Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Lunedì, 03 Giugno 2019

“La riapertura dell’Aia con l’inserimento della Valutazione di impatto sanitario è un risultato indubbiamente positivo che va capitalizzato al meglio e sul quale Arpa Puglia già da tempo premeva perchè la Vds assumesse un ruolo rilevante all’interno dell’Autorizzazione integrata ambientale. Tanto più se, come sembra, Arpa, finalmente chiamata a svolgere un ruolo primario già nella fase operativa, insieme ad Ares e Asl dovrà lavorare per la valutazione del danno sanitario predittivo ovvero fornire elementi in grado di far capire cosa potrebbe accadere in caso di aumento della produzione di acciaio ad 8 milioni di tonnellate”.
Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia, ha aperto così, giovedì sera, il suo intervento nei locali gremiti de “Le città che vogliamo, ospite insieme al dott. Vittorio Esposito, funzionario Arpa, della stessa associazione e del consigliere regionale Gianni Liviano, fautore dell’iniziativa, che fa seguito a quella con il prof. Giorgio Assennato, tesa a fare il punto sulla situazione ambientale in cui di dibatte la città di Taranto.
“La nostra città - ha esordito Liviano - ha pagato, sta continuando a pagare e, purtroppo, continuerà a pagare un alto tributo di vite umane, soprattutto di bambini e ragazzi. Ultimo esempio in ordine di tempo - ha aggiunto - la morte del giovane Francesco Vaccaro venuto a mancare dopo una lunga battaglia contro una malattia che, alla fine, l’ha sopraffatto. E proprio il suo esempio, il suo motto Arrendersi? Mai!, che dobbiamo fare nostro, devono darci la forza di continuare a lottare, a far sì che la città riscopra il senso di appartenenza tornando ad essere comunità”.
Intanto, l’attualità stringente, oltre a questo nuovo e doloroso lutto, ci consegna la decisione del ministro Costa di riaprire l’Aia nei confronti della ex Ilva valutata positivamente dagli organi scientifici. “Adesso va aperto un confronto strategico e costruttivo”, ha ribadito il direttore generale di Arpa Puglia che poi ha spiegato come i suoi obiettivi, all’interno di Arpa, siano quelli “di lasciare i tecnici autonomi nelle decisioni e di rafforzare il dipartimento di Taranto in ottica di un capitale umano sempre più specializzato” ma anche, e soprattutto, di procedere al più presto “all’assunzione di 146 unità in modo da avere a Taranto il dipartimento più importante della Puglia”. Poi il dott. Bruno ha ricordato come Arpa Puglia sia in trincea anche sul fronte delle discariche, “tema che non va sottovalutato”, e della tutela del mare per la cui emergenza “a breve sarà istituito il Centro regionale del mare con sede a Bari ma con sentinelle su tutto il territorio”. Infine, dopo aver approfondito dati alla mano la qualità dell’aria, Arpa adesso sposterà l’attenzione “su quello che c’è nel sottosuolo. Per fare questo - ha detto Bruno - abbiamo chiesto al commissario per le bonifiche, Corbelli, di poter acquisire i dati in suo possesso. In questa direzione Ispra collaborerà con noi in modo da avere un’approfondita banca dati”.
La serata è stata l’occasione per parlare anche di collinette ecologiche e della questione ospedale San Cataldo la cui realizzazione è prevista a ridosso dell’area della Salina grande posta recentemente sotto sequestro. Argomenti sui quali ha risposto il dott. Esposito. In particolare, sul San Cataldo ha spiegato che “la costruzione avverrà a 400 metri dalla zona inquinata sotto sequestro, una distanza che non crea problemi dal momento che si sposta un recettore dalla fonte inquinante, a mio parere sequestrata sulla base di dati non sufficienti. Ciò non toglie - ha aggiunto - che nel momento in cui si avvieranno i cantieri i lavori di scavo potrebbero far rilevare la presenza di sostanze inquinanti con il relativo blocco dei lavori”.
Per quanto riguarda le collinette ecologiche, “non sarà possibile smontarle per cui si dovrà pensare a interventi di messa in sicurezza. La loro copertura - ha poi concluso - potrebbe non essere sufficiente. Si sta pensando ad un barrieramento idraulico. Comunque siamo in attesa dei nuovi dati”.

