Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 01 Giugno 2019

L’arte come strumento di testimonianza di una realtà dura ed a volte crudele. Come finestra sul mondo che reclama amore e pace. È questo lo spirito che ha mosso l’artista martinese Ida Chatante, in rappresentanza dell’Associazione Salam, a realizzare la sua ultima opera “Pane di lacrime”, in questi giorni esposta a Cervia nell’ambito della manifestazione denominata “I mille di Sgarbi”, promossa e ideata dal noto critico d’arte romagnolo Vittorio Sgarbi, la cui finalità è quella di raccogliere sul territorio nazionale mille opere di artisti contemporanei.

La scultura, derivante dall’azione sciamanica dedicata ad Arshad, giovane pakistano ospite del CAS Isola del Gran Sasso, deceduto a gennaio 2019, è stata realizzata con la tecnica della colata a strati ed immersione e che ha contemplato l’utilizzo di materiali originali quali la resina, fotografia su carta fotografica, fili di tela tessuta a telaio e sale rosa del Pakistan, altro non è che un cuore che trasuda ricordi , legami non sepolti che vengono quasi a galla in uno spazio trasparente dalla cui frattura esala l’anima per tornare a vivere ed entrare nella memoria. Il sale del Pakistan, inoltre, fa lacrimare la resina, sciogliendosi in un processo rituale, a simboleggiare la salata vita di un migrante.

La bara di Arshad è stata riportata dalla sua famiglia da Simona Fernandez, presidente dell’Associazione Salam, affrontando un lungo e pericoloso viaggio.

Un viaggio dovuto ad un amico, un percorso rappresentativo:”Ti riporto dalle tue figlie e ti accompagno. Sei venuto qui tra mille difficoltà e meriti un ritorno dignitoso mano nella mano”.

“Poter ammirare quest’opera in un contesto avulso dal nostro quotidiano e, soprattutto vedere persone estranee ai nostri processi di vita fermarsi a guardarla ed a leggere il profondo messaggio che essa reca – ha dichiarato Simona Fernandez – significa per la famiglia di Salam restituire dignità non solo ad Arshad, ma a tutti i migranti che nel loro percorso perdono la vita”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche le parole di Vittorio Sgarbi, il quale aprendo la manifestazione ha sottolineato:”Le opere d’arte sono come dei figli, ai quali diamo vita consegnandoli all’eternità”. Questo, probabilmente è il senso più positivo che la mostra di Cervia ha potuto restituire ad Arshad: l’eternità nella storia dell’arte italiana.

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Esprimo grande soddisfazione per la risoluzione del problema del trasporto pubblico dei lavoratori impiegati presso lo stabilimento Leonardo di Grottaglie.
Dopo lunghi mesi di lavoro, di interlocuzioni portate avanti insieme al presidente Michele Emiliano, all’assessore ai Trasporti, Giovanni Giannini,abbiamo risolto un problema che non era mai stato affrontato in questi anni: quello del trasporto dei lavoratori da Taranto, Brindisi e province verso lo stabilimento Leonardo di Grottaglie.
Dal 1° luglio partirà il servizio a disposizione di questi lavoratori: un risultato importante, ottenuto grazie alla disponibilità delle Ferrovie del Sud Est, l’unica società del trasporto pubblico che si è resa disponibile a modificare le tratte e gli orari dei propri mezzi per adeguarli ai turni del personale.
Considero una grossa soddisfazione essere riusciti ad andare incontro a delle giuste esigenze che accomunano tanti lavoratori. Garantire loro di viaggiare con più sicurezza e tranquillità, non ha prezzo. Ma anche contribuire alla considerevole riduzione dell’impatto ambientale provocato da centinaia di autovetture che percorrono quei tratti di strada ogni giorno non è cosa di poco conto.

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Domani l’inaugurazione dell’area per gli amici a quattro zampe

Domani 2 giugno al centro commerciale Mongolfiera si inaugurerà una nuova area dog. Si tratta di una zona in cui gli amici a quattro zampe possono trovare accoglienza mentre i loro padroni sono intenti a fare la spesa. La nuova area #mifido è stata curata dall’associazione “Time4dog” ed è stata fortemente voluta dal direttore del centro commerciale Stefano D’Errico. “Nel nostro centro commerciale gli animali sono da sempre benvenuti. Con questa nuova zona vogliamo offrire ai loro padroni un servizio in più, affinché possano portare con loro gli amici a quattro zampe anche a fare spese”.
Durante l’inaugurazione si terranno delle dimostrazioni di dog obbedience e avviamento allo sport dei cani, a cura degli educatori cinofili Francesco Solare e Andrea Forte.

