Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Venerdì, 24 Maggio 2019

I Carabinieri della Stazione di Palagiano (Ta) e del N.O.R della Compagnia di Massafra (Ta), hanno arrestato, nella flagranza del reato di rapina e lesioni personali, un 20enne gambiano, richiedente asilo politico ed ospite dello S.P.R.A.R locale.

La rapida attività investigativa ha permesso in breve tempo di identificare l’uomo quale autore dell’azione predatoria perpetrata poche ore prima in danno di una donna del posto. Il 20enne infatti, dopo una diverbio con la vittima per motivi in corso di accertamento, le ha sottratto con violenza un marsupio, per poi allontanarsi velocemente nelle vie cittadine.

Durante l’azione delittuosa la donna, nel tentativo di trattenere il suo borsello, riportava delle escoriazioni ad un braccio e ne procurava altresì all’aggressore.

I Carabinieri, allertati dalla Centrale Operativa, giungevano rapidamente sul posto ed iniziavano immediatamente le ricerche del malfattore che veniva rintracciato, poco dopo, non distante dal luogo della rapina mentre tentava di dileguarsi essendo ancora in possesso del maltolto. Il borsello veniva quindi recuperato e restituito alla legittima proprietaria.

L’uomo, dopo alcuni accertamenti sanitari, veniva condotto in caserma dove veniva tratto in arresto e su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica di Taranto, all’esito delle formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Taranto.

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La Squadra Mobile della Questura di Taranto ha notificato il rinvio a giudizio a Rizzo Francesco Morris, pregiudicato tarantino 27enne ritenuto responsabile del ferimento a colpi di pistola di un 38enne, avvenuto il 26 maggio dello scorso anno.
Quella sera, intorno alle 21, la Volante intervenne in Via Lago Maggiore dove era stata segnalata una persona ferita da colpi di arma da fuoco. Fu rinvenuta una Renault Clio posta di traverso sulla carreggiata davanti ad un autobus di linea, all’interno della quale vi erano evidenti tracce ematiche.
Si accertò che il conducente dell’auto, vittima poco prima di un agguato davanti ad un circolo ricreativo che si trova a poca distanza, cercò di raggiungere l’Ospedale mettendosi alla guida dell'auto. La sua corsa però terminò dopo qualche centinaio di metri quando, in evidenti difficoltà fisiche, chiese aiuto all’autista dell’autobus di linea.
Le successive indagini hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di individuare il pregiudicato come responsabile della sparatoria, per un litigio avvenuto nei giorni precedenti durante il quale fu proprio Rizzo ad avere la peggio.

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I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Marina di Ginosa (Ta) hanno arrestato, per evasione, un 44enne del posto, in atto sottoposto agli arresti domiciliari presso una cooperativa sociale di Laterza (Ta).

I militari, allertati dalle ricerche diramate a seguito di un controllo effettuato presso la citata struttura, dal quale era emerso che l’uomo si era arbitrariamente allontanato, hanno sorpreso il 44enne sulla pubblica via nel centro di Ginosa Marina.

L’uomo veniva condotto in caserma dove, accertato che lo stesso non godeva di alcun permesso che lo autorizzava ad uscire dalla struttura, veniva tratto in arresto e, su disposizione del P.M. di turno della Procura della Repubblica di Taranto, all’esito delle formalità di rito, veniva condotto presso la citata cooperativa e nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

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"Ci interessano i lavoratori e meno le dinamiche dello scontro politico che in realtà, spesso, è stato in grado solo di produrre uno stallo su tutte le questioni che riguardano il nostro territorio. Per tale ragione di fronte alla cortina di nebbia e incertezze che caratterizza ancora il futuro dei 500 lavoratori dell’ex TCT di Taranto, abbiamo ritenuto utile cercare risposte ed eventuali soluzioni facendo leva sulla responsabilità dei rappresentati parlamentari eletti in questo territorio."

Così il componente della segreteria provinciale della FILT CGIL di Taranto, Michele De Ponzio, in risposta ad alcune polemiche che nei giorni scorsi hanno accompagnato il confronto che in CGIL la categoria di settore e la segreteria confederale hanno tenuto con i parlamentari pentastellati, Turco, Vianello e Ermellino.