“Per ricordare Francesco Vaccaro, il nostro giovane concittadino deceduto a causa di una tremenda malattia, e per portare avanti la sua battaglia contro l’inquinamento e il suo motto "Arrendersi? Mai!!!" , ho deciso di donare tre borse di studio, da 500 euro, a tre ragazzi meritevoli, per un progetto che sarà denominato, appunto, Arrendersi? Mai".
Ad annunciarlo è Gianni Liviano, consigliere regionale, il quale spiega che si tratta “dei soldi a cui ho rinunciato per essermi autosospeso simbolicamente dall’attività in Consiglio regionale come forma di solidarietà nei confronti della professoressa di Palermo (sospesa per non aver vigilato sul lavoro dei suoi studenti che accostava l’emanazione delle leggi razziali nel ‘38 al decreto sicurezza del ministro Salvini) e per tutelare la libertà della scuola dalla politica. Risorse che metto a disposizione di tre ragazzi di Taranto (il regolamento lo renderò pubblico nei prossimi giorni), in ricordo di Francesco e del suo, è ora nostro, motto: Arrendersi? Mai!!!. Francesco è stato un esempio di tenacia, di forza e di dignità che non possiamo disperdere”.

 

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Taranto, 3 giugno 2019 - Sono partiti i lavori di demolizione dell’Altoforno 3 dello stabilimento di Taranto. Le operazioni, previste nel Piano Ambientale, prevedono la sua completa demolizione: al posto dell’AFO 3 verrà installato un impianto di trattamento acque reflue che sarà dedicato agli AFO1, 2 e 4 e sarà progettato in linea con le BAT(Best Available Techniques) e con tutte le normative vigenti. Le attività per la realizzazione dell’impianto partiranno il prossimo settembre e saranno ultimate entro giugno 2020.
Spento dal 1994, l’AFO 3 verrà completamente demolito in due fasi per evitare qualsiasi interferenza tra i cantieri. La prima fase, che è partita da qualche giorno, riguarda lo smontaggio della parte superiore dell’AFO e di tutta la struttura in calcestruzzo che si trova sul lato Est, dove verrà costruito l’impianto di depurazione. Tutte queste operazioni saranno completate entro il prossimo mese di agosto.
La seconda fase, da realizzare entro aprile 2022, riguarderà invece la demolizione della parte inferiore dell’AFO che comprende, tra le diverse strutture, principalmente gli scambiatori di calore Cowper e l’intero piano di colata.
ArcelorMittal Italia continua a impegnarsi con serietà per rispettare tutti i termini previsti dal Piano Ambientale: obiettivo, fare di Taranto il polo siderurgico tecnologicamente più avanzato e sostenibile d’Europa.

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Giulianella (coordinatore nazionale VVF FP CGIL): “Salvini al posto di minacciare querele si occupi dell’emergenza Vigili del Fuoco”

Assemblea sindacale questa mattina all’interno del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto. L’iniziativa promossa dalla FP CGIL è servita per fare il punto della situazione all’interno del corpo più amato degli italiani eppure così poco tutelato.

Basti pensare – ha detto il coordinatore nazionale dei Vigili del Fuoco della Funzione Pubblica, Mauro Giulianella – che questi lavoratori lavorano senza avere nessun tipo di tutela INAIL riferita agli eventuali infortuni o malattie contratte durante il servizio.

Proprio così, i Vigili del Fuoco che ogni giorno entrano in contatto con fumi (a volte nocivi), sostanze pericolose come materiali altamente tossici o amianto, corrono tutti questi rischi avendo uno stipendio di media molto basso e non potendo contare sulla prima forma di riconoscimento che lo Stato potrebbe fornire loro assicurando, almeno, una copertura risarcitoria o pensionistica correlata a queste continue esposizioni.

