Giornale notizie news cronaca Grottaglie Taranto Puglia - Items filtered by date: Sabato, 08 Giugno 2019

Torna nelle strade del centro storico di Fragagnano il “Transitus Sancti Antonii” (Transito di Sant’Antonio), la rievocazione itinerante di matrice medioevale “dedicata” ai momenti salienti della vita di Sant’Antonio da Padova, il Santo Patrono di Fragagnano.

La manifestazione si terrà, domenica 9 giugno, con partenza alle ore 19.00 da via Archimede.
Al suono delle chiarine e dei tamburi araldici, si svilupperà il corteo del “Transitus Sancti Antonii” con centinaia di protagonisti e figuranti in costumi medievali: frati, clarisse, cardinali, tamburini, cavalieri crociati, popolani e nobili.

L’evento è organizzato dall’Associazione di Promozione Socioculturale “Terra Nostra Fragagnano” in collaborazione con l’Arcidiocesi di Taranto, il Comune di Fragagnano e la Pro Loco di Fragagnano.
Quest’anno la manifestazione è inserita nel progetto Radices realizzato dall'ATS del Comune di Carosino, Maruggio, Fragagnano e Monteiasi, con il contributo dell'Avviso sullo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche (art. 45 del D.M. 1° luglio 2014) - ambito teatro.

Il “Transitus Sancti Antonii” è caratterizzato dalla rappresentazione cronologica di alcuni dei momenti più importanti dell’esistenza del Santo Taumaturgo, con una particolare attenzione ad alcuni eventi prodigiosi che Sant’Antonio ha compiuto in vita.
Anche in questa nona edizione, infatti, ci saranno anche le rappresentazioni di due famosi miracoli: il “Prodigio della Giumenta” e “il Prodigio del Cuore dell’Avaro”.
Al termine dell'evento i bambini potranno giocare con divertilandia e nel laboratorio della lana cardata dove i bimbi, e non solo, potranno creare meravigliosi manufatti; sarà possibile, inoltre, assistere a un combattimento medievale e allo spettacolo degli sbandieratori.

Alla manifestazione “Transito di Sant’Antonio di Fragagnano” parteciperanno il laboratorio di lana cardata e fiaba per bambini di Antonietta Ferrari di Nardò, i tamburini del Barone di Freganius, il Gruppo sbandieratori e musici “Rione San Basilio” di Oria, la Compagnia d’arme “Militia Regis” di Oria, la Scuola Koreia di Pulsano con la danza medievale, il Duo Reptail (serpenti) di Oria e la Scuderia “De Padova” di San Marzano di San Giuseppe.