Sindacato e politica seppur con ruoli e competenze differenti sono due facce del Sistema Italia – dice De Ponzio – e il sindacato che non fa politica ha il dovere di confrontarsi con tutti, mettendo da parte manierismi della prima repubblica e personalismi politico-sindacali.

Il 31 dicembre del 2019 – scrive ancora De Ponzio – l’indennità di mancato avviamento per i lavoratori dell’ex Taranto Container Terminal, scadrà e per noi della FILT la prospettiva di vita, la speranza di queste famiglie e la ricollocazione al lavoro di questo personale altamente specializzato, sono fattori di estrema importanza che travalicano le ragioni di opportunismo politico.

Per memoria storica, a discutere dell’eventuale prolungamento dell’IMA sono stati chiamati tutti gli attori che potrebbero concorre alla soluzione del problema – continua – le attuali forze di opposizione, che al tempo erano al Governo, si mobilitarono dando forma al DL 243/2016. Dai ministri Di Maio, Lezzi e Toninelli, ai quali come organizzazioni sindacali unitarie ci rivolgemmo nel novembre del 2018, invece non ci hanno ancora risposto. Anche Emiliano, in qualità di presidente di Regione, è informato. Pertanto nessuno può ritenersi escluso da una vicenda che riguarda il futuro di 500 famiglie tarantine.

Altra valutazione da non sottovalutare – spiega l’esponente della FILT – è che anche qualora Yilport, dovesse insediarsi oggi (oggi, secondo informazioni assunte dal presidente Prete, sarebbero arrivati i documenti utili alla firma della concessione – ndr), e l’IMA prorogata al 2020, saremmo di fronte a un terminal fermo da anni e che per la sua start-up avrebbe bisogno di tempi tecnici non conciliabili con il prolungamento dell’ammortizzatore sociale di un altro anno. Ecco perché serve una strategia differente e un’azione politica che impegni il Governo nei confronti di un cartello produttivo che ha bisogno non solo di promesse ma anche di adeguate coperture finanziarie utili a favorire un più veloce reinserimento lavorativo.

Chi dovrà agire in questo senso? - si domanda De Ponzio – ovviamente tutti, a cominciare dal senatore Mario Turco, componente della VI Commissione Finanze e Tesoro e membro della Commissione Speciale per gli atti urgenti del Governo, che si è reso disponibile a istituire un tavolo tecnico per affrontare tutte le criticità sin qui evidenziate.

Personalmente – conclude – non posso che essere contento di vedere sia l’opposizione che i rappresentanti dell’attuale maggioranza al Governo, condividere lo stesso obiettivo. E’ questo il risultato più grande!

 

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Il personale del Commissariato di Grottaglie ha tratto in arresto un cittadino cinese di 46 anni per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale.
Durante un posto di controllo nel centro cittadino di Grottaglie, l'uomo che era al volante di una AUDI Q3, all’alt intimato dai poliziotti non si è fermato aumentando la velocità tentando di investire il poliziotto che, con la paletta d’ordinanza, gli aveva indicato di fermarsi.
Grazie alla prontezza di riflessi del poliziotto, che è riuscito ad arretrare, è stato evitato l’impatto con il veicolo.
L'equipaggio ha quindi avviato un inseguimento dell'Audi che viaggiava a folle velocità. Dopo circa 20 minuti, alle porte di Taranto, con l’ausilio di una Volante della Questura, l’autovettura è stata finalmente bloccata.
Il conducente, appena sceso dall’abitacolo, si è scagliato contro i poliziotti ma è stato immediatamente bloccato e accompagnato negli Uffici di via Palatucci.
Si è così accertato che il 46enne, residente in Italia da circa quattro anni, era privo della patente di guida italiana perché non aveva mai convertito il rispettivo titolo di guida ottenuto nella Repubblica Popolare Cinese.

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Sono intervenuto al convegno “Popolazione migrante: problematiche giuridiche, medico legali e socio sanitarie”, che si è tenuto oggi a Taranto presso il Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari.