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Visionarie affabulazioni convivono in un libro dal fascino onirico in cui il rimembrare è un intreccio di personaggi che viaggiano in carrozzoni fiabeschi tra intagli di tempo e girotondi mistici dalle movenze sufiche. Un inno alla fantasia che custodisce canti di passioni nel sortilegio del segreto. 

Il nuovo libro di Pierfranco Bruni “Il sortilegio della speranza”, edito da Tabula Fati, seduce nell’alchimia di un silenzio rivelante e nella concezione di letteratura come coscienza del tragico esistere. Non consolazione, illusione o evasione, bensì consapevolezza dell’ineluttabilità del sogno e del mistero. “La fantasia è la vita e la vita se non è fantasia è un giocattolo che non serve più” recita Pierfranco Bruni riecheggiando le parole dell’amato Corrado Alvaro: “La favola della vita mi interessa più della vita stessa”.
Sapori di Calabria bagnano il mare della Magna Grecia colorando di Oriente la terra promessa riflessa tra maree di pensiero nelle erranze di una geografia dello spirito. Scavi di epoche si avvicendano a personaggi storico-letterari in un alchemico girotondo di danze intorno al falò della memoria. Un ballo circolare in cui eroi e antieroi si scontrano e si confrontano guidati dalla invisibile mano dell’autore che, da abile burattinaio, muove i fili della sua esistenza in un ordito dai toni fanciulleschi, atmosfere infantili e consapevolezze vissute.
Tagli nostalgici abitano frammenti di spazio vissuti nell’infanzia del ricordo, quando in via Carmelitani la palla rotolava tra i confini di un giardino bagnato da gocce di fontana in un tempo in cui il calore dell’abbraccio di madre si dissolveva nella fiaba del destino. Un calore, che come ricorda l’autore, è sommità. Infinitudine di un istante dal sapore di eterno.
Solitudini nel gioco delle nostalgie che hanno movenze di fiaba in un viaggio che è “sempre accanto” e “sempre dentro” quel bosco le cui oscurità illuminano spiragli di speranza.
Chiara e Filippo, Stelakian e Garcia… Coppie di amanti innamorati nell’amore che familiarizzano con personaggi usciti dalle pagine del Gattopardo, in uno spazio temporale che oscilla tra la contemporaneità e il Risorgimento, tra labirinti di fantasia ed essenze d’anima. Personaggi sublimati nei confini di un’immagine metafisica, rivissuti dalla mai scontata penna di Pierfranco Bruni, innovatore e rinnovatore della tradizione dei linguaggi.
La magara, lo sciamano, la principessa, il pirata. La danzatrice di tango che sventola ventagli di ricordi. Il vecchio dalla barba bianca che sottolinea l’implacabilità di un tempo ormai trascorso e che mai più sarà. Protagonisti di un teatro del grottesco che si muovono come sfere impazzite nella contemplazione del ricordo dell’autore e che ritrovano il vagheggiato ordine soltanto nella consapevolezza dell’imprescindibilità del caos. Sullo sfondo la straordinarietà di un amore che si specchia nei lineamenti immortali della dea Calipso e nelle epiche onde del navigante Odisseo, per risolversi nella cognizione che è l’amare stesso ad aprire le porte all’immortalità.

Un libro che parla all’anima tra soffi di mito e venti di sogno, nella mistica magia di una sublime spiritualità… oltre la Porta degli Angeli.

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Visionarie affabulazioni convivono in un libro dal fascino onirico in cui il rimembrare è un intreccio di personaggi che viaggiano in carrozzoni fiabeschi tra intagli di tempo e girotondi mistici dalle movenze sufiche. Un inno alla fantasia che custodisce canti di passioni nel sortilegio del segreto. 