Così a Taranto da poco riconosciuta a livello centrale come sede operativa di pregio, tanto da aver ricevuto la nomina di un dirigente superiore, si fanno i conti con le problematiche di sempre: pochi mezzi e quasi tutti vetusti (automezzi vecchi di 20 o 30 anni), una carenza d’organico ormai ultradecennale e l’impossibilità, proprio in virtù di queste ragioni, di poter assicurare alla comunità la cosiddetta seconda chiamata.

In poche parole se la squadra dei Vigili del Fuoco di Taranto che nelle ore diurne serve il Comune capoluogo da Paolo VI alla Salinella e Talsano, e poi i comuni di Statte, Monteiasi, Montemesola, Grottaglie, San Giorgio e Leporano, dovesse essere impegnata in un incendio non potrà garantire l’uscita di una squadra per un incidente o incendio che dovesse verificarsi in contemporanea.

Siamo costretti a ricorrere a squadre provenienti da altri territori – specifica Gaetano La Corte, coordinatore provinciale dei VVF di Taranto – sempre che queste squadre non siano impegnate nei loro territori. Siamo poco più di 300 e basta un raffreddore, un imprevisto per uno di noi per smontare una squadra e non essere più quel presidio di soccorso che i tarantini, da cittadini italiani, meriterebbero. Avremmo bisogno – continua La Corte – almeno di altre 40 unità.

Insomma nell’area ad alto rischio di incidente rilevante, vista la presenza del porto e della grande area industriale tarantina, il soccorso alla cittadinanza e la loro sicurezza si interpretano così.

Il Ministro Salvini che obbliga il corpo dei Vigili del Fuoco a togliere gli striscioni e querela Giuseppe Massafra, nostro segretario generale per le legittime critiche alle riforme al codice degli appalti – dice Giulianella – farebbe bene invece, a rispondere a queste emergenze, ricordando che a Taranto come altrove i Vigili del Fuoco sono l’avamposto più vicino alle istanze di soccorso degli italiani. Attendiamo pertanto di sapere da lui quando renderà esigibili i 213 milioni di euro premessi e che servirebbero per adeguare anche se in minima parte gli stipendi di questi lavoratori a quelli dei corpi europei.

All’incontro di questa mattina con i Vigili del Fuoco di Taranto, oltre ai coordinatori nazionali e provinciali, ha partecipato anche il componente della segreteria provincia della FP CGIL, Cosimo Sardelli.

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Manifestazione di alto livello europeo. Una tre giorni di grande spessore culturale e istituzionale. Le Istituzioni come espressione culturale. Dal Miur al Mibac, dagli Organismi consolari agli Enti locali. Un Istituto scolastico il Casalini di San Marzano in strettissima collaborazione con l'istituto De Amicis di Grottaglie, diretti da Maria Teresa Alfonso, al centro della cultura internazionale. Conclusosi con un dialogo tra religioni e con una immensa partecipazione la Festa dei Popoli a SAN MARZANO (TA) per la cultura. Ospiti internazionali per un incontro tra religioni e culture. Ha coordinato Mimmo Mazza. Due Istituto scolastici, l’Istituto Casalini a San Marzano e l’Istituto De Amicis di Grottaglie, hanno sviluppato la vera e grande dialettica attraverso il sapere della conoscenza e della umiltà in collaborazione con il MIBAC.