Il fenomeno migratorio è in costante crescita in tutto il mondo occidentale e anche in Italia. Si tratta di un fenomeno inarrestabile. Da tempo l’ONU sostiene che bisogna organizzare l'emigrazione, è una illusione cercare di arrestarla.

Fin quando i Paesi più sviluppati non riconosceranno il problema e non lo gestiranno, invece che rinnegarlo e cercare illusoriamente di contrastarlo, ci saranno le condizioni per i trafficanti di poter trarre ingenti profitti. Ma se invece le migrazioni fossero regolate, i trafficanti di esseri umani sarebbero messi fuori mercato e quindi anche le violazioni dei diritti umani e le morti inutili finalmente cesserebbero.

Sono più di quattro milioni e mezzo gli stranieri che risiedono nel nostro Paese, il 7 % della popolazione. In Puglia, secondo i dati forniti dalla fondazione Migrantes e dalla Caritas, si contano 122 mila unità, pari a circa il 3% della popolazione.

Si tratta in genere di persone più giovani e più sane degli italiani, ma maggiormente esposte al pericolo di malattie sessualmente trasmissibili e di tumore. Esse infatti hanno stili di vita più a rischio (fumo, abuso di alcol, alimentazione povera di frutta e verdura ma ricca di grassi) e, soprattutto, non fanno prevenzione. Le conseguenze sono diagnosi tardive, che giungono – per esempio nel caso dei tumori - quando il male è in fase avanzata e dunque non più guaribile.

Il convegno ha preso in esame, con un’ottica multidisciplinare, le implicazioni giuridiche, sociali e sanitarie dei fenomeni migratori, a partire dalla presa d’atto che essi riguardano una moltitudine di popolazioni e di categorie di persone (lavoratori, studenti, rifugiati, ecc), ognuna delle quali è portatrice di bisogni e livelli di vulnerabilità differenti.

Una delle sfide della sanità pubblica è di ripensare se stessa e riuscire a garantire accesso ai servizi e percorsi di tutela per tutte quelle persone che, per diversi motivi, si trovano in condizioni di fragilità sociale.

Il problema presenta varie sfaccettature; per questo vi hanno partecipato medici, biologi, farmacisti, giuristi, infermieri e psicologi.

In definitiva, si è trattato di un’iniziativa meritoria, i cui risultati dovrebbero essere recepiti con la giusta attenzione dal modo politico.

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La situazione vergognosa che sta emergendo in alcuni call center del Tarantino, tra cui anche Grottaglie, necessita della massima attenzione e ha bisogno del coinvolgimento anche delle istituzioni; un settore che occupa circa 80mila persone in Italia, ma che vede i lavoratori sempre più in balia delle aziende, tra delocalizzazioni, paghe da fame e gare al ribasso.

Lo scorso 16 Maggio, nel corso della trasmissione Piazza Pulita in onda su La7, è emerso un quadro desolante, spesso ben nascosto, che ci fa capire come alcuni "imprenditori" sfruttino la necessità di lavorare della gente in estrema difficoltà.

La denuncia di Andrea Lumino, segretario Slc Cgil Taranto, da sempre in prima linea su queste battaglie e spesso anche minacciato, ha messo in evidenza come cinquanta persone lavoravano in uno stato di schiavitù morale e lavorativa alle quali venivano negati i principali diritti sul lavoro, sanciti tra l'altro dall'accordo collettivo del 2017 sottoscritto dai sindacati.

In virtù di questo quadro osceno e anomalo per un paese civile, ci sentiamo responsabilmente coinvolti nell'atto di denuncia ed è per questo che abbiamo fatto richiesta, al Sindaco e al Presidente del Consiglio, di convocare urgentemente un consiglio comunale monotematico sulla questione, insieme alla presenza dei sindacati.

Occorre, secondo noi, sottoscrivere un documento ufficiale e politico con cui si impegnano Regione Puglia e Ministero del lavoro in maniera tale da capire come arginare questi fenomeni di sfruttamento che in Puglia e soprattutto nella nostra Provincia sono sempre più frequenti.

