviglioso mare di Taranto, in particolare nello specchio d’acqua antistante la Rotonda del Lungomare di Taranto, con un percorso di 800 metri per gli equipaggi femminili e di 1200 metri per gli equipaggi maschili.
La gara si svolgerà in due prove a cronometro, una la mattina ed una il pomeriggio.

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Musica, sapori, natura e divertimento per famiglie e popolo della notte
E il 27 aprile, Asia Argento in versione dj set
 
Ci sarà anche Asia Argento, in versione dj set, al Divingusto in programma dal 25 al 28 aprile, nella Masseria Mavugliola di Locorotondo. Quattro giorni di appuntamenti targati Idea Show, a base di sapori, musica, natura e divertimento. Un Divingusto “night & day”, che di giorno si rivolge alle famiglie e di notte ai più giovani.
La programmazione diurna (a ingresso gratuito) prevede tutti i giorni, a partire dalla ore 10.30, degustazioni di vini e piatti legati alla tradizione, spettacoli di artisti di strada, momenti di intrattenimento per i più piccoli con uno spazio dedicato ai giochi di una volta, dalla campana al tiro alla fune al salto della corda, e un contatto diretto con gli animali della masseria, che da vere star della fattoria faranno passerella su un red carpet per iniziativa di Itria Bontà. Previsti anche due laboratori didattici per i quali è consigliata la prenotazione al 320.6716807, uno sul mondo delle api a cura di Alveare Bianco (25 e 28 aprile, ore 11), l’altro dedicato al mondo vegetale (25 aprile, ore 15.30). Sfileranno anche le auto d’epoca durante il raduno previsto il 28 aprile (ore 14) in collaborazione con Veteran Club. E, poi, i suoni della Popular Band, con il suo vasto repertorio di musica folk e internazionale (25 aprile, ore 16), e il rock-pop degli N-Joy (28 aprile, ore 15).
Tramontato il sole, sulla Masseria Mavugliola scenderà la Divingusto Night. Il 25 aprile, a partire dalle ore 22, è in programma la reunion di collettivi di musica elettronica “EPP! Valle d’Itria Around” (ingresso 6 euro, info 327.7435996): una finestra sulla musica del futuro con i suoni techno e i beat di Æmris, Die_Go, PRNX, Francesco Salonna, TSN1, Not Mass, Gianvito D’Oria e le proposte di Radio Last Floor, Bento, Antonio Schrödinger e le installazioni artistiche di Angelo Ciciriello, Gianni Gentile e Riccardo Kuna.
Sarà invece riservata al rap, la musica più amata in questo momento da giovani e giovanissimi, la serata del 26 aprile (ore 22). L’appuntamento è con il Badabang Sound Contest riservato ai rapper e ai dj pugliesi emergenti, iniziativa organizzata da Idea Show in collaborazione con Blackout di Flavio Ricci, Shake di Michele Simeone e Rebeat 2.0, tre nuove realtà associative della Valle d’Itria. Previste, a seguire, le performance dei dj Alessandro de Tuglie e  Alex Sansone. Per questo appuntamento sono state organizzate della navette in partenza da Massafra, Crispiano, Grottaglie, Martina Franca e Fasano (biglietti 10 euro, info 380.3821487).
Chiude le notti del Divingusto,Asia Argento, special guest il 27 aprile, con il suo nuovo dj set con il quale sta spopolando nei migliori club italiani. La popolare attrice, figlia del maestro dell’horror Dario Argento, da tempo si cimenta con il mondo della club culture, e alla consolle della Masseria Mavugliola sarà la protagonista, con le sue selezioni, di una serata straordinaria, al via alle ore 23, che prevede la partecipazione di Maurizio Laurentaci, il noto deejay e imprenditore musicale barese (biglietti euro 14, info 3280217371).

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Taranto - Dal 18 al 22 aprile, in pieno periodo pasquale, il Castello Aragonese, la cui gestione è affidata al Comando Marittimo Sud, ha suscitato un grande interesse da parte dei turisti. Ben 3.835 sono stati i visitatori (di cui 2.481 nella sola giornata del lunedì di Pasqua), di cui 1.297 provenienti da Taranto e provincia e 408 stranieri.

 I visitatori del Castello Aragonese hanno potuto percorrere un viaggio tra i vari stili architettonici appartenenti a differenti periodi storici lungo i corridoi, nelle sale e nei passaggi sotterranei, accompagnati dal team della Marina Militare, coordinato dall’Ammiraglio in congedo Francesco RICCI, curatore della struttura.

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