Ma noi quale luogo abitiamo realmente? Quello delle radici o quello del viaggio terminato nel quale abbiamo realmente trovato una stanzialità?
Il concetto fondamentale oggi del viaggio è il concetto della diaspora. Portiamo dentro di noi le diverse contaminazioni che ci giungono dalle culture diverse e dal confrontarsi gli uni con gli altri.
Quando la scuola fa cultura non ha un pensiero unico. Neppure un immaginario collettivo. Neppure il consociativismo illiberale. Quando la scuola fa cultura la cultura diventa scuola di pensiero libero. L’incontro con i beni culturali, e quindi con le Culture, rende la scuola originale, progettuale unica, libera e proponente nella autonomia del pensiero e non accodante. Così è stato, così è con il Casalini di San Marzano e con il De Amicis di Grottaglie.
Un’antropologia dell’anima in un incontro tra visioni religiose diverse. Proprio per le prestigiose attività culturali uniche e non riciclate o di giro le due scuole sono state candidate al Premio alla Cultura della Presidenza del consiglio dei Ministri.
Una PROGETTUALITÁ che va avanti con attività nazionali su Leonardo da Vinci Leonardo Sciascia.

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MANDURIA (TA). C’è anche la Coldiretti Manduria nella cordata “Spirito Salentino”, che si è aggiudicata la gestione, per due anni, del Parco archeologico dei Messapi e dei due poli museali manduriani, quello archeologico e quello civico. 

“Il mondo agricolo – spiega Alfonso Cavallo, presidente Coldiretti Taranto - deve diventare sempre più un soggetto attivo nel mantenimento delle risorse naturali, nella gestione e nella valorizzazione del paesaggio e del patrimonio culturale del territori. Questa è l’agricoltura che sta cambiando, adeguandosi ai tempi. L’agricoltore – aggiunge Aldo Raffaele De Sario, direttore Coldiretti Taranto – in questo contesto oltre a continuare ad essere attore di un sistema produttivo, diventa anche gestore e custode del patrimonio del territorio e di tutto cioè che ne rappresenta la storia e la cultura”.
Soddisfazione arriva da Salvatore Mero, presidente Coldiretti Manduria. E’ da lui che, circa un anno fa, è partita l’idea di poter affidare anche “agli appassionati dell’agricoltura” la gestione di quello che è il più vasto e integro parco archeologico dei Messapi. Mero parla di un progetto vincente, convinto di avere accanto nella cordata partner qualificati: l’associazione “Vento Refolo”, la cooperativa “Spirito Salentino” e lo studio di consulenza dell’archeologo Gianfranco Dimitri, “Damatra” (tutti addetti ai lavori), gli ambientalisti di Legambiente Manduria, gli organizzatori di eventi musicali “Popularia” e, indispensabile, la Pro Loco.
“Il nostro intento – spiega Mero, che, sin dall’inizio ha voluto coinvolgere in quest’idea progettuale le guide turistiche Angela Greco e Monica Marasco – è quello di legare la storia del Parco al nostro prodotto principe ovvero il Primitivo di Manduria, ma anche ad altri prodotti tipici quali formaggi o il pomodorino, che ha avuto anche un riconoscimento da Slow Food. Quindi, il Parco concepito non solo come contenitore culturale, ma anche come strumento di promozione e divulgazione della qualità dei nostri prodotti e, più in generale, del territorio”.
Per questo è stato necessario unire le forze di Coldiretti, che divulga la cultura dei prodotti di qualità, del made in Italy e del mangiare sano (nelle scuole come nei mercati Campagna Amica) con altre realtà competenti. L’idea è quella di creare eventi per portare il nome di Manduria all’attenzione dell’interesse nazionale e non solo e, con esso, la sua cultura, la sua storia le sue peculiarità gastronomiche, i prodotti della sua terra.
“La presenza di Coldiretti nella cordata che gestirà il Parco è la dimostrazione – spiega Salvatore Mero – di come l’agricoltura si stia aprendo al territorio, di come gli agricoltori, complice anche il riordino della normativa agricola, oggi possano mettersi a disposizione per la crescita del territorio, per la tutela del suo patrimonio e favorirne la valorizzazione e la promozione. Se non conosciamo e preserviamo il nostro passato, non possiamo andare avanti nel futuro”.

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Lunedì, 03 Giugno 2019 08:10

Il Moscati raccontato dal Moscati

La penna degli studenti, come in un diario, giorno per giorno, al servizio della memoria. Sarà questo il senso dell’evento finale del PON di potenziamento dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (già Alternanza Scuola Lavoro) dal titolo “Giornalismo ed Editoria” che si terrà mercoledì 5 giugno, nella aula magna “Monteleone” del plesso di via S. Elia alle ore 19:00, alla presenza della Dirigente Scolastica Anna Sturino.