Non vogliamo assolutamente che la necessità di lavorare diventi il pretesto, per alcuni "prenditori", di arricchirsi alle spalle della gente onesta.

Siamo anche certi che esistano aziende oneste che riescono anche a garantire i diritti principali, ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte ad altre che durano qualche mese, sfruttando al massimo i lavoratori per poi scomparire nel nulla e riaprire da un’altra parte con un nuovo nome.

Gruppi consiliari Sud in Movimento e RiGenerazione

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E' stato attivato lo scorso 25 gennaio, con una circolare del Ministero dello Sviluppo economico, l’intervento di rilancio aree di crisi industriale ai sensi della legge 181/1989 che interesserà la provincia di Brindisi. La misura promuove la realizzazione di una o più iniziative imprenditoriali nel territorio dei Comuni brindisi finalizzate al rafforzamento del tessuto produttivo locale e all’attrazione di nuovi investimenti. A disposizione per la concessione delle agevolazioni ci sono risorse finanziarie pari a 14,9 milioni di euro. Le imprese che insistono sul territorio brindisi potranno presentare domanda di accesso alle agevolazioni entro il prossimo 28 maggio ad Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa

 

“Il ministro Di Maio sta dando seguito all’accordo di programma per i Comuni del territorio della provincia di Brindisi sottoscritto il 4 gennaio 2018 sottoscritto tra Ministero dello Sviluppo economico, Regione Puglia e Invitalia – commenta il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – L’obiettivo è il rilancio delle attività imprenditoriali, la salvaguardia dei livelli occupazionali, il sostegno ai programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale. Mi auguro – conclude il parlamentare 5 Stelle – che le imprese brindisine sappiano cogliere questa opportunità, intercettando i fondi a loro disposizione”.

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Dal 6 maggio al 24 maggio 2019 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso i Nuclei SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona, Taranto e La Spezia, hanno condotto tre delicate operazioni rispettivamente nel lago di Garda, di fronte al lungomare di Barletta e al largo di Montaldo di Castro (VT) tese a rimuovere e neutralizzare oltre mille ordigni esplosivi risalenti alla seconda guerra mondiale.

In Veneto la Prefettura di Verona ha richiesto l’intervento di un team del GOS per continuare la bonifica delle acque del lago di Garda, intorno all’isola del Trimelone, a seguito delle indagini condotte con sensori ferromagnetici da una ditta specializzata nella ricerca di ordigni esplosivi, nell’ambito di un’attività di bonifica commissionata dal comune di Brenzone. Le immersioni pianificate e condotte intorno all’isola hanno permesso di ispezionare un’area di fondale compresa tra la superficie ed i 12 metri di profondità e di rimuovere un totale di 1.035 ordigni esplosivi di varia tipologia e 69 proiettili di piccolo calibro, che sono stati passati in consegna agli artificieri del 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago della brigata Folgore dell’Esercito Italiano, che hanno provveduto alla loro distruzione in cava.

Ottocento chilometri più a sud i Palombari distaccati presso il Nucleo SDAI di Taranto sono intervenuti a soli sette metri di profondità al largo del lungomare di Barletta, per identificare un oggetto riconducibile ad un ordigno esplosivo segnalato da un sommozzatore della Polizia di Stato. Identificato come un proiettile italiano da 75 mm risalente alla seconda guerra mondiale, lo stesso è stato rimosso e trasportato in una zona di sicurezza individuata dalla locale Autorità Marittima. L’intervento si è concluso questa mattina, quando l’ordigno esplosivo è stato distrutto attraverso le consolidate procedure tese a preservare l’ecosistema marino.

Infine, di fronte alla costa di Montalto di Castro (VT) è intervento il Nucleo SDAI della Spezia all’interno di un relitto di una bettolina risalente all’ultimo conflitto, per rimuovere e neutralizzare, a solo 1,5 metri di profondità, 57 proiettili da 75 mm, 34 da 20 mm e 72 da 12 mm molti dei quali avevano esposto l’esplosivo contenuto all’interno, a causa della intensa corrosione.

