Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 17 Giugno 2019

Sabato 15 Giugno presso il teatro Monticello di Grottaglie e domenica 16 Giugno presso il teatro comunale di Carosino, gli Aretè con la straordinaria partecipazione di Graziano Galatone, hanno portato in scena uno spettacolo scoppiettante, in un susseguirsi di stralci tratti da vari Musical che hanno fatto la storia del genere, non solo nel panorama nazionale ma anche internazionale.

Il pubblico ha accolto con entusiasmo ACTION! IT’S A MUSICAL, lo spettacolo che in un turbinio di emozioni ha meravigliato e divertito tutti: grandi e piccini!
Guest Star delle due serate è stato l’artista poliedrico, Graziano Galatone, Febo in Notre Dame de Paris, che con la sua voce travolgente ha trascinato il pubblico, il quale pieno di ammirazione lo ha accompagnato nelle sue esibizioni, cantando e battendo le mani a ritmo di musica.
Interessanti le performance degli Aretè che attraverso il filo conduttore della nascita e dell’evolversi del genere musical, si sono esibiti sul palco con maestria e giovialità.
Il sodalizio tra gli Aretè e Graziano Galatone, sembra non esser finito, perché sul palco l’attore ha lasciato trapelare un’altra sua presenza in terra di Grottaglie che lo vedrà presto protagonista in un concerto, in data da destinarsi, in una location suggestiva e …..all’aperto!

 

di seguito il video servizio realizzato dalla giornalista/direttore del giornale on line www.oraquadra.info, Lilli D'Amicis.
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Il mio maestro. Un amico di antica data tra impegno letterario e un dialogare tra anni antichi. Franco Zeffirelli. Ha portato nel cinema l'estetica. Sulla scena la bellezza. Non solo un grande regista. Una personalità che aveva saputo leggere la Storia del Mediterraneo grazie al sacro. Il suo Gesù ha il segno del Mediterraneo nella profezia dello sguardo. Lo conoscevo molto bene. Mi ha fatto capire il linguaggio del santo e dello sciamano, il rito della mitologia e i riti cristiani. La nostra città di incontro fu Roma. Ma venne a trovarmi con Francesco Grisi più volte a Taranto.