Lo sguardo nelle immagini, i sorrisi sulle foto, la curiosità durante le visite esterne, la voglia di fare animando gli eventi interni: la vita scolastica narrata dentro e fuori le mura, insomma, di tutte le sedi del liceo che di Grottaglie è uno dei centri vitali dove, per definizione, viene allestito il futuro della comunità.
Durante la manifestazione finale, gli studenti corsisti del PON presenteranno il lavoro di un anno scolastico: l’annuario del liceo Moscati, risultato finale del progetto, curato dalle docenti Di Taranto, Pagano e Zappimbulso, docente valutatore Maria Pia Ettorre, con i tutor esterni esperti Mandese, Friuli e Di Leo. L’annuario contiene la storia di un intenso anno scolastico, il rapporto tra il Liceo grottagliese con il suo territorio e un’intera sezione dedicata alle foto di gruppo di tutte le classi, scattate dall’allievo Pasquale Cavallo.
Il progetto, ipertestuale tra stampa, digitale e video, verrà illustrato in anteprima la sera del 5 giugno, insieme ad immagini illustrative di tutto il percorso.

 

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L’unica cosa che è chiusa sono i centri di accoglienza.

Avetrana - 70 migranti “sbarcati” questa mattina via spiaggia sul litorale di Taranto.
Senza porto, a nuoto da una barca che li ha lasciati non sappiamo dove ed è fuggita.

Dopo lo straordinaria accoglienza e primo soccorso gratuito da parte dei cittadini di Avetrana, sono stati portati all’hotspot di Taranto.
Struttura di prima accoglienza in attesa di espletamento nuovo bando con passaggio da Comune a prefettura.

Secondo la legge e anche secondo quanto abbiamo potuto appurare con i nostri occhi durante la visita espettiva effettuata con l’on. Ubaldo Pagano , l’hotspot di Taranto non può, sia per caratteristiche strutturali che per l’ubicazione sotto i nastri trasportatori ilva, ospitare nessuno per più di 24 ore.

Così come nella visita sempre con l’on. Pagano effettuata preso il centro per il rimpatrio di Brindisi abbiamo verificato che è sovraffollato e che rari sono i rimpatri che si possono effettuare.

Il guaio ora è che il ministro dell’interno salvini ha chiuso tutte le altre strutture di accoglienza diffusa, quindi chiediamo dove verranno trasferite queste persone.

Ancora una volta la realtà contrasta con la politica sull’immigrazione di Salvini che pensa di poter risolvere a furia di circolari amministrative un fenomeno mondiale.

E l’accoglienza straordinaria, gratuita e spontanea, offerta da alcuni liberi cittadini di Avetrana dimostra che c’è un paese pronto all’accoglienza per solidarietà e non per business.

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Carosino - Fatto gravissimo ieri giornata della Festa della Repubblica. La commemorazione del 2 giugno a Carosino è stata preceduta da un comizio di circa mezz'ora in cui il Sindaco ed i neo-amministratori hanno confuso e mistificato il loro ruolo di rappresentanti ISTITUZIONALI con quello di esponenti di Carosino Adesso. Si è trattato del comizio di ringraziamento di Carosino Adesso, volutamente organizzato un attimo prima della deposizione della corona al monumento ai caduti.

Un Sindaco, quale rappresentante di tutti i cittadini, avrebbe dovuto parlare in termini istituzionali a tutta la cittadinanza e non di appartenenza politica verso i suoi elettori. Preme inoltre sottolineare un altro fatto grave: l'assenza dell'Associazione Combattenti che, per statuto nazionale, è custode di quel monumento. Assenza sia fisica dei propri rappresentanti alla cerimonia sia grafica sul manifesto del Comune. Associazione che peraltro si è particolarmente contraddistinta negli ultimi anni per aver saputo organizzare cose belle in analoghe circostanze.