Il nuovo libro di Pierfranco Bruni “Il sortilegio della speranza”, edito da Tabula Fati, seduce nell’alchimia di un silenzio rivelante e nella concezione di letteratura come coscienza del tragico esistere. Non consolazione, illusione o evasione, bensì consapevolezza dell’ineluttabilità del sogno e del mistero. “La fantasia è la vita e la vita se non è fantasia è un giocattolo che non serve più” recita Pierfranco Bruni riecheggiando le parole dell’amato Corrado Alvaro: “La favola della vita mi interessa più della vita stessa”.
Sapori di Calabria bagnano il mare della Magna Grecia colorando di Oriente la terra promessa riflessa tra maree di pensiero nelle erranze di una geografia dello spirito. Scavi di epoche si avvicendano a personaggi storico-letterari in un alchemico girotondo di danze intorno al falò della memoria. Un ballo circolare in cui eroi e antieroi si scontrano e si confrontano guidati dalla invisibile mano dell’autore che, da abile burattinaio, muove i fili della sua esistenza in un ordito dai toni fanciulleschi, atmosfere infantili e consapevolezze vissute.
Tagli nostalgici abitano frammenti di spazio vissuti nell’infanzia del ricordo, quando in via Carmelitani la palla rotolava tra i confini di un giardino bagnato da gocce di fontana in un tempo in cui il calore dell’abbraccio di madre si dissolveva nella fiaba del destino. Un calore, che come ricorda l’autore, è sommità. Infinitudine di un istante dal sapore di eterno.
Solitudini nel gioco delle nostalgie che hanno movenze di fiaba in un viaggio che è “sempre accanto” e “sempre dentro” quel bosco le cui oscurità illuminano spiragli di speranza.
Chiara e Filippo, Stelakian e Garcia… Coppie di amanti innamorati nell’amore che familiarizzano con personaggi usciti dalle pagine del Gattopardo, in uno spazio temporale che oscilla tra la contemporaneità e il Risorgimento, tra labirinti di fantasia ed essenze d’anima. Personaggi sublimati nei confini di un’immagine metafisica, rivissuti dalla mai scontata penna di Pierfranco Bruni, innovatore e rinnovatore della tradizione dei linguaggi.
La magara, lo sciamano, la principessa, il pirata. La danzatrice di tango che sventola ventagli di ricordi. Il vecchio dalla barba bianca che sottolinea l’implacabilità di un tempo ormai trascorso e che mai più sarà. Protagonisti di un teatro del grottesco che si muovono come sfere impazzite nella contemplazione del ricordo dell’autore e che ritrovano il vagheggiato ordine soltanto nella consapevolezza dell’imprescindibilità del caos. Sullo sfondo la straordinarietà di un amore che si specchia nei lineamenti immortali della dea Calipso e nelle epiche onde del navigante Odisseo, per risolversi nella cognizione che è l’amare stesso ad aprire le porte all’immortalità.

Un libro che parla all’anima tra soffi di mito e venti di sogno, nella mistica magia di una sublime spiritualità… oltre la Porta degli Angeli.

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La Civica Scuola di Musica “Arcangelo Corelli” in concomitanza con la 15^ Edizione dei Seminari di Interpretazione Chitaristica tenuti dai maestri Antonio Rugolo e Frédéric Zigante, presenta in concerto il nuovo cd del Quartetto Santórsola formato dai chitarristi Antonio Rugolo, Angelo Gillo, Vincenzo Zecca e Livio Grasso; appena pubblicato dalla prestigiosa etichetta discografica Brilliant Classics, distribuito in 40 Paesi e diffuso anche in formato digitale su tutte le piattaforme musicali online del Mondo (Spotify, Deezer, Tidal, iTunes, Amazon ecc).
Il cd contiene musica scritta per quattro chitarre dal noto compositore italiano Angelo Gilardino, e include brani appositamente scritti per il quartetto, che omaggia con il suo nome il grande compositore pugliese Guido Santórsola, autore di meravigliose pagine scritte per quartetto di chitarre, tra le quali una chitarra “soprano” ed una chitarra ad 8 corde. L’ensemble intende infatti valorizzare e promuovere il patrimonio musicale di qualità italiano e della Puglia in particolare.
Sabato 1 giugno 2019, ore 19.30 – Ingresso libero, ex Convento di S. Chiara, via Vittorio Emanuele 119, Castellaneta (TA)

 

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Grottaglie - Può un sogno diventare realtà? È tutto quello che l’Associazione ha cercato di trasmettere ai presenti in questo primo Appuntamento.