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"Un piano strategico non funziona quando i tecnici si siedono ad un tavolo e stilano masterplan. I piani strategici funzionano quando cambiano il modo di pensare e la cultura delle persone che abitano le città ".
Pensieri e parole sono di Franco Milella, esperto di sviluppo locale e consulente Asset (l'Agenzia regionale per lo sviluppo ecosostenibile del territorio cui è stato affidato il compito di redigere il piano strategico della legge regionale speciale per Taranto, approvata a gennaio del 2018 dopo un certosino lavoro portato avanti dal consigliere Liviano), ospite venerdì sera del consigliere regionale Gianni Liviano e dell'associazione "Le città che vogliamo".
"Quale piano strategico per il futuro prossimo di Taranto?", questo il tema dell'incontro organizzato, ha spiegato, presentando l'ospite, il consigliere regionale Gianni Liviano, "per capire a che punto è la realizzazione del piano strategico. Abbiamo voluto organizzare questo incontro - ha aggiunto - in un periodo particolare in cui la città ha bisogno di prospettive di speranza, attraversata, come è0di vista il dopo".
Partire dai cittadini, dunque, questo il mantra alla base del piano strategico pensato da Asset e dai suoi consulenti, e dall'indice di percezione degli stessi sulle necessità della città.
Una fotografia sulla cui pellicola sono state impresse analisi e soluzioni, simulazioni scientifiche di base per avere indicatori di partenza.
"Al 20 novembre dello scorso anno - ha spiegato Milella - Taranto registrava il numero più basso di startup, 13, contro le 67 di Lecce. Questo dato ci racconta che, nonostante, la presenza della grande industria, Taranto non è stata capace di sviluppare servizi alle imprese, come accaduto in altre realtà industriali. Il più basso indice di imprenditorialità e un'industria calata dall'alto hanno generato un fenomeno di impigrimento".
Insomma, un piano che non mira alla realizzazione di infrastrutture e opere pubbliche pure e semplici, "perché non è la logica del cantiere che crea sviluppo" ha sottolineato Milella, ma le infrastrutture si realizzano "se generano servizi in una logica di programmi in cui i progetti si parlano tra loro piuttosto che sommarsi. Le persone devono avere la sensazione che le cose si possono fare". L'obiettivo è quello di esprimere la governance del piano "attraverso: un approccio reticolare dal basso verso l'alto; l'inclusione e la partecipazione civica; il confronto informato partendo da una base di dati oggettivi e interpretabili e confrontarsi su questi. Perché - ha poi concluso Milella - il piano strategico è efficace se i cittadini sono informati, consapevoli e protagonisti e se può contare su un presidio territoriale del piano e dei suoi attori, nel nostro caso il TaLab, con funzioni di attivare giovani expertise e competenze dedicate all'accompagnamento e all'attuazione del piano strategico; di supporto diretto di progettazione all'amministrazione locale supplendo alle carenze di organico; di facilitare il confronto, la diffusione e la comunicazione del piano; di garantire la produzione di reportistica sull'avanzamento di programmi e progetti; di organizzare il calendario di eventi, essere sede aperta al pubblico per favorire il confronto informato con l'opinione pubblica".

Di seguito il video servizio con le interviste di Cinzia Amorosino

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Lunedì 10 giugno, a partire dalle ore 11.00, nella Stazione Navale Mar Grande di Taranto si celebrerà la Giornata della Marina 2019 alla presenza del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli, e del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli. 

Taranto, città-chiave per la Marina e polo navale più grande per numero di navi e personale impiegato, torna ad ospitare, dopo 12 anni, la giornata dedicata agli uomini e alle donne della Forza Armata e alle loro famiglie. Uno degli eventi più carichi di significato sarà la consegna della Bandiera di combattimento alla Fregata Martinengo, simbolo del senso d’appartenenza alla Patria e ingresso ufficiale della nave all’interno della Squadra Navale.
La popolazione sarà libera di partecipare e unirsi ai marinai e loro familiari in una delle più rappresentative e tradizionali celebrazioni della Marina, intrisa dei valori di solidarietà reciproca, passione, umanità ed elevata professionalità. Il fitto programma delle attività comprende anche le visite alle molte navi presenti nella Stazione Navale Mar Grande, tra cui la nave scuola Amerigo Vespucci e la portaeromobili Giuseppe Garibaldi.
Sarà possibile visitare anche nave Corsi della Guardia Costiera, corpo con la quale la Marina festeggia simbolicamente la propria giornata come un unico grande equipaggio di uomini e donne, militari e civili che, con sacrificio , rigore e professionalità, svolgono dal mare e sul mare attività per la stabiliità e sicurezza internazionale e del Paese.
La sera del 10 giugno, sempre a Taranto, la Banda Musicale della Marina offrirà un concerto gratuito aperto al pubblico dalle ore 19:30 presso Piazza Garibaldi.
Per chi non potrà essere presente a Taranto, la diretta streaming della cerimonia sarà disponibile sui canali Youtube e Facebook della Marina Militare.