A Taranto passeggiando con Franco Zeffirelli, morto il 15 giugno, era sempre un approdare "pezzi" di grecitá che pur pensando di conoscere restavano ignoti nei dettagli. Sapeva cogliere i dettagli che non significa raccogliere i particolari. Ma l'anima di mito o il silenzio del sacro in una relazione. Venne a Taranto diverse volte. Io allora ero assessore e vice presidente della provincia di Taranto. Non partecipò al Magna Grecia Festival di quegli anni, ovvero 1995 - 1999. Ma fu quello che seppe fondere nella mia idea l'intreccio tra gli dei
greci e il Cristo mediterraneo. Taranto l'ha vissuta non come la Magna Grecia. Bensì come la Grecitá oltre, o meglio la Grecitá tra i Mediterranei e gli Adriatici.
Seppe guardare al mito delle donne greche di Taranto con la seduzione del mare e degli scogli.
Ebbi modo di incontrarlo tante volte tra Taranto e Lecce, tra Ionio e Salento. Era il 1998. In una straordinaria serata estiva nella Lecce barocca intervistai in una bella piazza Franco Zeffirelli.  Molto amico di Pinuccio Tatarella e della cara Adriana Poli Bortone. Più che una intervista fu un colloquiare tra esperienze e conoscenze, tra cultura e fede.
Al centro l'antropologia della cristianità e l'umanesimo della letteratura in una discussione sulla bellezza e sul viaggiare.  Già precedentemente avevamo intrapreso il nostro discutere sulla necessità di dare un senso all'essere mediterraneo in un convegno di due anni prima ad Agrigento e a Siracusa. Parlammo di mediterraneo come antichi amici e profondi conoscitori della grecitá tra i miti e gli archetipi. Ma Franco era un maestro. Lanciò allora l'idea di un Mediterraneo senza spargimento di spazi meridiani. Un suggerimento interessante che proveniva dal suo approfondimento cristiano sia su Gesù che su San Francesco d'Assisi.
Il punto della sua proposta culturale era proprio qui. La cultura può ritrovare il suo senso se le civiltà riscoprono gli orizzonti delle radici.
Le radici sono il vero radicamento dei popoli, i quali vivono e resistono al moderno grazie alla tradizione.
Concetti dentro il pensiero di progetto non solo culturale e politico alto ma di un Progetto Uomo.  Zeffirelli sapeva guardare a ciò che sta davanti a noi e non a ciò che abbiamo alle spalle. Ciò che è davanti a noi, sosteneva, esiste in quanto la Ragione fondante di tutto si chiama Memoria.  Tra Agrigento e Lecce pensammo di creare i "Luoghi del mito". Perché sono i luoghi che fanno le civiltà e danno voce ai popoli come Antropos.  Ci incontrammo tante altre volte a Roma e a Firenze. Il Mediterraneo era diventato il Cerchio del nostro labirinto. E il cinema o il teatro o la scena o il palco? Avevano senso.  I processi culturali non nascono. Si creano. Questo era il punto fermo e il riferimento. Il suo Gesù resta il l'umanitas nella chora delle identità che si richiamano alle sole e uniche voci del nostro abitare lan vita con la bellezza.
Ecco. Era la bellezza il porto. Il porto da raggiungere era appunto la bellezza. Bisognava orientare oltre lo sradicamento, oltre qualsiasi segno di spaesamento. Gesù ci conduce alla Bellezza porto, spesso mi sottolineava.  La continuità era l'opera di Francesco. Il suo essere mediterraneo partiva proprio dal deserto cristiano.
La Puglia e la Sicilia diventavano con lui immaginario cinematografico e teatrale.  Il suo tempo lo ha vissuto dentro questo universo e universalismo in cui l'età delle civiltà si attraversavano snocciolando il sacro e il mito.  Poneva sempre come legame questi due modelli. Dio - Cristo e gli dei - grecitá.
Aveva anticipato ciò che Vico aveva profetizzato. Una metafisica del tempo come metafisica dell'anima.  Un grande maestro. Un maestro vero. Un amico che chiedeva di restare nella bellezza. Un amico! Un amico che seppe raccogliere i dettagli di una Magna Grecia oltre la stessa archeologia. Mi insegnò a dialogare con i frammenti. Soltanto dai frammenti potrai capire la Storia della grecitá di Taranto, ebbe a dirmi. Ha ragione ancora oggi. Era nato il 12 febbraio del 1923 a Firenze. É morto nella sua città il 15 giugno del 2019.  Una storia che é l'intreccio tra cinema, teatro, televisione e letteratura.
Le sue regie da "Camping" del 1957 a "Un giorno insieme" del 1965 e attraversando "La bisbetica domata" del 1967, "Romeo e Giulietta" del 1968, a "Fratello sole, sorella luna" del 1972, "Il campione" del 1979 e poi "La traviata" del 1983 a "Otello" del 1986, "Il giovane Toscanini" del1988. Nel 1990 arriva "Amleto" e tre anni dopo "Storia di una capinera". Mentre nel 1999 "Un tè con Mussolini".
Numerosi i cortometraggi, sceneggiati, da sceneggiatore, lavori per la televisione come l’adattamento de "La Bohème" del 1965, "Otello" del 1976 e la miniserie "Gesù di Nazareth" del 1977. Nel 1982 arriva il film per la tv "Cavalleria rusticana" e nel 1986 "Cosi è: se vi pare", un anno dopo il suo "Turandot" e 2002 "La Traviata". Un maestro tra cinema e la grande Opera. Una letteratura cinematografica che è un inciso indelebile. Un viaggio nella metafisica del sacro che nasce nel canto greco. Appunto nella grecitá i temi e i percorsi delle civiltà hanno sempre vissuto in una antropologia della scena. Un amico nella letteratura e nella scena della vita.

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Domenica 16 Giugno, presso la sede comunale di Palazzo Tanzarella, è stata inaugurata una Mostra di pittura organizzata dalla Associazione “Espressioni d’Arte”con la presenza di due pittori già noti nel nostro territorio: Luigi Casale e Giuseppe Roma. Gli artisti oltre a operare per le tante iniziative organizzate dall’Associazione Ostunese, sono stati protagonisti in numerose mostre ed eventi anche a livello nazionale ricevendo oltre ad un successo di pubblico ampi riconoscimenti da parte di critici riconosciuti. Le opere esposte toccano diverse tematiche e sono in prevalenza paesaggi della nostra terra. La mostra resterà aperta tutti i giorni fino a domenica 23 Giugno.