In occasione dell’inizio della stagione estiva è bene ricordare a chiunque dovesse imbattersi in oggetti che per forme e dimensioni possano ricordare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, ma ne va denunciato immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari di Comsubin al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare.

 

APPROFONDIMENTI:

Questi interventi rappresentano una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione a favore della collettività.

Chiunque dovesse imbattersi in oggetti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, non deve in alcun modo toccarli o manometterli, denunciandone il ritrovamento, il prima possibile, alle autorità di polizia competenti.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato oltre 44.000 ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal 1° gennaio 2019 sono già 7.953 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 8.895 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm.

Con una storia di 170 anni alle spalle, i Palombari del Comsubin rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) ed a favore della collettività.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formarti esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

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«Creare formazione è fondamentale, soprattutto nel nostro Paese in cui è diffusa la tendenza ad attendere che le cose avvengano da sole». Parola di Gian Marco Tognazzi, l’attore italiano che nei giorni scorsi è stato a Taranto, impegnato nelle riprese del corto metraggio Pluto del regista tarantino Ivan Saudelli prodotto da
Clickom srl e Programma Sviluppo. «Nel cinema – ha raccontato Tognazzi durante le riprese – c’è una
tradizione di tramandare l’arte , anche tecnica, di padre in figlio, ma se si facesse un’opera molto importante di formazione anche il nostro cinema ne avrebbe un grande beneficio».
La due giorni a Taranto dell’attore romano è stata invece un’occasione per coniugare la tradizione «di padre in figlio» e la formazione. Il progetto «Pluto» infatti è stato sostenuto da Programma Sviluppo e prodotto dalla società di comunicazione «Clickom». Il corto racconta la storia di Silvio, 40enne disoccupato che cerca di sopravvivere soprattutto alla vigilia della nascita di una figlia nata dalla relazione con Giulia conclusa da qualche mese. Un giorno è convocato dalla più importante multinazionale esistente, la « Pluto Corporation» che attraverso il suo vertice Viktor lo mette davanti alla più grossa decisione della sua vita, un bivio senza ritorno. Silvio , interpretato dall’attore Silvio Gullì, dovrà infatti viaggiare per sempre, senza mai fare ritorno a casa e per un motivo apparentemente folle e grottesco. Il protagonista della missione è il bassotto Pluto, il cane di Boris il defunto figlio di Viktor . Ma perché proprio Silvio? Cosa rappresenta il cane Pluto e cosa lo porta ad affrontare questa terribile situazione con apparente passività? Una serie di punti interrogativi che si accavallano e si sviscerano in una storia di sacrifici estremi ai limiti dell’assurdo, portando lo spettatore a ricostruire gli eventi scavando nel passato dei protagonisti.
« Ho deciso di raccontare questa storia – ha spiegato il regista tarantino Ivan Saudelli – perché per quasi un
anno sono andato a dormire ponendomi le stesse domande: "Se questa fosse la mia ultima notte sulla terra, come la passerei? Cercherei di dormirci su o cercherei una motivazione per tornare indietro? E se non avessi scelta? Se non avessi nulla da perdere? Se la mia vita non avesse vie d’uscita e volessi chiudere con tutto ciò che apparteneva al mio passato? Se non avessi più nessuno? Se non potessi più realizzare i miei sogni, partirei per un viaggio senza ritorno? E per un viaggio nello spazio?" e con questa storia ho provato a interpretare una risposta estrema».
Per Silvio Busico, direttore generale di programma Sviluppo, è «una bella scommessa, una nuova sfida nella
quale abbiamo voluto credere: il progetto di Ivan Saudelli è una idea paradossale per raccontare le
difficoltà dei giovani che cercano lavoro: Programma Sviluppo lavora ogni giorno proprio per evitare che
alcuni giovani si trovino nelle condizioni del protagonista Silvio e formarsi significa offrire a se stessi nuove chance per trovare lavoro. Inoltre – ha aggiunto Busico – Ivan è un’eccellenza tarantina e da sempre vogliamo dare forza alle ricchezze umane di questa terra».

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