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Taranto – ArcelorMittal Italia, così come richiesto dalla prescrizione AIA e nel pieno rispetto dei tempi previsti, ha completato la copertura della discarica per rifiuti non pericolosi “G2”, che si trova nell’area Mater Gratiae, il 31 maggio scorso.
La copertura, come stabilito dalla normativa, è stata realizzata con: un primo strato di regolarizzazione in frantumato calcareo di 30 cm; un successivo strato d’impermeabilizzazione in argilla di 70 cm; un geotessile di protezione e separazione argilla; uno strato di drenaggio in frantumato calcareo di 50 cm; un ulteriore geotessile di separazione dello strato drenante; uno strato di terreno vegetale di 1 m. Alberi e piante compatibili con la macchia mediterranea completeranno la copertura.

La superficie interessata è di circa 120.000 mq, suddivisa su 4 livelli di terrazzamento ognuno dei quali è dotato di viabilità e di un sistema di raccolta delle acque piovane, che convoglia le piogge all’interno di vasche con capienza di circa 5.000 mc, in grado di suddividere le acque di prima pioggia, da quelle di seconda, che possono così essere utilizzate per l’irrigazione.

Così come previsto dalla normativa, terminato l’intervento di capping finale – un investimento del valore di circa 4 milioni di euro, che ha coinvolto 8 aziende pugliesi – la discarica “G2” continuerà a essere gestita anche in fase post-operativa.
Dopo il via libera all’installazione dei filtri MEROS, la copertura della discarica “G2” è un altro importante tassello del Piano ambientale e conferma l’impegno di ArcelorMittal per realizzare investimenti che solo sul fronte della sostenibilità valgono 1,15 miliardi di euro.

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Positivo confronto oggi tra Regione Puglia e l’azienda Leonardo: previsti entro il 2020, investimenti per 28 milioni di euro, 100 nuovi occupati e nuove commesse per lavorazioni ad aziende dell’indotto.
Si è svolto questa mattina un serrato e proficuo incontro con il management dell’azienda Leonardo e con le rappresentanze sindacali finalizzato a conoscere i contenuti del Piano Industriale per quanto concerne lo sviluppo delle attività negli stabilimenti pugliesi. Va premesso che dopo molti anni finalmente è ripreso il confronto istituzionale tra Regione ed azienda che, nel ribadire la forte espansione del suo business, ha confermato la strategicità della sua presenza nella nostra regione e ha annunciato, a breve, l’avvio di significativi investimenti, pari a circa 28 milioni di euro, per gli stabilimenti di Grottaglie e Foggia, con ricadute occupazionali importanti, tra il 2019 e il 2020, pari a circa 100 nuovi posti di lavoro complessivi.

Allo stesso tempo Leonardo ha annunciato che, per quanto riguarda lo stabilimento di Grottaglie, porterà a compimento la stabilizzazione di tutti i lavoratori interinali per un totale di 100 unità lavorative stabilizzate, preannunciando anche la rinuncia al processo di internalizzazione di alcune lavorazioni di fabbricazione e di montaggio dei pezzi delle fusoliere, che, quindi, saranno affidate all’esterno, dando in questo modo concrete possibilità di crescita anche a tutto l’indotto formato da piccole e medie imprese che gravitano attorno all’azienda. Questo, ovviamente, porterà nuovi posti di lavoro ad alto valore aggiunto per i siti di Grottaglie e Foggia, viste le nuove e importanti commesse ottenute da Leonardo da parte di Boeing e Airbus.

Il confronto con l’azienda proseguirà nelle prossime settimane per fare il punto della situazione sulla divisione “elicotteri” di Brindisi e su quella “terrestre/navale” presente a Taranto, per avere il quadro completo di una delle più importanti realtà industriali presenti sul nostro territorio. Soddisfatti dinnanzi a queste rassicurazioni sono apparsi anche i sindacati che si sono confrontati direttamente con la regione in un incontro successivo, anche se i rappresentanti dei lavoratori chiedono maggiori dettagli per poter valutare complessivamente il Piano Industriale. Come Assessore allo Sviluppo Economico ho rappresentato al dott. Giancarlo Schisano, capo Divisione Aerostrutture di Leonardo, l’opportunità di organizzare a breve un incontro ufficiale tra il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’amministratore Delegato dell’azienda, Alessandro Profumo, per illustrare tutti gli investimenti importanti che già a partire dai prossimi mesi, con la sottoscrizione di un rilevante Contratto di Programma tra Leonardo e l’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione, saranno messi in campo per il raggiungimento di nuovi e più ambiziosi obiettivi, con notevoli e positive ricadute in termini di crescita economica e occupazionale per il territorio, senza impatti negativi per l’ambiente.