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Partirà ufficialmente con il prossimo anno accademico, a Taranto, il Corso di Laurea Magistrale in “Scienze e Tecniche dello Sport per il Turismo”.

Si dà così concreta attuazione ad una norma contenuta nel bilancio regionale e introdotta grazie a un mio emendamento (sottoscritto anche dai colleghi consiglieri della provincia di Taranto), che stanzia complessivamente 300.000 euro per tre anni destinati a finanziare 2 posti da ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, che svolgeranno un progetto di ricerca sulle strategie metodologiche e didattiche necessarie per la diffusione della pratica sportiva nell’ambito dei servizi turistici.

Si tratta di una misura molto importante, alla quale tengo molto, che da un lato ribadisce la ormai solida collaborazione tra la Regione Puglia e l’Università finalizzata a offrire servizi didattici sempre più innovativi e rispondenti alle reali esigenze del territorio, e dall’altro individua nella pratica sportiva un validissimo strumento eco-sostenibile per attrarre turismo in Puglia e, in particolare, nell’area jonica, dando così un significativo contributo allo sviluppo del territorio.

In tal senso gli esiti del progetto di ricerca che sarà condotto dall’Università nei prossimi anni potranno certamente rappresentare una valida base di partenza per implementare, nella provincia di Taranto, l’offerta sportivo-turistica per le varie fasce di età o tipologie di utenza, valutandone anche l’impatto in termini di efficacia socioeconomica sul sistema turismo.

Sotto altro profilo, questo nuovo Corso di Laurea Magistrale rappresenterà una valida opportunità per i nostri giovani che potranno così completare a Taranto il loro percorso di studi, specializzandosi in un ambito che potrà certamente dare, nel prossimo futuro, importanti prospettive in termini occupazionali acquisendo competenze preziose sull’importanza del binomio sport/turismo.

Sono molto soddisfatto per l’esito positivo di questa iniziativa anche perché, sono fermamente convinto, possano altresì scaturirne importanti ricadute in termini di sviluppo economico per il territorio jonico.

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Un nuovo e importante traguardo per il film di Valerio Manisi, “Vivi la vita”, girato in Puglia, nel comune di Grottaglie, e nelle zone marine di Taranto, con il celebre attore Alvaro Vitali.

Il film, distintosi già anche in India, dov’è finalista al Calcutta International Cult Film Festival, e in un’altra decina di festival cinematografici (Festival del Cinema Europeo, River Film Festival, ecc.), raggiunge oggi un importante traguardo con l’ufficializzazione della sua presenza ad uno dei più importanti festival di qualità e prestigio di cinema internazionale: l’Ischia Film Festival. Tra oltre 700 film dal mondo proposti, “Vivi la vita” è ufficialmente in concorso, ed entra a far parte di uno dei cinque film italiani candidati, in una rosa di quattordici opere provenienti da tutto il mondo.

“Siamo emozionati ed orgogliosi di questo risultato” commenta Manisi “e di rappresentare la nostra terra in un festival d’interesse internazionale, che si svolgerà sulla magnifica isola d'Ischia, al largo di Napoli, all’interno del particolarissimo Castello Aragonese. L’IFF è festival attento in particolar modo alla capacità di un film di mettere in risalto le bellezze e le realtà artistiche, architettoniche, culturali e rupestri di un territorio. E penso che noi, con quest’opera, lo abbiamo fatto.”

La presentazione del film si svolgerà venerdì 5 luglio, alle ore 20:45, presso la meravigliosa Cattedrale dall’Assunta, nel Castello Aragonese dell’isola d’Ischia. La programmazione intitolata “Parliamo di Cinema”, avverrà con la presenza dell’attore Alvaro Vitali e del regista e sceneggiatore del film Valerio Manisi.

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Il Centro Servizi Volontariato di Taranto organizza un seminario per conoscere le interessanti opportunità e i “limiti” della co-progettazione, una forma di partnership tra pubblica amministrazione e soggetti del privato sociale.

Introdotta nel nostro ordinamento con l’approvazione del Codice del terzo settore (D.lgs. 117/2017), la co-progettazione è ispirata alla collaborazione e alla valorizzazione delle competenze e delle risorse della comunità locale, in una logica che tende a integrare il tradizionale rapporto committente-fornitore.