Una serata che ha visto protagonista la città di “Grottaglie” nella sua interezza: Geologica, Antropologica, Storica e Artistica nelle figure del presidente Francesco Quaranta e gli esperti Eugenio Casavola e Arcangelo Fornaro, abilmente introdotti da Vincenzo D’Alò e allietata dalle piacevoli note del M° Carmine Fanigliulo.
Location dell’Evento l’accogliente Auditorium del Liceo Artistico “V. Calò” presenti le autorità locali nella figura dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Blasi e i padroni di casa M. Teresa Greco e docenti della Scuola e i cittadini della città, graditi ospiti.
Tutto ciò si è concretato in precedenza grazie all’idea di collaborazione tra l’Associazione Artistica Culturale Art E, il Comune di Grottaglie e il Liceo Artistico “V. Calò” in previsione degli Eventi Culturali legati a GROTTAGLIE 2020 eletta “Città dello Sport”.
Associazione Art E è così composta:  Pasquale Chianura, Vincenzo D’Alò, Francesco D’Elia, Nunzio Dello Iacovo, Ciro De Summa, Maria Cristina De Vita, Arcangelo Fornaro, Domenico Galeone, Franco Liuzzi, Saverio Liuzzi, Chiara Loscialpo, Vitaliano Mancino, Antonio Mannaro, Pio Mazza, Francesco Quaranta, Giovanni Spagnulo.
L’Evento si è svolto attraverso il “Raccontare la Storia… geologica del Territorio di Grottaglie, le “vie d’acqua” che lo caratterizzavano e gli insediamenti umani del Casal Grande e del Casal Piccolo del centro storico…la costruzione a più tappe del Castello e della sua cinta…” eloquentemente raccontato da due esperti Eugenio Casavola, geologo, speleologo e Arcangelo Fornaro, ricercatore in storia antica e archeologia.
Loro, ci hanno saputo far volare con “le ali del tempo” attraverso le parole e l’ausilio visivo di diapositive, ma più di tutto dall’interessante plastico del Territorio di Grottaglie in scala 1:10.000, realizzato da alcuni soci dell’Associazione Art E facendoci sentire “orgogliosi e fieri” di far parte di questa meravigliosa e inedita città.
Alla fine, si è presentato l’ardito e affascinante Progetto del plastico di via La Pesa scala 1:20, anch’esso realizzato dai soci, con uno studio Artistico di come si potrebbe interpretare la ripida “scalinata” che unisce la suddetta via La Pesa con via Crispi, dando un colpo d’occhio storico-artistico delle antiche “vie d’acqua” interpretato attraverso la nostra bellissima e colorata Ceramica, che sicuramente renderebbe spettacolare e affascinante il percorso delle scale. E ancora, la proposta di realizzare 21 “pittaggi” in ceramica da artigiani ceramisti grottagliesi che richiamano i vecchi Rioni di Grottaglie con riferimento alle 21 chiesette situate dentro le vecchie mura della città.
L’intento che quest’Associazione si propone, è quello di “dare vita” a un impegno diffuso per una forte “partecipazione” da parte della collettività affinché sia definito un quadro che dia priorità alla “cura” del patrimonio culturale e Artistico del Territorio con i seguenti obiettivi:
• Per un interesse condiviso dei Beni Culturali e Artistici esistenti nel Territorio, che ne affermi la priorità nello sviluppo culturale della nostra Grottaglie.
• Per raccontare, tramandare e far apprezzare alle generazioni future la Storia della nostra terra.
• Per affermare il valore e la tutela dei Beni Culturali e Artistici, valorizzandoli e favorendone la sua conservazione.
• Per garantire la giusta qualificazione identitaria dei luoghi Patrimonio Culturale e Artistico della nostra città.
Come scrisse Proust “ La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli”.

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Oraquadra è un giornale on-line con autorizzazione del Tribunale di Taranto del 6 dicembre 2011, iscrizione registro dei giornali e periodici n.11/2011.

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