Quella scritta oggi rappresenta certamente una pagina di buona politica e posso assicurare che proseguirà il confronto tra l’Assessorato che ho l’onore di guidare e l’azienda Leonardo, anche con il proficuo supporto del capo dipartimento sviluppo economico, Prof. Nico Laforgia, col Presidente della Task Force “Occupazione”, Leo Caroli, e con la preziosa collaborazione della dott.ssa Elisabetta Biancolillo, direttrice della sezione “Aree di crisi industriale” della Regione, ai quali va il mio ringraziamento.


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Importante Consiglio comunale monotematico sulla vertenza che sta interessando il lavoratori della Mercatone Uno, questo pomeriggio a Francavilla Fontana, al quale ho preso parte.

Abbiamo affrontato il tema della crisi della grande catena italiana di distribuzione.

La notizia arrivata in giornata della retrocessione concessa dal Tribunale di Bologna a favore dei commissari amministratori straordinari della Mercatone Uno fa ben sperare sugli spiragli che possono così aprirsi.

In primis gli stessi commissari potranno chiedere l'autorizzazione per la cassa integrazione guadagni al Ministero del Lavoro che si è già impegnato a concederla: questo è un primo aspetto importante!

Gli stessi commissari potranno iniziare la procedura per la ricerca di soggetti che possano acquisire e dunque rilevare il complesso di negozi che in Puglia conta sei punti vendita con 260 dipendenti. C’è la possibilità inoltre che gli stessi commissari straordinari possano chiedere sempre al Tribunale la concessione all'esercizio dell'uso, e quindi l'apertura dei punti vendita, per evitare anche le azioni di sciacallaggio e teppismo che purtroppo stanno già verificandosi in queste. La riapertura dei punti vendita è altresì auspicabile per testimoniare che in ogni caso l’azienda è potenzialmente in forma.

Il nostro impegno come Regione Puglia e come Task Force regionale per l'occupazione proseguirà. Continueremo a seguire la vicenda, a monitorare e a sollecitare un'azione sinergica tra Istituzioni, Sindacati e Commissari straordinari , poichè siamo convinti che la Mercatone Uno può ancora avere un futuro imprenditoriale nella nostra regione e dunque continuare ad occupare lavoratori, pur essendo consapevoli della crisi della grande distribuzione causata dall’incremento vertiginoso degli acquisti on line che stanno penalizzando il settore.