 

Il seminario formativo è rivolto ai volontari degli Enti del Terzo settore, con particolare riguardo alle Organizzazioni di Volontariato, ed ha come obiettivo la presentazione dello strumento della co-progettazione in tutte le sue potenzialità, partendo dal suo rigoroso inquadramento normativo, allo scopo di valutarne opportunità e limiti nell’applicazione concreta.

L’iniziativa si terrà, dalle ore 16.00 alle ore 19.00 di martedì 18 giugno, presso la Lumsa, in piazza Santa Rita a Taranto; la partecipazione è gratuita e richiede solo la compilazione online della scheda d’iscrizione sul sito www.csvtaranto.it.

Il seminario sarà tenuto Piero D’Argento, componente del Consiglio nazionale del Terzo settore, istituito ai sensi dell’art. 58 del D.lgs. 117/2017 Codice del Terzo Settore; esperto formatore, Piero D’Argento insegna “Organizzazione e programmazione dei servizi” nel Corso di laurea magistrale in “Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali” della LUMSA di Taranto.

 

La co-progettazione, già ampiamente diffusa in tante esperienze territoriali nel nostro Paese, ha incontrato l’attenzione crescente di organizzazioni del Terzo settore, interessate a sviluppare con spirito collaborativo forme di integrazione dell’intervento pubblico in settori come il welfare, ma anche in altri servizi di interesse generale, quali ad esempio la cultura o lo sviluppo locale.

È uno strumento che va utilizzato in modo consapevole e adeguato, rispetto agli obiettivi dell’intervento. Sulla materia sono intervenute diverse istituzioni organizzazioni e autorità pubbliche, l’Associazione Nazionale dei Comuni (ANCI), l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e la Corte dei Conti, stimolando un forte dibattito nazionale tra esperti sul significato più autentico e coerente dell’innovativa procedura introdotta dal Codice.

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Martedì 18 giugno esce Mondo dentro, il nuovo album dei Crifiu, la band salentina che mescola pop e world music, melodie del Mediterraneo e sonorità elettroniche contemporanee. Il disco contiene 13 brani ed è caratterizzato dalle prestigiose collaborazioni con lo scrittore Carlo Lucarelli, con Valerio Jovine della famiglia 99 Posse, con il Canzoniere Grecanico Salentino e con i Sud Sound System, ospiti nella title track con le loro travolgenti incursioni in dialetto e protagonisti con i Crifiu del videoclip girato tra Salento e Grotte di Castellana e disponibile online al link https://youtu.be/rmAVTl9mNYU.

Il videoclip è l’anteprima dell’album, nel quale trovano casa incursioni rap e hip hop, sperimentazioni sonore ed effettistiche, flow ispirati e mai banali, tradizione mediterranea, ritmiche dell’Africa e sfumature di Cumbia sudamericana. Tutti elementi che disegnano l’identità riconoscibile dei Crifiu, mantenendone freschezza e intuizione, per affrescare nuovi orizzonti e cercare strade inesplorate. Per la produzione artistica, Andrea Pasca (voce), Luigi De Pauli (chitarre e synth), Sandro De Pauli (fiati e programmazioni) ed Enrico Quirino (batteria acustica ed elettronica) sono stati affiancati da Arcangelo Kaba Cavazzuti (già musicista di Vasco Rossi e Biagio Antonacci ed ex produttore di Modena City Ramblers, Massimo Volume e tanti altri). Il disco, prodotto da Dilino’, è distribuito da Believe per il digitale e da Self per il supporto fisico.

 

L’album verrà presentato ufficialmente il giorno dell’uscita, martedì 18 giugno, alla Feltrinelli di Bari (ore 18.30) con uno showcase che verrà replicato il giorno dopo, mercoledì 19 giugno, alla Feltrinelli di Lecce (ore 18.30), mentre il concerto di presentazione è in programma, sempre a Lecce, nel Cantiere, giovedì 20 giugno (ore 21).

 

Mondo Dentro è un album maturo e, al tempo stesso, nuovo, con un sentiero comune nelle sue tracce, ma diverse nei contenuti, nella musicalità e nel carattere. Una sorta di concept costruito intorno al tema del desiderio, inteso come vocazione, talento e aspirazione. “Perché per tornare a splendere - spiegano i Crifiu - bisogna ritrovare la strada perduta partendo dalle proprie inclinazioni e aspirazioni, il filo di Arianna da seguire per poter uscire dal labirinto dello smarrimento e tornare alla luce, nonostante i tempi e le difficoltà”. Desiderio è “fissare le stelle”, “volgersi verso ciò che non si ha”. E fissare le stelle è quello che ci rese uomini, come indica la parola greca “anthropos” con la quale si indica l’uomo originario capace di “guardare in su”.