Come mai?

In ultimo, la commemorazione è stata animata dalla Conturband, una band di artisti di strada che nulla ha a che vedere con il carattere ed il profilo altamente istituzionale della festa della Repubblica. Per giunta la stessa band ha intonato una musica festosa all'atto in cui si accompagnava la corona di alloro verso il monumento ai caduti. A Carosino, forse primo ed unico caso della storia della Repubblica, la commemorazione dei valori democratici della nazione si è trasformata nella festa del partito vincente. Sarà pur stata una bella festa, ma il 2 giugno è tutt'altra cosa rispetto al comizio di ringraziamento di Carosino Adesso: quanto accaduto stasera è un insulto ai valori democratici e repubblicani della nazione e dei cittadini.

E se come detto dal Sindaco, si è trattato di una coincidenza, a questo punto era una coincidenza a cui si poteva porre rimedio perché non vi era nessun obbligo di far coincidere le due cose nello stesso momento. Ai lettori  ogni dovuta considerazione in proposito.

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"Una nazione che si è sempre governata in forma repubblicana si sosterrà soltanto con le virtù, poiché, per giungere al più, bisogna sempre iniziare dal meno" (De Sade)

Un progresso sociale e culturale è quindi favorito da questa forma dello Stato, perchè il popolo dimostra la capacità di amministrarsi senza un vertice prestabilito.
Però un avvertimento, forse ancora valido, viene da De Sade: "La fierezza del repubblicano richiede una certa ferocia; se si rammollisce, se perde la propria energia, egli sarà subito soggiogato."
Forse, per questo motivo, i cittadini celebrano la simbologia e i costumi della Repubblica: per esaltare la gioia ad appartenere a questa forma di Governo; insomma per non 'rammollirsi'.
Dovremmo però riconoscere che l'Italia è uno Stato membro della Unione Europea, e quindi ha una sovranità, limitata dalle Istituzioni europee, come tutti gli altri Stati membri.
L'Europa non ha ancora una Costituzione pienamente condivisa o un Parlamento federale o confederato, democraticamente eletto, che possa arrogare a sè la funzione legislativa. Difatti il potere legislativo è svolto dalla Commissione europea (che emette le direttive che hanno forza di legge), espressione dei Governi nazionali e pertanto in contravvenzione con la divisione dei poteri dello Stato tra legislativo esecutivo e giudiziario.
È pertanto compito dei repubblicani riuscire ad armonizzare il processo di integrazione europea e ristabilire la piena democrazia con una Costituzione degna di tale nome e con degli Organi costituzionali che rispettino tutti i principi illuministi, anche la divisione dei poteri.
Questo sarebbe il migliore antidoto al fenomeno dell'euroscetticismo con la speranza di generare una nuova cultura che attribuisca all'Europa una spiritualità paragonabile a quella che percepiscono i cittadini americani.
Alcune citazioni potrebbero esserci d'aiuto: "Ciò che aveva l'aspetto della politica e si immaginava essere politica, si smaschererà un giorno come movimento religioso" (Søren Kierkegaard ).
Insomma un processo europeo, in cui gli Stati esprimono la loro volontà di stare insieme per non commettere gli errori del passato e sperando che non se ne commettano di nuovi.
Un'ultima citazione che spero possa incidere nell'immaginario, in questo processo:
"Solitari di oggi, voi che vivete separati, voi sarete un giorno un popolo. Quelli che si sono designati, essi stessi formeranno un giorno un popolo che nascerà l'esistenza che supera l'uomo" (Friedrich Nietzsche);
con la speranza che l'Europa generi un soggetto che dia pace e progresso stabile al proprio interno e al mondo.
L'assetto attuale è di parziale integrazione con alcuni processi in corso da anni, di discutibile base democratica, ma ricordando Paolo: "Quando verrà il compimento ciò che è imperfetto scomparirà" (1Corinzi 13,10)

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