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Per pura casualità, era Marzo 2014. Una Signora che per comodità chiameremo Anna. (Abbiamo scelto questa copertina a corredo di questo articolo per sottolineare che spesso c'è un divario tra il dire e fare. ndr)
Anna chiede di effettuare una Mammografia e le viene risposto: la prima data utile è marzo 2016. Accetta la data, visto che altrimenti sarebbe dovuta andare a pagamento in una struttura privata per effettuare la prestazione.
Perche in altre discipline oggi, interpellati i CUP rispondono che addirittura non hanno disponibilità, quindi rivolgersi a strutture private a pagamento se vuoi curarti.
Qualche giorno dopo riceve una telefonata dalla struttura ASL chiedendole se era disponibile ad effettuare la prestazione ( Mammografia ed Ecografia ) il giorno15 marzo 2014 presso l’Ospedale della Valle D’Itria di Martina Franca.
Anna accetta la data e si reca ad effettuare quanto previsto.
Fatta la mammografia e l’Ecografia, la dottoressa che esegue l’esame la invita ad attendere per avere il referto.
Dopo pochi minuti, Anna viene richiamata dalla dottoressa per un ulteriore approfondimento dell’Esame, questa volta con la presenza del Primario del Reparto di Radiologia.
Terminato l’ulteriore Esame la signora, il marito e la figlia che l’accompagnavano vengono convocati nello Studio del Primario.
Il Primario e la dottoressa con grandissima professionalità ma con altrettanta decisione comunicano agli astanti la presenza di un carcinoma al seno sinistro della signora.
Tutto il mondo casca sulla testa dei tre, moglie, marito e figlia i quali cadono in un profondo sconforto per la comunicazione ricevuta.
Per giunta, nel comunicare l’esito dell’esame, il Primario comunica anche che approfondendo gli esami precedenti fatti presso una struttura privata e quindi a pagamento, si evidenziava la presenza del carcinoma già in precedenza ma non rilevato dalla struttura privata.
I tre, per quello che poteva essere, vengono assicurati dal primario circa l’evolversi della situazione e comunicava loro che preso l’Ospedale di Martina Franca prestava la sua opera un ottimo chirurgo-senologo quindi si adoperava per far avere con lo stesso un incontro per il giorno dopo.
L’incontro avveniva regolarmente con puntualità chirurgica.
Nell’incontro, il chirurgo-senologo spiega e fornisce ai quattro, perché allo stesso era presente anche l’altro figlio di Anna, tutto l’iter ed il percorso che la paziente, presso l’Ospedale di Martina Franca o altri Ospedali Italiani avrebbe fatto.
I quattro ascoltano con molta apprensione le notizie che il caso richiedeva.
La chiarezza delle informazioni ricevute, la professionalità del chirurgo dimostrata fanno si che gli astanti decidono di affidarsi alle strutture presenti nella ASL di Taranto ed allo staff dell’Ospedale di Martina Franca per l’effettuazione dell’intervento chirurgico e tutto l’Iter post operatorio.
Tutto l’Iter preparatorio viene programmato e seguito dallo staff del chirurgo che accompagna la paziente verso l’intervento.
Il giorno 04 aprile 2014 viene effettuato l’Intervento dopo aver effettuato tutti gli esami del caso, con esito magnificamente riuscito senza alcuna complicanza e dopo tre giorni Anna torna a casa.
Fino alle dimissioni dall’Ospedale di Martina Franca nonostante tutto, l’iter è preciso e normale, i problemi cominciano dal giorno dopo.
Comincia il dopo intervento che normalmente dura cinque anni con la presa in carico della paziente dal gruppo di lavoro Oncologico presso L’ospedale S. G. Moscati.
Visita oncologica, Piano Terapeutico che prevede, fortunatamente in quel caso, solo Sedute di Radioterapia.
Dopo due controlli intervallati di alcuni mesi, il medico oncologo comunica ad Anna che si trasferisce presso l’Ospedale di Castellana Grotte.
Per avere la continuità di assistenza Anna decide di continuare ad essere seguita dallo stesso Oncologo quindi significa che ogni sei mesi e ogni qualvolta ha bisogno deve recarsi presso il Nosocomio di Castellana Grotte partendo dal suo domicilio di un Comune della Zona orientale della Provincia di Taranto.
Per sottoporsi al controllo oncologico finale, ogni sei mesi Anna deve effettuare una serie di esami strumentali e non, circa dieci, che preparate le impegnative e recatasi presso il CUP, lo stesso destinava la esecuzione degli stessi presso le strutture di competenza le quali dislocate da Manduria a Ginosa passando per Grottaglie, San Marzano, Pulsano, San Giorgio Jonico, Taranto, Massafra, e Castellaneta.
Tutto questo da giugno 2014 ad oggi compreso gli ultimi esami fino a giugno 2019 ogni sei mesi e che continueranno avita ogni anno.
L’esenzione per Anna è lo 048, numero che le permette di effettuare tutte le prestazioni senza il relativo pagamento del ticket.