 

In Mondo Dentro la band raccoglie l’esperienza maturata in questi anni e i frutti dei precedenti lavori discografici e delle centinaia di concerti in giro per l’Italia e l’Europa e si sintonizza sulla contemporaneità attraversando i tempi che mutano con il proprio stile, la propria dignità e identità, aprendosi alle novità più interessanti dei nostri giorni senza seguire l’estemporaneità di mode effimere e la “viralità” di gusti caduchi. In un tempo in cui si gioca al ribasso e all’immediato, i Crifiu concepiscono un album che sa parlare ai propri giorni e far danzare e riflettere, con testi mai scontati capaci di scandagliare lo spirito, per scendere nel “sottoscala dell’animo” e illuminare il “mondo dentro” che è in ognuno di noi, sotterraneo e pullulante di creatività, vocazione e talento, e portarlo “a spasso, là fuori nel mondo”.

 

Il disco si apre con l’invito corale “Eppure_ L’Italia va avanti” per virare subito sul groove e i ritmi ballabili di “In Movimento”, brano che precede “Mondo Dentro”, guida concettuale dell’intero album, con i Crifiu affiancati dai Sud Sound System. Quindi, i temi del dialogo e dell’epocale questione migratoria in “Eva era Nera”, un pezzo nel quale il pop incontra le ritmiche africane. E di incontro tra culture parla “Ogni angolo è un mondo” che vede la partecipazione di Valerio Jovine, il poliedrico cantante della famiglia dei 99 Posse e voce reggae-soul tra le più importanti della scena napoletana. È, invece, un viaggio onirico dal sapore mediterraneo “Come la prima volta”, con una scrittura che attinge dalla migliore tradizione del realismo magico tra Europa, Africa e Medio Oriente, tra i profumi de Le Mille e Una Notte e i suoni di uno stadio in festa, mentre Gesù e Allah si passano la palla e vanno in gol. E parla di uno dei mali del nostro tempo, l’instabilità lavorativa e dei rapporti umani, il brano “Precario”. Si balla con “Non finirà_La Cumbia dell’Estate”, brano potente e dal sapore caraibico, nel quale uno dei generi tradizionali più conosciuto al mondo, la Cumbia, per l’appunto, viene declinata nello stile della band in un affresco di sensazioni, impressioni e immagini di un Sud capace di dialogare col resto del mondo.

Il disco prosegue con altre due importanti collaborazioni. C’è, infatti, la voce dello scrittore Carlo Lucarelli in “Io Posso”, canzone che nasce dall’invito dell’associazione 2HE a realizzare un brano per sostenere l’omonimo progetto “Io Posso” e lo spirito dell’iniziativa sociale “La Terrazza – Tutti al mare!” attraverso il quale si è realizzato nel Salento (a San Foca) il primo lido attrezzato in Italia per persone affette da Sla. Progetto che ha portato il suo ideatore, Gaetano Fuso, a ricevere il Cavalierato della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella. Quindi, il Canzoniere Grecanico Salentino, decretato il miglior gruppo di world music al mondo dai Songlines Music Awards 2018, è presente nella canzone “L’Universo”, nella quale il Salento suona in maniera inedita nell’originale combinazione tra tradizione e pop mediterraneo contemporaneo.

Ancora più a Sud, in Nord Africa, i Crifiu sono andati a pescare i ritmi tribali e ancestrali di “Fake”, chiaro riferimento alla mistificazione dei social e alla distorsione della realtà. E se “Il Clown di Aleppo” è un canto di speranza ispirato alla storia di Anas, il giovane volontario siriano vestito da pagliaccio e rimasto ad Aleppo nonostante la guerra in Siria per regalare un sorriso ai bambini, finendo lui stesso vittima dei bombardamenti, “Tutte le strade portano a mare”, brano che chiude l’album, è un inno alla Bellezza, un invito a difendere l’ambiente e custodire la vita.