Si comprende subito che Anna non essendo Patentata e quindi Automunita ed avendo bisogno di essere accompagnata, anche per le precarie condizioni di salute, nel corso degli anni ha dovuto subire un vero e proprio calvario con dispendio di tempo e danari anche da parte dei familiari per potersi sottoporre ai vari esami e controlli i quali, come detto in precedenza venivano e vengono effettuati nelle varie strutture della ASL dislocate in tutta la Provincia di Taranto.
La signora dopo che viene dimessa dall’Ospedale di Martina Franca fa domanda di riconoscimento dell’Indennità civile e dopo che si sottopone a visita collegiale le viene riconosciuta tale invalidità all’85% con relativo assegno mensile di 239 euro che doveva ricevere per tutti e cinque gli anni del decorso iter.
Allo scadere del primo anno viene chiamata per sottoporsi a visita di controllo da parte della struttura dell’INPS con una al quanto discutibile e sommaria visita della paziente, una stretta di mano ed una guardata ad alcuni esami portati a corredo.
Alla stessa viene revocato l’assegno mensile perché a detta dei Signori Medici INPS la stessa godeva di ottima salute facendole scendere la percentuale di invalidità al di sotto della fascia di riconoscimento tale da revocarle l’assegno mensile.
Oltre a tale disagio e dispendio di danari, l’iter prevede che la paziente oltre ad altri deve prendere ogni giorno un farmaco che serve per la cura il quale non fornito dal SSN, quindi a pagamento, 14 euro la confezione, per due ogni mese.
Perché si è voluto raccontare la storia di questa signora come tante altre ancora e purtroppo ancora altre in seguito.
Il primo aspetto riguarda la prevenzione che dovrebbe essere incrementata ancora di più per tutte le donne e fatta con regolare periodicità rispetto alle condizioni ambientali della Provincia di Taranto e non viene fatta perché mancano personale e strutture.
Il secondo, visto il numero elevato dei pazienti oncologici della stessa Provincia di Taranto, si propone un percorso che vede gli stessi pazienti che periodicamente si devono sottoporre ai relativi esami che si concludono con la visita Oncologica ogni sei mesi, in considerazione di tante strutture ospedaliere abbandonate, gli stessi, con una programmazione seria e puntuale potrebbero svolgere tutto l’iter dei pazienti in una sola giornata in Day Hospital, magari divisi per zone, una presso una struttura dell’area orientale e l’altra presso una struttura dell’area occidentale per far si da non peregrinare per tutto l’arco della intera Provincia e per tutto l’arco temporale occorrente come avviene in altre realtà Italiane.
Prima delle considerazioni finali ci preme sottolineare un altro problema.
La signora in questione purtroppo, in quest’ultimo periodo ha subito un altro intervento, questa volta alla Tiroide.
Questo intervento ha dovuto effettuarlo a Roma perche il Medico-Endocrinologo della ASL l’ha indirizzata presso l’Ospedale A. Gemelli perché prima dell’intervento la stessa si doveva sottoporre ad una “PET” con Melatonina che al momento si può fare solo a Roma o a Pisa, presso le strutture della Regione Puglia forse tra tantissimi anni.
Quindi ancora spese fra visita privata, viaggi (N° 3) e soggiorno a Roma di un familiare che l’accompagnava ed il pagamento della tassa di soggiorno.
Il tutto di questa storia per far capire a coloro che gestiscono il “SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE” ed alla “REGIONE PUGLIA” nella persona del Presidente Emiliano nonché Assessore alla Sanità, agli Assessori e a tutto il Consiglio Regionale compresi tutti i Responsabili nominati a gestire i servizi del Settore Sanità ed altri attori che non compaiono, che questa situazione è oramai è diventata insostenibile sotto tutti gli aspetti etici e morali e ci fermiamo qui.
Tutti i Piani della Regione Puglia passati e recenti prevedono la chiusura di tante strutture anche se perfettamente efficienti per eliminare costi e sprechi e costruirne altre inutili, si poteva efficientare quelli esistenti senza abbandonare strutture anche nuove e mai utilizzate per far si da avere tante eccellenze di prossimità, senza sprecare soldi per costruire nuovi ospedali.
Si dovrebbe passare con decisione alla fase per eliminare le tante spese superflue che ancora insistono e cercare di eliminare la corruzione ancora esistente e fare le dovute assunzioni di tutto il personale mancante per avere livelli di assistenza accettabili.
Infine, ci corre l’obbligo di fare un grandissimo plauso alle tante Professionalità Eccellenti presenti presso le Strutture Pubbliche tra medici, infermieri e tutto il personale ausiliario i quali tra mille difficoltà ancora riescono a farci avere un grado di assistenza accettabile.
Sig. Presidente, Direttore Dipartimento Sanità Regionale, Direttori ASL e tutti coloro deputati alla gestione della Sanità Pugliese, avremmo voluto non raccontare mai questa storia che è uguale a tante altre che in molti casi è ancora più grave di questa, quindi l’esame di coscienza è obbligatorio.
Questa storia non è per mera propaganda politica ma per richiamare ognuno alle proprie responsabilità.
Sarebbe gradita una risposta di qualsiasi natura.

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"Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità la mozione, che ho presentato insieme al collega Donato Pentassuglia, che punta a sbloccare la situazione di impasse che vede i docenti e il personale amministrativo dell'istituto di Alti studi musicali Paisiello senza stipendi da oltre quattro mesi"
A darne notizia è il consigliere regionale Gianni Liviano che spiega: "con la mozione approvata si impegna il presidente Emiliano e la giunta a farsi garanti, in favore dell’istituto Paisiello, nei confronti della Provincia in modo che la stessa possa procedere all'anticipazione delle risorse provenienti dal Miur”.
Sull’intricata vicenda del Conservatorio tarantino la Regione torna in campo così come del resto deciso durante l’audizione, avvenuta in VI commissione consiliare lo scorso 16 maggio, del presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, e il presidente del cda insieme al direttore del Paisiello, Domenico Rana e Gabriele Maggi.
“In quell’occasione - ricorda il consigliere regionale tarantino - il presidente della Provincia Gugliotti ribadì di essere pronto a venire incontro alle esigenze di docenti e amministrativi anticipando le somme necessarie per il pagamento degli emolumenti purché il Miur ne avesse garantito la rifondazione nel momento in cui sarebbero diventati operativi gli stanziamenti previsti dal governo nei confronti degli istituti musicali, e il Paisiello è tra questi, per i quali è in itinere il processo di statalizzazione”.
Di qui la decisione di investire in pieno della problematica il presidente Emiliano e la sua Giunta anche perchè, ricorda ancora Liviano, “già in precedenti occasioni la Regione è intervenuta con stanziamenti straordinari per garantire il corretto esercizio del Conservatorio. Penso a quando, assessore regionale, feci sbloccare un finanziamento di 1 milione di euro che, insieme a quello messo a disposizione dall’allora sottosegretario D’Onghia e dalla Provincia, permise il ritiro da parte dell’ente provinciale delle lettere di mobilità recapitate ai docenti. Docenti - aggiunge Liviano - che, insieme al personale amministrativo, stanno garantendo lo svolgimento regolare delle lezioni e delle sessioni d'esame pur non percependo da più di quattro mesi ormai lo stipendio. In questo momento più che mai - conclude Liviano - serve un fronte comune che possa finalmente smuovere il Ministero in modo che la Provincia possa anticipare le somme necessarie al pagamento degli emolumenti arretrati e, soprattutto, che acceleri l’iter di statalizzazione che, se giungesse in porto, permetterebbe all’istituto Paisiello di vivere di vita propria”.

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