 

Altra novità di questo disco è il lavoro grafico e artistico compiuto sul booklet. Il collettivo artistico Ma.Pa ha prestato la sua tecnica di acquerelli e pastelli per mettere in immagini il concept dell’album. Il manifesto interno al cd, aprendosi gradualmente, svela il “mondo dentro” del disco in una serie di immagini e simboli che rappresentano una sorta di “sogno manifesto”. Ogni immagine evoca, infatti, un brano del disco. E insieme si raccordano, con un lavoro ideativo nel quale la band è stata coinvolta con il collettivo e il responsabile della grafica, per realizzare un prodotto unico capace di dare valore al cd non più come semplice supporto fonografico ma come vera e propria opera completa nella quale musica, arte, grafica e parole si fondono in un tutt’uno.

Prime presentazioni:

 

18 giugno – BARI - Instore FELTRINELLI

19 giugno – LECCE – Instore FELTRINELLI

20 giugno – LECCE – Concerto di Presentazione Ufficiale – Cantiere

22 giugno – PAVIA – Africando Festival

24 giugno – LEQUILE (LE) – Largo S. Vito – Festa Patronale

6 luglio – NARDO’ (LE) – Parco Raho

10 luglio – SAN FOCA (LE) – La Terrazza – Incontro per IO POSSO

4 agosto – SAN MARZANO DI SAN GIUSEPPE (TA) – Med Festival

8 agosto – CAMPANA (CS) – Campo Sportivo

10 agosto – VINCHIATURO (CB) – Notte Bianca

11 agosto – GALLIPOLI (LE) – Piazza Tellini

15 agosto – CASTRO (LE)

 

 

Breve Biografia

 

I Crifiu sono una band salentina formata da Andrea Pasca (voce), Luigi De Pauli (chitarre e synth), Sandro De Pauli (fiati e programmazioni), Enrico Quirino (batteria acustica ed elettronica).

 

La band dall’originale identità sonora (un incontro tra pop, rock, elettronica, world music e melodie mediterranee) pubblica nel 2012 il primo album Cuori e Confini (Dilinò/Godfellas), con la produzione artistica di Arcangelo Kaba Cavazzuti, noto produttore italiano. Il disco si rivela subito un vero successo di pubblico e di critica tanto che, a pochi mesi dall’uscita ufficiale, si provvede già alla sua prima ristampa e porta i Crifiu in giro con un tour ricco di concerti. Il singolo Rock & Raï (con ospite Nandu Popu dei Sud Sound System), sintesi dell’intero disco, è presto un brano di portata popolare, conosciuto e cantato dal pubblico di tutta Italia e il cui videoclip ufficiale, girato tra il Marocco e il Salento, vanta quasi tre milioni di visualizzazioni. Salgono sul palco del Primo Maggio di Roma 2013 aggiudicandosi il Primo Posto all’1mfestival collegato al Concertone. Nel 2014 Al di là delle nuvole, che vede ospiti i BoomdaBash, si conferma come nuovo successo radiofonico e viene presentato sul palco del Primo Maggio di Roma 2014, dove la band è invitata nel cast ufficiale. Nella primavera del 2015 i CRIFIU pubblicano il nuovo singolo Un’estate così una nuova hit estiva che rivela un’ulteriore maturazione della band tra citazioni letterarie, Mediterraneo, pop e world music e che preannuncia il nuovo lavoro discografico pubblicato nell’Ottobre 2015 con la produzione artistica di Arcangelo Kaba Cavazzuti: il nuovo album A un passo da te (Dilinò/Self) è il disco che conferma la maturità e, al tempo stesso, la freschezza e l’orginalità di suoni ed idee della band salentina, inaugurando tour nazionali nei maggiori cartelloni e con un pubblico sotto il palco e nelle piazze sempre più numeroso che segue la band e attende le sue nuove uscite. Arrivano così, estratti dall’album, i singoli e videoclip A un passo da te (title-track e brano di presentazione dell’album), Ora et Labora (sul mondo del lavoro), Non fermare mai (dove la storica nevicata sul Salento del gennaio 2017 fa da scenario naturale al videoclip suscitando un grande interesse tra media e social network, meteo e tg nazionali). Un album che vanta la partecipazione, tra gli altri, della sezione fiati di Manu Chao. I Crifiu partecipano ai maggiori festival internazionali da Cracovia allo Sziget Festival di Budapest, da Collisioni a Mundus e, inoltre, vantano numerose collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, condividendo palco e retropalco con artisti come Asian Dub Foundation, Mannarino, Caparezza, Vinicio Capossela, Max Gazzè, Massilia Sound System, Modena City Ramblers, Sud Sound System, Il Teatro degli Orrori, Fabri Fibra e tanti altri.

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I giganti del ritmo analizzati e raccontati da Enzo Lanzo, percussionista tarantino dalla trentennale attività artistica e didattica, autore del libro «La batteria jazz, strumento per…tamburi e griot»: un viaggio attraverso i grandi della musica afro-americana che hanno rivoluzionato il jazz drumming. Il volume, edito dalla casa editrice Diastema di Treviso, viene presentato martedì 18 giugno, alle ore 15.30, a Lecce, nel Dipartimento di Musica Jazz del Conservatorio “Tito Schipa”, dove saranno presenti l’autore e il responsabile dell'evento, il coordinatore del dipartimento, Luigi Bubbico.

Introdotto nel mondo del jazz da Enrico Rava, Enzo Lanzo - docente di batteria jazz al Conservatorio di Monopoli - ha all’attivo diverse produzioni discografiche a suo nome (“Rondonella Project”, “Totò Jazz”, “Boastful Speeches”, “In The Groove” e “Dweto, The Seagull Welcomes A”), ha portato la sua musica nei cinque continenti e vanta collaborazioni di prestigio con Gianluigi Trovesi, Ernst Reijseger, Stefano Bollani, Rita Marcotulli, David Murray e molti altri artisti di primo piano della scena italiana e internazionale.

Influenzato dai musicisti della tradizione, da Kenny Clarke a Philly Jo Jones, Max Roach e Art Blakey, per arrivare ai contemporanei Roy Haynes e Jack DeJohnette, nella realizzazione di questa pubblicazione, Lanzo ha pensato all’insegnamento ricevuto da un grande pianista, Paul Bley, che durante un seminario in Francia, all’inizio degli anni Novanta, gli suggerì di non domandarsi cosa fosse il linguaggio jazz, ma di trascorrere molte ore ad ascoltare i grandi maestri. Un atteggiamento che era già nelle corde del musicista tarantino. Infatti, «La batteria jazz», libro nel quale Lanzo descrive i luoghi di origine del jazz e il significato di tempo in musica prima di analizzare ventuno assoli di undici batteristi che hanno fatto la storia della musica afro-americana, nasce dall’ascolto diretto dei vinili durante il periodo di apprendistato, nella seconda metà degli anni Ottanta.

Riaperti i cassetti, nei quali erano stati conservati appunti, trascrizioni, idee e riflessioni, Lanzo ha riorganizzato il materiale raccolto e ha deciso, con un libro, di condividere la propria esperienza attraverso l’arte di quei batteristi che in tutti questi anni gli avevano aperto la mente e sentiva più vicini alla propria sensibilità. A partire da William Randolph Cole, meglio noto come Cozy Cole, sideman di Cab Calloway, Teddy Wilson, Lionel Hampton, Benny Carter e molti altri ancora. E poi, Sidney Catlett, batterista dallo stile flessibile che legò il suo nome al gruppo di Benny Goodman e alle All Stars di Louis Armstrong. E Papa Joe Jones, il batterista di Count Basie che rivoluzionò il drum-set. Lanzo affronta anche lo stile potente di Art Blakey, il leggendario fondatore dei Jazz Messengers, e il drumming lirico e all’avanguardia (negli anni Quaranta) di Max Roach, principale contribuente nella definizione del bebop e dell’hard bop. Altri capitoli sono dedicati a Philly Joe Jones, che suonò nei gruppi di Miles Davis, John Coltrane, Art Pepper e Sonny Rollins, a Tony Williams, primo batterista fusion, anche lui alla corte di Davis, e a Elvin Jones e al suo drumming “trasversale”, così in sintonia con lo stile di John Coltrane. Il libro si chiude con i focus su Roy Haynes e il suo drumming dal suono acuto e dal fraseggio rapido, su Jack DeJohnette, che con Gary Peacock continua l’avventura nel longevo trio di Keith Jarrett, e su Ra-Kalam Bob Moses, passato da Charles Mingus a Roland Kirk e Gary Burton sino a Pat Metheny.

Il risultato, come spiega nelle note di copertina il batterista Ettore Fioravanti, tra i nomi di spicco del jazz italiano, è un’opera «che si legge con facilità ma non è per nulla superficiale, proprio perché la profondità della sapienza batteristica di Lanzo s’innesta nella vicenda della sua vita di studioso, appassionato, artista, e il connubio rende poco seriosa la prima e avvincente la seconda».

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